{"id":2008,"date":"2006-07-15T00:00:36","date_gmt":"2006-07-14T22:00:36","guid":{"rendered":"http:\/\/www.esonet.it\/?p=2008"},"modified":"2023-09-25T14:02:04","modified_gmt":"2023-09-25T12:02:04","slug":"sul-fuoco-il-solvente-e-lo-zolfo-degli-alchimisti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.esonet.it\/?p=2008","title":{"rendered":"Sul Fuoco, il Solvente e lo Zolfo degli alchimisti"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/www.esonet.it\/?cat=68\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%20370%20247'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load alignright\" title=\"Alchimia\" data-lazy-src=\"images\/topics\/Alchimia.jpg\" alt=\"Alchimia\" align=\"right\" border=\"0\" \/><noscript><img decoding=\"async\" class=\"alignright\" title=\"Alchimia\" src=\"images\/topics\/Alchimia.jpg\" alt=\"Alchimia\" align=\"right\" border=\"0\" \/><\/noscript><\/a>Parte prima: Il Fuoco e lo Zolfo filosofico<br \/>\nParte seconda: Il Leone Nemeo e il Leone Verde<\/p>\n<p>Gli Alchimisti considerano lo Zolfo uno dei tre princ\u00ecpi della loro Opera e lo chiamano Spirito o materia prima del Sole e dell\u2019Oro filosofico, attribuendogli una natura maschile e ignea e la facolt\u00e0 di coagulare (mentre il Mercurio \u00e8 solitamente femminile, dissolvente ed acquatico).<br \/>\nI libri di alchimia si esprimono per enigmi e per parabole, ma c\u2019\u00e8 un punto sul quale molti sembrano concordare: si giunge ad ottenere sia lo Zolfo che il Mercurio e il Sale alchemici solo invertendo, rovesciando, rivolgendo verso l\u2019interno ci\u00f2 che, senza l\u2019intervento dell\u2019Arte, avrebbe altrimenti seguito la direzione opposta.<\/p>\n<table border=\"0\" width=\"100%\">\n<tbody>\n<tr>\n<td scope=\"col\">\n<div align=\"center\">\n<h3 align=\"left\"><em><a name=\"su\"><\/a> <\/em>Sul Fuoco, il Solvente e lo Zolfo degli alchimisti<\/h3>\n<p align=\"left\">di Alessandro Orlandi<\/p>\n<\/div>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td scope=\"row\">\n<div align=\"justify\">\n<h4>Parte prima: Il Fuoco e lo Zolfo filosofico<\/h4>\n<p>\u00abNel Portale di destra si vedono i 12 segni dello Zodiaco divisi in due parti, in ordine secondo la Scienza di Dio e della natura.<\/p>\n<p>Nella prima parte del lato destro sono i segni dell\u2019Acquario e dei Pesci, che sono fuori opera: bisogna segnare e notare ci\u00f2.<\/p>\n<p>Poi in opera sono l\u2019Ariete il Toro e i Gemelli, uno sopra l\u2019altro. Sopra ai Gemelli c\u2019\u00e8 il segno del Leone anche se non \u00e8 il suo rango che apparterrebbe al Cancro, ma bisogna considerare ci\u00f2 misterioso [\u2026]. Quanto all\u2019Ariete Toro e Gemelli [\u2026] in quel tempo il Saggio Alchimista deve andare incontro alla materia [\u2026] universale e non determinata, per averla presa di mira prima che fosse attirata dalle calamite degli individui specifici specificandosi in essi. Quanto al segno del Leone posto sopra i Gemelli al posto del Cancro, \u00e8 per far capire che c\u2019\u00e8 qualche cambiamento e un\u2019alterazione delle Stagioni contenuti nel lavoro manuale e fisico della Pietra\u00bb.<\/p>\n<p>Esprit Gobineau de Montluisant, \u201c<em>Spiegazione curiosissima degli enigmi e figure geroglifiche, fisiche, che si trovano nel grande portale della chiesa cattedrale e metropolitana di Notre Dame di Parigi<\/em>\u201d.<\/p>\n<p>\u00abI legni, il ferro, le pietre sono dissolti dal fuoco, e tutti sono ricondotti al loro stato primitivo. La medesima causa della generazione lo \u00e8 anche della corruzione, bench\u00e9 in modi diversi\u00bb.<\/p>\n<p>\u201c<em>Lettera di Aristeo a suo figlio sul Magistero Filosofico<\/em>\u201d<\/p>\n<p>Gli Alchimisti considerano lo Zolfo uno dei tre princ\u00ecpi della loro Opera e lo chiamano Spirito o materia prima del Sole e dell\u2019Oro filosofico, attribuendogli una natura maschile [<a href=\"#1\">1<\/a>] e ignea e la facolt\u00e0 di coagulare (mentre il Mercurio \u00e8 solitamente femminile, dissolvente ed acquatico).<\/p>\n<p>I libri di alchimia si esprimono per enigmi e per parabole, ma c\u2019\u00e8 un punto sul quale molti sembrano concordare: si giunge ad ottenere sia lo Zolfo che il Mercurio e il Sale alchemici solo invertendo, rovesciando, rivolgendo verso l\u2019interno ci\u00f2 che, senza l\u2019intervento dell\u2019Arte, avrebbe altrimenti seguito la direzione opposta.<\/p>\n<p>Secondo il \u201cMusaeum Hermeticum\u201d lo Zolfo \u00e8 <em>\u201cil cuore di tutte le cose\u201d <\/em> e nel \u201cLiber de alchimiae difficultatibus\u201d, che fa parte del \u201cTheatrum Chemicum\u201d, ci\u00f2 che anima gli esseri della natura \u00e8 definito proprio come la <em>\u201cparte nascosta dello zolfo\u201d.<\/em><\/p>\n<p>Lo si pu\u00f2 trovare nelle miniere come zolfo volgare corporeo e terrestre e va sublimato fino ad estrarne le qualit\u00e0 ignee e spirituali. Dice Filalete ne \u201cL\u2019Entrata aperta al palazzo chiuso del Re\u201d: <em>\u201cQuando l\u2019Oro viene unito alla sua sposa <\/em>(cio\u00e8 l\u2019argento, la Luna),<em> allora anche lo zolfo coagulante che nell\u2019Oro volgare era rivolto verso l\u2019esterno, viene rovesciato verso l\u2019interno\u201d.<\/em><\/p>\n<p>Per Bernardo Trevisano (\u201cDe Chemico Miraculo\u201d) <em>\u201cLo Zolfo non \u00e8 altro che puro fuoco nascosto nel Mercurio\u201d,<\/em> mentre in Mylius (\u201cPhilosophia reformata\u201d) lo zolfo filosofico \u00e8 <em>\u201csemplice fuoco vivo, che vivifica altri corpi morti\u201d <\/em>e <em>\u201cnessuno conosce lo zolfo filosofico se non per rivelazione divina\u201d.<\/em><\/p>\n<p>Nell\u2019\u201cAurora Consurgens\u201d [<a href=\"#2\">2<\/a>] \u00e8 definito come <em>\u201ccenere estratta dalla cenere\u201d <\/em> e viene paragonato a un drago o all\u2019Ouroboros.<\/p>\n<p>Zolfo e Mercurio sono comunque considerati dagli Alchimisti fratello e sorella e spesso le caratteristiche dell\u2019uno vengono attribuite all\u2019altro.<\/p>\n<p>Nel trattato \u201cDe Sulphure\u201d (\u201cMusaeum Hermeticum\u201d), entrambi hanno la caratteristica di dissolvere, uccidere e vivificare i metalli ed allo Zolfo viene attribuita la conoscenza di tutte le cose: <em>\u201cNel suo regno c\u2019\u00e8 uno specchio in cui si pu\u00f2 vedere tutto il mondo. Chi scruta in questo specchio pu\u00f2 scorgere in esso e conoscere le parti della sapienza del mondo intero e cos\u00ec, ricolmo di sapienza, perviene a questi tre Regni\u201d.<\/em><\/p>\n<p>Le sue propriet\u00e0 sono simili a quelle attribuite all\u2019elemento fuoco. Lo Zolfo, infatti, consuma e brucia ci\u00f2 di cui si alimenta, causandone la corruzione e la putrefazione, coagula, tinge e colora il mondo, e, infine, porta a maturazione. \u00c8 associato ai luoghi sotterranei, al fuoco vulcanico e, nella simbologia cristiana, all\u2019inferno ed al diavolo.<\/p>\n<p>In alcuni trattati alchemici (ad es. nel \u201cGemma Gemmarum\u201d), lo Zolfo \u00e8 un dono che Marte fa a Venere, oppure \u00e8 prigioniero di Venere e da essa dev\u2019essere liberato.<\/p>\n<p>Flamel, ne \u201cIl Sommario filosofico\u201d, lo paragona a un drago senza ali che dev\u2019essere unito e fuso con un drago alato (il Mercurio), per ottenere il fermento indispensabile per l\u2019Opera Alchemica. Lo stesso autore ne \u201cIl libro delle figure geroglifiche\u201d attribuisce allo Zolfo, il drago senza ali, la propriet\u00e0 di coagulare, fissare il drago mercuriale, dalla natura volatile.<\/p>\n<p>Anche secondo il Cosmopolita, lo Zolfo \u00e8 il coagulo del Mercurio: <em>\u201cInfatti c\u2019\u00e8 differenza tra oro ed acqua ma ce n\u2019\u00e8 meno tra acqua e mercurio ed ancor meno tra oro e mercurio. Perch\u00e9 la casa dell\u2019oro \u00e8 il mercurio, la casa di mercurio \u00e8 l\u2019acqua e lo zolfo invece \u00e8 il coagulo di mercurio\u201d.<\/em><\/p>\n<p>In uno degli \u201cAforismi Basiliani\u201d, nel \u201cTheatrum Chemicum\u201d, \u00e8 detto: <em>\u201cMa il potere di animare, una sorta di colla del mondo, \u00e8 l\u2019elemento medio tra lo spirito e il corpo, \u00e8 il legame che li tiene uniti entrambi, soprattutto nello zolfo di un certo olio rosso e trasparente, come il Sole nel macrocosmo ed il cuore nel microcosmo\u201d.<\/em><\/p>\n<p>Scrive l\u2019alchimista Dorn che <em>\u201cl\u2019uomo fu, al principio dei tempi, zolfo\u201d <\/em>e che <em>\u201clo zolfo \u00e8 un fuoco distruttore che \u00e8 alimentato dal Sole invisibile\u201d.<\/em><\/p>\n<p>Secondo \u201cIl Libro delle Figure geroglifiche di Flamel\u201d: <em>\u201cI due draghi <\/em> (cio\u00e8 lo zolfo e il mercurio) <em>sono i due serpenti che si avvolgono attorno alla verga di Hermes e che danno al Dio la capacit\u00e0 di trasfigurarsi e mutarsi a suo piacimento\u201d.<\/em><\/p>\n<p><em>\u201c<\/em><em>I due draghi <\/em> \u2013 dice ancora Flamel \u2013 <em>devono essere chiusi dal Filosofo in un Vaso sigillato ermeticamente, e si dissolvono liberando il pi\u00f9 letale dei veleni, che, con la forza delle sue esalazioni, pu\u00f2 causare la morte di ogni cosa vivente. <\/em><\/p>\n<p><em>Il Filosofo, per\u00f2, non avverte mai queste esalazioni, se ha cura di non rompere il vaso, ma si rende conto dei mutamenti che avvengono dai diversi colori che si manifestano durante la fase detta della Putrefazione\u201d.<\/em><\/p>\n<p>Zolfo e Mercurio vengono anche paragonati da Avicenna a due cani (Cagna di Corascena e Cane di Armenia) che si uccidono mordendosi a vicenda e morendo immersi nel loro veleno che, dopo la loro morte, si trasformer\u00e0 in acqua di vita.<\/p>\n<p>Dice ancora Avicenna (citato da Flamel) che <em>\u201cle semenze dello Zolfo e del Mercurio si raccolgono dagli escrementi, dalle scorie del Sole e della Luna\u201d.<\/em><\/p>\n<p>Fulcanelli ne \u201cIl mistero delle Cattedrali\u201d fa notare che la frequente affermazione che lo zolfo come materia prima dell\u2019Opera si trovi nel letame o nello sterco, oppure venga \u201cestratto da Venere\u201d[<a href=\"#3\">3<\/a>], va messa in relazione con il fatto che Venere \u00e8 anche nota come Cipride, <em>\u03c7\u03cd\u03c0\u03c1\u03b9\u03c2,<\/em> \u201cl\u2019impura\u201d o <em>\u03c7\u03cd\u03c0\u03c1\u03bf\u03c2,<\/em> \u201crame [<a href=\"#4\">4<\/a>] e letame\u201d, omofono con <em>\u03a3\u03bf\u03c5\u03c6\u03c1\u03bf\u03c2,<\/em> zolfo.<\/p>\n<p>In un dialogo contenuto ne \u201cIl Nuovo lume chimico\u201d, il Cosmopolita ci mostra come lo zolfo, generato dalla coagulazione del Mercurio, sia chiuso in un durissimo carcere da cui non potr\u00e0 uscire se non dopo un tempo lunghissimo e con gran fatica. In quel carcere ha dei custodi che lo costringono a fare ci\u00f2 che essi vogliono e viene detto che lo zolfo \u00e8 l\u2019artefice degli odori e dei colori del mondo, dei fiori e dell\u2019intelletto degli animali, dell\u2019aria pura e di quella corrotta:<\/p>\n<table cellspacing=\"0\" cellpadding=\"5\">\n<tbody>\n<tr>\n<td valign=\"top\" width=\"127\">\n<p align=\"justify\"><em>\u201c<\/em><em>Alchimista: <\/em><\/p>\n<\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"525\">\n<p align=\"justify\"><em>\u00abSignore, in quale soggetto \u00e8 lo Zolfo?\u00bb <\/em><\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td valign=\"top\" width=\"127\">\n<p align=\"justify\"><em>Saturno: <\/em><\/p>\n<\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"525\">\n<p align=\"justify\"><em>\u00abSappi per certo che questo Zolfo ha grande virt\u00f9: la sua miniera sono tutte le cose del mondo perch\u00e9 \u00e8 nei metalli, nelle erbe, negli alberi, nelle pietre e nelle miniere\u00bb\u201d. <\/em><\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>E, pi\u00f9 avanti:<\/p>\n<table cellspacing=\"0\" cellpadding=\"5\">\n<tbody>\n<tr>\n<td valign=\"top\" width=\"127\"><em>\u201c<\/em><em>Saturno: <\/em><\/td>\n<td valign=\"top\" width=\"525\"><em>\u00abLo Zolfo \u00e8 la virt\u00f9 di tutte le cose ed \u00e8 secondo per nascita ma pi\u00f9 vecchio di tutti, pi\u00f9 forte, pi\u00f9 degno, ma fanciullo obbediente\u00bb\u201d. <\/em><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>Nel medesimo dialogo Saturno definisce se stesso come il giudice perfetto del carcere in cui giace prigioniero lo Zolfo.<\/p>\n<p>Basilio Valentino ne \u201cLe 12 chiavi della Filosofia\u201d ci d\u00e0 ancora un consiglio sulla preparazione dello Zolfo: <em>\u201cColui che vorr\u00e0 preparare il nostro zolfo incombustibile di tutti i saggi consideri dapprima in s\u00e9 se sta cercando il nostro zolfo in ci\u00f2 in cui esso \u00e8 incombustibile. Ci\u00f2 non pu\u00f2 essere senza che il mare salato non abbia inghiottito il corpo e di nuovo l\u2019abbia rigettato dal suo seno [\u2026] e perch\u00e9 non gli succeda nulla di funesto concedigli la volatilit\u00e0 dell\u2019uccello quel tanto che \u00e8 sufficiente. Allora il Gallo divorer\u00e0 la Volpe<\/em>[<a href=\"#5\">5<\/a>]<em>, in seguito soffocher\u00e0 nell\u2019acqua e, risuscitato dal fuoco, sar\u00e0 a sua volta divorato dalla Volpe cos\u00ec che il simile sar\u00e0 riportato al simile\u201d.<\/em><\/p>\n<p>Ricordiamo che in Alchimia si distinguono due Opere, una Lunare d\u2019Argento o al Bianco, l\u2019altra Solare, d\u2019Oro o al Rosso. Flamel sostiene che per ciascuna delle due Opere \u00e8 necessario uno zolfo di tipo diverso e che i due zolfi non devono essere mescolati tra loro, perch\u00e9, altrimenti, genererebbero un essere mostruoso.<\/p>\n<p>Veniamo ora al \u201cfuoco dei filosofi\u201d, il misterioso agente che, regolato secondo diversi \u201cregimi\u201d nelle varie fasi dell\u2019Opera, la porta a compimento.<\/p>\n<p>Nel \u201cLibro Segreto dell\u2019arte occulta della pietra dei Filosofi\u201d Artefio distingue tre tipi di fuoco[<a href=\"#6\">6<\/a>]: <em>\u201cIl primo <\/em>\u2013 egli dice \u2013 <em> \u00e8 di lampada e continuo, umido, vaporoso, aereo, fatto ad arte per trovare, e la lampada deve essere proporzionata alla chiusura [\u2026]. Il secondo fuoco \u00e8 delle ceneri nelle quali \u00e8 chiuso il vaso sigillato ermeticamente o piuttosto \u00e8 quel calore dolcissimo che, provenendo dal vapore temperato della lampada, avvolge in modo uguale il vaso. Esso non \u00e8 violento se non viene eccessivamente eccitato, \u00e8 digerente, \u00e8 alterante, \u00e8 preso da un corpo diverso della materia, \u00e8 unico, umido e innaturale. Il Terzo \u00e8 quel fuoco naturale nella nostra Acqua, la quale \u00e8 anche chiamata contro natura perch\u00e9 \u00e8 acqua e nondimeno dall\u2019oro fa un puro spirito, cosa che il fuoco comune non pu\u00f2 fare. \u00c8 minerale, partecipa allo zolfo, dirompe, congela, scioglie e calcina tutte le cose, \u00e8 penetrante, sottile, incomburente ed \u00e8 la fonte d\u2019acqua viva nella quale si lavano il Re e la Regina. Di esso abbiamo bisogno in tutta l\u2019intera Opera, in principio, a met\u00e0 e alla fine, mentre degli altri fuochi detti sopra no, ma solo qualche volta. Congiungi dunque questi tre fuochi nel leggere i libri dei filosofi e di certo non ti sfuggir\u00e0 la loro comprensione dei fuochi\u201d<\/em>[<a href=\"#7\">7<\/a>].<\/p>\n<p>Quest\u2019ultimo fuoco, chiamato anche \u201cBagno Maria\u201d, <em>\u201c\u00e8 un\u2019acqua ignea e solforosa che compie in poco tempo quella generazione e maturazione dei metalli che il Sole produce in centinaia di anni nelle miniere della Terra\u201d.<\/em><\/p>\n<p>Pontanus, nella sua \u201cEp\u00eetre du feu philosophique\u201d lo dichiara indispensabile al compimento della prima, della seconda e della Terza Opera (come talvolta viene chiamata la moltiplicazione della Pietra) e ci dice che <em>\u201cnon \u00e8 un fuoco comune ma partecipa dello zolfo e rompe dissolve e congela tutte le cose\u201d.<\/em> \u00c8 descritto come un piccolo fuoco di grande intensit\u00e0, uguale e continuo, che ha il potere di convertire la materia prima nella Pietra del Filosofi, ma che non \u00e8 in alcun modo tratto dalla stessa materia prima.<\/p>\n<p>Importante \u00e8, per\u00f2, avverte Pontanus, conoscerne grado e proporzione. Limojon de Saint Didier (citato da Fulcanelli ne \u201cLe Dimore Filosofali\u201d) sostiene che <em>\u201cil fuoco naturale \u00e8 un fuoco in potenza, che non brucia le mani, ma che dimostra la sua efficacia se \u00e8 appena eccitato dal fuoco esterno\u201d.<\/em><\/p>\n<p>Fulcanelli lo chiama scintilla vitale, fuoco potenziale, spirito racchiuso nella materia, raggio igneo tratto dal primo FIAT della creazione del mondo e dice che tale fuoco finisce anche col diventare lo stesso Vaso in cui l\u2019Opera si compie[<a href=\"#8\">8<\/a>].<\/p>\n<p>Altrove lo stesso Fulcanelli dichiara che i gradi del fuoco dell\u2019Opera sono quattro, di crescente intensit\u00e0, ed aggiunge: <em>\u201cNell\u2019Opera Alchemica il fuoco non \u00e8 quello ordinario [\u2026] quindi consigliamo vivamente di considerare come prima cosa il rapporto che i saggi hanno stabilito tra il fuoco e lo zolfo, affinch\u00e9 se ne possa ricavare quella nozione essenziale sui quattro gradi dell\u2019uno che devono, senza fallo, corrispondere ai quattro gradi dell\u2019altro; cos\u00ec in poche parole abbiamo detto anche troppo\u201d.<\/em><\/p>\n<h4>Parte seconda: Il Leone Nemeo e il Leone Verde<\/h4>\n<p>\u201cSappi dunque che nessun vegetale n\u00e9 alcun frutto appare o germina senza che il Leone Verde si manifesti\u2026 \u00c8 il fuoco contro natura che devi mirare a scoprire. \u00c8 cos\u00ec detto perch\u00e9 \u00e8 contrario alla Natura sfacendo e struggendo ci\u00f2 che ella aveva composto con cura preziosa. Questo fuoco non s\u2019alimenta con olio o spirito di vino, ma per mezzo d\u2019una materia incombustibile, di durata e calore costanti, \u00e8 un fuoco senza luce la cui combustione possiede grande virt\u00f9 ed efficacia; trovarlo nelle tenebre, giacch\u00e9 non luce, non \u00e8 piccola impresa, ed applicarlo convenientemente all\u2019Opera \u00e8 ancor pi\u00f9 difficoltoso\u201d.<\/p>\n<p>Michael Maier, \u201c<em>Atalanta Fugiens\u201d<\/em>, emblema 37\u00b0<\/p>\n<p>Il Leone \u00e8 da sempre un animale fondamentale nel bestiario alchemico e, pi\u00f9 in generale, nel simbolismo esoterico occidentale.<\/p>\n<p>Nel \u201cFisiologo\u201d (un testo gnostico anonimo del II secolo D.C.) e nei bestiari medioevali vengono attribuite al Leone tre nature:<\/p>\n<p>\u2022 Cancella le proprie impronte con la coda quando \u00e8 sulle montagne e sente l\u2019odore dei cacciatori.<\/p>\n<p>\u2022 Quando dorme i suoi occhi vegliano.<\/p>\n<p>\u2022 La Leonessa genera i figli morti e li custodisce. Il terzo giorno il maschio li risuscita con il suo alito.<\/p>\n<p>In Egitto il Leone era considerato l\u2019incarnazione della forza fecondatrice e procreatrice della Natura, comprendendo in s\u00e9 sia la celeste luce del sole che le acque telluriche.<\/p>\n<p>Johann Jakob Bachofen [<a href=\"#9\">9<\/a>] riferisce che nell\u2019antico dialetto italico Caronte significava Leone, derivando dalla radice <em>ar: <\/em>\u201cforza maschile fecondatrice\u201d. Il leone aveva quindi un aspetto solare, ma poteva anche essere collegato al guardiano degli Inferi, come virilit\u00e0 ctonia che risiede nelle acque abissali.<\/p>\n<p>Nei misteri mitraici quello di <em>Leo <\/em> era il quarto grado iniziatico e Crono era rappresentato da un dio dalla testa leonina. In questi misteri il Leone era spesso in rapporto con il serpente: un serpente si avvolgeva attorno al corpo di Crono e spesso, nelle rappresentazioni del Taurobolio (l\u2019uccisione del Toro da parte del dio Mithra) compaiono un leone e un serpente. Legato al pianeta Giove il grado iniziatici del leone aveva come emblemi: il fulmine di Giove, la paletta per il fuoco (o per scavare), e il sistro della <em>Magna Mater <\/em> Cibele. Simboleggiava la conquista del fuoco e rinunciava a purificarsi con l\u2019acqua, versando miele sulle mani e sulla lingua (rito in uso a quei tempi con i neonati). Da questo grado in poi si poteva partecipare ai pi\u00f9 segreti riti misterici. I Leoni dovevano controllare la fiamma sull\u2019altare, bruciare incenso e servire il cibo per il pasto rituale mitraico, che rappresentava l\u2019Ultima Cena prima dell\u2019ascesa di Mitra al cielo.<\/p>\n<p>Il motivo del Leone e del serpente in contrasto tra loro [<a href=\"#10\">10<\/a>] \u00e8 molto diffuso nella letteratura alchemica. Lo ritroviamo anche nel romanzo del ciclo della Tavola Rotonda \u201cYvain ou Le chevalier au lion\u201d, di Chr\u00e9tien de Troyes.<\/p>\n<p>L\u2019autore fa incontrare al cavaliere nel corso delle sue avventure un leone che lotta con un serpente. Yvain uccide il serpente e libera il leone, rischiando di essere divorato dalla fiera, che invece diviene il suo inseparabile compagno di avventure.<\/p>\n<p>Affronter\u00e0 d\u2019ora in poi nemici e difficolt\u00e0 con il leone al suo fianco. Forza, coraggio, giustizia e nobilt\u00e0 d\u2019animo [<a href=\"#11\">11<\/a>] erano tutte qualit\u00e0 che venivano attribuite al leone [<a href=\"#12\">12<\/a>] e per questo motivo, tenendo anche conto della grande diffusione dei culti mitraici nell\u2019esercito romano, quest\u2019animale compariva spesso, assieme all\u2019aquila, sulle insegne militari delle legioni.<\/p>\n<p>All\u2019entrata dei templi figuravano talvolta due leoni, detti leone d\u2019Oriente e leone d\u2019Occidente: la morte e la resurrezione che attendevano gli iniziati, il tramontare e il sorgere del Sole.<\/p>\n<p>Il Leone fu considerato dai Cristiani un emblema di Satana, dell\u2019eresia, e, in particolare, del peccato d\u2019orgoglio, ma era anche l\u2019emblema del Cristo (il leone di Giuda), dell\u2019Evangelista Marco e del Verbo Incarnato.<\/p>\n<p>Una delle fatiche di Ercole consisteva nella cattura e nell\u2019uccisione di un leone che infestava la Nemea, terrorizzando gli abitanti di quella regione.<\/p>\n<p>Secondo la versione di Crisermo, l\u2019animale, caduto dal cielo, era figlio della luna ed era nato da una cista che Selene, su istigazione di Era che voleva nuocere ad Ercole, aveva empito di saliva e schiuma[<a href=\"#13\">13<\/a>]. Si narra che per riuscire a uccidere la belva che si nascondeva in una tana con due uscite, l\u2019eroe ne avesse ostruita una con un masso e che avesse impiegato trenta giorni a portare l\u2019impresa a compimento.<\/p>\n<p>Nelle pitture vascolari troviamo quasi sempre Ercole ricoperto dalla pelle del Leone Nemeo, con la testa della fiera usata quasi come un copricapo[<a href=\"#14\">14<\/a>]. L\u2019animale venne comunque assunto da Zeus in Cielo e divenne il Leone dello Zodiaco.<\/p>\n<p>Secondo Karol Ker\u00e9nyi (\u201cGli Dei e gli Eroi della Grecia\u201d), il fatto che caverne come quella del Leone Nemeo venissero utilizzate per riti di morte e resurrezione e che l\u2019Eroe dopo l\u2019Impresa fosse incoronato col sedano, pianta con cui si adornavano le tombe, fa pensare all\u2019antro del Leone come a un luogo di morte iniziatica e rinascita. Questa interpretazione \u00e8 avvalorata dal fatto che Eracle veniva raffigurato, dopo l\u2019impresa del Leone, come se si stesse svegliando da un lungo sonno.<\/p>\n<p>Veniamo ora a parlare di quel soggetto misterioso che gli alchimisti chiamano \u201cLeone Verde\u201d.<\/p>\n<p>Vi sono, grosso modo, tre accezioni diverse in cui il Leone Verde viene citato nella letteratura alchemica.<\/p>\n<p>Lo si trova come sinonimo del solvente o \u201cfuoco contro natura\u201d che rincrudisce i metalli nelle loro miniere riducendoli allo stato dell\u2019acqua e consentendo di estrarne Zolfo, Mercurio e Sale, oppure come alimento del <em>Philius Philosophorum <\/em> quando questo \u00e8 ancora rinchiuso nell\u2019Uovo filosofico e come bevanda di immortalit\u00e0 o, infine, come mezzo per congiungere Sole e Luna, cio\u00e8 il Re e la Regina alchemici. Spesso, accanto al Leone Verde, detto talvolta \u201cl\u2019antico leone\u201d (\u201cTheatrum Chemicum\u201d), \u00e8 citato il Leone rosso, come simbolo della stessa materia portata a perfezionamento[<a href=\"#15\">15<\/a>]. Per questo motivo il Leone Verde \u00e8 anche detto acerbo.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%20145%20201'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load alignleft\" data-lazy-src=\"..\/img_art\/alchimia\/leone_verde.jpg\" alt=\"\" width=\"145\" height=\"201\" \/><noscript><img decoding=\"async\" class=\"alignleft\" src=\"..\/img_art\/alchimia\/leone_verde.jpg\" alt=\"\" width=\"145\" height=\"201\" \/><\/noscript><\/p>\n<p>Ma torniamo al Leone verde inteso come solvente e acido che tutto corrode. Forse molti avranno visto in qualche testo alchemico una bizzarra immagine, una delle tante che rendono l\u2019alchimia una disciplina arcana e misteriosa, parlo dell\u2019immagine di un <strong>Leone verde che divora il Sole <\/strong>(l\u2019immagine appare ad esempio nel Rosarium Philosophorum). Questo Leone \u00e8 l\u2019emblema del processo di estrazione della materia prima degli alchimisti. Si tratta di una sostanza \u201cche tutti maneggiano ma nessuno sa riconoscere ed afferrare, che deve essere estratta dalla dura roccia, (<em>ma badate, la roccia dei filosofi, non quella volgare!<\/em>) con un acido che tutto corrode, con un <strong>Fuoco Segreto <\/strong> che solo gli alchimisti sanno preparare: il leone Verde, appunto.<\/p>\n<p>Questa materia (o, talvolta, l\u2019acido che serve per ottenerla) \u00e8 un\u2019Acqua che non bagna le mani e un Fuoco che non brucia, \u00e8 la cosa pi\u00f9 preziosa dell\u2019universo, eppure deve essere cercata nel letame e nei rifiuti e si ottiene mangiando il sole!<\/p>\n<p>Il modo in cui opera l\u2019acido \u00e8 stato variamente inteso da coloro che si occupano di alchimia come una azione di tipo fisico \u2013 chimico sulla materia, che la \u201crincrudisce\u201d riconducendola alla sua essenza e permettendo all\u2019Operatore di estrarne lo zolfo oppure anche come una sottile azione di tipo psichico sull\u2019Operatore, il quale deve rendere \u201c<strong>interiore\u201d<\/strong> qualcosa che appare come esteriore e, con l\u2019aiuto del fuoco misterioso, <strong>deve spezzare involucri che imprigionano energie <\/strong> che, da esterne ed apparentemente estranee a lui, debbono diventare carne della sua carne e sangue del suo sangue.<\/p>\n<p>Per questo questa operazione si chiama anche \u201c<strong>reincrudimento\u201d<\/strong> della materia e nell\u2019acrostico VITRIOL (visita interiora terrae, rectificando invenies occultum Lapidem) si parla di \u201c<strong>rettificare <\/strong>\u201cqualcosa che \u00e8 custodito nelle viscere della Terra.<\/p>\n<p>Gli alchimisti da sempre nascondono la natura della loro <strong>Materia prima <\/strong> e le miniere da cui si pu\u00f2 estrarre, sotto un fitto velo di enigmatiche allusioni e di ermetiche parabole. Dicono ad esempio che essa si trova ovunque: nell\u2019aria, nella terra, sulle acque nel fuoco, in ogni luogo insomma, ma che solo l\u2019artista sa come estrarla. Talvolta l\u2019alchimista viene descritto come un minatore che la cerca nelle viscere della terra, talaltra la materia Prima proviene dal cielo come una manna o rugiada e a volte la sostanza misteriosa \u00e8 raffigurata come un re immerso nelle acque del mare che supplica il ricercatore di riscattarlo e promette in cambio vita eterna e ricchezza inesauribile<\/p>\n<p>La sostanza umilissima e alla portata di tutti, da cui va estratta la Materia Prima, \u00e8 stata denominata da alcuni Caos primigenio. Va detto che molti ricercatori, accecati dalla stoltezza e dall\u2019avidit\u00e0 hanno ravvisato in sostanze molto umili e vili l\u2019Origine della materia prima, cos\u00ec si sono affannati invano con la rugiada, le urine umane e con altre materie ancor meno attraenti.<\/p>\n<p>Quello che certo \u00e8 che i testi antichi sono d\u2019accordo nel sostenere che la materia va raccolta tra il segno zodiacale dell\u2019Ariete e quello del Toro, ma che questi simboli non indicano lo zodiaco volgare, ma un misterioso zodiaco filosofico. Lo zodiaco volgare \u00e8 quello che tutti possono osservare nel cielo, lo zodiaco filosofico invece ha una naura diversa, fin dai tempi pi\u00f9 remoti gli alchimisti hanno creduto che esista un cielo interno all\u2019uomo e dei pianeti e degli astri che lo solcano. Diceva Origene nell\u2019Omelia del Levitico: \u201c<em>renditi conto di essere in piccolo un secondo mondo e che in te sono il sole, la luna ed anche le stelle\u201d<\/em> e Paracelso asseriva nel Paragrano che \u201c<em>i pianeti che sono in noi sono il vero uomo ed essi desiderano condurci a una grande saggezza\u201d<\/em>.<\/p>\n<p>Talvolta (ad esempio in Dom Pernety, \u201cLe favole egizie e greche\u201d) l\u2019estrazione dello zolfo con l\u2019aiuto dell\u2019opportuno solvente \u00e8 stato paragonato all\u2019impresa di Ercole che devi\u00f2 il corso di un fiume per pulire le stalle di Augia dal letame che le imbrattava. Si intende alludere con ci\u00f2 al fatto che \u00e8 possibile conquistare la Materia Prima, solo invertendo il corso di una corrente che scorre in un senso e di cui invece l\u2019Artista deve saper invertire il corso. Questo del resto \u00e8 perfettamente coerente con gli insegnamenti dell\u2019alchimia orientale taoista e buddista.<\/p>\n<p>G\u00e9rard Dorn e Heinrich Kunrath attribuiscono al Leone Verde un sangue color rosa e Kunrath lo mette in relazione con il pianeta Venere[<a href=\"#16\">16<\/a>].<\/p>\n<p>Michael Mayer nell\u2019emblema 37\u00b0 dell\u2019\u201cAtalanta Fugiens\u201d (cfr. la citazione riportata all\u2019inizio) ci dice che la comparsa del Leone Verde \u00e8 preceduta da una forma di morte, putrefazione e liquefazione della materia che lo contiene, da cui si ottiene una specie di \u201cacqua fetida\u201d: <em>\u201cDopo l\u2019acqua fetida viene il Leone Verde [\u2026]\u201d.<\/em><\/p>\n<p>Nel \u201cSymbola auree mensae\u201d lo stesso Mayer scrive: <em>\u201cNella nostra opera non entra alcun corpo impuro, eccetto uno che i Filosofi chiamano Leone Verde\u201d.<\/em><\/p>\n<p>Il Cosmopolita ne \u201cIl Nuovo Lume Chimico\u201d d\u00e0 un\u2019interpretazione simile: <em>\u201csoltanto il Leone Verde pu\u00f2 aprire e chiudere i sette sigilli dei sette spiriti metallici <\/em>[<a href=\"#17\">17<\/a>]<em> e tormenta i corpi finch\u00e9 non li abbia nuovamente perfezionati, a prezzo di una lunga e perseverante pazienza dell\u2019artista\u201d.<\/em><\/p>\n<p>Nel trattato alchemico \u201cGloria Mundi\u201d \u00e8 detto che tale Leone divora una grande quantit\u00e0 del suo proprio spirito, spesso \u00e8 rappresentato nell\u2019atto di ingoiare il Sole o la Luna (cfr. ad es. il \u201cRosarium Philosophorum\u201d) ed \u00e8 talvolta identificato con Saturno che divora i suoi figli.<\/p>\n<p>Anche Fulcanelli, ne \u201cIl Mistero delle Cattedrali\u201d parla della fase in cui opera il \u201cLeone Verde ed acerbo\u201d come stadio dell\u2019arsenico e del piombo che devono evolversi fino a trasformarsi in argento ed oro. Sinonimi del Leone Verde, ci dice Fulcanelli, sono Smeraldo dei Filosofi, Vetriolo Verde, Rugiada di raggio, Erba di Saturno, Pietra Vegetale.<\/p>\n<p>A proposito del Leone Verde come mezzo per congiungere il Re e la Regina alchemici, citiamo Ripley, che nel suo \u201cTrattato delle 12 porte\u201d dice che <em>\u201cun solo corpo immondo entra nel nostro Magistero e comunemente i filosofi lo chiamano Leone Verde. \u00c8 il mezzo ed il modo per congiungere sole e luna\u201d,<\/em> mentre Lambsprinck cos\u00ec commenta la 4 a figura della \u201cPietra Filosofale\u201d, in cui compaiono un leone e una leonessa: <em>\u201cQuesto pu\u00f2 ben essere un grande miracolo, che da due leoni se ne faccia uno solo, lo Spirito e l\u2019Anima devono essere congiunti e ricondotti al loro corpo\u201d.<\/em> Ci viene anche detto che <em>\u201ci due leoni si nascondono nella valle della tenebra e possono essere catturati solo per mezzo dell\u2019arte\u201d.<\/em><\/p>\n<p>Sul Leone Verde come alimento dell\u2019Embrione Filosofico o come bevanda di immortalit\u00e0 citiamo ancora Ripley, secondo il quale il sangue del Leone Verde, sinonimo di spirito e di <em>acqua permanens,<\/em> \u00e8 la bevanda [<a href=\"#18\">18<\/a>] destinata alla regina Vergine Lunare degli alchimisti mentre essa \u00e8 incinta del <em>Philius Philosophorum,<\/em> il sole alchemico della resurrezione che trasformer\u00e0 il piombo in oro.<\/p>\n<p>Ne \u201cLe Nozze chimiche di Christian Rosenkreutz\u201d di Johann Valentin Andreae una vergine mostra al protagonista un Leone vicino a una fontana, che regge tra le zampe una tavola con la seguente scritta: <em>\u201cIo, il Principe Hermes, dopo tanti danni causati al genere umano, per volont\u00e0 di Dio e con l\u2019aiuto dell\u2019arte, sono trasformato in rimedio salutare e scorro qui. Si lavi chi vuole e mi intorbidi chi ne ha il coraggio. Bevete, fratelli, e vivete\u201d<\/em>[<a href=\"#19\">19<\/a>]<em>.<\/em><\/p>\n<p>John Milius nella sua \u201cPhilosophia Reformata\u201d identifica il Mercurio con il Leone Verde e parla di un\u2019acqua che d\u00e0 la vita e la morte, chiamandola <em>\u201cacqua permanente\u201d,<\/em> <em>\u201clatte di Vergine\u201d <\/em> e <em>\u201cfontana spirituale che non fa pi\u00f9 morire chi si disseta alle sue acque\u201d <\/em> e paragona quindi questo Mercurio all\u2019Ouroboros, il drago che si nutre della propria coda[<a href=\"#20\">20<\/a>]. Spesso il modo per giungere a questo misterioso Leone \u00e8 nascosto sotto il velo della mitologia classica.<\/p>\n<p>Ne \u201cL\u2019Entrata aperta al palazzo chiuso del Re\u201d, Ireneo Filalete cos\u00ec esorta gli ignari apprendisti: <em>\u201cApprendete dunque qual \u00e8 la quercia cava sulla quale Cadmo infisse il serpente. Apprendete quali sono le Colombe di Diana <\/em>[<a href=\"#21\">21<\/a>]<em> che vincono il Leone carezzandolo, il leone, dico, Verde\u201d.<\/em><\/p>\n<p>Nel 16\u00b0 emblema dell\u2019\u201cAtalanta Fugiens\u201d, Michael Mayer osserva che: <em>\u201cSiccome dopo la figliata i leoni si muovono secondo un cammino obliquo <\/em>[<a href=\"#22\">22<\/a>]<em> affinch\u00e9 non si scovi il loro giaciglio, si dovranno cercare e rapire i loro piccoli con vigilanza e precauzioni estreme\u201d.<\/em><\/p>\n<p>Nella \u201cCaccia al Leone\u201d di Marchos, il Leone, identificato con il Re alchemico, viene catturato con l\u2019aiuto del profumo di una pietra magica, di genere femminile, identificata con la Regina, che finisce con l\u2019inghiottire del tutto l\u2019animale quando questo cade in trappola.<\/p>\n<p>Fulcanelli, infine, ci ricorda ne \u201cIl Mistero delle Cattedrali\u201d che per ottenere il Leone Verde occorre <em>\u201crincrudire la materia su cui si opera, cio\u00e8 farla tornare al suo stato primitivo e naturale\u201d.<\/em><\/p>\n<p>Dedichiamo infine ancora qualche considerazione al significato che il Leone Verde che ingoia il sole pu\u00f2 assumere dal punto di vista psichico, se si intende, con Jung, l\u2019alchimia come un\u2019arte che riguarda l\u2019anima (il che non toglie che possa o debba riguardare anche le trasformazioni della materia e, in particolare, dei metalli).<\/p>\n<p>Chiunque abbia intrapreso una ricerca interiore, sa che essa ha inizio con quello stato di conflitto e inquietudine nel quale si comincia a riferire ogni questione esterna a un problema interno. Solo chi sa trasformare ci\u00f2 che si agita al suo esterno in metafora e allegoria di un problema interiore, solo costui si \u00e8 veramente messo in cammino verso una autentica trasformazione.<\/p>\n<p>Il sole rappresenta le energie vitali e le capacit\u00e0 intel<\/p>\n<\/div>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Il sole rappresenta le energie vitali e le capacit\u00e0 intellettuali, l\u2019energia che proiettiamo e trasfondiamo negli oggetti che possediamo, nell\u2019azione che ci lega agli eventi del mondo, nel ricordo di ci\u00f2 che abbiamo gi\u00e0 vissuto e nelle immagini delle persone amate, una energia che rende questi aspetti del mondo \u201cvisibili\u201d per noi perch\u00e9 importanti e che utilizziamo per costruire il nostro senso di identit\u00e0 e per interpretare e percepire.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Inghiottire il sole significa allora riappropriarsi di quelle energie, proiettate all\u2019esterno in modo non consapevole. Significa ricapitolare e passare al vaglio le proprie esperienze e le identificazioni ad esse legate. Il Leone Verde, l\u2019acido potentissimo, spinge quindi l\u2019alchimista a retrarsi del tutto dall\u2019esterno, dissolvendo ogni possibile \u201cbersaglio\u201d che possa diventare o che sia gi\u00e0 divenuto un involucro per le sue energie. Spinge l\u2019Adepto a utilizzare \u201ccontro natura\u201d quelle facolt\u00e0 che lo legavano al mondo, rivolgendole verso l\u2019interno. Solo in questo modo l\u2019alchimista pu\u00f2 riconoscere, animare e liberare le tre misteriose sostanze di cui dovr\u00e0 servirsi: lo Zolfo, il Mercurio e il Sale, l\u2019Anima, lo Spirito e il Corpo Immortale rinchiusi nelle loro prigioni. Si comprende ora perch\u00e9, nell\u2019immagine del Rosarium Philosophorum, dalla bocca del Leone coli copioso il sangue: il processo che abbiamo descritto non \u00e8 certo indolore e il distacco dalle cose che vengono utilizzate, pi\u00f9 o meno consapevolmente, per costruire il senso di identit\u00e0, il colpo mortale inferto all\u2019Ego, equivale a una morte psichica.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Si comprende anche perch\u00e9 per dare inizio all\u2019Opera l\u2019alchimista debba costruire il cosiddetto \u201cSpecchio dell\u2019Arte\u201d: egli \u00e8 chiamato ad introiettare l\u2019intero universo.<\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Una fitta rete di corrispondenze simboliche collega secondo l\u2019alchimista le varie parti e funzioni del corpo umano agli astri, ai pianeti e ai cicli del cosmo: la corrispondenza tra il microcosmo umano e il macrocosmo deve diventare totale e onnicomprensiva.<img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%2018%2018'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load alignnone size-full wp-image-4295\" data-lazy-src=\"https:\/\/www.esonet.it\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/fine_testo.gif\" alt=\"\" width=\"18\" height=\"18\" \/><noscript><img decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-4295\" src=\"https:\/\/www.esonet.it\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/fine_testo.gif\" alt=\"\" width=\"18\" height=\"18\" \/><\/noscript><\/span><\/p>\n<p><strong>Note<\/strong><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">[1] Viene talvolta paragonato al seme maschile. Va detto che alcuni scritti alchemici invertono il simbolismo dello zolfo e del mercurio, associando il primo all\u2019anima e il secondo allo spirito.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">[2] [52]<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">[3] <em>\u201cBada solo al Sole, alla Luna ed al mercurio preparato bene, in modo filosofico, che non bagni le mani, ed uniscilo allo zolfo che anima i metalli. Questo zolfo va cercato come luce ignea in tutti i metalli, ma molto finemente e veramente quasi uguale all\u2019oro lo ritroverai nelle caverne e profondit\u00e0 di Marte e di Venere, che sono ferro e rame\u201d<\/em>. Nicholas Flamel, \u201cIl segreto della polvere di proiezione\u201d.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">[4] Il metallo che viene associato al pianeta Venere \u00e8, in effetti, proprio il rame. In greco zolfo si dice anche <em>\u03b8\u03ad\u03b9\u03bf\u03bd<\/em>, parola che evoca l\u2019aspetto divino, magnifico e straordinario delle cose.<\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">[5]<\/span><span style=\"font-weight: 400;\"> Gallo e volpe sono simboli del Mercurio e dello Zolfo.<\/span><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">[6] Si ricordino i tre fuochi rituali e sacri dei \u201cVeda\u201d e delle \u201cUpanishad\u201d: un fuoco \u201cdomestico\u201d collegato all\u2019alba, un fuoco collegato al Mezzogiorno, nel quale si compiono le oblazioni ai Mani, e un fuoco libatorio, collegato al tramonto, tratto dal fuoco perpetuo che arde nella casa del capofamiglia.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">In [20], Francesco Maria Santinelli si esprime, forse, con maggiore chiarezza. Il fuoco di cui si servono gli Alchimisti viene paragonato al fuoco che, negli animali <em>\u201caccende il sangue spingendo all\u2019accoppiamento\u201d<\/em>. Tre (in accordo con Artefio e Pontanus, sono i tipi di fuoco: 1) Fuoco naturale, racchiuso al centro dei metalli; 2) Fuoco innaturale, femminile, che <em>\u201cnutre i corpi, riveste con le sue ali le nudit\u00e0 della natura ed \u00e8 il solvente naturale\u201d<\/em>. Esso \u00e8 \u201cinafferrabile\u201d. Infine 3) il \u201cFuoco contro la natura\u201d \u00e8 <em>\u201cil fuoco che corrompe il composto che aveva formato la natura ed ottiene i primi mutamenti della dissoluzione\u201d<\/em>. Questo fuoco \u00e8 noto solo agli Alchimisti, che sanno come prepararlo.<\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">[7]<\/span><span style=\"font-weight: 400;\"> George Ripley a questi tre fuochi ne aggiunge un quarto, detto \u201celementale\u201d.<\/span><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">[8] Alcune interpretazioni di un passo della \u201cEp\u00eetre du feu philosophique\u201d di Pontanus vi leggono la medesima affermazione, mentre Bernardo Trevisano, ne \u201cLa Parola abbandonata\u201d, definisce la costruzione del Vaso \u201cimprigionamento del fuoco\u201d. Aggiunge Trevisano che <em>\u201cil composto va messo nel vaso e l\u00ec tenuto finch\u00e9 la Ruota Elementare non sia compiuta. Tale ruota \u00e8, per sua natura, responsabile delle varie trasformazioni e moltiplicazioni\u201d<\/em>.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Mylius nella \u201cPhilosophia Reformata\u201d sostiene che <em>\u201cl\u2019acqua nostra, la sostanza di trasformazione, \u00e8 anche il suo vaso\u201d<\/em>.<\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Secondo Raimondo Lullo [55] sono necessari all\u2019Opera due vasi di egual misura, <em>\u201cil naso dell\u2019uno nel ventre dell\u2019altro\u201d<\/em> e gli fa eco il Cosmopolita: <em>\u201cIl vaso di Natura \u00e8 unico anche se ne usiamo due, cos\u00ec come la materia \u00e8 unica ma proveniente da due sostanze\u201d<\/em>.<\/span><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">[8] Cfr. \u201cIl Matriarcato\u201d, Einaudi 1988, \u00a7 21.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">[10] Il Leone \u00e8 spesso raffigurato nell\u2019atto di divorare il serpente.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">[11] Con questi significati troviamo il Leone nell\u2019araldica di molti paesi europei, africani ed asiatici.<\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">[12]<\/span><span style=\"font-weight: 400;\"> Talvolta \u00e8 anche simbolo dell\u2019amore.<\/span><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">[13] Alcuni testi alchemici (\u201cAurora Consurgeus\u201d, \u201cTurba Philosophorum\u201d) chiamano la materia prima dell\u2019Opera proprio sputo o saliva della Luna.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">[14] Una allusione alla fatica erculea \u00e8 certamente quella dell\u2019alchimista Basilio Valentino, che in \u201cLe 12 chiavi della filosofia\u201d dice: <em>\u201cOccorre spogliare l\u2019animale di Oriente delle sua pelle di Leone\u201d<\/em>.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">[15] <em>\u201cSciogli e nutrisci il vero Leone col sangue del Leone Verde, perch\u00e9 il sangue del Leone Rosso \u00e8 ricavato dal sangue volatile di quello Verde, poich\u00e9 ambedue posseggono la stessa natura\u201d<\/em>. Basilio Valentino, \u201cLe 12 chiavi della filosofia\u201d.<\/p>\n<p><em style=\"font-weight: 400;\">\u201cIl Leone Verde \u00e8 uno spirito volatile ed il Leone Rosso un sale fisso\u201d<\/em><span style=\"font-weight: 400;\">. Il Cosmopolita, \u201cNuovo Lume Chimico\u201d.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">[16]<\/span><span style=\"font-weight: 400;\"> Questa ed alcune altre tra le citazioni alchemiche qui riportate sono tratte da [50].<\/span><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">[17] Corrispondenti ai sette pianeti dell\u2019Astrologia. Per le corrispondenze tra i sette pianeti e i sette metalli alchemici nell\u2019alchimia greca cfr. [10] vol. 1\u00b0.<\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">[18]<\/span><span style=\"font-weight: 400;\"> Il cibo di questa Regina, secondo Ripley, \u00e8 invece la carne di pavone, che, secondo una leggenda, rende immortale chi se ne nutre.<\/span><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">[19] Si veda la 1\u00aa figura del \u201cRosarium Philosophorum\u201d (cfr. [29]), per una immagine espressiva della fonte mercuriale degli Alchimisti, alla quale Sole e Luna vengono a bagnarsi.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">[20] In termini psichici il \u201cLeone Verde\u201d \u00e8 una sorta di sorgente delle energie che vengono proiettate all\u2019esterno.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">[21] In [35], pag. 94, Fulcanelli dice che le colombe di Diana <em>\u201cdevono essere considerate come due parti del mercurio solvente [\u2026] corrispondenza confermata dalla duplice qualit\u00e0 volatile ed aerea del mercurio iniziale [\u2026] e dalla stessa terra rocciosa caotica e sterile, materia da cui deriva il mercurio e sulla quale si riposano le due colombe\u201d<\/em>. L\u2019autore cita poi la presentazione di Ges\u00f9 Bambino al tempio, che segu\u00ec i sette giorni di purificazione della Vergine Maria e fu preceduta, in accordo con la legge (Levitico XII, 6, 8) dal sacrificio di una coppia di colombe. Altrove (cfr. [34], pag. 108) Fulcanelli afferma che dietro l\u2019immagine delle \u201cColombe di Diana\u201d si nasconde la spiritualizzazione e la sublimazione del Mercurio Filosofale.<\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">[22] Cio\u00e8 come i granchi.<\/span><\/p>\n<p align=\"center\"><a href=\"#su\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%2044%2070'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load\" data-lazy-src=\"..\/img_art\/Uovo_min.jpg\" alt=\"torna su\" width=\"44\" height=\"70\" border=\"0\" \/><noscript><img decoding=\"async\" src=\"..\/img_art\/Uovo_min.jpg\" alt=\"torna su\" width=\"44\" height=\"70\" border=\"0\" \/><\/noscript><\/a><\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Parte prima: Il Fuoco e lo Zolfo filosofico Parte seconda: Il Leone Nemeo e il Leone Verde Gli Alchimisti considerano lo Zolfo uno dei tre princ\u00ecpi della loro Opera e lo chiamano Spirito o materia prima del Sole e dell\u2019Oro filosofico, attribuendogli una natura maschile e ignea e la facolt\u00e0 di coagulare (mentre il Mercurio \u00e8 solitamente femminile, dissolvente ed acquatico). I libri di alchimia si esprimono per enigmi e per parabole, ma c\u2019\u00e8 un punto sul quale molti sembrano [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":5463,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"wds_primary_category":0,"footnotes":""},"categories":[68],"tags":[],"class_list":["post-2008","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-alchimia"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2008","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=2008"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2008\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":9682,"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2008\/revisions\/9682"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/5463"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=2008"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=2008"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=2008"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}