{"id":2019,"date":"2006-07-03T18:43:00","date_gmt":"2006-07-03T16:43:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.esonet.it\/?p=2019"},"modified":"2023-11-04T12:46:52","modified_gmt":"2023-11-04T11:46:52","slug":"introduzione-alla-fisica-unigravitazionale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.esonet.it\/?p=2019","title":{"rendered":"Introduzione alla fisica unigravitazionale"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/www.esonet.it\/?cat=60\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%20370%20247'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load alignright\" title=\"Scienza ed Esoterismo\" data-lazy-src=\"images\/topics\/Scienza1.jpg\" alt=\"Scienza ed Esoterismo\" align=\"right\" border=\"0\" \/><noscript><img decoding=\"async\" class=\"alignright\" title=\"Scienza ed Esoterismo\" src=\"images\/topics\/Scienza1.jpg\" alt=\"Scienza ed Esoterismo\" align=\"right\" border=\"0\" \/><\/noscript><\/a>La vecchia fisica scolastica ed accademica \u00e9 crollata dalle fondamenta: ne ha segnata la fine la nuova fisica unigravitazionale, al cui studio \u00e9 bene far precedere una radicale smentita dei dogmi e dei miti preesistenti.<\/p>\n<table border=\"0\" width=\"100%\">\n<tbody>\n<tr>\n<td scope=\"col\">\n<div align=\"center\">\n<h3 align=\"justify\"><em><a name=\"su\"><\/a><\/em>Introduzione alla fisica unigravitazionale<\/h3>\n<p align=\"justify\">di Renato Palmieri<\/p>\n<\/div>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td scope=\"row\">\n<div align=\"justify\">\n<p style=\"text-align: left;\">Il presente opuscolo ha il carattere d\u2019una urgente comunicazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Essa \u00e9 diretta in particolar modo alla giovent\u00f9 studiosa, viva nell\u2019intelletto e nella coscienza, e a quei fisici e ricercatori che non abbiano da difendere, o non vogliano, posizioni mentali preconcette o baronie accademiche.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">La sua concisa essenzialit\u00e0 ne permette una pronta e sicura verifica, impegnando la responsabilit\u00e0 di chiunque la riceva a non lasciarne cadere il messaggio conoscitivo.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\"><em>La vecchia fisica scolastica ed accademica \u00e9 crollata dalle fondamenta: ne ha segnata la fine la nuova fisica unigravitazionale<\/em> (v. Renato Palmieri &#8211; <em>Fisica del campo unigravitazionale <\/em>[2 voll.] &#8211; Editrice \u201cCultura e Vita\u201d Napoli.),<em> al cui studio \u00e9 bene far precedere una radicale smentita dei dogmi e dei miti preesistenti. <\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">A tal fine, ognuna delle due parti, di cui consta l\u2019opuscolo, \u00e9 in s\u00e9 sufficiente per demolire le strutture della vecchia fisica, tanto, che insieme i due capitoli nulla possono aggiungere alla propria singola forza dirompente. Tuttavia la loro autonoma convergenza ha un evidentissimo valore logico, specie per la fondazione dei nuovi principi, che vengono contemporaneamente, illustrati. E chiara che in questa sede non \u00e9 possibile definire, al di l\u00e0 dei principi, tutta la parte costruttiva della fisica unigravitazionale; per la quale si deve rimandare il lettore all\u2019opera maggiore.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">La fisica contemporanea \u00e9 ormai fisica del passato, monopolio astruso di pochi iniziati e responsabile di orribili delitti contro l\u2019umanit\u00e0. Hiroshima e Nagasaki furono le vittime d\u2019una tecnologia senza mente e senz\u2019anima, d\u2019un mostruoso automa montato dall\u2019empirismo pseudo-scientifico del nostro secolo.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">La nuova fisica appartiene alle giovani generazioni ancora incolpevoli, alla loro protesta spesso confusa e male indirizzata contro i pregiudizi e gl\u2019idoli imperanti, alla loro ansia di conoscenza, di libert\u00e0 e di pace.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\"><em>Paestum, 30 agosto 1970<\/em><\/p>\n<h4 style=\"text-align: left;\">1 &#8211; Massa e relativit\u00e0 &#8211; Dualismo ondulatorio corpuscolare<\/h4>\n<p style=\"text-align: left;\">\u201cTroppe barriere alla conoscenza e alla comprensione umana derivano solo d\u00e1 concetti erronei acriticamente accettati&#8230; e dal nostro continuo confondere il familiare col vero.\u201d Sono parole di un testo informato a un lodevole senso storico e problematico, la \u201cFisica\u201d dei proff. Caianiello, De Luca e Ricciardi (I, pag. 26).<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Un errore, allorch\u00e9 ha dei connotati familiari, \u00e9 un nemico quasi invulnerabile, ed \u00e9 tanto pi\u00f9 difficile sconfiggerlo nell\u2019opinione comune, quanto pi\u00f9 \u00e9 facile in teoria controbatterlo.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Se l\u2019errore \u00e9 troppo grande e generalizzato e troppo ovvia la confutazione, ci si chiude per lo pi\u00f9 psicologicamente di fronte ai tentativi fatti per dissuadercene.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Paradossalmente, l\u2019et\u00e0 moderna, che vanta a paragone delle precedenti il suo spirito critico e antidogmatico, difende invece assai pi\u00f9 strenuamente i suoi miti; suffragandoli non pi\u00f9 col rogo degli increduli, ma coi propri successi tecnologici, che in realt\u00e0 per quanto grandi siano hanno una matrice esclusivamente empirica e pertanto, sotto il profilo conoscitivo, rappresentano una via senza uscita.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Vero \u00e9, peraltro, che serpeggia tra i pi\u00f9 accorti e pensosi un\u2019inquietudine e un presentimento circa la validit\u00e0 e le prospettive degli attuali orientamenti scientifici.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Nel testo succitato, a pag. 252 del III vol., sulla difficolt\u00e0 di stabilire una sistematica delle particelle cosiddette \u201celementari\u201d, si legge:<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">\u201cDa molte parti ci si chiede se non occorra, per arrivare ad una soddisfacente comprensione di queste cose, qualche mutamento della filosofia attuale della natura di dimensioni paragonabili a quelli arrecati dalla relativit\u00e0 e dalla fisica quantistica.\u201d Luigi Galgani, nell\u2019articolo \u201cMateria\u201d dell\u2019Enciclopedia della Scienza e della Tecnica, dice:<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">\u201cSi ha l\u2019impressione che la presente complicata situazione possa essere inquadrata in uno schema semplice e ordinato solo mediante qualche radicale mutamento nei concetti fondamentali che stanno alla base delle teorie fisiche.\u201d<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Ma la testimonianza pi\u00f9 significativa su questo diffuso senso di provvisoriet\u00e0 ci proviene dallo stesso Einstein, ed \u00e8 testimonianza commovente della sua grande onest\u00e0 intellettuale. In un profilo di lui di Castellani e Gigante, \u00e9 scritto, a pag. 68:<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">\u201cEinstein lavor\u00f2 alla sua \u201cteoria unificata dei campi\u201d (che avrebbe dovuto unificare cio\u00e8, su una comune base geometrica, il campo elettromagnetico e quello gravitazionale) per oltre quarant\u2019anni, sino al giorno della sua morte, diventando, col passare degli anni, sempre pi\u00f9 isolato, permaloso, chiuso, riluttante ; a parlare di un progetto che sembrava a molti l\u2019ossessione inutile ed ostinata di un vecchio. Intanto continuava a polemizzare contro le ultime teorie della fisica atomica e subatomica, affermando il suo diritto a inseguire una visione unitaria, assoluta del mondo: non posso tuttavia fornire argomenti logici a sostegno della mia tesi scriveva a Max Bhor circa una sua polemica sulla teoria quantistica ; posso soltanto chiamare, a testimonio il mio dito mignolo, cio\u00e8 un\u2019autorit\u00e0 che non pu\u00f2 pretendere di essere rispettata fuorch\u00e9 dalla mia pelle.\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Fatta questa premessa, procediamo alla trattazione del nostro primo argomento.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">\u00c8 a tutti noto come non sia stato possibile dimostrare sperimentalmente alcun effetto sul moto dei corpi nel vuoto da parte di un mezzo, che costituisse, anche nel vuoto, il supporto della propagazione ondulatoria delle radiazioni, in particolare della radiazione luminosa.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">La questione dell\u2019\u201cetere\u201d (nome dato all\u2019ipotetica sostanza gi\u00e0 dagli antichi Greci) ha impegnato per secoli la speculazione e la sperimentazione scientifica. Infine ogni tentativo di rilevarne la presenza fisica nell\u2019universo \u00e9 stato abbandonato all\u2019inizio di questo secolo, quando la \u201crelativit\u00e0\u201d ha stabilito anche teoricamente l\u2019assoluta impossibilit\u00e0 di accertarne l\u2019esistenza. Pertanto il concetto di \u201cetere\u201d \u00e9 stato eliminato dalla fisica e oggi, chi tenti di riprenderlo, ottiene di farsi ridere in faccia.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Alla luce del 2\u00b0 principio della Dinamica<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\" align=\"center\">F=m.a<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">analizziamo i risultati dei seguenti due esperimenti, il secondo dei quali costituisce uno dei pilastri fondamentali della relativit\u00e0:<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">1\u00b0 esperimento: Da un aereo un paracadutista di massa m si lancia in caduta libera, ossia col paracadute chiuso fino a pochi metri dal suolo. Egli \u00e9 soggetto a una forza F, misurata dal suo peso, che durante l\u2019esperimento per la brevit\u00e0 del percorso in rapporto al raggio terrestre si pu\u00f2 considerare costante.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">2\u00b0 esperimento: In un acceleratore di particelle, accelero nel vuoto, con un campo elettromagnetico esercitante una forza costante F, delle particelle di massa m.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Ed ecco un fatto, tanto ovvio da essere addirittura sotto gli occhi di tutti, eppure finora cosi mascherato, dal pregiudizio, da sembrare completamente assurdo: i due esperimenti, il primo nell\u2019aria, il secondo nel vuoto, danno risultati perfettamente analoghi, che si possono cosi riassumere:<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Il moto delle particelle nel vuoto subisce lo stesso effetto frenante anche se in misura estremamente ridotta che l\u2019aria esercita sul moto di caduta del paracadutista. (\u00c8 inutile dire che l\u2019effetto frenante sulle particelle non si spiega col fatto che non si possa raggiungere in una macchina il vuoto assoluto: il vuoto negli acceleratori c altissimo e tale da non costituire col suo limite reale un ostacolo in rapporto al numero enorme delle particelle accelerate. Tant\u2019\u00e9 vero che, per interpretare l\u2019effetto, \u00e9 intervenuta la teoria della relativit\u00e0.)<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Esponiamo la questione.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Nel caso del paracadutista, se l\u2019uomo cadesse nel vuoto, invece che nell\u2019aria, la sua velocit\u00e0 di caduta dipendente dalla forza di gravit\u00e0 F dovrebbe crescere indefinitam\u00e9nte con accelerazione costante di circa 9,8 m, al sec. per sec.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Poich\u00e9 invece egli cade nell\u2019atmosfera, che resiste al moto, la velocit\u00e0 cresce di un\u2019accelerazione progressivamente minore, che infine si annulla: ossia la velocit\u00e0, raggiunto un valore massimo, diventa costante e tale rimane, finch\u00e9 l\u2019uomo apre all\u2019ultimo momento il paracadute.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Ma supponiamo per assurdo che io ignori l\u2019esistenza dell\u2019aria. Che cosa sar\u00f2 costretto a pensare, applicando al moto del paracadutista la formula F = m.a? Io conosco F costante, ignoro qualsiasi forza resistente, e vedo che a, invece di mantenersi costante &#8211; come mi aspetto -, tende a zero, a misura che la velocit\u00e0 si avvicina a un certo limite.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Non ho allora altra via di uscita, per mantenere costante il prodotto m.a = F, che questa: immaginare che la massa m dell\u2019uomo aumenti, diventando infinita, quando a si annulla, ossia quando la velocit\u00e0 ha toccato il suo valore massimo ed \u00e9 diventata costante.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Dalla mia ignoranza nasce quindi una \u201crelativit\u00e0\u201d, per cos\u00ec dire, macroscopica! Passiamo al 2\u00b0 esperimento. Che cosa avviene alle particelle accelerate nel vuoto dalla forza costante F di un campo elettromagnetico?<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">La risposta \u00e9 evidentissima e inopinata, come nel pi\u00f9 romanzesco dei \u201cgialli\u201d. Chi ha un minimo di dimestichezza con la relativit\u00e0 e ne conosce le esperienze e le deduzioni, pu\u00f3 testimoniare che accade esattamente lo stesso fenomeno descritto per il paracadutista, salvo che la velocit\u00e0 limite com\u2019\u00e9 ovvio \u00e9 assai pi\u00f9 elevata; raggiungendo per le particelle pi\u00f9 piccole i fotoni il valore di circa 300.000 km. sec., appunto la velocit\u00e0 della luce.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Nel diagramma del fenomeno si osserva che la riduzione progressiva dell\u2019accelerazione \u00e9 poco sensibile per valori della velocit\u00e0 lontani dal limite, mentre \u00e9 nettissima in prossimit\u00e0 del limite: essa \u00e9 appena di 1\/10 fino al 50% della velocit\u00e0 limite e di ben 9\/10 per il restante 50%. Cos\u00ec avviene che, quando la velocit\u00e0 \u00e9 ancora lontanissima dal limite, l\u2019accelerazione pu\u00f2 apparire costante, come richiesto dalla formula F = m.a.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Orbene, questo diagramma si pu\u00f2 interpretare in due modi, come nel caso del paracadutista.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Prima soluzione:<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Le particelle nel vuoto si comportano esattamente come il paracadutista nell\u2019aria. Esiste quindi, anche nel vuoto, un mezzo; che oppone al moto dei corpi una resistenza analoga, anche se com\u2019\u00e9 ovvio molto pi\u00f9 debole, a quella che si manifesta in un mezzo materiale come l\u2019aria.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Ci\u00f2 spiega il fatto che per ciascun corpo esiste nel vuoto un limite assoluto di velocit\u00e0, che per le pi\u00f9 piccole particelle i fotoni \u00e9 di circa 300.000 km, sec.: aldil\u00e0 di questo limite la velocit\u00e0 non pu\u00f2 essere ulteriormente accelerata e diventa perci\u00f2 costante. L\u2019accelerazione si riduce tanto pi\u00f9 sensibilmente (fino ad annullarsi), quanto pi\u00f9 vicino \u00e9 il limite di velocit\u00e0: per velocit\u00e0 molto lontane dal limite essa appare costante.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Questa soluzione, oltre a essere intimamente logica e sperimentalmente corretta, risolve ipso facto il problema del supporto alla propagazione ondulatoria delle radiazioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Seconda soluzione:<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">\u00c8 quella \u201crelativistica\u201d, che nasce da questo tipo di ragionamento, se cos\u00ec si pu\u00f3 definire:<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Premessa: Non \u00e9 dimostrabile sperimentalmente l\u2019effetto d\u2019un mezzo assoluto sul moto dei corpi nel vuoto.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Esperimento: Si riscontra che nel vuoto il moto delle particelle \u00e9 frenato, cio\u00e9 la loro accelerazione tende a zero per una forza costante. Il limite assoluto \u00e9 la velocit\u00e0 della luce, che nel vuoto \u00e9 appunto costante.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Interpretazione: Per evitare che l\u2019esperimento dimostri falsa la premessa, non c\u2019\u00e9 che adottare un artifizio matematico, facendo tendere assurdamente la massa all\u2019infinito.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">\u00c8 evidente il circolo vizioso insito in un tale discorso; ed \u00e9 proprio questo circolo vizioso che ha mascherato finora l\u2019errore, rendendolo inafferrabile. Ma noi ora lo abbiamo in pugno, e lo elimineremo con due semplici considerazioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">La prima riguarda l\u2019inconsistenza logica e fisica &#8211; gi\u00e0 rilevata &#8211; della tesi \u201crelativistica\u201d, che, smentita dall\u2019esperimento, ne stravolge surrettiziamente l\u2019interpretazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">La seconda, di gran lunga pi\u00f9 importante, verte sulle conseguenze delle due soluzioni in ordine all\u2019intero problema dell\u2019universo.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Ecco infatti la domanda chiave, ch\u00e9 si deve porre ai \u201ca relativisti\u201d e che compendia entrambe le considerazioni:<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Se la propagazione ondulatoria delle radiazioni fa intuitivamente pensare a un mezza che ne sia il supporto, ed il moto frenato delle particelle nel vuoto si pu\u00f2 fisicamente interpretare come effetto della presenza di un tale mezzo, che risolve organicamente runa e l\u2019altro problema, in omaggio a quale feticcio io devo invece sostenere l\u2019assurdo fisico d\u2019una massa che tende all\u2019infinito, abolendo il mezzo con una finzione matematica per il bel risultato di rendere poi incomprensibile la propagazione ondulatoria?<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Alle corte, noi abbiamo una prova inappellabile per giudicare quale delle due soluzioni sia la giusta: tale prova \u00e9 costituita dalle loro stesse conseguenze.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Infatti, quella veritiera innumerevole di\u2019 conferme della propria validit\u00e0 da tutti i fenomeni dell\u2019universo cui verr\u00e0 riferita.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Viceversa quella fallace cadr\u00e0 in una serie altrettanto innumerevole di insanabili contraddizioni, smascherandosi irrimediabilmente.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Una prima assurdit\u00e0 \u00e9 contenuta nella stessa applicazione dell\u2019aumento relativistica di massa alla particella limite, ossia al fotone. Poich\u00e9 la velocit\u00e0 dei fotoni nel vuoto \u00e9 appunto quella della luce, bisogna attribuire al fotone una cosiddetta \u201cmassa di riposo\u201d pari a zero, per evitare di fargli acquistare una massa infinita alla propria velocit\u00e0 normale, come vuole la teoria: quasi che, nella misura di un\u2019entit\u00e0 fisica reale sebbene piccolissima, lo zero contenga una minore difficolt\u00e0 logica dell\u2019infinito!<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Eliminato invece lo spurio aumento relativistico di massa con la velocit\u00e0, il concetto, di massa acquista un valore assoluto che ricever\u00e0 una serie sar\u00e0 piccolo o grande, ma non mai pari a zero n\u00e9 infinito intrinseco al corpo o alla particella considerati: ci\u00f2 con pieno rispetto della logica e dei fatti.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Ma il chiudere gli occhi di fronte alla realt\u00e0 ci fa cadere in un pozzo senza fondo nella questione che ci accingiamo ora a trattare: il dualismo ondulatorio-corpuscolare. Passiamo pertanto al nostro secondo argomento.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Se gettiamo un sasso in uno specchio d\u2019acqua, osserviamo due fenomeni congiunti:<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">a) la caduta del sasso;<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">b) l\u2019ondulazione causata dal sasso nell\u2019aequa : l\u2019onda perviene quindi alla barchetta d\u2019un bambino.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Altro evento: un vigile fischia per un\u2019infrazione. I due fenomeni connessi ora sono:<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">a) la vibrazione metallica del fischietto;<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">b) l\u2019ondulazione sonora dell\u2019aria: il trillo arriva ai timpani dell\u2019automobilista. Fisicamente diciamo che l\u2019evento verificatosi ha un duplice aspetto:<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">\u2022 corpuscolare (sasso o fischietto);<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">\u2022 ondulatorio (onda prodotta). Supponiamo ora che io ignori l\u2019esistenza dell\u2019acqua e dell\u2019aria.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Sar\u00f2 allora costretto ad interpretare cosi i due eventi:<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Negando l\u2019acqua, dovr\u00f2 necessariamente identificare l\u2019onda del lago col sasso che la produce, e negando l\u2019aria, l\u2019onda atmosferica col fischietto da cui si origina.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Dir\u00f2 pertanto che il lago \u00e9 stato colpito dal sasso in aspetto corpuscolare, mentre la barchetta \u00e9 stata raggiunta dal sasso in aspetto ondulatorio; dir\u00f2 che le labbra stringono il fischietto in aspetto corpuscolare, invece il timpano \u00e9 battuto dal fischietto in aspetto ondulatorio.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Sosterr\u00f2 che \u00e9 illusorio farsi un \u201cmodello\u201d mentale del sasso o del fischietto, dal momento che l\u2019aspetto dell\u2019uno e dell\u2019altro non riflette la loro intrinseca natura, che \u00e8 inimmaginabile, ma dipende dalla particolare esperienza che li rivela: per il lago il sasso \u00e9 corpuscolare, ma per la barchetta \u00e9 ondulatorio; cos\u00ec, per le labbra il fischietto \u00e9 corpuscolare, mentre \u00e9 ondulatorio per il timpano.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Aggiunger\u00f2 che ciascuno dei due aspetti esclude l\u2019altro in una determinata esperienza in cui l\u2019oggetto si manifesta: per il punto del lago colpito dal sasso, questo \u00e9 corpuscolare e non pu\u00f2 esser ondulatorio; viceversa, per la barchetta; per il timpano il fischietto \u00e9 ondulatorio e non pub essere corpuscolare; viceversa, per le labbra.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Sostituiamo ora al sasso o al fischietto delle particelle subatomiche, le quali, nel vuoto, in mancanza cio\u00e8 di qualsiasi mezzo sensibile; si manifestano ora con aspetto corpuscolare, ora con aspetto ondulatorio.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Si ripresentano quindi identiche le due soluzioni del precedente problema:<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Prima soluzione:<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Quello stesso mezzo assoluto, che oppone una resistenza al moto delle particelle nel vuoto, in perfetta analogia con la resistenza dell\u2019aria al paracadutista, mi permette ora di distinguere con chiarezza l\u2019aspetto ondulatorio dell\u2019evento subatomico da quello corpuscolare: il primo \u00e9 attinente al mezzo, il secondo alla particella in s\u00e9, senza possibilit\u00e0 di confusione e ancora una volta in perfetta analogia con eventi macrocosmici (caduta del sasso e trillo del fischietto).<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">L\u2019ondulazione provocata dalla particella nel mezzo \u00e9 percepibile solo a causa degli sciami di particelle assai pi\u00f9 minute che ne sono coinvolte: come se l\u2019ondulazione del lago prodotta dal sasso fosse visibile solo grazie a piccolissime pietre pomici galleggianti, il cui oscillare progressivo disegna appunto il passare dell\u2019onda.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Seconda soluzione:<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Rifiuto la logica del mezzo che coordina e risolve entrambi i problemi (moto rallentato delle particelle e dualismo ondulatorio-corpuscolare); propugno l\u2019idea del sasso o fischietto corpuscolare e del sasso o fischietto ondulatorio, aggiungendola a quella della massa che aumenta con la velocit\u00e0. Definisco la mia confusione mentale \u201cprincipio di indeterminazione\u201d e mi prendo il premio Nobel per la fisica. Il che \u00e9 appunto avvenuto nel 1932 al fisico contemporaneo Werner Heisenberg, inventore del \u201cprincipio di indeterminazione\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Ed ecco, in sintesi, le conseguenze globali delle due soluzioni proposte:<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">La prima unifica con una rigorosa logica e con un risultato perfettamente coerente i due problemi considerati. Possiamo inoltre affermare tra parentesi che grazie ad essa esiste, ormai, una spiegazione unitaria, gravitazionale, di tutti i fenomeni del macrocosmo e del microcosmo, di fronte alla quale crollano uno per uno tutti gli altri bastioni del castello relativistico, cos\u00ec incredibilmente infondati come quello che abbiamo ora smantellato.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">La seconda determina una insanabile scissura tra le due questioni, affacciando spiegazioni eterogenee e introducendo concetti assurdi per la ragione : il lievitare della massa con la velocit\u00e0 nella prima questione e la babele dell\u2019\u201cindeterminazione\u201d nella seconda.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Concludendo, non \u00e9 ormai possibile alcun dubbio ragionevole sull\u2019esistenza nel vuoto cosmico d\u2019un mezzo assoluto non materiale e pertanto non percepibile con strumenti materiali, ma la cui presenza si manifesta concretamente, fisicamente, in tutti i fenomeni dell\u2019universo.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Sarebbe troppo lungo trattarne ora particolarmente i caratteri e le leggi. Possiamo solo dire che il suo ondulare, che si estende dalle pi\u00f9 piccole particelle alle pi\u00f9 gigantesche galassie, e la cui forma particolarissima non \u00e9 qui il caso di illustrare, \u00e9 avvertibile non in s\u00e9 come gi\u00e1 abbiamo detto ma solo per la materia che vi si inserisce gravitazionalmente: similmente al battere d\u2019una surreale onda marina, invisibile di per s\u00e9, ma disegnata sulla riva dalle alghe e dai rami galleggianti nel suo frangente o, nelle tenebre d\u2019una notte illune, dall\u2019argentea luminescenza del plancton.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">L\u2019\u201cetere\u201d, intuito dagli antichi scienziati-filosofi e negato in tempi recenti, ha ormai provato, senza alcun margine di dubbio, la propria assoluta realt\u00e0.<\/p>\n<h4 style=\"text-align: left;\">2 &#8211; Unit\u00e1 gravitazionale dell\u2019universo<\/h4>\n<p style=\"text-align: left;\">Dividiamo il mondo dell\u2019esperienza in due gruppi di fenomeni: quelli che riguardano corpi di grandezza sensibile dal granello di sabbia alla galassia (fenomeni macrocosmici) e quelli che si svolgono nei corpi estremamente piccoli molecole, atomi, particelle subatomiche (fenomeni microcosmici).<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">La visione che oggigiorno gli scienziati hanno di questa realt\u00e0 \u00e9 terribilmente ingarbugliata e si pu\u00f2 cos\u00ec riassumere:<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">A) Sia nel macrocosmo sia nel microcosmo esiste una propriet\u00e0 intrinseca a ciascun corpo, per la quale tutti i corpi si at traggono reciprocamente: \u00e9 la gravitazione universale scoperta da Newton.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">L\u2019intensit\u00e0 di questa forza \u00e9 relativamente debole, sicch\u00e9 essa diventa sensibile solo in corpi molto grandi.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">B) Nel microcosmo, oltre a una debolissima gravitazione (sempre attrattiva), esiste una duplice propriet\u00e0, attrattiva e repulsiva, derivante dal fatto che la natura delle particelle subatomiche si sdoppia in due facce opposte. Cos\u00ec le particelle elettricamente cariche sono o \u201cpositive\u201d o \u201cnegative\u201d: si verifica allora che due particelle di segno contrario si attraggono, due di egual segno si respingono.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Tale propriet\u00e0 \u00e9 definita \u201cforza elettrostatica\u201d. Essa differisce dalla gravitazione non solo perch\u00e9 pu\u00f2 essere repulsiva o attrattiva mentre la gravitazione \u00e9 sempre attrattiva, bens\u00ec anche perch\u00e9 \u00e9 enormemente pi\u00f9 intensa della forza di gravitazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Di ogni particella esistente in natura si vanno scoprendo le rarissime controfigure, per cos\u00ec dire, ossia particelle di identico valore assoluto ma di segno opposto: dell\u2019elettrone<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">negativo l\u2019elettrone positivo (positrone), del pione positivo il pione negativo, e cos\u00ec via. Per maggior complicazione, il concetto di segno deve estendersi a particelle elettricamente neutre, ossia non aventi carica n\u00e9 positiva n\u00e9 negativa, ma delle quali esiste ugualmente una doppia faccia (quella meno comune si contrassegna con anti): neutrone ed antineutrone, neutrino ed antineutrino, ecc. Infine, in alcune particelle coesistono due segni, uno relativo alla particella in s\u00e9, l\u2019altro alla carica elettrica. Il colmo si raggiunge nella serie seguente: sigma positivo, antisigma negativo, sigma negativo, antisigma positivo, sigma neutro, antisigma neutro.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">C) Al moto delle cariche elettriche \u00e9 connessa la formazione d\u2019un campo elettromagnetico dipolare, con un polo Nord e uno Sud.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Anche tra i campi elettromagnetici si determina una forza (magnetismo) avente duplice propriet\u00e0: attrattiva tra poli opposti e repulsiva tra poli eguali.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">D) Circa la struttura della materia, basta l\u2019elenco interminabile delle particelle (o antiparticelle) finora scoperte e delle loro caratteristiche a dissuaderci da qualsiasi tentativo di comprensibile classificazione. Quell\u2019elenco si deve poi inquadrare nel pasticcio ondulatorio-corpuscolare, nato dall\u2019eliminazione di un mezzo assoluto (a etere n) che sia il supporto della propagazione ondulatoria delle particelle; o corpuscoli.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Risparmiamoci quindi un ulteriore inutile tormento.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">E) La teoria della \u201crelativit\u00e0\u201d della quale parliamo specificamente a parte, insieme col dualismo ondulatorio-corpuscolare aggiunge solo altra confusione al caos. Poich\u00e9 essa si inserisce nel quadro generale ora descritto, pur pretendendo di spiegarlo, ci\u00f2 che diremo a proposito dei fondamenti della fisica attuale vale anche a smentita della relativit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">La prima deduzione logica suggerita dal quadro precedente \u00e9 che un universo cos\u00ec follemente contraddittorio \u00e9 del tutto assurdo e pu\u00f2 esistere solo nella fantasia di chi \u00e9 incapace di coglierne la fondamentale, necessaria unit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Ecco, per contrapposto, i semplici principi che governano la realt\u00e0 del cosmo e che si dimostrano rigorosamente:<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">1\u00b0) L\u2019intero universo macrocosmo e microcosmo \u00e9 regolato da una sola, identica legge: la gravitazione. La cosiddetta \u201cforza elettrostatica\u201d si riduce alla stessa gravitazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">\u00c8 il principio unigravitazionale, argomento della presente discussione.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">2\u00b0) L\u2019universo \u00e9 formato dall\u2019aggregarsi in strutture gravitazionali di un solo elemento fondamentale. Questo si identifica nella pi\u00f9 piccola delle particelle, il fotone, che \u00e9 quindi l\u2019infinitesimo ed unico componente della materia. Essendo il fotone portatore del fenomeno della luce, nella sostanza, universo e luce si equivalgono.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Non esistono in natura cariche elettriche opposte e particelle a doppia faccia: i fenomeni relativi si devono interpretare diversamente.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">3\u00b0) Il senso rotante della propagazione ondulatoria gravitazionale che si descrive a parte e le cui leggi determinano l\u2019aggregazione fotonica in sistemi sempre pi\u00f9 complessi provoca fenomeni di orientamento, dai quali derivano gli effetti magnetici della dipolarit\u00e1.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Questi principi sono dimostrati da tre ordini di prove convergenti. La prova pi\u00f9 generale \u00e9 di carattere logico-filosofico: l\u2019universo come richiede la funzione ordinatrice di tutte le sue forme, specie di quelle biologiche, che culminano nel cervello umano non pu\u00f2 non essere unitario nella legge operativa (gravitazione) e semplice nella composizione (fotone).<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Gli altri due ordini di prove hanno carattere logico-sperimentale. La seconda categoria di prove quelle che andiamo esponendo nasce dalla confut\u00e1zione delle contraddizioni e degli errori insiti nell\u2019attuale concezione dell\u2019universo, illustrata all\u2019inizio, a confronto dei principi da noi enunciati:<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">La terza categoria di prove ch\u00e9 svolgiamo in altra, pi\u00f9 ampia sede \u00e9 infine costituita dal fatto che tutti indistintamente i fenomeni dell\u2019universo trovano, in armonia con gli stessi principi, una completa, unitaria e incontrovertibile spiegazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Passiamo dunque a dimostrare il nostro 1\u00b0 principio: l\u2019unit\u00e0 gravitazionale dell\u2019universo.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Prima di descrivere fisicamente e geometricamente gli effetti della gravitazione, \u00e9 opportuno rappresentarli con una similitudine.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Immaginiamo in uno stagno sconfinato un\u2019infinit\u00e0 di battelli di varia grandezza. Ciascuno \u00e9 fornito di un particolare motore capace di provocare tutt\u2019intorno un vortice, proporzionale alla grandezza del battello stesso. Il motore non ha nessuna capacit\u00e0 propulsiva: ogni battello resterebbe sempre nello stesso punto dello stagno, se non fosse attirato dai vortici degli altri battelli,, verso i quali esso quindi, risucchiato, si sposta. Quanto pi\u00f9 grande \u00e9 il battello, tanto maggiore \u00e9 la forza con cui attira gli altri e tanto minore \u00e9 l\u2019accelerazione con cui procede verso gli altrui mulinelli.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">La sorte di ogni battello nei confronti degli altri pu\u00f2 avere questi tre esiti:<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">a) Il battello finisce in fondo al vortice di un altro (e questo reciprocamente del primo), formando un battello composto e un nuovo vortice somma dei due precedenti: questo caso si definisce \u201ccollisione\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">b) Il battello, pur inclinando verso i vortici vicini, non vi piomba dentro, ma curvando nei pressi di ciascun vortice se ne al lontana, perch\u00e9 attirato in svariate direzioni dai vortici circostanti: esso \u00e9 in moto di fuga n nei confronti dei vortici che non riescono a risucchiarlo definitivamente.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">c) Il battello, in particolari condizioni di equilibrio tra la forza di un vortice e quella dei vortici circonvicini, gira con una certa stabilit\u00e0 intorno a uno stesso vortice (anche ora il moto dei due battelli \u00e9, reciproco), non cadendo nel fondo, ma neppure riuscendo a sfuggire: \u00e9 questa l\u2019 \u201corbitazione\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Nella nostra similitudine i battelli corrispondono ai corpi materiali, i vortici all\u2019attrazione gravitazionale esercitata vicendevolmente dai corpi, lo stagno allo spazio cosmico.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Vi prego ora di far bene attenzione agli effetti illustrati in a), b), c). Voi avete constatato che in essi si manifesta un\u2019azione di un sol tipo, precisamente di tipo attrattivo.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Supponete ora di interpretare erroneamente. l\u2019effetto b), che abbiamo d\u00e9finito di fuga: voi osservate, cio\u00e8, che il battello, invece di propendere chiaramente verso uno dei vortici come fa in a) collisione e in c) orbitazione, sembra fuggire da tutti, e siete da questa apparenza indotti a credere che ora l\u2019azione sia di tipo repulsivo, ossia che il. battello venga \u201crespinto u invece che attratto come avviene realmente dagli altri battelli.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Orbene, il vostro errore \u00e9 identico a quello nel quale cadono i fisici, allorch\u00e9 sostengono che la \u201cforza elettrostatica\u201d \u00e9 non. solo attrattiva ma anche repulsiva. La cosiddetta a repulsione elettrostatica \u00e9 in realt\u00e0 null\u2019altro che un fenomeno di fuga gravitazionale, il cui meccanismo abbiamo appunto chiarito nell\u2019ambito d\u2019un\u2019azione esclusivamente attrattiva!<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Le particolarissime difficolt\u00e0 inerenti all\u2019osservazione dei fenomeni subatomici hanno determinato l\u2019errore. Nel macrocosmo, infatti, per contrapposto a nessuno mai verrebbe in mente di dire che un missile,. lanciato verso la Luna ma sfuggito a questa, perch\u00e9 attirato dal prevalente campo gravitazionale del Sole, sia stato \u201crespinto p dalla Luna stessa: le proporzioni dei fenomeni gravitazionali macrocosmici ci impediscono di incorrere in un cos\u00ec grossolano abbaglio.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">\u00c8 ormai evidente che, una volta introdotto un inesistente effetto repulsivo nei fenomeni del microcosmo, bisognava spiegarselo, ed essendo erronea l\u2019ipotesi, la spiegazione non poteva che essere erronea. Sorgeva infatti l\u2019idea mitica di particelle di segno eguale o contrario, grazie alla quale due particelle di segno opposto potevano attirarsi, due di ugual segno respingersi.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Naturalmente una tale idea arbitraria pu\u00f2 avere una parvenza di validit\u00e0, se applicata al comportamento di particelle solitamente organizzate in una regolare struttura fisica, dalla quale. esse sono come costrette a manifestarsi sempre in una determinata maniera: ad esempio, nel caso di protoni ed elettroni, che sono costituenti normali della struttura atomica. L\u2019etichetta \u201cpositiva\u201d dei protoni e \u201cnegativa w degli elettroni sembra quindi comprovata dall\u2019ordinario comportamento di protoni ed elettroni nel loro naturale ambiente.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Ma se avviene per caso,, fuori delle mura per cos\u00ec dire dell\u2019atomo, che due identici protoni o due elettroni si scontrino fra loro (un evento proporzionalmente rarissimo, cos\u00ec come l\u2019urto tra due corpi astrali), ci\u00f2 sar\u00e0 in contraddizione con il presupposto che due protoni positivi, o due elettroni negativi, debbano vicendevolmente respingersi.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Ed ecco che il precedente errore ne provocher\u00e0 inevitabilmente un altro, costringendo a pensare che il protone si sia scontrato con un eccezionale n antiprotone n, e l\u2019elettrone, normalmente negativo, con un rarissimo \u201celettrone positivo\u201d o \u201cpositrone\u201d: cos\u00ec la teoria sar\u00e0 ancora salva.<\/p>\n<\/div>\n<p>Vi renderete ora perfettamente ragione di come, attraverso una catena di esperienze interpretate contraddittoriamente con questo pseudoragionamento, si arrivi all\u2019assurdo gi\u00e0 rilevato di una classe di particelle dette \u201csigma\u201d distinte sotto sei segni diversi: sigma positivo, sigma negativo, sigma neutro, antisigma positivo, antisigma negativo, antisigma neutro!<\/p>\n<p>\u00c8 opportuno precisare quel che accade normalmente tra protoni ed elettroni nelle interazioni atomiche e che ha determinato il particolare equivoco delle loro presunte \u201ccariche eguali e di segno contrario\u201d.<\/p>\n<p>Consideriamo l\u2019interazione di soli protoni io di soli elettroni, in rapporto ai tre esiti gravitazionali possibili, illustrati con la similitudine dei battelli. Risulta evidente che, in una distribuzione regolare di particelle eguali, l\u2019esito di gran lunga prevalente fra i tre sar\u00e0 la fuga, a causa dell\u2019uniformit\u00e0 di effetti attrattivi in ogni direzione, la quale impedisce il propendere netto di ciascun protone o elettrone verso un qualsiasi compagno. Nell\u2019interazione tra protoni da una parte ed elettroni dall\u2019altra, questi &#8211; di massa molta inferiore &#8211; dovranno decisamente inclinare verso i protoni, assai pi\u00f9 intensi; ma, a causa dell\u2019uniformit\u00e0 attrattiva dei protoni circostanti in ogni direzione, prevarr\u00e0 dei tre esiti l\u2019orbitazione.<\/p>\n<p>L\u2019attribuzione di un segno \u201cpositivo\u201d ai protoni e \u201cnegativo\u201d agli elettroni sembrer\u00e0 allora giustificare sia l\u2019orbitazione tra un protone e un elettrone, sia la presunta \u201crepulsione\u201d in realt\u00e0 fuga gravitazionale tra soli protoni o soli elettroni.<\/p>\n<p>Infine l\u2019assurdo di cariche \u201ceguali\u201d si spiega semplicemente col fatto che i nostri strumenti sono sensibilizzati al limite di una precisa intensit\u00e0 gravitazionale, che appare identica per protoni ed elettroni solo perch\u00e9 misurata a distanze diversissime dal centra protonico e da quello elettronico: molto lontano, cio\u00e8, dal primo e assai pi\u00f9 vicino al secondo. Il risultato di parit\u00e0 \u00e9 precostituita dal \u201ccalibro\u201d gravitazionale per cosi dire dei nostri strumenti.<\/p>\n<p>Dimostrata assurda la propriet\u00e0 \u201crepulsiva\u201d della cosiddetta \u201cforza elettrostatica\u201d resta da eliminare un\u2019ultima contraddizione tra questa e la gravitazione: la differenza di intensit\u00e0 che esisterebbe nel microcosmo tra l\u2019una e l\u2019altra.<\/p>\n<p>Un gioco di ragazzi ci chiarir\u00e0 l\u2019errore in cui sono incorsi i fisici, allorch\u00e9 hanno supposto che nel microcosmo la \u201cforza elettrostatica\u201d (da cui, per esempio, deriva la potenza delle bombe nucleari) fosse enormemente pi\u00f9 intensa della gravitazione.<\/p>\n<p>Dimostreremo che il valore debolissimo della gravitazione, presunto dai fisici nel microcosmo, \u00e9 completamente infondato: in realt\u00e0 la gravitazione atomica ha un\u2019intensit\u00e0 elevatissima, esattamente quella che, misurata dall\u2019esperienza e dagli strumenti nei fenomeni microcosmici, veniva riferita a una \u201cforza elettrostatica\u201d distinta dalla gravitazione.<\/p>\n<p>Sar\u00e0 allora evidente che tra le due cose non sussiste assolutamente alcuna differenza: la cosiddetta \u201cforza elettrostatica\u201d non \u00e9 che la stessa gravitazione, cos\u00ec come questa si manifesta nelle particolari condizioni del microcosmo.<\/p>\n<p>Due squadre di ragazzi giocano al tiro alla fune nella maniera originale che ora descriveremo e che chiameremo \u201ctiro alla fune multipla\u201d.<\/p>\n<p>Supponiamo innanzitutto che i ragazzi abbiano ciascuno lo stesso peso e la stessa forza. Da ogni capo della fune partono delle cordicelle in numero pari agii elementi di ogni squadra: i ragazzi quindi non tirano dalla propria parte un\u2019unica fune, ma le cordicelle legate a un estremo della fune.<\/p>\n<p>Posto che le due squadre si equivalgano per numero di componenti, ma la squadra A sia pi\u00f9 serrata (pi\u00f9 densa) rispetto alla linea centrale della fune, la squadra B pi\u00f9 dispersa (meno\u2019 densa), il facilissimo problema da risolvere \u00e9 questo:<\/p>\n<p>Il risultato sar\u00e0 di parit\u00e0, oppure vincer\u00e0 una delle due squadre, e quale?<\/p>\n<p>La risposta ovvia \u00e9 che dovr\u00e0 prevalere la squadra A, la quale tira verso direzioni meno divergenti dall\u2019asse rappresentato dalla fune: le forze dei singoli ragazzi, componendosi pi\u00f9 concordemente, danno una risultante maggiore (ce lo conferma la regoletta del parallelogramma delle forze).<\/p>\n<p>Orbene noi mostreremo che il criterio con cui si misura la gravitazione, se fosse applicato al gioco descritto, porterebbe a concludere che invece il risultato dev\u2019essere sempre di parit\u00e0, comunque si dispongano pi\u00f9 o meno compatti gli elementi delle due squadre: ci\u00f2 significa semplicemente che si tratta di un criterio sbagliato, il quale falsa anche il calcolo della gravitazione nel microcosmo, facendola apparire debolissima, laddove invece la sua intensit\u00e0 \u00e9 massima.<\/p>\n<p>La formula adoperata dai fisici per esprimere la \u201cforza di attrazione gravitazionale\u201d esercitata vicendevolmente da due corpi \u00e9 la seguente:<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%20132%2058'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load alignnone wp-image-5279 \" data-lazy-src=\"https:\/\/www.esonet.it\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/formula-forza-attrazione-gravitazionale.jpg\" alt=\"\" width=\"132\" height=\"58\" \/><noscript><img decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-5279 \" src=\"https:\/\/www.esonet.it\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/formula-forza-attrazione-gravitazionale.jpg\" alt=\"\" width=\"132\" height=\"58\" \/><\/noscript><\/p>\n<p>Ossia, tale forza F \u00e9 direttamente proporzionale al prodotto delle masse dei due corpi e inversamente al quadrato della loro distanza (\u201clegge di Newton\u201d), essendo K una costante universale. La distanza si misura tra i centri dei due corpi (supponiamoli sferici), comunque sia estesa la loro massa.<\/p>\n<p>Potete cos\u00ec constatare che nella formula non si fa alcun conto della densit\u00e0 dei due corpi: per calcolare la a forza di gravitazione p fa lo stesso che la massa sia quella di un corpo estremamente disperso e rarefatto o invece di uno fortemente concentrato e compatto.<\/p>\n<p>Ritornando all\u2019esempio del tiro alla fune multipla, ci\u00f2 verrebbe a dire che, per il risultato, conta solo il numero dei ragazzi compo-nenti ciascuna squadra (a massa g della squadra) e che non ha invece nessun rilievo il fatto che gli elementi di ogni squadra siano pi\u00f9 o meno serrati tra loro (\u201cdensit\u00e0\u201d), nel tiro della rispettiva cordicella.<\/p>\n<p>La \u201clegge di Newton\u201d rinuncia dunque esplicitamente a un dato essenziale, la densit\u00e0 della materia, asserendo che &#8211; ai fini del calcolo della gravitazione &#8211; la massa di un corpo si pu\u00f2 considerare tutta condensata al proprio centro, quale che sia la sua reale dispersione nello spazio. Pensate che la famosa mela \u00e9 attirata dalla massa terrestre in tutte le direzioni intermedie tra quella centripeta e l\u2019orizzonte: orbene Newton vorreb-be- farci credere che lo stessa effetto si ve-rificherebbe, se l\u2019intera massa terrestre tiras-se nella sola direzione centripeta!<\/p>\n<p>Ma se un tale assunto appare manifesta-mente illogico, come pu\u00f2 questa legge aver trovato consacrazione per tre secoli nell\u2019esperienza scientifica?<\/p>\n<p>\u00c8 il problema che passiamo subito a risolvere.<\/p>\n<p>Domandiamoci se sia possibile, sempre nel tiro alla fune multipla, trascurare il dato della densit\u00e0 delle squadre, calcolando solo il numero dei loro componenti, e tuttavia prevedere correttamente l\u2019esito: stabilire, cio\u00e8, che il risultato deve essere di parit\u00e0, se ciascuna squadra ha lo stesso numero di elementi, e diversamente che prevarr\u00e0 delle due la squadra pi\u00f9 numerosa.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 \u00e9 in effetti possibile, ma solo nel caso che abitualmente le due squadre in gara si dispongano in due schieramenti non dissimili per densit\u00e0.<\/p>\n<p>Se invece la squadra A, pi\u00f9 scaltra della, squadra B, usa stringersi lungo la linea della fune, trasformandola quasi in una fune uni-ca, laddove i ragazzi della squadra B, pi\u00f9 ingenui, tirano le loro cordicelle facendole molto divergere l\u2019una dall\u2019altra, \u00e9 evidente che in tal caso il risultato \u00e9 imprevedibile sul-la base della sola massa delle due squadre: potr\u00e0 anche darsi, per esempio, che tre ra-gazzi di A neutralizzino o addirittura supe-rino quattro o pi\u00f9 ragazzi di B.<\/p>\n<p>Questo esempio vale a spiegare come mai la \u201clegge di Newton p e la rispettiva formula, mancanti di un dato assolutamente essen-ziale sul piano teorico, cio\u00e8 della densit\u00e0 dei corpi che si attirano gravitazionalmente, risultino empiricamente valide nel macrocosmo, ma del tutto inadeguate a valutare nel mi-crocosmo l\u2019intensit\u00e0 della stessa gravitazione.<\/p>\n<p>Qualsiasi studente di liceo, infatti, sa che la densit\u00e0 dei nuclei atomici \u00e9 immensamente pi\u00f9 alta della densit\u00e0 della materia misurabile nel macrocosmo. I corpi che a noi sem-brano pi\u00f9 densi, quelli cio\u00e8 a pi\u00f9 alto peso specifico, sono in realt\u00e0 costituiti quasi inte-ramente di spazio vuoto, essendo quasi tutta la. materia concentrata negli infinitesimi nu-clei degli atomi che compongono la sostanza. E non basta: le particelle contenute nel nucleo di un atomo sono a loro volta straor-dinariamente pi\u00f9 dense del nucleo nel suo insieme. Per avere un\u2019idea comparativa della densit\u00e0 nucleare, bisognerebbe immaginare la materia di una enorme stella concentrata in una piccola sfera di qualche chilometro di raggio, sicch\u00e9 un centimetro cubo della sua sostanza peserebbe miliardi di tonnellate!<\/p>\n<p>\u00c8 ormai evidente l\u2019errore commesso dai fisici, quando hanno esteso la validit\u00e0 empirica ed approssimativa della legge di Newton dal macrocosmo, ove la densit\u00e0 \u00e9 estremamente bassa e varia entro limiti assai ristretti &#8211; tali cio\u00e8 da potersi quasi trascurare &#8211; al microcosmo, avente invece una densit\u00e0 elevatissima. Nessuno pi\u00f9 si meraviglier\u00e0 che, a causa di questa enorme differenza di densit\u00e0, la gravitazione sia nel microcosmo infinitamente pi\u00f9 intensa che nel macrocosmo, cos\u00ec come la squadra A \u00e9 pi\u00f9 forte della squadra B: il valore debolissimo presunto dai fisici per la gravitazione atomica nasce dall\u2019aver essi trascurato il dato della densit\u00e0, applicando una formula empiricamente valida per corpi molto rarefatti a particelle estremamente dense.<\/p>\n<p>Naturalmente la realt\u00e0 si prende gioco di un tale cumulo di ingenuit\u00e0, facendo per esempio riscontrare da alcuni sbalorditi sperimentatori americani l\u2019attrazione fra un elettrone e un neutrone: essendo quest\u2019ultimo definito \u201cprivo di carica\u201d, la cosa non si giustifica in nessun modo con la povera teoria \u201celettrostatica\u201d, che, alla sua maniera, arriva a spiegarsi solo il legame tra un elettrone \u201cnegativo\u201d e un protone \u201cpositivo\u201d.<\/p>\n<p>Gli scopritori, quindi, &#8211; T. J. Grant e J. W. Cobble, dell\u2019universit\u00e0 di Purdue nell\u2019Indiana (U.S.A.) hanno battezzato \u201cn-meno\u201d la coppia illegittima, rinunciando a ogni plausibile motivazione. Infatti essi non potevano riconoscere l\u2019unica vera ragione &#8211; quella gravitazionale &#8211; del vincolo attrattivo, ritenendo a sproposito che la gravitazione subatomica fosse troppo debole per spiegare il fenomeno!<\/p>\n<p>Abbiamo cos\u00ec eliminato anche la seconda delle contraddizioni che opponevano la \u201cforza elettrostatica\u201d alla gravitazione. Sulla progressione dell\u2019intensit\u00e0 gravitazionale si aggiungeranno nuovi elementi, quando si saranno descritte le leggi precise della propagazione gravitazionale ondulatoria, al confronto delle quali la legge di Newton \u00e9 null\u2019altro che un grossolano residuo del passato.<\/p>\n<p>Voi ormai vedete operante nell\u2019intero universo una sola categoria fenomenica, la <em>gravitazione,<\/em> come affermato dal 1\u00b0 principio della fisica <em>unigravitazionale. <img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%2018%2018'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load alignnone size-full wp-image-4295\" data-lazy-src=\"https:\/\/www.esonet.it\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/fine_testo.gif\" alt=\"\" width=\"18\" height=\"18\" \/><noscript><img decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-4295\" src=\"https:\/\/www.esonet.it\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/fine_testo.gif\" alt=\"\" width=\"18\" height=\"18\" \/><\/noscript><\/em><\/p>\n<p align=\"center\"><a href=\"#su\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%2044%2070'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load\" data-lazy-src=\"..\/img_art\/Uovo_min.jpg\" alt=\"torna su\" width=\"44\" height=\"70\" border=\"0\" \/><noscript><img decoding=\"async\" src=\"..\/img_art\/Uovo_min.jpg\" alt=\"torna su\" width=\"44\" height=\"70\" border=\"0\" \/><\/noscript><\/a><\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La vecchia fisica scolastica ed accademica \u00e9 crollata dalle fondamenta: ne ha segnata la fine la nuova fisica unigravitazionale, al cui studio \u00e9 bene far precedere una radicale smentita dei dogmi e dei miti preesistenti. Introduzione alla fisica unigravitazionale di Renato Palmieri Il presente opuscolo ha il carattere d\u2019una urgente comunicazione. Essa \u00e9 diretta in particolar modo alla giovent\u00f9 studiosa, viva nell\u2019intelletto e nella coscienza, e a quei fisici e ricercatori che non abbiano da difendere, o non vogliano, posizioni [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":5262,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"wds_primary_category":0,"footnotes":""},"categories":[60],"tags":[],"class_list":["post-2019","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-scienza-ed-esoterismo"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2019","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=2019"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2019\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":10793,"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2019\/revisions\/10793"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/5262"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=2019"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=2019"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=2019"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}