{"id":2258,"date":"2005-06-15T03:00:30","date_gmt":"2005-06-15T01:00:30","guid":{"rendered":"http:\/\/www.esonet.it\/?p=2258"},"modified":"2023-11-07T18:30:07","modified_gmt":"2023-11-07T17:30:07","slug":"sacrifici-umani-in-israele-parte-iii","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.esonet.it\/?p=2258","title":{"rendered":"Sacrifici Umani in Israele \u2013 Parte III"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/www.esonet.it\/?cat=75\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%20370%20247'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load alignright\" title=\"Studi Biblici\" data-lazy-src=\"images\/topics\/StudiBiblici.jpg\" alt=\"Studi Biblici\" align=\"right\" border=\"0\" \/><noscript><img decoding=\"async\" class=\"alignright\" title=\"Studi Biblici\" src=\"images\/topics\/StudiBiblici.jpg\" alt=\"Studi Biblici\" align=\"right\" border=\"0\" \/><\/noscript><\/a>Le citazioni a Geremia ci introducono ai sacrifici \u00aba Moloch\u00bb, che ho tenuto in serbo sin qui. Essi pongono in effetti un problema particolare, che \u00e8 stato molto discusso di recente e che era d&#8217;interesse distinguere dal problema generale dei sacrifici umani.<\/p>\n<table border=\"0\" width=\"100%\">\n<tbody>\n<tr>\n<td scope=\"col\">\n<div align=\"center\">\n<h3 align=\"justify\"><em><a name=\"su\"><\/a> <\/em>Sacrifici Umani in Israele \u2013 Parte III<\/h3>\n<\/div>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td scope=\"row\">\n<div align=\"justify\">\n<p align=\"center\"><strong>Traduzione dall&#8217;originale francese a cura della Redazione di Esonet <\/strong><\/p>\n<h3>I Sacrifici \u00aba Moloch\u00bb<\/h3>\n<p>Le citazioni a Geremia ci introducono ai sacrifici \u00aba Moloch\u00bb, che ho tenuto in serbo sin qui. Essi pongono in effetti un problema particolare, che \u00e8 stato molto discusso di recente e che era d&#8217;interesse distinguere dal problema generale dei sacrifici umani.<\/p>\n<h4>1. I testi biblici.<\/h4>\n<p>Il nome \u00abMoloch\u00bb deriva, tramite la Vulgata, dalle traduzioni greche che trascrivevano cos\u00ec l&#8217;ebraico mol\u00e8k. Questa parola viene ripetuta cinque volte nella Legge di Santit\u00e0, che proibisce il sacrificio di un figlio a Moloch, <em> Lev <\/em>., XVIII, 21, e che punisce con la morte, <em>Lev <\/em>., XX, 2-5.<\/p>\n<p>Ricompare in <em>Ger <\/em>., XXXII, 35 (<a href=\"#_ftn1\" name=\"_ftnref1\">1<\/a>), e ne <em>II Re <\/em>, XXIII, 10: Giosia dichiar\u00f2 immondo il Tofet nella valle di Ben-Innom, perch\u00e9 nessuno vi facesse passare ancora il proprio figlio o la propria figlia per il fuoco in onore di Moloch.<\/p>\n<p>Lo stesso nome si deve leggere in <em>Is <\/em>., XXX, 33 al posto di m\u00e8l\u00e8k. Per contro nel <em>I Re <\/em>, XI, 7, secondo il contesto e le versioni, occorre modificare mol\u00e8k in Milkom, il dio nazionale degli Ammoniti.<\/p>\n<p>Il testo pi\u00f9 esplicito, il <em>II Re <\/em>, XXIII, 10, consente di trovare dei riferimenti allo stesso culto nel <em>II Re <\/em>, XVI, 3; XVII, 31; XXI, 6; <em>Ger <\/em>., VII, 31; XIX, 5; <em>Deut <\/em>., XII, 31; XVIII, 10; <em>Ez <\/em>., XVI, 21; XX, 31; XXIII, 37 (figli e figlie bruciati in sacrificio), probabilmente in <em>Ger <\/em>., II, 23 (la valle \u00e8 quella di Ben-Innom), <em>Ger <\/em>., III, 24 e <em>Ps <\/em>., CVI, 37-38 ( figli e figlie offerti agli idoli).<\/p>\n<p>Secondo il <em>Deut <\/em>., XII, 31 e XVIII, 10, gli Israeliti devono fare attenzione ad un&#8217;unica usanza pagana; il <em>II Re <\/em>, XVII, 31 accusa di questa pratica i coloni di Sefarvaim insediati dagli Assiri nell&#8217;antico regno della Samaria; <em>Is <\/em>., XXX, 33 paragona a questo sacrificio il castigo che minaccia l&#8217;Assiria.<\/p>\n<p>Tutti gli altri testi testimoniano che il rito \u00e8 stato realmente praticato dagli israeliti.<\/p>\n<p>I pi\u00f9 espliciti indicano come luogo di questo culto la valle di Ben- Innom, la Geenna, situata immediatamente a sud di Gerusalemme, in cui si trovava il tofet, \u00abun bruciatore\u00bb, (<a href=\"#_ftn2\" name=\"_ftnref2\">2<\/a>) brevemente descritto in <em>Is <\/em>., XXX, 33.<\/p>\n<p>Sembra proprio che questo culto non sia stato praticato altrove: anche gli unici due riferimenti storici, <em>II Re <\/em>, XVI, 3 e XXI, 6, ci conducono a Gerusalemme; <em>Ez <\/em>., XXIII, 37-39 ammette che questi sacrifici erano offerti fuori dal santuario ma nelle sue vicinanze, e si capisce perch\u00e9 la Legge di Santit\u00e0 li condanni cos\u00ec duramente, <em>Lev <\/em>., XVIII, 21; XX, 2-5, poich\u00e9 \u00e8 opera dei preti di Gerusalemme i quali dal Tempio riuscivano a vedere salire il fumo del tofet.<\/p>\n<p>Ben circoscritta dal punto di vista geografico, questa pratica \u00e8 anche limitata nel tempo.<\/p>\n<p>N\u00e9 il sacrificio previsto per Isacco, n\u00e9 la morte dei figli di Chiel a Gerico ( se di sacrificio si tratta), n\u00e9 l&#8217;olocausto della figlia di Jepht\u00e9 o quello del figlio di Mesa sono, stando a ci\u00f2 che si dice, dei sacrifici di questo genere.<\/p>\n<p>Il primo bambino di cui abbiamo notizia che sia stato \u00abfatto passare sul fuoco\u00bb \u00e8 il figlio di Achaz, <em>II Re <\/em>, XVI, 3, il primo riferimento al tofet si trova in <em>Is <\/em>., XXX, 33, in un oracolo pronunciato in cui Sennach\u00e9rib minacciava Gerusalemme.<\/p>\n<p>La riforma di Giosia port\u00f2 all&#8217;abolizione di quel culto, <em>II Re <\/em>, XXIII, 10, ma esso rinacque, sembra con maggior vigore, dopo il fallimento della riforma: la Legge di Santit\u00e0 \u00e8 stata compilata probabilmente tra la promulgazione del Deuteronomio e l&#8217;Esilio, il contenuto di <em> Ger <\/em>., VII, \u00e8 ricondotto al regno di Joiaqim dalla maggior parte dei commentatori, le profezie di Ezechiele in cui tale culto viene menzionato riflettono la situazione religiosa in Giudea alla vigilia della rovina di Gerusalemme.<\/p>\n<p>In seguito non si parla pi\u00f9 dei sacrifici a Moloch. (<a href=\"#_ftn3\" name=\"_ftnref3\">3<\/a>)<\/p>\n<p>Il giudizio della Bibbia nei confronti dei sacrifici \u00e8 inequivocabile: essi sono sempre condannati, sia dal Deuteronomio o dal redattore deuteronomista dei Re, dai redattori sacerdotali del Levitico e dai Profeti.<\/p>\n<p>Sono condannati come contrari alla volont\u00e0 del Signore, <em>Ger <\/em>., VII, 31 e paralleli, o come offerti agli idoli, <em>Ger <\/em>., II, 23; III, 24; XIX, 5; <em>Ez <\/em>., XVI, 20-21; XX, 31; <em>Ps <\/em>., CVI, 37-38, come emuli delle nazioni che Dio ha privato della Terra Santa, <em>Deut <\/em>., XII, 29-31; XVIII, 10; <em>II Re <\/em>, XVI, 3; XXI, 2 e 6.<\/p>\n<p>La Bibbia dunque considera i sacrifici a Moloch come una pratica illegittima che ha imperversato a Gerusalemme dalla fine dell&#8217;VIII secolo all&#8217;inizio del VI secolo, sotto l&#8217;influenza dei culti cananei.<\/p>\n<p>Noi giustificheremo questo giudizio e ne preciseremo l&#8217;origine.<\/p>\n<h4>2. I sacrifici <em>molk <\/em> nei paesi cartaginesi. (<a href=\"#_ftn4\" name=\"_ftnref4\">4<\/a>)<\/h4>\n<p>Un certo numero di iscrizioni puniche e neopuniche dell&#8217;Africa del Nord, incise su delle steli che commemoravano un sacrificio, contengono la parola <em>mlk <\/em>, da sola o in alcune espressioni di cui le pi\u00f9 rilevanti sono <em> mlk&#8217;mr <\/em> e <em>mlk&#8217;dm <\/em>.<\/p>\n<p>Queste iscrizioni risalgono grossomodo dal IV al I secolo avanti Cristo.<\/p>\n<p>Le steli sono dedicate a Baal Hammon e alla sua congiunta Tanit. Alcune sono state ritrovate a Cartagine, a Guelfa e Scusse, ma le pi\u00f9 numerose provengono da El-Hofra, nei pressi di Costantina. (<a href=\"#_ftn5\" name=\"_ftnref5\">5<\/a>)<\/p>\n<p>L&#8217;espressione <em>mlk&#8217;mr <\/em> si incontra solo quattro volte nelle iscrizioni dell&#8217;Africa del Nord. L&#8217;interpretazione \u00e8 rimasta abbastanza incerta fino alla scoperta nel 1930 a N&#8217;Gaous, a 125 chilometri da Costantina, di diverse steli analoghe ma recanti un&#8217;iscrizione in latino. (<a href=\"#_ftn6\" name=\"_ftnref6\">6<\/a>)<\/p>\n<p>Esse risalgono alla fine del II secolo o inizio del III secolo della nostra era e sono dedicate a Saturno che, nell&#8217;Africa latinizzata, era l&#8217;equivalente di Baal Hammon. Il sacrificio offerto \u00e8 definito <em>molchmor <\/em>, che \u00e8 evidentemente la trascrizione di <em>mlk&#8217;mr <\/em>. (<a href=\"#_ftn7\" name=\"_ftnref7\">7<\/a>)<\/p>\n<p>[\u2026.pagine mancanti \u2026.]<\/p>\n<p>In punico <em>molk <\/em> \u00e8 un termine rituale usato per i sacrifici di bambini, per i quali si accettava la possibilit\u00e0 di sostituirli con una vittima animale.<\/p>\n<p>Sui sacrifici di bambini a Cartagine abbiamo numerose testimonianze letterarie, in greco e latino. Quasi tutti li collegano al culto di Saturno \u2013 Kronos, cio\u00e8 di Baal Hammon.<\/p>\n<p>Prender\u00f2 in considerazione solo i testi principali. Secondo Quinte Curce (<a href=\"#_ftn8\" name=\"_ftnref8\">8<\/a>), la pratica risaliva alla fondazione di Cartagine e perdur\u00f2 fino alla distruzione della citt\u00e0.<\/p>\n<p>Secondo Plutarco (<a href=\"#_ftn9\" name=\"_ftnref9\">9<\/a>), Gelone da Siracusa, nel II secolo avanti Cristo impose ai cartaginesi sconfitti di cessare le immolazioni di bambini a Kronos.<\/p>\n<p>Se interruzione vi fu, non fu di lunga durata: secondo Diodoro Siculo (<a href=\"#_ftn10\" name=\"_ftnref10\">10<\/a>), Amilcare offr\u00ec suo figlio a Kronos secondo il rito ancestrale.<\/p>\n<p>Secondo Tertulliano (<a href=\"#_ftn11\" name=\"_ftnref11\">11<\/a>), sotto il proconsolato di Tiberio, i preti di Saturno che compivano tali sacrifici furono crocefissi, nonostante ci\u00f2 i sacrifici continuarono in segreto.<\/p>\n<p>Due sono i testi pi\u00f9 dettagliati. Il primo \u00e8 di Plutarco (<a href=\"#_ftn12\" name=\"_ftnref12\">12<\/a>): \u00abI Cartaginesi sgozzavano i propri figli ai piedi degli altari. Coloro che non avevano figli, li acquistavano dai poveri. Li sgozzavano come si faceva con gli agnelli e gli uccelli. La madre assisteva al sacrificio senza versare una lacrima, senza emettere un lamento.<\/p>\n<p>Inoltre, ai piedi della statua, tutto il recinto era pieno di suonatori di flauto e di tamburi, affinch\u00e9 non si udissero le urla e i gemiti delle vittime.<\/p>\n<p>Il secondo testo \u00e8 quello di Diodoro Siculo, ed \u00e8 ancora pi\u00f9 importante. (<a href=\"#_ftn13\" name=\"_ftnref13\">13<\/a>) Nel 310 avanti Cristo, essendo il loro esercito stato schiacciato da Agatocle da Siracusa, i Cartaginesi ritennero che anche Kronos fosse loro ostile. La ragione era che un tempo essi sacrificavano i loro figli migliori a questo dio, mentre, in seguito, iniziarono ad acquistare in segreto bambini che nutrivano e poi destinavano al sacrificio. In seguito ad un&#8217;inchiesta si scopr\u00ec che alcuni dei bambini sacrificati erano stati sostituiti.<\/p>\n<p>Pensando a queste cose e vedendo il nemico accampato davanti le mura, essi sentirono un timore religioso all&#8217;idea di aver corrotto gli onori tradizionali dovuti agli dei. Si affrettarono a correggere tali errori decretando il sacrificio pubblico di duecento bambini appartenenti alla famiglie pi\u00f9 illustri. Altri cittadini, bersaglio di accuse, offrirono volontariamente i propri figli, che non furono meno di trecento\u00bb.<\/p>\n<p>\u00abVi era una statua di Kronos in bronzo con le mani stese, il palmo rivolto verso l&#8217;alto, e inclinate verso il suolo, in modo tale che il bambino ivi posato, rotolasse e cadesse in una fossa piena di fuoco\u00bb.<\/p>\n<p>Il sacrificio di duecento bambini nobili in seguito alla sconfitta inflitta da Agatocle \u00e8 menzionato da Lattanzio (<a href=\"#_ftn14\" name=\"_ftnref14\">14<\/a>), il quale afferma di averla appresa da Pescennius Festus<\/p>\n<p>( un autore altrimenti sconosciuto).<\/p>\n<p>La modalit\u00e0 del sacrificio \u00e8 confermata da Clitarco, il quale cita uno scoliaste di Platone (<a href=\"#_ftn15\" name=\"_ftnref15\">15<\/a>): i Fenici e soprattutto i Cartaginesi consacravano i loro figli a Kronos; vi era una statua di Kronos in bronzo, le cui mani erano allungate su un braciere in bronzo nel quale il bambino veniva bruciato. I due testi non sono in contrasto, il braciere di cui parla Clitarco era infatti collocato nella fossa di cui parla Diodoro.<\/p>\n<p>Sono questi i testi che hanno fornito ai Rabbini il materiale per descrivere una statua di Moloch che sarebbe stata eretta nella valle di Ben-Innom. (<a href=\"#_ftn16\" name=\"_ftnref16\">16<\/a>) La statua di Gerusalemme \u00e8 un&#8217;invenzione dei Rabbini, ma non c&#8217;\u00e8 motivo di dubitare che la statua, descritta da Diodoro e Clitarco e menzionata da Plutarco, sia esistita a Cartagine.<\/p>\n<p>Si rilever\u00e0 solamente che, contrariamente all&#8217;immagine che i Rabbini hanno imposto ai commentatori del Medio Evo e dell&#8217;era moderna, questa statua non costituisce la fornace vera e propria: la fornace \u00e8 la fossa, con o senza braciere, in cui cadeva la vittima deposta sulle mani tese dell&#8217;idolo.<\/p>\n<p>Questi antichi autori parlano esclusivamente di Cartagine e non \u00e8 detto che una tale messa in scena sia esistita ovunque si tenessero questi sacrifici nel paese punico.<\/p>\n<p>La cosa importante \u00e8 che la vittima fosse bruciata.<\/p>\n<p>\u00c8 stato ammesso che la vittima veniva bruciata viva (<a href=\"#_ftn17\" name=\"_ftnref17\">17<\/a>), ma l&#8217;unico testo che si pu\u00f2 citare \u00e8 quello di Clitarco, il quale parla di questo sacrificio a proposito della \u00abrisata sardonica\u00bb.<\/p>\n<p>Egli dice che le vittime \u00abmorivano ridendo\u00bb, le loro bocche si aprivano sotto i colpi della fiamma.<\/p>\n<p>A parte questa autorit\u00e0 discutibile, tutti gli altri testi ammettono lo sgozzamento del bambino prima che cada nel fuoco. Alcuni lo dicono in modo esplicito. (<a href=\"#_ftn18\" name=\"_ftnref18\">18<\/a>)<\/p>\n<p>Su questi sacrifici anche l&#8217;archeologia fornisce delle testimonianze. Una stele a Cartagine rappresenta un prete che regge fra le braccia un bambino, come altrove i preti portano la vittima. (<a href=\"#_ftn19\" name=\"_ftnref19\">19<\/a>)<\/p>\n<p>Lo scavo del santuario di Scusse (l&#8217;antica Hadrum\u00e8te) ha portato alla luce una fossa simile a quella di cui parla Diodoro, in cui venivano bruciate le vittime: \u00abuno spazio di quattro metri quadrati, a sud-est dello scavo, rimasto privo di stele, era interamente incendiato a quella altezza. Sotto questa area, la terra con tutto ci\u00f2 che conteneva era carbonizzata e ridotta ad uno stato polverulento dal calore dei bracieri. Vi si accedeva da sentieri ugualmente privi di steli\u00bb. (<a href=\"#_ftn20\" name=\"_ftnref20\">20<\/a>)<\/p>\n<p>Poich\u00e9 le steli non sono state ritrovate accatastate in una favissa (<a href=\"#_ftn21\" name=\"_ftnref21\">21<\/a>), come ad El-Hofra, esse indicano un&#8217;urna, seppellita alla base, contenente delle ossa carbonizzate, i resti del sacrificio.<\/p>\n<p>Era gi\u00e0 stato segnalato che parte di queste ossa appartenevano a bambini. Molto di recente, uno studio tecnico di questi depositi \u00e8 stato realizzato dal Dott. L. Richard. (<a href=\"#_ftn22\" name=\"_ftnref22\">22<\/a>)<\/p>\n<p>Egli ha esaminato il contenuto di 180 urne, delle quali 42 provenienti dal santuario di Salammb\u00f4 a Cartagine e il resto dal santuario di Scusse. Su queste, 88 urne contenevano solo ossa umane appartenenti ad uno, due o diversi bambini; 59 contenevano delle ossa umane mischiate a quelle di agnello, 29 contenevano solamente resti di agnello e quattro avevano un contenuto troppo povero per permettere una analisi. Il fatto che non ci sia mai uno scheletro intero, che molto spesso vi siano resti di individui diversi e che siano mescolati a resti animali evidenzia che i resti sono stati tolti da una pira comune; inoltre, il numero delle urne esaminate corrisponde pressappoco al numero delle vittime, calcolato in base ai resti ossei. Ci\u00f2 sembra indicare che ogni urna e ogni stele conservavano il ricordo di un sacrificio particolare.<\/p>\n<p>La determinazione dell&#8217;et\u00e0 dei bambini \u00e8 stata ricercata attraverso numerosi metodi. Le percentuali medie sarebbero: il 6% bambini nati prematuri, il 74% bambini non prematuri ma ancora neonati, il 20% bambini di pochi mesi e alcuni di tre o quattro anni. Oltre le ossa, le urne contenevano della terra sabbiosa, ceneri e carbone di legna (conifere), conchiglie marine e terrestri ed ossa di piccoli mammiferi.<\/p>\n<p>Le urne sono state deposte nella fossa, scavata nella sabbia, dove era sistemato il rogo. Vi erano degli ornamenti, portati dai bambini delle famiglie pi\u00f9 ricche.<\/p>\n<p>Dal punto di vista cronologico, la proporzione delle ossa umane e di quelle animali dovrebbe essere cos\u00ec distribuita: (<a href=\"#_ftn23\" name=\"_ftnref23\">23<\/a>)<\/p>\n<p><strong>Periodo I (VIII e VII secolo) <\/strong><\/p>\n<p>Solamente ossa umane 55,5%<\/p>\n<p>Solamente ossa animali 11,1%<\/p>\n<p>Mescolanza 33,3%<\/p>\n<p><strong>Periodo II (VI e V secolo) <\/strong><\/p>\n<p>Solamente ossa umane 48%<\/p>\n<p>Solamente ossa animali 23%<\/p>\n<p>Mescolanza 29%<\/p>\n<p><strong>Periodo III (dal IV al II secolo) <\/strong><\/p>\n<p>Solamente ossa umane 21,7%<\/p>\n<p>Solamente ossa animali 26%<\/p>\n<p>Mescolanza 59,2%<\/p>\n<p>La vicinanza di urne con ossa umane ad urne con ossa animali e la mescolanza dei due tipi di ossa nelle stesse urne obbligano ad ammettere che tutti questi resti riguardino lo stesso culto, quello che abbiamo descritto e che prevedeva sacrifici di bambini e di animali sostituiti ai bambini.<\/p>\n<p>Se la tavola di frequenza redatta dal Dott. Richard \u00e8 valida, essa consente delle conclusioni importanti. Le cifre indicano da una parte che la pratica della sostituzione risale all&#8217;inizio della storia di Cartagine, ci\u00f2 che suggeriva gi\u00e0 la stele di Malta (VII e VI secolo) sulla quale si leggeva <em>mlk&#8217;mr <\/em>.<\/p>\n<p>Dall&#8217;altra, esse indicano che i sacrifici di bambini sono continuati almeno fino alla distruzione di Cartagine, ci\u00f2 che affermava gi\u00e0 Quinte Curce. (<a href=\"#_ftn24\" name=\"_ftnref24\">24<\/a>)<\/p>\n<p>Si noter\u00e0 tuttavia che la percentuale di urne contenenti solo ossa umane \u00e8 in costante diminuzione e che la percentuale di urna contenenti solo ossa animali \u00e8 in continuo aumento.<\/p>\n<p>L&#8217;archeologia e i testi ci obbligano dunque a riconoscere che i sacrifici di bambini sono stati una pratica abituale del culto di Baal Hammon nell&#8217;Africa del Nord e che essi sono stati praticati per molto tempo.<\/p>\n<p>Resta da precisare un ultimo punto. Di solito questi sacrifici sono considerati come un&#8217;offerta di neonati; quest&#8217;affermazione tuttavia non si basa su nulla di concreto. Le steli di N&#8217;Gaous in cui, su quattro bambini chiamati per nome, due sono femmine, assicurano almeno che non si tratta unicamente di maschi appena nati.<\/p>\n<p>I testi classici usano generalmente termini che non pongono l&#8217;accento sul sesso, \u00abbambini\u00bb per l&#8217;appunto; non vi \u00e8 alcun testo letterario n\u00e9 alcuna iscrizione che parlino di \u00abappena nati\u00bb. (<a href=\"#_ftn25\" name=\"_ftnref25\">25<\/a>)<\/p>\n<h4>3. I sacrifici di bambini in Fenicia.<\/h4>\n<p>I sacrifici punici furono un retaggio della madrepatria fenicia.<\/p>\n<p>Quinte-Curce lo dice espressamente a proposito dell&#8217;assedio di Tyr da parte di Alessandro:<\/p>\n<p>\u00abAlcuni suggerirono di riprendere un rito che io non saprei immaginare gradito agli dei e che era stato sospeso da secoli: il sacrificio a Saturno di un bambino appartenente ad una famiglia libera. Questo rito, sacrilego pi\u00f9 che sacro, \u00e8 stato tramandato dai suoi fondatori a Cartagine dove, si dice, fu praticato fino al giorno della distruzione della citt\u00e0 e se il consiglio degli anziani che detenevano il potere non avesse opposto resistenza, una barbara superstizione avrebbe trionfato sui sentimenti d&#8217;umanit\u00e0. (<a href=\"#_ftn26\" name=\"_ftnref26\">26<\/a>)<\/p>\n<p>Da parte sua Porfirio afferma che: \u00abnelle grandi catastrofi che provocavano le guerre, la carestia o la peste, i Fenici designavano uno dei loro amati figli per essere dato in sacrificio a Kronos\u00bb.<\/p>\n<p>La Storia Fenicia che Sanchuniaton compose in fenicio e che Filone da Byblos tradusse in greco, \u00e8 piena di riferimenti a tali sacrifici\u00bb. (<a href=\"#_ftn27\" name=\"_ftnref27\">27<\/a>)<\/p>\n<p>Il testo \u00e8 ripreso da Eusebio (<a href=\"#_ftn28\" name=\"_ftnref28\">28<\/a>), il quale aggiunge, sempre ad imitazione di Filone da Byblos, che questi sacrifici erano eseguiti in una maniera piena di mistero e che il rito era stato inaugurato dallo stesso Kronos che aveva immolato suo figlio in questo modo. (<a href=\"#_ftn29\" name=\"_ftnref29\">29<\/a>)<\/p>\n<p>Filone \u00e8 stato a lungo sospettato di aver inventato un antico autore fenicio, un certo Sanchuniaton che sarebbe vissuto prima della guerra di Troia, per dare credibilit\u00e0 alle proprie composizioni.<\/p>\n<p>Tuttavia i testi di R\u00e2s Shamra lo hanno scagionato, avvalorando molte delle informazioni che Filone ci ha lasciato (<a href=\"#_ftn30\" name=\"_ftnref30\">30<\/a>)<\/p>\n<p>Possiamo quindi ammettere che i sacrifici di bambini siano esistiti anticamente presso i Fenici, e da Quinte-Curce apprendiamo che essi erano ancora praticati al momento della fondazione di Cartagine ma che cessarono di esserlo, almeno ufficialmente, diversi secoli prima della conquista di Alessandro. (<a href=\"#_ftn31\" name=\"_ftnref31\">31<\/a>)<\/p>\n<p>Sfortunatamente Filone non descrive come era eseguito il rito: dice solo che era adempiuto \u00abin modo misterioso\u00bb e per ritrovare il rituale col fuoco dei sacrifici punici dobbiamo fidarci di Quinte-Curce, il quale sosteneva che Cartagine aveva a lungo mantenuto una pratica che somigliava a quella dei suoi fondatori. (<a href=\"#_ftn32\" name=\"_ftnref32\">32<\/a> Ammettendo tale equivalenza, rimane ancora da stabilire se questo tipo di sacrificio era chiamato <em>molk <\/em> in Fenicia come lo era a Cartagine.<\/p>\n<p><em>Mlk <\/em> non compare mai con un senso sacrificale nelle iscrizioni fenicie ma tale silenzio si spiega con la rarit\u00e0 e il carattere non rituale delle iscrizioni anteriori al VI secolo, quando questi sacrifici, come \u00e8 stato appena detto, non erano pi\u00f9 offerti.<\/p>\n<p>Noi in ogni caso abbiamo i testi di R\u00e2s Shamra che provengono dallo stesso ambiente religioso, includono dei testi liturgici e risalgono al XIV secolo, approssimativamente all&#8217;epoca in cui Filone colloca Sanchuniaton. Le informazioni che possiamo ricavare sul nostro soggetto sono molto povere.<\/p>\n<p>In ci\u00f2 che sembra essere un rituale, <em>mlk <\/em> appare tre volte (<a href=\"#_ftn33\" name=\"_ftnref33\">33<\/a>), ma in un contesto lacunoso.<\/p>\n<p>C. H. Gordon vi riconosce un genere di sacrificio che egli avvicina al molek ebraico. (<a href=\"#_ftn34\" name=\"_ftnref34\">34<\/a>)<\/p>\n<p>Egli aggiunge un altro testo che enumera dei sacrifici dedicati a diverse divinit\u00e0 e nel quale il termine <em>mlk <\/em> si trova tra due parole che sfidano l&#8217;interpretazione; (<a href=\"#_ftn35\" name=\"_ftnref35\">35<\/a>) una forma femminile <em>mlkt <\/em> si troverebbe in un terzo testo, troppo danneggiato per essere utilizzato. (<a href=\"#_ftn36\" name=\"_ftnref36\">36<\/a>)<\/p>\n<p>Sarebbe d&#8217;altronde strano che il nome di uno stesso sacrificio avesse sia la forma maschile che quella femminile. Sarebbe ancora pi\u00f9 strano che le due forme, <em>mlk <\/em> e <em>mlkt, <\/em>per designare questo sacrifico si trovino nella stessa riga del Poema degli Dei Belli e Graziosi, come Cazelles \u00e8 pronto ad accettare. (<a href=\"#_ftn37\" name=\"_ftnref37\">37<\/a>)<\/p>\n<p>\u00c8 molto pi\u00f9 probabile che le parole abbiano il significato usuale di \u00abre\u00bb e \u00abregina\u00bb. (<a href=\"#_ftn38\" name=\"_ftnref38\">38<\/a>)<\/p>\n<p>Il dossier si \u00e8 arricchito di un nuovo testo. Tra le prime tavolette alfabetiche scoperte nel 1929 si trovava una lista di divinit\u00e0 in cui, verso la fine, era menzionato <em>mlkm <\/em>che Gordon vocalizz\u00f2 in Milkom. (<a href=\"#_ftn39\" name=\"_ftnref39\">39<\/a>)<\/p>\n<p>Una tavoletta degli scavi del 1956 contiene la stessa lista in accadico sillabico. (<a href=\"#_ftn40\" name=\"_ftnref40\">40<\/a>)<em>Mlkm <\/em>\u00e8 qui rappresentato da \u00abi M\u00e2lik\u00bb (al plurale).<\/p>\n<p>Vi si potrebbe riconoscere volentieri il dio M\u00e2lik, che \u00e8 attestato nel panteon mesopotamico, peraltro ad un rango secondario, ma l&#8217;uso del plurale \u00e8 strano e questi <em>mlkm <\/em> sono in un gruppo di oggetti o di atti cultuali divinizzati, dopo il dio incensiere e il dio lira e prima del dio <em>\u0160lm <\/em>, che potrebbe essere il sacrificio <em>\u0160lm <\/em>, il sacrificio di comunione della Bibbia, ma che la versione accadica rende con <em>Salimu <\/em>, forse un nome divino. (<a href=\"#_ftn41\" name=\"_ftnref41\">41<\/a>)<\/p>\n<p>\u00c8 possibile che gli dei <em>mlkm <\/em>siano i sacrifici <em>molk <\/em> divinizzati e che la vocalizzazione accadica sia incorretta.<\/p>\n<p>Sul nome dei sacrifici di bambini in Fenicia, come sul rito che era qui osservato, i testi indigeni ci lasciano nell&#8217;incertezza.<\/p>\n<h4><strong>4. Sacrifici <em>molk <\/em> e sacrifici \u00aba Moloch\u00bb. <\/strong><\/h4>\n<p>Paradossalmente \u00e8 la Bibbia che ci permette di stabilire un nesso tra la Fenicia e Cartagine. In effetti, i sacrifici \u00aba Moloch\u00bb seguono lo stesso rituale dei sacrifici di bambini nella regione punica. Le piccole vittime erano \u00abpassate al fuoco\u00bb, vale a dire bruciate come a Cartagine, ed <em>Ez <\/em>., XVI, 21 (<a href=\"#_ftn42\" name=\"_ftnref42\">42<\/a>) mostra che esse erano dapprima sgozzate, cos\u00ec come abbiamo potuto stabilire per l&#8217;Africa del Nord.<\/p>\n<p>Diodoro di Sicilia ci dice che i bambini cadevano in una fossa piena di fuoco e una fossa simile \u00e8 stata trovata negli scavi di Scusse.<\/p>\n<p>\u00c8 proprio in questo modo che si deve immaginare il <em>tofet <\/em>della valle di Ben-Innom: secondo <em>Ger <\/em>., VII, 32 (<a href=\"#_ftn43\" name=\"_ftnref43\">43<\/a>) \u00absi seppellir\u00e0 a Tofet, perch\u00e9 non ci sar\u00e0 altro luogo\u00bb, il luogo degli empi sacrifici diventer\u00e0 una fossa comune.<\/p>\n<p>Pi\u00f9 esplicito il testo di <em>Is <\/em>., XXX, 33: il profeta annuncia la fine dell&#8217;Assiria, \u00abpoich\u00e9 il Tofet \u00e8 preparato da tempo \u2013 esso \u00e8 pronto anche per il re \u2013 profondo e largo \u00e8 il rogo, fuoco e legna abbondano. Il soffio del Signore, come un torrente di zolfo, lo accender\u00e0\u00bb. (<a href=\"#_ftn44\" name=\"_ftnref44\">44<\/a>)<\/p>\n<p>La corrispondenza tra i riti praticati in Israele e quelli di Cartagine non pu\u00f2 spiegarsi che attraverso una fonte comune, che \u00e8 chiaramente la Fenicia.<\/p>\n<p>Nonostante il laconismo dei testi, si deve riconoscere che quegli stessi riti erano qui praticati, diventa cos\u00ec pi\u00f9 verosimile che essi portassero anche lo stesso nome che avevano a Cartagine: erano i sacrifici <em>molk <\/em>.<\/p>\n<p>Bisogna quindi concludere che questo sacrificio sia stato ugualmente chiamato <em>molk <\/em> in Israele e includere, nei testi che abbiamo citato, che gli Israeliti hanno affidato i loro bambini \u00abin sacrificio <em>molk <\/em>\u00bb e non in onore del dio <em>Mol\u00e8k <\/em> ?<\/p>\n<p>\u00c8 la fine del dio \u00ab <em>Moloch <\/em>\u00bb? Questa \u00e8, ricordiamo, la tesi di Eissfeldt. (<a href=\"#_ftn45\" name=\"_ftnref45\">45<\/a>)<\/p>\n<p>La questione \u00e8 pi\u00f9 complessa di quanto non sembri. In effetti, <em> M\u00e8l\u00e8k <\/em>, \u00abil Re\u00bb, \u00e8 un appellativo divino che rientra nella composizione di numerosi nomi fenici ed ebraici dove si alterna a nomi propri di divinit\u00e0. (<a href=\"#_ftn46\" name=\"_ftnref46\">46<\/a>)<\/p>\n<p>Questo appellativo si ritrova sotto la forma <em>muluk <\/em> e <em>malik <\/em> nell&#8217;onomastica di Mari all&#8217;inizio del II millennio. (<a href=\"#_ftn47\" name=\"_ftnref47\">47<\/a>)<\/p>\n<p>Inoltre M\u00e2lik \u00e8 il nome proprio di una divinit\u00e0 del panteon mesopotamico, conosciuto sin dal III millennio, (<a href=\"#_ftn48\" name=\"_ftnref48\">48<\/a>) e si \u00e8 visto che \u00e8 cos\u00ec che l&#8217;accadico ha trascritto <em>mlk <\/em>nella lista delle divinit\u00e0 di R\u00e2s Shamra. (<a href=\"#_ftn49\" name=\"_ftnref49\">49<\/a>)<\/p>\n<p>In aggiunta non va dimenticato che gli Ammoniti, vicini prossimi degli Israeliti, avevano Milkom per dio nazionale.<\/p>\n<p>D&#8217;altra parte, l&#8217;unica indicazione che la Bibbia d\u00e0 sulla pratica di questi sacrifici al di fuori di Israele, riguarda i coloni da Sefarvaim, in Siria, i quali si erano insediati in Samaria e che bruciavano nel fuoco i propri figli in onore dei loro dei, Adramm\u00e9lek (Adram- Melech) e Anamm\u00e9lek (Anam-Melech), <em>II Re <\/em>, XVII, 31.<\/p>\n<p>Adram- Melech \u00e8 una corruzione di Adadm\u00e9lek, il cui culto \u00e8 attestato a Tell Halaf nella Siria del Nord all&#8217;inizio del I millennio: (<a href=\"#_ftn50\" name=\"_ftnref50\">50<\/a>) si tratta di Adad il Re, e noi abbiamo citato due testi di Tell Halaf che parlano di bambini \u00abbruciati davanti ad Adad\u00bb. (<a href=\"#_ftn51\" name=\"_ftnref51\">51<\/a>)<\/p>\n<p>Se ritorniamo ai testi biblici che citano \u00abMoloch\u00bb, constatiamo che tutti possono essere interpretati come se <em>mol\u00e8k <\/em> fosse un nome divino e che alcuni possono difficilmente essere interpretati altrimenti: quando <em>Lev <\/em>., XX, 5 condanna coloro che \u00absi prostituiscono a Moloch\u00bb, si tratta di una divinit\u00e0 e non di un genere di sacrificio. (<a href=\"#_ftn52\" name=\"_ftnref52\">52<\/a>)<\/p>\n<p>Questo significato \u00e8 confermato dai testi che, senza citare Mol\u00e8k, ritengono che questi sacrifici siano offerti agli idoli.<\/p>\n<p>La nostra conclusione \u00e8 quindi sfumata: \u00e8 certo che i sacrifici \u00aba Moloch\u00bb sono identici ai sacrifici <em>molk <\/em>dell&#8217;Africa del Nord e che sono in Israele un prestito dei Fenici.<\/p>\n<p>\u00c8 possibile che anche in Fenicia questi sacrifici si chiamassero <em>molk <\/em>. Ma sembra che, a partire dal prestito, la parola non sia stata compresa e che gli Israeliti abbiamo pensato che questi sacrifici fossero destinati ad un dio Re, un M\u00e8l\u00e9k, come Adramm\u00e9lek e Anamm\u00e9lek per i quali, nello stesso periodo, si bruciavano bambini in Samaria. (<a href=\"#_ftn53\" name=\"_ftnref53\">53<\/a>)<\/p>\n<p>Ad ogni modo, \u00e8 evidente che questa consuetudine introdotta dall&#8217;estero, circoscritta alla regione di Gerusalemme, limitata nel tempo e condannata da tutti i rappresentanti di Dio, non pu\u00f2 dimostrare che i sacrifici umani siano mai stati legittimi in Israele.<\/p>\n<p>__________<\/p>\n<p>(<a href=\"#_ftnref1\" name=\"_ftn1\">1<\/a>) Doppione di <em>Ger., <\/em> VII, 31 (cfr. p. 66, n. 4), al quale \u00e8 aggiunto il nome di Moloch.<\/p>\n<p>(<a href=\"#_ftnref2\" name=\"_ftn2\">2<\/a>) Il senso di questa parola \u00e8 giustificato dall&#8217;aramaico e dal siriano, cfr. il lessico di K\u00d6HLER BAUMGARTNER, s. v.<\/p>\n<p>(<a href=\"#_ftnref3\" name=\"_ftn3\">3<\/a>) Tralascio Is., LVII, 5, perch\u00e9: per prima cosa le immolazioni di bambini nei burroni, nelle crepe ( o nicchie) delle rocce non hanno le caratteristiche dei sacrifici a Moloch. Secondo, la data del brano \u00e8 controversa: molti esegeti lo collocano prima dell&#8217;Esilio, altri \u2013 e tutti coloro che difendono l&#8217;unit\u00e0 Trito-Isaie \u2013 lo collocano nei primi periodi dopo il ritorno. O. EISSFELDT, <em>Einleitung in das Alte Testament <\/em>, 1956, p. 417, afferma che entrambe le soluzioni sono possibili. Gli ultimi contributi al testo di Is., LVII, 5, M. WEISE, in <em>ZAW <\/em>, LXXII, 1960, pp. 25-32 e J. C. GREENFIELD, <em>ibid., <\/em> LXXIII, 1961, pp. 226-228, non aggiungono niente di nuovo al nostro discorso.<\/p>\n<p>(<a href=\"#_ftnref4\" name=\"_ftn4\">4<\/a>) Non intendo riprendere qui tutta la questione. I dati sono esposti e discussi da H:CAZELLES, art. Molok del Suppl\u00e9ment au Dictionnaire de la Bible, V, 1957, col. 1337-1346 ( sfortunatamente con degli errori di riferimento).<\/p>\n<p>Pi\u00f9 recente: J. HOFTIJZER, Eine Notiz zum punischen Kinderopfer, in VT, VIII, 1958, pp.288-292; J. G. F\u00c9VRIER, Essai de reconstitution du sacrifice molek, ne Jounal Asiatique, 1960, pp.167-187.<\/p>\n<p>(<a href=\"#_ftnref5\" name=\"_ftn5\">5<\/a>) Una prima parte era stata trovata da L.Costa verso il 1875; ultima pubblicazione di J. B. Chabot, Journal Asiatique, 1917, pp. 50-72. Una parte ancora pi\u00f9 importante proviene dagli scavi del 1950, cfr. A. BERTHIER e R. CHARLIER, Le sanctuaire punique d&#8217;El-Hofra a Costantina, 1955.<\/p>\n<p>(<a href=\"#_ftnref6\" name=\"_ftn6\">6<\/a>) Cfr. in particolare J. CARCOPINO, Survivances par substitution des sacrifices d&#8217;enfants dans l&#8217;Afrique romaine, in RHR, CVI, 1932-II, pp. 592-599, ripresi in Aspects mystiques de la Rome pa\u00efenne, 1942, pp. 39-48. In ultimo, J. G. F\u00c9VRIER, Le rite de substitution dans les textes de N&#8217; Gaous, ne Journal Asiatique, CCL, 1962, pp. 1-10.<\/p>\n<p>(<a href=\"#_ftnref7\" name=\"_ftn7\">7<\/a>) Mancano le pp.70-71.<\/p>\n<p>(<a href=\"#_ftnref8\" name=\"_ftn8\">8<\/a>) <em>Hist <\/em>., IV, III, 23 .<\/p>\n<p>(<a href=\"#_ftnref9\" name=\"_ftn9\">9<\/a>) <em>Ser. Num. vind <\/em>., 6.<\/p>\n<p>(<a href=\"#_ftnref10\" name=\"_ftn10\">10<\/a>) <em>Bibl. Hist., <\/em> XIII, LXXXVI, 3 .<\/p>\n<p>(<a href=\"#_ftnref11\" name=\"_ftn11\">11<\/a>) Apol., IX, 2-4. Il Tiberio di cui si parla \u00e8 o l&#8217;Imperatore Tiberio che decideva nelle Province in virt\u00f9 del suo potere proconsolare, oppure si tratta di un proconsole sconosciuto del II secolo.<\/p>\n<p>(<a href=\"#_ftnref12\" name=\"_ftn12\">12<\/a>) <em>De superst.,<\/em><\/p>\n<p>(<a href=\"#_ftnref13\" name=\"_ftn13\">13<\/a>) <em>Bibl. <\/em><em>Hist<\/em>., XX, XIV, 4-6.<\/p>\n<p>(<a href=\"#_ftnref14\" name=\"_ftn14\">14<\/a>) <em>Div. Inst<\/em>., I, 21.<\/p>\n<p>(<a href=\"#_ftnref15\" name=\"_ftn15\">15<\/a>) Schol. PLAT. Rep., 337 A, nell\u2019ed. Didot, III, p.321, o F. JACOBY, F GR HIST, II, B, n\u00b0 137. La stessa cosa nel lessico di Suidas e Fozio, s.v.<\/p>\n<p>(<a href=\"#_ftnref16\" name=\"_ftn16\">16<\/a>) Cfr. G. F. MOORE, <em>The Image of Moloch,<\/em> in <em>FBL<\/em>, XVI, 1897, PP. 161-165; O. EISSFELDT, <em>Molk als<\/em> <em>Opferbegriff..,<\/em> pp. 66-71.<\/p>\n<p>(<a href=\"#_ftnref17\" name=\"_ftn17\">17<\/a>) Con riferimento a S. GSELL, <em>Histoire Ancienne de l\u2019Afrique du Nord<\/em>, IV, 1920, p. 410<\/p>\n<p>(<a href=\"#_ftnref18\" name=\"_ftn18\">18<\/a>) Ci\u00f2 \u00e8 stato ben formulato da J.GUEY, <em>M\u00e9langes d\u2019Arch\u00e9ologie et d\u2019Histoire<\/em> (Roma), LIV, 1937, pp. 94-99. Questa conclusione \u00e8 accettata da J. G F\u00c9VRIER, il quale ha tentato un <em>Essai de reconstitution du sacrifice molek<\/em>, ne il <em>Journal Asiatique<\/em>, 1960, pp. 167-187.<\/p>\n<p>(<a href=\"#_ftnref19\" name=\"_ftn19\">19<\/a>) L. POINSSOT e R. LANTIER, <em>Un sanctuaire de Tanit \u00e0 Carthage<\/em>, in <em>RHR<\/em>, LXXXVII, 1923-1, pl. IV, 2, meglio in G. CHARLES-PICARD, <em>Les Religions de l\u2019Afrique antique<\/em>, 1954, p. 45, fig. 4.<\/p>\n<p>(<a href=\"#_ftnref20\" name=\"_ftn20\">20<\/a>) P. CINTAS, <em>Revue Africane<\/em>, 1947, pp. 34 s. Questi sacrifici non erano limitati all\u2019Africa del Nord, ma venivano praticati anche nelle colonie puniche del Mediterraneo\u00a0: abbiamo citato l\u2019iscrizione di Malta con mlk\u2019mr. Alcuni scavi hanno portato alla luce campi di urne e stele paragonabili a quelle di Scusse o di Cartagine: in Sardegna a Nora, cfr. G. PARTONI, Nora, colonia fenicia in Sardegna, in Monumenti Antichi, XIV, 1904, col. 110-258, spec. Col. 157-165; a Sulcis, G. LILLIU, Le stele puniche di Sulcis (Cagliari), ibid., XL, 3, 1944, col. 283-418 ( gli scavi non sono ultimati); in Sicilia a Motya, cfr. per finire, B. S. J. ISSERLIN in Illustrated London News, 3 Marzo 1962, col. 328-330, e generalmente G. PESCE, Sardegna Punica, 1961, pp. 68 ss., 85 ss.<\/p>\n<p>(<a href=\"#_ftnref21\" name=\"_ftn21\">21<\/a>) Pressi i Romani antichi, luogo di deposito di oggetti votivi, solitamente in forma di pozzo cilindrico scavato nella terra, fuori del santuario ma dentro il recinto sacro; era il corrispondente romano del <em>tesor<\/em>o dei templi greci<\/p>\n<p>(<a href=\"#_ftnref22\" name=\"_ftn22\">22<\/a>) <em>\u00c9tude m\u00e9dico-l\u00e9gale des urnes sacrificielles puniques et de leur contenu.<\/em> Tesi per il Dottorato in medicina. Istituto Medico-Legale di Lille, 1961. Ringrazio il Dr L. Richard per avermi trasmesso una copia di questa tesi.<\/p>\n<p>(<a href=\"#_ftnref23\" name=\"_ftn23\">23<\/a>) Questa suddivisione \u00e8 stabilita da L. Richard, secondo i tipi di urne, seguendo P. CINTAS, <em>C\u00e9ramique Punique<\/em>, 1950. Sembra che non sia stato possibile prendere in considerazione i livelli archeologici da cui queste urne provengono. La sua suddivisione pu\u00f2 essere viziata dall\u2019incertezza che circonda la data della fondazione di Cartagine e le nostre ancora limitate conoscenze dell\u2019evoluzione della ceramica punica, ma le conclusioni che se ne traggono restano valide.<\/p>\n<p>(<a href=\"#_ftnref24\" name=\"_ftn24\">24<\/a>) Cfr. n. 72, n.1.<\/p>\n<p>(<a href=\"#_ftnref25\" name=\"_ftn25\">25<\/a>) Cfr. J. CARCOPINO, <em>RHR, CVI,<\/em> 1932-II, p. 599 e <em>Aspects mystiques de la Rome Pa\u00efenne<\/em>, p.47\u00a0; J.G. F\u00c9VRIER, <em>Journal Asiatique,<\/em> 1960, pp. 177-179.<\/p>\n<p>(<a href=\"#_ftnref26\" name=\"_ftn26\">26<\/a>) QUINTE-CURCE, <em>Hist<\/em>., IV, III, 23, trad. H.Bardon nella Collection Bud\u00e9, \u00e8 stato corretto solo un <em>lapsus<\/em>\u00a0: Nettuno ha preso il posto di Saturno.<\/p>\n<p>(<a href=\"#_ftnref27\" name=\"_ftn27\">27<\/a>) PORFIRIO, <em>De Abstinentia<\/em>, II, 56.<\/p>\n<p>(<a href=\"#_ftnref28\" name=\"_ftn28\">28<\/a>) EUSEBIO, <em>Praep. <\/em><em>Ev.,<\/em> IV, 16, 6; cfr. <em>Orat. Pro Const<\/em>., 13.<\/p>\n<p>(<a href=\"#_ftnref29\" name=\"_ftn29\">29<\/a>)<em> Ibid<\/em>., IV, 16, 11; Cfr. I, 10, 45. Questi frammenti di Filone da Byblos sono editi in M\u00dcLLER, FHG, III, p. 570, fr. 3 e 4; JACOBY, <em>F GR HIST<\/em>, n\u00b0 790, fr. 3 (3-4).<\/p>\n<p>(<a href=\"#_ftnref30\" name=\"_ftn30\">30<\/a>) Cfr. O. EISSFELDT, gli articoli <em>Philo Byblos<\/em> e <em>Sanchunjaton<\/em>, in RGG, V (1961), col. 346-347 ( con la bibliografia) e 1361.<\/p>\n<p>(<a href=\"#_ftnref31\" name=\"_ftn31\">31<\/a>) O. EISSFELDT, <em>Ras Schamra und Sanchunjaton<\/em>, 1939, pp. 69-70, conclude che questi sacrifici sono cessati in Fenicia nel VII secolo avanti Cristo, nello stesso periodo in cui il Deuteronomio (e io aggiungo la Legge di Santit\u00e0) protestava contro i sacrifici a \u00ab Moloch\u00bb in Israele.<\/p>\n<p>(<a href=\"#_ftnref32\" name=\"_ftn32\">32<\/a>) <em>Loc., cit.<\/em> ; cfr. anche Clitarco citato a p. 73, n. 2: \u00ab I Fenici e soprattutto i Cartaginesi\u2026\u00bb<\/p>\n<p>(<a href=\"#_ftnref33\" name=\"_ftn33\">33<\/a>) 3, 48, 50, 53. Seguo la numerazione per ordine di Gordon. Un nuovo esemplare pi\u00f9 completo di questo rituale \u00e8 stato rinvenuto nel 1954 e pubblicato da Mlle HERDNER, in <em>Syria<\/em>, XXXIII, 1956, pp. 104-112. Esso non apporta una risposta decisiva al nostro problema. Mlle HERDNER ammette che la parola <em>mlk<\/em> \u00ab potrebbe designare proprio un sacrificio ( dall\u2019ebraico molek)\u00bb, p. 112.<\/p>\n<p>(<a href=\"#_ftnref34\" name=\"_ftn34\">34<\/a>) C. H. GORDON, <em>Ugaritic Manual<\/em>, 1955, glossario, n\u00b0 1119. Nella sua <em>Ugaritic Literature<\/em>, 1949, egli lo traduceva con \u00ab re\u00bb.<\/p>\n<p>(<a href=\"#_ftnref35\" name=\"_ftn35\">35<\/a>) 9, 10.<\/p>\n<p>(<a href=\"#_ftnref36\" name=\"_ftn36\">36<\/a>) 41 4. Il senso sacrificale \u00e8 tuttavia accettato da J. G. F\u00c9VRIER, <em>Journal Asiatique,<\/em> 1955, p. 53.<\/p>\n<p>(<a href=\"#_ftnref37\" name=\"_ftn37\">37<\/a>) 52 7; H. CAZELLES, art. <em>Molok,<\/em> in <em>Suppl. au Dict. de la Bible<\/em>, V, col. 1345.<\/p>\n<p>(<a href=\"#_ftnref38\" name=\"_ftn38\">38<\/a>) Cos\u00ec C. H. GORDON, <em>Ugaritic Literature<\/em>, 1949; R. LARGEMENT, <em>La Naissance de l\u2019Aurore<\/em>, 1949; G. R. DRIVER, <em>Canaanite Myths and Legends<\/em>, 1956\u00a0; J. AISTLEITNER, <em>Die mythologischen und kultischen Texte aus Ras<\/em> <em>Schamra,<\/em> 1959. Altri vi riconoscono la forma verbale \u00ab regnare\u00bb, come C. VIROLLEAUD, <em>Syria,<\/em> XIV, 1933; Th. GASTER,<em> Thespis<\/em>, 1950.<\/p>\n<p>(<a href=\"#_ftnref39\" name=\"_ftn39\">39<\/a>) 17 11; <em>Ugaritic Literature,<\/em> p. 108.<\/p>\n<p>(<a href=\"#_ftnref40\" name=\"_ftn40\">40<\/a>) Cfr. J. NOUGAYROL,<em> CRAI<\/em>, 1957, pp. 82 ss, ;E. WEIDNER, <em>AfO,<\/em> XVIII, 1957, p. 170. Il testo stesso non \u00e8 ancora stato pubblicato..<\/p>\n<p>(<a href=\"#_ftnref41\" name=\"_ftn41\">41<\/a>) Cfr. H. CAZELLES, <em>Biblica<\/em>, XXXVIII, 1957, pp. 485-486.<\/p>\n<p>(<a href=\"#_ftnref42\" name=\"_ftn42\">42<\/a>) Cfr. ancora <em>Ez<\/em>., XXIII, 37, 39 ( il verso 38, che interrompe la trattazione, \u00e8 probabilmente una spiegazione del verso 39). La menzione delle \u00ab prostituzioni\u00bb di Israele nei due contesti di Ezechiele accorda un\u2019apparenza di fondamento all\u2019ipotesi di K. ELLIGER, <em>ZAW<\/em>, LXVII, 1955, P. 17: secondo l\u2019autore, l\u2019inserimento del<em> Lev<\/em>., XVIII, 21 (sacrifici a Moloch) in una serie di leggi sui rapporti sessuali si spiegherebbe poich\u00e9 cos\u00ec si sacrificavano i bambini nati in seguito a rapporti sessuali associati a culti impuri; W. ZIMMERLI, <em>Ezechiel<\/em>, fasc. 5, 1958, su <em>Ez<\/em>., XVI, 20 afferma che questa ipotesi \u00e8 verosimile. Essa \u00e8 tuttavia contraddetta dagli unici esempi storici a noi arrivati, i <em>II Re<\/em>, XVI, 3, XXI, 6, a meno di ammettere che il figlio di Achaz e quello di Manass\u00e9 fossero il frutto di simili unioni, cosa che non pu\u00f2 essere provata facilmente. In Ezechiele la \u00ab prostituzione\u00bb simboleggia generalmente i disordini cultuali, cosa normale per i Profeti. La citazione di questi sacrifici nel contesto del <em>Lev<\/em>., XVIII, \u00e8 strana; pu\u00f2 giustificarsi col carattere composito della Legge di Santit\u00e0 e col parallelo del <em>Lev<\/em>., XX, in cui la condanna dei sacrifici \u00ab a Moloch\u00bb, v. 2-5, precede di poco una serie di leggi, v. 10-21, molto simili a quelle del <em>Lev.,<\/em> XVIII.<\/p>\n<p>(<a href=\"#_ftnref43\" name=\"_ftn43\">43<\/a>) Con il doppione di<em> Ger<\/em>., XIX, 6 e 11b.<\/p>\n<p>(<a href=\"#_ftnref44\" name=\"_ftn44\">44<\/a>) Il testo \u00e8 incerto, cfr. I commenti. Io traduco la parola me d\u00fbrah con rogo che non si trova che in Ez., XXIV, 9, in relazione ancora al fuoco e alla legna. Tuttavia non si tratta di una catasta di legna, una \u00ab pira\u00bb; secondo l\u2019etimo la me d\u00fbrah \u00e8\u2019 rotonda e, secondo il nostro testo, essa \u00e8\u2019 profonda: e\u2019 una fossa nella quale si prepara il fuoco, un rogo, ci\u00f2 si conf\u00e0 anche al testo di Ezechiele.<\/p>\n<p>(<a href=\"#_ftnref45\" name=\"_ftn45\">45<\/a>) Cfr. p- 70, n. 2.<\/p>\n<p>(<a href=\"#_ftnref46\" name=\"_ftn46\">46<\/a>) Cfr. <em>RB<\/em>, XLV, 1936, p. 281; LXII, 1955, p. 610.<\/p>\n<p>(<a href=\"#_ftnref47\" name=\"_ftn47\">47<\/a>) G. DOSSIN, <em>Revue d\u2019Assyriologie,<\/em> XXXV, 1938, p. 178, n. I\u00a0; H. CAZELLES, <em>Suppl. au Dict. de la Bible<\/em>, V, col. 1344.<\/p>\n<p>(<a href=\"#_ftnref48\" name=\"_ftn48\">48<\/a>) H. CAZELLES, <em>loc. cit<\/em>., con i riferimenti.<\/p>\n<p>(<a href=\"#_ftnref49\" name=\"_ftn49\">49<\/a>) Cfr. p.78. n.6 e 7.<\/p>\n<p>(<a href=\"#_ftnref50\" name=\"_ftn50\">50<\/a>) Cfr. A. POHL, <em>Biblica<\/em>, XXII, 1941, PP. 35-37; O. EISSFELDT, <em>M\u00e9langes Isidore L\u00e9vy,<\/em> (Annuario dell\u2019Istituto di Filologia e di Storia Slava e Orientale, XIII), 1955, pp. 153 ss. Sull\u2019intera questione, cfr. W. F. ALBRIGHT, <em>Archaelogy and the Religion of Israel,<\/em> 1946, pp. 162-164.<\/p>\n<p>(<a href=\"#_ftnref51\" name=\"_ftn51\">51<\/a>) Cfr. p. 56, n. I. Cfr. il testo assiro pi\u00f9 recente, citato a p. 55, n. 2: il primogenito sar\u00e0 bruciato nell\u2019area sacra di Adad.<\/p>\n<p>(<a href=\"#_ftnref52\" name=\"_ftn52\">52<\/a>) Tali argomentazioni, e altre di varia importanza, sono state dimostrate anche da autori recenti i quali non accettano, o non accettano completamente, la tesi di Etssfeldt; cfr., in particolare, W. KORNFELD, <em>Der <\/em><em>Moloch,<\/em> in <em>Wiener Zeitschrift f\u00fcr die Kunde des Morgenlandes<\/em>, LI, 1948-1952, pp. 287-313; K. DRONKERT, <em>De Molochdienst in het<\/em> <em>Oude Testament<\/em>, 193; E. DHORME, <em>Le dieu Baal et le dieu Moloch,<\/em> in <em>Anatolian Studies<\/em>, VI, 1956, pp. 57-61; J. GRAY, <em>The Legacy of Canaan<\/em> (Suppl. V \u2013VT), 1957, p. 126; W. ZIMMERLI, <em>Ezechie<\/em>l, fasc. 5 (1958), su <em>Ez<\/em>., XVI, 20.<\/p>\n<p>(<a href=\"#_ftnref53\" name=\"_ftn53\">53<\/a>) Tuttavia questo rito non \u00e8 arrivato in Israele tramite i coloni della Samaria:il primo esempio storico \u00e8 il sacrificio del figlio di Achaz, quindi anteriore alla fine della Samaria, secondo la cronologia pi\u00f9 attendibile alla fine del regno di Achaz.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><a href=\"#su\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%2044%2070'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load alignnone size-full wp-image-8333\" data-lazy-src=\"https:\/\/www.esonet.it\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/Uovo_min.jpg\" alt=\"\" width=\"44\" height=\"70\" \/><noscript><img decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-8333\" src=\"https:\/\/www.esonet.it\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/Uovo_min.jpg\" alt=\"\" width=\"44\" height=\"70\" \/><\/noscript><\/a><\/p>\n<\/div>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n\n\n<p><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le citazioni a Geremia ci introducono ai sacrifici \u00aba Moloch\u00bb, che ho tenuto in serbo sin qui. Essi pongono in effetti un problema particolare, che \u00e8 stato molto discusso di recente e che era d&#8217;interesse distinguere dal problema generale dei sacrifici umani. Sacrifici Umani in Israele \u2013 Parte III Traduzione dall&#8217;originale francese a cura della Redazione di Esonet I Sacrifici \u00aba Moloch\u00bb Le citazioni a Geremia ci introducono ai sacrifici \u00aba Moloch\u00bb, che ho tenuto in serbo sin qui. 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