{"id":2034,"date":"2006-06-13T00:00:13","date_gmt":"2006-06-12T22:00:13","guid":{"rendered":"http:\/\/www.esonet.it\/?p=2034"},"modified":"2023-10-16T19:28:42","modified_gmt":"2023-10-16T17:28:42","slug":"ludjat-e-lenigma-dellhequat","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.esonet.it\/?p=2034","title":{"rendered":"L\u2019Udjat e l\u2019enigma dell\u2019Hequat"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/www.esonet.it\/?cat=54\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%20370%20247'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load alignright\" title=\"Letture d'Esoterismo\" data-lazy-src=\"images\/topics\/LettOccidente1.jpg\" alt=\"Letture d'Esoterismo\" align=\"right\" border=\"0\" \/><noscript><img decoding=\"async\" class=\"alignright\" title=\"Letture d'Esoterismo\" src=\"images\/topics\/LettOccidente1.jpg\" alt=\"Letture d'Esoterismo\" align=\"right\" border=\"0\" \/><\/noscript><\/a>Il segreto che Thot confidava agli iniziati permetteva loro di ricostruire l\u2019intero Hequat e, quindi, l\u2019intero occhio di Horus, leggendo cos\u00ec, attraverso l\u2019Udjat, l\u2019unit\u00e0 del cosmo.<\/p>\n<table border=\"0\" width=\"100%\">\n<tbody>\n<tr>\n<td scope=\"col\">\n<div align=\"center\">\n<h3 align=\"left\"><em><a name=\"su\"><\/a> <\/em>L\u2019Udjat e l\u2019enigma dell\u2019Hequat (Occhio per occhio)<\/h3>\n<p align=\"left\">di Alessandro Orlandi<\/p>\n<\/div>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td scope=\"row\">\n<div align=\"justify\">\n<p>Gli antichi egizi raffiguravano le frazioni dell\u2019Hequat, l\u2019unit\u00e0 fondamentale per la misura della capacit\u00e0 (utilizzata per cereali, agrumi o liquidi) con le sei parti dell\u2019Udjat, l\u2019occhio di Horus, figlio di Iside e Osiride.<\/p>\n<p>Ad ogni parte dell\u2019Udjat corrispondeva una frazione che aveva come numeratore 1 e come denominatore una potenza di 2. L\u2019Udjat recava anche inferiormente due tratti colorati, caratteristici del falco pellegrino, animale sacro ad Horus.<\/p>\n<p align=\"center\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%20407%20181'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load\" data-lazy-src=\"..\/img_art\/alchimia\/Udjat.gif\" width=\"407\" height=\"181\" \/><noscript><img decoding=\"async\" src=\"..\/img_art\/alchimia\/Udjat.gif\" width=\"407\" height=\"181\" \/><\/noscript><\/p>\n<p>Narrava la leggenda che dalla luce presa alla luna (1\/72 della luce lunare vinto durante una partita a dadi con la luna stessa) Thot, l\u2019Hermes degli egiziani che insegn\u00f2 loro linguaggio, scrittura, scienze ed arti magiche, dio dalla testa di ibis, fabbric\u00f2 cinque figli, partoriti da Nut, dea del cielo.<\/p>\n<p>I cinque figli erano Osiride, Haroeris, Seth, Iside e Neftis, che rappresentavano i cinque giorni aggiunti all\u2019ultimo mese dell\u2019anno, che era diviso in 12 mesi da 30 giorni ciascuno (12 x 30 = 360).<\/p>\n<p>Tra Osiride, che divenne il primo sovrano d\u2019Egitto e Seth, dalla testa d\u2019asino, malvagio e crudele, vi fu sin dall\u2019inizio un odio implacabile.<\/p>\n<p>Per combattere Osiride Seth radun\u00f2 72 complici, fabbric\u00f2 un cofano tempestato di pietre preziose che aveva esattamente le misure del fratello e lo convinse con l\u2019inganno ad entrarvi, avendo promesso di regalarlo a colui che fosse riuscito a riempirlo perfettamente col suo corpo. Quindi sigill\u00f2 il baule con del piombo fuso.<\/p>\n<p>Iside, sorella e moglie di Osiride, tent\u00f2 invano di liberare il dio, ma Seth smembr\u00f2 il corpo di Osiride in 14 pezzi (i 14 giorni che impiega la luna a passare da piena a nuova o viceversa, perdendo o acquistando 14 frazioni della sua luce), che vennero dispersi nel Nilo. Cominci\u00f2 allora una lunga ricerca durante la quale la dea, aiutata da Thot, da Anubis, il dio dalla testa di sciacallo, e da un pesciolino del Nilo, l\u2019ossirinco, recuper\u00f2 13 dei quattordici pezzi del corpo di Osiride, fatta eccezione per il membro virile che, divorato da tre pesci, rest\u00f2 nelle acque del Nilo rendendole feconde. Il membro virile di Osiride venne rimpiazzato da un fallo ligneo.<\/p>\n<p>Iside concep\u00ec dal suo sposo Osiride un figlio postumo, Horus, che venne cresciuto in segreto e a cui fu insegnato che avrebbe dovuto vendicarsi di Seth.<\/p>\n<p>Quando Horus fu cresciuto si scontr\u00f2 ripetutamente con Seth. Durante uno di questi duelli Seth cav\u00f2 un occhio ad Horus e lo smembr\u00f2 in sei pezzi, spargendoli per la terra d\u2019Egitto. Queste sei parti erano le sei parti dell\u2019Udjat ed, anche, le sei frazioni dell\u2019Hequat.<\/p>\n<p>Horus si vendic\u00f2 di Seth evirandolo (evidentemente un vizio di famiglia) ed in seguito fu fatto re dell\u2019Egitto, mentre Seth divenne il dio del Male.<\/p>\n<p>Il tribunale divino incaric\u00f2 allora Thot di riunire le parti dell\u2019occhio di Horus (ossia di ottenere l\u2019intero Hequat) assegnando a ciascuna parte la frazione dell\u2019intero che le competeva.<\/p>\n<p>I maestri scribi dell\u2019antico Egitto rispondevano a chi faceva loro notare che la somma delle frazioni era 1\/2 + 1\/4 + 1\/8 + 1\/16 + 1\/32 + 1\/64 = 63\/64 che Thot avrebbe dato ai suoi protetti il 64esimo mancante. L\u2019insegnamento nascosto in questo enigma diviene pi\u00f9 intelligibile se si visualizzano le frazioni dell\u2019hequat su una scacchiera che, come \u00e8 noto, \u00e8 costituita da 64 scacchi bianchi e neri.<\/p>\n<p>Prendere dunque 1\/2 + 1\/4 + 1\/8 + 1\/16 + 1\/32 di scacchiera significa lasciare liberi solo due scacchi (evidentemente, per come gli scacchi sono disposti, uno bianco e uno nero). Prendere ancora 1\/64 significa operare una scelta tra lo scacco bianco e il nero. Ma allora ci si ritrova di fronte alla situazione iniziale, anche se in scala ridotta. L\u2019unico scacco rimasto, infatti, riproduce esso stesso la scacchiera in miniatura.<\/p>\n<p>Passando quindi alla potenza di due successiva, 1\/128 = 1\/2 x 1\/64 si ricomincia da capo la suddivisione 1\/2 + 1\/4 + 1\/8 + 1\/16 + 1\/32 + 1\/64 nella nuova scacchiera, il che condurr\u00e0 ad una nuova scacchiera ancor pi\u00f9 piccola, e cosi via all\u2019infinito.<\/p>\n<p>Dal punto di vista del moderno calcolo infinitesimale la questione \u00e8 risolta e la soluzione dell\u2019enigma si presenta come ricerca del limite della somma delle prime n potenze di 1\/2 con n che tende all\u2019infinito e tale limite vale proprio 1.<\/p>\n<p>Il segreto che Thot confidava agli iniziati permetteva loro di ricostruire l\u2019intero Hequat e, quindi, l\u2019intero occhio di Horus, leggendo cos\u00ec, attraverso l\u2019Hudjat, l\u2019unit\u00e0 del cosmo.<\/p>\n<p>L\u2019enigma doveva probabilmente essere svelato quando si trattava di scegliere l\u2019ultimo 64esimo, ossia al momento della scelta tra lo scacco bianco e quello nero e la soluzione evitava di prolungare all\u2019infinito la suddivisione.<\/p>\n<h4>Storia del dente della reliquia e del dente del cane (Dente per-dente)<\/h4>\n<p>La vicenda, narrata da Alexandra David \u2013 Neel in \u201cMistici e maghi del Tibet\u201d, si svolge nel Tibet di due secoli fa. La storia narra di una famiglia in cui il padre si era gravemente ammalato senza una spiegazione apparente. Dopo aver consultato tutti i medici della regione senza alcun esito si decise che uno dei tre figli sarebbe partito in pellegrinaggio alla volta di Lhasa per ottenere la benedizione del Lama Norbu e per chiedergli una reliquia da portare al padre, troppo ammalato per poter pensare di mettersi in viaggio.<\/p>\n<p>La scelta cadde su Khando, il minore dei tre figli. Tutto si svolse come progettato, Khando ottenne udienza dal Lama e questi gli affid\u00f2 in un magnifico cofano d\u2019argento un dente proveniente dal teschio di un sant\u2019uomo, conosciuto per i miracoli compiuti dalle sue reliquie.<\/p>\n<p>Ma la sfortuna si accan\u00ec contro Khando il quale, attraversando un fiume, cadde da cavallo e perdette in acqua il prezioso cofano. Dopo lunghe ricerche riusc\u00ec a ritrovare il cofano d\u2019argento sul fondo del fiume, ma del dente del santo non c\u2019era pi\u00f9 traccia. Sconsolato, bagnato e infreddolito Khando guadagn\u00f2 allora la riva del fiume e si sedette in terra con la testa tra le mani, pensando a come avrebbe dato la terribile notizia del fallimento della sua impresa alla famiglia. Mentre era immerso in quei cupi pensieri lo sguardo gli cadde sul teschio di un cane, che giaceva in terra poco lontano da l\u00ec.<\/p>\n<p>Subito un\u2019idea gli balen\u00f2 nella mente. \u201cPerch\u00e9 non sostituire il dente del santo col dente del cane?\u201d \u2013 si disse \u2013 \u201cChi mai se ne accorger\u00e0?\u201d, \u201cTutti guarderanno soprattutto il prezioso cofano e si preoccuperanno di pregare il dente e nessuno sar\u00e0 cos\u00ec empio da sottoporre una reliquia ad un esame anatomico\u201d. Khando non stette a pensarci troppo, svelse un dente dal teschio del cane, lo avvolse in un pezzo di lino e lo chiuse nel cofano d\u2019argento. Al suo arrivo ricevette una accoglienza trionfale e subito in casa fu allestito un altare e i membri della famiglia si alternarono in preghiera davanti alla sacra reliquia.<\/p>\n<p>Nel giro di tre giorni il padre di Khando guar\u00ec e i sintomi della misteriosa malattia scomparvero completamente. La notizia della miracolosa guarigione e della reliquia che l\u2019aveva provocata si sparse in un baleno e la casa di Khando cominci\u00f2 a diventare m\u00e8ta di pellegrinaggi: malati di ogni genere e persone disastrate e colpite dal gravi disgrazie venivano a pregare la reliquia e ad impetrare favori e guarigioni. Quasi nessuno di quelli che sostavano in preghiera davanti al dente restava deluso, in breve i miracoli compiuti dalla santa reliquia divennero tanto numerosi che solo quelli veramente importanti furono ricordati. Nel giro di pochi anni il clero buddista acquist\u00f2 la casa di Khando e al suo posto edific\u00f2 un tempio che esiste ancora oggi ed \u00e8 m\u00e8ta di innumerevoli pellegrinaggi.<\/p>\n<p>Questa vicenda \u00e8 all\u2019origine di un proverbio tibetano che dice: \u201canche un dente di cane, se sufficientemente venerato, fa miracoli\u201d. <img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%2018%2018'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load alignnone size-full wp-image-4295\" data-lazy-src=\"https:\/\/www.esonet.it\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/fine_testo.gif\" alt=\"\" width=\"18\" height=\"18\" \/><noscript><img decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-4295\" src=\"https:\/\/www.esonet.it\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/fine_testo.gif\" alt=\"\" width=\"18\" height=\"18\" \/><\/noscript><\/p>\n<p align=\"center\"><a href=\"#su\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%2044%2070'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load\" data-lazy-src=\"..\/img_art\/Uovo_min.jpg\" alt=\"torna su\" width=\"44\" height=\"70\" border=\"0\" \/><noscript><img decoding=\"async\" src=\"..\/img_art\/Uovo_min.jpg\" alt=\"torna su\" width=\"44\" height=\"70\" border=\"0\" \/><\/noscript><\/a><\/p>\n<\/div>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il segreto che Thot confidava agli iniziati permetteva loro di ricostruire l\u2019intero Hequat e, quindi, l\u2019intero occhio di Horus, leggendo cos\u00ec, attraverso l\u2019Udjat, l\u2019unit\u00e0 del cosmo. L\u2019Udjat e l\u2019enigma dell\u2019Hequat (Occhio per occhio) di Alessandro Orlandi Gli antichi egizi raffiguravano le frazioni dell\u2019Hequat, l\u2019unit\u00e0 fondamentale per la misura della capacit\u00e0 (utilizzata per cereali, agrumi o liquidi) con le sei parti dell\u2019Udjat, l\u2019occhio di Horus, figlio di Iside e Osiride. 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