{"id":1997,"date":"2006-07-26T00:00:36","date_gmt":"2006-07-25T22:00:36","guid":{"rendered":"http:\/\/www.esonet.it\/?p=1997"},"modified":"2023-11-04T12:58:16","modified_gmt":"2023-11-04T11:58:16","slug":"teologia-degli-antichi-sacerdoti-catari-parte-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.esonet.it\/?p=1997","title":{"rendered":"Teologia degli antichi sacerdoti Catari &#8211; Parte 2"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/www.esonet.it\/?cat=63\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%20370%20247'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load alignright\" title=\"Storia Nascosta\" data-lazy-src=\"images\/topics\/Storia1.jpg\" alt=\"Storia Nascosta\" align=\"right\" border=\"0\" \/><noscript><img decoding=\"async\" class=\"alignright\" title=\"Storia Nascosta\" src=\"images\/topics\/Storia1.jpg\" alt=\"Storia Nascosta\" align=\"right\" border=\"0\" \/><\/noscript><\/a><strong>La Societ\u00e0 Occitana<\/strong><\/p>\n<p>Nel XII Secolo, lungo le strade dei paesi di Lingua d\u2019Oc (nonch\u00e9 nel Veneto, Lombardia e Toscana) si vedevano camminare \u00abuomini e donne\u00bb vestiti di una lunga tonaca nera ed una cordicella stretta in vita.<br \/>\nLa Francia era solo abbozzata, e la Loira costituiva una frontiera effettiva che separava due civilt\u00e0 molto diverse. A nord di quella frontiera la Francia vera e propria&#8230; a sud, l\u2019Occitania, profondamente segnata dalla civilt\u00e0 greco-romana in cui emergeva la potenza dei conti di Tolosa, soprannominati \u201cre del Mezzogiorno\u201d.<\/p>\n<table border=\"0\" width=\"100%\">\n<tbody>\n<tr>\n<td scope=\"col\">\n<div align=\"center\">\n<h3 align=\"left\"><em><a name=\"su\"><\/a> <\/em>Teologia degli antichi sacerdoti Catari &#8211; Parte 2<\/h3>\n<p align=\"left\">di Luigi G. Navigatore<br \/>\na cura di Athos A. Altomonte<\/p>\n<\/div>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td scope=\"row\">\n<div align=\"justify\">\n<h4>La Societ\u00e0 Occitana<\/h4>\n<p>Nel XII Secolo, lungo le strade dei paesi di Lingua d\u2019Oc (nonch\u00e9 nel Veneto, Lombardia e Toscana) si vedevano camminare \u00abuomini e donne\u00bb vestiti di una lunga tonaca nera ed una cordicella stretta in vita. Erano magri perch\u00e8 parchi col cibo; le loro mani non erano lisce perch\u00e8 lavoravano. Il contadino si inginocchiava quando li incontrava per ricevere la loro benedizione; il borghese li ascoltava con rispetto predicare sulle piazze della citt\u00e0; il nobile li accoglieva volentieri nel suo castello per discutere con loro anche dei grandi enigmi dell\u2019uomo: che cosa \u00e8 lo spirito, la materia, che cosa \u00e8 Dio e cosa ha voluto per il genere umano. Erano gli antichi sacerdoti catari, chiamati \u00abbuoni uomini e buone\u00bb perch\u00e8 praticavano una vita austera, pur essendo indulgenti con gli altri. Ma per gli abati ed i vescovi erano soltanto eretici.<\/p>\n<p>La Francia era solo abbozzata, e la Loira costituiva una frontiera effettiva che separava due civilt\u00e0 molto diverse. A nord di quella frontiera la Francia vera e propria, paese in cui il capo di origine germanica Clodoveo* e i suoi successori dominavano il regno con il placet della Chiesa Cattolica; a sud, l\u2019Occitania, profondamente segnata dalla civilt\u00e0 greco-romana in cui emergeva la potenza dei conti di Tolosa, soprannominati \u201cre del Mezzogiorno\u201d.<\/p>\n<p>__________<\/p>\n<p>* <em>\u00abmitis depone colla, Sicamber. Adora quod incendiasti, incendia quod adorasti\u00bb<\/em>; fu l\u2019esortazione di San Remigio prima del suo battesimo e della successiva incoronazione.<\/p>\n<p>__________<\/p>\n<p>Governata dalla autorit\u00e0 dei consoli, la citt\u00e0 occitana di Tolosa formava, nel medioevo, una sorta di repubblica. Erano otto, uno per quartiere, ed erano eletti per un anno. Amministravano la citt\u00e0, la giustizia e comandavano l\u2019esercito. Si facevano chiamare capi dei nobili, per sottolineare la vastit\u00e0 del loro potere e furono protettori dei Catari.<\/p>\n<p>I due paesi differivano innanzitutto e profondamente per la lingua: lo stesso animale, lo stesso albero si chiamavano \u201cchien\u201d, \u201ch\u00e8tre\u201d nella lingua d\u2019oil a nord; \u201cgos\u201d, \u201cfaja\u201d nella lingua d\u2019oc, a sud. Un tolosano o un albigese che si fosse recato a Barcellona non si sarebbe certo sentito spaesato; un parigino o un piccardo, giungendo a Tolosa, Arles o Limoges, avrebbe avuto invece l\u2019impressione di trovarsi in terra straniera.<\/p>\n<p>Nel Sud, le campagne erano pi\u00f9 fertili che nel Nord e le citt\u00e0 pi\u00f9 numerose e pi\u00f9 ricche; al Nord il feudalesimo era potente e la borghesia ancora debole; al Sud il feudalesimo era meno potente e la borghesia gi\u00e0 avanzata. Pertanto, i valori e gli ideali erano diversi: mentre i francesi (del nord) valorizzavano lo spirito di conquista e di guerra, gli Occitani coltivavano prima di tutto lo scambio delle merci e delle idee; i primi erano campioni di una rigida gerarchia sociale in cui ogni gruppo aveva il suo posto assegnato, secondo un piano predisposto da Dio stesso (o dai suoi Pastori dell\u2019unit\u00e0 che era la stessa cosa), mentre i secondi avevano gettato le basi di una societ\u00e0 pi\u00f9 aperta, legata a ci\u00f2 che chiamavano il <em>paratge <\/em> (la parit\u00e0), nozione che \u00e8 stata poi definita <em>una specie di elegante uguaglianza superiore.<\/em><\/p>\n<p>La civilt\u00e0 occitana non era solamente diversa da quella della Francia del nord; era, sotto molti aspetti, la civilt\u00e0 pi\u00f9 avanzata d\u2019Europa; in pieno medioevo, preannunciava gi\u00e0 il Rinascimento, come gi\u00e0 la Sicilia di Federico II.<\/p>\n<p>In primo luogo, le barriere che separavano le varie classi sociali, altrove insuperabili, non lo erano in Occitania.<\/p>\n<p>Il diritto di primogenitura non esisteva: alla morte di un signore, i suoi beni andavano a tutti i suoi figli di entrambe i sessi. Ne derivavano alcune conseguenze molto importanti: i nobili, non potendo mantenersi in gruppi numerosi sulla terra di famiglia, andavano spesso a vivere in citt\u00e0 e si dedicavano, come i borghesi, al commercio ed all\u2019industria; in tal modo si attenuavano le differenze tra nobilt\u00e0 e borghesia, i cui figli si univano spesso tra loro in matrimonio.<\/p>\n<p>Le citt\u00e0 occitane, per la maggior parte, erano vere e proprie repubbliche governate da <strong><em>consoli <\/em><\/strong> (<em>capitouls<\/em>), magistrati municipali che godevano di ampi poteri e che venivano scelti tra nobili e tra borghesi: bastava che un borghese avesse esercitato una delle massime cariche pubbliche per essere automaticamente nobilitato con la sua discendenza.<\/p>\n<p>D\u2019altra parte, i servi erano stati affrancati in anticipo ed in gran numero ancor prima che nel resto d\u2019Europa; vi erano quindi molti contadini liberi e quelli che in teoria non lo erano, ancora godevano, di fatto, di grandi libert\u00e0 poich\u00e9 i loro signori vivevano spesso lontano dalle campagne. Le citt\u00e0 avevano, a loro volta, necessit\u00e0 crescenti, cos\u00ec, il contadino divenne ben presto artigiano e poi borghese.<\/p>\n<p>La civilt\u00e0 occitana medievale si dimostrava molto avanzata nei confronti della donna. In un\u2019epoca in cui, altrove, la donna veniva considerata come la serva dell\u2019uomo, quella occitana amministrava da s\u00e9 i propri beni e partecipava alla vita pubblica. Sopratutto, si proclamava che la donna era libera del suo corpo e dei suoi sentimenti; la poesia dei trovatori instaurava persino un vero e proprio culto della donna, che veniva posta al centro dell\u2019universo affettivo.<\/p>\n<p>L\u2019originalit\u00e0 e l\u2019audacia di questa civilt\u00e0 meridionale si rivelavano anche in campo religioso. Nella Francia del nord, dopo la conversione di Clodoveo, il Cattolicesimo giocava le sue carte per la sopravvivenza quale religione di stato e, di fatto, trionfava.<\/p>\n<p>Nel Nord mentre sorgevano le prime cattedrali, il popolo e i potenti, animati da fede sincera ma rozza, accettavano ciecamente i dogmi e le regole di vita imposti dalla Chiesa sotto l\u2019autorit\u00e0 suprema del Papa; la minima dissidenza, stigmatizzata come eresia, portava diritto al rogo e tutti trovavano naturale tale stato di cose.<\/p>\n<p>Nei paesi di lingua d\u2019oc le cose andavano diversamente. Quei paesi erano sempre stati un crocevia di civilt\u00e0 diverse. Vi erano stati venerati dapprima gli dei celtici, poi quelli greco-romani. All\u2019inizio del V secolo, il regno di Roma era stato sostituito da quello dei Visigoti, che fondarono un vasto regno, dalla Loira ai Pirenei e dal Mediterraneo all\u2019Atlantico, stabilendo la loro capitale a Tolosa. I visigoti erano cristiani, ma professavano una dottrina sofisticata e condannata dalla Chiesa [concilio di Nicea del 325]: quella del prete orientale Ario [280-336]. Ario aveva negato la divinit\u00e0 di Cristo, in nome di un monoteismo rigoroso: non soltanto, diceva, \u00e8 contraddittorio insegnare che il Figlio \u00e8 stato generato dal Padre e che nello stesso tempo \u00e8 coetaneo a Lui; ma sarebbe come sostenere che vi sono due divinit\u00e0 quando ce n\u2019\u00e8 una sola. [Come \u00e8 possibile allora, sostenevano alcuni con preciso sillogismo, che i Visigoti, i Sicambri (trib\u00f9 dei Franchi, germanici) \u2013 popolazioni avvezze alla potest\u00e0 della spada \u2013 possano onorare il Ges\u00f9 Cristo morto sulla croce? Pu\u00f2 un re combattivo e \u201cvincente\u201d prostrarsi ad un re morto e \u201cperdente\u201d?]<\/p>\n<p>Il mezzogiorno quindi aveva visto arrivare dal nord i Franchi \u201ccattolici\u201d e dal sud gli arabi musulmani. In quel crogiolo di esperienze disparate, si erano sviluppati il gusto della controversia e lo spirito di tolleranza. L\u2019occitania medievale, quindi, ignorava l\u2019antisemitismo aggressivo che infieriva allora in molte parti del mondo cristiano. Gli Ebrei avevano accesso alle funzioni pubbliche e praticavano liberamente la loro religione. Fu proprio tra i sapienti rabbini di Carcassona, di Narbona e di Funel che rifior\u00ec, nel XII secolo, la cabala. Gli antichi sacerdoti catari operavano in questa atmosfera di liberalismo religioso.<\/p>\n<p>Vi erano stati Catari anche nella Francia del nord, ma il loro numero era sempre stato limitatissimo e, sopratutto, erano circondati da una incomprensione che diventava odio. Nel 1022, due canonici di Orl\u00e9ans, Etienne e Lysoe, sospettati di catarismo, erano stati arsi vivi; prima che salissero al rogo, la regina di Francia, Costanza, di cui Etienne era stato il confessore, li aveva personalmente accecati col puntale del suo bastone.<\/p>\n<p>Nel 1120, a Soissons, il popolo strapp\u00f2 altri due catari dalla prigione e li linci\u00f2, \u201cper timore che la Chiesa li risparmiasse\u201d.<\/p>\n<p>Nel mezzogiorno, la situazione aveva tutt\u2019altri caratteri. Era la chiesa cattolica a essere impopolare in tutto il paese. Si rimproverava all\u2019alto clero il suo lusso insolente e la corruzione dei suoi costumi.<\/p>\n<p>Fin dal 1145, <strong><em>San Bernardo<\/em><\/strong>, recatosi a predicare in Occitania, vi aveva constatato la decadenza del Cattolicesimo in termini amari: \u201cLe basiliche sono senza fedeli, i fedeli senza preti, i preti senza onore. I sacramenti sono vilipesi, le feste non vengono pi\u00f9 celebrate: sono rimasti solo cristiani senza Cristo\u201d.<\/p>\n<p>Le simpatie andavano ai Catari, nati sul posto, che predicavano in lingua d\u2019oc, davano l\u2019esempio di una vita semplice e dignitosa e volevano convincere senza costringere; i dibattiti pubblici tra cattolici e catari erano frequenti e seguiti con passione dagli Occitani, amanti delle giostre oratorie. Forti della benevola protezione dichiarata dei pi\u00f9 grandi signori del Paese, i Catari conquistarono cos\u00ec numerosi adepti. <img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%2018%2018'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load alignnone size-full wp-image-4295\" data-lazy-src=\"https:\/\/www.esonet.it\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/fine_testo.gif\" alt=\"\" width=\"18\" height=\"18\" \/><noscript><img decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-4295\" src=\"https:\/\/www.esonet.it\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/fine_testo.gif\" alt=\"\" width=\"18\" height=\"18\" \/><\/noscript><\/p>\n<p align=\"center\"><a href=\"#su\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%2044%2070'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load\" data-lazy-src=\"..\/img_art\/Uovo_min.jpg\" alt=\"torna su\" width=\"44\" height=\"70\" border=\"0\" \/><noscript><img decoding=\"async\" src=\"..\/img_art\/Uovo_min.jpg\" alt=\"torna su\" width=\"44\" height=\"70\" border=\"0\" \/><\/noscript><\/a><\/p>\n<\/div>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La Societ\u00e0 Occitana Nel XII Secolo, lungo le strade dei paesi di Lingua d\u2019Oc (nonch\u00e9 nel Veneto, Lombardia e Toscana) si vedevano camminare \u00abuomini e donne\u00bb vestiti di una lunga tonaca nera ed una cordicella stretta in vita. 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