{"id":2015,"date":"2006-07-08T00:00:13","date_gmt":"2006-07-07T22:00:13","guid":{"rendered":"http:\/\/www.esonet.it\/?p=2015"},"modified":"2023-11-09T19:27:24","modified_gmt":"2023-11-09T18:27:24","slug":"la-teosofia-nella-cultura-europea","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.esonet.it\/?p=2015","title":{"rendered":"La teosofia nella cultura europea"},"content":{"rendered":"\n<div class=\"wp-block-group\"><div class=\"wp-block-group__inner-container is-layout-constrained wp-block-group-is-layout-constrained\"><div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignright\"><a href=\"https:\/\/www.esonet.it\/?cat=63\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%20370%20247'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load\" data-lazy-src=\"images\/topics\/Storia1.jpg\" alt=\"Storia Nascosta\" title=\"Storia Nascosta\"\/><noscript><img decoding=\"async\" src=\"images\/topics\/Storia1.jpg\" alt=\"Storia Nascosta\" title=\"Storia Nascosta\"\/><\/noscript><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>Capita sempre pi\u00f9 spesso, specialmente su Internet, di leggere articoli che erroneamente riducono la corrente teosofica alla sola dottrina divulgata dalla Societ\u00e0 Teosofica (S. T.), fondata nel 1875 a New York da Madame Helena P. Blavatsky e dal colonnello Henry Steel Olcott.&nbsp;<\/p>\n<\/div><\/div>\n\n\n\n<div style=\"height:10px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"su\">La teosofia nella cultura europea<\/h3>\n\n\n\n<p>di Antonio D\u2019Alonzo<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:30px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p><em>Genesi ed evoluzione della corrente teosofica all\u2019interno della cultura europea&nbsp;<\/em><\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\">1 &#8211; Introduzione. Periodizzazione e cronologia della corrente teosofica.&nbsp;<\/h4>\n\n\n\n<p>Capita sempre pi\u00f9 spesso, specialmente su Internet, di leggere articoli che erroneamente riducono la corrente teosofica alla sola dottrina divulgata dalla Societ\u00e0 Teosofica (S. T.), fondata nel 1875 a New York da Madame Helena P. Blavatsky e dal colonnello Henry Steel Olcott.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p id=\"1\">Al contrario, la corrente teosofica presenta, al suo interno, almeno sei successive stratificazioni storiche ed \u00e8 profondamente radicata nella cultura europea, in particolare germanica. Nel sostrato culturale tedesco della teosofia deve essere ricercato il motivo del pregiudizio gu\u00e9noniano, che diventa addirittura ostilit\u00e0 feroce nei confronti della S. T., in particolare della Blavatsky.&nbsp;<a id=\"1\"><\/a>Il pensiero di Gu\u00e9non focalizzato, dopo il periodo giovanile, sulle tradizioni medio\/estremo-orientali \u2013 in particolare sull\u2019esoterismo islamico \u2013 avalla cos\u00ec la sua repulsione per tutto ci\u00f2 che \u00e8 d\u2019origine germanica: il silenzio \u00e8 esteso anche al paracelsismo ed alla Naturphilosophie. Per Gu\u00e9non, la teosofia prima della Blavatsky coinvolge pochi nomi [<a href=\"#_ftn1\">1<\/a>]; ma la realt\u00e0 effettiva \u00e8 diversa, e la corrente teosofica \u00e8, al contrario, una delle pi\u00f9 importanti nella storia dell\u2019esoterismo occidentale.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Sommariamente, possiamo distinguere nella storia della teosofia occidentale:<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-table\"><table><tbody><tr><td>&#8211;<\/td><td>Un periodo \u201cproto-teosofico\u201d (prima met\u00e0 ed inizio seconda met\u00e0 del XVI secolo) che comprende le opere di G\u00e9rard Dorn (1530-1584), Valentin Weigel (1533-1588), Johann Arndt (1555-1621), Heinrich Kunrath (1560-1605).&nbsp;<\/td><\/tr><tr><th>&#8211;<\/th><td>Una prima \u201cet\u00e0 dell\u2019oro\u201d della teosofia (seconda met\u00e0 del XVI- XVII secolo): Jacob Boheme (1575-1624), Jane Leade (1623-1704), John Pordage (1608-1681), Quirinus Kuhlmann (1651-1689), Johann Georg Gichtel (1638-1710).&nbsp;<\/td><\/tr><tr><th>&#8211;<\/th><td>Una fase intermedia interrotta dall\u2019opera di Emmanuel Swedenborg (1688-1772).<\/td><\/tr><tr><th>&#8211;<\/th><td>Una seconda et\u00e0 dell\u2019oro (fine XVIII secolo): Martinez de Pasqually (1727-1774), Friedrich Cristoph Oetinger (1702-1782), Louis-Claude de Saint-Martin (1743-1803).<\/td><\/tr><tr><th>&#8211;<\/th><td>Un periodo (XIX secolo) che va da Franz von Baader (1765-1841) alla Naturphilosophie (1815-1847).<\/td><\/tr><tr><th>&#8211;<\/th><td>Un rapporto di discontinuit\u00e0 oggettiva, la comparsa della gi\u00e0 citata Societ\u00e0 Teosofica nel 1875 a New York.<\/td><\/tr><\/tbody><\/table><\/figure>\n\n\n\n<p>Dobbiamo includere in questa sommaria periodizzazione altri nomi illustri: Gottfried Arnold (1666-1714), Aegidius Gutmann, Julius Sperber (morto nel 1616) Karl von Eckartshausen (1752-1803), J. Heinrich Jung-Stilling (1740-1817), Fr\u00e9d\u00e9ric Rodolphe Salzmann (1749-1821), Michael Hahn (1758-1819), Franz Hoffmann (1804-1881), Julius Hamburger (1801-1884).&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>In Olanda: J. B. Van Helmont (1577-1664), F. M. Van Helmont (1577-1664).&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>In Inghilterra: Robert Fludd (1574-1637), Henri More (1614-1687), William Law (1686-1761), D. Andreas Freher (1649-1728).&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>In Francia: Pierre Poiret (1646- 1719), Antoinette Bourignon (1616-1680), J.P. D. Membrini (1721-1793). Sono da ricordare, oltre alla Leade, due altre teosofe, che pur non raggiunsero la profondit\u00e0 speculativa della prima: Bathilde d\u2019Orl\u00e9ans (1750-1822), Julie de Kr\u00fcdener (1764-1824).&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\">2 &#8211; caratteristiche e fondamenti dottrinali della teosofia.&nbsp;<\/h4>\n\n\n\n<p id=\"2\"><a id=\"2\"><\/a>Ovviamente, tutti questi autori presentano dottrine e speculazioni variegate; tuttavia, i teosofi europei sembrano sempre fare riferimento a tre capisaldi teoretici, in grado di discriminare la teosofia dalle altre correnti esoteriche occidentali: il triangolo Dio-Uomo-Natura, il primato del mito biblico della Creazione, l\u2019accesso diretto dell\u2019uomo al Mondo Superiore. [<a href=\"#_ftn2\">2<\/a>]<\/p>\n\n\n\n<p>a. Il triangolo&nbsp;<em>Dio-Uomo-Natura&nbsp;<\/em>caratteristico della speculazione teosofica, rimanda ad una delle classiche triadi dell\u2019esoterismo occidentale. Dio occupa sovente il vertice superiore, mentre alle altre due polarit\u00e0 sono riservati i vertici inferiori. La collocazione dell\u2019Uomo sullo stesso piano (inferiore) della Natura indica la Caduta originaria, la catabasi; ma implica anche che l\u2019esperienza umana non sia un mero essere-nel-mondo, una heideggeriana \u201cgettatezza\u201d nell\u2019inautenticit\u00e0 della dimensione esistenziale: perch\u00e9 l\u2019uomo \u00e8 paritetico rispetto alla Natura e di-scende direttamente da Dio. In altre parole, in ogni momento, da qualunque condizione, l\u2019uomo pu\u00f2 trascendere il suo destino e ritornare (anabasi) al Principio, senza dover necessariamente patire i limiti ontologici imposti alle altre creature.<\/p>\n\n\n\n<p id=\"3\">b. <em>Il mito biblico della Creazione&nbsp;<\/em>indica il recupero dell\u2019Immaginario, dell\u2019elemento narrativo della Genesi e di tutti quei fattori fantastici disconosciuti dalla teologia ufficiale. Mentre quest\u2019ultima si affina sempre pi\u00f9 alle raffinate speculazioni logocentriche, la teosofia si appropria del rimosso teologico, della valenza allegorica del mito cosmogonico e libera il simbolo \u2013 ridotto ormai a mera superstizione \u2013 dalla gogna della metafisica scolastica. La teosofia \u00e8 dunque una sorta di \u201cteologia dell\u2019immagine\u201d [<a href=\"#_ftn3\">3<\/a>]<\/p>\n\n\n\n<p>c. <em>L\u2019accesso diretto ai mondi superiori&nbsp;<\/em>\u00e8 garantito, essenzialmente, dal potere dell\u2019Immaginazione creatrice. Questa facolt\u00e0 d\u2019origine divina e presente in maniera latente nell\u2019uomo, assicura:<\/p>\n\n\n\n<ol class=\"wp-block-list\">\n<li>La possibilit\u00e0 di esplorare i diversi livelli della realt\u00e0;&nbsp;<\/li>\n\n\n\n<li>Di realizzare l\u2019anabasi, la fusione estatica e provvisoria con il piano divino;<\/li>\n\n\n\n<li>Di rigenerarsi all\u2019interno di un \u201ccorpo di luce\u201d in grado di garantire una \u201cseconda nascita\u201d ed assicurare cos\u00ec la salvezza personale.<\/li>\n<\/ol>\n\n\n\n<p id=\"4\"><a id=\"4\"><\/a>Quest\u2019ultima possibilit\u00e0 \u00e8 prestata alla teosofia dal paracelsismo \u2013 da cui in fondo la teosofia discende \u2013 ma anche da alcuni passi dei trattati ermetici presenti all\u2019interno del Codice VI di Nag Hammadi, ritrovato nel 1945. La seconda, realizzazione della&nbsp;<em>vis imaginativa&nbsp;<\/em>rimanda invece, in una prospettiva affine, alla questione classica del \u201cluogo mistico\u201d, del punto d\u2019incontro dell\u2019umano con il divino denominato, di volta in volta,&nbsp;<em>synt\u00e9resis (egemonik\u00f3n), principale mentis, apex mentis, principale cordis, scintilla anima&nbsp;<\/em>[<a href=\"#_ftn4\">4<\/a>], ecc. Tuttavia tra mistica ed esoterismo esiste uno iato invalicabile. L\u2019esoterista vive di teofanie, di simbologie mediatrici della manifestazione del Sacro; il mistico scavalca tutti i gradini della scala di Giacobbe e realizza l\u2019Unit\u00e0 del suo spirito con quello divino. L\u2019esoterista si sofferma a contemplare le \u201cfigurine\u201d del mistero; il mistico dopo aver annichilito l\u2019Io, annienta anche Dio stesso.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p id=\"5\">La teosofia nascendo all\u2019interno di una cultura dominata dalla predicazione luterana, si pone fin dall\u2019inizio in una prospettiva alternativa tesa al recupero del simbolismo mitico del corpus bilico. All\u2019inizio del XVII, la teologia protestante era inevitabilmente inaridita dal sospetto luterano sulla filosofia, considerata una disciplina arrogante ed empia, tesa a sostituire la predicazione di Cristo con la ratio umanistica. Sospetto che dovette presto estendersi alla stessa teologia razionale. La teosofia sorge cos\u00ec per colmare un vuoto, per rispondere ad una duplice esigenza spirituale: recuperare il Mito espulso dalla speculazione scolastica alla fine del medioevo, e riproporre una metafisica alta, incentrata sul primato dell\u2019interiorit\u00e0, enfatizzato da Lutero. Se il principale discrimine dei rapporti tra l\u2019uomo e Dio \u00e8 la Scrittura, allora l\u2019esperienza soggettiva della Lettura diventa prioritaria, alternativa ad ogni mediazione ecclesiastica percepita, adesso, come arbitraria, vessilatrice e superstiziosa. Naturalmente tutto questo avviene all\u2019interno di un piano strettamente teoretico, perch\u00e9 storicamente i pastori protestanti si rivelano fortemente ostili verso quel profetismo, che il loro maestro ha in qualche modo contribuito a forgiare e diffondere.<a id=\"5\"><\/a>&nbsp;In altre parole l\u2019enfatizzazione dell\u2019interiorit\u00e0 teorizzata da Lutero, inizia a spaventare i suoi stessi accoliti. A G\u00f6rlitz, nella Slesia, Boehme fu a lungo perseguitato dal pastore luterano Gregor Richter; le sue opere ostracizzate, la famiglia e la sua persona diffamate anche dopo la morte [<a href=\"#_ftn5\">5<\/a>] del teosofo, avvenuta nel novembre del 1624.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Certamente nel milieu latino, le cose non andavano meglio per i liberi pensatori, ed il rogo di Giordano Bruno nel febbraio del 1600 n\u2019\u00e8 testimone. Tuttavia, la Chiesa romana, fin dall\u2019inizio, si era schierata contro la libert\u00e0 dell\u2019interpretazione soggettiva, assurgendo al ruolo di mediatrice spirituale e detentrice della dottrina. Il protestantesimo, al contrario, si pone solo successivamente contro quella \u201cLibert\u00e0 del cristiano\u201d, rivendicata dal titolo stesso dell\u2019opera principale di Lutero e che era stato il cavallo di battaglia del Riformatore.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>A tutte queste problematiche, la seconda et\u00e0 della corrente teosofica aggiunge una peculiarit\u00e0. In modo ancor pi\u00f9 marcato rispetto alla prima epoca boehmiana e poi alla fase intermedia di Swedenborg, la teosofia tardo-settecentesca acquista una connotazione eclettica, globalizzante. I teosofi successivi a Swedenborg cercano di elaborare un sistema unitario di pensiero, una scienza universale, capace d\u2019integrare armonicamente le correnti esoteriche del Rinascimento e la scienza moderna. Si ricercano le fondamenta di un sapere totale. Emblematico \u00e8 il caso di Friedrich Cristoph Oetinger, probabilmente il pi\u00f9 grande erudito dell\u2019esoterismo occidentale. Tuttavia, la vastissima conoscenza di Oetinger presenta una caratteristica inedita ed assente negli altri sapienti. Il \u201cmago del Sud\u201d riusciva a padroneggiare \u2013 oltre alla pluralit\u00e0 delle tradizioni esoteriche \u2013 anche la filosofia e la scienza del suo tempo. In altre parole, la (quasi) totalit\u00e0 dello scibile umano: dalla cabbala alla fisiognomica, dal neoplatonismo alla dialettica, dall\u2019elettrologia al magnetismo.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\">3 &#8211; Il periodo \u201cprototeosofico\u201d (prima\/seconda met\u00e0 del XVI secolo).&nbsp;<\/h4>\n\n\n\n<p>Come abbiamo detto, la corrente teosofica si forma per colmare un vuoto, per recuperare la dimensione mitica dell\u2019Immaginario religioso occidentale strutturato all\u2019interno dei mitologemi biblici. Se da un lato la continuit\u00e0 oggettiva pu\u00f2 essere rintracciata nella scuola di Chartres, o, per restare in ambito germanico, nelle sapienti visioni di Hildegarde di Bingen (1098-1179), dall\u2019altro \u2013 per quanto riguarda la vera e propria filiazione esoterica \u2013 si deve guardare all\u2019eredit\u00e0 paracelsiana.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Nel primo caso si deve ricordare come prima dell\u2019avvento della Scolastica, la teologia fosse una forma di pensiero molto vicina a quella esoterica. La scuola di Chartres, ad esempio, possedeva una metafisica intrisa di suggestioni simboliche e mitiche. Le stesse visioni di Hildegarde di Bingen sono pervase di richiami gnostici e manichei: in ogni caso, ermetici.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Del resto, \u00e8 Paracelso (1493-1541) a fornire i capisaldi dottrinali, pi\u00f9 propriamente qualificabili come \u201cesoterici\u201d, alla speculazione teosofica. La ricerca paracelsiana si esplica nell\u2019elaborazione di una Filosofia della Natura (ancora una volta, rimossa dalla Scolastica), strutturata sulla medicina, sulla cosmologia, sulla corrispondenza simbolica dei piani del Cosmo. \u00c8 soprattutto quest\u2019ultimo aspetto a diventare prioritario all\u2019interno dell\u2019impianto teoretico teosofico.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Mentre l\u2019Antico Testamento presenta il Mondo come effetto della Caduta, dell\u2019incolmabile distanza\/separazione assiologica tra la Natura e Dio, tra il Creato ed il Creatore, tra il Padrone ed i servi, Paracelso restituisce platonicamente dignit\u00e0 ontologica al regno della Materia, facendola assurgere a copia, specchio del Cielo. Se la Natura \u00e8 un riflesso, seppur imperfetto, del Mondo intelligibile, allora essa non pu\u00f2 essere considerata soltanto come radicale frattura ontologica generata dal peccato edenico. Il Creato, quantomeno, diventa una mappa per ritrovare il volto nascosto del Creatore-che-giudica.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019eredit\u00e0 paracelsiana \u00e8 quindi confluita nella speculazione teosofica, che tuttavia non deve essere pensata come una vera e propria dottrina unitaria, ma, piuttosto, come un complesso d\u2019elaborazioni soggettive condivise nel richiamo ai tre postulati sopra descritti (il triangolo Dio-Uomo-Natura, il primato del mito, l\u2019accesso diretto al Mondo Superiore).&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Come abbiamo visto, \u00e8 usuale far coincidere l\u2019avvento della corrente teosofica vera e propria con l\u2019inizio della speculazione boehmiana; quindi ci\u00f2 che precede la comparsa del \u201cCiabattino di G\u00f6rlitz\u201d \u00e8 solitamente indicato come periodo \u201cproteosofico\u201d, senza che questo possa significare la svalutazione intellettuale dei suoi esponenti. Semplicemente, G\u00e9rard Dorn, Valentin Weigel, Johann Arndt, Heinrich Kunrath sono pi\u00f9 lontani dalla teosofia di Boehme e pi\u00f9 vicini a Paracelso, di quanto lo sia, ad esempio, Swedenborg.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>G\u00e9rard Dorn (1530-1584), infatti, pu\u00f2 essere considerato come il vero e proprio epigono e continuatore di Paracelso. Oltre a commentare e promuovere gli scritti paracelsiani, Dorn elabor\u00f2 una Filosofia della Natura molto raffinata, attenta ai vari postulati alchemici.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p id=\"6\"><a id=\"6\"><\/a>Nell\u2019opera di Valentin Weigel (1533-1588), possiamo rintracciare \u2013 oltre alla solita influenza paracelsiana \u2013 anche l\u2019eredit\u00e0 della mistica renano-fiamminga. [<a href=\"#_ftn6\">6<\/a>] Fu soprattutto Meister Eckhart, tra i mistici medioevali tedeschi, ad influenzare il pastore protestante, autore di un trattato intitolato&nbsp;<em>Gn\u00f3thi seaut\u00f3n&nbsp;<\/em>(\u201cConosci te stesso\u201d). Il fulcro della meditazione weigeliana \u00e8 il rifiuto dell\u2019autorit\u00e0 esteriore, confessionale, dottrinale (egli abbandon\u00f2 anche le cariche religiose per proseguire le sue meditazioni libere e solitarie). Il principio dello Spirito, la \u201cscintilla divina\u201d, si trova all\u2019interno dell\u2019anima stessa, nell\u2019uomo interiore. Allo stesso modo la chiesa storica e la Scrittura, non hanno importanza per Weigel: la Salvezza non proviene dal Cristo storico, ma dal Cristo interiore, immagine perfetta dell\u2019introiezione illuminata e appartata. L\u2019uomo interiore diventa cos\u00ec il fondamento del macrocosmo, perch\u00e9 contiene in se stesso la generazione del Logos divino.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Anche John Arndt (1555-1621) fu un pastore protestante tedesco. Redasse diverse opere della mistica medievale; oltre che ad Eckhart s\u2019ispir\u00f2 ad altre importanti figure religiose, come Angela da Foligno e Bernardo di Chiaravalle. Il capolavoro di Arndt sono i&nbsp;<em>Sei libri del cristianesimo&nbsp;<\/em>(in un primo tempo i libri erano quattro), in cui tenta di armonizzare e combinare la mistica medievale con il paracelsismo e l\u2019alchimia. Troviamo in Arndt anche la c.d. dottrina della \u201cseconda nascita\u201d, ossia la formazione di un nuovo corpo all\u2019interno dell\u2019anima, in grado di realizzare la salvezza personale.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p id=\"7\"><a id=\"7\"><\/a>Heinrich Kunrath (1560-1605) scrisse l\u2019&nbsp;<em>Ampitheatrum Sapientiae Aeternae,<\/em>&nbsp;un trattato alchemico-teosofico che contribu\u00ec a diffondere in Germania il termine \u201cteosofia\u201d, soppiantando progressivamente il pi\u00f9 datato e sospetto, \u201cmagia divina\u201d. [<a href=\"#_ftn7\">7<\/a>] L\u2019<em>Ampitheatrum&nbsp;<\/em>segna anche l\u2019inizio di un nuovo stile, un modo inedito di scrivere e speculare ricco d\u2019immagini ed illustrazioni. Da questo momento, tutti i libri di alchimia si arricchiscono di simboli disegnati all\u2019interno di pagine coloratissime; tuttavia, la ricerca iconografica subisce presto una battuta di arresto ed \u00e8 soltanto nel secolo successivo che s\u2019impone definitivamente.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\">4 &#8211; La prima \u201cet\u00e0 dell\u2019oro\u201d della teosofia (seconda met\u00e0 del XVI- XVII secolo).&nbsp;<\/h4>\n\n\n\n<p>Solo con Jacob Boehme, per\u00f2, la corrente teosofica acquista la sua connotazione definitiva. Il vero fondatore della teosofia nasce nel 1575 ad Alt-Seidenberg (Slesia). Nel 1599 si spost\u00f2 nella vicina G\u00f6rlitz dove esercit\u00f2 per tutta la vita il mestiere di calzolaio. Sposa Caterina Kuntzschmann, figlia di un macellaio. Lo stesso Boehme, era nato in una famiglia molto povera, studiando da autodidatta. Alla nascita del primo figlio, Boehme inizia ad avere le sue illuminazioni.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Il primo testo, l\u2019&nbsp;<em>Aurora che sorge&nbsp;<\/em>\u00e8 del 1612, ma il manoscritto circola prima clandestinamente, diffondendo la fama di Boehme ed attirando su di lui, l\u2019ira di Gregor Richter, pastore protestante a G\u00f6rlitz. Nel 1613, Richter fa arrestare Boehme con l\u2019accusa di eresia. Boheme viene rilasciato con la condizione di smettere di scrivere.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Jacob, tuttavia, ricomincia presto a divulgare il suo pensiero anche fuori della Slesia. Tra il1619 ed il 1623 scrive:&nbsp;<em>Descrizione dei tre principi dell\u2019essenza divina, la triplice vita dell\u2019uomo, Quaranta questioni sulle anime, L\u2019incarnazione di Cristo, Sei punti teosofici, L\u2019elezione di grazia, De signature rerum, Mysterium magnum.&nbsp;<\/em>Ma \u00e8 la&nbsp;<em>via a Cristo,&nbsp;<\/em>stampata nel 1624, a risvegliare l\u2019ira, mai sopita per la verit\u00e0, di Richter.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Il \u201cciabattino di G\u00f6rlitz\u201d \u00e8 sottoposto ad un nuovo processo: invano cerca di ottenere la protezione del principe. Nel maggio del 1624, Richter scatena le compulsioni delle masse contro la famiglia di Jacob. Il 17 novembre Boehme muore; qualche mese prima, era scomparso anche Richter. Il funerale religioso viene concesso a Boehme con grosse difficolt\u00e0 e tramite la mediazione del consiglio comunale, interpellato da un amico del teosofo. A funerale avvenuto, come ricordato, la sua tomba viene profanata dalla folla inferocita.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Nel 1610 mentre sta contemplando un vaso di stagno, avviene la prima \u201cvisione\u201d, che svela a Boehme come la realt\u00e0 sia costituita da diversi corrispondenti piani ontologici, ordinati gerarchicamente da livelli assiologici. Nella storia della filosofia occidentale, l\u2019idea che l\u2019essere sia strutturato da differenti piani di manifestazione, appare per la prima volta nelle c.d. \u201cdottrine non scritte\u201d di Platone. Successivamente, la teoria \u00e8 rielaborata da Plotino e poi dallo Pseudo-Dionigi. Nella cultura indiana, la ritroviamo, nelle Upanishad.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p id=\"8\"><a><\/a>Per quanto riguarda il \u201cvisionarismo\u201d esiste un filo rosso che riallaccia Boehme a Hildegarde di Bingen. La fenomenologia di queste visioni \u201cdivine\u201d \u2013 che niente impedisce di equiparare a \u201csemplici allucinazioni\u201d psichiche \u2013 rimanda ad un flusso di emozioni e proiezioni inconsce disordinate da parte del soggetto, che disperatamente anela all\u2019unione con il Dio. Unione, tuttavia, destinata allo scacco, perch\u00e9 legata alle dinamiche del sentimento d\u2019amore, all\u2019ineffabile dicotomia tra l\u2019amante\/Io e l\u2019amato\/Dio: contrapposizione insolubile, perch\u00e9 l\u2019amante ha sempre bisogno della dualit\u00e0 per continuare, appunto, ad amare. [<a href=\"#_ftn8\">8<\/a>]&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p id=\"9\"><a><\/a>Con Boehme si ha, tuttavia, una ripresa del \u201cvisionarismo\u201d innescata su di una percezione meno \u201csentimentale\u201d e pi\u00f9 \u201cesoterica\u201d della realt\u00e0. Successivamente, Swedenborg, pur mantenendosi sostanzialmente indipendente da Boehme, continuer\u00e0 la tradizione del \u201cvisionarismo\u201d, ispirando a sua volta intere generazioni di poeti, letterati ed artisti, tra cui Blake, Goethe, Balzac, Baudelaire, Emerson, Yeats, Strindberg. [<a href=\"#_ftn9\">9<\/a>]<\/p>\n\n\n\n<p id=\"10\">\u201cAurora\u201d pu\u00f2 essere considerata come l\u2019atto di nascita della teosofia. Scritta in tedesco, essa ripresenta una Naturphilosophie di tipo paracelsiano armonizzata dall\u2019influsso della mistica medievale tedesca. Nella teosofia boehmiana si trovano scarse tracce dell\u2019ermetismo alessandrino e della cabbala ebraica.&nbsp;<a><\/a>L\u2019impianto dottrinale \u00e8 imperniato principalmente sul paracelsismo, con qualche riferimento alchemico e timidi accenni alla cabbala ebraica. Importante \u00e8 anche il richiamo all\u2019interiorit\u00e0 che trasforma l\u2019esteriorit\u00e0 della Scrittura, attraverso una lenta rilettura dell\u2019anima, in essenza dello spirito. La Redenzione, per Boehme, \u00e8 il passaggio \u201cdalla storia all\u2019essenza\u201d. Il processo di progressiva introiezione dello spirito conduce al di l\u00e0 del fondamento (<em>Grund<\/em>), verso l\u2019abisso senza fondo (<em>Ungrund<\/em>). L\u2019&nbsp;<em>Ungrund,<\/em>&nbsp;\u00e8 per Boheme, Dio stesso [<a href=\"#_ftn10\">10<\/a>], \u201cvolere senza fondo\u201d; mentre il \u201cFiglio\u201d \u00e8 concepito come \u201cvolere generato\u201d dall\u2019abisso infinito; lo \u201cSpirito\u201d come \u201cesito del volere dell\u2019abisso\u201d.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>La contemplazione di questo \u201cNulla eterno\u201d \u00e8 la vera Sapienza divina, che d\u00e0 piacere a Colui che la persegue. Trattandosi di contemplazione pura ed eterna, la Sapienza \u00e8 identificata da Boehme con lo stesso Logos giovanneo. La Creazione \u00e8 frutto dell\u2019\u201cira e dello sdegno\u201d dell\u2019abisso: dalla volont\u00e0 divina scaturisce il Mondo, ma anche il Male, che trova cos\u00ec la sua giustificazione all\u2019interno del processo d\u2019attivazione del \u201cvolere senza fondo\u201d. Processo che porter\u00e0, tuttavia, all\u2019estinzione stessa del Male e al Ritorno nell\u2019Unit\u00e0 del Tutto. Uomo, Natura e Dio non sono, infatti, nell\u2019essenza, eterogenei: il mito dell\u2019Androgino testimonia, per Boehme, proprio la possibilit\u00e0 della Reintegrazione finale nell\u2019Uno.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Jane Ward, nacque nel 1623 a Norfolk. Fino all\u2019adolescenza visse nell\u2019agiatezza economica, poi si convert\u00ec repentinamente. Si spos\u00f2 a Londra all\u2019et\u00e0 di ventuno anni con William Leade: ebbe quattro figlie. L\u2019incontro con Pordage (1608-1681; autore di&nbsp;<em>Teologia Mystica, or the Mystic Divinitie of the Eternal Invisibles<\/em>) la avvicin\u00f2 alla teosofia di Boehme, di cui tradusse in inglese le opere.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Ritiratasi definitivamente dalla vita attiva e mondana, scrisse diverse opere (tra le quali si pu\u00f2 ricordare,&nbsp;<em>The Laws of Paradise, given forth by Wisdom to a Translated Spirit,<\/em>&nbsp;1695), successivamente tradotte in tedesco, a testimonianza del successo del suo pensiero. Mor\u00ec nel 1704. La sua opera ispir\u00f2 le idee dei \u201cFiladelfi\u201d, una societ\u00e0 segreta del XVIII secolo, composta principalmente da avversari politici di Napoleone. Il pensiero della Leade \u00e8 tutto incentrato sulle tematiche neotestamentarie della Salvezza dell\u2019uomo mediante l\u2019opera del Redentore. Satana \u00e8 destinato alla dannazione eterna; al contrario Adamo, mediante l\u2019amore di Cristo, si salver\u00e0 assieme a tutto il genere umano.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Quirinus Kuhlmann (1651-1689) scrisse ben sessantotto opere. Viaggiatore infaticabile, attravers\u00f2 tutta l\u2019Europa dalla penisola iberica alla Russia zarista, soggiornando a Costantinopoli. Proprio a Mosca fu mandato al rogo dai difensori dell\u2019ortodossia, preoccupati dal suo tentativo di convertire lo zar. Spirito eclettico, coltiv\u00f2 i suoi interessi adattandoli alla cultura dei paesi nei quali soggiornava. A Breslavia studi\u00f2 gli epigrammi alessandrini; a Iena scrisse i suoi diari di viaggio, componendo sonetti spirituali.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Kuhlmann, dopo Raimondo Lullo, e prima di Oetinger, cerc\u00f2 di elaborare una scienza universale, combinatoria, che avrebbe dovuto comprendere l\u2019intero scibile umano, la cultura scientifica del tempo come quella umanistica. Impresa tentata nella stessa epoca anche da Leibniz e Athanase Kircher. Nella sua opera pi\u00f9 conosciuta,&nbsp;<em>K\u00fchlpsalter,&nbsp;<\/em>Kuhlmann mette insieme dei salmi disponendoli secondo una particolare aritmologia, mescolando richiami biblici e postulati boehmiani.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>La descrizione dettagliata dei simboli (\u201csette spiriti\u201d, \u201ctre principi\u201d, \u201csette sorgenti\u201d, ecc.) \u00e8 propedeutica all\u2019identificazione di un Centrum spirituale, responsabile dell\u2019azione creatrice. Conoscere questo Centro \u00e8 compito della disciplina enciclopedica che Kuhlmann sta ideando, Scienza delle scienze. Dio \u00e8 pensato come il Centro di una ruota che gira: le creature ruotano attorno a lui, come le parole attorno al poeta. Ma \u00e8 un Dio che non emana pacificamente la sua essenza nel creato; ma \u2013 come per Boehme \u2013 furiosamente crea il mondo, estendendo la sua azione con la forza di un vulcano in eruzione.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p id=\"11\"><a><\/a>Per Kuhlmann l\u2019essenza umana \u00e8 di natura ignea, il fondo dell\u2019anima \u00e8 forgiato nel fuoco. Sophia ha abbandonato il mondo visibile e la Natura \u00e8 destinata alla catastrofe. Le pagine di&nbsp;<em>K\u00fchlpsalter&nbsp;<\/em>sono dense di dolore e angoscia: soltanto alla fine del tempo \u00e8 possibile il matrimonio spirituale dell\u2019anima con Dio. [<a href=\"#_ftn11\">11<\/a>] L\u2019uomo che voglia salvarsi, sempre secondo Kuhlmann, deve sviluppare la Saggezza divina nell\u2019anima, che sola permette di sfuggire al dolore ed all\u2019autodistruzione; Kuhlmann identifica la Saggezza con la sapienza umana: la sola forma di Sophia realizzabile dall\u2019uomo decaduto \u00e8 la Saggezza divina nell\u2019anima.&nbsp;<a><\/a>\u00c8 evidente che, per Kuhlmann, la \u201cvera\u201d Saggezza \u00e8 quella che Dio stesso ha trasmesso all\u2019uomo tramite il L\u00f3gos. [<a href=\"#_ftn12\">12<\/a>] La crescita spirituale dell\u2019uomo \u00e8 paragonata a quella di un albero: si tratta, per il teosofo tedesco, di usare la Saggezza per bruciare il fogliame selvatico e irrorare i rami pi\u00f9 prosperosi.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Johann Georg Gichtel nasce a Ratisbonne in Bavaria nel 1638, studia teologia e diritto a Strasburgo. Ad Amsterdam fonda la \u201cComunit\u00e0 dei Fratelli della Via Angelica\u201d (<em>Engelsbr\u00fcder<\/em>). Gichtel, molto influenzato da Boehme, fu anch\u2019egli un grande visionario; ritroviamo nei suoi scritti, la tematica delle \u201cnozze spirituali\u201d con Sophia, la Saggezza divina.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Nella&nbsp;<em>via amoris&nbsp;<\/em>\u00e8 l\u2019anima dell\u2019uomo ad assumere valenza femminile in rapporto alla mascolinizzazione di Sophia; mentre, al contrario, nello gnosticismo antico quest\u2019ultima si presenta come teofania lunare, passiva. Nella mistica del sentimento, l\u2019anima che incontra il L\u00f3gos o che riconosce Sophia, non pu\u00f2 non farsi penetrare dalla Luce divina, indipendentemente dalla polarit\u00e0 originaria della Sapienza di Dio prima della Caduta terrestre (teofania maschile o, al contrario, femminile).&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Un punto fondamentale della teoria gichteliana \u00e8 la svalutazione, o perlomeno il ridimensionamento, della Scrittura. Questa ha assunto un\u2019importanza capitale in un particolare periodo della storia d\u2019Israele, funzionale al superamento del travaglio spirituale del popolo ebraico. La Bibbia, secondo Gichtel, raccolse e richiam\u00f2 gli ebrei ai loro doveri religiosi: ebbe quindi una funzione protettrice, preservando il popolo eletto da ricadute \u201cpaganeggianti\u201d.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p id=\"13\"><a><\/a>Gichtel crede che la sua epoca possa fare a meno della Scrittura e dei sacramenti: essi non sono indispensabili all\u2019anima che voglia realizzare le \u201cnozze mistiche\u201d con Dio. \u00c8 evidente l\u2019influenza su Gichtel della \u201csinistra\u201d della Riforma, influenzata a sua volta dal \u201cmaestro dell\u2019interiorit\u00e0\u201d, Meister Eckhart. [<a href=\"#_ftn13\">13<\/a>]<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019anima deve trovare in se stessa la strada per arrivare a Dio: l\u2019essere profondo che abita l\u2019uomo, \u00e8 chiamato da Gichtel, \u201c&nbsp;<em>Gem\u00fcth\u201d,&nbsp;<\/em>fondo dell\u2019anima e organismo spirituale&nbsp;<em>;&nbsp;<\/em>allo stesso tempo, Dio elargisce la grazia tramite un processo simile all\u2019emanazione plotiniana. Ma mentre per Eckhart la luce divina nasce dolcemente nell\u2019anima umana, lo stesso processo assume toni molto drammatici nella meditazione gichteliana. Il lume divino si rivela nell\u2019anima umana con la violenza di un cataclisma, di un\u2019esplosione. \u00c8 evidente come Gichtel, da buon cristiano, dovendo ammettere la \u201cpersonificazione\u201d divina, sia costretto a ricorrere a tutte quelle manifestazioni esteriori, antropomorfiche, roboanti, per descrivere la nascita del L\u00f3gos nell\u2019anima.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>In altri termini, mentre i greci pensavano Dio come sostanza assolutamente impersonale, gli ebrei e, successivamente, i cristiani, trasformano il Principio in persona reale. Nel Nuovo Testamento compare un dio antropomorfo che soppesa le singole azioni umane e decide delle sorti individuali; laddove, Platone ancora pensava Dio come Bene in s\u00e9, Aristotele come \u201cPensiero di Pensiero\u201d e Plotino come Uno. Gichtel quindi, sconfessa in questo senso la lezione eckhartiana della quieta luce, e decide di contrassegnare platealmente con l\u2019immagine del \u201cmare di fuoco\u201d, la nascita del L\u00f3gos nell\u2019uomo. Come per Boehme, anche per Gichtel il processo escatologico \u00e8 dialettico: l\u2019ira divina \u00e8 destinata ad essere superata nella sintesi finale. Rimane tuttavia la distinzione boehmiana tra il \u201cfuoco centrale della Trinit\u00e0\u201d, frutto dell\u2019amore divino e la Natura generata dall\u2019ira.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Non possiamo concludere senza ricordare la particolare interpretazione gichteliana dell\u2019Androgino, tema ricorrente nelle opere di Boehme. Per Gichtel, Adamo racchiudeva nella sua natura, le due opposte polarit\u00e0 del maschile e del femminile. Il principio maschile era designato con il nome dello stesso \u201cAdamo\u201d e corrispondeva alla forza dello spirito; il femminile con il nome di \u201cSophia\u201d ed indicava il corpo. Ma nel contesto gichteliano non \u00e8 presente la svalutazione orfico-pitagorica del corpo, perch\u00e9 \u00e8 proprio Sophia a temprare ed illuminare lo spirito rivelandogli i segreti della saggezza divina. Addirittura \u00e8 Sophia stessa ad assicurare l\u2019unione tra Dio e l\u2019Androgino, perch\u00e9 essa \u00e8 insieme il corpo di Dio e quello di Adamo. La Caduta nel mondo della materia, provoca la perdita di Sophia e quindi la frattura ontologica dell\u2019uomo, ormai irrimediabilmente scisso dal corpo divino del Creatore. \u00c8 evidente, in questa concezione, l\u2019influenza del mito gnostico della Caduta.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\">5 &#8211; L\u2019intermezzo swedenborghiano (1688-1772).&nbsp;<\/h4>\n\n\n\n<p>Emanuel Swedenborg nasce a Stoccolma nel 1688, da una famiglia molto colta. Fin dall\u2019infanzia mostra una spiccata propensione allo studio della matematica, della fisica, delle scienze naturali. Comp\u00ec viaggi frequenti in Inghilterra, Francia, Olanda. Negli anni della formazione s\u2019interessa alla paleontologia, all\u2019ingegneria mineraria, alla filosofia. Solitamente si usa suddividere il pensiero di Swedenborg in tre fasi.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Nella prima, rientra l\u2019iniziale propensione di Swedenborg per lo scientismo ed il razionalismo. Tuttavia, questa fase deve essere accomunata da forte conflittualit\u00e0 speculativa o, quantomeno, da ambivalenti slanci verso l\u2019Immaginario. A questo periodo risalgono, infatti, le sue opere pi\u00f9 marcatamente irrazionalistiche:&nbsp;<em>Oeconomia Regni Animalis; Clavis Hierogliphyca arcanorum naturalium e spritualium per viam Repraesentationum et Corrispondentiarum.&nbsp;<\/em><\/p>\n\n\n\n<p id=\"14\"><a><\/a>La seconda fase \u00e8 caratterizzata invece da una spiccata tensione verso l\u2019ascetismo platonizzante e dallo sviluppo delle capacit\u00e0 visionarie. In questo periodo scrive&nbsp;<em>De Cultu et Amore Dei<\/em>; opera in cui Swedenborg richiama una concezione platonizzante dell\u2019eros [<a href=\"#_ftn14\">14<\/a>], mutuata dal&nbsp;<em>Simposio,<\/em>&nbsp;innestata, tuttavia, all\u2019interno di un impianto teoretico strettamente dualista. [<a href=\"#_ftn15\">15<\/a>] Il dualismo tipico \u00e8 quello biblico-gnostico tra bene e male; dicotomia, tuttavia, esteriorizzata ed incarnata dall\u2019interno di una sorta di \u201canimismo psichico\u201d. Esistono angeli del \u201cbene\u201d e del \u201cmale\u201d, entit\u00e0 reali \u2013 non semplicemente nominali \u2013 che abitano l\u2019uomo e sono responsabili delle sue compulsioni. Allo stesso tempo, ogni idiosincrasia o predisposizione del soggetto \u00e8 riconducibile all\u2019azione benefica o perturbante di queste entit\u00e0. Ci troviamo di fronte, quindi, ad una concezione \u201canimistica\u201d dell\u2019etica e della psiche. Le torve degli angeli sono infine ricondotte alla contrapposizione fondamentale tra Dio e Satana, rispettivamente principi degli spiriti del bene e di quelli del male.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Ogni fenomeno naturale o intellettuale \u00e8 per Swedenborg riconducibile alle entit\u00e0 spirituali dell\u2019Universo; la realt\u00e0 terrena \u00e8 quindi la risultante delle influenze delle entit\u00e0 soprannaturali; la vera sapienza umana \u00e8 la conoscenza di queste stesse entit\u00e0.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019ultimo periodo della vita di Swedenborg \u00e8 quello pi\u00f9 propriamente \u201cteosofico\u201d. Le sue visioni, infatti, iniziano dopo i cinquanta anni. La sua opera principale di questo periodo \u00e8 gli&nbsp;<em>Arcana Coelestia.&nbsp;<\/em>Il dualismo psico-animistico \u00e8 adesso superato all\u2019interno di una prospettiva escatologica e soteriologica. Il teosofo e visionario svedese fonda addirittura una chiesa (a lui stesso intitolata) in grado di preparare gli uomini all\u2019era finale celeste. Il peccato originale, per Swedenborg, genera la coscienza razionale da quella semplicemente intuitiva. La temporalit\u00e0 diventa cos\u00ec lo spazio diacronico che separa la caduta della prima chiesa originale dalla progressiva ascensione dell\u2019umanit\u00e0, che si riunisce con Dio. Il millenarismo swedenborghiano fu oggetto di molte critiche, da Kant a Blake.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\">6 &#8211; La renaissance teosofica alla fine del XVIII secolo.&nbsp;<\/h4>\n\n\n\n<p>Abbiamo visto come l\u2019opera di Swedenborg oltrepassi i confini della teosofia propriamente detta, per attingere trasversalmente ai pi\u00f9 svariati ambiti della cultura del tempo. In questo senso Swedenborg pu\u00f2 essere considerato qualcosa di pi\u00f9 di un \u201csemplice\u201d teosofo. O, forse, da un\u2019altra angolatura, si potrebbe rovesciare il giudizio e considerare il visionario svedese come un teosofo \u201cincompiuto\u201d, giunto alla teosofia in et\u00e0 ormai avanzata.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>In entrambi i casi, l\u2019opera dello svedese funge da collante tra l\u2019era boehmiana e la renaissance del XVIII secolo. Anche se quest\u2019ultima fase non pu\u00f2 certamente essere completamente equiparata alla prima. Mentre l\u2019epoca boehmiana e pre-boehmiana \u00e8 costituita da grandi visionari \u2013 ricordiamo, per esempio, oltre a Boehme, anche Gichtel, Kuhlmann, Jane Leade \u2013 la seconda \u00e8 formata per lo pi\u00f9 da commentatori delle Scritture, in cui il pensiero teorico prevale sullo sguardo profetico.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p id=\"16\"><a><\/a>Possiamo cercare l\u2019inizio di questo nuovo modo di fare teosofia nel primo libro di Saint-Martin,&nbsp;<em>Des erreurs et de la v\u00e9rit\u00e9&nbsp;<\/em>del 1775; ma non si deve dimenticare che Saint-Martin fu a sua volta allievo di Martinez de Pasqually, iniziato da quest\u2019ultimo allo stesso Ordine, da lui fondato, gli&nbsp;<em>Eletti Cohen&nbsp;<\/em>(\u201cPreti Eletti\u201d) [<a href=\"#_ftn16\">16<\/a>]. \u201c&nbsp;<em>Cohen&nbsp;<\/em>\u201d \u00e8 un termine ebraico e significa \u201csacerdoti\u201d. I Cohen erano una classe sacerdotale fondata da Aronne ed in grado di trasmettere e conservare gli insegnamenti segreti della Thor\u00e0.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p id=\"17\"><a><\/a>La vita di Martinez de Pasqually (1727-1774) \u00e8 circondata da una spessa coltre di mistero, alimentata dalle stesse leggende di cui l\u2019autore amava circondarsi. Jacques de Livron de la Tour de la Case Martinez de Pasqually nasce nel 1727 a Grenoble, da una famiglia portoghese o spagnola. Esistono dubbi sulla sua eventuale origine ebraica [<a href=\"#_ftn17\">17<\/a>]: in ogni caso, in et\u00e0 molto avanzata sposa Marguerite Anglique de Callos con rito cattolico.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Il padre di Martinez aveva avuto da Carlo Eduardo Stuart, nel 1738, una patente massonica che, ereditata dal figlio, consentiva d\u2019iniziare \u201ca vista\u201d massoni e di fondare Logge. Nel 1760, la patente di Martinez ottenne il riconoscimento ufficiale del Grande Oriente di Francia. Martinez godette fama di mago e teurgo: reputazione che rese possibile la fondazione di numerosi ordini iniziatici d\u2019impronta massonica.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p id=\"18\"><a><\/a>Il pi\u00f9 celebre di tutti, rimane, il gi\u00e0 citato Ordine degli Eletti Cohen fondato nel 1750. L\u2019Ordine degli Eletti Cohen era strutturato esteriormente secondo l\u2019ordinamento massonico, ma l\u2019impianto dottrinale s\u2019ispirava al grande lascito della magia cerimoniale e teurgica. L\u2019ordinamento gerarchico degli esseri, paragonabile a quello presentato dallo Pseudo-Dionigi nel suo&nbsp;<em>Corpus dionysianum:&nbsp;<\/em>2400 angeli ed arcangeli, pronti per essere invocati ed associati a segni e geroglifici. [<a href=\"#_ftn18\">18<\/a>]<\/p>\n\n\n\n<p id=\"19\">Il sistema di Cohen era modellato su quello creato da Swedenborg nel 1720 [<a href=\"#_ftn19\">19<\/a>]. Brevemente, riportiamo in maniera sintetica la struttura gerarchica in vigore nell\u2019Ordine dei Preti Eletti:&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><em>1\u00b0 classe<\/em>: Apprendista, Compagno, Maestro (Massoneria c.d. \u201cazzurra\u201d).&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><em>2\u00b0 classe<\/em>: Apprendista Cohen, Compagno, Maestro Eletto Cohen, Maestro Particolare (classificazione c.d. \u201cdel Portico\u201d).&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><em>3\u00b0 classe<\/em>: Gran Maestro Eletto Cohen o Grande Architetto, Cavaliere d\u2019Oriente (classificazione c.d. \u201cdel Tempio\u201d).<\/p>\n\n\n\n<p id=\"20\"><em>4\u00b0 classe<\/em>:&nbsp;<em>Reaux Croix&nbsp;<\/em>(\u201csegreta\u201d) [<a href=\"#_ftn20\">20<\/a>].&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Nella prima classe erano impartiti i normali insegnamenti massonici della Massoneria c.d. \u201cazzurra\u201d. Nella seconda, erano trasmesse pi\u00f9 specificatamente le dottrine Cohen; nella terza, i riti di passaggio iniziatici erano sospesi e l\u2019adepto era direttamente ordinato alla ricezione dei poteri sacerdotali. Nel grado di Grande Architetto erano insegnati gli esorcismi. Nel grado supremo di Reaux Croix, l\u2019adepto praticava la teurgia e completava il processo anabatico di reintegrazione nell\u2019archetipo dell\u2019Uomo Universale, l\u2019Adam Qadmon cabalistico.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>La teurgia consisteva nella materializzazione di un glifo luminoso o nella manifestazione di un suono: solitamente la ierofania era interpretata come un segnale positivo, attestante la rettitudine del cammino iniziatico. I Reaux Croix, durante le loro pratiche teurgiche, erano sottoposti a due gravi pericoli. Il primo concerneva i contatti occasionali con le entit\u00e0 angeliche, che potevano apportare gravi conseguenze al corpo fisico dell\u2019operatore. Nel secondo caso, il pericolo veniva direttamente dalle potenze demoniache, in grado di ingannare il teurgo con un falso corpo di gloria.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019Ordine degli Eletti Cohen fu legato alla fama di Martinez. Nel 1774 \u2013 in seguito alla scomparsa di Martinez avvenuta a Santo Domingo \u2013 l\u2019Ordine inizia la sua parabola discendente, sfiorando la definitiva estinzione. Logge degli Eletti Cohen sono ancora oggi presenti in Francia ed in Italia.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Louis-Claude de Saint-Martin (1743-1803), nasce ad Ambroise, da una famiglia nobile. Rimasto orfano della madre, \u00e8 allevato dalla seconda moglie del padre. Studia giurisprudenza a Parigi, ma successivamente preferisce la carriera militare. A Bordeaux conosce nel 1769 Martinez de Pasqually.&nbsp;Due anni dopo abbandona la vita militare e si ritira a vita contemplativa. Nel 1773 a Lione, conosce J. Baptiste Willermoz, altro allievo martinezista. Nello stesso anno scrive la sua prima opera,&nbsp;<em>Des erreurs e de la verit\u00e9,&nbsp;<\/em>pubblicata soltanto nel 1775.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p id=\"21\"><a><\/a>In quest\u2019opera, Saint-Martin cerca di far risalire tutto l\u2019elaborato intellettuale, morale e religioso dell\u2019uomo ad una causa attiva presente nell\u2019anima [<a href=\"#_ftn21\">21<\/a>], combattendo l\u2019ateismo e gli eccessi meccanicistici e materialistici della giovane scienza moderna. Saint-Martin, diventato ormai Reaux Cohen, abbandona tuttavia l\u2019ordine fondato da de Pasqually, ritenendo quest\u2019ultimo eccessivamente sbilanciato verso l\u2019esteriorit\u00e0, a detrimento della via interiore, la sola, a suo avviso, che merita di essere percorsa. [<a href=\"#_ftn22\">22<\/a>]<\/p>\n\n\n\n<p>Saint-Martin, uomo elegante e raffinato, inizia a frequentare i salotti aristocratici di Parigi, mantenendosi per\u00f2 rigorosamente casto. In questo periodo scrive&nbsp;<em>Tableau Naturel des rapports entre Dieu l\u2019homme et l\u2019univers,&nbsp;<\/em>opera ideata nel segno del martinezismo. Per Saint-Martin nell\u2019uomo \u00e8 presente una facolt\u00e0 superiore responsabile delle idee archetipe, in grado di guidare verso il retto agire e sottrarre l\u2019essere umano al determinismo naturale. Le compulsioni e le sensazioni empiriche sono da Saint-Martin attribuite alla Caduta originaria. Se l\u2019uomo non si fosse macchiato del peccato originale, non avrebbe conosciuto il male e non sarebbe stato soggetto al turbinio dei sensi che determina le azioni empie e malvagie. Soltanto con il processo di reintegrazione finale nel principio divino, l\u2019uomo riacquister\u00e0 la padronanza perduta del retto agire e pensare, divenendo in grado di annullare completamente il pathos sensoriale.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Nel 1778, a Strasburgo l\u2019incontro con madame de Boeclin, che gli fa scoprire l\u2019opera di Boehme. Nel 1802, pubblica&nbsp;<em>L\u2019Homme de D\u00e9sir,&nbsp;<\/em>opera che costituisce il pilastro teoretico del martinismo, successivamente fondato da Papus nel 1891. L\u2019opera \u00e8 formata da 301 cantici, inneggianti al desiderio umano di reintegrazione divina: ritorno nell\u2019Unit\u00e0 reso possibile soltanto dalla perfezione della vita spirituale. Alla stessa maniera dell\u2019ermetismo alessandrino, l\u2019anabasi \u00e8 resa possibile dalla discesa catabasica della Luce divina; la risalita verso il Principio \u00e8 consequenziale all\u2019Illuminazione spirituale, conseguita attraverso due tipi di preghiera, esteriore ed interiore. La prima racchiude tutte le azioni quotidiane orientate alla gloria del Regno dei Cieli, la seconda \u00e8 riconducibile all\u2019alchimia spirituale.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Nel 1789, Saint-Martin scrive&nbsp;<em>Ritratto storico e filosofico.&nbsp;<\/em>La Rivoluzione lo costringe alla fuga.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Il 4 luglio del 1790, Saint-Martin si dichiara in \u201csonno\u201d nei riguardi della Massoneria francese ed inizia ad accentrare, intorno a s\u00e9, gruppi di amici e discepoli, dando vita ad una conventicola denominata, appunto,&nbsp;<em>Intimi di Saint-Martin.&nbsp;<\/em>Nel 1792 pubblica&nbsp;<em>Le nouvelle homme,&nbsp;<\/em>in cui teorizza la possibilit\u00e0 di uniformare il flusso dei pensieri al pensiero di Dio, mediante un \u201cdeposito\u201d divino insito nell\u2019uomo; dottrina, questa, che chiaramente rimanda sempre alla problematica medievale della \u201csinderesi\u201d e del \u201cluogo mistico\u201d nell\u2019anima umana.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Sempre nello stesso anno pubblica&nbsp;<em>Ecce homo,&nbsp;<\/em>pamphlet indirizzato verso il basso spiritualismo dell\u2019epoca che favorisce il diffondersi della moda della parapsicologia e del channeling. Con il poema in prosa ed in versi&nbsp;<em>Le crocodile ou la guerre du bien contre du bien contre le mal,&nbsp;<\/em>Saint-Martin controbatte le teorie materialistiche di Joseph Dominique Garat, professore di \u201canalisi dell\u2019intendimento umano\u201d. Garat sosteneva il primato della sensazione sull\u2019intellezione: tesi \u2013 ovviamente \u2013 respinta dal \u201cfilosofo incognito\u201d. Saint-Martin insiste piuttosto sull\u2019emanazione diretta dell\u2019Uomo Primordiale dal Principio divino; proiezione metafisica provvisoriamente interrotta a causa della Caduta terrestre. Per Saint-Martin la sola maniera per ripercorrere il cammino anabatico della Reintegrazione nell\u2019archetipo \u00e8 il potenziamento del Desiderio, inteso platonicamente come trascendentalismo erotico volto all\u2019affinamento progressivo dello spirito nel distacco dai beni sensibili; o anche come riconoscimento agostiniano della Verit\u00e0 interiore dell\u2019anima: Verit\u00e0, che altro non \u00e8, che Dio stesso.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Nel&nbsp;<em>De L\u2019Esprit de le chose,<\/em>&nbsp;Saint-Martin riprende l\u2019idea classica dell\u2019esoterismo occidentale, che assomma l\u2019uomo ad una sorta di specchio vivente in grado di riprodurre l\u2019immagine divina nel creato. Gi\u00e0 la Natura \u00e8 supporto simbolico, segno e rimando della perfetta e celata disvelatezza del mondo intelligibile: l\u2019uomo \u2013 microcosmo ed imago dei \u2013 \u00e8 lo specchio pi\u00f9 terso e lucido. Siamo in presenza dunque della concezione platonica classica che garantisce dignit\u00e0 metafisica alla Natura sensibile, proprio in quanto copia \u2013 seppur imperfetta \u2013 delle entit\u00e0 intelleggibili. Nella tradizione giudaico-cristiana assistiamo invece ad una raffigurazione assolutamente negativa e discriminante della ph \u1ef3 sis, concepita come irriducibile frattura ontologica e regno della forza bruta e del male.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Nessuna salvezza \u00e8 possibile per le creature non umane e per il mondo sensibile: la redenzione \u00e8 solo per gli uomini giusti e mai per gli altri esseri viventi appartenenti alla natura animale o vegetale. L\u2019esoterismo occidentale rovescia questa lugubre concezione cristiana d\u2019impronta antropocentrica: anche le piante e gli animali, seppur ridimensionati nella scala assiologica, sono proiezioni imperfette e rimandi al mondo divino. Copie inferiori di enti soprannaturali, o comunque, in ogni caso, tracce del disegno intelleggibile. La dignit\u00e0 ontologica \u00e8 conquistata anche dall\u2019essere, mera ombra e riflesso della perfezione del Cielo.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>In&nbsp;<em>Le ministre de l\u2019Homme-Esprit,&nbsp;<\/em>Saint-Martin continua nell\u2019elaborazione teoretica della sua gnosi dell\u2019introiezione. La Rivelazione divina, abita nell\u2019uomo spirituale, nell\u2019individuo convertito alla via della conoscenza e dell\u2019ascesi. Cammino spirituale carico d\u2019angoscia per l\u2019uomo della Caduta terrestre, costretto a rincorrere la Verit\u00e0 divina, un tempo appannaggio dell\u2019uomo edenico. Costretto a ritrovare la propria essenza nella reintegrazione archetipa, il proprio volto soprasensibile nell\u2019identit\u00e0 primordiale.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Il 13 ottobre del 1803, Saint-Martin scompare.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Dell\u2019eccezionale erudizione di Friedrich Cristoph Oetinger (1702-1782), abbiamo gi\u00e0 parlato. \u00c8 forse il caso di aggiungere soltanto, che in lui l\u2019eclettismo assume la forma coerente e coordinata di un progetto sistematico, volto ad integrare i campi del sapere all\u2019interno di una conoscenza sintetica ed universale. Un sapere del sapere, quindi, una scienza della scienza, tesa ad armonizzare le conclusioni divergenti della filosofia moderna e della teologia, della fisica e dell\u2019esegesi biblica. L\u2019assunto di un sapere unitario che raccolga all\u2019interno dei suoi postulati, in nuce, la sommaria contrazione sintetica dei principi delle c.d. scienze \u201cseconde\u201d, costituisce forse l\u2019idea \u201cesoterica\u201d per eccellenza, coltivata anche da R. Lullo e da Leibniz.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>In pieno Ottocento, Fichte ribattezz\u00f2 \u201cmetafisica\u201d, la dottrina \u201cprima\u201d che racchiude nelle sue proposizioni i principi fondanti delle scienze derivate o \u201cseconde\u201d. Enunciati declamatori sull\u2019andamento conflittuale della dialettica Io\/Non-Io (Mondo), a loro volta sviluppabili consequenzialmente nei fondamenti teorici delle discipline applicative. Evoluzione e sviluppo senza superamento della metafisica nelle scienze dedite alle cause seconde: fisica, chimica, economia politica, ecc.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Attraverso questo sistema unitario del sapere, Oetinger si proponeva di oltrepassare la conoscenza intellettualistica fondata sulla dicotomia soggetto-oggetto, fenomeno-noumeno. Esoterico o mistico \u00e8 lo sguardo che ritrova nel Tu la cifra identificativa dell\u2019Io, mettendo fine all\u2019inganno fenomenico sotteso al Mondo della Caduta terrestre, o, in ambito indiano, all\u2019illusione samsarica della molteplicit\u00e0 del manifestato. Oetinger, membro attivo della Chiesa Evangelica non poteva e non voleva oltrepassare la Scrittura: la dicotomia del transeunte \u00e8 conseguenza del peccato originale. Adamo era perfettamente in grado di tramutarsi nell\u2019ente, realizzando cos\u00ec la fusione conoscitiva con l\u2019oggetto della conoscenza.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\">7 &#8211; La teosofia nel XIX secolo: Franz von Baader.&nbsp;<\/h4>\n\n\n\n<p id=\"23\"><a><\/a>Franz von Baader (1765-1841), rientra nella categoria dei teosofi alla Martinez de Pasqually e Saint-Martin, cattolici e massoni allo stesso tempo. [<a href=\"#_ftn23\">23<\/a>] Nato a Monaco di Baviera, si dedica in un primo tempo allo studio della medicina. Successivamente studia anche mineralogia a Freiberg. Durante il suo soggiorno in Sassonia si avvicina alla mistica medievale: sicuramente legge Meister Eckhart e Teodorico di Freiberg. Soprattutto \u00e8 influenzato da Boehme. Nel 1797 diventa consigliere delle miniere in Baviera, cercando il fondamento della fisica nella speculazione metafisica. Muovendosi all\u2019interno di questa prospettiva, non ci si deve stupire pi\u00f9 di tanto che Baader riesca ad armonizzare senza difficolt\u00e0 l\u2019interesse per il mondo degli effetti con quello per il \u201cregno dei fini\u201d. La completa e finale trasformazione del pensiero metafisico nel totalitarismo tecnocentrico, avverr\u00e0 soltanto nel Novecento. Nell\u2019era di Baader \u00e8 ancora possibile l\u2019approccio rinascimentale ed aristotelico alla conoscenza, in grado di risalire induttivamente o sistematicamente dalle cause seconde alle cause prime. Baader pu\u00f2 cos\u00ec continuare ad essere, senza sofferenza, fisico e metafisico. Proprio la sua cultura scientifica lo porta alla corte dello zar Alessandro I.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p id=\"24\">Nel 1786, Baader, come abbiamo visto, poco pi\u00f9 che ventenne, inizia a studiare mineralogia a Friburgo. La sua prima opera, del 1792, \u00e8:&nbsp;<em>Du calorique, de sa r\u00e9partition, de son association e de sa dissolution, particuli\u00e8rement dan la combustion des corps.&nbsp;<\/em>La peculiarit\u00e0 del trattato \u00e8 nel tratto stilistico estremamente lirico di Baader, e nel tentativo di coniugare la concezione herderiana e schellinghiana della Natura come Spirito vivente con le acquisizioni della scienza moderna. Non si deve dimenticare, che il secolo che sta per finire schiuder\u00e0 le porte a quel positivismo che cerca nel dominio della Natura il compito assegnato da Dio all\u2019uomo. Baader, quindi, persegue \u2013 come a suo tempo Oetinger \u2013 un progetto olistico e sistematico volto ad integrare i dati della Naturphilosophie con il moderno metodo scientifico.&nbsp;In&nbsp;<em>Fermenta Cognitionis,&nbsp;<\/em>Baader paragona lo Spiritus Mundi all\u2019oceano cosmico, punto di partenza e d\u2019arrivo dell\u2019esistenza individuale. In&nbsp;<em>Cours de Philosophie,<\/em> Baader teorizza il collegamento dei sensi di tutti gli esseri viventi con un\u2019unica visione centrale ed universale [<a href=\"#_ftn24\">24<\/a>]: lo \u201cSpirito Animale del Mondo\u201d. Questo spirito astrale non va confuso con lo Spirito del Mondo, d\u2019ordine celeste. Lo Spirito Animale del Mondo funge da catalizzatore di tutte le coscienze individuali: la percezione di s\u00e9 di ogni vivente dipende da quest\u2019unica matrice universale.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p id=\"25\"><a><\/a>Baader si serve qui di una metafora di Tommaso d\u2019Aquino per spiegare il complesso rapporto tra Spirito super-individuale e soggettivit\u00e0. Due uomini che possedessero un occhio comune, percepirebbero una sola visione, pur essendo due osservatori distinti. [<a href=\"#_ftn25\">25<\/a>] Baader aggiunge anche l\u2019esempio di due sorelle siamesi, unite dal corpo, che percepiscono gli stessi stimoli sensoriali del piacere e del dolore. [<a href=\"#_ftn26\">26<\/a>]<\/p>\n\n\n\n<p id=\"27\">Esistono quindi, sempre per Baader, due tipi di Spirito del mondo, astrale e celeste. Quest\u2019ultimo \u00e8 identificato dal teosofo tedesco con la stessa Sophia, intesa come istanza superiore ed universale. Il significato etimologico della parola \u201cfilosofia\u201d non va tanto cercato nel classico \u2019\u201camore per la sapienza\u201d, quanto nella&nbsp;<em>sottomissione&nbsp;<\/em>alla Sophia, pensata come un\u2019entit\u00e0 super-umana o \u2013 che \u00e8 lo stesso \u2013 come la matrice di tutti gli archetipi, in grado di dirigere le azioni umane.&nbsp;<a><\/a>L\u2019uomo pu\u00f2 accettare o rifiutare i \u201csuggerimenti\u201d di questa Ragione universale, ma in ogni caso non pu\u00f2 essere identificato completamente con essa. Baader chiama questa Sapienza universale con sinonimi diversi: Saggezza, Sophia, Idea, Idea formatrice, Vergine. [<a href=\"#_ftn27\">27<\/a>] Essa, denominata anche&nbsp;<em>spiritus mundi divini,&nbsp;<\/em>\u00e8 eterna e deve essere distinta dall\u2019Anima del Mondo, collocata al livello inferiore della manifestazione. Soltanto la religione cristiana, per il teosofo tedesco, pu\u00f2 stabilire un contatto diretto \u2013 inorganico ed intellettuale \u2013 con il Principio primo. Sophia, o Saggezza, \u00e8 appunto la mediatrice universale in grado di realizzare il contatto tra creatura ed il Principio e la scienza che se n\u2019occupa \u00e8 detta&nbsp;<em>Sophiologia.<\/em><\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\">8 &#8211; La Societ\u00e0 Teosofica \u00e8 assimilabile alla grande corrente teosofica europea?&nbsp;<\/h4>\n\n\n\n<p>La Societ\u00e0 Teosofica \u00e8 stata fondata nel 1875 a New York, dall\u2019incontro tra Madame H. P. Blavatsky ed il colonnello H. Steel Olcott. Helena von Hahn nasce il 12 agosto 1831 in Ucraina, discendente di una famiglia in parte russa, in parte francese e tedesca. Il padre era un colonnello e la madre, una scrittrice di novelle. Helena inizia a interessarsi di esoterismo, venuta a contatto con la biblioteca dei nonni. \u00c8 assodato, peraltro, che Helena era in possesso di una personalit\u00e0 magnetica, e, probabilmente, anche di poteri medianici. A diciotto anni si sposa con Nikofor Blavatsky, ma dopo tre mesi rompe il matrimonio. Inizia un tour spirituale per l\u2019Europa, l\u2019Africa e l\u2019Asia, finch\u00e9 non decide di soggiornare a New York (la leggenda vuole sotto la direzione di una misteriosa organizzazione). Henry Steel Olcott (1832-1907), nasce nel New Jersey e si arruola presto nell\u2019esercito, esercitando in seguito anche come avvocato. Fin dall\u2019adolescenza Olcott mostra uno spiccato interesse per Swedenborg e per le tradizioni religiose. A vent\u2019anni inizia a frequentare i circoli spiritistici, fino all\u2019incontro con Madame Blavatsky nel 1874. Un richiamo particolare merita anche William Q. Judge (1851-1896), che nella S.T. rivest\u00ec la carica di legale interno fino alla morte della Blavatsky nel 1891, quando divenne presidente della \u201cScuola Orientale di Teosofia\u201d, sezione americana. \u00c8 d\u2019importanza centrale anche la figura della presidentessa della \u201cScuola Orientale di Teosofia\u201d, per il resto del mondo: Annie Besant.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Ella nasce a Londra nel 1847 da una famiglia colta e benestante. Si sposa precocemente con il reverendo Frank Besant, ma il matrimonio dura poco, anche se nascono due figli. Annie inizia ad interessarsi alla politica ed alle idee socialiste, ma anche all\u2019occultismo e al soprannaturale, finch\u00e9 nel 1889 legge&nbsp;<em>Secret Doctrine&nbsp;<\/em>della Blavatsky. Dalla lettura del libro all\u2019incontro con la fondatrice della S.T., il passo \u00e8 breve. Rapidamente, Annie Besant brucia le tappe e sale nella scala gerarchica della S.T. Se Madame Blavatsky emana un magnetismo animale capace di affascinare e conquistare gli scettici, la Besant possiede doni intellettuali differenti, ma altrettanto importanti. La Besant ha doti non comuni, per le donne dell\u2019epoca. Ella \u00e8 una straordinaria oratrice e la sua eloquenza riesce ad ammaliare e convincere qualsiasi platea. Sovente vestita con abiti orientali, alle sue conferenze attira un pubblico numeroso, che resta stupito di fronte alla facilit\u00e0 con la quale questa donna coltissima riesce a spaziare dalla religione, alla politica, alla scienza. Se la Blavatsky ha poteri medianici e magnetismo animale, la Besant, dal canto suo, possiede esperienza politica, grandi capacit\u00e0 oratorie ed intellettuali, e cultura scientifica. In altre parole, \u00e8 nata per essere leader.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Il grande errore della Besant fu, probabilmente, nell\u2019aver accordato la sua totale fiducia ad un giovane ragazzo indiano adottato, Krihnamurti. La Besant vedeva in questo giovane il probabile maestro spirituale della nuova era, un novello Ges\u00f9 o Buddha. Cre\u00f2, appositamente per lui, l\u2019Ordine della Stella d\u2019Oriente, sciolto nel 1929 dallo stesso Krishnamurti, diventato maggiorenne, e poco persuaso del progetto. Krishnamurti diede inizio ad una serie di scismi interni, fondando ulteriori ordini, a suo avviso, maggiormente in grado di trasmettere i suoi insegnamenti.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p id=\"28\">Sotto il profilo teoretico, la S.T. si presenta come erede di quell\u2019universalismo religioso d\u2019impronta romantica, che guarda con interesse alle religioni indiane ed estremo-orientali. La S.T. non si limita pi\u00f9 come la teosofia europea a recuperare l\u2019Immaginario testamentario, ma si apre a tutte le religioni ed a tutte le tradizioni del mondo. Alla fine del settecento cominciano a circolare in Europa le prime traduzioni dal corpus vedico, gli eruditi iniziano a studiare le filosofie e le religioni dell\u2019India e dell\u2019Oriente. Nell\u2019ottocento, l\u2019idea di una \u201creligione universale\u201d, le cui vestigia sono rintracciabili in tutte le religioni della terra, inizia a farsi largo.&nbsp;<a><\/a>Anche la Massoneria ricorre alle genealogie mitiche per acquisire prestigio e blasone iniziatico; nei loro libri, i due eruditi massonici, J. P. Ragon e J. Yarker, incedono sovente in un sincretismo appassionato, nel tentativo di accreditare le presunte radici egizie della Libera Muratoria moderna. Anche negli Stati Uniti, con il Trascendentalismo si diffonde il sincretismo dottrinale: si attende una \u201cnuova era\u201d in cui tutte le religioni del mondo saranno fuse in un\u2019unica \u201cReligione dell\u2019Umanit\u00e0\u201d. [<a href=\"#_ftn28\">28<\/a>]<\/p>\n\n\n\n<p>In questo clima culturale la S.T. ricerca nell\u2019India le radici di tutte le religioni e tradizioni: \u00ab&nbsp;<em>Un giorno dovremo apprendere che tutte le antiche tradizioni sfigurate dall\u2019emigrazione e dalla leggenda appartenevano alla storia dell\u2019India\u00bb (Isis Unveiled).&nbsp;<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Sincretismo, quindi. E sostituzione dell\u2019impianto mitologico della Genesi con la letteratura vedica. In altre parole, la S.T. rovescia il primato bibliocentrico, relegando e subordinando il cristianesimo, pur nella continuit\u00e0 oggettiva, alle sue radici indiane. Al contrario la corrente teosofica europea era stata eminentemente cristiana, nelle sue ramificazioni cattoliche o protestanti.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Inoltre, uno dei capisaldi dottrinali della S.T. \u00e8 la teoria della reincarnazione. L\u2019individuo \u00e8 pensato come composto da una coscienza immortale che si evolve attraverso innumerevoli vite: la reincarnazione \u00e8 il passaggio del S\u00e9 in un nuovo corpo ed in nuovo destino. Il Karma \u00e8 la \u201clegge della Causa e dell\u2019Effetto\u201d. Il comportamento genera degli effetti che determinano gli eventi della vita presente e di quella futura, nel caso che l\u2019individuo non riesca ad esaurire il \u201cdebito karmico\u201d prima della morte fisica. Nel suo complesso, l\u2019umanit\u00e0 si evolve attraverso sette periodi, o Razze Radici, a loro volta divise in sette sotto-razze. Al vertice della piramide iniziatica, l\u2019universo, ed il destino degli uomini, sono guidati da una Gerarchia Cosmica. Il tempo non \u00e8 pi\u00f9 lineare come nel corpus biblico (e nell\u2019annalistica romana), ma \u00e8 ciclico: l\u2019Universo \u00e8 destinato a dissolversi e rigenerarsi infinitamente. L\u2019evoluzione spirituale dell\u2019anima trova il punto d\u2019arrivo nell\u2019identificazione con l\u2019Anima Superiore Universale, al termine del ciclo delle rinascite.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Come si pu\u00f2 notare, l\u2019impianto concettuale della S.T. \u00e8 indiano, non giudeo-cristiano. Si pu\u00f2 perci\u00f2 concludere, con un certo margine di sicurezza, che la S.T. ha ben poco in comune con la grande corrente teosofica europea. Ovviamente, questo non significa disconoscerne la dignit\u00e0 culturale e filosofica. Al contrario, la S.T., soprattutto con le figure della Blavatsky e della Besant, \u00e8 molto importante ed innovativa nel panorama dell\u2019esoterismo occidentale. Si tratta soltanto di riconoscere la \u201cfrattura epistemica\u201d, o la discontinuit\u00e0 oggettiva, rispetto al pensiero di Boheme, Saint-Martin, Oetinger, Baader, ecc. In altre parole \u2013 almeno su questo punto \u2013 la pretesa di ricondurre qualunque fenomeno culturale alla filiazione da un unico Centro, si rivela errata. La S.T. e la corrente teosofica europea \u2013 proprio in quanto fenomeni culturali eterogenei \u2013 contribuiscono a smantellare il postulato della grande Tradizione, da cui tutto deriva ed a cui tutto deve fare ritorno.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>__________<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\">Note<\/h4>\n\n\n\n<p id=\"_ftn1\">1. R. Gu\u00e9non,&nbsp;<em>Le Th\u00e9osophisme, histoire d\u2019une pseudo-religion,&nbsp;<\/em>Parigi 1921: \u201cTali sono, per esempio, delle dottrine come quelle di Jacob Boehme, di Gichtel, di William Law, di Jane Leade, di Swedenborg, di Louis-Claude de Saint-Martin, d\u2019Eckarthausen: noi non pretendiamo di dare una lista completa, ci accontentiamo di citare qualche nome fra I pi\u00f9 conosciuti\u201d. (<a href=\"#1\">^<\/a>)&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p id=\"_ftn2\"><a id=\"_ftn2\" href=\"#_ftnref2\"><\/a>2. A. Faivre, Acc\u00e8s de l\u2019\u00e9sot\u00e9risme occidental, II vol, Gallimard, Parigi. (<a href=\"#2\">^<\/a>)<\/p>\n\n\n\n<p id=\"_ftn3\"><a id=\"_ftn3\" href=\"#_ftnref3\"><\/a>3. A. Faivre, Acc\u00e8s de l\u2019\u00e9sot\u00e9risme occidental II, pag. 53, Gallimard, Parigi. (<a href=\"#3\">^<\/a>)<\/p>\n\n\n\n<p id=\"_ftn4\"><a id=\"_ftn4\" href=\"#_ftnref4\"><\/a>4. M. Vannini,&nbsp;<em>Il volto del Dio nascosto,&nbsp;<\/em>Mondadori 1999. (<a href=\"#4\">^<\/a>)<\/p>\n\n\n\n<p id=\"_ftn5\"><a id=\"_ftn5\" href=\"#_ftnref5\"><\/a>5. Indicativo \u00e8 l\u2019episodio finale della devastazione della sua tomba, da parte delle plebi inferocite, aizzate dagli anatemi di Richter. (<a href=\"#5\">^<\/a>)<\/p>\n\n\n\n<p id=\"_ftn6\">6. Solitamente si tende a ricondurre la mistica renano-fiamminga (XIII-XIV) a Ruusbroec, a Meister Eckhart, a Suso, a Taulero, all\u2019\u201cAnonimo Fracofortese\u201d, a Cusano. (<a href=\"#6\">^<\/a>)<\/p>\n\n\n\n<p id=\"_ftn7\"><a id=\"_ftn7\" href=\"#_ftnref7\"><\/a>7. A. Faivre, Acc\u00e8s de l\u2019\u00e9sot\u00e9risme occidental II, Gallimard, Parigi. (<a href=\"#7\">^<\/a>)<\/p>\n\n\n\n<p id=\"_ftn8\"><a id=\"_ftn8\" href=\"#_ftnref8\"><\/a>8. Sulla questione della&nbsp;<em>via amoris,&nbsp;<\/em>rimandiamo a M. Vannini,&nbsp;<em>l volto del Dio nascosto, <\/em>p.160-168,Mondadori 1999. (<a href=\"#8\">^<\/a>)<\/p>\n\n\n\n<p id=\"_ftn9\">9. Oltre che Yeats, il quale fu direttamente impegnato in diverse organizzazioni magico-iniziatiche, non si pu\u00f2 dimenticare la prossimit\u00e0 dell\u2019opera di William Blake all\u2019esoterismo occidentale. Per approfondire mi permetto di rinviare al mio <em>La poesia hermetica di William Blake,<\/em> Hiram 1\/03. (<a href=\"#9\">^<\/a>)<\/p>\n\n\n\n<p id=\"_ftn10\">10. Si noti come questa concezione rimanda alla tradizione della teologia mistica: dallo Pseudo-Dionigi a Margherita Porete, a Meister Eckhart, \u201cDio\u201d viene sempre pensato con attributi negativi, come \u201cTenebra luminosissima\u201d o \u201cNulla\u201d, in quanto superiore ad ogni determinazione positiva che finirebbe per limitarne l\u2019essere. (<a href=\"#10\">^<\/a>)<\/p>\n\n\n\n<p id=\"_ftn11\">11. La simbologia delle \u201cnozze mistiche\u201d \u00e8 stata elaborata per la prima volta da Origene; successivamente la ritroviamo nella spiritualit\u00e0 di Bernardo di Chiaravalle e nel primo francescanesimo. In tutti questi casi, l\u2019anima \u00e8 sempre equiparata ad una sposa che penetra nella camera nuziale del L\u00f3gos divino, lo Sposo celeste. Si noti come questa interpretazione, tendente a effeminare l\u2019anima dell\u2019uomo in rapporto alla vis penetrativa dello Spirito divino, abbia portato a quell\u2019erronea concezione che attribuisce alla mistica un carattere \u201cpassivo\u201d, in raffronto al carattere ben pi\u00f9 \u201cvirile\u201d, \u201cattivo\u201d, \u201cmaschile\u201d, dell\u2019esoterismo. Tuttavia, basta leggere le pagine dello <em>Specchio delle anime semplici <\/em>di Margherita Porete, o il corpus di Meister Eckart, o ancora l\u2019opera di Simone Weil, per rendersi conto di come questa concezione sia molto approssimativa. (<a href=\"#11\">^<\/a>)<\/p>\n\n\n\n<p id=\"_ftn12\">12. La generazione del L\u00f3gos nell\u2019anima umana che rende qualunque uomo simile a Dio e quindi identico a Cristo, \u00e8 un punto fondamentale del pensiero giovanneo. (<a href=\"#11\">^<\/a>)<\/p>\n\n\n\n<p id=\"_ftn13\">13. Analogo ripudio della Scrittura, si era avuto, in ambito latino, con Margherita Porete. (<a href=\"#13\">^<\/a>)<\/p>\n\n\n\n<p id=\"_ftn14\">14. Platone nel <em>Simposio <\/em>(o <em>Convito) <\/em>identifica nella <em>scala amoris<\/em> uno strumento per percorrere un progressivo cammino di perfezionamento e distacco dalle cose terrene; percorso che conduce fino alla conoscenza del \u201cBello in s\u00e9\u201d, riconducibile, mediante un passaggio successivo, all\u2019amore per l\u2019idea del \u201cBene in s\u00e9\u201d. Ipostasi identificabile con il concetto stesso di Dio. Il neoplatonismo vide nell\u2019eros uno dei tre mezzi \u2013 gli altri sono l\u2019arte e la dialettica \u2013 per pervenire al ricongiungimento con l\u2019Uno. Vale la pena di ricordare che l\u2019enfatizzazione platonica e neoplatonica dell\u2019amore ha avuto un importante seguito nelle dottrine dei \u201cFedeli d\u2019Amore\u201d; dove, tuttavia, pi\u00f9 che di anabasi erotica, si deve parlare di allegorie iniziatiche incentrate sul linguaggio dell\u2019amore sotteso ad indicare la gnosi segreta, al riparo dalle persecuzioni ecclesiastiche. Si deve ricordare anche che il pi\u00f9 interessante tentativo di trasformare il neoplatonismo in una religione, si ebbe con Giamblico (251- 270 d. C.).&nbsp;&nbsp;(<a href=\"#14\">^<\/a>)<\/p>\n\n\n\n<p id=\"_ftn15\">15. La concezione dualistica della realt\u00e0 contrasta nettamente con il monismo emanazionistico di Plotino, ma non del tutto con il pensiero di Platone. La lettura del filosofo ateniese, deve risolvere per ciascun lettore un problema decisivo. Considerare il mondo visibile formato da copie imperfette come frattura ontologica, scissione irriducibile del mondo intelleggibile. O, in alternativa, vedere nella copia un segnavia per raggiungere l\u2019originale. Il primo atteggiamento \u00e8 caratteristico della devozione religiosa, il secondo delle dottrine esoteriche. (<a href=\"#14\">^<\/a>)<\/p>\n\n\n\n<p id=\"_ftn16\">16. Di solito si usa distinguere il sistema iniziatico di Martinez de Pasqually con il termine \u201c<em>martinezismo<\/em>\u201d, da quello ispirato a Saint-Martin \u2013 denominato invece \u201c<em>martinismo<\/em>\u201d \u2013 e fondato da Papus nel 1891 a Parigi. Semplificando, in questo senso, il \u201cmartinezismo\u201d \u00e8 la dottrina esoterica dell\u2019Ordine degli Eletti Cohen; cos\u00ec come, per fare un esempio, la scolastica \u00e8 la teologia ufficiale della Chiesa cristiana medievale post-Chartres. Sulla stessa falsariga, il \u201cmartinismo\u201d \u00e8 la filosofia iniziatica dell\u2019Ordine Martinista. Ma al di fuori di queste considerazioni teoriche, \u00e8 ovvio che un sistema di pensiero non si forma dal nulla o per mano di un singolo pensatore, ma deve necessariamente dialettizzare al suo interno le tendenze dell\u2019epoca e la filiazione intellettuale del suo autore. \u00c8 evidente, quindi, che nel sistema martinista \u00e8 ben presente, oltre all\u2019eredit\u00e0 speculativa di Saint-Martin, anche l\u2019influenza martinezista e quella di Jean-Baptiste Willermoz (1730-1824). (<a href=\"#16\">^<\/a>)<\/p>\n\n\n\n<p id=\"_ftn17\">17. Robert Amadou, il pi\u00f9 grande specialista del martinezismo-martinismo, \u00e8 incline a negare la discendenza ebraica di Martinez. (<a href=\"#17\">^<\/a>)<\/p>\n\n\n\n<p id=\"_ftn18\">18. L\u2019evocazione teurgica praticata dagli Eletti Cohen si basava su un complesso gioco di corrispondenze semiologiche tra l\u2019uomo e l\u2019entit\u00e0. Disegnando un segno sopra un tappeto di lino, il teurgo si preparava ad assistere all\u2019apparizione del geroglifico inviato dall\u2019entit\u00e0 corrispettiva. Se il geroglifico apparso non corrispondeva a quello atteso dal teurgo, era necessario ridisegnare il segno corrispondente all\u2019entit\u00e0 che si era manifestata. Per approfondimenti, consultare A. Faivre, <em>Acc\u00e8s de l\u2019\u00e9sot\u00e9risme occidental<\/em> II, pag. 255-256 Gallimard, Parigi. (<a href=\"#18\">^<\/a>)<\/p>\n\n\n\n<p id=\"_ftn19\">19. Il teosofo svedese, a sua volta si proponeva d\u2019integrare i gradi della Massoneria Operativa con quelli delle \u201cLogge di Perfezione\u201d e con quelli istituiti nel <em>Venerando Ordine dell\u2019Aurea<\/em> <em>Rosa+Croce<\/em>. Il sistema era denominato \u201cMassonico-Illuministico\u201d. (<a href=\"#19\">^<\/a>)<\/p>\n\n\n\n<p id=\"_ftn20\">20. Pietro Turchetti, <em>Il Filosofo Incognito<\/em>, Arktos, 1995. (<a href=\"#20\">^<\/a>)<\/p>\n\n\n\n<p id=\"_ftn21\">21. Si tratta, probabilmente, della stessa risoluzione medievale che colloca il \u201cluogo mistico\u201d nell\u2019interiorit\u00e0 dell\u2019uomo, facolt\u00e0 chiamata anche \u201csinderesi\u201d. (<a href=\"#21\">^<\/a>)<\/p>\n\n\n\n<p id=\"_ftn22\">22. Pietro Turchetti, <em>Il Filosofo Incognito<\/em>, Arktos, 1995. (<a href=\"#21\">^<\/a>)<\/p>\n\n\n\n<p id=\"_ftn23\">23. In realt\u00e0 nei paesi anglosassoni, l\u2019anticlericalismo massonico \u00e8 sempre stato marginale, al contrario di quanto \u00e8 avvenuto nei paesi latini, dove la polemica con la Chiesa romana ha prodotto sovente reazioni esasperate e toni infervorati. (<a href=\"#23\">^<\/a>)<\/p>\n\n\n\n<p id=\"_ftn24\">24. A. Faivre, <em>Philisopie de la Nature, Albin Michel Id\u00e9es.<\/em> (<a href=\"#24\">^<\/a>)<\/p>\n\n\n\n<p id=\"_ftn25\">25. A. Faivre, ibid. (<a href=\"#25\">^<\/a>)<\/p>\n\n\n\n<p id=\"_ftn26\">26. A. Faivre, ibid. (<a href=\"#25\">^<\/a>)<\/p>\n\n\n\n<p id=\"_ftn27\">27. A. Faivre, ibid. (<a href=\"#27\">^<\/a>)<\/p>\n\n\n\n<p id=\"_ftn28\">28. A. Faivre, <em>Symboles et Mythes dans les mouvements initiatiques et esot\u00e9riques (XVII-XIX si\u00e8cles: Filiations et emprunts<\/em>, Edidit \u2013 La Table d\u2019Emeraude, collection Aries, Parigi 1999. (<a href=\"#28\">^<\/a>)<\/p>\n\n\n\n<p>__________<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\">Bibliografia essenziale<\/h4>\n\n\n\n<p>A. Faivre, Acc\u00e8s de l\u2019\u00e9sot\u00e9risme occidental, I-II voll. Gallimard, Parigi.<\/p>\n\n\n\n<p>A. Faivre, <em>Philisopie de la Nature, Albin Michel Id\u00e9es <\/em>&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>A. Faivre, <em>Symboles et Mythes dans les mouvements initiatiques et esot\u00e9riques (XVII-XIX si\u00e8cles: Filiations et emprunts<\/em>, Edidit \u2013 La Table d\u2019Emeraude, collection Aries, Parigi 1999.<\/p>\n\n\n\n<p>A. Faivre, <em>L\u2019esoterismo, <\/em>SugarCo, Carnago (Varese)<\/p>\n\n\n\n<p>M. Vannini, <em>Il volto del Dio nascosto, <\/em>Mondadori, 1999.<\/p>\n\n\n\n<p>Pietro Turchetti, <em>Il Filosofo Incognito<\/em>, Arktos, 1995.<\/p>\n\n\n\n<p>J. Cantucci, <em>La Societ\u00e0 Teosofica<\/em>, Elledici.<\/p>\n\n\n\n<p>C. Simonetti, <em>Annie Besant, autobiografia. Una mistica femminista fra \u2018800 \u00e8900, <\/em>Le Lettere<\/p>\n\n\n\n<p>H. P. Blavatsky, <em>Iside Svelata. Chiave dei misteri antichi e moderni della scienza e della teologia, <\/em>Sirio, Trieste, 1958.<\/p>\n\n\n\n<p>H. P. Blavatsky, <em>La Dottrina Segreta. Sintesi della scienza, della religione e della filosofia, <\/em>Bocca, Milano 1947<\/p>\n\n\n\n<p>M. Gomes, <em>Theosophy in the Nineteenth Century: An Annotated Bibliography, <\/em>Garland Publishing Inc.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right\"><\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full\"><a href=\"#su\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%20370%20247'%3E%3C\/svg%3E\" data-lazy-src=\"https:\/\/www.esonet.it\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/Uovo_min.jpg\" alt=\"\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load wp-image-8333\"\/><noscript><img decoding=\"async\" width=\"44\" height=\"70\" src=\"https:\/\/www.esonet.it\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/Uovo_min.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-8333\"\/><\/noscript><\/a><\/figure>\n<\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Capita sempre pi\u00f9 spesso, specialmente su Internet, di leggere articoli che erroneamente riducono la corrente teosofica alla sola dottrina divulgata dalla Societ\u00e0 Teosofica (S. 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