{"id":2113,"date":"2006-03-05T00:00:16","date_gmt":"2006-03-04T23:00:16","guid":{"rendered":"http:\/\/www.esonet.it\/?p=2113"},"modified":"2023-10-10T20:10:58","modified_gmt":"2023-10-10T18:10:58","slug":"morte-la-grande-avventura-parte-viii","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.esonet.it\/?p=2113","title":{"rendered":"Morte: la grande avventura &#8211; Parte VIII"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/www.esonet.it\/?cat=48\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%20370%20247'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load alignright\" title=\"Letture d'Esoterismo Orientale\" data-lazy-src=\"images\/topics\/LettOriente1.jpg\" alt=\"Letture d'Esoterismo Orientale\" align=\"right\" border=\"0\" \/><noscript><img decoding=\"async\" class=\"alignright\" title=\"Letture d'Esoterismo Orientale\" src=\"images\/topics\/LettOriente1.jpg\" alt=\"Letture d'Esoterismo Orientale\" align=\"right\" border=\"0\" \/><\/noscript><\/a>La morte non \u00e8 che un interludio in una vita di esperienza costantemente acquisita&#8230; essa segna una precisa transizione da uno stato di coscienza ad un altro.<\/p>\n<table border=\"0\" width=\"100%\">\n<tbody>\n<tr>\n<td scope=\"col\">\n<div align=\"center\">\n<h3 align=\"left\"><a name=\"su\"><\/a>Morte: la grande avventura &#8211; Parte VIII<\/h3>\n<p align=\"left\">a cura di Adriano Nardi<\/p>\n<p align=\"left\">\n<\/div>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td scope=\"row\">\n<div align=\"justify\">\n<p align=\"center\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%20135%20135'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load\" data-lazy-src=\"..\/img_art\/loto_egoico.jpg\" width=\"135\" height=\"135\" \/><noscript><img decoding=\"async\" src=\"..\/img_art\/loto_egoico.jpg\" width=\"135\" height=\"135\" \/><\/noscript><\/p>\n<p align=\"center\">Dagli scritti di Alice A. Bailey e del Maestro D. K.<\/p>\n<p><em>La morte non \u00e8 che un interludio in una vita di esperienza costantemente acquisita&#8230; essa segna una precisa transizione <strong>da uno stato di coscienza ad un altro<\/strong><\/em>.<\/p>\n<p>Morte, in realt\u00e0, \u00e8 non aver coscienza di una certa attivit\u00e0 vitale. La riserva di vita \u00e8 il luogo della morte, e questa \u00e8 la prima lezione per il discepolo&#8230;<\/p>\n<p>\u2026 \u2026 \u2026<\/p>\n<p>La morte \u00e8 un fenomeno che riguarda essenzialmente la coscienza. In un dato momento siamo consci del mondo fisico, e l&#8217;istante dopo siamo ritratti in un altro mondo, impegnati in altre attivit\u00e0.<\/p>\n<p>\u2026 \u2026 \u2026<\/p>\n<p>Nel caso di un iniziato, le cose sono alquanto diverse, perch\u00e9 \u00e8 frequente che resti in piena coscienza per tutto il processo della morte.<\/p>\n<p>\u2026 \u2026 \u2026<\/p>\n<p>La distruzione della forma, non \u00e8, per Essi, la morte quale intesa dall&#8217;uomo, ma un puro e semplice processo di liberazione.<\/p>\n<p>\u2026 \u2026 \u2026<\/p>\n<p>Mediante l&#8217;allineamento, l&#8217;anima usa il tempo in modo esatto; o dir\u00f2, meglio, che il cervello, l&#8217;unico organo umano ad averne coscienza, non \u00e8 pi\u00f9 l&#8217;elemento dominante; la mente, quale agente dell&#8217;anima (la cui coscienza include passato, presente e futuro) vede la vita e l&#8217;esperienza per quel che sono. La morte \u00e8 dunque intesa come un episodio, <em>un passaggio in una lunga serie di transizioni<\/em>. Quando sar\u00e0 compreso questo atteggiamento dell&#8217;anima, tutto il modo di vivere, e quindi anche di morire, muter\u00e0 radicalmente.<\/p>\n<p>\u2026 \u2026 \u2026<\/p>\n<p>Noi considereremo la morte soltanto come un altro passo compiuto sul cammino che porta alla luce e alla vita.<\/p>\n<p>\u2026 \u2026 \u2026<\/p>\n<p>Negli ultimi stadi di vita, abbiamo la cristallizzazione della forma e l&#8217;uomo si rende conto della sua insufficienza. Giunge allora la liberazione chiamata morte, il gran momento in cui \u201clo spirito prigioniero\u201d sfugge dalle mura che lo costringono entro una forma fisica.<\/p>\n<p>\u2026 \u2026 \u2026<\/p>\n<p>La morte che dico \u00e8 la Grande Liberatrice, che spezza le forme che uccidono quanto racchiudono.<\/p>\n<p>\u2026 \u2026 \u2026<\/p>\n<p>Molte volte ho ripetuto che la Gerarchia agisce solo sull&#8217;aspetto spirituale, cio\u00e8 sull&#8217;anima umana, e che \u2013 agli occhi del Maestro \u2013 la forma \u00e8 relativamente senza importanza. La liberazione dalla triplice forma \u00e8 sempre considerata, dall&#8217;uomo spirituale, come il massimo bene, purch\u00e9 avvenga secondo la legge, come risultato del suo destino spirituale e delle decisioni karmiche; non come atto arbitrario, per evadere dalla vita e dalle sue conseguenze fisiche, o per auto-decisione.<\/p>\n<p>\u2026 \u2026 \u2026<\/p>\n<p>\u00c8 interessante notare che la morte sia regolata dal Principio di Liberazione, e non da quello di Limitazione. Le vite auto-coscienti la riconoscono come un semplice fattore di cui tener conto, ma gli umani non la comprendono, perch\u00e9 sono le pi\u00f9 illuse fra tutte le vite incarnate.<\/p>\n<p>\u2026 \u2026 \u2026<\/p>\n<p>La morte \u00e8 semplicemente Portatrice di Trasformazione.<\/p>\n<p>\u2026 \u2026 \u2026<\/p>\n<p>&#8230; la morte stessa \u00e8 parte del processo creativo di sintesi.<\/p>\n<p>\u2026 \u2026 \u2026<\/p>\n<p>Io parlo della Morte in quanto la conosco sia nella sua espressione mondana ed esterna, quanto nella verit\u00e0 della vita interiore, dove non esiste. Si entra, semplicemente, in una vita pi\u00f9 vasta.<\/p>\n<p>\u2026 \u2026 \u2026<\/p>\n<p>La Legge della Morte e del Sacrificio regola la graduale disintegrazione delle forme concrete e il loro sacrificio alla vita che evolve&#8230;<\/p>\n<p>\u2026 \u2026 \u2026<\/p>\n<p>La Legge del sacrificio e della Morte governa il piano fisico. La distruzione della forma, perch\u00e9 la vita progredisca, \u00e8 uno dei metodi fondamentali dell&#8217;evoluzione.<\/p>\n<p>\u2026 \u2026 \u2026<\/p>\n<p>Il Maestro impara il significato della limitazione della forma; quindi assume il controllo ed applica la legge a livello di quella forma. In tal modo, dopo averla trascesa, la scarta, in cerca di altre migliori. In tal modo procede, sempre mediante sacrificio e morte della forma. La riconosce come limite e la sacrifica e respinge per elevare sempre pi\u00f9 la vita. La via della resurrezione passa per la morte sulla croce, ma poi giunge al monte dell&#8217;Ascensione.<\/p>\n<p>\u2026 \u2026 \u2026<\/p>\n<p>L&#8217;intero deve essere considerato come pi\u00f9 importante che la parte: non si tratta di un sogno, o di una visione, di una teoria, non \u00e8 una vana speranza, un semplice anelito. \u00c8 una necessit\u00e0 innata e imprescindibile. Implica la morte, ma come bellezza, come gioia, come spirito in atto, come perfezione del bene.<\/p>\n<p>\u2026 \u2026 \u2026<\/p>\n<p>La morte \u00e8 solo un metodo per riconcentrare l&#8217;energia, prima di rinnovare l&#8217;attivit\u00e0, che tende sempre e senza sosta al miglioramento.<\/p>\n<p>\u2026 \u2026 \u2026<\/p>\n<p>&#8230;per l&#8217;anima prendere forma e quindi immergersi in essa, e morire, sono sinonimi.<\/p>\n<p>\u2026 \u2026 \u2026<\/p>\n<p>Il terrore e la morbosit\u00e0 evocati normalmente dal pensiero della morte, e la renitenza ad affrontarlo a dovere per comprenderlo, sono dovuti all&#8217;importanza che si annette al corpo fisico, con il quale \u00e8 tanto facile identificarsi; ma \u00e8 anche basato sul timore innato della solitudine e della perdita di ci\u00f2 che \u00e8 familiare. Eppure, la solitudine sperimentata dopo la morte, allorch\u00e9 ci si trova privi di corpo fisico, \u00e8 nulla se paragonata a quella che ci coglie alla nascita. Qui l&#8217;anima si ritrova in un ambiente nuovo e confitta in un corpo ancora inadatto per badare a se stesso, e per lungo tempo anche incapace di stabilire contatti intelligenti con le circostanze. L&#8217;uomo nasce senza memoria dell&#8217;identit\u00e0 o dell&#8217;importanza del gruppo di anime incarnate con cui si trova in rapporto; questo isolamento scompare a poco a poco solo quando egli avvia suoi propri rapporti personali, scopre individui congeniali e raccoglie attorno a s\u00e9 un gruppo di uomini che chiama amici. Ma dopo la morte non \u00e8 cos\u00ec, poich\u00e9 dall&#8217;altra parte del velo ritrova coloro che gli sono noti e gli sono stati accanto nella vita terrena, e quindi non \u00e8 mai solo, almeno nel senso che si intende di norma la solitudine; inoltre \u00e8 conscio di quelli che ancora vivono incarnati; pu\u00f2 vederli, pu\u00f2 sentirne le emozioni e persino i pensieri, poich\u00e9 non \u00e8 pi\u00f9 impedito dal cervello fisico, che agisce come deterrente. Se gli uomini fossero pi\u00f9 saggi, temerebbero assai pi\u00f9 la nascita che la morte, poich\u00e9 quella getta davvero l&#8217;anima in carcere, e questa \u00e8 il primo passo verso la libert\u00e0. <img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%2015%2015'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load\" data-lazy-src=\"..\/img_art\/fine_testo.gif\" width=\"15\" height=\"15\" \/><noscript><img decoding=\"async\" src=\"..\/img_art\/fine_testo.gif\" width=\"15\" height=\"15\" \/><\/noscript><\/p>\n<p align=\"center\"><a href=\"#su\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%2044%2070'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load\" data-lazy-src=\"..\/img_art\/Uovo_min.jpg\" alt=\"torna su\" width=\"44\" height=\"70\" border=\"0\" \/><noscript><img decoding=\"async\" src=\"..\/img_art\/Uovo_min.jpg\" alt=\"torna su\" width=\"44\" height=\"70\" border=\"0\" \/><\/noscript><\/a><\/p>\n<\/div>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La morte non \u00e8 che un interludio in una vita di esperienza costantemente acquisita&#8230; essa segna una precisa transizione da uno stato di coscienza ad un altro. 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