{"id":2163,"date":"2006-01-19T00:00:18","date_gmt":"2006-01-18T23:00:18","guid":{"rendered":"http:\/\/www.esonet.it\/?p=2163"},"modified":"2023-10-16T19:33:29","modified_gmt":"2023-10-16T17:33:29","slug":"sistema","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.esonet.it\/?p=2163","title":{"rendered":"Sistema"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/www.esonet.it\/?cat=54\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%20370%20247'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load alignright\" title=\"Letture d'Esoterismo\" data-lazy-src=\"images\/topics\/LettOccidente1.jpg\" alt=\"Letture d'Esoterismo\" align=\"right\" border=\"0\" \/><noscript><img decoding=\"async\" class=\"alignright\" title=\"Letture d'Esoterismo\" src=\"images\/topics\/LettOccidente1.jpg\" alt=\"Letture d'Esoterismo\" align=\"right\" border=\"0\" \/><\/noscript><\/a><em>Antologia dell&#8217;\u00abEncyclop\u00e9die\u00bb di Diderot e D&#8217;Alembert<\/em><\/p>\n<p>Sistema \u00e8 la disposizione delle differenti parti del corpo di una tecnica o di una scienza in modo che esse si sostengano tutte mutuamente e le ultime si spieghino mediante le prime.<br \/>\nLe parti che rendono ragione delle altre si chiamano princ\u00ecpi; e il sistema \u00e8 tanto pi\u00f9 perfetto quanto minore \u00e8 il numero dei princ\u00ecpi; l&#8217;ideale \u00e8 anzi che i princ\u00ecpi si riducano a uno solo&#8230;<\/p>\n<table border=\"0\" width=\"100%\">\n<tbody>\n<tr>\n<td scope=\"col\">\n<div align=\"center\">\n<h3 align=\"left\"><a name=\"su\"><\/a>Antologia dell&#8217;\u00abEncyclop\u00e9die\u00bb di Diderot e D&#8217;Alembert<\/h3>\n<p align=\"left\">curato da Roberta Giammaria<\/p>\n<p align=\"left\">\n<\/div>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td scope=\"row\">\n<div align=\"justify\">\n<table border=\"0\" width=\"100%\">\n<tbody>\n<tr>\n<td scope=\"col\" valign=\"bottom\" width=\"55%\">\n<div align=\"justify\">\n<h4>Sistema<\/h4>\n<p><em>Sistema <\/em> \u00e8 la disposizione delle differenti parti del corpo di una tecnica o di una scienza in modo che esse si sostengano tutte mutuamente e le ultime si spieghino mediante le prime.<\/p>\n<\/div>\n<\/td>\n<td scope=\"col\" width=\"45%\">\n<div align=\"right\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%20320%20214'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load\" data-lazy-src=\"..\/img_art\/Diderot&amp;D'Alembert.jpg\" width=\"320\" height=\"214\" \/><noscript><img decoding=\"async\" src=\"..\/img_art\/Diderot&amp;D'Alembert.jpg\" width=\"320\" height=\"214\" \/><\/noscript><\/div>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>Le parti che rendono ragione delle altre si chiamano <em>princ\u00ecpi<\/em>; e il sistema \u00e8 tanto pi\u00f9 perfetto quanto minore \u00e8 il numero dei princ\u00ecpi; l&#8217;ideale \u00e8 anzi che i princ\u00ecpi si riducano a uno solo, giacch\u00e9, come in un orologio c&#8217;\u00e8 una molla principale da cui dipendono tutte le altre, cos\u00ec in tutti i sistemi deve esserci un primo principio al quale si subordinano tutte le diverse componenti.<\/p>\n<p>Nelle opere dei filosofi si possono rilevare tre generi di princ\u00ecpi da cui scaturiscono tre generi di sistemi.<\/p>\n<p>Il primo genere di princ\u00ecpi \u00e8 costituito da massime generali e astratte. Si richiede che esse siano cos\u00ec evidenti o cos\u00ec ben dimostrate che sia impossibile revocarle in dubbio. I filosofi hanno attribuito una tale virt\u00f9 a queste massime da sentirsi naturalmente indotti a moltiplicare senza posa. I metafisici si sono distinti in questo lavoro: Descartes, Melebranche, Leibniz e compagni, ce ne hanno prodigate quante se ne vogliono, e ormai dobbiamo prendercela solo con noi se non riusciamo a penetrare le cose pi\u00f9 nascoste.<\/p>\n<p>Il secondo genere di princ\u00ecpi \u00e8 costituito da supposizioni immaginate per spiegare cose di cui altrimenti non si saprebbe rendere ragione. Se le supposizioni non sembrano impossibili e forniscono qualche spiegazione di fenomeni noti, i filosofi non dubitano di avere scoperto i veri meccanismi della natura. Ai filosofi non pare possibile che sia falsa un&#8217;ipotesi che avanza soluzioni felici: di qui l&#8217;opinione che la spiegazione dei fenomeni dimostri la verit\u00e0 di una supposizione e che dunque un sistema venga giudicato non tanto dai suoi principi in s\u00e9 quanto dalla sua capacit\u00e0 di rendere ragione delle cose. L&#8217;insufficienza delle massime pi\u00f9 astratte e generali ha spinto a ricorrere a questo genere di supposizioni. I metafisici sono stati altrettanto inventivi in questa seconda specie di princ\u00ecpi che nella prima.<\/p>\n<p>Il terzo genere di princ\u00ecpi \u00e8 costituito da fatti appresi, constatati e raccolti dall&#8217;esperienza. I veri sistemi si fondano sui princ\u00ecpi di quest&#8217;ultima specie. Anzi, solo le costruzioni basate su codesti princ\u00ecpi fattuali meritano propriamente il nome di \u00absistema\u00bb.<\/p>\n<p>Di conseguenza, chiamer\u00f2 <em>sistemi astratti <\/em> quelli che dipendono da meri princ\u00ecpi astratti, <em>ipotesi <\/em> quelli che hanno soltanto delle supposizioni a loro fondamento, e <em>sistemi genuini <\/em> quelli che poggiano unicamente su fatti pienamente assodati.<\/p>\n<p>L&#8217;abate di Condillac nel suo <em>Trait\u00e9 <\/em><em>des syst\u00e8mes <\/em> si \u00e8 impegnato soprattutto nello studio di tutti i <em>sistemi astratti.<\/em> Secondo lui, i princ\u00ecpi astratti in uso sono di tre tipi: i primi sono proposizioni generali perfettamente vere in tutti i casi; i secondi sono proposizioni vere per certi aspetti pi\u00f9 appariscenti e che quindi si \u00e8 portati a credere vere per tutti gli aspetti; i terzi sono proposizioni che esprimono rapporti vaghi che si immaginano sussistere tra cose di differente natura.<\/p>\n<p>Ora, i princ\u00ecpi astratti del primo tipo non conducono a nulla. Per esempio, un geometra potr\u00e0 meditare quanto vorr\u00e0 sulle massime come \u00abil tutto \u00e8 uguale alla somma delle sue parti\u00bb, \u00abaggiungendo grandezze eguali a grandezze eguali le somme risultanti saranno eguali, aggiungendo grandezze diseguali le somme risultanti saranno diseguali\u00bb: non lo aiuteranno certo a diventare profondo nella sua materia. Se non \u00e8 dato a nessuno di diventare, dopo poche ore di meditazione, un Cond\u00e9, un Turenne, un Richelieu, un Colbert, bench\u00e9 l&#8217;arte militare, la politica e la finanza abbiano come tutte le altre scienze i loro princ\u00ecpi generali di cui si possono rapidamente scoprire tutte le conseguenze, perch\u00e9 mai un filosofo dovrebbe diventare di colpo sapiente e la natura non avere per lui pi\u00f9 segreti, semplicemente in virt\u00f9 dell&#8217;incantesimo di due o tre proposizioni fondamentali? Questo paragone basta a fare vedere quanto si illudano quei filosofi speculativi che ripongono una cos\u00ec grande fecondit\u00e0 nei princ\u00ecpi generali. Quanto ai princ\u00ecpi astratti degli altri due tipi non fanno altro che indurre in errore &#8211; come l&#8217;autore del <em>Trait\u00e9 <\/em><em>des syst\u00e8mes <\/em> ha voluto dimostrare, discutendo, fra l&#8217;altro, Bayle, Descartes, Melebranche, Leibniz, il teorico della cosiddetta \u00abazione di Dio sulla creatura\u00bb, e Spinoza.<\/p>\n<p>In generale il grande difetto dei <em>sistemi astratti <\/em> sta nel loro ruotare intorno a nozioni vaghe e mal determinate, a parole prive di senso, a continui equivoci. Locke paragona ingegnosamente codesti facitori di sistemi a persone che, senza denaro e senza conoscere le monete che hanno corso regolare, mettano insieme delle grandi quantit\u00e0 di gettoni, chiamando i gettoni luigi, libbre e scudi, e credendo cos\u00ec di avere a che fare con grandi somme di denaro. Avranno un bel contare, i loro calcoli riguarderanno sempre soltanto dei gettoni; cos\u00ec i costruttori di sistemi astratti: avranno un bel ragionare e argomentare, le loro conclusioni saranno sempre soltanto vuote parole.<\/p>\n<p>Insomma, questi sistemi astratti, ben lungi dal dissipare il caos della metafisica, non servono ad altro che ad abbagliare l&#8217;immaginazione con l&#8217;arditezza delle loro conseguenze, a sedurre lo spirito con i luccichii di una falsa evidenza, a nutrire l&#8217;intelletto dei pi\u00f9 mostruosi errori; questi sistemi astratti giovano soltanto a riproporre eternamente le stesse dispute e a rinfocolare l&#8217;acre furore delle polemiche.<\/p>\n<p>Con ci\u00f2 non si vuole dire che fra questi sistemi non ce ne siano di meritevoli di elogi. Ci sono anzi delle opere che ci obbligano all&#8217;ammirazione. Rassomigliano a palazzi di altissimo pregio artistico per il gusto, gli agi, la grandiosit\u00e0 e magnificenza, palazzi tuttavia costruiti su fondamenta cos\u00ec poco solide da dare l&#8217;impressione di stare su per magia. Un architetto che costruisse simili palazzi riceverebbe certo degli elogi, che per\u00f2 sarebbero controbilanciati da una critica severa per la sua imprudenza: si giudicherebbe quale follia la pi\u00f9 insigne l&#8217;aver costruito su fondamenta cos\u00ec deboli un cos\u00ec superbo edificio; e pur ammettendo che il palazzo fosse l&#8217;opera di uno spirito superiore e che le sue pietre fossero disposte in un ordine mirabile, nessuno sarebbe cos\u00ec imprudente da andarci ad abitare.<\/p>\n<p>Queste opere che pretendono di spiegare la natura mediante qualche principio astratto non meritano evidentemente di essere chiamate propriamente &#8220;sistema&#8221;, se vogliamo conservare a questo termine la connotazione della scientificit\u00e0. Sistemi saranno invece dette pi\u00f9 giustamente le ipotesi teoriche. <img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%2015%2015'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load\" data-lazy-src=\"..\/img_art\/fine_testo.gif\" width=\"15\" height=\"15\" \/><noscript><img decoding=\"async\" src=\"..\/img_art\/fine_testo.gif\" width=\"15\" height=\"15\" \/><\/noscript><\/p>\n<p align=\"center\"><a href=\"#su\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%2044%2070'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load\" data-lazy-src=\"..\/img_art\/Uovo_min.jpg\" alt=\"torna su\" width=\"44\" height=\"70\" border=\"0\" \/><noscript><img decoding=\"async\" src=\"..\/img_art\/Uovo_min.jpg\" alt=\"torna su\" width=\"44\" height=\"70\" border=\"0\" \/><\/noscript><\/a><\/p>\n<\/div>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Antologia dell&#8217;\u00abEncyclop\u00e9die\u00bb di Diderot e D&#8217;Alembert Sistema \u00e8 la disposizione delle differenti parti del corpo di una tecnica o di una scienza in modo che esse si sostengano tutte mutuamente e le ultime si spieghino mediante le prime. Le parti che rendono ragione delle altre si chiamano princ\u00ecpi; e il sistema \u00e8 tanto pi\u00f9 perfetto quanto minore \u00e8 il numero dei princ\u00ecpi; l&#8217;ideale \u00e8 anzi che i princ\u00ecpi si riducano a uno solo&#8230; Antologia dell&#8217;\u00abEncyclop\u00e9die\u00bb di Diderot e D&#8217;Alembert curato [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":4489,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"wds_primary_category":0,"footnotes":""},"categories":[54],"tags":[124],"class_list":["post-2163","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-letture-desoterismo","tag-dallencyclopedie"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2163","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=2163"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2163\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":10360,"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2163\/revisions\/10360"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/4489"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=2163"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=2163"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=2163"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}