{"id":2076,"date":"2006-04-28T01:00:15","date_gmt":"2006-04-27T23:00:15","guid":{"rendered":"http:\/\/www.esonet.it\/?p=2076"},"modified":"2023-09-25T14:04:19","modified_gmt":"2023-09-25T12:04:19","slug":"cristianesimo-e-alchimia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.esonet.it\/?p=2076","title":{"rendered":"Cristianesimo e Alchimia"},"content":{"rendered":"\n<p><\/p>\n\n\n<p><a href=\"https:\/\/www.esonet.it\/?cat=68\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%20370%20247'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load alignright\" title=\"Alchimia\" data-lazy-src=\"images\/topics\/Alchimia.jpg\" alt=\"Alchimia\" align=\"right\" border=\"0\" \/><noscript><img decoding=\"async\" class=\"alignright\" title=\"Alchimia\" src=\"images\/topics\/Alchimia.jpg\" alt=\"Alchimia\" align=\"right\" border=\"0\" \/><\/noscript><\/a>L\u2019articolo analizza vari elementi di una illustrazione che fa da frontespizio a un volume di studi biblici. Si traccia cos\u00ec un quadro dei rapporti, sia evidenti che sotterranei, tra le immagini e i simboli del cristianesimo e quelli che di solito vengono attribuiti all\u2019Opus Alchemicum.<\/p>\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"nota1\">Cristianesimo e Alchimia <sup><strong>[<a href=\"#ftn1\">1<\/a>]<\/strong><\/sup><\/h3>\n\n\n\n<p><strong>Padre Antonio Gentili e Alessandro Orlandi<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><em>(Su un emblema alchemico che fa da frontespizio al commentario biblico di un monaco del XVII secolo)<\/em><\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%20370%20247'%3E%3C\/svg%3E\" data-lazy-src=\"https:\/\/www.esonet.it\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/0_frontespizio.jpg\" alt=\"\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load wp-image-5021\"\/><noscript><img decoding=\"async\" width=\"272\" height=\"450\" src=\"https:\/\/www.esonet.it\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/0_frontespizio.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-5021\" srcset=\"https:\/\/www.esonet.it\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/0_frontespizio.jpg 272w, https:\/\/www.esonet.it\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/0_frontespizio-181x300.jpg 181w\" sizes=\"(max-width: 272px) 100vw, 272px\" \/><\/noscript><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\">Introduzione<\/h4>\n\n\n\n<p>Uno dei testi a cui riferirsi nello studio delle Scritture \u00e8 costituito dalle \u201cGlossae\u201d medievali di Strabone e di Nicola di Lyra, per la massa di informazioni che vi si trovano.<\/p>\n\n\n\n<p>Potendo disporre di una monumentale edizione del 1600, colpisce il fatto che, a partire dal 2\u00b0 volume, i successivi cinque tomi portano sul frontespizio un\u2019immagine mitologica, con la scritta \u201cnoctu incubando diuque\u201d.&nbsp;\u00c8&nbsp;indubbio che tale immagine alluda al significato profondo della Parola divina, consistente nell\u2019operare la trasformazione della vita, la nascita di una creatura nuova, come il pulcino nasce dalla gallina che lo cova. Il \u201cnoctu diuque\u201d indica, inoltre, come il processo spirituale non deve avere soluzione di continuit\u00e0, e questo ha un\u2019immediata applicazione alla pratica meditativa ininterrotta che si svolge, ad esempio, nei corsi di preghiera profonda.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Titolo: cambia tipo o stile del blocco<\/p>\n\n\n\n<p>Muovi il blocco Titolo dalla posizione 3 alla posizione 2<\/p>\n\n\n\n<p>Muovi il blocco Titolo dalla posizione 3 in basso alla posizione 4<\/p>\n\n\n\n<p>Cambia l&#8217;allineamento<\/p>\n\n\n\n<p>Cambia l&#8217;allineamento del testo<\/p>\n\n\n\n<p>Visualizza pi\u00f9 strumenti per il blocco<\/p>\n\n\n\n<p>Una pi\u00f9 attenta lettura svel\u00f2 \u2013 \u00e8 il caso di usare questo termine \u2013 il profondo significato dell\u2019immagine. La quale, appunto, rimanda all\u2019alchimia e al suo impiego nella spiritualit\u00e0 cristiana. Stupisce, infatti, che in un testo biblico non si sia ricorsi a pi\u00f9 evidenti raffigurazioni tradizionali come scene o simboli attinti alla storia sacra, ma ci si sia riferiti a una raffigurazione che, a tutta prima, verrebbe da considerare esclusivamente profana e mitologica.<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\">Alchimia e Cristianesimo<\/h4>\n\n\n\n<p>Ma proprio quest\u2019abbinamento tra Scrittura e alchimia ci induce a studiare il rapporto che intercorre fra le due discipline.&nbsp;\u00c8noto che l\u2019alchimia, nel suo risvolto filosofico e religioso, rimanda al carattere iniziatico dell\u2019esistenza umana, chiamata a registrare la trasformazione del corpo nello spirito, cos\u00ec come il metallo diventa oro, che \u00e8 il simbolo dell\u2019immortalit\u00e0. In tale trasformazione \u00e8 coinvolta la singola persona nel suo rapporto con il cosmo e con Dio. Ci\u00f2 spiega perch\u00e9 il linguaggio delle trasmutazioni materiali diventi cifra di quelle spirituali e ne costituisca il modello.<\/p>\n\n\n\n<p>Mircea Eliade ha illustrato quest\u2019aspetto con appropriati riferimenti nella \u201cStoria delle credenze e delle idee religiose\u201d (vol. 2\u00b0, Sansoni, Firenze 1980, pp. 302-306 [\u201cL\u2019alchimia ellenica\u201d] e vol. 3\u00b0, Sansoni, Firenze 1983, pp. 167-170 [\u201cIl trionfo del sufismo e la reazione dei teologi. L\u2019alchimia\u201d]; 281-287 [\u201cNuove valorizzazioni dell\u2019alchimia: da Paracelso a Newton\u201d]). Possiamo integrare quanto egli dice, citando due autori cristiani. Pietro Bono da Ferrara, vissuto nel secolo XIV, scrive nella \u201cPretiosa margarita\u201d che l\u2019arte alchemica registra il suo pieno inveramento con l\u2019incarnazione del Verbo.&nbsp;<em>\u201cNel&nbsp;<\/em>giorno novissimo<em>&nbsp;di quest\u2019arte\u201d,&nbsp;<\/em>Dio si \u00e8 fatto uomo,<em>&nbsp;\u201cperch\u00e9 in quel giorno si d\u00e0 il compimento dell\u2019<\/em>opus<em>, e il generante e il generato diventano del tutto una cosa sola [\u2026], tutte le cose vecchie diventano nuove. [\u2026] E ci\u00f2 fu fatto in Cristo Ges\u00f9 e nella vergine sua Madre\u201d<\/em>. Non solo il secondo grande dogma cristiano \u2013 l\u2019incarnazione del Verbo \u2013 adempie per cos\u00ec dire le finalit\u00e0 perseguite dall\u2019alchimia, ma anche il primo, relativo all\u2019unit\u00e0 e trinit\u00e0 di Dio. Scrive Petro Bono:&nbsp;<em>\u201cGli antichi filosofi di quest\u2019arte furono veramente profeti, tramite quest\u2019arte divina, dell\u2019apparizione di Dio in carne umana, cio\u00e8 di Cristo, e della sua identit\u00e0 con Dio, mediante l\u2019influsso e l\u2019emanazione dello Spirito santo [\u2026]. Va notato al riguardo [\u2026] che chiunque sar\u00e0 stato vero artefice di quest\u2019arte divina e gloriosa potr\u00e0 porre in Dio la Trinit\u00e0 nell\u2019Unit\u00e0 e l\u2019Unit\u00e0 nella Trinit\u00e0. [\u2026] Infatti in questo&nbsp;<\/em>lapis<em>&nbsp;\u2013 che \u00e8 Cristo \u2013 si assegna la trinit\u00e0 nell\u2019unit\u00e0 e viceversa\u201d<\/em>&nbsp;(cit. in Chiara Crisciani, Michela Pereira, \u201cL\u2019arte del sole e della luna &#8211; Alchimia e filosofia nel medioevo\u201d, Spoleto 1996, pp. 207-208).&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Che il linguaggio alchemico si prestasse ad esprimere concetti religiosi e che il riferimento religioso ne indicasse la piena realizzazione, lo sostiene Marie Louise von Franz nella monumentale edizione di un\u2019opera mistico-alchemica scoperta a quanto pare da Carl Gustav Jung: l\u2019\u201dAurora Consurgens\u201d (edita a Parigi, presso La fontaine de Pierre, nel 1982). Si tratta di un&nbsp;<em>collage<\/em>&nbsp;di testi biblici, tratti per lo pi\u00f9 dal \u201cCantico dei Cantici\u201d e dalla \u201cSapienza\u201d e dalla \u201cApocalisse\u201d, e di citazioni alchemiche (desunte da fonti arabe). L\u2019\u201dAurora\u201d \u00e8 attribuita a san Tommaso che la dett\u00f2 a Fossanova gli ultimi tempi della sua vita, quando aveva dichiarato di considerare&nbsp;<em>palea<\/em>, paglia, tutti gli scritti precedenti e riteneva di avere beneficiato di una superiore illuminazione, quasi una nuova e imperitura aurora (da cui il titolo del libro). Che il lavoro teologico tenda all\u2019esperienza mistica e quindi comporti una trasformazione interiore dell\u2019essere umano, lo aveva gi\u00e0 sostenuto Dionigi Aeropagita (VI sec.) nella \u201cMistica teologia\u201d. Richiami al nostro tema si possono ritrovare negli iscritti di Raimondo Lullo (+ 1316. Si veda Michela Pereira, \u201cL\u2019oro dei filosofi\u201d, Spoleto 1992) o nel pensiero di Jacob B\u00f6hme, la cui morte si verific\u00f2 lo stesso anno (1624) che vide la nascita di un altro celebre mistico tedesco, Angelo Silesio (+ 1677).<\/p>\n\n\n\n<p>Nel \u201cPellegrino cherubico\u201d scrive:<\/p>\n\n\n\n<p><em>\u201c87 \u2013 Perch\u00e9 batti il metallo? Nella pietra angolare \/ soltanto c\u2019\u00e8 salute, oro e tutte le arti.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>102 \u2013 Diventa oro il piombo, decade l\u2019accidentale, \/ se con Dio e per suo mezzo mi trasformo in Dio.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>103 \u2013 Il metallo son io, crogiolo e fuoco lo Spirito, \/ il Messia la tintura che corpo e anima trasfigura.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>104 \u2013 Non appena son fuso dal fuoco di Dio, \/ subito Dio mi imprime il suo proprio essere.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>246 \u2013 Compie lo Spirito la fusione, il Padre la consumazione, \/ il Figlio \u00e8 la tintura che fa l\u2019oro e lo trasfigura\u201d.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>(Cfr. l\u2019ed. Paoline, Milano 1989, pp. 51-53, nonch\u00e9 le strofe indicate).<\/p>\n\n\n\n<p>A questo punto \u00e8 d\u2019obbligo il riferimento a Jung, il quale, parlando del \u201cSimbolo della trasformazione nella messa\u201d, conclude con alcune precisazioni circa il rapporto tra alchimia, religione e psicologia.&nbsp;<em>\u201cIl cristianesimo<\/em>&nbsp;\u2013 cos\u00ec sostiene \u2013&nbsp;<em>ha trasformato la celebrazione dei misteri in manifestazioni pubbliche, tenendo in modo particolare a rendere quante pi\u00f9 persone possibile partecipi dell\u2019esperienza del mistero\u201d<\/em>.&nbsp;<em>\u201cLa trasformazione misterica<\/em>&nbsp;\u2013 precisa \u2013&nbsp;<em>non consisteva nel subire un\u2019azione magica, ma in processi psicologici\u201d<\/em>. Questa intuizione, prosegue Jung,&nbsp;<em>\u201csi era fatta strada nell\u2019alchimia fin dai tempi antichi, nel senso che il suo&nbsp;<\/em>opus operatum<em>&nbsp;veniva considerato almeno allo stesso livello del mistero ecclesiastico, e aveva anzi un significato cosmico, in quanto liberava l\u2019anima divina del mondo dalla prigionia della materia\u201d<\/em>. Ne segue, per il celebre psicologo, che&nbsp;<em>\u201cl\u2019aspetto&nbsp;<\/em>filosofico<em>&nbsp;dell\u2019alchimia non \u00e8 altro che una simbolica anticipazione di cognizioni psicologiche, che [\u2026] verso la fine del XVI secolo erano gi\u00e0 abbastanza progredite. Solo l\u2019accecamento della nostra epoca intellettualizzata<\/em>&nbsp;\u2013 conclude Jung \u2013&nbsp;<em>pot\u00e9 giungere a scorgere nei tentativi degli alchimisti una chimica mal riuscita, e nelle moderne vedute psicologiche una&nbsp;<\/em>psicologizzazione<em>, cio\u00e8 l\u2019annientamento, del mistero. Come gli alchimisti sapevano che la fabbricazione della loro pietra era un miracolo che poteva compiersi soltanto&nbsp;<\/em>concedente deo<em>, cos\u00ec lo psicologo moderno si rende conto di non poter produrre che la descrizione, formulata in simboli scientifici, di un processo psichico la cui vera natura trascende la coscienza altrettanto quanto il segreto della vita o quello della materia. Egli non ha in alcun modo spiegato il mistero, n\u00e9 quindi lo ha fatto appassire. Lo ha soltanto avvicinato un po\u2019 di pi\u00f9, secondo lo spirito della tradizione cristiana, alla coscienza individuale, rendendo visibile, mediante prove empiriche, la positivit\u00e0 e la sperimentabilit\u00e0 del processo di individuazione\u201d<\/em>&nbsp;(Carl Gustav Jung, \u201cPsicologia e religione, Opere\u201d<em>,&nbsp;<\/em>vol. 11, pp. 282-283).<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\">L\u2019immagine posta sulla glossa&nbsp;<\/h4>\n\n\n\n<p>Siamo ora in grado di offrire una lettura adeguata dell\u2019immagine che fa da frontespizio alla nostra \u201cGlossa\u201d. Ma non sar\u00e0 superfluo dare una spiegazione essenziale dei titoli e dei diversi sottotitoli. La \u201cGlossa ordinaria\u201d contenuta nel volume \u00e8 tradizionalmente attribuita al benedettino di Fulda, Walafrido Strabone (+ 849), cosiddetto perch\u00e9 strabico, e riportata nella \u201cPatrologia latina\u201d del Migne (voll. 113 e 114). Di fatto essa \u00e8 stata ripresa e integrata da Anselmo di Laon (+ 1117), che utilizz\u00f2 i lavori dello Strabone e li arricch\u00ec con la spiegazione parola per parola del testo sacro: si tratta della \u201cGlossa interlinearis\u201d. A partire da questo secolo, le edizioni della bibbia latina (la \u201cVulgata\u201d) includevano le due \u201cGlossae\u201d. Pi\u00f9 tardi si affiancarono la \u201cPostilla literalis\u201d e quella \u201cmoralis\u201d del francescano Niccol\u00f2 di Lira (+ 1349), dette anche \u201cPostillae perpetuae\u201d. Infatti Niccol\u00f2 arricch\u00ec i lavori precedenti di una pi\u00f9 solida base esegetica e patristica. Il domenicano Paolo di Burgos (+ 1435) scrisse le \u201cAdnotationes\u201d<em>&nbsp;<\/em>alle<em>&nbsp;<\/em>\u201cPostillae\u201d. Due secoli dopo, la \u201cGlossa\u201d venne data alle stampe da parte di Leandro di San Martino, ossia Jonas John, un londinese che, convertitosi dal protestantesimo, si fece benedettino e insegn\u00f2 nel collegio di Douai nella Francia del Nord (mor\u00ec nel 1636). La \u201cGlossa\u201d ebbe due edizioni: la prima a Douai nel 1617 e la seconda ad Anversa nel 1634, entrambe in 6 volumi. Da quest\u2019ultima riprendiamo l\u2019immagine che, come si diceva, figura sul frontespizio a partire dal 2\u00b0 volume.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%20370%20247'%3E%3C\/svg%3E\" data-lazy-src=\"https:\/\/www.esonet.it\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/1_emblema.jpg\" alt=\"\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load wp-image-5022\"\/><noscript><img decoding=\"async\" width=\"372\" height=\"308\" src=\"https:\/\/www.esonet.it\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/1_emblema.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-5022\" srcset=\"https:\/\/www.esonet.it\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/1_emblema.jpg 372w, https:\/\/www.esonet.it\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/1_emblema-300x248.jpg 300w, https:\/\/www.esonet.it\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/1_emblema-293x243.jpg 293w\" sizes=\"(max-width: 372px) 100vw, 372px\" \/><\/noscript><figcaption class=\"wp-element-caption\">figura 1<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\"><\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019immagine (<em>figura 1)<\/em>&nbsp;\u00e8 senza dubbio un \u201cmandala\u201d dell\u2019Opera Alchemica e ne riassume i momenti fondamentali.<\/p>\n\n\n\n<p id=\"nota2\">Tutti gli elementi che la compongono sono infatti, come cercheremo di dimostrare, simboli caratteristici che ricorrono pi\u00f9 volte nella vasta letteratura e iconografia alchemica dell\u2019<em>Opus Magnum <\/em><a href=\"#ftn2\"><sup>[2]<\/sup><\/a>.<\/p>\n\n\n\n<p>Al centro della figura presa in esame campeggia una gallina che cova cinque uova, accovacciata sul suo nido. Subito sotto al nido si incrociano un caduceo e una tromba da araldo, annodati tra loro da un legaccio.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019immagine della gallina che cova \u00e8 incorniciata da due figure mitologiche: a sinistra di chi guarda \u00e8 raffigurato il busto della dea Athena-Minerva, che reca sul petto l\u2019Egida con la testa della gorgone Medusa ed \u00e8 sormontata da una civetta. Dalla parte opposta troviamo invece il busto del dio Hermes-Mercurio, che reca un sacchetto di monete appese al collo ed \u00e8 sormontato da un gallo. Tra il gallo e la civetta si srotola il motto \u201cNoctu Incubando diuque\u201d (\u201ccovando notte e giorno\u201d) ed \u00e8 raffigurata una lampada ad olio da cui si sprigiona una fiamma ardente.<\/p>\n\n\n\n<p>Tra la tromba araldica e il caduceo \u00e8 infine possibile scorgere un oggetto di difficile intelligibilit\u00e0, che appare come il guscio vuoto di una conchiglia munita di due aperture.<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\">Esaminiamo ora i vari elementi dell\u2019emblema illustrandone il significato simbolico<\/h4>\n\n\n\n<p>1.<em>&nbsp;La gallina<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019alchimista doveva racchiudere ermeticamente la materia prima della sua opera in un vaso e quindi, per farla passare dallo stato vile detto \u201cdel piombo\u201d a quello sublime \u201cdell\u2019oro\u201d, doveva sottoporla all\u2019azione di un fuoco misterioso. Ebbene, molti testi denominano il vaso alchemico \u201cUovo filosofico\u201d, mentre l\u2019Athanor, il \u201cforno filosofico\u201d dentro il quale l\u2019alchimista \u201ccuoceva\u201d il vaso alchemico, era anche detto \u201cnido\u201d o \u201ccasa del pollo\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Anche il fuoco alchemico, che doveva essere moderato e mai violento, veniva paragonato al calore della gallina che cova i suoi pulcini racchiusi nelle uova.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignright size-full\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%20370%20247'%3E%3C\/svg%3E\" data-lazy-src=\"https:\/\/www.esonet.it\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/2_uovo_vaso_filosofico.jpg\" alt=\"\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load wp-image-5040\"\/><noscript><img decoding=\"async\" width=\"139\" height=\"119\" src=\"https:\/\/www.esonet.it\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/2_uovo_vaso_filosofico.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-5040\"\/><\/noscript><figcaption class=\"wp-element-caption\">figura 2<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p id=\"nota3\">Gli alchimisti parlano di un fuoco soffice e costante,&nbsp;<em>\u201ccome il calore di una gallina che cova per la generazione dei suoi pulcini\u201d <\/em><sup>[<a href=\"#ftn3\">3<\/a>]<\/sup>&nbsp;e mettono in guardia coloro i quali, guidati da un carattere impaziente, utilizzino un fuoco troppo intenso e vivace andando cos\u00ec incontro a un sicuro fallimento.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignleft size-full\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%20370%20247'%3E%3C\/svg%3E\" data-lazy-src=\"https:\/\/www.esonet.it\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/3_androgino.jpg\" alt=\"\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load wp-image-5041\"\/><noscript><img decoding=\"async\" width=\"216\" height=\"314\" src=\"https:\/\/www.esonet.it\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/3_androgino.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-5041\" srcset=\"https:\/\/www.esonet.it\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/3_androgino.jpg 216w, https:\/\/www.esonet.it\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/3_androgino-206x300.jpg 206w\" sizes=\"(max-width: 216px) 100vw, 216px\" \/><\/noscript><figcaption class=\"wp-element-caption\">figura 3<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>Le&nbsp;<em>figure 2&nbsp;<\/em>e&nbsp;<em>3&nbsp;<\/em>ci mostrano rispettivamente l\u2019alchimista che applica il fuoco all\u2019uovo filosofico (le armi da taglio erano simboli del \u201cfuoco filosofico\u201d) e l\u2019androgino, simbolo dell\u2019unione dei princ\u00ecpi opposti, che regge in mano l\u2019uovo filosofico e nell\u2019altra uno specchio nel quale si riflette la Natura che lo circonda.<\/p>\n\n\n\n<p>Nella letteratura alchemica tale specchio, denominato \u201cspecchio dell\u2019arte\u201d, era connesso sia con il mistero del fuoco alchemico, che con quello della materia prima con la quale l\u2019alchimista doveva operare.<\/p>\n\n\n\n<p id=\"nota4\">Gli Alchimisti affermano che&nbsp;<em>\u201cci\u00f2 che in natura \u00e8 rivolto verso l\u2019esterno&nbsp;<\/em>(nell\u2019alchimia)<em>&nbsp;deve essere rovesciato verso l\u2019interno\u201d.<\/em><sup>[<a href=\"#ftn4\">4<\/a>]<\/sup> Questa necessit\u00e0 di rendere interiore ci\u00f2 che la natura ci manifesta come esteriore si rivela, tra l\u2019altro, nelle parole di Origene (fondatore di una scuola cristiana ad Alessandria nel terzo secolo dopo Cristo). Nella sua \u201cOmelia al Levitico\u201d egli scrive:&nbsp;<em>\u201cRenditi conto di essere un secondo mondo e che in te sono il sole, la luna ed anche le stelle\u201d<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p>La natura sia maschile che femminile dell\u2019androgino della&nbsp;<em>figura 3<\/em>, allude invece alla sintesi che l\u2019alchimista deve operare in s\u00e9 tra gli opposti princ\u00ecpi, man mano che la sua opera procede.&nbsp;<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%20370%20247'%3E%3C\/svg%3E\" data-lazy-src=\"https:\/\/www.esonet.it\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/4_forno_filosofico.jpg\" alt=\"\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load wp-image-5025\"\/><noscript><img decoding=\"async\" width=\"270\" height=\"236\" src=\"https:\/\/www.esonet.it\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/4_forno_filosofico.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-5025\"\/><\/noscript><figcaption class=\"wp-element-caption\">figura 4<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%20370%20247'%3E%3C\/svg%3E\" data-lazy-src=\"https:\/\/www.esonet.it\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/5_solve_et_coagula.jpg\" alt=\"\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load wp-image-5026\"\/><noscript><img decoding=\"async\" width=\"256\" height=\"236\" src=\"https:\/\/www.esonet.it\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/5_solve_et_coagula.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-5026\"\/><\/noscript><figcaption class=\"wp-element-caption\">figura 5<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>Nelle&nbsp;<em>figure 4&nbsp;<\/em>e<em>&nbsp;5<\/em>, tratte dal testo anonimo \u201cSpeculum Veritatis\u201d del XVII secolo, \u00e8 invece illustrato il rapporto tra il fuoco alchemico, l\u2019uovo o vaso alchemico e la gallina che cova: nella&nbsp;<em>figura 4<\/em>, in basso a destra, la gallina che cova l\u2019uovo rappresenta il fuoco che anima il forno alchemico.<\/p>\n\n\n\n<p>Ritroviamo la stessa gallina sopra l\u2019albero della&nbsp;<em>figura 5<\/em>, in cui \u00e8 illustrata la fissazione del Mercurio (cfr. il punto 4).<\/p>\n\n\n\n<p>2.&nbsp;<em>Le cinque uova che la gallina sta covando<\/em>, rappresentano, invece, le cinque fasi principali alle quali molti autori riconducono le trasformazioni dell\u2019Opera. Spesso tali trasformazioni sono simboleggiate da volatili.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%20370%20247'%3E%3C\/svg%3E\" data-lazy-src=\"https:\/\/www.esonet.it\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/6_unione_opposti.jpg\" alt=\"\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load wp-image-5027\"\/><noscript><img decoding=\"async\" width=\"464\" height=\"352\" src=\"https:\/\/www.esonet.it\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/6_unione_opposti.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-5027\" srcset=\"https:\/\/www.esonet.it\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/6_unione_opposti.jpg 464w, https:\/\/www.esonet.it\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/6_unione_opposti-300x228.jpg 300w, https:\/\/www.esonet.it\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/6_unione_opposti-293x222.jpg 293w, https:\/\/www.esonet.it\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/6_unione_opposti-390x296.jpg 390w\" sizes=\"(max-width: 464px) 100vw, 464px\" \/><\/noscript><figcaption class=\"wp-element-caption\">figura 6<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>Nella&nbsp;<em>figura 6&nbsp;<\/em>si possono notare cinque uccelli raffigurati nella parte inferiore della grande ruota cosmica (nella parte superiore sono rappresentate le tre persone della SS. Trinit\u00e0). Gli uccelli sono un corvo, un cigno, un basilisco, un pellicano e una fenice.<\/p>\n\n\n\n<p>Il corvo rappresenta la 1\u00aa fase, detta \u201cNigredo\u201d, \u201cPutrefazione\u201d o \u201cMorte\u201d, nella quale l\u2019alchimista conosce la \u201cmortificazione\u201d e deve \u201cmorire al mondo\u201d per affrontare le ombre che si celano nella profondit\u00e0 della sua materia prima.<\/p>\n\n\n\n<p>Successivamente la materia prima viene lavata e purificata dal fuoco, e assume il colore bianco, rappresentato dal cigno.&nbsp;\u00c8 allora cura dell\u2019alchimista unire ed armonizzare i princ\u00ecpi opposti che ancora si combattono nel suo vaso: lo spirito con il corpo, natura attiva e maschile con quella recettiva e femminile, ci\u00f2 che \u00e8 volatile con ci\u00f2 che \u00e8 fisso.<\/p>\n\n\n\n<p>Il basilisco si riferisce al risultato di tale unione, unificando in s\u00e9 l\u2019aspetto del volatile con quello del serpente.<\/p>\n\n\n\n<p id=\"nota5\">Portato a termine questo difficile compito, subentra la fase detta della \u201cmoltiplicazione\u201d, spesso rappresentata, come nella&nbsp;<em>figura 6<\/em>, dal pellicano che si becca il petto e dona il proprio sangue ai suoi figli.<sup>[<a href=\"#ftn5\">5<\/a>]<\/sup> In questa fase la quantit\u00e0 di materia prima che l\u2019alchimista ha gi\u00e0 trasmutato pu\u00f2 venire aumentata a volont\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019ultimo uccello simbolico \u00e8 la Fenice, che rinasce nel fuoco dalle sue stesse ceneri e allude alla vittoria sulla morte, al compimento e al segreto significato dell\u2019intera Opera. Si noti che l\u2019intera&nbsp;<em>figura 6<\/em>&nbsp;\u00e8 bipartita tra giorno e notte, proprio come la nostra&nbsp;<em>figura 1<\/em>, nella quale il gallo si contrappone alla civetta, e lo stesso corpo dell\u2019alchimista della&nbsp;<em>figura 6<\/em>, che stringe nelle mani due piccole asce, simboli del fuoco, ha una met\u00e0 luminosa, legata al sole, e una met\u00e0 oscura, legata alla luna.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%20370%20247'%3E%3C\/svg%3E\" data-lazy-src=\"https:\/\/www.esonet.it\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/7_alchimistanatura.jpg\" alt=\"\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load wp-image-5028\"\/><noscript><img decoding=\"async\" width=\"184\" height=\"175\" src=\"https:\/\/www.esonet.it\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/7_alchimistanatura.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-5028\"\/><\/noscript><figcaption class=\"wp-element-caption\">figura 7<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>3.&nbsp;<em>La lampada che sormonta la figura<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Nella letteratura alchemica si distinguono solitamente tre tipi di fuoco:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li class=\"nota6\">un fuoco naturale e continuo, racchiuso al centro dei corpi, detto anche \u201cfuoco di lampada\u201d<sup>[<a href=\"#ftn6\">6<\/a>]<\/sup>&nbsp;perch\u00e9&nbsp;<em>\u201c[\u2026] fatto ad arte per trovare e la lampada deve essere proporzionata alla chiusura del vaso [\u2026]\u201d.<\/em><sup>[<a href=\"#ftn6\">7<\/a>]<\/sup> Nella&nbsp;<em>figura 7&nbsp;<\/em>\u00e8 raffigurato l\u2019alchimista che con il \u201cfuoco di lampada\u201d cerca di seguire le orme della Natura.&nbsp;<\/li>\n\n\n\n<li>Un fuoco \u201cinnaturale\u201d o \u201cfemminile\u201d che&nbsp;<em>\u201cnutre i corpi e riveste con ali le nudit\u00e0 della Natura\u201d&nbsp;<\/em>[\u2026]<em>&nbsp;\u201cprovenendo dal vapore temperato della lampada\u201d<\/em>&nbsp;(Artefio, \u201cLibro Segreto\u201d). Tale fuoco \u00e8 inafferabile ed \u00e8 il \u201csolvente naturale\u201d.&nbsp;\u00c8&nbsp;detto femminile perch\u00e9 \u00e8 piuttosto il riflesso di un fuoco.<\/li>\n\n\n\n<li>Un fuoco detto \u201cContro Natura\u201d,&nbsp;<em>\u201cche corrompe il composto che la natura aveva formato e ottiene i primi mutamenti della dissoluzione\u201d<\/em>&nbsp;(Santinelli, \u201cLux obnubilata\u201d). Quest\u2019ultimo fuoco \u00e8 il fuoco segreto degli alchimisti i quali, soli, sanno come prepararlo.<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p>Tale fuoco, utilizzato secondo i diversi \u201cregimi\u201d, serve per il compimento dell\u2019intera Opera.&nbsp;\u00c8&nbsp;detto anche \u201cBagno Maria\u201d e \u201cAcqua che non bagna le mani\u201d e&nbsp;<em>\u201ccompie in poco tempo ci\u00f2 che il sole esterno produce in centinaia di anni nelle viscere della terra\u201d<\/em>&nbsp;(ibidem).<\/p>\n\n\n\n<p id=\"nota8\">Nella fase iniziale, che precede l\u2019Opera al Nero, il fuoco \u00e8 descritto anche come un solvente o un acido potentissimo, talvolta noto come Leone Verde, e la sua azione, intesa in senso psichico,<sup>[<a href=\"#ftn8\">8<\/a>]<\/sup> consiste nella retrazione delle proprie proiezioni dal mondo esterno.<\/p>\n\n\n\n<p id=\"nota9\">Tale solvente \u00e8 descritto dagli alchimisti come \u201cFuoco Umido\u201d che \u201clava le mani\u201d e purifica dissolvendo e distruggendo tutte le cose. L\u2019Alchimista Giovanni Pontano (XVI secolo) nella sua lettera sul Fuoco Filosofico d\u00e0 le seguenti indicazioni:&nbsp;<em>\u201cPrima fatti padrone assoluto delle tue passioni, dei tuoi vizi, delle tue virt\u00f9; devi essere il dominatore del tuo corpo e dei tuoi pensieri, poi accendi, o sveglia, per meglio dire, nel tuo cuore per immaginazione, il centro del fuoco [\u2026] e fissa tale sensazione nel tuo cuore\u201d<\/em>. La&nbsp;<em>figura 8<\/em>&nbsp;ci mostra appunto tale acido, il Leone Verde,<sup>[<a href=\"#ftn9\">9<\/a>]<\/sup> nell\u2019atto di inghiottire il Sole (allegoria del portare dentro se stessi le energie investite sugli oggetti esterni). Il sangue che cola copioso dalla bocca del Leone Verde ci rivela che tale processo non si svolgeva certo senza sofferenza da parte dell\u2019alchimista.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignright size-full\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%20370%20247'%3E%3C\/svg%3E\" data-lazy-src=\"https:\/\/www.esonet.it\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/8_leone_verde.jpg\" alt=\"\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load wp-image-5029\"\/><noscript><img decoding=\"async\" width=\"145\" height=\"201\" src=\"https:\/\/www.esonet.it\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/8_leone_verde.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-5029\"\/><\/noscript><figcaption class=\"wp-element-caption\">figura 8<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>Il Leone Verde veniva insomma descritto come l\u2019agente che spezzava gli involucri che imprigionavano le sostanze ricercate, liberandole dalle loro prigioni materiali. La sua azione veniva paragonata a quella del dolore e del distacco che ci fanno riappropriare delle nostre energie, vissute esteriormente e in modo non consapevole, sotto forma di proiezioni.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%20370%20247'%3E%3C\/svg%3E\" data-lazy-src=\"https:\/\/www.esonet.it\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/9_miniere_alchimisti.jpg\" alt=\"\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load wp-image-5030\"\/><noscript><img decoding=\"async\" width=\"197\" height=\"295\" src=\"https:\/\/www.esonet.it\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/9_miniere_alchimisti.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-5030\"\/><\/noscript><figcaption class=\"wp-element-caption\">figura 9<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>4.&nbsp;<em>Hermes-Mercurio, la tromba, il caduceo, il gallo e il sacchetto di monete<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>I princ\u00ecpi alchemici che l\u2019alchimista doveva riuscire ad estrarre dalle sue miniere filosofiche per dare inizio all\u2019Opera (cfr.&nbsp;<em>figura 9<\/em>), venivano identificati con tre misteriose sostanze dette Mercurio, Zolfo e sale (cfr.&nbsp;<em>figura 15<\/em>).<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%20370%20247'%3E%3C\/svg%3E\" data-lazy-src=\"https:\/\/www.esonet.it\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/15_mercurio_zolfo_sale.jpg\" alt=\"\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load wp-image-5036\"\/><noscript><img decoding=\"async\" width=\"224\" height=\"184\" src=\"https:\/\/www.esonet.it\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/15_mercurio_zolfo_sale.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-5036\"\/><\/noscript><figcaption class=\"wp-element-caption\">figura 15<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>Al Mercurio, di natura femminile, veniva attribuita la volatilit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Lo zolfo aveva natura maschile e poteva fissare ci\u00f2 con cui veniva a contatto. Lo Zolfo e il Mercurio erano sostanzialmente l\u2019aspetto maschile e quello femminile dello spirito (il Mercurio corrisponde alla&nbsp;<em>Ruah<\/em>&nbsp;della mistica ebraica).&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Il Sale era invece il residuo immortale che resisteva all\u2019incinerazione e alla dissoluzione della parte corporea e mortale dell\u2019uomo.<\/p>\n\n\n\n<p>Mercurio \u00e8 quindi uno dei nomi che prende la materia su cui operano gli Alchimisti ed \u00e8 anche il dio che ha come attributi il caduceo, il sacchetto di monete, l\u2019elmo e i calzari alati. Hermes \u00e8 araldo, messaggero degli dei (come tale veniva associato al pensiero), psicopompo o guida delle anime, in quanto accompagna le anime dei morti verso l\u2019Ade e quelle dei nascituri verso il mondo, protettore dei viaggi e del commercio.<\/p>\n\n\n\n<p>Il dio ha come emblema il caduceo e la tromba in quanto araldo e ambasciatore di pace.<\/p>\n\n\n\n<p>Nella&nbsp;<em>figura 10<\/em>&nbsp;Hermes \u00e8 rappresentato con tutti i suoi attributi.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%20370%20247'%3E%3C\/svg%3E\" data-lazy-src=\"https:\/\/www.esonet.it\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/10_attributi_hermes.gif\" alt=\"\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load wp-image-5031\"\/><noscript><img decoding=\"async\" width=\"240\" height=\"326\" src=\"https:\/\/www.esonet.it\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/10_attributi_hermes.gif\" alt=\"\" class=\"wp-image-5031\"\/><\/noscript><figcaption class=\"wp-element-caption\">figura 10<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>Il caduceo (dal greco&nbsp;<em>Kerukeion<\/em>, derivante da&nbsp;<em>Kerukeuo<\/em>, \u201cpubblicare, annunciare\u201d e da&nbsp;<em>Kerux<\/em>, \u201caraldo\u201d) \u00e8 anzitutto simbolo di pace e di conciliazione tra gli opposti. Lo portavano gli araldi che dovevano negoziare o annunciare la pace.&nbsp;<em>Kerux<\/em>&nbsp;in greco significava anche gallo, perch\u00e9 il gallo \u00e8 l\u2019araldo che annuncia l\u2019alba.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%20370%20247'%3E%3C\/svg%3E\" data-lazy-src=\"https:\/\/www.esonet.it\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/11_hermes.jpg\" alt=\"\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load wp-image-5032\"\/><noscript><img decoding=\"async\" width=\"356\" height=\"254\" src=\"https:\/\/www.esonet.it\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/11_hermes.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-5032\" srcset=\"https:\/\/www.esonet.it\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/11_hermes.jpg 356w, https:\/\/www.esonet.it\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/11_hermes-300x214.jpg 300w, https:\/\/www.esonet.it\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/11_hermes-293x209.jpg 293w\" sizes=\"(max-width: 356px) 100vw, 356px\" \/><\/noscript><figcaption class=\"wp-element-caption\">figura 11<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p id=\"nota10\">Nella&nbsp;<em>figura 11<\/em>&nbsp;Hermes \u00e8 raffigurato <sup>[<a href=\"#ftn10\">10<\/a>]<\/sup>&nbsp;mentre impugna due caducei. Alla destra del dio si vede un uomo che si copre il volto ed ha accanto la luna: \u00e8 l\u2019immagine della notte interiore, dell\u2019Opera al Nero e della morte al Mondo.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019uomo reca su un bastone un gallo, il gallo che annuncia l\u2019alba della rinascita.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Alla sinistra del dio, invece, un secondo uomo, che ha accanto a s\u00e9 il sole, sorregge un bastone attorno al quale si attorciglia un serpente.&nbsp;\u00c8&nbsp;il bastone di Esculapio, il dio delle guarigioni miracolose. Ai piedi di Hermes, delle ali poggiano a terra: l\u2019Alchimista \u00e8 riuscito a \u201cfissare\u201d la volatilit\u00e0 dell\u2019inafferrabile Hermes e lo spirito si \u00e8 fatto carne.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Sull\u2019origine mitologica del caduceo si narrava che per sedurre Persefone, che aveva assunto l\u2019aspetto di una serpe, Zeus si fosse trasformato anch\u2019egli in serpente. Vedendo i due serpenti che lottavano, Hermes gett\u00f2 tra loro la Verga magica che gli era stata data in dono da Apollo, e che poteva addormentare e risvegliare le anime mentre il dio le conduceva verso l\u2019Oltretomba, o nel mondo, verso la Nascita. Subito i serpenti si immobilizzarono costituendo il caduceo.<\/p>\n\n\n\n<p id=\"nota11\">I due serpenti del caduceo raffigurano, nella letteratura alchemica, i Princ\u00ecpi Opposti che lottano nell\u2019anima, detti anche Zolfo e Mercurio, Fisso e Volatile, Maschile e Femminile. Uno di questi due princ\u00ecpi conduce gli esseri verso la Volatilit\u00e0 dello spirito, l\u2019altro verso la Fissit\u00e0 del corpo. Nell\u2019iconografia delle Cattedrali gotiche i due serpenti potevano anche rappresentare il Bene e il Male (come nel simbolo dell\u2019Anfistene) e venivano accostati rispettivamente al satanico serpente tentatore del paradiso terrestre e al serpente di bronzo di Mos\u00e8, che aveva il potere di guarire gli infermi.<sup>[<a href=\"#ftn11\">11<\/a>]<\/sup> Per gli induisti sono le due correnti sottili, ascendente e discendente, che attraversano la spina dorsale.<sup>[<a href=\"#ftn12\">12<\/a>]<\/sup><\/p>\n\n\n\n<p>Nell\u2019Opera Alchemica doveva avvenire anzitutto la congiunzione tra i princ\u00ecpi opposti, perch\u00e9 la Materia Prima dell\u2019Opera potesse costituirsi. Tale congiunzione era seguita da una fase detta Putrefazione, o Mortificazione, o Opera al Nero, o Nigredo, o Morte. In questa fase la materia prima deve&nbsp;<em>\u201csoffrire tra le fiamme del purgatorio per liberarsi dalla lordura e dalla lebbra che la insudiciano\u201d<\/em>. A tale operazione, dominata dalla morte, viene talvolta associata l\u2019immagine di Saturno-Kronos portatore di falce, il tempo che tutto spazza via. Il compimento della purificazione era anche descritto come Resurrezione o Opera al Bianco (l\u2019Albedo) e raffigurato spesso con un gallo, l\u2019animale che annuncia l\u2019Alba o con l\u2019immagine dei morti che si levano dai loro sepolcri.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Nell\u2019ultima operazione, detta Rubificazione o Opera al Rosso,&nbsp;<em>\u201ci metalli vili possono essere trasformati in oro e argento e le straordinarie propriet\u00e0 della Pietra proiettate all\u2019esterno\u201d<\/em>. La Pietra alchemica viene quindi sottoposta a ulteriori cicli di trasformazione (\u201cmoltiplicazione della Pietra\u201d) che accresceranno le sue facolt\u00e0 prodigiose.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019intera trasformazione alchemica doveva compiersi nel vaso o \u201cuovo filosofico\u201d. Bernardo Trevisano definisce la costruzione del vaso \u201cimprigionamento del fuoco\u201d e aggiunge che&nbsp;<em>\u201cil composto va tenuto nel vaso finch\u00e9 la ruota elementare&nbsp;<\/em>(i dodici elementi dello zodiaco)<em>&nbsp;non sia compiuta\u201d<\/em>. C\u2019\u00e8 inoltre una parziale identificazione tra il fuoco, il vaso e il composto che questo racchiude.<\/p>\n\n\n\n<p>La&nbsp;<em>figura 12<\/em>&nbsp;ci mostra una evidente analogia tra il vaso filosofico, il cuore e il simbolismo del pellicano.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%20370%20247'%3E%3C\/svg%3E\" data-lazy-src=\"https:\/\/www.esonet.it\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/12_pellicano_vaso_filos.gif\" alt=\"\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load wp-image-5033\"\/><noscript><img decoding=\"async\" width=\"342\" height=\"232\" src=\"https:\/\/www.esonet.it\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/12_pellicano_vaso_filos.gif\" alt=\"\" class=\"wp-image-5033\"\/><\/noscript><figcaption class=\"wp-element-caption\">figura 12<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>Dal punto di vista psichico, secondo Jung, l\u2019Opera al Bianco corrisponde alla fase in cui l\u2019Alchimista emergeva rinnovato dalle profondit\u00e0 del proprio interno e si rivolgeva nuovamente verso l\u2019esterno, dopo essere \u201cmorto al mondo\u201d. Il caduceo e la tromba, quindi, sono tra loro intimamente collegati: il primo indica l\u2019incontro tra i princ\u00ecpi opposti e la loro pacificazione, la seconda annuncia la resurrezione.<\/p>\n\n\n\n<p id=\"nota13\">Il sacchetto di monete non indicava solo il commercio, ma anche le caratteristiche sapienziali di Hermes. Infatti le monete stabiliscono un principio di equivalenza che consente di \u201ctrasformare\u201d, \u201cconvertire\u201d, gli oggetti gli uni negli altri.<sup>[<a href=\"#ftn13\">13<\/a>]<\/sup><\/p>\n\n\n\n<p>Per analogia la moneta era anche simbolo del \u201cpeso\u201d o valore dato dal \u201ccuore\u201d agli oggetti esterni. Per questo collegamento del denaro con Hermes, psicopompo e dio dell\u2019oltretomba, c\u2019era l\u2019usanza di mettere una moneta d\u2019oro sotto la lingua dei morti, perch\u00e9 questi trovassero le giuste risposte al cospetto dei Guardiani della Soglia. Le due facce della moneta su cui erano spesso raffigurate sia l\u2019autorit\u00e0 umana che quella divina, stabilivano infatti una mediazione tra il mondo degli uomini e quello degli dei.<\/p>\n\n\n\n<p>Il sacchetto di monete di Hermes rappresenta quindi la vera ricchezza: la capacit\u00e0, propria del sapiente, di trarre insegnamento dagli eventi e dagli oggetti esterni, scorgendo in essi una metafora di accadimenti interiori, e di trasformare l\u2019<em>esterno<\/em>&nbsp;in&nbsp;<em>interno<\/em>attraverso l\u2019aspetto divino delle vicende umane. Se il caduceo, quindi, indica che si \u00e8 riconosciuta la mutua dipendenza dei princ\u00ecpi opposti, il sacchetto di monete rivela invece che si \u00e8 presa coscienza del peso e della misura che il cuore applica al mondo.<\/p>\n\n\n\n<p id=\"nota14\">5.&nbsp;<em>Athena dea della Sapienza e dei conflitti<\/em>&nbsp;aveva come emblemi la lancia, l\u2019ulivo, la civetta, l\u2019egida (una pelle di capra con la testa di Medusa impressa al centro), l\u2019elmo (talvolta, la fiaccola) e, ancora, il gallo. La figura&nbsp;<em>figura 13<\/em>&nbsp;ci mostra la dea Minerva con i suoi attributi. La civetta rappresenta il fuoco alchemico, che, nella prima fase dell\u2019Opera, consente di \u201cvedere al buio\u201d (cio\u00e8 nella propria Interiorit\u00e0).<sup>[<a href=\"#ftn14\">14<\/a>]<\/sup><\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%20370%20247'%3E%3C\/svg%3E\" data-lazy-src=\"https:\/\/www.esonet.it\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/13_attributi_athena.gif\" alt=\"\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load wp-image-5034\"\/><noscript><img decoding=\"async\" width=\"298\" height=\"214\" src=\"https:\/\/www.esonet.it\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/13_attributi_athena.gif\" alt=\"\" class=\"wp-image-5034\"\/><\/noscript><figcaption class=\"wp-element-caption\">figura 13<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>Il gallo incarna invece la fase successiva, in cui il fuoco consente di&nbsp;<em>vedere<\/em>&nbsp;all\u2019esterno. Secondo gli alchimisti, infatti, chi sa guardare il mondo unicamente alla luce del sole esterno \u00e8 come un cieco. Per \u201cvedere\u201d fuori bisogna prima aver guardato dentro. Medusa, secondo una etimologia in voga tra gli ermetisti, deriverebbe da&nbsp;<em>medos<\/em>, \u201cl\u2019idea a cui ci si dedica\u201d, \u201clo studio preferito\u201d, da cui&nbsp;<em>medosune<\/em>: \u201cprudenza, saggezza\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Medusa rappresentava lo stato iniziale della Materia Prima, descritta come Impura e Lebbrosa e denominata anche \u201cCaos\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p id=\"nota15\">Chi, come Perseo ed Athena, conquista la testa della Gorgone, tuttavia, trasforma le terribili caratteristiche del mostro in forza spirituale (rappresentata da Pegaso <sup>[<a href=\"#ftn15\">15<\/a>]<\/sup>&nbsp;per Perseo, e dal potere dell\u2019Egida per Athena).<\/p>\n\n\n\n<p id=\"nota16\">A questo proposito \u00e8 importante ricordare che Perseo, per uccidere Medusa dalla testa irta di serpenti, deve utilizzare l\u2019elmo <sup>[<a href=\"#ftn16\">16<\/a>]<\/sup>&nbsp;che rende invisibili, i calzari di Hermes, veloci come il vento e lo Scudo-Specchio di Athena, che gli servir\u00e0 a camminare all\u2019indietro per non essere pietrificato dal mostro prima di averlo decapitato.<\/p>\n\n\n\n<p>Si osservi che camminare all\u2019indietro significa simbolicamente procedere verso il proprio interno.<\/p>\n\n\n\n<p id=\"nota17\">Tutti gli elementi del mito di Perseo e Medusa venivano utilizzati nel simbolismo alchemico.<sup>[<a href=\"#ftn17\">17<\/a>]<\/sup><\/p>\n\n\n\n<p>Agli occhi dell\u2019Alchimista, Athena, dea vergine della Sapienza, rappresentava anche quella misteriosa Terra Vergine dalla quale l\u2019adepto doveva trarre la sua Materia Prima. Una terra che gli alchimisti descrivono come pura e incontaminata, difesa da draghi che vigilano sulla via che ad essa conduce (la testa di Medusa sull\u2019Egida). L\u2019uccisione di Medusa indica la purificazione della materia \u201cimpura e lebbrosa\u201d: l\u2019adepto ha raggiunto la terra misteriosa che racchiude i princ\u00ecpi indispensabili alla sua Opera.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8&nbsp;qui evidente il carattere paradossale dell\u2019<em>Opus Alchemicum<\/em>: la materia prima degli alchimisti \u00e8 di natura sia interiore che esteriore ed \u00e8 sia immonda e lebbrosa che pura e incontaminata!<\/p>\n\n\n\n<p>La coppia Athena-Hermes \u00e8 anche legata alla contrapposizione tra cielo e inferi. Nella&nbsp;<em>figura 14<\/em>&nbsp;i due dei sono abbracciati e si vede Athena indicare verso l\u2019alto ed Hermes-Mercurio verso il basso.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%20370%20247'%3E%3C\/svg%3E\" data-lazy-src=\"https:\/\/www.esonet.it\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/14_hermesathena.gif\" alt=\"\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load wp-image-5035\"\/><noscript><img decoding=\"async\" width=\"216\" height=\"301\" src=\"https:\/\/www.esonet.it\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/14_hermesathena.gif\" alt=\"\" class=\"wp-image-5035\"\/><\/noscript><figcaption class=\"wp-element-caption\">figura 14<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p id=\"nota18\">6.&nbsp;<em>Se interpretiamo lo strano oggetto tra la tromba e il caduceo<\/em>&nbsp;di Hermes come una conchiglia, allora una lettura verticale del nostro emblema ci rivela i quattro elementi empedoclei, cari alla simbologia alchemica: la lampada rappresenta il fuoco, i due volatili, gallo e civetta, l\u2019aria, il nido e le uova covate dalla gallina la terra, e la supposta conchiglia l\u2019acqua. Il tema di un luogo cavo con due entrate \u00e8 caro anch\u2019esso alla simbologia alchemica ed \u00e8 solitamente connesso con l\u2019ottenimento della materia prima. L\u2019impresa, la prima che l\u2019alchimista doveva compiere, era paragonata alla prima fatica di Ercole, all\u2019uccisione del Leone Nemeo:<sup>[<a href=\"#ftn18\">18<\/a>]<\/sup> solo dopo aver ostruito con un enorme masso una delle due uscite di cui era munita la tana del leone, l\u2019eroe riesce ad aver ragione della belva.<\/p>\n\n\n\n<p>Concludiamo osservando che l\u2019emblema che abbiamo preso in esame non \u00e8 certo l\u2019unico esempio di accostamento tra simbolismo alchemico e studi ermeneutici sulla sacra scrittura. Nell\u2019arte gotica si \u00e8 spesso verificato che episodi biblici siano stati utilizzati come allegorie di processi alchemici e viceversa. Altrettanto frequenti sono le interpretazioni in chiave alchemica dei vangeli (si rimanda, a tale proposito, ai numerosi saggi dedicati da Jung al rapporto tra Cristianesimo e Alchimia).<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%20370%20247'%3E%3C\/svg%3E\" data-lazy-src=\"https:\/\/www.esonet.it\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/18_fuoco_naturalefilos.jpg\" alt=\"\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load wp-image-5039\"\/><noscript><img decoding=\"async\" width=\"388\" height=\"298\" src=\"https:\/\/www.esonet.it\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/18_fuoco_naturalefilos.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-5039\" srcset=\"https:\/\/www.esonet.it\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/18_fuoco_naturalefilos.jpg 388w, https:\/\/www.esonet.it\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/18_fuoco_naturalefilos-300x230.jpg 300w, https:\/\/www.esonet.it\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/18_fuoco_naturalefilos-293x225.jpg 293w\" sizes=\"(max-width: 388px) 100vw, 388px\" \/><\/noscript><figcaption class=\"wp-element-caption\">figura 18<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>A tale proposito, la&nbsp;<em>figura 18<\/em>&nbsp;(tratta dal frontespizio di una raccolta di opere di Raimondo Lullo) ci mostra il fuoco \u201cnaturale\u201d del sole che, passando attraverso una lente, incendia un fascio di legna. Tale fuoco \u201cvolgare\u201d \u00e8 contrapposto al \u201cfuoco dei filosofi\u201d, il quale promana dallo Spirito Santo e si riflette sul cuore della Vergine Maria, generando il Cristo.<\/p>\n\n\n\n<p id=\"nota19\">Nella&nbsp;<em>figura 16<\/em>&nbsp;abbiamo, invece, una versione \u201cecclesiastica\u201d della congiunzione degli opposti princ\u00ecpi,<sup>[<a href=\"#ftn19\">19<\/a>]<\/sup> mentre, nella&nbsp;<em>figura 17,<\/em><sup>[<a href=\"#ftn20\">20<\/a>]<\/sup> il frutto dell\u2019Opera alchemica, il&nbsp;<em>philius philosophorum<\/em>, \u00e8 rappresentato come Cristo risorto.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%20370%20247'%3E%3C\/svg%3E\" data-lazy-src=\"https:\/\/www.esonet.it\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/16_anima_corpo.jpg\" alt=\"\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load wp-image-5037\"\/><noscript><img decoding=\"async\" width=\"272\" height=\"333\" src=\"https:\/\/www.esonet.it\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/16_anima_corpo.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-5037\" srcset=\"https:\/\/www.esonet.it\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/16_anima_corpo.jpg 272w, https:\/\/www.esonet.it\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/16_anima_corpo-245x300.jpg 245w\" sizes=\"(max-width: 272px) 100vw, 272px\" \/><\/noscript><figcaption class=\"wp-element-caption\">figura 16<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%20370%20247'%3E%3C\/svg%3E\" data-lazy-src=\"https:\/\/www.esonet.it\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/17_cristo_risorto.jpg\" alt=\"\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load wp-image-5038\"\/><noscript><img decoding=\"async\" width=\"258\" height=\"332\" src=\"https:\/\/www.esonet.it\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/17_cristo_risorto.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-5038\" srcset=\"https:\/\/www.esonet.it\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/17_cristo_risorto.jpg 258w, https:\/\/www.esonet.it\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/17_cristo_risorto-233x300.jpg 233w\" sizes=\"(max-width: 258px) 100vw, 258px\" \/><\/noscript><figcaption class=\"wp-element-caption\">figura 17<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p id=\"nota21\">Per una rilettura in chiave cristiana dell\u2019<em>Opus Alchemicum<\/em>, rimandiamo anche all\u2019introduzione di p. Vannucci a \u201cLa Grande Oeuvre\u201d di Grillot de Givry <sup>[<a href=\"#ftn21\">21<\/a>]<\/sup>&nbsp;e a Michela Insolera, \u201cTrasmutazione dell\u2019uomo in Cristo (nella mistica, nella cabala e nell\u2019alchimia)\u201d (Arkeios, Roma 1996).<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\">Scheda: L\u2019Alchimia<\/h4>\n\n\n\n<p>L\u2019Alchimia, termine composto dal greco&nbsp;<em>chym\u00e8<\/em>&nbsp;(lingotto, metallo fuso) e dall\u2019articolo arabo&nbsp;<em>al<\/em>, ebbe origine in Egitto nel secondo\/terzo secolo d.C.<\/p>\n\n\n\n<p>Il termine viene fatto anche risalire all\u2019egiziano&nbsp;<em>Kemi<\/em>, \u201cTerra Nera\u201d, il limo del Nilo che rende fertile la terra. Le origini dell\u2019Alchimia, cio\u00e8 dell\u2019insieme di dottrine filosofiche, tecniche metallurgiche e discipline spirituali note con questo nome, sono riconducibili a molteplici aspetti del mondo antico:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>alle arti e ai segreti del mestiere dei fabbri, dei coloranti di stoffe, degli erboristi, e, pi\u00f9 in generale, a una visione \u201cliturgica\u201d del lavoro;<\/li>\n\n\n\n<li>al Simbolismo Cristiano e, in particolare, a quello riguardante la vita, la morte e la resurrezione di Cristo e ai misteri mariani;<\/li>\n\n\n\n<li>alla letteratura cosiddetta \u201cermetica\u201d, fiorita nell\u2019Egitto alessandrino nei primi secoli d.C.<\/li>\n\n\n\n<li>al simbolismo di alcune antiche religioni misteriche;<\/li>\n\n\n\n<li>al simbolismo del tempo legato al rinnovarsi ciclico della Natura;<\/li>\n\n\n\n<li>al simbolismo della cavalleria intesa come \u201cazione spirituale\u201d;<\/li>\n\n\n\n<li>alla storia della Medicina e della Chimica.<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p>Fondandosi sulla dottrina filosofica dei quattro elementi fondamentali, aria, acqua, terra e fuoco, pi\u00f9 un quinto, l\u2019etere, mutuata dalle dottrine cosmologiche di Aristotele, gli Alchimisti sostenevano che gli elementi potessero essere convertiti l\u2019uno nell\u2019altro per intrinseca trasformazione sostanziale e combinazione chimica.<\/p>\n\n\n\n<p>Essi ritenevano che questo processo potesse condurre alla trasmutazione dei metalli in oro e alla preparazione di un Elisir in grado di sanare qualsiasi malattia.<\/p>\n\n\n\n<p>Tale dottrina, nei secoli successivi, si arricch\u00ec di elementi gnostici e mistici, sotto l\u2019influsso del neoplatonismo e del cristianesimo, divenendo sempre pi\u00f9 scienza sacrale e segreta.<\/p>\n\n\n\n<p>Peraltro, fin dalle origini dell\u2019alchimia, la trasformazione dei metalli \u201cvili\u201d in oro e la preparazione di un Elisir, furono prese come metafore della realizzazione spirituale dell\u2019uomo.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel mondo occidentale l\u2019Alchimia raggiunse un alto grado di evoluzione nel dodicesimo\/tredicesimo secolo grazie all\u2019opera di studiosi sia cristiani che arabi (questi ultimi contribuirono a trasmettere e sviluppare gli scritti alchemici pi\u00f9 antichi durante il medioevo).<\/p>\n\n\n\n<p>Sia Umanisti che Scienziati continuarono a interessarsene fino a tutto il secolo XVII. Ricordiamo tra coloro che scrissero d\u2019Alchimia, S. Alberto Magno, S. Tommaso d\u2019Aquino, Bacone, Paracelso e Newton.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel \u2018900 Jung ha sostenuto nei suoi studi sull\u2019Alchimia che gli alchimisti proiettassero il loro percorso interiore di trasformazione, il \u201cProcesso di Individuazione del S\u00e9\u201d, sulla materia.<\/p>\n\n\n\n<p>Anche l\u2019Alchimia, come il Cristianesimo, si propone come via per raggiungere l\u2019integrazione attraverso la sublimazione della materia e la corporificazione dello spirito.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019Uomo universale che l\u2019Alchimista tenta di realizzare si colloca al di l\u00e0 degli opposti e delle particolarit\u00e0 che caratterizzano ogni individuo, setta o gruppo di uomini.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019Analogia con il Cristianesimo si manifesta attraverso l\u2019aspirazione pi\u00f9 vera e profonda della tradizione alchemica: la transustansazione della Materia e dell\u2019Operatore che agiscono insieme l\u2019uno sull\u2019altra e l\u2019uno mediante l\u2019altra. <img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%2018%2018'%3E%3C\/svg%3E\" data-lazy-src=\"https:\/\/www.esonet.it\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/fine_testo.gif\" alt=\"\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load wp-image-4295\" width=\"18\" height=\"18\"><noscript><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.esonet.it\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/fine_testo.gif\" alt=\"\" class=\"wp-image-4295\" width=\"18\" height=\"18\"><\/noscript><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\">Didascalie Immagini<\/h4>\n\n\n\n<p>Frontespizio e Figura 1 &#8211;<strong>&nbsp;L\u2019emblema<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Figura 2 &#8211;&nbsp;<strong>L\u2019uovo come vaso filosofico<\/strong>&nbsp;( M. MAIER,&nbsp;<em>Atalanta fugiens<\/em>, Oppenheim 1617, Emblema VIII)<\/p>\n\n\n\n<p>Figura 3 &#8211;&nbsp;<strong>L\u2019Androgino e lo specchio della Natura<\/strong>&nbsp;(S. TRISMOSIN,&nbsp;<em>Splendor Solis<\/em>,Londra 1582).<\/p>\n\n\n\n<p>Figura 4 &#8211;&nbsp;<strong>Il Forno Filosofico e la gallina che cova<\/strong>&nbsp;(&nbsp;<em>Speculum veritatis ,XVII s. :<\/em>Biblioteca Apostolica Vaticana, Cod. lat. 7286).<\/p>\n\n\n\n<p>Figura 5 &#8211;<strong>&nbsp;Solve et coagula<\/strong>(&nbsp;<em>Speculum veritatis ,XVII SEC,&nbsp;<\/em>Biblioteca Apostolica Vaticana, Cod. lat. 7286).<\/p>\n\n\n\n<p>Figura 6 &#8211;<strong>&nbsp;Le fasi dell\u2019Opera e l\u2019unione degli opposti<\/strong>&nbsp;(<em>Musaeum hermeticum<\/em>, Francoforte 1625).<\/p>\n\n\n\n<p>Figura 7 &#8211;<strong>&nbsp;L\u2019Alchimista segue le orme della Natura<\/strong>&nbsp;( M. MAIER,&nbsp;<em>Atalanta fugiens<\/em>, Oppenheim 1617,Emblema XLII).<\/p>\n\n\n\n<p>Figura 8 &#8211;&nbsp;<strong>Il Leone verde<\/strong>&nbsp;(<em>Rosarium philosophorum<\/em>, XVI sec, Stadtbibliothek Vadiana, San Gallo, Ms. 394a).<\/p>\n\n\n\n<p>Figura 9 &#8211;&nbsp;<strong>Le miniere degli alchimisti&nbsp;<\/strong>(S. TRISMOSIN,&nbsp;<em>Splendor Solis<\/em>,Londra 1582)..&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Figura 10 &#8211;<strong>&nbsp;Attributi di Hermes<\/strong>&nbsp;(Da M.V. CARTARI REGGIANO,&nbsp;<em>Immagini delli dei de gl\u2019antichi<\/em>, Venezia 1647).<\/p>\n\n\n\n<p>Figura 11 &#8211;&nbsp;<strong>Hermes, il giorno e la notte<\/strong>&nbsp;(B.VALENTINO<em>, Le dodici chiavi della filosofia<\/em>, dal&nbsp;<em>Musaeum hermeticum<\/em>, Francoforte 1678).<\/p>\n\n\n\n<p>Figura 12 &#8211;&nbsp;<strong>Il Pellicano e il Vaso filosofico<\/strong>&nbsp;(G.B. DELLA PORTA,&nbsp;<em>De Distillatione<\/em>, Roma 1608).<\/p>\n\n\n\n<p>Figura 13 &#8211;<strong>&nbsp;Attributi di Athena&nbsp;<\/strong>(Da M.V. CARTARI REGGIANO,<em>&nbsp;Immagini delli dei de gl\u2019antichi<\/em>, Venezia 1647).<\/p>\n\n\n\n<p>Figura 14 &#8211;&nbsp;<strong>Hermes e Athena<\/strong>(Da M.V. CARTARI REGGIANO,<em>,<\/em>&nbsp;<em>Immagini delli dei de gl\u2019antichi<\/em>, Venezia 1647).<\/p>\n\n\n\n<p>Figura 15 &#8211;&nbsp;<strong>Il Mercurio, lo Zolfo e il Sale degli alchimisti&nbsp;<\/strong><em>dal \u201cZoroaster\u201d,<\/em>manoscritto anonimo del sec. XVII<\/p>\n\n\n\n<p>Figura 16 &#8211;&nbsp;<strong>La coniunctio dell\u2019anima col corpo<\/strong>&nbsp;(<em>Les grandes heures du Duc du Berry<\/em>, 1413).<\/p>\n\n\n\n<p>Figura 17 &#8211;&nbsp;<strong>Il Cristo risorto, simbolo del \u201cFilius philosophorum\u201d<\/strong>&nbsp;(<em>Rosarium philosophorum),<\/em>1550,<em>&nbsp;<\/em>in J. MANGET, Bibliotheca Chemica curiosa, Ginevra 1702 ).<\/p>\n\n\n\n<p>Figura 18 &#8211;<strong>&nbsp;Il fuoco \u201cnaturale\u201d e quello \u201cfilosofico\u201d<\/strong>&nbsp;(<em>Beati Raimondi Lulli, doctoris illuminati et martyris Operum,&nbsp;<\/em>Tomo I, Colonia 1592)<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\">Bibliografia essenziale:<\/h4>\n\n\n\n<p>Becker, D., \u201cAlchimia\u201d, in: \u201cNuovo Dizionario delle Religioni\u201d, 9.<\/p>\n\n\n\n<p>Eliade, Mircea, \u201cArti del Metallo e Alchimia\u201d, Boringhieri, Milano 1980.<\/p>\n\n\n\n<p>Eliade Mircea, \u201cStoria delle credenze e delle idee religiose\u201d, Sansoni, Firenze, 1980 \u2013 1983<\/p>\n\n\n\n<p>Givry, Grillot de, \u201cLa Grande Oeuvre\u201d (a cura di G. Vannucci), ed. Mediterranee, Roma 1982.<\/p>\n\n\n\n<p>Holmyard, Eric John, \u201cStoria dell\u2019Alchimia\u201d, Sansoni, Firenze 1957.<\/p>\n\n\n\n<p>Insolera, Manuel, \u201cLa trasmutazione dell\u2019uomo in Cristo (nella mistica, nella cabala e nell\u2019alchimia)\u201d, Akeios, Roma 1996<\/p>\n\n\n\n<p>Lindsay Jack, Le origini dell\u2019alchimia nell\u2019egitto greco-romano, Roma 1970<\/p>\n\n\n\n<p>Jung, Carl Gustav, \u201cPsicologia e Alchimia\u201d, Boringhieri, Milano 1981.<\/p>\n\n\n\n<p>Jung, Carl Gustav, \u201cLa Simbolica dello Spirito\u201d, Einaudi, Torino 1985.<\/p>\n\n\n\n<p>Jung, Carl Gustav, \u201cStudi sull\u2019Alchimia\u201d, Boringhieri, Milano 1988.<\/p>\n\n\n\n<p>Jung, Carl Gustav, \u201cMysterium Conjunctionis\u201d, Boringhieri, Milano 1989-90.<\/p>\n\n\n\n<p>Jung, Carl Gustav, Il simbolismo della messa, Boringhieri, Torino, 1978<\/p>\n\n\n\n<p>Lindsay, Jack, \u201cLe origini dell\u2019Alchimia nell\u2019Egitto Greco-Romano\u201d, ed. Mediterranee, Roma 1984.<\/p>\n\n\n\n<p>Pereira Michela, \u201cL\u2019oro dei filosofi\u201d, Spoleto 1992<\/p>\n\n\n\n<p>Pereira Michela, Cristiani Chiara: \u201cL\u2019arte del sole e della luna, alchimia e filosofia nel medioevo\u201d, Spoleto 1996<\/p>\n\n\n\n<p>Pereira Michela: \u201c Arcana Sapienza: L\u2019alchimia dalle origini a Jung\u201d, Carocci, Roma 2001<\/p>\n\n\n\n<p>Piccolini, Sabina e Rosario, \u201cIl filo di Arianna\u201d, vol 1\u00b0 , 2\u00b0 e 3\u00b0, Mimesis, Milano 2001<\/p>\n\n\n\n<p>Schwarz Arturo: \u201cL\u2019immaginazione alchemica\u201d, Moretti e Vitali, Bergamo 2000<\/p>\n\n\n\n<p>Thorndike Lynn, History of magic and experimental science (voll.&nbsp;I -VIII), New York 1958<\/p>\n\n\n\n<p>Van Lennep Jacques, Alchimie, contribution \u00e0 l\u2019histoire de l\u2019art alchimique, Bruxelles 1984<\/p>\n\n\n\n<p>Tra gli articoli pi\u00f9 informati cfr. \u201cAlkemie\u201d, nel \u201cLThK\u201d, I, 347-49.<\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<p id=\"ftn1\"><sup>[<a href=\"#nota1\">1<\/a>]<\/sup>&nbsp;Pubblicato nella rivista \u201cAppunti di Viaggio\u201d N\u00b0 40, 41, 42, Febbraio \u2013 Maggio 1999<\/p>\n\n\n\n<p id=\"ftn2\"><sup>[<a href=\"#nota2\">2<\/a>]<\/sup>&nbsp;Non \u00e8 stato purtroppo possibile risalire all\u2019autore dell\u2019incisione: n\u00e9 il motto n\u00e9 l\u2019emblema sono citati nell\u2019erudito ed enciclopedico lavoro di Arthur Henkel e Albrecht Schone sugli emblemi del XVI e XVII secolo. Cfr. Arthur Henkel, Albrecht Schone, \u201cEmblemata\u201d, ristampa, Stoccarda 1967.<\/p>\n\n\n\n<p id=\"ftn3\"><sup>[<a href=\"#nota3\">3<\/a>]<\/sup>&nbsp;Francesco Santinelli, \u201cLux obunubilata\u201d, Cap. VI (XVII secolo).<\/p>\n\n\n\n<p id=\"ftn4\"><sup>[<a href=\"#nota4\">4<\/a>]<\/sup>&nbsp;Ad esempio Basilio Valentino (sec. XV) ne \u201cLe 12 chiavi della filosofia\u201d e Ireneo Filalete (sec. XVII) ne \u201cL\u2019Entrata aperta al palazzo chiuso del re\u201d. Nel trattato ermetico \u201cDe Sulfure\u201d (\u201cMusaeum Hermeticum\u201d) viene anche detto che&nbsp;<em>\u201cchi scruta in questo specchio pu\u00f2 scorgere in esso la sapienza del mondo intero\u201d<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p id=\"ftn5\"><sup>[<a href=\"#nota5\">5<\/a>]<\/sup>&nbsp;L\u2019immagine del pellicano che dona il sangue ai propri figli, ricorrente nella simbologia cristiana, si pu\u00f2 forse far risalire al \u201cFisiologo\u201d, un bestiario redatto in ambienti gnostici alessandrini intorno al II secolo d.C. da un anonimo. Il libro traccia un parallelo tra caratteristiche immaginarie attribuite a vari animali e virt\u00f9 cristiane.<\/p>\n\n\n\n<p id=\"ftn6\"><sup>[<a href=\"#nota6\">6<\/a>]<\/sup>&nbsp;E\u2019 cos\u00ec denominato, ad esempio, nel \u201cLibro segreto di Artefio\u201d, leggendario alchimista arabo vissuto nel secolo XI e dagli alchimisti Giovanni Pontano (XVI sec.), Basilio Valentino (sec.&nbsp;XV), Salomon Trismosin (XVII sec.), Limojon De Saint Didier (XVII sec.), Francesco Santinelli (XVII sec.).<\/p>\n\n\n\n<p id=\"ftn6\"><sup>[<a href=\"#nota7\">7<\/a>]<\/sup>&nbsp;Da Artefio, op. cit.<\/p>\n\n\n\n<p id=\"ftn8\"><sup>[<a href=\"#nota8\">8<\/a>]<\/sup>&nbsp;Cfr. quanto detto da Jung sul fuoco alchemico e sullo zolfo filosofico nel \u201cMysterium conjunctionis\u201d<em>&nbsp;<\/em>e in \u201cPsicologia e Alchimia\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p id=\"ftn9\"><sup>[<a href=\"#nota9\">9<\/a>]<\/sup>&nbsp;Immagine tratta dal \u201cRosarium Philosophorum\u201d di Gerald Dorn (XVI sec.).<\/p>\n\n\n\n<p id=\"ftn10\"><sup>[<a href=\"#nota10\">10<\/a>]<\/sup>&nbsp;Da Basilio Valentino, \u201cLe 12 chiavi della filosofia\u201d, sec. XV.<\/p>\n\n\n\n<p id=\"ftn11\"><sup>[<a href=\"#nota11\">11<\/a>]<\/sup>&nbsp;Nel \u201cFisiologo\u201d il serpente viene addirittura paragonato al Cristo (cfr. Charbonneau-Lassay, \u201cLe Bestiaire du Christ\u201d, Arch\u00e8, Milano 1980).<\/p>\n\n\n\n<p id=\"ftn11\"><sup>[<a href=\"#nota12\">12<\/a>]<\/sup>&nbsp;Cfr. Ren\u00e9 Gu\u00e9non, \u201cEtudes sur l\u2019Hindouisme\u201d, Paris 1966.<\/p>\n\n\n\n<p id=\"ftn13\"><sup>[<a href=\"#nota13\">13<\/a>]<\/sup>&nbsp;In \u201cUscite dal Mondo\u201d, El\u00e9mire Zolla osserva che, in tempi arcaici, i patti venivano stretti dai contraenti anzitutto con gli dei e, solo di riflesso, tra di loro. Il fatto che i verbi&nbsp;<em>to sale<\/em>&nbsp;e&nbsp;<em>to buy<\/em>&nbsp;(vendere e comprare) risalgano a radici il cui significato \u00e8, rispettivamente, \u201csacrificare\u201d e \u201csfuggire\u201d, evidenzia come \u201cla vendita fosse un\u2019offerta al dio e la compera la liberazione o svincolo da quella sacralit\u00e0\u201d (cfr. El\u00e9mire Zolla, \u201cUscite dal Mondo\u201d, Adelphi 1992, p. 137 e segg.).<\/p>\n\n\n\n<p id=\"ftn14\"><sup>[<a href=\"#nota14\">14<\/a>]<\/sup>&nbsp;Cos\u00ec uno degli emblemi di \u201cEmblemata\u201d (p. 1775) ci mostra Mercurio e Minerva insieme, con caduceo e civetta, e la leggenda recita: \u201cIn Nocte Consilium\u201d, mentre un secondo emblema (p. 897) ci mostra Minerva e la civetta in un paesaggio notturno e la scritta dice: \u201cNocte vigent sensus, hinc est sacrata Minervae Noctua, quae triplici lumine nocte videt\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p id=\"ftn15\"><sup>[<a href=\"#nota15\">15<\/a>]<\/sup>&nbsp;Il cavallo alato che esce dalla testa recisa di Medusa.<\/p>\n\n\n\n<p id=\"ftn16\"><sup>[<a href=\"#nota16\">16<\/a>]<\/sup>&nbsp;Di Hermes o di Ade, secondo le varianti.<\/p>\n\n\n\n<p id=\"ftn17\"><sup>[<a href=\"#nota17\">17<\/a>]<\/sup>&nbsp;Cfr. ad es. Dom Pernety, \u201cFavole egizie e greche\u201d, trattato alchemico del XVIII secolo.<\/p>\n\n\n\n<p id=\"ftn18\"><sup>[<a href=\"#nota18\">18<\/a>]<\/sup>&nbsp;Cfr. Dom Pernety, \u201cLe favole egizie e greche\u201d, cap.&nbsp;VI.<\/p>\n\n\n\n<p id=\"ftn19\"><sup>[<a href=\"#nota19\">19<\/a>]<\/sup>&nbsp;Da \u201cLes grandes heures du duc de Berry\u201d, XV sec.<\/p>\n\n\n\n<p id=\"ftn19\"><sup>[<a href=\"#nota20\">20<\/a>]<\/sup>&nbsp;Dal \u201cRosarium Philosophorum\u201d, XVI sec.<\/p>\n\n\n\n<p id=\"ftn21\"><sup>[<a href=\"#nota21\">21<\/a>]<\/sup>&nbsp;Cfr. Grillot de Givry, \u201cLa Grande Oeuvre\u201d (a cura di G. Vannucci, Ed. Mediterranee, Roma 1982).<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter\"><a href=\"#su\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%20370%20247'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load\" data-lazy-src=\"..\/img_art\/Uovo_min.jpg\" alt=\"torna su\"\/><noscript><img decoding=\"async\" src=\"..\/img_art\/Uovo_min.jpg\" alt=\"torna su\"\/><\/noscript><\/a><\/figure>\n<\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019articolo analizza vari elementi di una illustrazione che fa da frontespizio a un volume di studi biblici. Si traccia cos\u00ec un quadro dei rapporti, sia evidenti che sotterranei, tra le immagini e i simboli del cristianesimo e quelli che di solito vengono attribuiti all\u2019Opus Alchemicum. Cristianesimo e Alchimia [1] Padre Antonio Gentili e Alessandro Orlandi (Su un emblema alchemico che fa da frontespizio al commentario biblico di un monaco del XVII secolo) Introduzione Uno dei testi a cui riferirsi nello [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":5044,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"wds_primary_category":0,"footnotes":""},"categories":[68],"tags":[],"class_list":["post-2076","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-alchimia"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2076","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=2076"}],"version-history":[{"count":26,"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2076\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":9689,"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2076\/revisions\/9689"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/5044"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=2076"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=2076"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=2076"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}