{"id":2047,"date":"2006-05-31T00:00:14","date_gmt":"2006-05-30T22:00:14","guid":{"rendered":"http:\/\/www.esonet.it\/?p=2047"},"modified":"2023-09-25T14:03:04","modified_gmt":"2023-09-25T12:03:04","slug":"lattore-e-la-maschera","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.esonet.it\/?p=2047","title":{"rendered":"L\u2019attore e la maschera"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/www.esonet.it\/?cat=68\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%20370%20247'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load alignright\" title=\"Alchimia\" data-lazy-src=\"images\/topics\/Alchimia.jpg\" alt=\"Alchimia\" align=\"right\" border=\"0\" \/><noscript><img decoding=\"async\" class=\"alignright\" title=\"Alchimia\" src=\"images\/topics\/Alchimia.jpg\" alt=\"Alchimia\" align=\"right\" border=\"0\" \/><\/noscript><\/a>Nel teatro antico gli attori erano soliti nascondere il volto dietro una maschera che raffigurava il personaggio da essi interpretato. Questa usanza derivava direttamente dai Misteri iniziatici (ad esempio quelli Dionisiaci) in cui il ruolo della maschera era ad un tempo quello di nascondere, rivelare, spaventare e trasformare.<br \/>\nLe maschere sono, da sempre, messe in relazione col mondo dei morti e con l\u2019Oltretomba, perch\u00e9 sono rigide ed inanimate come il volto di un cadavere.<\/p>\n<table border=\"0\" width=\"100%\">\n<tbody>\n<tr>\n<td scope=\"col\">\n<div align=\"center\">\n<h3 align=\"left\"><em><a name=\"su\"><\/a> <\/em>L\u2019attore e la maschera<\/h3>\n<p align=\"left\">di Alessandro Orlandi<\/p>\n<\/div>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td scope=\"row\">\n<div align=\"justify\">\n<p><em>Socrate: \u201cE Dio, togliendo a loro la mente, li adopera come suoi ministri, e fa lo stesso con gli oracolanti ed i divini vaticinatori, cos\u00ec che noi, udendoli, ci avvediamo che non sono essi, esseri umani, a dire cose mirabili, ma lo stesso Dio che per loro bocca parla a noi [\u2026] niente altro sono i poeti se non interpreti degli Dei e ciascuno \u00e8 ispirato da quel Demone che lo ispira: e Dio, ci\u00f2 mostrando manifestamente, per il pi\u00f9 sciocco poeta ci cant\u00f2 il canto pi\u00f9 bello. Non ti sembra che io dica il vero?\u201d <\/em>(Platone \u2013 Jone \u2013 V)<\/p>\n<p><a name=\"1\"><\/a>Nel teatro antico gli attori erano soliti nascondere il volto dietro una maschera che raffigurava il personaggio da essi interpretato. Questa usanza derivava direttamente dai Misteri iniziatici (ad esempio quelli Dionisiaci [<a href=\"#_ftn1\">1<\/a>]) in cui il ruolo della maschera era ad un tempo quello di nascondere, rivelare, spaventare e trasformare.<\/p>\n<p>Le maschere sono, da sempre, messe in relazione col mondo dei morti e con l\u2019Oltretomba, perch\u00e9 sono rigide ed inanimate come il volto di un cadavere.<\/p>\n<p>D\u2019altro canto la loro eterna stasi \u00e8 la condizione perch\u00e9 il divino possa assumere forma e rivelarsi agli uomini; le maschere sono dunque il mezzo attraverso il quale il sacro pu\u00f2 mostrarsi, il velo che permette il collegamento tra il mondo degli Dei e quello degli uomini.<\/p>\n<p><a name=\"2\"><\/a>Sono comiche o spaventevoli poich\u00e9 ci pongono sempre di fronte ad aspetti della nostra natura colti nella loro essenzialit\u00e0 archetipica, atemporale, e dunque possono suscitare divertimento in chi si accorge che la maschera non \u00e8 che uno specchio del profondo, ma anche paura e repulsione da parte di chi rifiuta di riconoscersi. [<a href=\"#_ftn2\">2<\/a>]<\/p>\n<p>Anche oggi ogni attore di teatro, quando recita, deve mediare tra una maschera immobile, costituita dalla sua parte scritta e codificata nel testo, ed il pubblico vivo e concreto che gli sta davanti, legato all\u2019attimo della situazione contingente. Per poter riuscire nell\u2019impresa di far vivere il suo personaggio egli deve avere le capacit\u00e0 di rivolgersi ad ogni spettatore con un linguaggio particolare ed apparire vecchio ai vecchi e giovane ai giovani, malato ai malati e sano ai sani, saggio ai saggi e stolto agli stolti, facendo s\u00ec che ciascuno possa vedere nella maschera la forma che gli corrisponde.<\/p>\n<p>\u00c8 cos\u00ec, raccogliendo sulla propria persona le proiezioni dei presenti, che egli risveglia le figure morte e rigide che deve mettere in scena, dando loro un\u2019anima. Perch\u00e9 questa funzione di mediazione totale tra maschera e pubblico sia possibile, l\u2019attore deve essere in grado di stabilire tra s\u00e9 e chi lo guarda delle \u201cdirezioni universali\u201d, di trascendere totalmente la propria soggettivit\u00e0 di uomo, di dimenticare s\u00e9 stesso, di essere agito pi\u00f9 che agire, di essere parlato pi\u00f9 che parlare, di essere mosso pi\u00f9 che di muoversi.<\/p>\n<p>Egli diviene un semplice mezzo, uno strumento attraverso il quale il pubblico dialoga con se stesso.<\/p>\n<p>Lo stesso discorso potrebbe essere fatto per l\u2019artista e l\u2019opera d\u2019arte. L\u2019artista \u00e8 qualcuno che cerca di catturare le essenze e richiuderle dentro la forma che da alle sue opere.<\/p>\n<p>Perch\u00e9 ci\u00f2 gli sia dato egli deve avere in s\u00e9 una forza creativa, demiurgica, divina, che lo renda mediatore tra le cose celesti e quelle terrene, tra le ombre e gli archetipi, tra il cristallo immobile della sua creazione e l\u2019energia che la anima.<\/p>\n<p>Per rendersi degno di una tale investitura egli deve per\u00f2 diventare conscio che quella forza non gli appartiene, di essere solo un umile servitore che porta a compimento azioni di cui non conosce n\u00e9 il senso n\u00e9 la finalit\u00e0.<\/p>\n<p>\u00c8 ben noto che solo in tempi relativamente recenti colui che si distingue nel campo dell\u2019arte viene fatto oggetto di forme di culto della personalit\u00e0 ed il suo carattere \u00e8 studiato ed esaltato come se questo potesse spiegare la vitalit\u00e0 delle opere prodotte dall\u2019artista.<\/p>\n<p>Nel medio evo i pittori, gli scultori, i musicisti ed i costruttori di cattedrali mantenevano l\u2019anonimato e si consideravano interpreti e prosecutori di una tradizione iniziatica. Se in quel tempo era concepibile un\u2019arte viva e popolare, che mediasse direttamente tra gli aspetti profani della vita quotidiana e la dimensione del sacro, non deve meravigliare che le opere d\u2019arte siano oggi preda dei mercanti oppure rinchiuse nei musei, oggetto di dispute tra eruditi, con la funzione di essere solo segni ed indicatori della civilt\u00e0 e della storia passata dell\u2019uomo: se nell\u2019artista si riconosce solo l\u2019aspetto umano, personale ed individuale, della sua opera sopravvivr\u00e0 solo il lato cadaverico della maschera.<\/p>\n<p>Se \u00e8 vero che il mestiere dell\u2019attore e quello dell\u2019artista esemplificano particolarmente bene la necessit\u00e0 di un passaggio attraverso la parte sovrapersonale del proprio essere, questo imperativo non ha meno valore se lo applichiamo ad altri tipi di lavoro.<\/p>\n<p>Ogni lavoro svolto da un uomo \u00e8 infatti, innanzi tutto, un servizio reso agli altri. Perch\u00e9 ci\u00f2 avvenga non \u00e8 necessario alcuno sforzo, n\u00e9 di volont\u00e0 n\u00e9 di coscienza. Col suo stesso esistere ed agire ognuno di noi offre agli altri inconsapevolmente la visione della propria esteriorit\u00e0, di un modo d\u2019essere, del proprio ruolo, di un compito che \u00e8 necessario che qualcuno si assuma.<\/p>\n<p><a name=\"3\"><\/a>Che tale maschera sia allegra o truce, spaventevole o comica, benevola o malevola, attraente o repulsiva, non ha poi molta importanza. Se il lavoro viene svolto bene, e cio\u00e8 in maniera impersonale, la maschera attinger\u00e0 la sua energia, la sua vitalit\u00e0 dal \u201cdaimon\u201d che la abita e mostrer\u00e0 dunque, attraverso l\u2019uomo che la indossa, un lato del divino. [<a href=\"#_ftn3\">3<\/a>]<\/p>\n<p>Papi ed eretici, poliziotti e ladri, suore e prostitute, reazionari e rivoluzionari, banchieri e mendicanti possono svolgere egualmente bene il loro compito nel mondo. Non abbiamo, n\u00e9 possiamo avere, alcun controllo dell\u2019immagine che mostriamo all\u2019esterno, nessun volto vede la maschera che lo copre, ma \u00e8 possibile diventare bravi attori della parte che dobbiamo recitare.<\/p>\n<p>__________<\/p>\n<h4>Note<\/h4>\n<p><a href=\"#_ftnref1\" name=\"_ftn1\"><\/a>1. Cfr: il saggio di Kerenji \u201cUomo e Maschera\u201d in \u201cMiti e Misteri\u201d; il saggio di Burckart \u201cLa maschera sacra\u201d; il saggio di Lanza \u201cL\u2019attore\u201d in \u201cOralit\u00e0, scrittura e spettacolo\u201d. (<a href=\"#1\">torna al testo<\/a>)<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref2\" name=\"_ftn2\"><\/a>2. Le due etimologie proposte per il termine greco che designava l\u2019attore (hypokrites) sono \u201ccolui che risponde\u201d e \u201ccolui che spiega\u201d. (<a href=\"#2\">torna al testo<\/a>)<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref3\" name=\"_ftn3\"><\/a>3. Corrispondentemente a ci\u00f2, si parla di due stadi di evoluzione del mercurio. Uno, detto \u201cimpuro\u201d, in cui tutte le cose vengono misurate col metro soggettivo; l\u2019altro detto mercurio \u201cpurificato\u201d, in cui l\u2019uomo \u00e8 mosso da intenti transpersonali. Cos\u00ec scrive l\u2019alchimista Zosimo in \u201cApparecchi e forni\u201d: <em> \u201cAccade anche che si trovino in tutti i mestieri persone che lavorano ad una stessa arte con strumenti e procedimenti diversi e ne conseguono in misura diversa l\u2019intelligenza e la riuscita delle operazioni\u201d. <\/em>(<a href=\"#3\">torna al testo<\/a>)<\/p>\n<p align=\"center\"><a href=\"#su\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%2044%2070'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load\" data-lazy-src=\"..\/img_art\/Uovo_min.jpg\" alt=\"torna su\" width=\"44\" height=\"70\" border=\"0\" \/><noscript><img decoding=\"async\" src=\"..\/img_art\/Uovo_min.jpg\" alt=\"torna su\" width=\"44\" height=\"70\" border=\"0\" \/><\/noscript><\/a><\/p>\n<\/div>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nel teatro antico gli attori erano soliti nascondere il volto dietro una maschera che raffigurava il personaggio da essi interpretato. 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