{"id":2037,"date":"2006-06-10T00:00:14","date_gmt":"2006-06-09T22:00:14","guid":{"rendered":"http:\/\/www.esonet.it\/?p=2037"},"modified":"2023-10-16T19:29:19","modified_gmt":"2023-10-16T17:29:19","slug":"il-viaggiatore-e-la-strada","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.esonet.it\/?p=2037","title":{"rendered":"Il Viaggiatore e la Strada"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/www.esonet.it\/?cat=54\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%20370%20247'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load alignright\" title=\"Letture d'Esoterismo\" data-lazy-src=\"images\/topics\/LettOccidente1.jpg\" alt=\"Letture d'Esoterismo\" align=\"right\" border=\"0\" \/><noscript><img decoding=\"async\" class=\"alignright\" title=\"Letture d'Esoterismo\" src=\"images\/topics\/LettOccidente1.jpg\" alt=\"Letture d'Esoterismo\" align=\"right\" border=\"0\" \/><\/noscript><\/a>Essere un viaggiatore \u00e8 innanzi tutto una condizione interiore. Il viaggiatore, da una parte \u00e8 disponibile e curioso nei confronti del ci\u00f2 che incontrer\u00e0 lungo la propria strada, dall\u2019altra per poter viaggiare deve rinunciare ad avere delle radici da qualche parte ed a desiderare di stabilirsi definitivamente nei luoghi in cui si imbatte nel suo viaggio.<\/p>\n<table border=\"0\" width=\"100%\">\n<tbody>\n<tr>\n<td scope=\"col\">\n<div align=\"center\">\n<h3 align=\"left\"><em><a name=\"su\"><\/a> <\/em>Il Viaggiatore e la Strada<\/h3>\n<p align=\"left\">di Alessandro Orlandi<\/p>\n<\/div>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td scope=\"row\">\n<div align=\"justify\">\n<p><em>\u201cSenza uscire dalla porta, conoscere il mondo! Senza guardare dalla finestra, vedere la via del cielo! Pi\u00f9 lontano si va, meno si conosce. Perci\u00f2 il Santo conosce senza viaggiare, egli nomina le cose senza vederle, egli compie senza azione.\u201d <\/em> &#8211; (Lao Tze \u2013 Tao Te Ching \u2013 XLVII)<\/p>\n<p><em>\u201cQuando non sai dove stai andando, qualsiasi strada ti condurr\u00e0 l\u00e0.\u201d <\/em> &#8211; (L. Carrol &#8211; Alice nel Paese delle Meraviglie)<\/p>\n<p>Essere un viaggiatore \u00e8 innanzi tutto una condizione interiore. Il viaggiatore, da una parte \u00e8 disponibile e curioso nei confronti del ci\u00f2 che incontrer\u00e0 lungo la propria strada, dall\u2019altra per poter viaggiare deve rinunciare ad avere delle radici da qualche parte ed a desiderare di stabilirsi definitivamente nei luoghi in cui si imbatte nel suo viaggio.<\/p>\n<p>Lo stato di continuo movimento \u00e8 la situazione in cui egli si riconosce e si trova a suo agio. Egli \u00e8, per definizione, colui che percorre il sentiero che separa due luoghi e dunque la sua funzione \u00e8 quella di essere un mezzo per unire i vari punti di quella strada, l\u2019araldo che annuncia il prepararsi degli eventi.<\/p>\n<p>Dal suo punto di vista, quello che conta non \u00e8 la meta, la destinazione finale, n\u00e9 il luogo di provenienza, ma il movimento stesso, il \u201cqui ed ora\u201d, l\u2019eleganza con cui il viaggio viene compiuto e portato a termine.<\/p>\n<p><a name=\"1\"><\/a>Lungo la via si imbatter\u00e0 in costumi, consuetudini, e linguaggi eterogenei e dovr\u00e0 avere la capacit\u00e0 di adattarvisi di buon grado senza per questo rinunciare a se stesso ed al suo viaggio. Dietro la mutevolezza, l\u2019adattabilit\u00e0 e l\u2019accondiscendenza, si dovr\u00e0 quindi nascondere anche la volont\u00e0 inflessibile di non perdere mai di vista la natura transitoria del proprio rapporto con situazioni, persone e cose. Poich\u00e9, inoltre, l\u2019essenza di un viaggio sta nel modo di percorrere la strada e non nella meta finale [<a href=\"#_ftn1\">1<\/a>], che pu\u00f2 anzi mutare lungo il tragitto, ci\u00f2 che gli sta definitivamente a cuore \u00e8 lo stabilire un rapporto armonico con i luoghi attraversati, il rispettare i ritmi naturali e le usanze che li caratterizzano.<\/p>\n<p>Nel mondo moderno \u00e8 prevalsa una concezione del viaggio che \u00e8 l\u2019esatto contrario di quella delineata fin qui. L\u2019aspetto importante e rilevante di un viaggio sembra unicamente la conquista della meta finale, che va raggiunta il pi\u00f9 rapidamente possibile ed a qualsiasi prezzo. Non \u00e8 ben chiaro se sia stata questa concezione a condurre alla \u201ccontrazione dello spazio\u201d che tutti oggi sperimentiamo viaggiando in automobile, in treno o in aereo, oppure la contrazione dello spazio si sia tradotta in una differente visione del viaggio. Di fatto la strada che separa due luoghi viene vista come un noioso ostacolo da superare velocemente.<\/p>\n<p>Il viaggio si trasforma allora in uno \u201cstrappo\u201d che consente al viaggiatore di recarsi nel luogo stabilito senza dover prima trasformare, strada facendo, s\u00e9 stesso, n\u00e9 doversi adattare in alcun modo al posto raggiunto.<\/p>\n<p>Il risultato \u00e8 una crescente uniformit\u00e0 tra le grandi citt\u00e0 del pianeta, che vanno sempre pi\u00f9 assomigliandosi tra loro nell\u2019offrire a chi le visita, solo una collezione di immagini precostituite da riportare a casa come altrettanti trofei.<\/p>\n<p>Da questo punto di vista, il passaggio dall\u2019Asino all\u2019aeroplano non sembra essere poi stato un gran guadagno.<\/p>\n<p>Va ora osservato che l\u2019idea del viaggiare, che ormai l\u2019uomo ha, rispecchia pienamente il modo con cui egli si rapporta alle sue azioni. Infatti, ogni azione che compiamo non \u00e8 che un viaggio tra due stati dell\u2019essere, uno vissuto come \u201coriginario\u201d, l\u2019altro come meta finale. Privilegiare la meta, decretare la supremazia del fine sui mezzi impiegati per conseguirlo, significa tradire ed avvilire lo spirito del viaggiatore che \u00e8 in ognuno di noi e degradarci allo stato di schiavi delle forme-pensiero create dalla nostra mente.<\/p>\n<p>Anche quella di accumulare conoscenze, idee e spiegazioni \u00e8 un\u2019attivit\u00e0 del tutto inutile se non \u00e8 intesa come percorrere un sentiero in continua trasformazione e se non si \u00e8 sempre disposti ad abbandonare ci\u00f2 che si \u00e8 gi\u00e0 attraversato.<\/p>\n<p>Bisogna, anzi, accettare che esistono l\u2019inspiegabile, l\u2019inconcepibile e l\u2019ignoto, e che il nostro tentativo di sovrapporgli interpretazioni e direzioni altro non \u00e8 che un arbitrario riordinamento consistente nell\u2019adattare il mondo a noi stessi per permetterci di agire ed orientarci. Il viaggio nel paese pi\u00f9 sperduto e lontano, la scoperta pi\u00f9 mirabolante, la pi\u00f9 sperduta elucubrazione intellettuale, alludono solo indirettamente ad un insegnamento invisibile, celato nelle profondit\u00e0 del nostro essere, e ce lo mostrano attraverso forme esterne.<\/p>\n<p>Sono il nostro Ego e la paura di morire, che continuamente devono far dipendere ci\u00f2 che esiste dal nome che noi ne diamo. Qualsiasi spiegazione delle cose non \u00e8 che uno stato transitorio dell\u2019anima, una breve tappa nel nostro viaggio della vita, sia essa l\u2019insieme dei pregiudizi del nostro ambiente o il contenuto di un libro sui simboli.<\/p>\n<p><a name=\"2\"><\/a>Troppo spesso scambiamo con la ricerca della conoscenza l\u2019impulso a fare un inventario di tutto ci\u00f2 che ci circonda, per racchiuderci in un involucro onnicomprensivo, rigido e rassicurante, simile al guscio di una tartaruga. Non \u00e8 inutile, a questo proposito, ricordare ci\u00f2 che Don Juan dice a Castaneda [<a href=\"#_ftn2\">2<\/a>]: \u201cI veggenti fanno l\u2019inventario perch\u00e9 non possono disobbedire. Per\u00f2 una volta che l\u2019hanno fatto, lo buttano dalla finestra. L\u2019Aquila non ci ordina di adorare il nostro inventario: ci ordina di farlo, ecco tutto.\u201d<\/p>\n<p>Se si \u00e8 inclini ad una visione pi\u00f9 razionale dell\u2019esistenza, le parole con cui Ludwig Wittgenstein conclude il suo Tractatus Logicus Philosophicus sono rivelatrici: \u201cLe mie proposizioni illustrano cos\u00ec: colui che mi comprende, infine le riconosce insensate, se \u00e8 salito per esse \u2013 su di esse \u2013 oltre esse (egli deve, per cos\u00ec dire, gettare via la scala dopo che c\u2019\u00e8 salito \u2013 ndr.) Egli deve superare queste proposizioni, allora vede rettamente il mondo. Su ci\u00f2, di cui non si pu\u00f2 parlare, si deve tacere\u201d.<\/p>\n<p><a name=\"3\"><\/a>Ci si potrebbe infine chiedere se, allora, il viaggiatore non sia inutile, dato che tutto ci\u00f2 che possiamo scoprire si trova in realt\u00e0 gi\u00e0 in noi stessi.<\/p>\n<p>Narra un\u2019antica leggenda [<a href=\"#_ftn3\">3<\/a>] che un vecchio ebreo di Cracovia sogn\u00f2 una notte il Palazzo Reale di Praga e vide nel sogno che, sotto la garitta di una sentinella, era sotterrata una pentola piena d\u2019oro. Poich\u00e9 il vecchio credeva ai suoi sogni, decise di partire e tentare la sorte. Cos\u00ec, dopo alcuni giorni di viaggio, giunse a Praga e si rec\u00f2 al Palazzo Reale. Tutto era come nel sogno e trov\u00f2 effettivamente un luogo ed una sentinella che corrispondevano nei minimi particolari a quelli che aveva visto dormendo. Il vecchio si avvicin\u00f2 alla sentinella e, raccontato il sogno, chiese il permesso di scavare sotto la garitta. La sentinella si fece beffe di lui e lo schern\u00ec invitandolo a desistere dall\u2019impresa. \u201cChe dovrei fare allora io \u2013 disse \u2013 che ho sognato di un vecchio ebreo di Cracovia che aveva una pentola d\u2019oro sotto la sua stufa?\u201d<\/p>\n<p>Tornato a Cracovia, il vecchio scav\u00f2 sotto la stufa e divenne ricco. Se egli per\u00f2 non fosse mai andato a Praga, sarebbe rimasto povero e non avrebbe mai saputo che la pentola si trovava sotto la sua stufa, poich\u00e9 quello era il sogno della sentinella. <img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%2018%2018'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load alignnone size-full wp-image-4295\" data-lazy-src=\"https:\/\/www.esonet.it\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/fine_testo.gif\" alt=\"\" width=\"18\" height=\"18\" \/><noscript><img decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-4295\" src=\"https:\/\/www.esonet.it\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/fine_testo.gif\" alt=\"\" width=\"18\" height=\"18\" \/><\/noscript><\/p>\n<p>__________<\/p>\n<h4>Note<\/h4>\n<p><a href=\"#_ftnref1\" name=\"_ftn1\"><\/a>1. Cfr. anche quanto dice Kerenji sulla condizione del viaggiatore, nel saggio \u201cHermes, la guida delle anime\u201d, in \u201cMiti e Misteri\u201d ed. Boringhieri 1979. (<a href=\"#1\">torna al testo<\/a>)<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref2\" name=\"_ftn2\"><\/a>2. Cfr. \u201cIl fuoco dal profondo\u201d C. Castaneda, cap. V. (<a href=\"#2\">torna al testo<\/a>)<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref3\" name=\"_ftn3\"><\/a>3. Riportata, con qualche variante, anche da Mircea Eliade, in \u201cProva del labirinto\u201d. (<a href=\"#3\">torna al testo<\/a>)<\/p>\n<p align=\"center\"><a href=\"#su\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%2044%2070'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load\" data-lazy-src=\"..\/img_art\/Uovo_min.jpg\" alt=\"torna su\" width=\"44\" height=\"70\" border=\"0\" \/><noscript><img decoding=\"async\" src=\"..\/img_art\/Uovo_min.jpg\" alt=\"torna su\" width=\"44\" height=\"70\" border=\"0\" \/><\/noscript><\/a><\/p>\n<\/div>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Essere un viaggiatore \u00e8 innanzi tutto una condizione interiore. Il viaggiatore, da una parte \u00e8 disponibile e curioso nei confronti del ci\u00f2 che incontrer\u00e0 lungo la propria strada, dall\u2019altra per poter viaggiare deve rinunciare ad avere delle radici da qualche parte ed a desiderare di stabilirsi definitivamente nei luoghi in cui si imbatte nel suo viaggio. 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