{"id":2179,"date":"2005-12-27T20:22:19","date_gmt":"2005-12-27T19:22:19","guid":{"rendered":"http:\/\/www.esonet.it\/?p=2179"},"modified":"2023-10-16T19:36:17","modified_gmt":"2023-10-16T17:36:17","slug":"realismo-della-via-iniziatica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.esonet.it\/?p=2179","title":{"rendered":"Realismo della Via iniziatica"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/www.esonet.it\/?cat=54\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%20370%20247'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load alignright\" title=\"Letture d'Esoterismo\" data-lazy-src=\"images\/topics\/LettOccidente1.jpg\" alt=\"Letture d'Esoterismo\" align=\"right\" border=\"0\" \/><noscript><img decoding=\"async\" class=\"alignright\" title=\"Letture d'Esoterismo\" src=\"images\/topics\/LettOccidente1.jpg\" alt=\"Letture d'Esoterismo\" align=\"right\" border=\"0\" \/><\/noscript><\/a><em>L&#8217;abbaglio delle religioni popolari &#8211; Importanza di una terminologia corretta<\/em><\/p>\n<p>\u00abB. Spinoza considerava l&#8217;idea in s\u00e9, senza alcuna relazione con il percepente, che dovrebbe rinunciare ad ogni criterio di abbellimento idealistico.\u00bb<br \/>\nLa conoscenza non conosce compromessi, per cui, i canoni dell&#8217;emotivit\u00e0 e della devozione non le appartengono. Conoscere non significa nemmeno quell&#8217;esasperata razionalit\u00e0, che rende incapaci d&#8217;intuire quello che anima (muovendolo) ogni fenomeno vivente.<\/p>\n<table border=\"0\" width=\"100%\">\n<tbody>\n<tr>\n<td scope=\"col\">\n<div align=\"center\">\n<h3 align=\"left\"><a name=\"su\"><\/a> Realismo della Via iniziatica<\/h3>\n<p align=\"left\">di Athos A. Altomonte<\/p>\n<p align=\"left\">\n<\/div>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td scope=\"row\">\n<div align=\"justify\">\n<p>Sommario: <a href=\"#p1\">L&#8217;abbaglio delle religioni popolari<\/a> &#8211; <a href=\"#p2\">Importanza di una terminologia corretta<\/a><\/p>\n<p><em>\u00abB. Spinoza considerava l&#8217;idea in s\u00e9, senza alcuna relazione con il percepente, che dovrebbe rinunciare ad ogni criterio di abbellimento idealistico\u00bb<\/em>.<\/p>\n<p>Per arrivare a capire quello che \u00e8 troppo sottile per essere individuato con metodi superficiali, lo studioso abbandona gli schemi delle culture convenzionali. Perch\u00e8, prive di attinenza scientifica, oppure dopo aver capito come i fumi dell&#8217;immaginario ne abbiano compromesso l&#8217;obiettivit\u00e0.<\/p>\n<p>La conoscenza non conosce compromessi, per cui, i canoni dell&#8217;emotivit\u00e0 e della devozione non le appartengono. Conoscere non significa nemmeno quell&#8217;esasperata razionalit\u00e0, che rende incapaci d&#8217;intuire quello che anima (muovendolo) ogni fenomeno vivente.<\/p>\n<p>Tra le esagerazioni fantastiche e l&#8217;eccessiva crudezza della ragione c&#8217;\u00e8 un&#8217;altra via, quella del realismo. Emmanuel Kant ne rappresent\u00f2 la visione nel \u201cding an sich\u201d (dal tedesco, \u201cla cosa in s\u00e9\u201d), dove s&#8217;intende dire \u00abla realt\u00e0 della cosa in s\u00e9\u00bb, senza abbellimenti n\u00e9 riduzioni*. Platone scriveva che una realt\u00e0 esiste indipendentemente dalla mente di chi la scruta, perch\u00e8, le idee vivono di esistenza propria, indipendentemente dal mondo sensibile, e per questo le idee universali non possono essere ridotte a semplici concetti mentali. La realt\u00e0 si fonda su un collegamento infinito tra tutte le sue parti. Perci\u00f2, va vista cos\u00ec com&#8217;\u00e8, senza illusioni n\u00e9 interpretazioni da parte di chi pu\u00f2 afferrarne solo piccoli frammenti.<\/p>\n<p>__________<\/p>\n<p>* <strong>\u00abDing an sich\u00bb<\/strong>, rappresenta il principio di sintesi di un&#8217;idea archetipa, che vive anche fuori della esperienza fenomenica e dall&#8217;osservazione dell&#8217;uomo.<\/p>\n<p>La \u201ccosa in s\u00e8\u201d, afferma Kant, esiste indipendentemente ed al di fuori d&#8217;ogni conoscenza sensibile perch\u00e8 vive in una realt\u00e0 posta oltre la soggettivit\u00e0 della conoscenza umana. Questa tesi trae la sua origine dal <strong><em>Realismo ante rem <\/em><\/strong> per il quale \u00abgli universali\u00bb (l&#8217;identit\u00e0 dei principi astratti) esistono nella realt\u00e0 globale prima della realt\u00e0, e indipendentemente dalle realt\u00e0 fisiche particolari (le forme di qualsiasi natura, anche quelle pensate).<\/p>\n<p>Il principio iniziatico di quella che in seguito venne chiamata la <strong><em>filosofia del realismo <\/em><\/strong> proveniva dalla <strong><em>tradizione sacerdotale d&#8217;oriente <\/em><\/strong> e fu mantenuto come <strong><em>realismo implicito sino alla civilt\u00e0 egizia.<\/em><\/strong> Per quel principio era uso personificare i principi astratti, le verit\u00e0 archetipe, le leggi cosmiche e di natura (gli universali platonici) sotto forma di ideogrammi che, nella loro rappresentazione exoterica, venivano posti in immagini dalle sembianze umane od animali. Il mitico Sensar pre-vedico e, successivamente, la scrittura ieratica dei Sacerdoti egizi, sono l&#8217;esempio d&#8217;una scrittura ideogrammatica di interpretazioni binaria.<br \/>\n__________<\/p>\n<h4><a name=\"p1\"><\/a>L&#8217;abbaglio delle religioni popolari<\/h4>\n<p>L&#8217;interpretazione exoterica era data dalla forma dell&#8217;immagine, mentre quella ad uso iniziatico, veniva dal codice simbolico abbinato all&#8217;immagine, alle sue forme ed ai suoi colori. Codici che trascendevano gli aspetti formali dell&#8217;immagine stessa. La conoscenza ieratica degli Hierophanti costituiva i Misteri (di saggezza) trasmessi sotto forma ermetica in ideogrammi. <strong><em>Quelle immagini misteriose dalle caratteristiche antropomorfe o animali, vennero scambiate dal popolo per sacre rappresentazioni di Dei.<\/em><\/strong> Cadendo nell&#8217;ingannevole ideologia di un Dio, Ente supremo, dalla forma umana i profani arrivarono a immaginare un Uomo-Dio. Cos\u00ec, ragionando sulle similitudini tra gli uomini e Dio conclusero che anche loro potevano considerarsi divini. Dimenticando l&#8217;antico precetto <strong><em>\u00ab&#8230; non basta la fede in un&#8217;idea, anche se sentita sinceramente, per fare una religione. Come non basta credere ad una religione perch\u00e8 diventi la \u201cReligione\u201d\u00bb.<\/em><\/strong><\/p>\n<p>Per non tradire i sacri Misteri nessun Iniziato si contrappose a queste ingenuit\u00e0. N\u00e9 contro i culti mitologici ed exoterici, n\u00e9 contro la venerazione delle immagini. Lasciando diffondere i culti immaginifici, l&#8217;antica Casta Sacerdotale evit\u00f2 lo svilimento dei propri segreti. Ma il vuoto che ne deriv\u00f2 permise alle idolatrie di sostituirsi ai principi della Religione universale.<\/p>\n<h4><a name=\"p2\"><\/a>Importanza di una terminologia corretta<\/h4>\n<p>La terminologia \u00e8 un codice, una convenzione, una lingua immaginaria ed immaginata. Ma \u00e8 anche il supporto insostituibile per trasmettere e ricevere informazioni. Perch\u00e9 abbia valore ed assolva completamente la sua funzione, i significati dei termini devono essere ben conosciuti e condivisi da tutti gli interlocutori, altrimenti, a scapito della comunicazione il linguaggio diventa imperfetto e altamente fuorviante. A causa dell&#8217;incomprensione, la corretta comunicazione viene sostituita dalle ipotesi e dalle teorie fantastiche (v. onanismo mentale). Pi\u00f9 cresce l&#8217;intelletto, pi\u00f9 la coscienza si espande e pi\u00f9 si modificano i codici di comunicazione. Esistono linguaggi fatti di suoni invece che di parole, inviolabili a chi non \u00e8 iniziato. Altri linguaggi si basano sui colori e sulle forme disegnate (ideogrammi e numeri), da cui prende vita la \u00abgeometria sacra\u00bb. Ma non basta la conoscenza semantica, serve impratichirsi sui significati connessi al significato radicale d&#8217;ogni termine e sulle sue connessioni con altre parole. Ogni parola \u00e8 un mondo pieno di significati. Lo studio delle parole apre un universo di significati, tutti collegati tra loro, come lo sono le parole stesse. E riconoscere il senso di ogni parola, nascosto nell&#8217;uso comune del termine \u00e8 l&#8217;arte del realismo esoterico.<\/p>\n<p>Il realismo insegna come <em>la realt\u00e0 viva di se stessa, per se stessa e resta se stessa,<\/em> nonostante la relativit\u00e0 delle sensazioni umane, che la vorrebbero classificare. L&#8217;uomo pu\u00f2, forse, e non sempre, diventare l&#8217;arbitro di se stesso. Ma l&#8217;arbitrariet\u00e0 delle sue costruzioni mentali e la sua difficolt\u00e0 a distinguere tra immaginario e reale, tra vita e sogno, non lo rendono idoneo a giudicare quell&#8217;immane fenomeno chiamato realt\u00e0.<\/p>\n<p>Il <strong><em>problema della conoscenza <\/em><\/strong> sta nella debolezza dell&#8217;uomo che deforma a propria misura la realt\u00e0 che indaga, e dopo ogni osservazione, trasforma in idea personale ogni frammento di realt\u00e0 assimilata, col risultato di privarla dell&#8217;identit\u00e0 sottile. A sopperire ci\u00f2 pu\u00f2 intervenire il realismo, se non ci si limitasse ad enunciarne la bont\u00e0 del principio. Bisognerebbe andare oltre l&#8217;indicazione, a cominciare dal capire perfettamente i termini del linguaggio. Parliamo, ad esempio, della <strong><em>meditazione<\/em><\/strong>.<\/p>\n<p>Per quel che ho potuto constatare, ho dei dubbi che molti tra i suoi cultori sappiano cosa sia veramente la concentrazione mentale, volitiva e spirituale. I pi\u00f9 scambiano la <strong><em>fissit\u00e0 mentale <\/em><\/strong> per concentrazione. Probabilmente perch\u00e8 nessuno ha loro insegnato il significato del termine.<\/p>\n<p>Ho conosciuto \u201cesperti\u201d che non distinguevano la diversit\u00e0 di significato di parole, apparentemente assonanti. Parlavano di vibrazioni interiori il cui valore, per\u00f2, \u00e8 tutto da verificare. Spesso dovute a stati emotivi che qualcuno scambia per impulsi dell&#8217;anima. Ed anche qui occorre essere realistici applicandosi in una seria analisi dell&#8217;evento, di ogni evento.<\/p>\n<p>Se fosse l&#8217;Ego sup. ad agire sulla personalit\u00e0, questo significherebbe che anche l&#8217;anima \u00e8 \u201capparsa\u201d nella sfera della coscienza fisica. Questo farebbe s\u00ec che la consapevolezza della mente sia in grado di recepire quello che viene chiamato il <em>sapere per contatto<\/em>. Ch&#8217;\u00e8 un tipo di conoscenza diretta, che non utilizza n\u00e9 la memoria, n\u00e9 la ragione. Allora bisognerebbe domandarsi se quello che si riceve sia una risposta d&#8217;ordine superiore, oppure, sia solo una elaborazione machiavellica, o spregiudicata, di un concetto a cui non si \u00e8 in grado di rispondere. La decisione, anche in questo caso \u00e8 semplice. Se si mette in disparte il realismo l&#8217;uomo pu\u00f2 continuare a sognare, e a camminare all&#8217;indietro. <img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%2015%2015'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load\" data-lazy-src=\"..\/img_art\/fine_testo.gif\" width=\"15\" height=\"15\" \/><noscript><img decoding=\"async\" src=\"..\/img_art\/fine_testo.gif\" width=\"15\" height=\"15\" \/><\/noscript><\/p>\n<p align=\"center\"><a href=\"#su\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%2044%2070'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load\" data-lazy-src=\"..\/img_art\/Uovo_min.jpg\" alt=\"torna su\" width=\"44\" height=\"70\" border=\"0\" \/><noscript><img decoding=\"async\" src=\"..\/img_art\/Uovo_min.jpg\" alt=\"torna su\" width=\"44\" height=\"70\" border=\"0\" \/><\/noscript><\/a><\/p>\n<\/div>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;abbaglio delle religioni popolari &#8211; Importanza di una terminologia corretta \u00abB. 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