{"id":2145,"date":"2006-02-03T00:00:18","date_gmt":"2006-02-02T23:00:18","guid":{"rendered":"http:\/\/www.esonet.it\/?p=2145"},"modified":"2023-10-10T20:14:01","modified_gmt":"2023-10-10T18:14:01","slug":"morte-la-grande-avventura-parte-ii","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.esonet.it\/?p=2145","title":{"rendered":"Morte: la grande avventura &#8211; Parte II"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/www.esonet.it\/?cat=48\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%20370%20247'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load alignright\" title=\"Letture d'Esoterismo Orientale\" data-lazy-src=\"images\/topics\/LettOriente1.jpg\" alt=\"Letture d'Esoterismo Orientale\" align=\"right\" border=\"0\" \/><noscript><img decoding=\"async\" class=\"alignright\" title=\"Letture d'Esoterismo Orientale\" src=\"images\/topics\/LettOriente1.jpg\" alt=\"Letture d'Esoterismo Orientale\" align=\"right\" border=\"0\" \/><\/noscript><\/a>Le nostre idee sulla morte sono errate; la consideriamo come qualcosa di triste e di pauroso, mentre in realt\u00e0 essa \u00e8 la grande liberatrice, che ci permette di entrare in una sfera di attivit\u00e0 pi\u00f9 ampia, \u00e8 la liberazione della Vita dal veicolo cristallizzato e da una forma inadeguata.<\/p>\n<table border=\"0\" width=\"100%\">\n<tbody>\n<tr>\n<td scope=\"col\">\n<div align=\"center\">\n<h3 align=\"left\"><a name=\"su\"><\/a>Morte: la grande avventura &#8211; Parte II<\/h3>\n<p align=\"left\">a cura di Adriano Nardi<\/p>\n<p align=\"left\">\n<\/div>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td scope=\"row\">\n<div align=\"justify\">\n<p align=\"center\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%20135%20135'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load\" data-lazy-src=\"..\/img_art\/loto_egoico.jpg\" width=\"135\" height=\"135\" \/><noscript><img decoding=\"async\" src=\"..\/img_art\/loto_egoico.jpg\" width=\"135\" height=\"135\" \/><\/noscript><\/p>\n<p align=\"center\">Dagli scritti di Alice A. Bailey e del Maestro D. K.<\/p>\n<h4>Parte II<\/h4>\n<p><em>Le nostre idee sulla morte sono errate; la consideriamo come qualcosa di triste e di pauroso, mentre in realt\u00e0 essa \u00e8 la grande liberatrice, che ci permette di entrare in una sfera di attivit\u00e0 pi\u00f9 ampia, \u00e8 la liberazione della Vita dal veicolo cristallizzato e da una forma inadeguata. <\/em><\/p>\n<p>Consideriamo ora <em>la salvezza della natura corporea mediante la morte. <\/em><\/p>\n<p>Definiamo dunque questo processo misterioso cui vanno soggette tutte le forme, e che tanto sovente &#8211; poich\u00e9 non lo si comprende &#8211; viene temuto come l&#8217;atto finale. La mente umana \u00e8 ancora poco sviluppata, s\u00ec che il terrore dell&#8217;ignoto e dell&#8217;insolito e l&#8217;adesione alla forma, hanno prodotto una situazione tale per cui uno degli eventi pi\u00f9 benefici del ciclo vitale del Figlio di Dio che si incarna \u00e8 considerato come qualcosa da evitare e posporre quanto pi\u00f9 possibile.<\/p>\n<p>La morte, se solo poteste rendervene conto, \u00e8 una delle attivit\u00e0 pi\u00f9 consuete. Siamo morti molte volte, e torneremo a morire. \u00c8 un fenomeno che riguarda essenzialmente la coscienza. In un dato momento siamo consci del mondo fisico, e l&#8217;istante dopo siamo ritratti in un altro mondo, impegnati in altre attivit\u00e0. Finch\u00e9 la coscienza si identifica con la forma, la morte conserva il suo antico terrore. Ma quando si immedesima con l&#8217;anima, e pu\u00f2 concentrarsi a volont\u00e0 in qualsiasi forma o livello, o in qualsiasi direzione dello spazio divino, la morte scompare.<\/p>\n<p>Per l&#8217;uomo comune essa \u00e8 una fine catastrofica, poich\u00e9 interrompe tutti i rapporti umani, termina tutte le attivit\u00e0 fisiche, recide tutti i legami affettivi e lo getta (suo malgrado) nell&#8217;ignoto che teme. \u00c8 per lui come dover lasciare l&#8217;ambiente caldo e luminoso, accogliente e familiare, ove sono raccolte le persone care, per uscire nella notte fredda e tenebrosa, solo e spaurito, sperando il meglio, ma senza alcuna certezza.<\/p>\n<p>Ma si dimentica che ogni notte, nel sonno, si muore al corpo fisico per vivere altrove. Si dimentica di sapere gi\u00e0 facilmente lasciare il fisico; e poich\u00e9 non si sa ancora registrare nel cervello la memoria di quel passaggio e del successivo periodo di attivit\u00e0 vivente, non si scorge il nesso tra sonno e morte. Ma questa, dopo tutto, non \u00e8 che un interludio tra due operazioni fisiche: si \u00e8 \u00abvia\u00bb per un periodo pi\u00f9 lungo. In effetti, il processo quotidiano del sonno e quello meno frequente della morte sono identici, con una sola differenza: nel primo, il filo conduttore della forza vitale resta intatto, e costituisce la via per rientrare nel corpo; nel secondo, si spezza. Allora l&#8217;entit\u00e0 cosciente non si pu\u00f2 reinserirsi nel corpo, e questo, mancando il principio di coesione, si disgrega.<\/p>\n<p>\u2026 \u2026 \u2026<\/p>\n<p><em>La paura della Morte <\/em> basa:<\/p>\n<table border=\"0\" width=\"100%\">\n<tbody>\n<tr>\n<td scope=\"col\" valign=\"baseline\" width=\"4%\">\n<p align=\"center\">a.<\/p>\n<\/td>\n<td scope=\"col\" width=\"96%\">\n<p align=\"justify\">Sul terrore del processo di separazione insito nella morte stessa.<\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td scope=\"row\" valign=\"baseline\">\n<p align=\"center\">b.<\/p>\n<\/td>\n<td>\n<p align=\"justify\">Sull&#8217;orrore per l&#8217;ignoto e l&#8217;incomprensibile.<\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td scope=\"row\" valign=\"baseline\">\n<p align=\"center\">c.<\/p>\n<\/td>\n<td>\n<p align=\"justify\">Sul dubbio circa l&#8217;immortalit\u00e0.<\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td scope=\"row\" valign=\"baseline\">\n<p align=\"center\">d.<\/p>\n<\/td>\n<td>\n<p align=\"justify\">Sul dolore di lasciare i propri cari, o di perderli.<\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td scope=\"row\" valign=\"baseline\">\n<p align=\"center\">e.<\/p>\n<\/td>\n<td>\n<p align=\"justify\">Su antiche reazioni a morti violente gi\u00e0 sperimentate, annidate nel subconscio.<\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td scope=\"row\" valign=\"baseline\">\n<p align=\"center\">f.<\/p>\n<\/td>\n<td>\n<p align=\"justify\">Sull&#8217;attaccamento alla forma, con cui ci si \u00e8 identificati.<\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td scope=\"row\" valign=\"baseline\">\n<p align=\"center\">g.<\/p>\n<\/td>\n<td>\n<p align=\"justify\">Su vecchi ed erronei insegnamenti di Paradiso e Inferno.<\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>Io parlo della Morte in quanto la conosco sia nella sua veste mondana ed esterna, quanto nella verit\u00e0 della vita interiore, dove non esiste. Si entra, semplicemente, in una vita pi\u00f9 vasta, liberi dai ceppi del corpo terreno. Il tanto temuto processo di distacco non esiste, salvo che nel caso della morte violenta e improvvisa, e anche allora ci\u00f2 che \u00e8 veramente penoso si riduce a un istante, al senso angoscioso della distruzione e del pericolo incombenti, a qualcosa che molto somiglia a una scossa elettrica. Nient&#8217;altro. Per gli uomini di scarsa evoluzione, la morte \u00e8 letteralmente un sonno, un oblio, poich\u00e9 la mente non \u00e8 desta quanto basta per reagire, e la memoria \u00e8 praticamente vuota di ricordi. Per l&#8217;uomo di medio livello, buon cittadino, dopo la morte il processo vitale, gli interessi e le tendenze proseguono nella sua coscienza. Questa, e la consapevolezza, restano uguali ed inalterate. Egli non nota una gran differenza, trova aiuto e sovente non s&#8217;accorge neppure d&#8217;aver subito l&#8217;esperienza della morte. I malvagi, gli egoisti crudeli, i criminali, e quei pochi che vivono solo per la materia, sperimentano invece una condizione chiamata \u00abincatenati alla terra\u00bb. I legami che essi stessi hanno forgiato con la terra, e la tendenza materialistica di tutti i loro desideri li costringono nei pressi della terra e nei paraggi della loro ultima vicenda terrena. Essi cercano con disperazione e con ogni possibile mezzo di riprendere quei contatti e di ritornare in quell&#8217;ambiente. In pochi casi, anche individui buoni ed elevati, per il grande amore posto nei rimasti, o per il desiderio di eseguire qualche dovere urgente inadempiuto, si ritrovano in una condizione simile. Per l&#8217;aspirante, la morte segna l&#8217;ingresso immediato in una sfera di servizio e di espressione cui \u00e8 assuefatto, e che subito riconosce. Durante il sonno, infatti, aveva frequentato un dominio di servizio attivo e di apprendimento. Ora, semplicemente, vi dimora per tutte le ventiquattro ore (per dirla secondo il tempo fisico) anzich\u00e9 per le sole, poche ore di sonno.<\/p>\n<p>\u2026 \u2026 \u2026<\/p>\n<p>Altro timore che induce l&#8217;uomo a considerare la morte come una calamit\u00e0 \u00e8 inculcato dalla teologia, specie da alcune sette Protestanti e dalla Chiesa Cattolica: \u00e8 la paura dell&#8217;inferno, del castigo, per di pi\u00f9 sproporzionato agli errori commessi durante la vita terrena; sono gli orrori imposti dall&#8217;ira divina. Si pretende che l&#8217;uomo deve subirli, senza via di scampo, se non tramite espiazione altrui.<\/p>\n<p>Ma in verit\u00e0 tutto ci\u00f2 non esiste: n\u00e9 l&#8217;ira di Dio, n\u00e9 l&#8217;inferno, n\u00e9 l&#8217;espiazione vicaria. Un solo grande principio palpita in tutto l&#8217;universo, ed \u00e8 l&#8217;amore; e il Cristo \u00e8 presente, e insegna all&#8217;uomo che l&#8217;anima esiste e ci redime con la sua vita, e che l&#8217;inferno \u00e8 la Terra stessa, dove impariamo a conseguire la salvezza, attuata dal principio di amore e di luce, seguendo il suo esempio e l&#8217;anelito interiore dell&#8217;anima nostra. L&#8217;inferno \u00e8 un avanzo dell&#8217;indirizzo sadico dato al pensiero cristiano nel medio evo e delle erronee dottrine del Vecchio Testamento a proposito di Jehovah, il Dio tribale degli Ebrei. Jehovah <em>non <\/em> \u00e8 Dio, il Logos planetario, il Cuore eterno dell&#8217;Amore rivelato dal Cristo. Ma con il graduale disperdersi di queste concezioni errate, anche l&#8217;inferno svanir\u00e0 dal ricordo, sostituito dalla comprensione della legge secondo cui ciascuno opera la propria salvezza nel mondo fisico, cio\u00e8 rettifica gli errori quivi commessi, s\u00ec che un giorno potr\u00e0 cancellare ogni traccia di male dalla propria vita.<\/p>\n<p>Ma qui non intendo intavolare una disputa teologica. Voglio solo farvi notare che l&#8217;attuale terrore della morte deve cedere alla comprensione intelligente della realt\u00e0 delle cose, sostituito dal concetto di continuit\u00e0 della vita, che elimina ogni inquietudine, e accentuare l&#8217;idea della vita una, di una sola Entit\u00e0 cosciente, che sperimenta in molti corpi.<\/p>\n<p>\u2026 \u2026 \u2026<\/p>\n<p>Nel secolo venturo, la morte e la volont\u00e0 assumeranno nuovi significati per l&#8217;umanit\u00e0, e molte vecchie idee scompariranno. Per l&#8217;uomo medio dotato di raziocinio, la morte \u00e8 un punto di crisi catastrofica. \u00c8 la cessazione e la fine di tutto ci\u00f2 che ha amato, di tutto quanto gli \u00e8 familiare e che pu\u00f2 essere desiderato; \u00e8 il rovinoso ingresso nell&#8217;ignoto, nell&#8217;incertezza, e la brusca conclusione di tutti i piani e progetti. Per quanto grande possa essere la vera fede nei valori spirituali, per quanto chiaro possa essere il raziocinare della mente circa l&#8217;immortalit\u00e0, per quanto conclusiva possa essere l&#8217;evidenza della persistenza e dell&#8217;eternit\u00e0, resta sempre un interrogativo, il riconoscimento della possibilit\u00e0 di una fine e di un annullamento totali e della cessazione di ogni attivit\u00e0, di tutte le reazioni affettive, di tutti i pensieri, le emozioni, i desideri, le aspirazioni e le intenzioni che si concentrano intorno al nucleo centrale di un essere umano. Il desiderio e la determinazione di perdurare e il senso di continuit\u00e0 poggiano ancora, anche nel credente pi\u00f9 determinato, sulla probabilit\u00e0, su fondamenta instabili e sulla testimonianza di altri, che in realt\u00e0 non sono mai ritornati a raccontare la verit\u00e0. L&#8217;enfasi di ogni pensiero formulato su questo soggetto riguarda l&#8217;\u00abIo\u00bb centrale o il centro della Divinit\u00e0.<\/p>\n<p>\u2026 \u2026 \u2026<\/p>\n<p><em>L&#8217;istinto di auto-preservazione, <\/em> \u00e8 radicato nell&#8217;innato terrore della morte. L&#8217;umanit\u00e0 \u00e8 stata sospinta, proprio da questa paura, ad acquisire l&#8217;attuale livello di longevit\u00e0 e resistenza. Le scienze che riguardano la salvaguardia della vita, le conoscenze igieniche e sanitarie, le conquiste del benessere civile, sono tutte prodotti di quella paura fondamentale. Tutto mira alla persistenza dell&#8217;individuo e della sua esistenza. L&#8217;umanit\u00e0 resiste, quale razza e quale regno di natura, proprio per via di questa paura, e della reazione istintiva che tende a perpetuare l&#8217;individuo.<\/p>\n<p>\u2026 \u2026 \u2026<\/p>\n<p>Vorrei, prima di procedere con nuove istruzioni, che vi impadroniste dell&#8217;insegnamento fin qui impartito. Studiatelo con attenzione, in modo che quanto riguarda la morte si imprima in modo chiaro e netto sulla vostra mente. Formatevene una concezione nuova, cercate di cogliere, in quanto sino ad ora \u00e8 stato oggetto di grande terrore, la legge, il proposito, la bellezza.<\/p>\n<p>In seguito tenter\u00f2 di illustrare alquanto il processo della morte qual \u00e8 visto dall&#8217;anima, allorch\u00e9 questa intraprende l&#8217;atto della restituzione. Quanto ne dir\u00f2 vi sembrer\u00e0 forse speculativo o ipotetico: pochi di voi sarebbero in grado di dimostrarne la fondatezza. Ma sicuramente sar\u00e0 pi\u00f9 sano, integro e bello che non le tenebre e le incerte speranze, le infelici teorie e la cupa angoscia che oggi attorniano la morte. <img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%2015%2015'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load\" data-lazy-src=\"..\/img_art\/fine_testo.gif\" width=\"15\" height=\"15\" \/><noscript><img decoding=\"async\" src=\"..\/img_art\/fine_testo.gif\" width=\"15\" height=\"15\" \/><\/noscript><\/p>\n<p align=\"center\"><a href=\"#su\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%2044%2070'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load\" data-lazy-src=\"..\/img_art\/Uovo_min.jpg\" alt=\"torna su\" width=\"44\" height=\"70\" border=\"0\" \/><noscript><img decoding=\"async\" src=\"..\/img_art\/Uovo_min.jpg\" alt=\"torna su\" width=\"44\" height=\"70\" border=\"0\" \/><\/noscript><\/a><\/p>\n<\/div>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le nostre idee sulla morte sono errate; la consideriamo come qualcosa di triste e di pauroso, mentre in realt\u00e0 essa \u00e8 la grande liberatrice, che ci permette di entrare in una sfera di attivit\u00e0 pi\u00f9 ampia, \u00e8 la liberazione della Vita dal veicolo cristallizzato e da una forma inadeguata. 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