{"id":2018,"date":"2006-07-04T00:00:13","date_gmt":"2006-07-03T22:00:13","guid":{"rendered":"http:\/\/www.esonet.it\/?p=2018"},"modified":"2023-11-10T12:46:21","modified_gmt":"2023-11-10T11:46:21","slug":"su-scienza-tradizione-e-magia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.esonet.it\/?p=2018","title":{"rendered":"Su Scienza Tradizione e Magia"},"content":{"rendered":"\n<div class=\"wp-block-group\"><div class=\"wp-block-group__inner-container is-layout-constrained wp-block-group-is-layout-constrained\"><div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignright\"><a href=\"https:\/\/www.esonet.it\/?cat=60\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%20370%20247'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load\" data-lazy-src=\"images\/topics\/Scienza1.jpg\" alt=\"Scienza ed Esoterismo\" title=\"Scienza ed Esoterismo\"\/><noscript><img decoding=\"async\" src=\"images\/topics\/Scienza1.jpg\" alt=\"Scienza ed Esoterismo\" title=\"Scienza ed Esoterismo\"\/><\/noscript><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>Appare ormai necessaria una riflessione sul rapporto tra Scienza e Tradizione, un rapporto che pu\u00f2 essere molto fecondo e stimolante, ma pu\u00f2 diventare anche estremamente fuorviante. <\/p>\n<\/div><\/div>\n\n\n\n<div style=\"height:10px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"su\">Su Scienza Tradizione e Magia<\/h3>\n\n\n\n<p>di Alessandro Orlandi<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:30px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p>Appare ormai necessaria una riflessione sul rapporto tra Scienza e Tradizione, un rapporto che pu\u00f2 essere molto fecondo e stimolante, ma pu\u00f2 diventare anche estremamente fuorviante. Come esempi negativi cito l\u2019uso che della scienza viene fatto da molti movimenti New Age, come i Dianetici di Scientology o le pseudo argomentazioni \u201colistiche\u201d che ognuno di noi ha trovato in calce a qualsiasi nefandezza pseudo-tradizionale, argomentazioni che spesso fanno riferimento alla meccanica quantistica o alla teoria della relativit\u00e0 o alle moderne teorie cosmologiche, invocate per \u201cspiegare\u201d o \u201cgiustificare\u201d mostruosi sincretismi senza capo n\u00e9 coda.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 indubbio che l\u2019immagine che la scienza ha del mondo sia profondamente mutata nel corso degli ultimi 100 anni. Per fare qualche esempio: la quadripartizione delle forze fondamentali che operano nell\u2019universo a livello sia macroscopico che microscopico in forza elettromagnetica, forza gravitazionale, interazione forte e interazione debole, assieme con le scoperte della meccanica quantistica sulla natura, sia ondulatoria che corpuscolare delle particelle subatomiche e della luce, e sulla centralit\u00e0 dell\u2019osservatore nel determinare alcune caratteristiche del fenomeno osservato (indeterminazione di Heisenberg), hanno modificato profondamente il nostro concetto di causalit\u00e0 e ci hanno portato a concepire la \u201cnatura ultima\u201d del mondo come statistica.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>La cosiddetta \u201cteoria delle stringhe\u201d ci fa oggi sperare nella possibilit\u00e0 di inserire in un quadro unitario i fenomeni relativi al mondo subatomico.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>La teoria della relativit\u00e0 ci ha condotto a modificare profondamente la nostra concezione dello spazio, del tempo e della materia e, di nuovo, ci ha mostrato, sostituendo le trasformazioni di Lorentz a quelle galileiane, che il sistema di riferimento da cui si osservano i fenomeni pu\u00f2 determinare dilatazioni o contrazioni dello spazio e del tempo e che \u00e8 impossibile considerare separatamente tali categorie.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>La nostra rigida concezione del tempo ha subito un duro colpo, \u00e8 stata messa in crisi l\u2019idea di simultaneit\u00e0 di due eventi, cos\u00ec importante nella consueta idea di causa; alcuni (Hawking, persino Goedel in alcune sue pubblicazioni poco note degli anni \u201840) hanno addirittura ipotizzato la possibilit\u00e0 di forti singolarit\u00e0 nel continuum spazio-temporale, di tipo diverso dai cosiddetti \u201cbuchi neri\u201d, che consentirebbero viaggi nel tempo. Per lo spazio tridimensionale \u00e8 stata abbandonata la geometria euclidea a favore di quella riemanniana nella versione di Minkowsky: uno spazio che \u201csi incurva\u201d in presenza di forti concentrazioni di massa, in cui la linea pi\u00f9 breve tra due punti non \u00e8 un segmento, ma una geodetica. Anche la termodinamica ha dato il suo contributo e il secondo principio ci ha condotto a una visione dell\u2019evoluzione dell\u2019universo sempre pi\u00f9 dominata dalla probabilit\u00e0 e sempre meno dal rigido determinismo, un universo condannato alla morte termica dalla crescita entropica.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Anche la matematica ha subito grandi rivoluzioni, il sogno di fondare un edificio logico coerente e completo, in cui tutte le asserzioni del pensiero razionale matematico trovassero posto discendendo da alcuni assunti fondamentali, il sogno di Hilbert, \u00e8 andato in frantumi con le scoperte di Goedel.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Molto \u00e8 stato fatto da pensatori come Russell, Peano, Frege, Brower, Cantor, Dedekind, Von Neumann, Tarski, Wittgenstein, etc., per chiarire la natura degli edifici logici e delle proposizioni, delle regole di inferenza che li costituiscono, dei fondamenti su cui poggiano, dello stesso rapporto tra linguaggio e realt\u00e0, della natura del concetto di infinito. Abbiamo \u201csovrapposto\u201d ai fenomeni del mondo reale modelli matematici sempre pi\u00f9 sofisticati, dalla teoria delle catastrofi ai sistemi dinamici, dalla matematica del caos alla teoria dei frattali, alle teorie di Prigorgine sui sistemi dissipativi, applicandoli a fenomeni fisici, chimici, sociali o biologici.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019abitudine crescente a sovrapporre pezzi di matematica a porzioni di realt\u00e0 ci sta facendo abbandonare l\u2019ingenua visione positivista di un mondo \u201cscritto nel linguaggio della matematica\u201d, che deve essere solo decodificato, a favore di una visione secondo la quale si tratta di sovrapporre pi\u00f9 \u201clinguaggi\u201d alle realt\u00e0 studiate, ognuno dei quali stabilisce una analogia matematica tra modello e realt\u00e0 ed evidenzia una \u201cforma\u201d dei fenomeni che altrimenti non avremmo scorto.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Resta tuttavia aperto il problema se i modelli matematici abbiano o meno una valenza ontologica, cio\u00e8 se le forme e le propriet\u00e0 che scorgiamo grazie ad essi siano propriet\u00e0 del mondo o piuttosto delle nostre descrizioni di esso e dell\u2019intento che sottende quelle descrizioni.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Alcuni hanno visto in queste rivoluzioni del pensiero scientifico un segno evidente di \u201cspiritualizzazione della scienza\u201d. Fritjof Capra nel suo \u201cTao della Fisica\u201d traccia un grande affresco del rapporto tra scienza moderna e spiritualit\u00e0 orientale, comparando la concezione del mondo che emerge dalle teorie fisiche con le tradizioni induiste, buddhiste e taoiste. Il premio nobel per la fisica Abdus Salam aveva fatto altrettanto tracciando un parallelo tra le teorie della fisica delle particelle e la religione musulmana. Anche il premio nobel per la chimica Ilya Prigorgine (ad esempio nella \u201cNuova Alleanza\u201d) vede profilarsi all\u2019orizzonte un nuovo umanesimo, una nuova possibilit\u00e0 di riconciliare la scienza con i valori fondamentali dell\u2019uomo.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Infine, l\u2019importanza assunta dalla rivoluzione informatica e dalle simulazioni della realt\u00e0 nel \u201cridefinire\u201d l\u2019universo in cui viviamo, \u00e8 immensa. La rete del web annulla le distanze, rende coeve realt\u00e0 fino ad oggi separate tra loro da abissi spazio temporali, scompone e ricompone come, in un puzzle in cui venga cambiata continuamente la figura da ricostruire, qualsiasi produzione culturale, trasforma tutto in merce facilmente consumabile. In futuro ci attende il cyberspazio, oggi imperfetto e destinato a singoli individui dotati di casco e guanti, destinato per ora soprattutto ad attivit\u00e0 ludiche e a ricostruzioni archeologiche o architettoniche.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Domani ci dar\u00e0 la possibilit\u00e0 di una illusione completa di realt\u00e0, con odori e sapori annessi, e porter\u00e0 a compimento un processo sottile iniziato nel Rinascimento: l\u2019oggettivazione dei nostri fantasmi interiori, delle nostre forme-pensiero e l\u2019eliminazione delle frustrazioni e delle limitazioni che arginano e delimitano l\u2019ego formando il carattere degli individui. Nulla ci impedir\u00e0 di utilizzare in questo modo lo spazio, il tempo e la materia virtuali che caratterizzano il cyberspazio, nutrendo la nostra psiche di relazioni virtuali e gratificanti, commettendo delitti virtuali per sfogare rabbia e paura, dando vita a tutti gli \u201cIo\u201d inespressi che dormono in ognuno di noi. Chi impedir\u00e0 a uno zoppo di farsi progettare un programma di realt\u00e0 virtuale in cui \u00e8 campione olimpionico dei 100 metri in corsa? Di programmare cene romantiche con un nostro amore che ci ha abbandonato, amplessi con una diva del jet set o riunioni familiari con parenti morti da decenni?&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Come gi\u00e0 accade col web, il cyberspazio ci condurr\u00e0 a restare sempre di pi\u00f9 a casa: cos\u00ec un burocrate potr\u00e0 espletare le sue funzioni o recapitare documenti senza che n\u00e9 lui, n\u00e9 i suoi utenti si spostino da casa, i medici potranno operare da un continente all\u2019altro, i musicisti tenere un concerto virtuale suonando in citt\u00e0 lontane tra loro, complesse operazioni tecniche potranno essere portate a termine utilizzando un simulatore come interfaccia, gli aerei pilotati da terra.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>La nostra \u201crealt\u00e0 ultima\u201d finir\u00e0, insomma, col diventare l\u2019interfaccia con cui dialoghiamo. Uno spazio-tempo fittizio su cui potremo non solo proiettare i nostri desideri, ma anche oggettivarli e animarli, intervenendo indifferentemente sulla realt\u00e0 \u201cesterna\u201d o sui nostri sogni.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019intento fondamentale che muove il pensiero scientifico \u00e8 e resta quello di dominare la natura e di trasformare i desideri dell\u2019uomo in realt\u00e0. L\u2019ascesa della scienza, cosi come noi la conosciamo, \u00e8 simultanea all\u2019ascesa delle classi mercantili, riflette il bisogno di pervenire a procedure certe e a modelli la cui finalit\u00e0 \u00e8 quella di conformare l\u2019universo ai desideri dell\u2019uomo e, possibilmente, trasformare quei desideri in azione e in realt\u00e0.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Il mondo che ci circonda \u00e8 la risposta di Mefistofele ai desideri espressi da Faust.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Tutto \u00e8 divenuto merce, spazio e tempo hanno perso del tutto la loro natura \u201coggettiva\u201d e si avviano a diventare una lavagna bianca su cui potremo scrivere cosa accade nelle nostre giornate, modellando anche la nostra vita emotiva. Dal punto di vista psichico \u00e8 in atto un processo di \u201crovesciamento\u201d del nostro interno sull\u2019esterno: le moderne tecnologie consentono infatti di \u201cdare vita\u201d ai vari Io che costituiscono la persona, oggettivando le cose immaginate a fini non solo ludici\u2026 Come si diceva tra le ricadute positive di queste tecnologie c\u2019\u00e8 la possibilit\u00e0 di \u201cagire a distanza\u201d e le creazioni artistiche potranno essere concepite con fortissime caratteristiche interattive; in geografia, storia, archeologia o nelle scienze sperimentali \u00e8 gi\u00e0 possibile sperimentare direttamente attraverso modelli e simulazioni la visita a una tomba egiziana o gli effetti della forza di Lorentz su una carica elettrica ed \u00e8 immaginabile un \u201ccinema\u201d a tre dimensioni, che si svolga nel cyberspazio e sia a \u201ctrama variabile\u201d, determinata dalle interazioni che lo spettatore ha con i protagonisti dello spettacolo.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Dal punto di vista epistemologico sar\u00e0 sempre pi\u00f9 difficile distinguere tra la realt\u00e0 e \u201cl\u2019interfaccia\u201d di cui ci serviamo per raggiungerla, tra le interfacce che toccano la realt\u00e0 esterna e quelle che hanno come termine ultimo i prodotti della nostra fantasia. L\u2019interfaccia si avvia a diventare un vero e proprio \u201cfiltro\u201d interposto tra soggetto e mondo, un filtro che ridefinisce spazio, tempo e materia: lo spazio viene dilatato e contratto a piacimento attraverso la possibilit\u00e0 di azione a distanza, il tempo pu\u00f2 essere dilatato e contratto artificialmente (cosa facilissima in un cyberspazio) e i \u201cviaggi nel tempo\u201d, intesi come l\u2019assistere virtualmente ad eventi storici del passato o a ricostruzioni fedeli, indistinguibili dall\u2019originale, di luoghi e citt\u00e0 ed epoche scomparse divengono possibili, cosi come diverr\u00e0 possibile vivere \u201ceventi\u201d virtuali in cui il tempo viene rallentato o accelerato a piacimento: un istante tra la nascita e la morte, come nelle vite che il dio Vishnu fa vivere ai suoi iniziati per mostrare loro l\u2019illusoriet\u00e0 delle incarnazioni terrene. La materia diviene invece una astrazione determinata dai parametri che regolano le forme e i rivestimenti della realt\u00e0 virtuale.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Dato lo spazio che erotismo e pornografia occupano su internet non \u00e8 difficile prevedere che esisteranno programmi interattivi nel cyberspazio che ci consentiranno di conquistare, nei panni di Indiana Jones, la donna dei nostri sogni, magari col volto di Kim Basinger, il corpo di Marilin Monroe e l\u2019intelligenza di Maria Curie&#8230; La cupa realt\u00e0 prospettata da film come \u201cMatrix\u201d o \u201cThe Truman show\u201d \u00e8 gi\u00e0 in atto, dietro gli slogan pubblicitari e la spinta a consumare che ci divora, dietro la futura possibilit\u00e0 di chat lines in cui gli io fittizi che potremo creare non si limiteranno a nick e nomi di fantasia, ma saranno dotati di corpi e sensazioni.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 accaduto che in seicento anni l\u2019interno dell\u2019uomo si sta rovesciando al suo esterno come un guanto, rivelando come un secchio della spazzatura i detriti nascosti della psiche, stiamo apprendendo, come ogni apprendista stregone che si rispetti, a incarnare le nostre forme-pensiero e farle camminare in giro per la terra. Chi sapr\u00e0 fermarle? Chi ci salver\u00e0 dal delirio di onnipotenza?&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Ogni buon lettore di fiabe sa che quando il Demone racchiuso nella bottiglia esaudisce i tre desideri, dietro il prodigio si nasconde sempre qualche terribile inganno. Come Faust dovremo essere capaci di salvarci all\u2019ultimo, giunti sull\u2019orlo del precipizio. Dovr\u00e0 esserci sempre qualcuno che combatte per riaffermare il principio di realt\u00e0, per sgradevole o brutta che questa possa essere.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Allora, credo, noi non dovremmo guardare alle creazioni della scienza ingenuamente, come ad Ombre proiettate sulle pareti della caverna di Platone, capaci di condurre l\u2019uomo dal mondo sensibile al mondo degli archetipi. Non dovremmo fidarci ciecamente delle forme-pensiero prodotte in questi secoli per \u201cspiegare\u201d il mondo.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Le creazioni della fisica, dai quark alla teoria delle stringhe, sono affascinanti e colpiscono la fantasia, ed \u00e8 accaduto che fisici scrivessero libri con grandi psicoanalisti (Jung e Pauli sulla sincronicit\u00e0) o con yogin indiani (Bohm con Krisnamurti). Ci\u00f2 non ci esime tuttavia dal chiedere a noi stessi chiarezza su quale sia l\u2019intento della scienza e quale l\u2019intento della Tradizione.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Due intenti opposti: in un caso conoscere l\u2019universo per trasformarlo ed adattarlo alle esigenze dell\u2019uomo, nell\u2019altro conoscere l\u2019universo, e l\u2019uomo come parte del cosmo, per trasformare l\u2019uomo.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Le teorie scientifiche non devono mai diventare \u201ccongegni\u201d o feticci da adorare e da utilizzare indiscriminatamente per interpretare la realt\u00e0, hanno un loro dominio di applicabilit\u00e0. Del resto nel settecento gli scienziati ritenevano che per \u201cspiegare\u201d un fenomeno fosse sufficiente costruire un automa o un meccanismo che ne illustrasse le relazioni interne di causa-effetto in termini di interazioni meccaniche. Oggi questo modello \u00e8 entrato completamente in crisi. Non \u00e8 quindi il caso di affidarci alla scienza per \u201cgiustificare\u201d gli insegnamenti tradizionali. No.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Dovremmo, invece, riconsiderare il modo in cui la Tradizione tratta la techn\u00e8 di cui si serve, cio\u00e8 la magia tradizionale e i riti. Ogni Tradizione prevede delle modalit\u00e0 particolari per trasformare l\u2019uomo e la sua realt\u00e0 (interiore o esterna non importa). Approfondire questo punto significa comprendere il rapporto che intercorre&nbsp;<em>oggi&nbsp;<\/em>tra scienza e Tradizione.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Nelle culture nelle quali \u00e8 viva la nozione del sacro le condizioni materiali dell\u2019uomo sono interpretate alla luce di ci\u00f2 che egli percepisce come \u201cleggi cosmiche\u201d. Gli aspetti fondamentali dell\u2019esistenza sono scanditi dai riti sacri e dai miti che li costellano.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Tanto i riti che i miti hanno lo scopo di collegare ogni nuova azione ad un archetipo primordiale, che deve conferirle senso e realt\u00e0 annullando e rifondando il tempo (cfr. ad es. \u201cSacro e Profano\u201d e \u201cIl mito dell\u2019eterno ritorno\u201d di Mircea Eliade). Si vuole in tal modo mostrare che ci\u00f2 che l\u2019uomo si accinge a fare nel mondo mutevole in cui vive \u00e8 gi\u00e0 successo nel mondo degli dei, o dei progenitori mitici, o degli arch\u00e8tipi, all\u2019inizio dei tempi, e che la situazione attuale, in quanto ripete l\u2019azione primordiale, ha un senso ed eredita magicamente il \u201cpotere del fare\u201d. Ogni azione \u00e8, anzi, concepibile come un modo per far emergere l\u2019ordine dal caos, in forza della sua somiglianza con qualche arch\u00e8tipo celeste. Cosi vi sono luoghi e lassi di tempo \u201csacri\u201d il cui destino \u00e8 quello di stabilire un contatto tre le vicende umane e la divinit\u00e0.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>In una civilt\u00e0 arcaica, nei periodi consacrati a quei luoghi e lassi di tempo vengono compiuti riti, rievocati miti, che riattualizzano ciclicamente i principali aspetti della vita sociale, facendoli \u201cpartecipare\u201d di un archetipo (coltivare la terra, battersi in guerra, raggiungere la pubert\u00e0, unirsi in matrimonio, generare figli, catturare prede durante la caccia, ammalarsi e morire) mimandone l\u2019emersione, per la prima volta, dal caos indifferenziato del senza-forma ad opera di un Dio o di un mitico progenitore. Questo meccanismo di ri-attualizzazione funziona come un vero e proprio bagno purificatore, come un\u2019immersione nelle acque del Nulla che permette alle forme delle azioni di ricevere il senso, la vita e la realt\u00e0 da parte di un Logos primordiale incorrotto e incorruttibile dal tempo.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Chiunque sia immerso in una simile visione del mondo ha una nozione del proprio \u201cesserci\u201d, un\u2019immagine di se stesso, un senso dell\u2019io, molto meno rigido e delimitato di quello che caratterizza l\u2019uomo moderno. Tutto ci\u00f2 che \u00e8 percepibile ed ha esistenza nell\u2019uomo si fonda, secondo tale visione, su un principio omologo fuori di lui e viceversa, la coscienza non \u00e8 qualcosa di dato a priori, ma consiste in un precario equilibrio, in un bilanciamento tra due poli, uno interno e uno esterno, che si definiscono e si individuano a vicenda. Per di pi\u00f9 esiste sempre la possibilit\u00e0 che la coscienza segua il filo invisibile che unisce il nostro interno all\u2019esterno e che ci si possa perdere \u201crisvegliandoci\u201d smembrati in ci\u00f2 che ci circonda. \u00c8 all\u2019interno di questa percezione dei rapporti tra persone e cose che occorre inquadrare i riti iniziatici e le varie tecniche e pratiche magiche. Da tale punto di vista la condizione umana \u00e8 caratterizzata da uno squilibrio tra le varie polarit\u00e0, tra i dualismi che caratterizzano ogni individuo, da una cecit\u00e0 che impedisce al gemello Io di rispecchiarsi nel suo opposto polare, il mondo.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>La conoscenza e la sapienza non sono allora sinonimi dell\u2019accumulare nozioni e leggi generali per controllare la natura ed assoggettarla ai propri desideri. Conosce, invece, chi sa trasformare se stesso fino a rendere le leggi che regolano il suo microcosmo interiore identiche a quelle che governano il macrocosmo. \u00c8 sapiente chi ha riconosciuto quelle leggi ed ha appreso come applicarle a se stesso. Il rito iniziatico, che \u00e8 poi la trasmissione di una influenza spirituale, ha appunto il senso e lo scopo di sancire un passaggio di stato, un passo della coscienza individuale sulla strada dell\u2019armonizzazione di se con il cosmo, dell\u2019individuazione del tutto nella parte.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Questo cammino prevede per solito due fasi successive. La prima consiste nella presa di coscienza del proprio \u201cdoppio\u201d, nella relativizzazione del proprio status individuale, nel riconoscere il proprio \u201cgemello esterno\u201d, nella percezione che le caratteristiche del singolo, il suo collocarsi nello spazio e nel tempo, l\u2019epica personale, non hanno esistenza propria. Sono nulla. Questa fase non pu\u00f2 che concludersi con la morte simbolica dell\u2019individuo, con la distruzione di ogni sua identificazione con la maschera-persona dalle cui ceneri dovr\u00e0 nascere un nuovo uomo.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>A questa fase ne segue un\u2019altra, di ascesa verticale verso le realt\u00e0 sottili. Il superamento dei dualismi \u00e8 interno come esterno: all\u2019uomo accade ci\u00f2 che egli vuole ed egli vuole ci\u00f2 che gli accade. La spiritualizzazione del corpo e la corporificazione dello spirito perseguita dalle iniziazioni render\u00e0 presenti alla coscienza verit\u00e0 prima inattingibili, verit\u00e0 che ora possono essere vissute, incarnate.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Ogni linguaggio iniziatico dichiara origini sacre primordiali e non umane, che vengono situate al di fuori dal \u201cdivenire\u201d e descritte attraverso i suoi miti specifici. Secondo tale modo di vedere i simboli ricevono il loro senso (e il loro potere unificante della coscienza) in virt\u00f9 di questo legame con la trascendenza e la stessa organizzazione iniziatica ritiene di rispecchiare l\u2019ordine cosmico, che si sarebbe \u201ctrasferito\u201d nel suo ordinamento gerarchico (il che si presta a facili degenerazioni, come purtroppo ognuno pu\u00f2 constatare).&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Chi occupa un dato posto nell\u2019ordinamento gerarchico potr\u00e0, indipendentemente dal suo valore individuale, espletare determinate mansioni a nome dell\u2019organizzazione iniziatica. In tali occasioni egli avr\u00e0 esistenza solo in quanto \u201ctrasmettitore\u201d, rappresentante della tradizione &#8211; (\u00e8 analogo, dal punto di vista essoterico, il caso del sacerdote scomunicato le cui messe hanno tuttavia, qualora celebrate, valore sacramentale). Questa visione delle cose appartiene alla maggior parte delle organizzazioni iniziatiche passate e presenti (Rosacroce, Massoneria, Compagnonaggio, Martinisti) e a molti culti misterici del passato (Misteri Eleusini, di Dioniso, di Mitra, di Attis e Cibele, Zoroastrismo, ecc.). Non \u00e8 dato, poi, mescolare tra loro i riti di pi\u00f9 tradizioni.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Solo la Forma che si attenga all\u2019insieme dei dettami di una e una sola tradizione pu\u00f2 ricevere in se l\u2019energia spirituale e trasmetterla. L\u2019iniziando ha o non ha in s\u00e9 le qualit\u00e0 necessarie per avvicinarsi ai \u201cMisteri\u201d. In caso negativo egli non potr\u00e0 aspirare alla trasmutazione di s\u00e9 in \u201cUomo Universale\u201d per quanto sforzi il suo intelletto &#8211; (su questi temi cfr. Guenon: \u201cAper\u00e7us sur l\u2019initiation\u201d). Se egli \u00e8 invece \u201cpredestinato\u201d sar\u00e0 la Provvidenza a mandargli, in seguito ai frutti del suo lavoro interiore ed esteriore, un segno che egli dovr\u00e0 riconoscere. Per una serie di apparenti coincidenze egli entrer\u00e0 allora in contatto con l\u2019organizzazione iniziatica.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Dal punto di vista di tali organizzazioni chi svolge il proprio cammino in modo anarchico, il mistico, non pu\u00f2 andare oltre un modesto grado di consapevolezza di s\u00e9, di armonizzazione dei contrari, se si eccettuano casi rarissimi di iniziati discesi per portare il Verbo (tale \u00e8 il caso di Buddha, Cristo, Maometto o Lao Tze). I miti, i riti, i simboli, per loro stessa essenza non possono venire \u201cmodificati\u201d, pena il degrado ciarlatanesco della organizzazione iniziatica. La configurazione complessiva di miti e riti \u00e8 infatti ci\u00f2 che mantiene in essi \u201cl\u2019influenza spirituale\u201d.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Vi sono forme \u201cesoteriche\u201d dei riti con cui solo l\u2019iniziando o l\u2019iniziato possono entrare in contatto. Non si viene iniziati solo perch\u00e8 si apprende l\u2019uso o il significato dei simboli e dei riti di una data Tradizione, ad esempio leggendoli sui libri. L\u2019iniziazione consiste nella trasmissione di una \u201cinfluenza spirituale\u201d e, perch\u00e8 ci\u00f2 avvenga, bisogna che il luogo, il tempo, i modi e i veicoli attraverso i quali tale influenza si propaga siano \u201ccarismatici\u201d, cio\u00e8 mantengano intatta la loro aura. Sottrarre riti e simboli dal loro contesto sincronico, dal loro hic et nunc, significa pervertirne il senso.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Lo scopo dei riti \u00e8 quello di creare una corrente di comunicazione tra l\u2019umano e il non umano. Il rito \u00e8 visto, in una iniziazione, come un vero e proprio insieme di mezzi \u201ctecnici\u201d per entrare in contatto col sacro. Chi viene iniziato sperimenta un bagno purificatore, fonte di vita e di rinnovamento e, come accade nel processo alchemico, deve passare attraverso l\u2019infimo per raggiungere il supremo, recuperare ed integrare l\u2019infantile animale arcaico per poter ascendere alla condizione mistica di \u201chomo maximus\u201d. Alcuni riti iniziatici vengono compiuti una sola volta nella vita di un dato individuo e la loro influenza \u00e8 ritenuta definitiva e non pu\u00f2 essere pi\u00f9 revocata, quali che siano le modificazioni successive di colui che li ha compiuti (il battesimo e il sacerdozio sono un equivalente essoterico di ci\u00f2 nel cristianesimo), l\u2019influenza spirituale perdura anche dopo che, eventualmente, l\u2019iniziato si sia allontanato materialmente dai luoghi e dai ministri del culto a cui aveva aderito.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>C\u2019\u00e8 un parallelismo tra il modo in cui operano i simboli e i riti: i riti sono una successione spazio-temporale e dinamica di simboli e azioni simboliche. Da tale punto di vista il rito non \u00e8 altro che un insieme ordinato di simboli, il cui ordito \u00e8 ci\u00f2 che conferisce potere al rito, sintonizzandolo con una configurazione archetipica da cui eredita o riceve magicamente il suo carisma. Il mito consiste invece in un insieme di simboli (tramandati mediante tradizione orale e scritta, pittura, scultura etc.) i quali possono avere differenti gradi di influenza sull\u2019iniziando, a seconda di come vengono ordinati e interpretati. Nel mito, in altri termini, vi \u00e8 un rito in fieri ed anzi, (dato che lo stesso mito pu\u00f2 essere penetrato con diversi livelli di profondit\u00e0 in tempi diversi), pi\u00f9 riti in fieri.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Il rito costituisce un mezzo, uno strumento per entrare in contatto col sacro, anche se l\u2019officiante non ne comprende veramente il senso. Il Mito, invece, che deriva dalla radice mu e dal latino mutos, muto, si fa rito solo nella misura in cui chi lo utilizza ne ha disvelato il senso profondo, possedendo le qualificazioni interiori per interpretare i simboli che lo costituiscono, orientandosi nel labirinto delle immagini e distinguendo il tracciato che conduce alla m\u00e8ta dalle vie senza uscita. L\u2019essenziale del mito \u00e8 ci\u00f2 che il mito tace, l\u2019analogia nascosta che, se viene svelata, rende&nbsp;<em>attivo&nbsp;<\/em>il mito, gli conferisce quel potere evocativo che il rito possiede gi\u00e0 intrinsecamente. Potremmo anche dire che il mito agisce dall\u2019interno mentre, il rito, dall\u2019esterno.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Nella rappresentazione che molte Tradizioni fanno di cielo e terra viene asserita l\u2019esistenza di pi\u00f9 \u201cpiani o livelli di realt\u00e0\u201d considerati i molteplici modi in cui l\u2019Uno si manifesta. Il livello di realt\u00e0 che i sensi e la razionalit\u00e0 ci fanno percepire viene considerato il pi\u00f9 basso, quello pi\u00f9 legato al mondo della materia. Accanto a tale livello, si afferma, ve ne sono molti altri detti \u201csottili\u201d che divengono percepibili dopo che l\u2019uomo, anche per mezzo di simboli, riti e miti, si reintegra nello \u201cstato primordiale\u201d di armonia con il cosmo. Questi livelli sottili, lungi dall\u2019essere di per se migliori o pi\u00f9 desiderabili della realt\u00e0 ordinaria, a cui accediamo mediante i sensi e la razionalit\u00e0, sono invece sede di forze ed energie di ogni tipo. Chi non abbia conseguito una condizione di armonia interiore, di vittoria sulle pulsioni egoiche e autoaffermative, di contatto profondo con il proprio S\u00e9, pu\u00f2 benissimo ricercare egualmente ed ottenere contatti con le \u201cforze sottili\u201d, ma espone allora se stesso e gli altri a gravi pericoli. Infatti, chi cos\u00ec opera, di solito non adopera le forze che non conosce, ma viene adoperato da esse ed \u00e8 passivamente esposto ad influssi di ogni segno.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Vi \u00e8 poi il caso della \u201ccontro-iniziazione\u201d, una via che conduce al totale decentramento dell\u2019essere, praticata da chi promuove il potenziamento dell\u2019Io anzich\u00e9 la sua dissoluzione, da chi ricerca un dominio delle forze sottili finalizzato alla volont\u00e0 di potenza e si propone come obiettivo non l\u2019armonizzazione di s\u00e9 col cosmo, ma il dominio e la trasformazione del cosmo al fine di adattarlo ad un Ego immobile ed ipertrofico. In tal modo viene perseguita una via opposta a quella iniziatica, di allontanamento progressivo dal Centro, dalla condizione di Uomo Universale, una condizione perversa che viene ottenuta potenziando i legami che avvincono ai livelli pi\u00f9 bassi dell\u2019essere.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Scriveva Elemire Zolla in \u201cUscite dal mondo\u201d:&nbsp;<em>\u00abNelle iniziazioni maligne l\u2019Io deve affrontare sacrifici come nelle altre, ma, qui la differenza, esse non mirano alla sua completa estinzione, ne isolano anzi un nucleo fatto di purissima vendicativit\u00e0 verso il cosmo, di vampiresca brama dell\u2019altrui vita, di furibonda e nuda volont\u00e0. A questo nucleo il tremendo sacrificio \u00e8 fatto, la mutilazione di ogni altra parte dell\u2019uomo dedicata\u00bb<\/em>. L\u2019Io diventa cos\u00ec un feticcio che viene elevato al di sopra dello stesso destino personale e delle circostanze.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Torniamo ora al punto di vista dell\u2019iniziato. Per lui simboli e riti sono legati a un progetto di trasformazione di se stesso. Questo uso cosciente delle \u201cforze sottili\u201d presuppone un rapporto organico con la Tradizione. In questo contesto la magia \u00e8 vista come una \u201cscienza tradizionale\u201d che sottende lo svolgersi dei riti e la capacit\u00e0 di risvegliare il potere di trasmissione di simboli e miti. Inoltre l\u2019atteggiamento che l\u2019iniziato ha di fronte ai simboli \u00e8 quello di ritenerli la vera realt\u00e0, l\u2019essere, mentre le cangianti immagini che provengono dal mondo sono solo riflessi di quella realt\u00e0 immutabile e a-temporale. Cos\u00ec, mentre la contro-iniziazione e la scienza profana utilizzano i simboli per controllare le immagini del mondo, considerate come la vera realt\u00e0, l\u2019iniziato fa esattamente il contrario: per mezzo della magia tradizionale egli cerca di trascendere immagini e stati di cose per giungere alla vera realt\u00e0 dei simboli, gli archetipi alla cui forza vivificante vuole attingere. Questo modo di vedere le cose, che appartiene agli insegnamenti religiosi e tradizionali di tutta la terra \u00e8 paradossalmente identificato dal pensiero occidentale, come \u201cla filosofia di Platone\u201d.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Dobbiamo quindi immaginare una scienza tradizionale che studia le forze sottili con intenti opposti a quelli con i quali la scienza fisica \u201cprofana\u201d si occupa delle forze materiali.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>In questo contesto i \u201cpoteri psichici\u201d, la capacit\u00e0 di produrre \u201cfenomeni miracolosi\u201d, (guarigioni, chiaroveggenza, telepatia, telecinesi etc.), di dominare e controllare gli altri ed estendere le percezioni a modalit\u00e0 che trascendono i sensi non facilitano il cammino spirituale di un uomo ma, anzi, lo ostacolano. Sia chi fa ricorso alla magia che chi \u00e8 dotato di \u201cfacolt\u00e0 paranormali\u201d, operano nel medesimo dominio: il primo fa ricorso a una techn\u00e8, il secondo fa ricorso alle proprie doti naturali. Dal punto di vista dell\u2019iniziato tutto ci\u00f2 non avvicina di un solo passo n\u00e9 l\u2019uno n\u00e9 l\u2019altro ad una evoluzione spirituale, ma anzi si crea l\u2019illusione di essere molto avanti in una strada che non \u00e8 mai stata nemmeno intrapresa. Infatti i \u201cpoteri\u201d sono altrettanti ostacoli lungo il cammino spirituale, legami che inchiodano al piano materiale, alla dimensione dell\u2019individualit\u00e0. \u00c8 precisamente un vero e proprio rifiuto dei propri \u201cpoteri\u201d la prova richiesta per progredire lungo la strada dell\u2019iniziazione, dimostrando di preferire la ricerca della conoscenza ai \u201cpoteri\u201d. A questo proposito lo \u201cYoga sutra\u201d di Patanjali, che tratta appunto lo sviluppo dei poteri da parte dello yogin, prescrive la rinuncia a tali poteri come condizione imprescindibile per la propria evoluzione spirituale.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Vediamo ora quali sono i tratti essenziali comuni ai linguaggi magici cosi come vennero, a torto o a ragione, determinati da Frazer nel \u201cRamo d\u2019oro\u201d e da Hubert e Mauss in \u201cSchizzo di una teoria generale della magia\u201d.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Occorre anzitutto operare una distinzione tra la magia connessa ai \u201criti di trasmissione\u201d e quella connessa ai \u201criti di generazione\u201d.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\">1 &#8211; Riti di Trasmissione&nbsp;<\/h4>\n\n\n\n<p>Sono riti il cui scopo \u00e8 quello di costringere poteri occulti e propriet\u00e0 a trasferirsi da un oggetto ad un altro. Il tipo di magia che fa uso di tali riti prende il nome di \u201cmagia simpatica\u201d. I riti della magia simpatica sono ulteriormente suddivisibili in riti di contagio e riti imitativi od omeopatici.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>I riti di contagio muovono dal principio astratto che tra ci\u00f2 che accade alla parte e ci\u00f2 che accade al tutto vi sia corrispondenza \u201csimbolica\u201d e che, inoltre, operando simbolicamente sulla parte si ottengano corrispondenti effetti reali sul tutto. Il termine \u201cparte\u201d va inteso nell\u2019accezione pi\u00f9 larga possibile, nel senso che due oggetti che sono stati a contatto, continuano ad agire uno sull\u2019altro anche quando il contatto \u00e8 cessato. Per fare qualche esempio su persone e cose: gli stregoni delle isole Marchesi prendono i capelli, la saliva o qualche altro elemento di un uomo di cui desiderano la morte e li seppelliscono in una borsa di fibra, accompagnando questa operazione con complessi riti. Cosi facendo la vittima del maleficio muore lentamente e il peggio pu\u00f2 essere scongiurato solo se qualcuno disseppellisce il contenuto della borsa &#8211; del tutto analoghe erano le \u201cdefixiones degli antichi romani. Cos\u00ec gli Apaches per ottenere la pioggia lanciano acqua sulle rocce e gli indiani Otawa sostengono che: \u201cogni fiamma contiene il fuoco, ogni osso di morto, la morte\u201d.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>I riti imitativi muovono dal principio \u201csimilia similibus\u201d, che vi sia cio\u00e8 una attrazione tra cose \u201csimili\u201d. Questo funziona sia come principio di attrazione: una cosa richiama a se tutto ci\u00f2 che le \u201cassomiglia\u201d, che come principio di imitazione: una serie di operazioni simboliche compiute su un oggetto, hanno effetti simili su un altro oggetto con la stessa configurazione. Nelle cosiddette fatture i danni e le torture inferte ad un pupazzo di cera o di stoffa o ad una mandragola si trasferiscono sui nemici della fattucchiera che cos\u00ec opera (utilizzando spesso simultaneamente riti di imitazione e di contagio con l\u2019attaccare al pupazzo capelli o unghie della vittima designata).&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>D\u2019altra parte l\u2019imitazione pu\u00f2 procedere pure per contrari, a seconda di come le analogie vengono percepite. Ci\u00f2 conduce a una questione fondamentale: ogni oggetto \u00e8 assimilabile per analogia ad un numero pressoch\u00e9 infinito di altri oggetti. Il rito magico quindi \u201cprivilegia\u201d alcune analogie tra quelle possibili e, in differenti culture, i medesimi riti possono avere effetti opposti (ad esempio gettare acqua sul terreno pu\u00f2 significare impetrare la pioggia in una cultura e la siccit\u00e0 in un\u2019altra). In effetti non esiste una \u201csomiglianza oggettiva\u201d tra le cose. La somiglianza vive nell\u2019occhio di chi la percepisce, nel linguaggio e nelle tradizioni di una data cultura.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Per riassumere si ha il seguente schema:&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>magia omeopatica &lt;&#8212;&#8212;-MAGIA SIMPATICA&#8212;&#8212;&gt; magia di contagio&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\">2 &#8211; I Riti di Generazione&nbsp;<\/h4>\n\n\n\n<p>Sono chiamati cosi i riti il cui scopo principale non \u00e8 quello di \u201ctrasferire propriet\u00e0 da un oggetto ad un altro\u201d, bens\u00ec di creare propriet\u00e0 ex abrupto, produrre fenomeni dal nulla. Tali riti sono essenzialmente di tipo verbale e la loro riuscita \u00e8 legata al pronunciare le parole o il canto rituale, svolgendo in modo corretto le dovute operazioni. I riti di generazione, se compresi in profondit\u00e0, rientrano in realt\u00e0 nel caso precedente. Infatti ci\u00f2 che viene realmente creato nei riti di generazione \u00e8 un insieme di simboli, un insieme di suoni, di gesti o di lettere su cui si opera.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Questi dati sensibili rivestono il ruolo che nei riti di trasmissione spettava all\u2019oggetto \u201csimile\u201d, a quello sul quale si voleva operare magicamente. Ritroviamo quindi lo stesso principio \u201csimilia similibus\u201d, ma ad un livello pi\u00f9 astratto. Mentre nei riti di trasmissione il mago opera come chi allacci un filo (l\u2019analogia) tra due poli di segno opposto, da lui connessi in modo invisibile, nei riti di generazione un polo \u00e8 la raffigurazione simbolica di ci\u00f2 che si vuole ottenere, un insieme ordinato di parole, gesti o suoni, l\u2019altro polo \u00e8 l\u2019oggetto della raffigurazione che viene \u201cpescato\u201d nell\u2019empireo delle idee e costretto a manifestarsi nella realt\u00e0.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Ci\u00f2 che vi \u00e8 di essenziale in ogni rito magico, nei limiti nei quali la scienza pu\u00f2 occuparsene, \u00e8 da una parte l\u2019uso di qualche linguaggio, raffigurazione o analogia, dall\u2019altra la convinzione che immagini, linguaggi ed analogie possano invertire il loro rapporto energetico con la realt\u00e0 e che, anzich\u00e9 formarsi dalla realt\u00e0 per astrazione, sia la realt\u00e0 a potersi formare dalle immagini e dalle parole.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019etnologia, la storia delle religioni e l\u2019antropologia culturale, volendosi occupare dei fenomeni cosiddetti magici e di ci\u00f2 che \u00e8 connesso con la sfera del sacro, si dibattono in una contraddizione insanabile, generata dal voler mediare la visione del mondo ed i criteri di verit\u00e0 delle culture arcaiche con quelli della scienza moderna.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Nel 1944 Ernesto De Martino pubblicava \u201cIl mondo magico\u201d e, parlando dell\u2019imbarazzo e delle difficolt\u00e0 in cui si imbatte il ricercatore che si proponga di verificare la realt\u00e0 dei fenomeni magici e paranormali scriveva:&nbsp;<em>\u00abNella nostra esplorazione del mondo magico noi dobbiamo dunque cominciare col sottoporre a verifica proprio il presupposto \u201covvio\u201d della irrealt\u00e0 dei poteri magici, cio\u00e8 dobbiamo determinare se e in quale misura tali poteri sono reali. Ma ecco che una nuova difficolt\u00e0 si fa innanzi, complicando estremamente ci\u00f2 che sembra in ultima analisi una modesta questione di fatto, un semplice problema di accertamento. Quando ci si pone il problema dei poteri magici, si \u00e8 tentati di presupporre per ovvio cosa si debba intendere per realt\u00e0, quasi si trattasse di un concetto tranquillamente posseduto dalla mente, al riparo da ogni aporia e che il ricercatore debba \u201capplicare\u201d o meno come predicato al soggetto del giudizio da formulare. Ma per poco che l\u2019indagine venga iniziata e condotta innanzi, si finisce prima o poi col rendersi conto che il problema dei poteri magici non ha per oggetto solo la qualit\u00e0 di tali poteri, ma anche il nostro stesso concetto di realt\u00e0 e che l\u2019indagine coinvolge non soltanto il soggetto del giudizio (i poteri magici), ma anche la categoria giudicante (il concetto di realt\u00e0)\u00bb<\/em>.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Pi\u00f9 oltre, tentando una soluzione acrobatica del problema egli dice:&nbsp;<em>\u00ab&#8230;Noi possiamo anche tradurre questa vicenda nel nostro linguaggio culturale e dire, per esempio, che gli spiriti sono esistenze seconde o proiezioni e personificazioni di affetti; ma nel mondo storico che \u00e8 loro proprio gli spiriti sono reali cosi proprio come vengono figurati e sperimentati dalla \u201ccredenza\u201d, e solo un nostro malinteso polemico li pu\u00f2 abbassare ad \u201cimmaginazioni arbitrarie\u201d. Alla domanda: \u201cgli spiriti ci sono?\u201d la risposta sar\u00e0 dunque la seguente: \u201cSe per realt\u00e0 si intende il dato deciso e garantito del nostro mondo culturale, gli spiriti non ci sono. Ma se riconosciamo una forma di realt\u00e0 che nel corso del dramma esistenziale magico storicamente determinato emerge come riscatto di una presenza in rischio in un mondo in rischio, dobbiamo altres\u00ec accogliere la realt\u00e0 degli spiriti per entro la civilt\u00e0 magica. In questo senso gli spiriti non ci sono, ma ci sono stati, e possono tornare nella misura in cui abdichiamo al carattere della nostra civilt\u00e0 e ridiscendiamo sul piano arcaico dell\u2019esperienza magica\u00bb.&nbsp;<\/em>(E. De Martino)&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Come rileva divertito Eliade, in un breve saggio sul \u201cMondo magico\u201d di De Martino, questo modo di ragionare, se spinto alle estreme conseguenze, porta alla conclusione schizofrenica che coesistano due realt\u00e0 e due mondi che sembrano negarsi a vicenda. Uno \u00e8 quello di Galileo, Newton e Cartesio, un mondo in cui le leggi della fisica e delle altre scienze sono l\u2019unica forma di conoscenza vera e possibile sui fenomeni, l\u2019altro quello degli sciamani primitivi, un mondo in cui i fenomeni magici accadono effettivamente, gli incantesimi sortiscono gli effetti voluti, \u00e8 possibile il volo e la comunicazione con l\u2019aldil\u00e0, il parlare con gli animali, camminare sul fuoco, sdoppiarsi, vedere passato e futuro riflettersi in uno specchio.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Un\u2019altra possibile impostazione del problema \u00e8 quella proposta da Erich Neumann che, in \u201cStoria delle origini della coscienza\u201d, parlando dei riti connessi alla caccia nei popoli primitivi dice:&nbsp;<em>\u00abAnche se possiamo stabilire scientificamente che un influsso oggettivo del rito sulla selvaggina \u00e8 inverosimile, ci\u00f2 non implica affatto che il rito magico sia basato sull\u2019illusione, sia infantile e semplicemente una modalit\u00e0 di pensiero basata sul desiderio. Infatti l\u2019effetto magico del rito \u00e8 reale e non illusorio. Esso inoltre influisce sul successo nella caccia, come ritiene l\u2019uomo; solo che esso agisce non sull\u2019oggetto ma sul soggetto. Il rito magico, come ogni magia e anche ogni intenzione superiore, comprese quelle della religione, agisce sul soggetto che pratica il rito magico o religioso trasformando e aumentando la sua capacit\u00e0 di azione. In questo senso l\u2019esito dell\u2019azione, della caccia, della guerra ecc. ha senz\u2019altro una dipendenza oggettiva dall\u2019effetto del rituale magico. Il fatto che la magia operi nella realt\u00e0 dell\u2019anima e non nella realt\u00e0 del mondo, \u00e8 una scoperta successiva della psicologia moderna: all\u2019inizio la realt\u00e0 dell\u2019anima era proiettata su una realt\u00e0 esterna. Ancor oggi per esempio, le preghiere per la vittoria non sono intese come una modificazione endopsichica, ma come un modo per far intervenire Dio. Nello stesso modo \u00e8 vissuta la magia della caccia, come un influenzamento della selvaggina e non del cacciatore. In entrambi i casi il nostro atteggiamento razionale e illuministico, orgoglioso di aver dimostrato scientificamente che l\u2019oggetto non pu\u00f2 essere influenzato, fraintende la magia e la preghiera come una pura illusione. E questo \u00e8 un errore, perch\u00e9 l\u2019effetto, che consiste in un cambiamento del soggetto, \u00e8 oggettivo e reale.\u00bb&nbsp;<\/em>(E. Neumann).&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Il fatto \u00e8 che la principale preoccupazione degli scienziati, sembra essere quella di mettere a punto tecniche che garantiscano la riproducibilit\u00e0 e la falsificabilit\u00e0 dei fenomeni di cui si occupano. Dal punto di vista di uno scienziato quindi, i fenomeni inerenti la sfera del sacro o del \u201cparanormale\u201d possono essere presi in considerazione se sono riproducibili e falsificabili, mentre la caratteristica principale di tali fenomeni \u00e8 di essere indissolubilmente legati al luogo e al momento in cui si verificano e alla loro valenza simbolica, al loro rivolgersi a una persona particolare in un momento particolare. L\u2019aspetto fondamentale, insomma, sembra essere \u201cl\u2019aura\u201d del fenomeno, il suo hic et nunc, la sua unicit\u00e0, il suo collegarsi con un insieme di stati di cose con la funzione di \u201cindicare\u201d aspetti archetipici e simbolici, quindi proprio la sua non-riproducibilit\u00e0.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Non si pu\u00f2, infine, non ricordare a quali rischi si espone oggi chiunque si interessi di fenomeni parapsicologici o attinenti la sfera del sacro. L\u2019inquisizione riusc\u00ec a cancellare in poco pi\u00f9 di un secolo e mezzo l\u2019immagine di Diana-Perchta dai riti per la fertilit\u00e0, resti di culture tradizionali ormai dimenticate, sopravvissuti nelle tradizioni popolari europee, trasformandoli in sabba stregoneschi e in riti di adorazione del diavolo. Ci\u00f2 non avvenne solo nel senso che nel comune sentire erano divenuti tali, ma questa trasformazione si comp\u00ec anche dal punto di vista di chi prendeva parte ai riti stessi &#8211; si vedano a tale proposito gli studi di Carlo Ginsburg: \u201cI Benandanti\u201d e \u201cStoria notturna\u201d.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Streghe e stregoni finirono con il conformarsi e con l\u2019identificarsi con i modelli predominanti nella coscienza collettiva, con l\u2019essere plagiati dalla cultura cattolica egemone, e finirono con l\u2019essere bruciati condividendo paradossalmente con i loro carnefici una stessa visione del mondo, di cui incarnavano \u201cil lato ombra\u201d.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Un immaginario mitico che aveva resistito per pi\u00f9 di un millennio nella cultura popolare contadina europea, alla fine del paganesimo, si estinse cos\u00ec in meno di due secoli.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 una legge generale: ci\u00f2 che la coscienza collettiva ritiene vero acquisisce la \u201cpotenza del fare\u201d e viceversa per ci\u00f2 che \u00e8 ritenuto falso. La realt\u00e0 \u00e8 (anche) un sogno collettivo. Cos\u00ec le \u201cstreghe\u201d, dedite a pratiche il cui senso profondo si era ormai irrimediabilmente perduto, espressione di culture marginali e in via di estinzione, erano esposte in modo particolare per la loro \u201cdiversit\u00e0\u201d al rischio di incarnare i lati pi\u00f9 oscuri dell\u2019immaginario giudaico-cristiano (inutile dire che queste caratteristiche si sono amplificate enormemente nelle moderne organizzazioni pseudo-iniziatiche che si rifanno alla stregoneria, tipo Wicca e simili). Quando le culture subalterne, specie quelle che si richiamano a simboli e divinit\u00e0 di civilt\u00e0 ormai estinte, si oppongono frontalmente alla cultura dominante, finiscono fatalmente con l\u2019incarnarne l\u2019Ombra.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Se col passare dei secoli un archetipo finisce con lo sprofondare nel buio delle coscienze (come ad esempio \u00e8 avvenuto con le energie femminili legate alla Grande Madre e per quelle maschili di tipo dionisiaco), esso finir\u00e0 con l\u2019acquistare tratti e caratteristiche infere e negative, anche per chi ne vive ancora gli aspetti numinosi. Ci\u00f2 che nei primi 1.400 anni dopo Cristo \u00e8 avvenuto \u201cin piccolo\u201d per Artemide, Dioniso, Pan, Ecate, Demetra e Persefone, Cibele, Mitra, Osiride, si \u00e8 verificato \u201cin grande\u201d negli ultimi 500 anni ad opera della scienza. L\u2019intero rapporto dell\u2019uomo col mondo \u201csottile\u201d e col sacro (Dei, ninfe gnomi, satiri, folletti, fantasmi, angeli, demoni, spiriti, fenomeni legati al manifestarsi del sacro, capacit\u00e0 paranormali, magia, riti canonici delle grandi religioni, iniziazioni a Organizzazioni Tradizionali), si \u00e8 andato modificando lentamente. Infatti la scienza nega la realt\u00e0 dei fenomeni suddetti per il semplice motivo che non pu\u00f2 occuparsene: non sono n\u00e9 misurabili, n\u00e9 riproducibili, n\u00e9 falsificabili.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>A questo proposito le attivit\u00e0 del C.I.C.A.P., che per alcuni aspetti sono lodevoli, presentano anche tratti di comicit\u00e0: si vorrebbe falsificare un ambito di fenomeni che, per loro natura, non possono rientrare sotto il dominio della scienza.&nbsp;<em>\u00abSe tutti i fenomeni che riguardano il nostro rapporto con lo Spirito e l\u2019invisibile vengono rubricati come \u201cstati di coscienza alterati\u201d, allora scompare ogni differenza tra un \u201cviaggio\u201d col Peyote e l\u2019incontro di Mos\u00e8 col Roveto Ardente, tra le visioni mistiche di santa Teresa d\u2019Avila e quelle indotte dall\u2019L.S.D., tra le esperienze stregonesche degli sciamani che si trasformano in animali o visitano il mondo dei morti e le allucinazioni di uno schizofrenico.\u00bb&nbsp;<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Per avere un\u2019idea di come la scienza si avvicina a queste cose basterebbe consultare \u201cOrizzonti scientifici della parapsicologia\u201d (Boringhieri) o le discussioni tra Popper e Adorno sulle scienze sociali: \u00e8 incerto se anche la psicologia o la sociologia possano mai aspirare al ruolo di scienze. L\u2019uomo comune ritiene ormai che \u201cspiegare\u201d qualcosa (un fenomeno fisico, psichico o altro), nel senso di intenderne in profondit\u00e0 le cause ultime, significhi \u201cridurre\u201d il fenomeno a una catena di sottofenomeni presentabili come modello afferente a una delle tipologie accettate dalla comunit\u00e0 scientifica. Cos\u00ec si sente dire: \u201channo scoperto che la nevrosi, la felicit\u00e0 o l\u2019innamoramento o la sofferenza o la schizofrenia dipendono da un particolare enzima\u201d o che \u201cviene liberata quella o quell\u2019altra sostanza chimica\u201d o che \u201cin realt\u00e0 si tratta di fenomeni elettromagnetici\u201d. Questa arbitraria nozione di causa maschera in realt\u00e0 la traduzione delle varie classi di fenomeni in linguaggi creati per intervenire su di essi ed assoggettarli alla volont\u00e0 di potenza umana, privilegiando gli aspetti meccanici, riproducibili e controllabili dell\u2019accadere. Questi ultimi finiscono poi con il diventare, nella coscienza collettiva, \u201cla vera realt\u00e0\u201d, mentre alla sfera del sacro e del \u201csottile\u201d \u00e8 destinato il trattamento che abbiamo visto in precedenza, il destino di quegli dei pagani che incarnavano archetipi rimossi dal sentire comune.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Le forme di culto e di venerazione del sacro, le forme sopravvissute di \u201cpensiero magico\u201d, (la stessa estetica cristiana del sacro), si sono imbarbarite ed involgarite perch\u00e9 subalterne alla scienza (la Verit\u00e0 sulla Sindone e sul sangue di San Gennaro, l\u2019esatta localizzazione del Monte Ararat, le statistiche sull\u2019astrologia, la chiesa scientologica dei Dianetici, i paragoni tra taoismo e fisica atomica, etc.). Gli \u201coperatori del sacro\u201d si preoccupano di dimostrare ad un immaginario interlocutore a carattere illuminista (l\u2019alter ego interiorizzato della cultura egemone) che i \u201cmondi sottili\u201d esistono&nbsp;<em>veramente&nbsp;<\/em>e si sforzano di produrre, come scolaretti un po\u2019 ritardati di fronte al loro maestro inflessibile, prove e fenomeni che finalmente \u201cconvincano\u201d in modo definitivo i positivisti, inducendoli a non ritenere folle o visionario chiunque creda nell\u2019invisibile. Un atteggiamento analogo veniva assunto dal povero Canterville Ghost di Oscar Wilde di fronte agli scettici borghesi americani venuti ad abitare il suo castello avito, che lo deridevano per la sua pretesa di essere un fantasma e, per i pi\u00f9 giovani, dalla strega Nocciola con Pippo, che si rifiuta di credere nei poteri soprannaturali della vecchia fattucchiera.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Possiamo tracciare una analogia tra la trasformazione di Dioniso e Diana nel demonio e delle streghe in sue adoratrici e la moderna trasformazione di coloro che credono nel sacro e nelle cose invisibili in patetici visionari senza alcuna credibilit\u00e0 (destinati agli strali dei Piero Angela di turno), in ingannatori di masse e manipolatori di coscienze, in truffatori ed imbonitori che si servono di trucchi da quattro soldi per turlupinare le proprie vittime, in incolti superstiziosi e creduli, seguaci delle peggiori produzioni sottoculturali, in profittatori senza scrupoli, che sfruttano le debolezze altrui per motivi di lucro.&nbsp;<em>Questi,<\/em>&nbsp;infatti sono i motivi per i quali, secondo la coscienza collettiva \u201cscientista\u201d una persona dovrebbe credere nel sacro o percepire realt\u00e0 \u201csottili\u201d. Esattamente come accadde ai partecipanti ai sabba nei secoli dell\u2019Inquisizione, i moderni cultori del magico o del sacro spesso assumono&nbsp;<em>davvero&nbsp;<\/em>tali caratteristiche negative, facendosi infine carico delle ombre della coscienza collettiva.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Pochi, forse, si rendono conto che produrre una \u201cdimostrazione inconfutabile\u201d della veridicit\u00e0 di un fenomeno sottile o paranormale, lungi dal far accedere i fruitori della \u201cdimostrazione\u201d al mondo sottile, fanno invece sprofondare l\u2019autore della \u201cprova\u201d nel mondo prosaico della materializzazione e della pesantezza dell\u2019essere, nel mondo, cio\u00e8, dei suoi interlocutori positivisti che riportano, da convinti, una vittoria assai pi\u00f9 schiacciante di quella che otterrebbero restando scettici.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Questo era uno dei sensi del tacere, della discrezione degli antichi sui Misteri: la qualit\u00e0 della motivazione a volerli divulgare.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Perch\u00e9 tutto questo discorso? Solo per dire: prima di giustificare la Tradizione con la scienza riflettete e guardatevi intorno!&nbsp;<img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%2015%2015'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load\" data-lazy-src=\"..\/img_art\/fine_testo.gif\" width=\"15\" height=\"15\"><noscript><img decoding=\"async\" src=\"..\/img_art\/fine_testo.gif\" width=\"15\" height=\"15\"><\/noscript><\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter\"><a href=\"#su\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%20370%20247'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load\" data-lazy-src=\"..\/img_art\/Uovo_min.jpg\" alt=\"torna su\"\/><noscript><img decoding=\"async\" src=\"..\/img_art\/Uovo_min.jpg\" alt=\"torna su\"\/><\/noscript><\/a><\/figure>\n<\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Appare ormai necessaria una riflessione sul rapporto tra Scienza e Tradizione, un rapporto che pu\u00f2 essere molto fecondo e stimolante, ma pu\u00f2 diventare anche estremamente fuorviante. 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