{"id":2170,"date":"2006-01-13T00:00:18","date_gmt":"2006-01-12T23:00:18","guid":{"rendered":"http:\/\/www.esonet.it\/?p=2170"},"modified":"2023-10-16T19:34:13","modified_gmt":"2023-10-16T17:34:13","slug":"privilegio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.esonet.it\/?p=2170","title":{"rendered":"Privilegio"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/www.esonet.it\/?cat=54\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%20370%20247'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load alignright\" title=\"Letture d'Esoterismo\" data-lazy-src=\"images\/topics\/LettOccidente1.jpg\" alt=\"Letture d'Esoterismo\" align=\"right\" border=\"0\" \/><noscript><img decoding=\"async\" class=\"alignright\" title=\"Letture d'Esoterismo\" src=\"images\/topics\/LettOccidente1.jpg\" alt=\"Letture d'Esoterismo\" align=\"right\" border=\"0\" \/><\/noscript><\/a><em>Antologia dell&#8217;\u00abEncyclop\u00e9die\u00bb di Diderot e D&#8217;Alembert<\/em><\/p>\n<p>Vantaggio accordato ad un uomo su un altro. Gli unici privilegi legittimi sono quelli accordati dalla natura. Tutti gli altri possono essere considerati alla stregua di ingiustizie fatte a tutti gli uomini a favore di uno solo.<br \/>\nLa nascita ha i suoi privilegi. Non v&#8217;\u00e8 dignit\u00e0 sociale che non abbia i suoi: ciascuno ha il privilegio proprio della sua specie e della sua natura.<\/p>\n<table border=\"0\" width=\"100%\">\n<tbody>\n<tr>\n<td scope=\"col\">\n<div align=\"center\">\n<h3 align=\"left\"><a name=\"su\"><\/a>Antologia dell&#8217;\u00abEncyclop\u00e9die\u00bb di Diderot e D&#8217;Alembert<\/h3>\n<p align=\"left\">curato da Roberta Giammaria<\/p>\n<p align=\"left\">\n<\/div>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td scope=\"row\">\n<div align=\"justify\">\n<table border=\"0\" width=\"100%\">\n<tbody>\n<tr>\n<td scope=\"col\" valign=\"bottom\" width=\"54%\">\n<div align=\"justify\">\n<h4>Privilegio<\/h4>\n<p>Vantaggio accordato ad un uomo su un altro. Gli unici privilegi legittimi sono quelli accordati dalla natura. Tutti gli altri possono essere considerati alla stregua di ingiustizie fatte a tutti gli uomini a favore di uno solo.<\/p>\n<\/div>\n<\/td>\n<td scope=\"col\" width=\"46%\">\n<div align=\"right\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%20320%20214'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load\" data-lazy-src=\"..\/img_art\/Diderot&amp;D'Alembert.jpg\" width=\"320\" height=\"214\" \/><noscript><img decoding=\"async\" src=\"..\/img_art\/Diderot&amp;D'Alembert.jpg\" width=\"320\" height=\"214\" \/><\/noscript><\/div>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>La nascita ha i suoi privilegi. Non v&#8217;\u00e8 dignit\u00e0 sociale che non abbia i suoi: ciascuno ha il privilegio proprio della sua specie e della sua natura.<\/p>\n<p>Il sovrano pu\u00f2 accordare un <em>privilegio particolare <\/em> per liberare qualcuno in una data circostanza dall&#8217;obbligo di obbedire alla legge.<\/p>\n<p>L&#8217;obbligazione imposta dalle leggi ha precisamente la medesima estensione del diritto del sovrano. Di conseguenza si pu\u00f2 dire in generale che tutti coloro che dipendono dal diritto del sovrano si trovano con ci\u00f2 ad essere sottomessi all&#8217;obbligazione imposta dalle leggi. Cos\u00ec solo un privilegio particolare del sovrano pu\u00f2 esentare qualcuno dall&#8217;obbligo di obbedire alle leggi.<\/p>\n<p>Se il legislatore ha la potest\u00e0 di abrogare interamente una legge, a pi\u00f9 forte ragione potr\u00e0 sospenderne l&#8217;effetto riguardo a determinate persone. \u00c8 dunque questo un diritto specifico e incontestabile del sovrano.<\/p>\n<p>Ma voglio sottolineare che tale potest\u00e0 \u00e8 propria solo del sovrano. Mentre il giudice inferiore, per mitigare il rigore della lettera della legge, non ha altro mezzo, quando la legge lo consenta e anzi per obbedire meglio all&#8217;intenzione del legislatore, che ispirarsi ai princ\u00ecpi dell&#8217;equit\u00e0.<\/p>\n<p>Dunque il sovrano pu\u00f2 favorire qualcuno per sua libera scelta con una <em>dispensa <\/em>o <em>privilegio particolare,<\/em> mentre il giudice si pu\u00f2 valere di una personale <em>interpretazione <\/em> della legge dettata dall&#8217;equit\u00e0. Il sovrano nel concedere le <em>dispense <\/em> dovrebbe essere indotto a molta saggezza e moderazione dal timore di indebolire l&#8217;autorit\u00e0 delle leggi concedendole corrivamente senza validissimi motivi e dal timore di provocare invidie e indignazioni fra i cittadini favorendo in maniera parziale certuni a scapito di altri parimenti degni.<\/p>\n<p>Quando il sovrano ritiene necessario sospendere la validit\u00e0 delle leggi, non deve mai motivare tale sospensione con sottili e ipocriti cavilli.<\/p>\n<p>Tutte le dispense accordate dal sovrano concernono sempre soltanto il diritto positivo, e mai assolutamente il diritto naturale, la cui validit\u00e0 non potrebbe essere sospesa neppure dallo stesso Dio.<\/p>\n<p>Certo, vi sono leggi naturali la cui osservanza \u00e8 pi\u00f9 importante di quella di altre e la cui violazione \u00e8 quindi crimine pi\u00f9 grave. Ma tutte le leggi naturali hanno la medesima essenza sgorgando tutte dall&#8217;unica e santa volont\u00e0 di Dio, e sono dunque tutte parimenti immutabili.<\/p>\n<p>Ora, giacch\u00e9 tutte le leggi naturali sono fondate sulla natura dell&#8217;uomo e giacch\u00e9 la natura dell&#8217;uomo rimane sempre la stessa, mi pare che ne risulti che Dio non possa mai dispensare da alcuna di esse senza contraddirsi e senza infrangere la perfezione delle sue disposizioni.<\/p>\n<p><em>Privilegio <\/em> significa una distinzione utile od onorevole di cui godono certi membri della societ\u00e0 e di cui invece non godono gli altri.<\/p>\n<p>Si danno pi\u00f9 tipi di privilegi.<\/p>\n<p>1. Vi sono i privilegi che si possono dire \u00abinerenti\u00bb alla persona, derivanti da diritti di nascita o di condizione, come il privilegio di cui gode un pari di Francia o un membro del parlamento di non poter essere giudicato in materia criminale che dall&#8217;assemblea dei suoi eguali. L&#8217;origine di questo genere di privilegi \u00e8 tanto pi\u00f9 rispettabile quanto pi\u00f9 risale alla notte dei tempi e non si trova stabilita da nessun decreto.<\/p>\n<p>2. Vi sono privilegi accordati dal principe e registrati presso gli organi amministrativi competenti.<\/p>\n<p>Questo secondo tipo di privilegi si suddivide a sua volta in due specie, a seconda dei differenti motivi che hanno indotto il principe ad accordarli.<\/p>\n<p>I privilegi della prima specie si possono chiamare \u00abprivilegi di dignit\u00e0\u00bb. Sono quelli accordati a privati cittadini che abbiano reso qualche importante servigio, o a titolo di premio o per indurre a persistere nelle missioni intraprese: per esempio, il privilegio della nobilt\u00e0 accordato gratuitamente a un plebeo o l&#8217;esenzione da una tassa o da un qualsiasi obbligo pubblico.<\/p>\n<p>Fra i privilegi di questa specie si possono distinguere tutti quelli che hanno per scopo unicamente quello di rendere pi\u00f9 onorevoli le funzioni e le persone beneficiate e quelli che, pur sempre sotto l&#8217;apparenza dell&#8217;utilit\u00e0 dei servizi, sono stati accordati in cambio di un aiuto finanziario in situazioni di speciale e particolare bisogno.<\/p>\n<p>I privilegi della seconda specie si possono chiamare \u00abprivilegi di necessit\u00e0\u00bb. Sono quelle esenzioni particolari che non vengono accordate alla <em>dignit\u00e0 <\/em> delle persone e delle funzioni, ma alla mera <em>necessit\u00e0 <\/em> di mettere le persone in questione al riparo delle vessazioni da parte del pubblico cui le loro stesse funzioni li esporrebbero. Sono di questo genere i privilegi accordati agli esattori delle imposte e agli ufficiali giudiziari. Le esazioni cui sono costretti dal loro ufficio risultano naturalmente spesso odiose a coloro che ne sono oggetto. Perci\u00f2, se costoro avessero la possibilit\u00e0 di gravare gli stessi esattori di una parte delle spese pubbliche locali, li sovraccaricherebbero o li indurrebbero a patteggiamenti pregiudizievoli per l&#8217;equit\u00e0 dell&#8217;amministrazione.<\/p>\n<p>Il governo si deve regolare diversamente nei riguardi dei detentori di differenti specie di privilegi. Cos\u00ec, se un caso di urgente necessit\u00e0 politica obbliga per la salvezza dello Stato a sospendere i privilegi, i primi da cui si dovr\u00e0 derogare saranno quelli per loro natura meno degni di prestigio e rispetto.<\/p>\n<p>In generale, a parte i privilegi, del resto poco numerosi, inerenti alla persona o alla funzione o condizione sociale, si dovranno soltanto riconoscere i privilegi accordati personalmente dal principe e debitamente registrati presso gli organi amministrativi competenti. Anche questi ultimi privilegi, comunque, devono restare limitati ai beneficiari esplicitamente enunciati nel titolo costitutivo. Altrimenti, se si seguisse la massima <em>favores <\/em><em>ampliandi,<\/em> si andrebbe al di l\u00e0 dell&#8217;intenzione del legislatore sovraccaricando eccessivamente il resto dei cittadini.<\/p>\n<p>Sarebbe certamente desiderabile che i bisogni dello Stato e le necessit\u00e0 generali o particolari dei pubblici affari non si risolvano nella consueta moltiplicazione dei privilegi; sarebbe assai opportuno rivedere e riesaminare periodicamente con grande attenzione le origini precise di tutti i privilegi, per conservare in vigore solo quelli che risultassero effettivamente utili al principe e alla societ\u00e0.<\/p>\n<p>\u00c8 giustissimo che la nobilt\u00e0, che ha il dovere di servire lo Stato nelle forze armate e di allevare i suoi figli per prepararli a questo compito goda di distinzioni particolari; ed \u00e8 giustissimo che magistrati degni di speciale considerazione per l&#8217;estensione e l&#8217;importanza delle loro funzioni o giudici che presiedono i tribunali di rango pi\u00f9 elevato godano di privilegi d&#8217;onore, i quali devono al contempo costituire la giusta ricompensa per i loro servigi e procurare quella tranquillit\u00e0 dello spirito e quella pubblica considerazione di cui hanno bisogno per espletare serenamente e validamente le loro funzioni.<\/p>\n<p>\u00c8 vero che le esenzioni di cui godono costoro ricadono come un aggravio ulteriore sulla maggioranza dei cittadini, ma \u00e8 anche giusto che questi cittadini, le cui occupazioni non sono n\u00e9 cos\u00ec importanti n\u00e9 tanto difficili a svolgersi, contribuiscano a ricompensare i cittadini di rango pi\u00f9 elevato.<\/p>\n<p>\u00c8 anche giusto e decoroso che le persone che hanno l&#8217;onore di servire il re nel servizio domestico e che si prendono cura della sua persona e le cui funzioni esigono assiduit\u00e0, educazione e tratti raffinati partecipino in qualche modo della dignit\u00e0 del loro signore e non vengano confusi con gli ordini inferiori del popolo.<\/p>\n<p>Ma mi sembra che si dovrebbero sempre distinguere, in tutti questi casi, le persone i cui servigi sono reali ed effettivamente utili allo Stato, al principe, e alla societ\u00e0 dalla gran massa dei profittatori.<\/p>\n<p>Insomma, non si dovrebbe avvilire il prestigio dei favori di cui godono le persone davvero degne confondendole in un unico mucchio con una quantit\u00e0 di gente inutile sotto tutti gli aspetti e che non pu\u00f2 vantare altro titolo di merito che uno straccio di pergamena acquistato quasi sempre con poca spesa e senza fatica.<\/p>\n<p>Un ricco borghese senza nascita, senza educazione, senza qualit\u00e0, cos\u00ec dovizioso che se fosse equamente tassato potrebbe pagare da solo la met\u00e0 dell&#8217;imposta di tutta una parrocchia, acquista sovente per un importo pari a un anno o due delle sue tasse, o anche per meno, un incarico in un qualunque ufficio amministrativo.<\/p>\n<p>Eccolo dunque preposto a un magazzino pubblico del sale o titolare di una carica perfettamente inutile e quasi ignota al suo stesso signore presso il re o presso il principe. Oppure eccolo occupare un piccolo impiego nella burocrazia statale senza produrre niente di utile per la societ\u00e0, ma garantendosi privilegi ed esenzioni.<\/p>\n<p>Agli occhi del pubblico questo borghese profittatore si trova cos\u00ec equiparato, godendo degli stessi privilegi, alla nobilt\u00e0 e alla grande magistratura.<\/p>\n<p>Mentre, per contro, il presidente di tribunale di una provincia, cio\u00e8 di una corte che non \u00e8 considerata \u00absuperiore\u00bb, si trova confuso con il popolo per essere assoggettato alle stesse imposte e agli stessi pubblici gravami.<\/p>\n<p>Da questi abusi nella concessione dei privilegi nascono due gravissimi inconvenienti: il primo, che la parte pi\u00f9 povera dei cittadini \u00e8 sempre gravata di pesi superiori alle sue forze, mentre essa costituisce la parte della societ\u00e0 pi\u00f9 veramente utile allo Stato, coltivando la terra e procurando il sostentamento agli ordini superiori; il secondo, che i privilegi distolgono le persone dotate di valide qualit\u00e0 e di solida educazione dall&#8217;entrare nelle magistrature o nelle professioni che esigono lavoro e applicazione e fanno loro preferire quei piccoli incarichi e quei piccoli impieghi pi\u00f9 favoriti nei quali per fare carriera e per imporsi al pubblico ci vogliono soltanto l&#8217;avidit\u00e0, l&#8217;intrigo e la boria.<\/p>\n<p>Da queste riflessioni bisogna concludere ci\u00f2 che \u00e8 gi\u00e0 stato osservato, che cio\u00e8 sia i tribunali ordinari, incaricati dell&#8217;amministrazione di quel settore della giustizia che riguarda le imposte e i privilegi, sia quelli che per la loro condizione sono obbligati a vegliare sulla ripartizione particolare delle imposte e degli altri gravami pubblici non possono fare nulla di pi\u00f9 conveniente e di pi\u00f9 utile che usare il massimo di circospezione nell&#8217;estendere i privilegi, e anzi per quanto dipende da loro devono ridurli ai termini precisi ai quali sono stati accordati, in attesa che circostanze pi\u00f9 felici consentano a coloro che sono incaricati di questa parte del ministero di ridurli solo a quelli strettamente e davvero utili.<\/p>\n<p>Questi funzionari, d&#8217;altra parte, conoscono spesso perfettamente il valore di questa massima. Ma la necessit\u00e0 di provvedere a recuperi o rimborsi immediati blocca sul nascere le loro aspirazioni riformatrici; e i bisogni pubblici, i vuoti di denaro che si presentano improvvisi e continui, li obbligano sovente non solo a rimandare ogni provvedimento risanatore, ma addirittura a renderne l&#8217;esecuzione ancora pi\u00f9 difficile per il futuro.<\/p>\n<p>Da questo stato di cose \u00e8 anche derivato che la nobilt\u00e0, la quale per se stessa \u00e8 o dovrebbe essere la ricompensa pi\u00f9 onorevole concessa dal sovrano in riconoscimento di importanti servigi o di qualit\u00e0 eccezionali, \u00e8 stata prodigata a migliaia di famiglie i cui capi se la sono procurata con la sola spesa di somme, magari modeste, per comprare gli incarichi che comportavano il conferimento di un titolo nobiliare e la cui utilit\u00e0 per il pubblico era nulla, sia per mancanza di una funzione effettiva sia per mancanza di capacit\u00e0.<\/p>\n<p>Questo articolo diverrebbe un volume, se gli elencassimo tutti questi titoli nobiliari, i caratteri particolari del loro conferimento e gli abusi di tutti questi privilegi. Cos\u00ec siamo stati costretti a limitarci agli aspetti pi\u00f9 generali, pi\u00f9 noti e meno contestati della questione.<\/p>\n<p><em>Privilegio esclusivo. <\/em> Si chiama cos\u00ec il diritto che il principe accorda a una compagnia o a un individuo di esercitare un certo commercio o di fabbricare e vendere un certo tipo di merce a esclusione di tutti gli altri.<\/p>\n<p>Quando, con lo sviluppo delle scienze speculative della natura, le tecniche, che ne sono la naturale conseguenza, sortirono dall&#8217;oblio e dal disprezzo sotto cui le avevano sepolte i disordini dell&#8217;assetto sociale, venne giustamente spontaneo ricompensare i primi inventori o riscopritori per la tenacia e le capacit\u00e0 che li avevano condotti a realizzare imprese utili alla societ\u00e0 e a loro stessi. La mancanza o la scarsezza di conoscenze tecniche e di capacit\u00e0 imprenditoriali obbligarono poi i magistrati ad affidare la fabbricazione e la vendita dei prodotti utili e soprattutto dei prodotti di prima necessit\u00e0 solamente a persone capaci di soddisfare i desideri degli acquirenti. Cos\u00ec nacquero i <em>privilegi esclusivi.<\/em><\/p>\n<p>Sebbene vi sia un&#8217;enorme differenza tra l&#8217;attivit\u00e0 di una fabbrica importante e quella di un solo artigiano che lavora a un comune telaio, tra l&#8217;attivit\u00e0 di una compagnia di commercio e quella di uno smercio in bottega; e sebbene tutti avvertano la sproporzione che c&#8217;\u00e8 fra imprese cos\u00ec differenti per la loro estensione, bisogna tuttavia convenire che la differenza, per quanto grande, \u00e8 solo quantitativa, e che, bench\u00e9 vi siano dei punti in cui i diversi tipi di commercio e di industria si allontanano gli uni dagli altri, ve ne sono anche di quelli in cui si incontrano, e hanno almeno in comune il fatto di contribuire tutti al bene generale dello Stato. Da questa osservazione consegue che per certi aspetti si possono radunare sotto lo stesso punto di vista per prescrivere loro delle regole, o piuttosto perch\u00e9 il governo ne prescriva a se stesso sulla maniera di proteggerli e di renderli pi\u00f9 utili. Originariamente si accordano a compagnie in grado di anticipare le spese e di sopportare i rischi privilegi esclusivi per certi commerci con l&#8217;estero che esigevano un impianto al quale semplici privati da soli non potevano provvedere. Si possono anche considerare privilegi esclusivi i titoli di maestro artigiano obbligatori per esercitare anche i mestieri pi\u00f9 ordinari e che si acquistavano e si acquistano ancora nelle citt\u00e0 solo dopo avere fornito in un periodo di apprendistato prove di conoscenza del mestiere e di abilit\u00e0. Si imposero a questi differenti corpi regolamenti che stabilivano rigide condizioni di ammissione e che escludevano quanti non potevano o non volevano sottomettersi ad esse. I mestieri pi\u00f9 umili e pi\u00f9 facili furono inglobati nel sistema generale, e nessuno che non fosse maestro fornaio o maestro calzolaio pot\u00e9 pi\u00f9 vendere pane o scarpe. Il governo consider\u00f2 ben presto come privilegi i regolamenti che accordavano questi diritti esclusivi e ne trasse partito per sovvenire in caso di necessit\u00e0 ai bisogni dello Stato. Cos\u00ec, alle successioni di un re all&#8217;altro si fecero pagare a queste corporazioni diritti di conferma del privilegio; si imposero tasse alle corporazioni, tasse che per essere pagate obbligarono le corporazioni ad accendere dei mutui e quindi a legarsi ancora di pi\u00f9 al governo. Il governo, per garantirsi la riscossione delle imposte, incoraggi\u00f2 le corporazioni a far valere i loro diritti esclusivi, a non ammettere nuovi membri se non dietro pagamento di una quota di ammissione e di spese di entrata, a maggiorare il prezzo dei servizi e delle merci prodotte. Cos\u00ec, ci\u00f2 che in origine era stato stabilito per schiette considerazioni di utilit\u00e0 divenne un abuso. Uomini che senza tanti impacci e spese avrebbero potuto guadagnarsi la vita esercitando dappertutto indifferentemente un mestiere che potevano apprendere facilmente non ebbero pi\u00f9 la libert\u00e0 di farlo. E siccome le corporazioni delle arti e mestieri sono istituite nelle citt\u00e0, dove di solito i giovani non riuscivano a entrare in queste corporazioni, furono costretti ad arruolarsi nell&#8217;esercito o, peggio ancora, a ingrossare la folla straordinaria dei servitori, che costituiscono la categoria pi\u00f9 inutile e pi\u00f9 costosa per lo Stato. Il pubblico per parte sua fece le spese tanto dell&#8217;aumento del prezzo delle merci, quanto di quello della mano d&#8217;opera: si fu costretti a pagare tre lire e dieci un paio di scarpe fatte da un maestro artigiano, che si sarebbero pagate molto meno comprandole da un operaio che ci avrebbe messo solo il cuoio e il suo lavoro.<\/p>\n<p>Estendendosi le conoscenze, l&#8217;industria e i bisogni, tutti questi inconvenienti si sono fatti sentire, e si \u00e8 cercato di porvi rimedio, per quanto la situazione degli affari pubblici lo ha consentito. I privilegi esclusivi per le compagnie commerciali sono stati ristretti alle imprese di maggior importanza nazionale e che esigevano impianti troppo costosi anche per parecchi privati riuniti in associazione, mentre le loro finalit\u00e0 interessavano troppo da vicino la politica del governo per essere affidate indifferentemente al primo venuto.<\/p>\n<p>Press&#8217;a poco gli stessi criteri sono stati adottati per le nuove manifatture. Sono state respinte le domande, assai frequenti, che presentavano progetti pretenziosi per sedicenti novit\u00e0, ma che non avevano in realt\u00e0 nessuna originalit\u00e0 o riguardavano prodotti che potevano essere forniti altrimenti. La protezione statale \u00e8 stata accordata solo a quelle imprese che la meritavano per la loro singolarit\u00e0 e utilit\u00e0. Sarebbe molto desiderabile che questi saggi criteri venissero estesi anche alle attivit\u00e0 di minore importanza: che tutti gli uomini dotati di capacit\u00e0, di ingegno e di industriosit\u00e0 potessero fare libero uso delle loro qualit\u00e0 senza essere assoggettati a formalit\u00e0 e spese che non contribuiscono in nessun modo al bene pubblico. Se un operaio tenta, senza esserne ancora del tutto capace, di fare un pezzo di tela o di panno, e lo fa male (cosa che avverrebbe anche se fosse maestro), lo vender\u00e0 a minor prezzo, ma riuscir\u00e0 a venderlo e non avr\u00e0 cos\u00ec perso del tutto la materia prima impiegata e il suo tempo, e imparer\u00e0 a fare meglio attraverso i primi tentativi e i primi insuccessi. Quante pi\u00f9 persone lavoreranno tanto pi\u00f9 l&#8217;emulazione o piuttosto la voglia di successo faranno emergere l&#8217;ingegno e il talento. La concorrenza migliorer\u00e0 i prodotti e diminuir\u00e0 il prezzo della mano d&#8217;opera, le citt\u00e0 e le province si riempiranno allora di operai e di mercanti, e i mercanti riuniranno i prodotti, ne faranno la cernita, gradueranno il prezzo secondo la qualit\u00e0, li venderanno nei luoghi pi\u00f9 convenienti, verseranno anticipi agli operai e li aiuteranno nei loro bisogni. Da questo gusto del lavoro e dalle piccole manifatture disperse nascerebbero un aumento della circolazione del denaro e delle attivit\u00e0 produttive e uno sfruttamento costante delle capacit\u00e0, delle forze e del tempo. I privilegi esclusivi di ogni tipo sarebbero ridotti alle sole imprese che, per la natura della loro produzione e per le loro dimensioni, fossero al di sopra delle risorse dei privati e soprattutto riguardassero oggetti di lusso e di non assoluta necessit\u00e0. [&#8230;] <img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%2015%2015'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load\" data-lazy-src=\"..\/img_art\/fine_testo.gif\" width=\"15\" height=\"15\" \/><noscript><img decoding=\"async\" src=\"..\/img_art\/fine_testo.gif\" width=\"15\" height=\"15\" \/><\/noscript><\/p>\n<p align=\"center\"><a href=\"#su\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%2044%2070'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load\" data-lazy-src=\"..\/img_art\/Uovo_min.jpg\" alt=\"torna su\" width=\"44\" height=\"70\" border=\"0\" \/><noscript><img decoding=\"async\" src=\"..\/img_art\/Uovo_min.jpg\" alt=\"torna su\" width=\"44\" height=\"70\" border=\"0\" \/><\/noscript><\/a><\/p>\n<\/div>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Antologia dell&#8217;\u00abEncyclop\u00e9die\u00bb di Diderot e D&#8217;Alembert Vantaggio accordato ad un uomo su un altro. 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