{"id":2079,"date":"2006-04-24T00:00:15","date_gmt":"2006-04-23T22:00:15","guid":{"rendered":"http:\/\/www.esonet.it\/?p=2079"},"modified":"2023-09-25T14:04:38","modified_gmt":"2023-09-25T12:04:38","slug":"la-vergine-lanima-e-il-sale-filosofico-degli-alchimisti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.esonet.it\/?p=2079","title":{"rendered":"La Vergine, l&#8217;anima e il sale filosofico degli alchimisti"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/www.esonet.it\/?cat=68\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%20370%20247'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load alignright\" title=\"Alchimia\" data-lazy-src=\"images\/topics\/Alchimia.jpg\" alt=\"Alchimia\" align=\"right\" border=\"0\" \/><noscript><img decoding=\"async\" class=\"alignright\" title=\"Alchimia\" src=\"images\/topics\/Alchimia.jpg\" alt=\"Alchimia\" align=\"right\" border=\"0\" \/><\/noscript><\/a>Attraverso alcune citazioni, tratte da testialchemici, si approfondisce il simbolismo del Salealchemico nelle sue relazioni con la Vergine, l\u2019Animae la misteriosa Terra Vergine di cui parlano glialchimisti.<\/p>\n<table border=\"0\" width=\"100%\">\n<tbody>\n<tr>\n<td scope=\"col\">\n<div align=\"center\">\n<h3 align=\"justify\"><em><a name=\"su\"><\/a> <\/em><strong>La Vergine, l&#8217;anima e il sale filosofico degli alchimisti<\/strong><\/h3>\n<p align=\"justify\">di Alessandro Orlandi<\/p>\n<p align=\"justify\">\n<\/div>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td scope=\"row\">\n<div align=\"justify\">\n<p align=\"left\"><em>Alcuni spunti sono tratti da A. Orlandi e A. Camici <\/em>\u201cLa Fonte e il cuore\u201d<em>, ed. Appunti di Viaggio, Roma 1998 e da A. Orlandi <\/em>\u201cDioniso nei frammenti dello specchio\u201d<em>, ed. Irradiazioni, Roma 2003<\/em><\/p>\n<p>Nel senso comune e nella visione materialista del mondo che caratterizza la nostra epoca, \u201cl\u2019anima\u201d \u00e8 spesso intesa come il veicolo di una \u201cricerca spirituale\u201d tesa a ricercare la produzione di eventi straordinari o il possesso di poteri paranormali. Si tratta di una via rovesciata che utilizza il contatto con le \u201crealt\u00e0 sottili\u201d per finalizzarlo al potenziamento dell\u2019Io.<\/p>\n<p>Le anguste prospettive del materialismo ci hanno fatto dimenticare che l\u2019anima \u00e8 essenzialmente, come suggerisce l\u2019etimologia del termine, da anemos, vento, un soffio interno collegato al respiro, una domanda che emerge in tutti gli esseri senzienti spingendoli a cercare un senso per le loro vite e a collegare il loro interno con l\u2019esterno, il microcosmo al macrocosmo. Questa domanda pu\u00f2 essere trascurata o coltivata, cosi come possiamo rimuovere dalle nostre coscienze il rapporto col dolore e con la morte oppure utilizzare queste realt\u00e0 come vie di trasformazione interiore.<\/p>\n<p>\u00c8 certo che la sordit\u00e0 del mondo moderno nei confronti delle domande poste dall\u2019anima ha terribili conseguenze: ognuno \u00e8 occupato unicamente dal proprio destino personale e diviene incapace di scorgere i legami sottili che tengono uniti i popoli e consentono la convivenza civile tra le nazioni, si perde anche la capacit\u00e0 di vedere con il cuore, di scorgere il proprio cammino attraverso il labirinto dell\u2019accadere, si diventa ciechi alla bellezza dovunque essa si manifesti in ci\u00f2 che ci circonda, negli oggetti di uso comune, negli edifici in cui viviamo, nelle meraviglie che caratterizzano la Natura, nella scintilla immortale che abita ogni essere vivente. Per questo motivo molti esseri umani divengono disponibili a distruggere la bellezza in tutte le sue forme.<\/p>\n<p>Uno dei simboli pi\u00f9 potenti che costellano l\u2019idea di anima nell\u2019immaginario cristiano \u00e8 quello della Vergine. Nel simbolismo mariano la Vergine Maria \u00e8 la Ianua Coeli, la porta misteriosa che, per opera dello Spirito Santo, pu\u00f2 trasfigurare la terra che vincola l\u2019uomo al mondo e alla morte e introdurlo al cospetto di Dio. Questo ruolo di Mediatrice tra uomo e Dio viene svolto dalla Vergine in uno spazio puro e incorrotto, celato nel profondo dell\u2019anima e che dell\u2019anima costituisce l\u2019aspetto pi\u00f9 vitale.<br \/>\nOgni uomo nasconde nel cuore, secondo questa concezione, un calice che ha il potere di ricevere in s\u00e9 una <i>\u201csorgente di acqua che zampilla per la vita eterna\u201d<\/i> (Gv 4, 14) e che rende fertile quella parte di Terra Vergine che portiamo in noi.<br \/>\nPer molti padri della chiesa il concepimento del Cristo \u00e8 anche una allegoria di ci\u00f2 che ogni uomo \u00e8 chiamato a ripetere dentro di s\u00e9 (citiamo, tra gli altri, Sant\u2019Ambrogio: <i>\u201cQuando un\u2019anima si converte viene chiamata Maria\u201d\u2026\u201ce diviene un\u2019anima che spiritualmente genera Cristo\u201d<\/i>, \u201cDe Virginitate\u201d, 4,20 PL 16, 271 e San Giovanni Crisostomo che sostiene che ogni anima porta con se, in un grembo materno, il Cristo, \u201cDe Caeco et Zachaeo\u201d, 4, PG 59, 605)<\/p>\n<p>Secondo il Vecchio Testamento la morte profana \u00e8 il risultato della perdita della condizione edenica, l\u2019azione del frutto offerto da Eva ad Adamo, che spezz\u00f2 l\u2019unit\u00e0 tra l\u2019interno e l\u2019esterno dell\u2019uomo, tra microcosmo e macrocosmo. (Un\u2019interpretazione, questa, certamente avvalorata dalla lettura dello Zohar).<br \/>\nLa morte profana sarebbe dunque un fuoco che disperde e smembra, risultato ultimo dell\u2019essersi sottomessi alla ciclicit\u00e0 e all\u2019amore verso un Esterno che viene vissuto attraverso le nostre forme &#8211; pensiero e che si nutre di energie che sarebbero destinate alla nostra evoluzione interiore.<br \/>\nLa morte iniziatica, invece, consiste, all\u2019opposto, in una reintegrazione in cui l\u2019Amore, attivato dalla preghiera del cuore, dalla contemplazione e dal contatto col Princ\u00ecpio della Vergine, \u00e8 a-mors, cio\u00e8 senza morte, diretto verso Maria, porta del cielo e della Sophia, della sapienza, calice destinato ad accogliere il Cristo sulla terra.<br \/>\nIn questo senso Maria \u00e8 porta del Cielo anche perch\u00e9 collega Cielo e terra in senso inverso:\u00e8 attraverso di lei che il verbo si fa carne, divenendo attivo e percepibile nel regno delle cose visibili.<\/p>\n<p>\u00c8 per il suo legame con lo Spirito Santo che Maria rappresenta la Sophia, il sale della sapienza (dice Sant\u2019Agostino: <i>\u201cLa verit\u00e0 \u00e8 nata dalla Vergine Maria\u201d<\/i>, <i>Enarrationes<\/i>,in: \u201cPsalmos\u201d, 84, 13, PL 37, 1079), nonch\u00e9 la Theotokos, la Madre di Dio fondamento e origine di tutto il creato (Prv, 8, 22-36).<br \/>\nL&#8217;angelo, messaggero delle cose celesti, le annuncia infatti che la nascita di Cristo avverr\u00e0 per mezzo dello Spirito Santo (Lc 1, 26-38) e la dichiara <i>\u201cbenedetta tra tutte le donne\u201d<\/i>. Gi\u00e0 nell\u2019Antico Testamento la discesa di Dio sulla Terra per mezzo di una Vergine era stata predetta dal profeta Isaia (Is 7,14). La Vergine Maria accoglie in s\u00e9 una luce che non \u00e8 di questo mondo, \u00e8 il mezzo perch\u00e9 l&#8217;invisibile divenga visibile, perch\u00e9 lo spazio e il tempo profani divengano sacri, perch\u00e9 ci\u00f2 che \u00e8 divino e trascendente si faccia umano. A ogni anima \u00e8 stata data la possibilit\u00e0 di concepire il Verbo nel silenzio e nell&#8217;intimit\u00e0 del raccoglimento interiore. Maria rappresenta quindi quel luogo inaccessibile e misterioso, puro da ogni contagio e condizionamento, che si nasconde in ognuno di noi e che ci rende capaci di ricevere, concepire e generare il Logos. Raggiungere tale spazio sacro, che si cela in noi, significa prendere nella propria casa la Vergine santa, cio\u00e8 interiorizzarla, seguendo l\u2019invito di Ges\u00f9 al discepolo prediletto Giovanni,<br \/>\nAttraverso il dogma della sua Assunzione in cielo, infine, Maria ci riconduce al mistero del corpo glorioso che ci attende nel regno dei cieli e, nella pratica quotidiana, attira la nostra attenzione sul ruolo della preghiera profonda e della meditazione che sono <i>\u201cpartecipazione all&#8217;assunzione della Vergine\u201d<\/i> e <i>\u201crecettivit\u00e0 dell&#8217;anima che si apre all&#8217;azione dello Spirito Santo\u201d<\/i>. (Cfr lo scritto di Giovanni Vannucci: <i>La Vergine e l\u2019anima del mondo<\/i> in: \u201cFraternit\u00e0\u201d n. 3. 1982) Le diverse ricorrenze mariane (Immacolata Concezione, Presentazione al Tempio, Annunciazione, Nativit\u00e0 del Verbo, Assunzione) ci riconducono ad altrettante tappe del percorso iniziatico.<\/p>\n<p>In un suo studio sul simbolismo della quaternit\u00e0, (in C.G. Jung: La simbolica dello spirito, Einaudi , Torino, 1975) Jung prende in considerazione le polarit\u00e0:<\/p>\n<table border=\"0\" width=\"70%\" cellpadding=\"5\" align=\"center\">\n<tbody>\n<tr>\n<td scope=\"col\" width=\"33%\">\n<div align=\"center\"><\/div>\n<\/td>\n<td scope=\"col\" width=\"33%\">\n<div align=\"center\">\n<p>Spirito Santo<\/p>\n<\/div>\n<\/td>\n<td scope=\"col\" width=\"33%\">\n<div align=\"center\"><\/div>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td scope=\"row\" width=\"33%\">\n<div align=\"center\">\n<p>Padre<\/p>\n<\/div>\n<\/td>\n<td width=\"33%\">\n<div align=\"center\"><\/div>\n<\/td>\n<td width=\"33%\">\n<div align=\"center\">\n<p>Figlio<\/p>\n<\/div>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td scope=\"row\" width=\"33%\">\n<div align=\"center\"><\/div>\n<\/td>\n<td width=\"33%\">\n<div align=\"center\">\n<p>Maria<\/p>\n<\/div>\n<\/td>\n<td width=\"33%\">\n<div align=\"center\"><\/div>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p align=\"justify\">e considera Maria come polarit\u00e0 femminile della SS. Trinit\u00e0 a causa del suo rapporto con lo Spirito Santo, che la rende il vaso puro che pu\u00f2 generare l\u2019essere che realizza in s\u00e9 le due nature : l\u2019umana e la divina. Jung rileva che alla rappre\u00adsentazione di Dio trino corrisponde spesso un Satana Tricefalo, che appare come Umbra Trinitatis, avversario di Cristo e Signore della Materia e della molteplicit\u00e0. Solo l&#8217;integrazione delle qualit\u00e0 del principio femminile, rappresentate da Maria, pu\u00f2 riunificare e pacificare l&#8217;anima umana, che \u00e8 il teatro del lacerante conflitto tra i princ\u00ecpi opposti. Cos\u00ec l&#8217;Assumptio Beatae Mariae comporta il passaggio del corpo materiale e mortale, soggetto allo spazio e al tempo, al regno dei Cieli. Maria incarna la possibilit\u00e0 data all&#8217;uomo di sottrarsi al dominio del Principe di questo mondo e di reintegrarsi nel principio creatore e trinitario. Negare o rimuovere questo archetipo in quanto principio attivo in noi, significa rinunciare a quell&#8217;amore verso l&#8217;alto che unifica e rende elevata e piena di senso la nostra esperienza terrena. Nel linguaggio della psicoanalisi junghiana l&#8217;uomo, rimuovendo il principio femminile salvifico e sapienziale legato a Maria, condanna se stesso a doverlo vivere attraverso la propria Ombra. La costellazione archetipica della quale abbiamo fin qui parlato viene allora ad assumere caratteristiche sataniche e lavora per la frammentazione e la dispersione dell&#8217;esistenza e dei rapporti. L&#8217;archetipo mariano, al contrario, opera attraverso l&#8217;amore, secondo la via del cuore e tende a realizzare l&#8217;integrazione e l&#8217;armonizzazione degli opposti che si agitano nell&#8217;anima e a dissolvere le barriere innalzate tra gli uomini dalla brama di potere e dalle distinzioni di razza e di censo.<\/p>\n<p>Lungi da me il voler fare sommariamente piazza pulita delle considerazioni che, muovendo dai (falsi) \u201cProtocolli dei saggi di Sion\u201d e da una lettura particolare di alcuni vangeli gnostici, interpretano il simbolismo della \u201cqueste du Graal\u201d come ricerca della discendenza di Cristo dalla Maddalena e dai Plantageneti\u2026ma mi \u00e8 sempre parso evidente che il simbolismo principale della coppa del Graal sia quello legato al significato esoterico e interiore della tradizione cristiana, capace di renderla sempre viva ed applicabile alla vita reale di ognuno di noi.<br \/>\nIn questo senso la Vergine Maria, il calice destinato ad accogliere il Cristo sulla terra, viene accostata al santo Graal, il calice con cui Giuseppe di Arimatea raccolse il sangue e l\u2019acqua che sgorgavano dal costato di Ges\u00f9 crocefisso. Secondo la leggenda il Graal fu intagliato all\u2019inizio dei tempi in uno smeraldo caduto dalla fronte di Lucifero, quando questi si ribell\u00f2 a Dio (lo stesso calice era denominato da Wolfram Von Eschembach lapsit exillis, cio\u00e8 pietra esiliata, da exilium, o caduta dai cieli, da ex coelis, stesso nome dato alla loro Pietra dagli alchimisti). Il Graal rappresenta, nell\u2019uomo, lo spazio sacro del cuore, destinato ad accogliere il Verbo, il calice invisibile che custodisce il senso interiore della tradizione cristiana. Nel mondo esterno rappresenta la Chiesa in quanto custode nel mondo della stessa tradizione, in quanto Gerusalemme terrena che pu\u00f2 condurci a quella celeste, cio\u00e8 all\u2019aspetto iniziatico della tradizione. Narrava ancora la leggenda che la coppa del Graal scomparve dalla terra e che i cavalieri della Tavola Rotonda si proposero come m\u00e8ta suprema di ritrovarla. Questo pellegrinaggio verso la Terra Santa, questo vagare nel labirinto del mondo alla ricerca del Centro e della Parola Perduta \u00e8 destinato al fallimento se il viaggio non diventa anche un cammino interiore.<\/p>\n<p>Anche gli alchimisti parlavano di una terra Vergine, resa feconda da un seme spirituale e destinata a partorire la loro Pietra, una terra vergine che spesso essi identificavano con il Sale della Sapienza.<br \/>\nIl culto della Vergine fu considerato dagli alchimisti come una allegoria del loro Magistero e le cattedrali gotiche francesi, veri templi eretti all\u2019arte alchemica, sono quasi tutte consacrate a Notre Dame, cio\u00e8 a Maria. Come esempio di linguaggio \u201calchemico\u201d nel culto mariano Fulcanelli, nelle \u201cDimore Filosofali\u201d, cita l\u2019epistola che viene letta alla messa dell\u2019Immacolata Concezione: \u201cIl signore mi ha posseduta all\u2019inizio delle sue vie. Io ero prima che egli plasmasse qualsiasi altra creatura. Io ero nell\u2019eternit\u00e0 prima che venisse creata la terra. Gli abissi non erano ancora e io ero gi\u00e0 concepita. Le sorgenti non erano ancora uscite dalla terra; la pesante massa delle montagne non era ancora stata formata; io ero gi\u00e0 nata prima delle colline. Egli non aveva ancora creato n\u00e9 la terra, n\u00e9 i fiumi, n\u00e9 consolidato la terra mediante i due poli. Quando egli preparava i Cieli io ero presente; quando circoscrisse gli abissi con i loro limiti e stabil\u00ec una legge inviolabile; quando stabilizz\u00f2 l\u2019aria attorno alla terra; quando equilibr\u00f2 l\u2019acqua delle sorgenti; quando rinchiuse il mare nei suoi limiti e quando impose una legge alle acque perch\u00e9 non superassero i confini loro assegnati; quando gett\u00f2 le fondamenta della terra, io ero con lui e regolavo tutte le cose\u201d. (Si osservi la straordinaria somiglianza con l\u2019inno a Iside citato da Apuleio nell\u2019 \u201cAsino d\u2019oro\u201d).<\/p>\n<p>Il culto di una dea vergine che partorisce un bambino \u00e8 comunque antecedente alla nascita del cristianesimo. Da Semele, la madre di Dioniso, ad Iside (in una delle possibili etimologie il nome viene fatto derivare dal greco Isha, Vergine), sono numerosi gli esempi delle Vergini madri. A questo proposito nella sua \u201cStoria delle credenze e delle idee religiose\u201d Mircea Elide scrive: <i>\u201cLa teologia di Maria, della Vergine Madre, riprende a perfezione le antichissime concezioni asiatiche e mediterranee della partenogenesi (capacit\u00e0 di autofecondazione) delle grandi dee (Hera, Cibele). La teologia mariana rappresenta la trasfigurazione dell\u2019omaggio pi\u00f9 antico e pi\u00f9 significativo che si sia mai reso, dalla preistoria, al mistero religioso della femminilit\u00e0: la Vergine Maria verr\u00e0 identificata, nel cristianesimo occidentale, con la figura della Sapienza divina, mentre la chiesa di Oriente svilupper\u00e0 accanto alla teologia della Teokotos, la Madre di Dio, la dottrina della sapienza celeste. Sophia, nella quale si manifesta la figura femminile dello Spirito Santo<\/i>\u201d.<br \/>\nL\u2019arte sacra dei primi cristiani, che rappresenta la Vergine con il bambino Ges\u00f9 tra le braccia, sembra aver tratto ispirazione dal culto di Iside che culla il piccolo Horus (la cui nascita veniva celebrata la notte del 24 dicembre, data anche della nascita di Mitra, il sol invictus dei misteri ritraici di origine persiana, che nasceva in una grotta da una pietra.) Anche Fulcanelli (nel \u201cMistero delle Cattedrali\u201d, ma cfr anche J. Baltrusaidis, \u201cLa ricerca di Iside, Adelphi, Milano, 1985) ritiene che il culto delle Madonne nere si sia innestato su un preesistente culto isiaco, mantenendo talvolta invariati anche gli oggetti di culto (immagini e statue della dea reinterpretate come raffigurazioni della Madonna). Anche Vesta o Hestia (dal sanscrito Was, abitazione) era una dea vergine della terra a cui erano sacri sia il focolare domestico che il fuoco sacro della citt\u00e0, l\u2019estinguersi del quale era ritenuto un segno inequivocabile dell\u2019avvicinarsi di una calamit\u00e0.<br \/>\nLe sacerdotesse di Vesta, le vestali, dovevano essere vergini e mantenersi caste durante tutta la durata del loro ufficio, pena la morte. Avevano il compito di custodire il fuoco sacro e il Palladium (una statua della vergine Atena armata di lancia) oltrech\u00e8 i simulacri dei Penati e altri oggetti sacri in un luogo di forma ottagonale in cui nessun uomo poteva penetrare. Nelle loro cerimonie non potevano usare l\u2019acqua degli acquedotti ma solo quella piovana e delle soprgenti. Le statue di Vesta venivano poste nelle abitazioni all\u2019entrata (da cui, secondo Ovidio, il termine vestibolo) e la dea era raffigurata con in mano una coppa, il Palladium o una torcia.<br \/>\nEsiste spesso una relazione tra gli animali che nel simbolismo alchemico raffigurano il Mercurio o lo Zolfo, e la Vergine. Cos\u00ec la vergine viene spesso raffigurata nell\u2019atto di calpestare un serpente ed il gallo, sacro ad Hermes, veniva designato dai greci anche con il termine alektor che poteva significare anche Vergine o sposa.<br \/>\nParlando dell\u2019unicorno (gli alchimisti si riferivano alla coppia cervo &#8211; unicorno per indicare il loro Zolfo ed il Mercurio) il Fisiologo, un libro gnostico di autore anonimo risalente al secondo secolo dopo Cristo, sostiene che, data la ferocia di questo animale, c\u2019\u00e8 un solo modo per poterlo catturare: <i>\u201cEspongono davanti ad esso una Vergine Immacolata, l\u2019animale balza nel seno della Vergine ed essa lo allatta e lo conduce al palazzo del Re\u201d<\/i>.<\/p>\n<p>Nei brani sotto citati, tratti da vari testi alchemici, la Vergine viene citata come terra interiore, pura ed incontaminata, che deve essere fecondata dal seme spirituale che l\u2019alchimista riesce a far giungere fino a lei, o come vera Madre del Filius Philosophorum, e viene identificata con il Sale alchemico o con la terra che lo contiene:<br \/>\n<i>\u201cLa Terra Vergine si trova nella coda della Vergine\u201d<\/i> (Dal \u201cCorpus Hermeticum\u201d)<br \/>\n<i>\u201cIl tuo bambino \u00e8 vecchio, oh Vergine, egli \u00e8 l\u2019Anziano dei giorni ed ha preceduto tutti i tempi\u201d<\/i> (Da Ephrem Syrus, \u201cHymni et Sermones\u201d)<br \/>\n<i>\u201cIl nostro Sale\u2026\u00e8 una Vergine intatta e tuttavia partorisce e abbonda di latte\u2026la nostra Pietra \u00e8 il Sale e il nostro sale \u00e8 una terra e questa terra \u00e8 Vergine\u201d<\/i>( Il Cosmopolita, \u201cNuovo lume chimico\u201d)<br \/>\n<i>\u201cQuesto fuoco sulfureo \u00e8 la semenza spirituale che la nostra Vergine (restando tuttavia senza macchia) raccoglie, perch\u00e9 la verginit\u00e0 incorruttibile pu\u00f2 ammettere l\u2019amopre spirituale secondo l\u2019autore del Segreto Ermetico e secondo la stessa esperienza\u2026la nostra Vergine pu\u00f2 essere maritata due volte senza per questo perdere la sua verginit\u00e0\u201d<\/i> (Ireneo Filalete, \u201cL\u2019entrata aperta al palazzo chiuso del Re\u201d).<br \/>\nIn modo analogo si esprime Ripley nel suo \u201cTrattato sul Mercurio\u201d e Blaise De Vigenere nel \u201cTrattato sul fuoco e sul Sale\u201d dice che <i>\u201cil Sale va estratto da quella terra virginale e pura che \u00e8 contenuta nel centro di tutti gli elementi compositi, vale a dire nella loro profondit\u00e0\u201d<\/i>.<br \/>\nSiamo di fronte, come si vede, alla terza sostanza arcana, il Sale, che gli alchimisti giudicavano indispensabile per la produzione della Pietra accanto allo Zolfo ed al Mercurio.<\/p>\n<p>Evocato talvolta dall\u2019immagine della \u201cSalamandra che non brucia nel fuoco\u201d, il Sale veniva associato tanto alle facolt\u00e0 intellettive che alla propriet\u00e0 di conservare e rendere incorruttibili le vivande alle quali veniva mescolato.<br \/>\nKunrath paragona il centro del Sale all\u2019Inferno e descrive il sole come luce corporificata chiamandolo \u201cSale di Saturno\u201d: <i>\u201cAscolta e sii attento: questo Sale di Saturno \u00e8 la pietra antichissima. \u00c8 un mistero! Il cui nocciolo sta nel denario. Sii silenzioso come Arpocrate! Chi pu\u00f2 comprendere, comprenda. Ho detto. Il sale della sapienza, e non \u00e8 senza motivo, \u00e8 stato adornato dai sapienti con vari nomi. Essi hanno detto che niente era pi\u00f9 utile nel mondo di esso e del sole. Approfondisci questo punto\u201d.<\/i> (Kunrath, \u201cL\u2019Amphitheatre de l\u2019eternelle sapience\u201d, Paris, ed. Chacornac ediz. del 1900).<br \/>\nSecondo il Cosmopolita (cfr. il <i>Trattato sul Sale<\/i> nel \u201cNuovo lume chimico\u201d) esistono tre tipi di sale: <i>\u201cVi sono tre specie di Sali. Il primo \u00e8 un sale centrale, generato dallo spirito del mondo senza alcuna discontinuit\u00e0 nel centro degli elementi e per le influenze degli astri e governato dai raggi del Sole e della Luna del nostro mare filosofico. Il secondo \u00e8 un sale spermatico, domicilio della semenza invisibile, il quale in un dolce calore naturale, per mezzo della putrefazione, d\u00e0 da s\u00e9 la forma e la virt\u00f9 vegetale affinch\u00e9 questo invisibile seme assai volatile non sia dissipato e interamente distrutto da un eccessivo calore esterno o da qualche altro accidente contrario e violento; perch\u00e9, se ci\u00f2 capitasse, non sarebbe pi\u00f9 capace di produrre niente. Il terzo tipo di Sale \u00e8 l\u2019ultima materia di tutte le cose, che si trova in esse e che resta ancora dopo la loro distruzione.\u201d<\/i> Anche il Sale, come il Mercurio e lo Zolfo, ha una natura paradossale; scrive ancora il Cosmopolita: <i>\u201cIl nostro Sale \u2026non \u00e8 altro che oro vero e naturale e tuttavia vilissimo, gettato nei sentieri e li trovato. \u00c8 di gran prezzo e di valore inestimabile e tuttavia non \u00e8 che letame, \u00e8 un fuoco che brucia pi\u00f9 fortemente di ogni altro e tuttavia \u00e8 freddo, \u00e8 un\u2019acqua che lava durissimamente e tuttavia \u00e8 secca; \u00e8 un martello d\u2019acciaio che batte persino sugli atomi impalpabili e tuttavia \u00e8 come acqua molle, \u00e8 una fiamma che riduce tutto in cenere e nondimeno \u00e8 umida,\u2026\u00e8 un uccello che vola sulla cima delle montagne e tuttavia \u00e8 un pesce\u2026sono i raggi del Sole e della Luna o il fuoco dello Zolfo e tuttavia non \u00e8 che ghiaccio freddissimo, \u00e8 un albero bruciato che per\u00f2 fiorisce quando lo si brucia e porta abbondanza di frutti, \u00e8 una madre che partorisce e tuttavia non \u00e8 che un uomo,\u2026\u00e8 una piuma trasportata dal vento ma pesa pi\u00f9 dei metalli, \u00e8 un veleno pi\u00f9 mortale del basilisco e tuttavia caccia ogni specie di malattia\u2026\u201d<\/i><br \/>\nNelle \u201cDodici chiavi della filosofia\u201d di Basilio Valentino, nella quarta chiave \u00e8 raffigurato uno scheletro in piedi su un catafalco, accanto al quale arde una candela, e, vicino allo scheletro, un tronco di quercia essiccato. Nel simbolismo alchemico la quercia cava raffigurava il \u201cforno filosofico\u201d entro il quale veniva cotto l\u2019uovo filosofico, cio\u00e8 il recipiente entro il quale si realizzava la trasmutazione alchemica. La figura di Basilio rappresenta l\u2019estrazione del \u201cSale filosofico\u201d, quel sale che ha il potere di preservare per sempre dalla putrefazione ci\u00f2 con cui viene a contatto. Un simile Sale, ci dice Valentino, <i>\u201c\u00c8 inutile se il suo interno pi\u00f9 profondo non \u00e8 scoperto ed il suo esterno spinto al centro\u201d<\/i>. Il Sale viene liberato dalla cenere ottenuta con la combustione e dev\u2019essere poi unito allo Zolfo e al Mercurio che originariamente appartenevano al corpo non purificato. In tale modo diviene possibile ricostruire, con l\u2019aiuto del fuoco, ci\u00f2 che distruzione e dissezione avevano dissolto, ma il nuovo corpo, a differenza del vecchio, \u00e8 un corpo immortale.<br \/>\nNel \u201cDe confectione Lapidis\u201d Rupescissa definisce il Sale come <i>\u201cL\u2019acqua coagulata dalla secchezza del fuoco\u201d<\/i>; Mylius lo chiama <i>\u201cIl diadema del tuo cuore\u201d<\/i> e nello stesso modo viene definito da Senior nel \u201cDe Chemia\u201d. Per Senior il Sale \u00e8 anche, alternativamente, <i>\u201cil corpo bianco della cenere\u201d<\/i> o <i>\u201cla terra bianca fogliata che va separata dalla terra dannata e nera\u201d<\/i>, cio\u00e8 dalla parte impura, pesante e malvagia della terra. Lo stesso Senior in \u201cArtis auriferae\u201d, spiega come il Mercurio dei filosofi si fabbrichi dal Sale: <i>\u201c&#8230;dapprima diventa cenere, poi Sale, e dal Sale, mediante diverse operazioni, il Mercurio dei Filosofi\u201d<\/i>.<br \/>\nMolti autori credono che nel Sale siano fusi sia lo Zolfo che il Mercurio, tanto che alcuni lo chiamano Rebis, \u201cla cosa doppia\u201d, un appellativo che, peraltro, veniva riferito talvolta allo Zolfo, talvolta al Mercurio. Infine il testo ermetico \u201cTractatus aureus\u201d, contenuto nel Musaeum Hermeticum, cos\u00ec ammonisce l\u2019alchimista che pretenda di portare a termine il suo Magistero senza servirsi del Sale: <i>\u201cColui che opera senza Sale non ridester\u00e0 i corpi morti, colui che opera senza Sale tende un arco senza corda. Perch\u00e9 voi in effetti dovete sapere che i saggi hanno bisogno di un Sale assai diverso da questi minerali volgari\u201d<\/i>. <img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%2018%2018'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load alignnone size-full wp-image-4295\" data-lazy-src=\"https:\/\/www.esonet.it\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/fine_testo.gif\" alt=\"\" width=\"18\" height=\"18\" \/><noscript><img decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-4295\" src=\"https:\/\/www.esonet.it\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/fine_testo.gif\" alt=\"\" width=\"18\" height=\"18\" \/><\/noscript><\/p>\n<p align=\"center\"><a href=\"#su\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%2044%2070'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load\" data-lazy-src=\"..\/img_art\/Uovo_min.jpg\" alt=\"torna su\" width=\"44\" height=\"70\" border=\"0\" \/><noscript><img decoding=\"async\" src=\"..\/img_art\/Uovo_min.jpg\" alt=\"torna su\" width=\"44\" height=\"70\" border=\"0\" \/><\/noscript><\/a><\/p>\n<\/div>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td scope=\"row\">\n<div align=\"right\"><\/div>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Attraverso alcune citazioni, tratte da testialchemici, si approfondisce il simbolismo del Salealchemico nelle sue relazioni con la Vergine, l\u2019Animae la misteriosa Terra Vergine di cui parlano glialchimisti. La Vergine, l&#8217;anima e il sale filosofico degli alchimisti di Alessandro Orlandi Alcuni spunti sono tratti da A. Orlandi e A. Camici \u201cLa Fonte e il cuore\u201d, ed. Appunti di Viaggio, Roma 1998 e da A. Orlandi \u201cDioniso nei frammenti dello specchio\u201d, ed. Irradiazioni, Roma 2003 Nel senso comune e nella visione materialista [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":4956,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"wds_primary_category":0,"footnotes":""},"categories":[68],"tags":[],"class_list":["post-2079","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-alchimia"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2079","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=2079"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2079\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":9690,"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2079\/revisions\/9690"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/4956"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=2079"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=2079"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=2079"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}