{"id":2039,"date":"2006-06-08T00:00:14","date_gmt":"2006-06-07T22:00:14","guid":{"rendered":"http:\/\/www.esonet.it\/?p=2039"},"modified":"2023-10-16T19:29:32","modified_gmt":"2023-10-16T17:29:32","slug":"il-mercante-e-la-moneta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.esonet.it\/?p=2039","title":{"rendered":"Il mercante e la moneta"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/www.esonet.it\/?cat=54\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%20370%20247'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load alignright\" title=\"Letture d'Esoterismo\" data-lazy-src=\"images\/topics\/LettOccidente1.jpg\" alt=\"Letture d'Esoterismo\" align=\"right\" border=\"0\" \/><noscript><img decoding=\"async\" class=\"alignright\" title=\"Letture d'Esoterismo\" src=\"images\/topics\/LettOccidente1.jpg\" alt=\"Letture d'Esoterismo\" align=\"right\" border=\"0\" \/><\/noscript><\/a>\u201cSe si guarda quello che essi accumulano, si possono mirare i rapporti di cielo e terra e di tutti gli esseri.\u201d &#8211; (I Ching)<\/p>\n<p>Sin dall\u2019inizio della sua storia, l\u2019uomo ha avuto bisogno di un principio di equivalenza per poter paragonare le cose tra loro e scambiarle le une con le altre, di un modo per valutare le proprie energie e capacit\u00e0 e trasformarle in cibo, vestiario ed altri beni.<\/p>\n<table border=\"0\" width=\"100%\">\n<tbody>\n<tr>\n<td scope=\"col\">\n<div align=\"center\">\n<h3 align=\"left\"><em><a name=\"su\"><\/a> <\/em>Il Mercante e la Moneta<\/h3>\n<p align=\"left\">di Alessandro Orlandi<\/p>\n<\/div>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td scope=\"row\">\n<div align=\"justify\">\n<p><em>\u201cUna volta ammesso che la moneta cessava di essere un equivalente come gli uomini l\u2019avevano concepita ed istituita, per non essere pi\u00f9 che un segno, doveva accadere che si andasse ben pi\u00f9 in l\u00e0 del cambiamento che era consentito in ogni pezzo di moneta. Si era su una china che doveva condurre a sostituire all\u2019oro ed all\u2019argento altri metalli meno apprezzati, ed anche altre sostanze pi\u00f9 sprovviste di valore intrinseco, finalmente semplici iscrizioni sulla carta.\u201d <\/em> &#8211; (Michel Chevalier \u2013 La Monnaie)<\/p>\n<p><em>\u201cSe si guarda quello che essi accumulano, si possono mirare i rapporti di cielo e terra e di tutti gli esseri.\u201d <\/em> &#8211; (I Ching \u2013 45 \u2013 La Raccolta)<\/p>\n<p>Sin dall\u2019inizio della sua storia, l\u2019uomo ha avuto bisogno di un principio di equivalenza per poter paragonare le cose tra loro e scambiarle le une con le altre, di un modo per valutare le proprie energie e capacit\u00e0 e trasformarle in cibo, vestiario ed altri beni.<\/p>\n<p>Con quante ore di lavoro \u00e8 possibile assicurarsi un pasto ed un giaciglio? Quante pecore sono necessarie per acquistare un cavallo? Quanto sono disposto a \u201cvalutare\u201d un oggetto che mi appare utile o bello? Perch\u00e9 possano esistere forme sia pur rudimentali di baratto, domande come questa devono avere una risposta.<\/p>\n<p><a name=\"1\"><\/a>In molte civilt\u00e0, il primo mezzo di scambio fu inizialmente il bestiame [<a href=\"#_ftn1\">1<\/a>] (oppure staia di grano e cereali) dato che esso, come fonte di cibo, vestiario e forza-lavoro, sembrava il referente naturale per esprimere la ricchezza di un uomo.<\/p>\n<p><a name=\"2\"><\/a>Termini come \u201ccapitale\u201d e \u201cpecunia\u201d ci riportano ad un periodo in cui l\u2019equivalente di un oggetto era il numero di capi di bestiame, con cui esso poteva essere scambiato (si pensi anche all\u2019indiano \u201croupya\u201d = gregge). Con lo sviluppo della \u201ctechn\u00e8\u201d e la crescente importanza degli utensili e delle armi, le sbarre di metallo presero il posto del bestiame nello scambio e la bilancia e l\u2019atto di pesare divennero gli strumenti principali del commercio. [<a href=\"#_ftn2\">2<\/a>]<\/p>\n<p>Coniate con metalli preziosi e rari, le monete avevano il vantaggio di essere assai pi\u00f9 maneggevoli e trasportabili delle sbarre di metallo, e finirono col soppiantarle fino a diventare la \u201cpietra di paragone\u201d adottata nelle diverse forme di transazione.<\/p>\n<p><a name=\"3\"><\/a>Le monete, in genere di forma circolare o quadrata, recavano sempre incisa su una delle facce l\u2019immagine del sovrano o dell\u2019imperatore, che regnava sul territorio nel quale avevano corso, mentre sull\u2019altra faccia potevano comparire Dei, figure mitologiche, animali, piante. [<a href=\"#_ftn3\">3<\/a>]<\/p>\n<p>Il fatto che ogni moneta presenti due lati, ci riconduce al fatto che chi possiede una quantit\u00e0 di denaro \u00e8 anche posseduto da quel denaro. Spesso \u00e8 difficile decidere se si \u00e8 utilizzato il denaro per le proprie finalit\u00e0, o se si sono adattate le finalit\u00e0 al denaro, se si sono ereditate delle ricchezze o se si \u00e8 stati ereditati da quelle ricchezze e si viene trascinati al seguito delle vicende da esse determinate.<\/p>\n<p><a name=\"4\"><\/a>In \u201cUscite dal mondo\u201d (Adelphi 1992), El\u00e8mire Zolla osserva che, in tempi arcaici, i patti venivano stretti dai contraenti anzitutto con gli Dei e, solo di riflesso, tra di loro. Il fatto che i verbi \u201cto sale\u201d o \u201cto buy\u201d risalgano a radici il cui significato \u00e8, rispettivamente, \u201csacrificare\u201d e \u201csfuggire\u201d, evidenzia come \u201c<em>la vendita fosse un\u2019offerta al Dio, e la compera la liberazione da quella sacralit\u00e0. Cos\u00ec il denaro recava i simboli della divinit\u00e0 che vi presiedeva, e la ricchezza era simbolo del favore divino. Esigeva, da chi la ambiva, certi sacrifici della cui entit\u00e0 era misura, nome e segno<\/em>\u201d. [<a href=\"#_ftn4\">4<\/a>]<\/p>\n<p>La moneta, in altri termini, simboleggiava un\u2019offerta avvenuta, ne era il sigillo. Se riconvertita in oggetti o forza-lavoro, consentiva di riscattare l\u2019offerta fatta dall\u2019uomo o dai suoi antenati agli Dei per ottenerne il favore.<\/p>\n<p>Il denaro, rileva ancora Zolla, \u00e8 rappresentato a sua volta da una testimonianza o promessa, e dal simbolo di questa, la lettera di cambio. Nessun diritto e nessuna societ\u00e0 reggerebbe se mancasse la tutela del nome, del marchio, del simbolo. Il valore \u00e8 nome, e precede ontologicamente il nominato.<\/p>\n<p>Scomparsi gli Dei come garanti dei patti, oggi, in Occidente, nessuno offre pi\u00f9 sacrifici all\u2019invisibile. L\u2019ultima realt\u00e0 \u00e8, per ci\u00f2, costituita dai nomi delle cose e dalle maschere che la gente indossa.<\/p>\n<p>Finch\u00e9 furono i privati a poter fabbricare le monete, ogni falsificazione ed arbitrio era possibile. Fu cos\u00ec che, all\u2019inizio dell\u2019era moderna, Regni e Stati sovrani divennero i soli a detenere il monopolio del conio delle monete.<\/p>\n<p>L\u2019ultimo passo fu quello di sostituire i metalli preziosi con i metalli vili ed, infine, con pezzi di carta stampata (banconote) che erano monete simboliche, rappresentando ciascuna una piccola parte delle riserve auree custodite nei sotterranei delle banche.<\/p>\n<p>Nel seguire la storia di come l\u2019uomo ha modificato nel tempo il metro per valutare la propria ricchezza, \u00e8 bene ricordare che la moneta, il denaro, non \u00e8 altro che il supporto materiale del vero mezzo di scambio che ognuno di noi impiega, dell\u2019inafferrabile principio di equivalenza di cui ci serviamo per paragonare le cose tra loro.<\/p>\n<p>Differenti individui possono svolgere uno stesso tipo di lavoro, ed essere apparentemente retribuiti in egual misura, ma la vera retribuzione che ognuno di loro avr\u00e0 ricevuto, dipende sempre e comunque dall\u2019intento con cui quel lavoro sar\u00e0 stato svolto.<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 chi ricerca un ruolo, una maschera, un\u2019identit\u00e0, nel proprio lavoro, chi la propria auto-affermazione, chi un modo per scambiare affettivit\u00e0 con il prossimo, chi un pretesto per cedere le energie in sovrappi\u00f9, chi un mezzo per realizzare i propri desideri inappagati, chi sente di seguire il proprio destino, chi insegue i propri fantasmi, chi infine sacralizza il lavoro che compie interpretandolo come un servizio sia orizzontale (nei confronti degli altri) sia verticale (diventando strumento dello spirito). Cos\u00ec vi sono tanti generi di ricchezza quante sono le motivazioni che ci spingono ad agire, e cambia di conseguenza il tipo di moneta che andiamo accumulando. Da questo punto di vista, ogni uomo, crescendo ed acculturandosi, ripercorre nel corso della propria vita le tappe dell\u2019evoluzione della moneta prima descritte, mentre trasforma strada facendo i propri criteri di valutazione.<\/p>\n<p>Infatti, il bambino piccolo, che misura tutte le cose attraverso il proprio legame con la madre, ha l\u2019affettivit\u00e0, la nutrizione, ed il calore come metri per paragonare le cose tra loro, e richiama quindi all\u2019epoca in cui cibo, vestiario e forza-lavoro erano l\u2019unico mezzo di scambio conosciuto.<\/p>\n<p>Per il giovane, che comincia a misurarsi con il mondo, ha invece importanza portare a termine i propri progetti, lo sviluppare le proprie potenzialit\u00e0 traducendole in realt\u00e0 concrete. Le sbarre di metallo, suscettibili di essere fuse e trasformate in utensili, offrono un\u2019immagine calzante di tale situazione.<\/p>\n<p>All\u2019uomo maturo, a colui che \u201copera in nome del suo Re\u201d, e che ha gi\u00e0 individuato la propria strada, sta invece a cuore la qualit\u00e0 di ci\u00f2 che lo circonda, assai pi\u00f9 che la quantit\u00e0, ed egli sa che ogni esperienza pu\u00f2 racchiudere un prezioso insegnamento, un tesoro da conquistare.<\/p>\n<p><a name=\"5\"><\/a>L\u2019anziano [<a href=\"#_ftn5\">5<\/a>], infine, pu\u00f2 guardarsi alle spalle e contemplare la propria vita, ormai trascorsa, nelle sue luci e nelle sue ombre. Egli non ha pi\u00f9 qualcosa da conquistare o da inseguire. Le esperienze trascorse giacciono, come oro, depositate nella sua memoria. Egli non pu\u00f2 certo farle tornare perch\u00e9 altri le vivano al suo posto, ma pu\u00f2 ricordare e raccontare, sperando che i suoi consigli [<a href=\"#_ftn6\">6<\/a>] siano utili a qualcuno. Cos\u00ec, l\u2019epoca delle banconote e dell\u2019oro racchiuso nei sotterranei delle banche, \u00e8 un\u2019epoca in cui l\u2019unica vera ricchezza \u00e8 quella interiore e chi cerca fuori di s\u00e9 l\u2019oggetto dei desideri pu\u00f2 accumulare solo carta straccia, priva di un valore \u201cintrinseco\u201d, ossia (nel campo della conoscenza) parole vuote [<a href=\"#_ftn7\">7<\/a>], non illuminate dalla luce del cuore.<\/p>\n<p>Prendiamo ora in esame la figura del mercante.<\/p>\n<p>Egli, in senso lato, \u00e8 colui che media tra ci\u00f2 che si possiede e ci\u00f2 che non si possiede, colui che rende accessibili oggetti e realt\u00e0 provenienti da regioni lontane dalla terra.<\/p>\n<p>Poliglotta e viaggiatore, egli deve essere maestro nell\u2019arte di destare il desiderio in chi sofferma lo sguardo sulle sue merci, magnificandole e facendole apparire indispensabili ed uniche nel loro genere. Cos\u00ec facendo, egli tender\u00e0 ad ottenere, in cambio, la quantit\u00e0 pi\u00f9 alta possibile di denaro. Il valore di un oggetto del quale bisogna fissare il prezzo dipende infatti da quanto lo si desidera.<\/p>\n<p>Il buon Mercante deve essere, allora, oltre che uno che si distingue per la qualit\u00e0 delle sue merci, un fine psicologo, un consumato attore, uno che riesce a convincere i suoi clienti durante la contrattazione di aver scelto un determinato oggetto a causa dei loro gusti raffinati, della loro furbizia e fiuto infallibile. \u00c8 evidente che un buon mercante pu\u00f2 esistere solo in un mercato in cui ci sono buoni compratori.<\/p>\n<p><a name=\"8\"><\/a>L\u00e0 dove prevalga, come nelle societ\u00e0 moderne, la cultura del desiderio materiale, il culto dell\u2019Ego e dell\u2019autoaffermazione, l\u00e0 dove gli oggetti non vengano pi\u00f9 scelti per la loro sacralit\u00e0, per la loro storia e per il modo in cui ci vengono incontro ma solo per la loro utilit\u00e0 funzionale e per ci\u00f2 che essi possono aggiungere alla nostra immagine (si pensi ai vari status symbol), anche il tipo di merci disponibili sul mercato finiranno con l\u2019assomigliare ed adeguarsi a questo stato di cose. Se un oggetto viene ridotto al suo valore di scambio materiale, il suo valore d\u2019uso simbolico viene annullato. L\u2019oggetto diviene trasportabile e riproducibile, dato che non v\u2019\u00e8 nessuna radice, nessuna relazione animica, nessuna storia vissuta a renderlo unico ed irripetibile. Ma la sua luce interna, la sua profondit\u00e0 sono andate immediatamente perdute. [<a href=\"#_ftn8\">8<\/a>]<\/p>\n<p>Nascono cos\u00ec gli oggetti fabbricati in serie, la cui utilit\u00e0 funzionale \u00e8 completamente svincolata dalla bellezza. Con la loro anonimit\u00e0 e povert\u00e0 simbolica, essi sono l\u2019immagine speculare della carta vile con cui li si pu\u00f2 acquistare.<\/p>\n<p>Se rimpiazziamo la figura artigianale e romantica del mercante itinerante con le industrie multinazionali, e sostituiamo alle sue suadenti argomentazioni i martellanti e volgari slogan pubblicitari, avremo un quadro completo di ci\u00f2 che \u00e8 oggi l\u2019arte della compravendita.<\/p>\n<p>Come si diceva parlando della moneta, questa trasformazione \u00e8 solo il segno della fine di un ciclo, del fatto che la razza umana \u00e8 vicina al termine del suo percorso e deve quindi cercare, come si conviene a chi \u00e8 avanti negli anni, le proprie mete nei valori interiori distaccandosi dal richiamo del mondo. Da questo punto di vista lo scarso fascino, lo stato di degradazione e la totale mancanza di bellezza del mondo post industriale, finisce col diventare una spinta a distogliere l\u2019attenzione dalle mete esterne e questa \u00e8 una facilitazione che altre epoche non hanno conosciuto.<\/p>\n<p align=\"center\">* * *<\/p>\n<p>Tutte le immagini del mercurio ci riportano alla necessit\u00e0 di un contatto profondo con la nostra interiorit\u00e0. I sensi ed il pensiero ci conducono, per\u00f2, continuamente ad occuparci delle impressioni e degli stati d\u2019animo provocati dagli accadimenti esterni, ed una volta che l\u2019attenzione sia stata catturata da ci\u00f2 che ci sta intorno, diventa difficile distogliersene.<\/p>\n<p><a name=\"9\"><\/a>Il modo per riuscire a far ripercorrere tale cammino a ritroso alla nostra attenzione ci \u00e8 suggerito da un mito sull\u2019infanzia di Hermes-Mercurio.<\/p>\n<p>Narra il mito che il primo atto di Hermes neonato fu quello di rubare i buoi di Apollo, Dio del Sole [<a href=\"#_ftn9\">9<\/a>]. Agendo di notte per non essere scoperto, egli leg\u00f2 agli zoccoli degli animali delle babbucce rovesciate, in modo tale che indicassero una direzione opposta a quella che egli aveva scelto ove nasconderli. In seguito Hermes uccise una tartaruga e costru\u00ec, con il suo guscio e con le interiora dei buoi, una lira a sette corde, da cui trasse una musica dolcissima.<\/p>\n<p>Quando, infine, Apollo riusc\u00ec a trovarlo, rimase incantato dallo strumento e gli concesse il perdono, facendogli in pi\u00f9 dono del suo scettro ornato da tre foglie d\u2019oro (o, in altre tradizioni, del Caduceo, bastone attorno a cui si attorcigliano due serpenti che si guardano).<\/p>\n<p>Cos\u00ec Hermes assunse la funzione di \u201cpsicopompo\u201d, accompagnatore delle anime nel trapasso dalla vita alla morte e dalla morte alla vita. Ad Apollo, che chiese qual fine avessero fatto i buoi, Hermes rispose che li avrebbe resi tutti ad eccezione di due, poich\u00e9 li aveva sacrificati agli Dei dopo averli divisi in dodici parti. <img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%2018%2018'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load alignnone size-full wp-image-4295\" data-lazy-src=\"https:\/\/www.esonet.it\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/fine_testo.gif\" alt=\"\" width=\"18\" height=\"18\" \/><noscript><img decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-4295\" src=\"https:\/\/www.esonet.it\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/fine_testo.gif\" alt=\"\" width=\"18\" height=\"18\" \/><\/noscript><\/p>\n<p>__________<\/p>\n<h4>Note<\/h4>\n<p><a href=\"#_ftnref1\" name=\"_ftn1\"><\/a>1. Per una trattazione approfondita dell\u2019argomento, cfr. E. Babelon: \u201cLe origini della moneta considerate dal punto di vista storico ed economico\u201d ed. Forni 1977. (<a href=\"#1\">torna al testo<\/a>)<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref2\" name=\"_ftn2\"><\/a>2. Si pensi ai termini: \u201cstipendio\u201d, \u201ccompendio\u201d, \u201cspendere\u201d, \u201cpensione\u201d, derivanti da \u201cpondus\u201d = peso, oppure da stimare, \u201caes\u201d = bronzo. (<a href=\"#2\">torna al testo<\/a>)<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref3\" name=\"_ftn3\"><\/a>3. Su questo argomento e sui rapporti tra il simbolismo zodiacale e le figure incise sulle monete nella Grecia arcaica, cfr. J. Richer: \u201cGeographie Sacr\u00e8e du monde Grec\u201d, ed. Guy Tr\u00e8nadiel 1983. (<a href=\"#3\">torna al testo<\/a>)<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref4\" name=\"_ftn4\"><\/a>4. E. Zolla, op. cit. (<a href=\"#4\">torna al testo<\/a>)<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref5\" name=\"_ftn5\"><\/a>5. \u00c8 interessante notare come queste quattro fasi evolutive possono convivere in ognuno di noi, a seconda dei vari gradi di maturazione raggiunti da differenti lati della nostra personalit\u00e0. (<a href=\"#5\">torna al testo<\/a>)<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref6\" name=\"_ftn6\"><\/a>6. Il termine moneta significa proprio \u201cci\u00f2 che avverte\u201d. Infatti la zecca di Roma si trovava nel tempio di Giunone Moneta, cos\u00ec detta perch\u00e9 avvert\u00ec i romani di un terremoto. (<a href=\"#5\">torna al testo<\/a>)<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref7\" name=\"_ftn7\"><\/a>7. L\u2019associazione tra la moneta e la parola, come mezzo di scambio, si ravvisa nella tradizione (comune a molte civilt\u00e0) di seppellire i morti con una moneta sotto la lingua, perch\u00e9 possa aiutarli nelle risposte che dovranno dare alle divinit\u00e0 ultraterrene. (<a href=\"#5\">torna al testo<\/a>)<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref8\" name=\"_ftn8\"><\/a>8. Cfr. il concetto di \u201caura\u201d cos\u00ec come viene sviluppato da W. Benjamin nel saggio \u201cL\u2019opera d\u2019arte nell\u2019era della sua riproducibilit\u00e0 tecnica\u201d, a proposito della mercificazione e della perdita dell\u2019aura nel mondo moderno. (<a href=\"#8\">torna al testo<\/a>)<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref9\" name=\"_ftn9\"><\/a>9. Si ricordi che nella Grecia classica, anche dopo che il grosso bestiame aveva cessato di essere il campione del valore di tutte le cose, il termine \u201cbous\u201d (bue) era il modo convenzionale e popolare per chiamare la moneta metallica (cfr. Babelon, op. cit.). (<a href=\"#9\">torna al testo<\/a>)<\/p>\n<p align=\"center\"><a href=\"#su\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%2044%2070'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load\" data-lazy-src=\"..\/img_art\/Uovo_min.jpg\" alt=\"torna su\" width=\"44\" height=\"70\" border=\"0\" \/><noscript><img decoding=\"async\" src=\"..\/img_art\/Uovo_min.jpg\" alt=\"torna su\" width=\"44\" height=\"70\" border=\"0\" \/><\/noscript><\/a><\/p>\n<\/div>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sin dall\u2019inizio della sua storia, l\u2019uomo ha avuto bisogno di un principio di equivalenza per poter paragonare le cose tra loro e scambiarle le une con le altre.<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":5102,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"wds_primary_category":0,"footnotes":""},"categories":[54],"tags":[],"class_list":["post-2039","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-letture-desoterismo"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2039","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=2039"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2039\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":10345,"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2039\/revisions\/10345"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/5102"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=2039"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=2039"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=2039"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}