{"id":2097,"date":"2006-03-30T00:00:16","date_gmt":"2006-03-29T22:00:16","guid":{"rendered":"http:\/\/www.esonet.it\/?p=2097"},"modified":"2023-10-10T20:08:53","modified_gmt":"2023-10-10T18:08:53","slug":"morte-la-grande-avventura-parte-xiii","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.esonet.it\/?p=2097","title":{"rendered":"Morte: la grande avventura &#8211; Parte XIII"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/www.esonet.it\/?cat=48\" data-wplink-edit=\"true\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%20370%20247'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load alignright\" title=\"Letture d'Esoterismo Orientale\" data-lazy-src=\"images\/topics\/LettOriente1.jpg\" alt=\"Letture d'Esoterismo Orientale\" align=\"right\" border=\"0\" \/><noscript><img decoding=\"async\" class=\"alignright\" title=\"Letture d'Esoterismo Orientale\" src=\"images\/topics\/LettOriente1.jpg\" alt=\"Letture d'Esoterismo Orientale\" align=\"right\" border=\"0\" \/><\/noscript><\/a>E s\u2019ode una Parola. Il punto di luce radiante, gi\u00e0 disceso, ora sale, al comando di quel suono udito appena, attratto dalla sua sorgente. Per gli uomini, \u00e8 la morte, per l\u2019anima, \u00e8 la vita.<\/p>\n<table border=\"0\" width=\"100%\">\n<tbody>\n<tr>\n<td scope=\"col\">\n<div align=\"center\">\n<h3 align=\"left\"><a name=\"su\"><\/a>Morte: la grande avventura &#8211; Parte XIII<\/h3>\n<p align=\"left\">a cura di Adriano Nardi<\/p>\n<p align=\"left\">\n<\/div>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td scope=\"row\">\n<div align=\"justify\">\n<p align=\"center\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%20135%20135'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load\" data-lazy-src=\"..\/img_art\/loto_egoico.jpg\" width=\"135\" height=\"135\" \/><noscript><img decoding=\"async\" src=\"..\/img_art\/loto_egoico.jpg\" width=\"135\" height=\"135\" \/><\/noscript><\/p>\n<p align=\"center\">Dagli scritti di Alice A. Bailey e del Maestro D. K.<\/p>\n<p><em>E s&#8217;ode una Parola. Il punto di luce radiante, gi\u00e0 disceso, ora sale, al comando di quel suono udito appena, attratto dalla sua sorgente. Per gli uomini, \u00e8 la morte, per l&#8217;anima, \u00e8 la vita. <\/em><\/p>\n<p>Raffiguratevi (simbolicamente) un uomo nel pieno della sua vita incarnata, confitto nell&#8217;esperienza fisica, e un altro in procinto di liberarsene. In piccolo, vi vedrete riprodotto il grande processo planetario di involuzione ed evoluzione, cio\u00e8 le attivit\u00e0 che causano concentrazione in due sensi opposti; come versare vita e luce in un vaso, o intensificare la loro irradiazione in modo tale che, per evocazione dell&#8217;anima, entrambe si ritraggano e si raccolgano nel centro che, all&#8217;origine, le emise. Questa (se solo poteste comprenderlo) \u00e8 una frase che definisce l&#8217;iniziazione, in modo alquanto insolito. Alcuni brani, estratti dal <em>Manuale della Morte <\/em> conservato negli archivi della Gerarchia, serviranno forse a chiarire il fenomeno della morte, presentandolo in una prospettiva diversa. In quel testo sono contenute le \u00abFormule che precedono il Pralaya\u00bb: descrivono il processo di astrazione, cio\u00e8 la morte di qualsiasi forma, dalla formica all&#8217;uomo al pianeta. Esse si riferiscono solo alla vita e alla luce \u2013 la prima condizionata dal Suono, la seconda dalla Parola. I brani che voglio riprodurre riguardano la luce, e la Parola che la ritrae dalla forma ove la concentra.<\/p>\n<p>\u00abRicorda, o discepolo, che entro le sfere conosciute null&#8217;altro esiste che la luce, reattiva alla PAROLA. Sappi che la luce scende e si concentra; che dal punto focale prescelto illumina la sua sfera; sappi che la luce sale e abbandona alle tenebre ci\u00f2 che \u2013 nel tempo e nello spazio \u2013 ha rischiarato. Questo scendere e salire \u00e8 chiamato vita, esistenza, morte dagli uomini; ma Noi, che camminiamo sulla Via illuminata, lo chiamiamo morte, esperienza, vita.<\/p>\n<p>\u00abLa luce che scende si fissa sul livello dell&#8217;apparenza temporanea. Emette sette fili, in cui pulsano sette raggi. Da questi si dipartono ventuno fili minori, e ne nascono quarantanove fuochi, e ardono e splendono. Sul piano della vita manifesta, la parola annuncia: \u201cEcco!, \u00e8 nato un uomo\u201d.<\/p>\n<p>\u00abLa vita avanza, appare la qualit\u00e0 della luce; fioca e offuscata, o radiosa, chiara ed effulgente. Cos\u00ec i punti di luce entro la Fiamma vanno e vengono. Per gli uomini, questa \u00e8 la vita, la vera esistenza. Si illudono, ma servono il proposito dell&#8217;anima che rientra nel grande Disegno.<\/p>\n<p>\u00abE s&#8217;ode una Parola. Il punto di luce radiante, gi\u00e0 disceso, ora sale, al comando di quel suono udito appena, attratto dalla sua sorgente. Per gli uomini, \u00e8 la morte, per l&#8217;anima, \u00e8 la vita.<\/p>\n<p>\u00abLa Parola trattiene la luce nella vita; poi astrae la luce, e resta solo <em>ci\u00f2 <\/em> che \u00e8 la Parola stessa. La Parola \u00e8 Luce. La Luce \u00e8 Vita, la Vita \u00e8 Dio\u00bb.<\/p>\n<p>La manifestazione del corpo eterico nel tempo e nello spazio ha in s\u00e9 quelli che in senso esoterico si chiamano \u00abdue istanti di fulgore\u00bb. Il primo precede l&#8217;incarnazione fisica, quando la luce in discesa (portatrice di vita) si concentra con tutta la sua forza attorno al corpo fisico e stabilisce un contatto con la luce propria della stessa materia, presente in ogni atomo. Tale concentrazione avviene in sette aree della sua sfera, cos\u00ec creando i sette centri maggiori che esotericamente ne regoleranno l&#8217;espressione e l&#8217;esistenza esterna. \u00c8 un momento di grande splendore; \u00e8 un punto di luce pulsante che esplode in una fiammata, in cui compaiono sette fuochi di luce pi\u00f9 intensa. \u00c8 un culmine nel processo dell&#8217;incarnazione, e precede di pochissimo la nascita fisica, anzi, la determina. La fase successiva, vista dal chiaroveggente, \u00e8 l&#8217;interpenetrazione, per cui \u00abi sette divengono i ventuno, e poi i molti\u00bb; la sostanza luce, l&#8217;energia dell&#8217;anima, comincia a pervadere l&#8217;organismo fisico, e si completa l&#8217;opera creativa del corpo vitale. Primo segnale ne \u00e8, a livello fisico, il \u00absuono\u00bb emesso dal neonato. \u00c8 l&#8217;apice. L&#8217;anima ha terminato la sua creazione: una nuova luce splende nelle tenebre.<\/p>\n<p>Il secondo fulgore s&#8217;accende nel processo inverso, allorch\u00e9 l&#8217;anima preannuncia la restituzione e l&#8217;astrazione definitiva della propria energia intrinseca. Luce e vita si ritirano, e quel carcere che \u00e8 il corpo si dissolve. I suoi quarantanove fuochi si estinguono; il loro calore e la loro luce sono riassorbiti dai ventuno, che, a loro volta, si ritraggono nei sette centri maggiori dell&#8217;energia. Allora suona la \u00abParola di Ritorno\u00bb, e la coscienza, la qualit\u00e0, la luce, l&#8217;energia dell&#8217;uomo si raccolgono nel corpo eterico. Parimenti, la vita si distoglie dal cuore. Ne segue un vivido lampo di pura luce elettrica, e il \u00abcorpo di luce\u00bb recide ogni legame con il fisico, si addensa per breve tempo nel vitale, e scompare. La restituzione \u00e8 cosa fatta. L&#8217;intero processo per cui gli elementi spirituali si concentrano nel corpo eterico, che poi si astrae e si dissipa, sarebbe molto accelerato se, anzich\u00e9 all&#8217;inumazione, si ricorresse alla cremazione.<\/p>\n<p>\u2026 \u2026 \u2026<\/p>\n<p>\u00c8 stato chiesto: \u00abChe pensa, il Tibetano, della cremazione, e sotto quali condizioni \u00e8 opportuno praticarla?\u00bb Per buona sorte, questa pratica si diffonde sempre pi\u00f9. Fra non molto, l&#8217;inumazione sar\u00e0 bandita e la cremazione prescritta per legge \u2013 e sar\u00e0 una vera e propria misura igienica e sanitaria. Quei luoghi insalubri, psichicamente, che sono i cimiteri, spariranno, cos\u00ec come ora svanisce il culto degli antenati, non solo in Oriente, ma anche in Occidente, dove si venera in modo altrettanto puerile il lignaggio avito.<\/p>\n<p>Il fuoco dissolve qualsiasi forma; e quanto pi\u00f9 rapidamente si distrugge il veicolo fisico, tanto pi\u00f9 velocemente esso lascia la presa che ha sull&#8217;anima in atto di ritrarsi. In molti testi teosofici si sono scritte inesattezze circa il tempo che intercorre fra le successive distruzioni dei corpi sottili. Si pu\u00f2 comunque affermare che quando la <em>vera <\/em> morte sia scientificamente accertata (dal medico a ci\u00f2 preposto), e quindi, il corpo fisico non ospiti pi\u00f9 alcuna scintilla di vita, si pu\u00f2 subito procedere alla cremazione. Si ha morte vera, o totale, quando il filo della vita e quello della coscienza sono stati distolti dal cuore e dalla testa. Ma bisogna tener conto anche della giusta deferenza, priva di fretta: ai parenti occorrono alcune ore per adattarsi all&#8217;imminente scomparsa della forma esterna e amata, del defunto; inoltre sono indispensabili le operazioni di stato civile. Sia chiaro per\u00f2 che questo ritardo riguarda solo i rimasti, i viventi, non il morto. Affermare che il corpo eterico non deve essere dato alle fiamme troppo presto, nella credenza che sia bene lasciarlo vagare per parecchi giorni, \u00e8 cosa assolutamente sprovvista di fondamento. Non esiste un valido motivo di indugio. Quando l&#8217;uomo interiore si ritrae dal fisico, abbandona anche l&#8217;eterico. \u00c8 vero invece che quest&#8217;ultimo pu\u00f2 aggirarsi a lungo nel \u00abcampo di emanazione\u00bb quando si ricorre alla sepoltura, e molte volte persiste sino alla completa disintegrazione del corpo denso. La pratica egiziana di mummificare e l&#8217;imbalsamazione usata in Occidente, rimandano anche per secoli il dissolversi del corpo eterico. Ci\u00f2 \u00e8 tanto pi\u00f9 pernicioso quanto peggiori furono le caratteristiche del morto; in tal caso quel guscio eterico pu\u00f2 essere occupato da entit\u00e0 o forze malvage. Il che spiega gli incidenti e i disastri cui sovente soggiacquero gli scopritori di tombe antiche, che ne trassero le mummie riportandole alla luce.<\/p>\n<p>Quando si ricorre alla cremazione, non soltanto il corpo fisico viene immediatamente distrutto e restituito alla fonte, ma anche il vitale si dissolve con rapidit\u00e0, e le fiamme trascinano le sue forze alla riserva universale delle energie vitali, di cui sono sempre state parti inerenti, con o senza forma. Dopo la morte e la cremazione queste forze persistono, ma assorbite dal tutto <em>analogo.<\/em> Meditate su questa fase, che d\u00e0 la chiave per comprendere l&#8217;opera creativa dell&#8217;umanit\u00e0. Se per riguardo ai sentimenti dei familiari o per necessit\u00e0 di stato civile la cremazione deve essere dilazionata, tale ritardo non dovrebbe superare le trentasei ore dopo il decesso; se non esistono valide ragioni, si pu\u00f2 procedere anche dopo solo dodici ore: questo tempo \u00e8 necessario e consigliabile per essere certi della <em>vera <\/em> morte.<\/p>\n<p>\u2026 \u2026 \u2026<\/p>\n<p>In senso esoterico, la cremazione \u00e8 necessaria soprattutto per due motivi: perch\u00e9 accelera la liberazione dei veicoli sottili (che ancora avviluppano l&#8217;anima) dall&#8217;eterico, riducendone il tempo da qualche giorno a poche ore; e perch\u00e9 coadiuva all&#8217;indispensabile purificazione del mondo astrale e raffrena \u00abla tendenza al basso\u00bb del desiderio, che tanto ostacola l&#8217;anima che si incarna. Quest&#8217;ultimo, infatti, non trova appiglio, in quanto il fuoco respinge per sua natura l&#8217;attivit\u00e0 formale del desiderio, ed \u00e8 una delle massime espressioni del divino, con cui l&#8217;astrale non ha vero rapporto, per essere creato dall&#8217;anima umana, non dalla divina.<\/p>\n<p>\u00abDio \u00e8 un fuoco che consuma\u00bb, si legge nella Bibbia in rapporto al primo attributo divino, quello del distruttore, che pone in libert\u00e0 la vita. \u00abDio \u00e8 amore\u00bb \u00e8 frase che si riferisce al secondo aspetto, e raffigura Dio quale immanente. \u00abDio \u00e8 geloso\u00bb significa Dio quale forma, circoscritta e limitata, accentrata in s\u00e9 e priva di emissioni. Notate le tre espressioni corrispondenti: il Suono che distrugge; la Parola attrae; il Verbo individualizzato.<\/p>\n<p>Alla morte cessa la facolt\u00e0 di parlare quando la Parola risuona e ha luogo la restituzione. Poi anche la Parola non si ode pi\u00f9, assorbita e obliterata dal Suono, che elimina qualsiasi interferenza. Poi anche il Suono cade e si fa Silenzio; all&#8217;integrazione finale segue la pace perfetta. In termini di esoterismo, questo \u00e8 tutto il processo della morte.<\/p>\n<p>\u2026 \u2026 \u2026<\/p>\n<p>Sar\u00e0 bene ora analizzare, per quanto possibile, la decima Legge, per giungere alla sintesi del suo contenuto: capiremo che la morte stessa \u00e8 parte del processo creativo di sintesi. \u00c8 indispensabile introdurre una nuova concezione, un nuovo modo di intendere la grande questione della morte.<\/p>\n<p><em>Ascolta, o discepolo, l&#8217;appello del Figlio alla Madre, e obbedisci. <\/em><\/p>\n<p>\u00c8 chiaro, dal contesto, che queste parole si riferiscono all&#8217;abbandono del corpo fisico, ma in realt\u00e0 significano assai pi\u00f9. Lo si pu\u00f2 estendere all&#8217;intero rapporto fra anima e personalit\u00e0, alla pronta obbedienza di questa (la Madre) a quella (il Figlio). Senza questa pronta rispondenza, che implica il riconoscere la Voce che annuncia, la personalit\u00e0 resterebbe sorda all&#8217;anima che comanda il distacco dal corpo. La risposta non \u00e8 ancora abituale. Vorrei che rifletteste su quanto ci\u00f2 implica.<\/p>\n<p>Ripetiamo: l&#8217;aspetto Madre \u00e8 la materia e l&#8217;anima \u2013 nel suo mondo \u2013 \u00e8 il Figlio. La frase concerne dunque il rapporto fra anima e materia, e cos\u00ec pone le basi di tutte le relazioni che il discepolo deve imparare a riconoscere. L&#8217;obbedienza non \u00e8 imposta: essa dipende dall&#8217;udire, e segue come sviluppo successivo. \u00c8 un processo pi\u00f9 facile di quanto immaginiate. Questa distinzione, a proposito dell&#8217;obbedienza, \u00e8 notevole, in quanto <em>imparare per ascolto <\/em> \u00e8 sempre lento ed \u00e8 uno degli aspetti dell&#8217;orientamento; <em>imparare vedendo <\/em> \u00e8 nettamente connesso al Sentiero del Discepolo e chiunque voglia servire in modo saggio ed efficace deve saper distinguere fra chi ascolta e chi vede. Rendersi conto della differenza significa mutare radicalmente la tecnica. Nel primo caso, si \u00e8 decisamente sotto influsso e dominio della Madre, e si deve imparare a vedere. Nell&#8217;altro, si \u00e8 ascoltato e si \u00e8 in procinto di sviluppare la corrispondenza spirituale della vista. Si \u00e8 pertanto reattivi alla visione.<\/p>\n<p><em>La Parola risuona e annuncia che la forma ha assolto il suo compito. <\/em><\/p>\n<p>Questo \u00abproclama spirituale\u00bb dell&#8217;anima pu\u00f2 avere un duplice scopo: decretare la morte, o semplicemente svincolare se stessa dal proprio strumento, la triplice personalit\u00e0, per cui la forma ne resta priva, ma la personalit\u00e0 (e con ci\u00f2 intendo l&#8217;uomo fisico, astrale e mentale) continua nelle sue funzioni. Se fosse di qualit\u00e0 molto alta, pochissimi s&#8217;accorgerebbero che l&#8217;anima \u00e8 assente. Tale condizione si verifica sovente in et\u00e0 molto avanzata o in casi di grave malattia, e pu\u00f2 durare per anni. Ma accade talvolta anche in tenera et\u00e0, e ne consegue la morte o l&#8217;imbecillit\u00e0, poich\u00e9 \u00e8 mancato il tempo di educare i veicoli personali. Una breve riflessione sulla \u00abParola che risuona\u00bb far\u00e0 luce su molte circostanze che lasciano perplessi, e su stati di coscienza finora considerati come problemi insolubili.<\/p>\n<p><em>Il principio mentale si organizza e ripete la Parola. La forma in attesa risponde e si distacca. <\/em><\/p>\n<p>Nella fase qui considerata della morte, la mente agisce con autorit\u00e0, e trasmette al cervello (dove \u00e8 fissata la coscienza) l&#8217;ordine di staccarsi. L&#8217;uomo allora lo comunica al cuore (sede della vita) e, come gia sapete, inizia il ritiro. Ci\u00f2 che accade in quegli istanti senza tempo che precedono la morte, nessuno sa, poich\u00e9 nessuno finora \u00e8 tornato a riferire, e se anche l&#8217;avesse fatto, probabilmente non sarebbe stato creduto.<\/p>\n<p>La prima frase di questa Legge concerne dunque il trapasso dell&#8217;aspirante intelligente allorch\u00e9 lascia la forma del triplice uomo inferiore, se la si intende nei suoi aspetti minori; ma, per la Legge di corrispondenza, la morte di qualsiasi uomo, dal pi\u00f9 primitivo all&#8217;aspirante, \u00e8 regolata secondo uno stesso, identico processo; la differenza sta nel livello della coscienza; sia del processo stesso, che della sua finalit\u00e0. Il risultato, per\u00f2, \u00e8 sempre il medesimo:<\/p>\n<p><em>L&#8217;anima \u00e8 libera. <\/em><\/p>\n<p>Questa vera libert\u00e0 pu\u00f2 essere incerta e breve, per l&#8217;uomo primitivo, o durare a lungo \u2013 ci\u00f2 dipende dall&#8217;efficienza interiore dell&#8217;aspirante; ne ho gi\u00e0 parlato e non \u00e8 il caso di ripetere. Gradualmente, la presa degli stimoli e degli influssi dei tre livelli inferiori della coscienza si allenta, la durata della dissociazione aumenta, il pensiero si fa pi\u00f9 chiaro, e per fasi progressive si perviene a riconoscere l&#8217;essere. Tale chiarezza e tale progresso possono non essere pi\u00f9 realizzati o espressi in occasione della rinascita, per le troppe limitazioni imposte dal corpo fisico denso; ma ad ogni incarnazione la sensitivit\u00e0 cresce, e anche la conoscenza esoterica \u2013 quest&#8217;ultimo termine significando tutto ci\u00f2 che trascende la vita consueta della forma o la comune coscienza nei tre mondi.<\/p>\n<p>\u2026 \u2026 \u2026<\/p>\n<p>Qual \u00e8 il risultato di questo ritrarsi, o piuttosto qual \u00e8 la causa di ci\u00f2 che chiamiamo morte o pralaya? Poich\u00e9 questo trattato \u00e8 presentato sotto forma di manuale di lavoro, continueremo con il metodo dell&#8217;elencazione. Il ritirarsi del doppio eterico di un uomo, di un pianeta, di un sistema, \u00e8 prodotto dalle cause seguenti.<\/p>\n<table border=\"0\" width=\"100%\" cellpadding=\"5\">\n<tbody>\n<tr>\n<td scope=\"col\" valign=\"baseline\" width=\"4%\">\n<p align=\"justify\">1.<\/p>\n<\/td>\n<td scope=\"col\">\n<p align=\"justify\"><em>La cessazione del desiderio. <\/em> Questo dovrebbe essere il risultato di ogni processo evolutivo. La <em>vera <\/em>morte, conforme alla legge, \u00e8 prodotta dal raggiungimento dell&#8217;obiettivo e quindi dalla cessazione dell&#8217;aspirazione. Questo, quando il ciclo perfetto volger\u00e0 al termine, sar\u00e0 vero per il singolo essere umano, per l&#8217;Uomo Celeste e per lo stesso Logos.<\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td scope=\"row\" valign=\"baseline\">2.<\/td>\n<td>\n<div align=\"justify\">\n<p><em>Raggiunta la vibrazione adeguata,<\/em> il lavoro \u00e8 compiuto e il ritmo ciclico rallenta progressivamente e si arresta. Quando la vibrazione o nota, sia percepita e risuonata perfettamente, al punto di sintesi con altre vibrazioni si produce la totale distruzione delle forme.<\/p>\n<\/div>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>Il moto \u00e8 caratterizzato, come sappiamo, da tre qualit\u00e0:<\/p>\n<table border=\"0\" width=\"100%\" cellpadding=\"5\">\n<tbody>\n<tr>\n<td scope=\"col\" valign=\"baseline\" width=\"4%\">\n<p align=\"justify\">a.<\/p>\n<\/td>\n<td scope=\"col\">\n<p align=\"justify\">Inerzia,<\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td scope=\"row\" valign=\"baseline\">\n<p align=\"justify\">b.<\/p>\n<\/td>\n<td>\n<p align=\"justify\">Mobilit\u00e0,<\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td scope=\"row\" valign=\"baseline\">c.<\/td>\n<td>\n<div align=\"justify\">\n<p>Ritmo.<\/p>\n<\/div>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>Questi tre aspetti vengono sperimentati appunto in questo ordine, e presuppongono un periodo di attivit\u00e0 lenta seguito da un periodo di movimento estremo. Questa transizione produce incidentalmente (mentre sono cercati la nota e il rapporto giusti) cicli di caos, di sperimentazione, di esperienza e di comprensione. Dopo questi due gradi di moto (che sono caratteristici dell&#8217;atomo o Uomo, dell&#8217;Uomo Celeste o gruppo, e del Logos o Totalit\u00e0) viene un periodo di ritmo e di stabilizzazione in cui il punto di equilibrio viene trovato. La forza che fa oscillare le paia di opposti, e che produce infine l&#8217;equilibrio, \u00e8 inevitabilmente seguita dal pralaya.<\/p>\n<p>3. <em>La separazione tra il corpo fisico e il corpo pi\u00f9 sottile <\/em> sui piani interiori, mediante la lacerazione della rete. Questo ha un triplice effetto:<\/p>\n<p><em>Primo. <\/em> La vita che animava la forma fisica (sia densa che eterica) e che aveva la sua fonte nell&#8217;atomo permanente, e di qui \u00abpermeava ci\u00f2 che si muove e ci\u00f2 che \u00e8 immobile\u00bb (in Dio, nell&#8217;Uomo Celeste e nell&#8217;essere umano, cos\u00ec come nell&#8217;atomo di materia) si ritira completamente nell&#8217;atomo, sul piano dell&#8217;astrazione. Questo \u00abpiano dell&#8217;astrazione\u00bb varia secondo le entit\u00e0 di cui si tratta:<\/p>\n<table border=\"0\" width=\"100%\" cellpadding=\"5\">\n<tbody>\n<tr>\n<td scope=\"col\" valign=\"baseline\" width=\"4%\">\n<p align=\"justify\">a.<\/p>\n<\/td>\n<td scope=\"col\">\n<p align=\"justify\">Per l&#8217;atomo permanente fisico, \u00e8 il livello atomico.<\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td scope=\"row\" valign=\"baseline\">\n<p align=\"justify\">b.<\/p>\n<\/td>\n<td>\n<p align=\"justify\">Per l&#8217;uomo \u00e8 il veicolo causale.<\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td scope=\"row\" valign=\"baseline\">\n<p align=\"justify\">c.<\/p>\n<\/td>\n<td>\n<p align=\"justify\">Per l&#8217;Uomo Celeste \u00e8 il secondo piano della vita monadica, sua dimora.<\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td scope=\"row\" valign=\"baseline\">d.<\/td>\n<td>\n<div align=\"justify\">\n<p>Per il Logos \u00e8 al piano Adi.<\/p>\n<\/div>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>Questi livelli segnano il punto di dissolvimento dell&#8217;unit\u00e0 allorch\u00e9 entra nel pralaya. Qui occorre ricordare che \u00e8 sempre pralaya quando \u00e8 visto <em>dal basso. <\/em> Dal punto di vista della visione superiore, che vede il sottile che continua ad adombrare il denso quando non \u00e8 in manifestazione, il pralaya \u00e8 semplicemente la soggettivit\u00e0; non \u00abci\u00f2 che non esiste\u00bb, ma semplicemente ci\u00f2 che \u00e8 esoterico.<\/p>\n<p><em>Secondo. <\/em> Il doppio eterico di un uomo, di un Logos planetario o di un Logos solare, quando \u00e8 distrutto si depolarizza rispetto all&#8217;Entit\u00e0 che vi dimora e perci\u00f2 ne permette l&#8217;uscita. Non \u00e8 pi\u00f9, detto in altre parole, una fonte di attrazione, n\u00e9 un punto focale magnetico. Diventa non magnetico, e la grande Legge di Attrazione cessa di dominarlo; da qui la disintegrazione e la condizione della forma che ne consegue. L&#8217;Ego cessa di essere attratto dalla sua forma sul piano fisico, inspira, e ritira la sua vita dall&#8217;involucro. Il ciclo giunge al termine, l&#8217;esperimento \u00e8 compiuto, l&#8217;obiettivo (relativo da vita a vita e da incarnazione a incarnazione) \u00e8 stato raggiunto e non resta pi\u00f9 niente da desiderare; l&#8217;Ego o entit\u00e0 pensante perde perci\u00f2 l&#8217;interesse per la forma, e volge l&#8217;attenzione verso l&#8217;interno. La sua polarizzazione cambia ed il fisico \u00e8 infine abbandonato.<\/p>\n<p>Similmente il Logos planetario nel Suo ciclo maggiore (sintesi nell&#8217;aggregato dei piccoli cicli delle cellule del Suo corpo) segue il medesimo corso; cessa di essere attratto verso il basso e verso l&#8217;esterno e volge lo sguardo all&#8217;interno; ritira all&#8217;interno l&#8217;insieme delle piccole vite che formano il Suo corpo, il pianeta, e tronca ogni collegamento. L&#8217;attrazione esterna cessa e tutto gravita verso il centro invece di disperdersi alla periferia del Suo corpo.<\/p>\n<p>Nel sistema il medesimo processo \u00e8 seguito dal Logos solare; dal Suo elevato piano di astrazione Egli cessa di essere attratto dal Suo corpo di manifestazione. Ritira il Suo interesse, e il paio di due opposti, lo spirito e la materia del veicolo, si dissocia. Con questa dissociazione il sistema solare, questo \u00abFiglio della Necessit\u00e0\u00bb o del desiderio, cessa di esistere ed esce dall&#8217;esistenza oggettiva.<\/p>\n<p><em>Terzo. <\/em> Questo conduce infine alla dispersione degli atomi del corpo eterico che tornano alla loro condizione primordiale. La vita soggettiva, sintesi di volont\u00e0 e di amore in forma attiva, \u00e8 ritirata. L&#8217;associazione \u00e8 disciolta. La forma si disintegra, il magnetismo che la manteneva in una forma coerente non \u00e8 pi\u00f9 presente, e la dissoluzione \u00e8 completa. La materia permane, ma la <em>forma <\/em> non esiste pi\u00f9.<\/p>\n<p>Il lavoro del secondo Logos giunge al termine e l&#8217;incarnazione divina del Figlio \u00e8 conclusa. Ma la facolt\u00e0 o qualit\u00e0 inerente della materia permane ancora, ed alla fine di ogni periodo di manifestazione, la materia (sebbene distribuita nuovamente nella forma primitiva) \u00e8 materia intelligente attiva arricchita di oggettivit\u00e0, e di accresciuta attivit\u00e0 radiante e latente che \u00e8 stata ottenuta con l&#8217;esperienza. Facciamo un esempio. La materia del sistema solare, allorch\u00e9 era indifferenziata, era materia intelligente attiva, e questo \u00e8 tutto quanto se ne pu\u00f2 dire. Questa materia intelligente attiva era materia qualificata da un&#8217;esperienza precedente e colorata da una precedente incarnazione. <em>Adesso <\/em> questa materia <em>ha preso forma, <\/em> il sistema solare non \u00e8 in pralaya ma in oggettivit\u00e0, e questa oggettivit\u00e0 ha per scopo l&#8217;aggiunta di un&#8217;altra qualit\u00e0 al contenuto logoico, quella dell&#8217;amore e della saggezza. Quindi, al prossimo pralaya solare, al termine dei cento anni di Brahma, la materia del sistema solare sar\u00e0 colorata dall&#8217;intelligenza attiva e dall&#8217;amore. Questo significa letteralmente che l&#8217;insieme della materia atomica solare vibrer\u00e0 allora in un&#8217;altra nota, diversa da quella dell&#8217;alba della manifestazione.<\/p>\n<p>Possiamo applicare questo al Logos planetario ed all&#8217;unit\u00e0 umana poich\u00e9 l&#8217;analogia \u00e8 valida. Se ne ha la corrispondenza su scala molto minore nel fatto che ogni vita umana dota l&#8217;uomo di un corpo fisico pi\u00f9 evoluto, maggiormente responsivo, e vibrante in diversa misura. In questi tre pensieri vi sono molte informazioni, se sono studiati attentamente e sviluppati logicamente.<\/p>\n<p>4. <em>La trasmutazione del violetto nel blu. <\/em> Su questo non possiamo soffermarci. Semplicemente lo enunciamo e ne lasciamo l&#8217;applicazione agli studiosi cui il karma lo consente e che hanno sufficiente intuizione.<\/p>\n<p>5. <em>Il ritrarsi della vita, per cui la forma deve gradatamente dissiparsi. <\/em>\u00c8 interessante notare questa azione riflessa, perch\u00e9 i grandi Costruttori e i Deva che sono gli agenti attivi durante la manifestazione, e mantengono coesivamente la forma trasmutando, applicando e facendo circolare le emanazioni praniche, perdono del pari l&#8217;attrazione per la materia della forma e volgono altrove l&#8217;attenzione. Sul sentiero dell&#8217;espirazione (sia umana che planetaria o logoica ) questi deva costruttori (sul medesimo raggio dell&#8217;unit\u00e0 che desidera manifestarsi, o su un raggio complementare) sono attratti dalla sua volont\u00e0 e dal desiderio, e assolvono il loro compito di costruzione. Sul sentiero dell&#8217;inspirazione (sia umana che planetaria o logoica ) non sono pi\u00f9 attratti e la forma comincia a dissiparsi. Essi ritirano il loro interesse, e le forze (che pure sono delle entit\u00e0) che sono gli agenti della distruzione, eseguono il necessario lavoro di disintegrazione delle forme; essi la disperdono \u2013 come \u00e8 detto occultamente \u2013 \u00abai quattro venti del Cielo\u00bb, ossia alle regioni dei quattro respiri \u2013 in una separazione e distribuzione quadruplici. Questa \u00e8 un&#8217;indicazione che va attentamente considerata.<\/p>\n<p>Sebbene non siano mai stati dipinti dei quadri raffiguranti le scene del letto di morte, n\u00e9 la drammatica uscita del palpitante corpo eterico dal centro della testa, come ci si sarebbe potuto attendere, tuttavia alcune regole e taluni obiettivi che governano questo ritiro sono stati comunicati. Abbiamo visto che la meta di ogni vita (umana, planetaria o solare) dovrebbe essere la realizzazione e l&#8217;attuazione di un preciso disegno, l&#8217;ottenimento di una forma pi\u00f9 adeguata al servizio dello spirito; quando ci\u00f2 sia raggiunto, l&#8217;entit\u00e0 che abita la forma ne distoglie l&#8217;attenzione, e la forma si disintegra avendo assolto la sua missione. Questo non sempre avviene in ogni vita umana, e nemmeno in ogni ciclo planetario. Il mistero della luna \u00e8 il mistero dell&#8217;insuccesso. Questo conduce, quando sia compreso, ad una vita di dignit\u00e0 ed offre una meta degna dei nostri sforzi pi\u00f9 ardui. Quando questo aspetto della verit\u00e0 sar\u00e0 riconosciuto universalmente, ci\u00f2 che avverr\u00e0 quando l&#8217;intelligenza della razza sar\u00e0 adeguata, allora l&#8217;evoluzione proceder\u00e0 con sicurezza e gli insuccessi saranno meno numerosi.<\/p>\n<p>\u2026 \u2026 \u2026<\/p>\n<p>Torniamo al nostro tema principale, per vederne altri aspetti. In senso lato si pu\u00f2 dire che le morti siano tre.<\/p>\n<p>Prima fra tutte, la morte fisica, che costantemente ricorre e che \u00e8 familiare a tutti proprio per la sua grandissima frequenza. Se solo poteste rendervene conto, in breve non ne avreste pi\u00f9 alcun timore. Vi \u00e8 poi quella che la Bibbia chiama la \u00abseconda morte\u00bb, che per l&#8217;attuale ciclo del mondo riguarda la liberazione da tutto ci\u00f2 che di astrale ha presa sull&#8217;uomo. In senso lato, questa seconda morte si compie alla quarta iniziazione, quando persino l&#8217;aspirazione cessa, perch\u00e9 ormai inutile; la Volont\u00e0 dell&#8217;iniziato \u00e8 allora fissa e immobile, e la sensibilit\u00e0 astrale non gli \u00e8 pi\u00f9 di nessuna utilit\u00e0.<\/p>\n<p>Questa esperienza ha una sua peculiare corrispondenza, a livello molto inferiore, allorch\u00e9 nel candidato alla seconda iniziazione cadono tutte le emozioni. \u00c8 un evento vero e proprio, di cui egli \u00e8 consapevole. Fra la seconda e la terza, egli deve poi dar prova, in modo continuato, di non reagire all&#8217;\u00abastralismo\u00bb e a ci\u00f2 che \u00e8 emotivo. La seconda morte prima discussa concerne invece la scomparsa del corpo causale all&#8217;atto della quarta iniziazione; con ci\u00f2 l&#8217;antahkarana \u00e8 completato, ed il rapporto fra Monade e personalit\u00e0 \u00e8 diretto, libero e continuo.<\/p>\n<p>La terza morte avviene quando l&#8217;iniziato abbandona, in modo definitivo e senza possibilit\u00e0 di ritorno, ogni rapporto con il piano fisico cosmico. \u00c8 ancora lontana, necessariamente, per tutti i membri della Gerarchia, e attualmente \u00e8 possibile e permessa solo per pochi del Concilio di Shamballa.<\/p>\n<p>Ma Sanat Kumara non \u00e8 fra questi. Egli super\u00f2 questa \u00abtrasformazione\u00bb moltissimi millenni or sono, durante un grande cataclisma che inaugur\u00f2 l&#8217;epoca della Lemuria, provocato appunto dalla Sua esperienza cosmica e dalla necessit\u00e0 di un afflusso di energie da Esseri extra-planetari.<\/p>\n<p>\u2026 \u2026 \u2026<\/p>\n<p>Quando tutte le unit\u00e0 o le cellule del corpo del Logos planetario avranno realizzato il proprio fine, Egli sar\u00e0 libero dalla manifestazione densa, e morir\u00e0 al fisico.<\/p>\n<p>\u2026 \u2026 \u2026<\/p>\n<p>Qui sta il segreto della sofferenza e della morte su questo pianeta. Il suo Logos (esaminando la questione in senso macrocosmico) \u00e8, come sapete, uno degli \u00abDei imperfetti\u00bb citati ne <em>La Dottrina segreta,<\/em> anche se la Sua perfezione in realt\u00e0 \u00e8 tale da superare la comprensione dell&#8217;uomo \u2013 cio\u00e8 la capacit\u00e0 di capire di una delle unit\u00e0 di uno dei regni che ne sono il corpo manifesto. L&#8217;equilibrio fra spirito e materia non \u00e8 ancora raggiunto, anche se \u00e8 ormai prossimo; le forze involutive sono ancora potenti e le energie spirituali frustrate, anche se in grado molto minore che ai primi tempi della storia umana; la razza-madre che succeder\u00e0 all&#8217;attuale vedr\u00e0 conseguito l&#8217;equilibrio e inaugurata l&#8217;et\u00e0 dell&#8217;oro, cos\u00ec chiamata.<\/p>\n<p>\u2026 \u2026 \u2026<\/p>\n<p>La morte \u00e8 per l&#8217;uomo esattamente ci\u00f2 che la fissione nucleare \u00e8 per l&#8217;atomo; la grande scoperta di questa forma di energia lo ha mostrato. Il nucleo si scinde in due (questi termini non sono corretti in senso scientifico), e nella vita atomica si sprigionano luce e potenza immense; la morte ha effetti consimili anche a livello astrale: \u00e8 un fenomeno che pu\u00f2 dirsi parallelo alla liberazione dell&#8217;energia atomica. E lo stesso effetto, in diversa misura, \u00e8 causato dalla morte di qualsiasi forma naturale, che spezza e distrugge la sostanza a fini costruttivi; le ripercussioni sono soprattutto astrali o psichiche e dissolvono, in parte, l&#8217;illusione circostante. La distruzione integrale di forme, negli anni di guerra, provoc\u00f2 mutamenti immensi nel mondo astrale, dissipando enormi accumuli di illusione, e fu ottima cosa. Minore sar\u00e0 infatti la resistenza offerta alle nuove energie; pi\u00f9 facile l&#8217;avvento di nuove idee, con i riconoscimenti implicati; appariranno nuove concezioni nel campo del pensiero umano, dipendenti da nuove \u00abvie di impressione\u00bb che renderanno le menti umane sensibili ai piani gerarchici e ai propositi di Shamballa.<\/p>\n<p>Tutto ci\u00f2 \u00e8 detto per inciso. Quanto ho esposto vi illustrer\u00e0 certi rapporti fra la morte e l&#8217;attivit\u00e0 costruttiva, e il suo valido contributo al processo di ricostruzione. La grande legge della Morte \u2013 che governa la sostanza nei tre mondi \u2013 \u00e8 benefica e correttiva: ci\u00f2 dovrebbe esservi chiaro. Senza dilungarmi, vi ricordo che quella legge, cos\u00ec potente nei tre mondi dell&#8217;evoluzione umana, riflette un proposito cosmico che controlla i livelli eterico, astrale e mentale cosmici del sistema solare. L&#8217;energia che provoca la morte \u00e8 espressione del principio di quella VITA maggiore che comprende i setti sistemi planetari, manifestanti la vita del sistema solare. Ma quando, pensando e cercando di capire, si giunge in questi reami di pura astrazione, dobbiamo a un certo punto fermarci e tornare con la mente alle questioni pi\u00f9 pratiche della vita planetaria e alle leggi che reggono l&#8217;umanit\u00e0.<\/p>\n<p>\u2026 \u2026 \u2026<\/p>\n<p>\u00c8 quindi legittimo assumere che l&#8217;<em>eliminazione <\/em> proceda in modo pi\u00f9 definito ed efficace che la restituzione. Altra questione da considerare \u00e8 la seguente: interiormente, l&#8217;uomo <em> sa <\/em> che la vita fisica \u00e8 governata dalla Legge della Rinascita, e che, prima di eliminare il corpo astrale, o astrale-mentale, deve passare per un interludio fra due incarnazioni, con due grandi esperienze:<\/p>\n<table border=\"0\" width=\"100%\" cellpadding=\"5\">\n<tbody>\n<tr>\n<td scope=\"row\" valign=\"baseline\" width=\"4%\">1.<\/td>\n<td colspan=\"2\">\n<div align=\"justify\"><\/div>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<\/div>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>E s\u2019ode una Parola. Il punto di luce radiante, gi\u00e0 disceso, ora sale, al comando di quel suono udito appena, attratto dalla sua sorgente. Per gli uomini, \u00e8 la morte, per l\u2019anima, \u00e8 la vita. Morte: la grande avventura &#8211; Parte XIII a cura di Adriano Nardi Dagli scritti di Alice A. Bailey e del Maestro D. K. E s&#8217;ode una Parola. 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