{"id":2285,"date":"2005-04-20T17:03:31","date_gmt":"2005-04-20T15:03:31","guid":{"rendered":"http:\/\/www.esonet.it\/?p=2285"},"modified":"2023-11-04T12:48:29","modified_gmt":"2023-11-04T11:48:29","slug":"lenigma-di-sator","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.esonet.it\/?p=2285","title":{"rendered":"L&#8217;Enigma di SATOR"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/www.esonet.it\/?cat=60\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%20370%20247'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load alignright\" title=\"Scienza ed Esoterismo\" data-lazy-src=\"images\/topics\/Scienza1.jpg\" alt=\"Scienza ed Esoterismo\" align=\"right\" border=\"0\" \/><noscript><img decoding=\"async\" class=\"alignright\" title=\"Scienza ed Esoterismo\" src=\"images\/topics\/Scienza1.jpg\" alt=\"Scienza ed Esoterismo\" align=\"right\" border=\"0\" \/><\/noscript><\/a>Occorre dare per conosciuta, almeno nei suoi lineamenti generali, la copiosa letteratura fiorita sin oggi intorno all&#8217;enigma del \u201cQuadrato Magico\u201d di SATOR.Passo a tracciarne sinteticamente la soluzione, che si trova scolpita \u2013 all&#8217;insaputa di tutti \u2013 su una colonna del portale nord della cattedrale di Chartres.<\/p>\n<table border=\"0\" width=\"100%\">\n<tbody>\n<tr>\n<td scope=\"col\">\n<div align=\"center\">\n<h3 align=\"left\"><a name=\"su\"><\/a>L&#8217;Enigma di SATOR<\/h3>\n<p align=\"left\">di Renato Palmieri<\/p>\n<\/div>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td scope=\"row\">\n<div align=\"justify\">\n<h4 align=\"center\">Museo Archeologico Nazionale di Napoli<\/h4>\n<h4 align=\"center\">Incontri di Archeologia<\/h4>\n<div align=\"justify\">\n<table border=\"0\" width=\"100%\">\n<tbody>\n<tr>\n<td scope=\"col\" width=\"23%\">\n<div align=\"center\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%20155%20282'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load\" data-lazy-src=\"..\/img_art\/Iscrizione1.gif\" width=\"155\" height=\"282\" \/><noscript><img decoding=\"async\" src=\"..\/img_art\/Iscrizione1.gif\" width=\"155\" height=\"282\" \/><\/noscript><\/div>\n<\/td>\n<td scope=\"col\" width=\"77%\">\n<div align=\"justify\">\n<p><em>La conferenza tenutasi nel Museo Archeologico Nazionale di Napoli il 10 maggio 2003, ha offerto al pubblico, dopo quasi venti secoli di mistero, la storica soluzione dell&#8217; &#8220;enigma di SATOR&#8221;: il superfamoso &#8220;Quadrato Magico&#8221;, assurto alla duplice gloria del dibattito accademico pi\u00f9 sottile e della ciarlataneria pi\u00f9 sfrenata. Del primo \u00e8 esempio emblematico l&#8217;interpretazione che leggiamo essere dell&#8217;Enciclopedia Britannica: Il seminatore dell&#8217;Areopago detiene le ruote dell&#8217;Opera; della seconda, la possibilit\u00e0 di usare il Quadrato in svariate fattucchierie. Su invito del Dott. Claudio Salerno, presidente dell&#8217;Istituto per la Diffusione delle Scienze Naturali, e nell&#8217;ambito delle manifestazioni napoletane per la &#8220;V Settimana della Cultura&#8221;, Renato Palmieri ha risolto il millenario rebus, semplicemente separando l&#8217;esclamazione latina A dal comunissimo verbo latino REPO (&#8220;io striscio&#8221;) nella tormentatissima quarta riga dell&#8217;iscrizione pompeiana e facendo di questa un documento di straordinario significato sociale e religioso. Al termine della conversazione, \u00e8 stato distribuito al pubblico un opuscolo come &#8220;memoria&#8221; ufficiale della scoperta, il cui contenuto viene oggi qui presentato ai lettori del WEB. <\/em><\/p>\n<\/div>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>Occorre dare per conosciuta, almeno nei suoi lineamenti generali, la copiosa letteratura fiorita sin oggi intorno all&#8217;enigma del &#8220;Quadrato Magico&#8221; di SATOR, la cui prima apparizione risale agli anni precedenti la catastrofica eruzione vesuviana del 79 dopo Cristo. Passo a tracciarne sinteticamente la soluzione, che si trova scolpita \u2013 all&#8217;insaputa di tutti \u2013 su una colonna del portale nord della cattedrale di Chartres.<\/p>\n<p>Si intreccia nel problema una pluralit\u00e0 di piani, che impegna chi legge a non fermarsi a considerazioni parziali relative ai momenti distinti del discorso che si va a fare, ma a valutare la congruenza degli argomenti nella loro conclusione.<\/p>\n<p>Nell&#8217;anno 70 dopo Cristo Tito, figlio dell&#8217;imperatore Flavio Vespasiano e suo futuro successore, represse la rivolta giudaica, conquistando Gerusalemme e distruggendo il tempio di Salomone.<\/p>\n<p>L&#8217;evento ebbe grandissima ripercussione nella comunit\u00e0 ebraica diffusa a Roma e in Italia. Gi\u00e0 un secolo prima Orazio, nella famosa satira del seccatore (la IX del primo libro), aveva sottolineato l&#8217;influenza di quell&#8217;ambiente, con l&#8217;ironico timore che si potessero offendere i Giudei (&#8220;Vorresti tu scorreggiare in faccia ai circoncisi Giudei?&#8221;). Fu in quel contesto rovinoso che un ignoto ebreo di Pompei, mosso da un sentimento di partecipazione al disastro del suo popolo, ebbe a incidere nella scanalatura di una colonna della Grande Palestra di Pompei la scritta che vediamo.<\/p>\n<p>Nessuno dei tentativi di traduzione, che per secoli sono stati fatti della struttura palindroma di quelle parole, ha un senso comprensibile, soprattutto per lo scoglio rappresentato dalla quarta di esse (<em>AREPO<\/em>). Si era infatti fuorviati dall&#8217;idea che fosse una parola unica, come le altre, mentre si trattava in realt\u00e0, come qui oggi si dimostra, di due distinte parole \u2013 <em>A, REPO <\/em> \u2013 che, cos\u00ec separate, suonano in perfetto latino &#8220;Ahim\u00e8, io striscio&#8221;, dove <em>A <\/em> \u00e8 esclamazione, come nei versi 14-15 della prima Bucolica di Virgilio: \u2026 <em>gemellos \/ spem gregis, a, silice in nuda conixa reliquit <\/em> (&#8221; [la capretta] partor\u00ec sforzandosi, ahim\u00e8, sulla nuda roccia due gemelli, speranza del gregge!&#8221;).<\/p>\n<p><em>SATOR <\/em> diventa allora vocativo: &#8220;O Seminatore&#8221; e il quadrato magico si potr\u00e0 definire <em>il lamento del serpente<\/em>, ovviamente \u2013 per l&#8217;anonimo ebreo \u2013 di quello biblico ( <em>Genesi 3 <\/em>), il quale teme di essere tranciato dalle &#8220;ruote&#8221; che &#8220;l&#8217;Opera tiene con s\u00e9&#8221;:<\/p>\n<p align=\"center\">ROTAS \/ OPERA \/ TENET \/ A REPO \/ SATOR<\/p>\n<p align=\"center\"><strong><em>ruote \/ l&#8217;Opera \/ tiene con s\u00e9 \/ ahim\u00e8 io striscio \/ o Seminatore <\/em><\/strong><\/p>\n<p>L&#8217;interpretazione letterale \u00e8 premessa di quella simbolica. L&#8217;<em>Opera <\/em> \u00e8 gi\u00e0 un termine metaforico, alludendo biblicamente a uno strumento fabbricato dal <em>Seminatore<\/em>, nemico del <em>serpente<\/em>, cio\u00e8 da Dio. Tale oggetto, nel clima determinato dalla distruzione del Tempio, non pu\u00f2 essere che l&#8217;<em>Arca dell&#8217;Alleanza<\/em>, contenente le leggi del Signore e anticamente custodita nel Tempio fino a un&#8217;epoca e a vicende imprecisate.<\/p>\n<p>In <em>Esodo 25<\/em>, nella descrizione dell&#8217;Arca voluta da Dio, non si parla di ruote ma di stanghe e di anelli per il trasporto a spalle. Le ruote, quindi, sono un&#8217;interpolazione concettuale dell&#8217;anonimo, fatta per un duplice motivo. Quello simbolico di carattere religioso \u00e8 di dare effetto mortale per il serpente, avversario di Dio, al movimento dell&#8217;Arca (come carro o aratro) guidata dal Seminatore. L&#8217;altro, simbolico di carattere matematico, allude alla costruzione geometrica di un fondamentale rapporto, presente nelle leggi di natura: ne parleremo tra poco.<\/p>\n<table border=\"0\" width=\"100%\">\n<tbody>\n<tr>\n<td scope=\"col\" width=\"34%\">\n<div align=\"center\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%20223%20396'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load\" data-lazy-src=\"..\/img_art\/Colonne.jpg\" width=\"223\" height=\"396\" \/><noscript><img decoding=\"async\" src=\"..\/img_art\/Colonne.jpg\" width=\"223\" height=\"396\" \/><\/noscript><\/div>\n<\/td>\n<td scope=\"col\" width=\"66%\">\n<div align=\"justify\">\n<p>La prova del significato letterale ora dato \u2013 cos\u00ec come venne esattamente colto in un momento della storia interpretativa del &#8220;quadrato&#8221; e poi smarritosi \u2013 \u00e8 fornita dal documento medievale che presentiamo qui: L&#8217;immagine \u00e8 tratta da <em>I MISTERI DELLA CATTEDRALE DI CHARTRES <\/em> di Louis Charpentier (Arcana Editrice, Torino 1972) e presenta due colonnette del portale nord della cattedrale. Vi si vede scolpita a rilievo in entrambe le colonne l&#8217;Arca fornita di ruote, con un gi\u00e0 chiaro riferimento alle ruote del &#8220;quadrato&#8221; di SATOR.<\/p>\n<p>Essa \u00e8 trasportata da buoi su qualcosa di accidentato, nella prima colonna, e inserita in una scena di massacro, nella seconda, con un uomo che cerca di velarla. Sulla fascia sottostante si leggono due iscrizioni, che Charpentier riporta traducendole \u2013 con l&#8217;aiuto di un &#8220;acuto latinista&#8221;! \u2013 in maniera arbitraria.<\/p>\n<p>Quella della prima colonna (tralasciamo l&#8217;altra) dice, nel testo riportato dall&#8217;autore del libro: ARCHA CEDERIS e viene tradotta, non si capisce da quale latino, &#8220;Tu lavorerai per l&#8217;Arca&#8221;. In realt\u00e0, nella grafia del latino medievale, quella scritta \u00e8 precisamente la risposta di SATOR, il Seminatore-Dio, al <em>lamento del serpente <\/em>: &#8220;Tu sarai ucciso dall&#8217;Arca&#8221;.<\/p>\n<\/div>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>La mancanza del dittongo <em>ae <\/em> nel verbo <em>caed\u00e8ris<\/em>, sostituito da una semplice <em>e<\/em>, \u00e8 usuale nel latino scritto di quei secoli. Si pu\u00f2 per sovrappi\u00f9 ipotizzare, con un filologismo forse eccessivo, che la H superflua nella parola ARCA ne faccia la traslitterazione del greco ARCHE&#8217;, <em>Potere (sommo)<\/em>, con un doppio senso voluto.<\/p>\n<table border=\"0\" width=\"100%\">\n<tbody>\n<tr>\n<td scope=\"col\" width=\"71%\">\n<div align=\"justify\">\n<p>Ma torniamo al &#8220;quadrato&#8221; graffito a Pompei. Nessuno, se non messo sull&#8217;avviso, si accorgerebbe che il <em>serpente <\/em> \u00e8 letteralmente presente nell&#8217;incisione, il che rende ancora pi\u00f9 certa la lettura ora data dell&#8217;enigma.<\/p>\n<p>La parola centrale TENET ne contiene in modo ben visibile una duplice rappresentazione, che \u00e8 come miniata nelle due T estreme, con una testina e un corpo filiforme a mo&#8217; di minuscolo serpente. La figurazione fattane dall&#8217;anonimo \u00e8 la traduzione grafica di una popolare antica allegoria legata all&#8217;episodio biblico della mela, come simbolo di un atto sessuale. Infatti la T di destra ha il serpentello esterno al corpo della lettera; quella di sinistra \u00e8 disegnata come a gambe divaricate, tra le quali penetra il serpente.<\/p>\n<\/div>\n<\/td>\n<td scope=\"col\" width=\"29%\">\n<div align=\"center\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%20197%20247'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load\" data-lazy-src=\"..\/img_art\/Iscrizione2.jpg\" width=\"197\" height=\"247\" \/><noscript><img decoding=\"async\" src=\"..\/img_art\/Iscrizione2.jpg\" width=\"197\" height=\"247\" \/><\/noscript><\/div>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>Tuttavia, l&#8217;aspetto pi\u00f9 clamoroso e paradossale della visibilit\u00e0 invisibile del <em>serpente <\/em> \u00e8 il fatto che, parecchio al di sopra della iscrizione vera e propria, il serpente \u00e8 stato manifestamente disegnato con una inequivocabile linea, per l&#8217;appunto, serpentina, che rappresenta il sigillo conclusivo di garanzia della traduzione ora data.<\/p>\n<p>Passo all&#8217;aspetto simbolico di carattere matematico e naturalistico, che \u00e8 il vero fondamento dell&#8217;enigma di SATOR e si collega alle &#8220;ruote&#8221; che hanno i loro assi sull&#8217;<em>Opera<\/em>, che perci\u00f2 le &#8220;tiene con s\u00e9&#8221;, a s\u00e9 unite (\u00e8 questo, in tale contesto, il vero senso del <em>tenet <\/em> latino, sottolineato dalla precisa struttura palindroma della parola).<\/p>\n<p>Apro una parentesi sulla radicale differenza tra la scienza matematica dell&#8217;antichit\u00e0 e quella moderna. La prima si indirizza generalmente, spesso in forma non palese alle masse, verso la ricerca di una chiave geometrica dell&#8217;universo, considerata espressione di una suprema Mente che governa le leggi di natura. Platone fece scrivere all&#8217;ingresso della sua scuola: &#8220;Qui non entri chi non conosce la geometria&#8221;. La seconda \u00e8 subordinata solo alla tecnica e alle sue realizzazioni pratiche.<\/p>\n<table border=\"0\" width=\"100%\">\n<tbody>\n<tr>\n<td scope=\"col\" width=\"31%\">\n<div align=\"center\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%20207%20247'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load\" data-lazy-src=\"..\/img_art\/Uomo_Vitruviano.jpg\" width=\"207\" height=\"247\" \/><noscript><img decoding=\"async\" src=\"..\/img_art\/Uomo_Vitruviano.jpg\" width=\"207\" height=\"247\" \/><\/noscript><\/div>\n<\/td>\n<td scope=\"col\" width=\"69%\">\n<div align=\"justify\">\n<p>A quest&#8217;ultima dobbiamo gli enormi vantaggi dell&#8217;attuale progresso nelle condizioni empiriche di vita, ma anche la rinuncia alla possibilit\u00e0 di dare un chiaro senso filosofico-morale all&#8217;esistenza. Al che si aggiunge anche il fatto che il ritrovamento di quella chiave pu\u00f2 essere produttivo di una svolta nella soluzione di problemi ancora oscuri dell&#8217;altro campo: quello di carattere pratico-tecnologico.<\/p>\n<p>Se tagliamo trasversalmente una pera o una mela, vediamo al centro i semi disposti in forma di pentagono stellato: la forma, cio\u00e8, di una stella marina, ma \u2013 al sommo della scala evolutiva e delle sue infinite complicazioni \u2013 anche la struttura generale della figura umana, come nell&#8217; &#8220;Uomo&#8221; leonardesco.<\/p>\n<\/div>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>Dall&#8217;antichit\u00e0 ai nostri giorni corre nelle misure delle varie arti il filone tradizionale \u2013 pi\u00f9 o meno segreto \u2013 della cosiddetta &#8220;sezione aurea&#8221; (geometricamente, la parte media proporzionale di un segmento tra l&#8217;intero segmento e la parte residua), che costituisce uno speciale rapporto matematico ricorrente nella natura in modi innumerevoli (cos\u00ec in tutte le forme penta-decagonali, ma non solo) e che gli antichi matematici avevano identificato come la radice universale delle cose.<\/p>\n<p>Nella tradizione giudaico-cristiana proprio la ricerca dell&#8217;Arca, andata perduta nelle varie distruzioni subite da Gerusalemme, ha assunto il simbolo di una trasmissione del segreto della &#8220;sezione aurea&#8221; attraverso la storia. Ne sono esempio in questo senso le opere, non solo bellicose, dei Cavalieri Templari. Indipendente da questo percorso \u00e8 l&#8217;altro, che si pu\u00f2 definire greco-pitagorico, sempre attinente alla &#8220;sezione aurea&#8221;, che si manifesta nella scultura e nell&#8217;architettura greca, a partire da Fidia (con la cui iniziale <em>phi <\/em> si designa matematicamente quel rapporto).<\/p>\n<p>Il punto di partenza di entrambi i percorsi \u00e8 per\u00f2 molto pi\u00f9 antico, risalendo alla sapienza egizia e alla costruzione delle grandi piramidi di al-Gizah.<\/p>\n<p>Il percorso ebraico (la Qabbalah) comincia con l&#8217;Esodo e col relativo libro della Bibbia, perviene a Gerusalemme col Tempio di Salomone e i suoi arredi \u2013 principale tra essi, appunto, l&#8217;Arca dell&#8217;Alleanza \u2013, prosegue con i Templari verso la Francia e il sorgere delle cattedrali gotiche. Il percorso pitagorico passa per la Grecia con la sua arte, giunge in Magna Grecia con le scuole di Crotone e di Elea e la fondazione di Neapolis (la cui planimetria urbanistica ne \u00e8 una prova e richiede un discorso a parte), si dirama nei secoli fino a Costantinopoli (Santa Sofia) e all&#8217;et\u00e0 bizantina.<\/p>\n<p>C&#8217;\u00e8 un altro valore matematico, che fa coppia con la &#8220;sezione aurea&#8221; come altra essenziale radice della natura, ed \u00e8 quello che si lega al cerchio e alle sue forme naturali: il rapporto tra circonferenza e diametro, ovvero il <em>pi greco <\/em>. Anch&#8217;esso segue due percorsi di ricerca, entrambi \u2013 come la &#8220;sezione aurea&#8221; \u2013 muoventi dalla fonte egizia delle Piramidi. Quello della speculazione greca ha un caposaldo nell&#8217;opera di Archimede. L&#8217;altro affiora nella tradizione cristiana come ricordo e ricerca del Santo Graal: un vaso-scodella, che serv\u00ec da piatto e calice nell&#8217;Ultima Cena e da contenitore del sangue di Cristo raccolto da Giuseppe di Arimatea.<\/p>\n<p>Di questa seconda radice matematica dell&#8217;universo possiamo solo accennare la presenza tradizionale nell&#8217;epopea dei Cavalieri della &#8220;Tavola Rotonda&#8221; e la valenza segreta, rispetto al problema, dell&#8217; <em>ottagono <\/em>: la forma dello stesso Graal in qualche rappresentazione analogica, come quella della sua supposta custodia nella struttura ottagonale di Castel del Monte ad opera di Federico II. Che non si tratti di una relazione di pura fantasia tra cerchio e ottagono in natura, chiunque pu\u00f2 verificarlo, tagliando trasversalmente \u2013 come si \u00e8 fatto per la pera e la mela \u2013 il frutto rotondo del cachi. Vi si trover\u00e0 il disegno raggiato di un perfetto ottagono regolare.<\/p>\n<p>Ma vediamo ora come le &#8220;ruote&#8221;, da cui il <em>serpente <\/em> teme di essere ucciso, servono a costruire la &#8220;sezione aurea&#8221; e a dimensionare con essa l&#8217;<em>Opera<\/em>.<\/p>\n<p>L&#8217;anonimo non si limita a un&#8217;operazione asetticamente geometrica, quella che noi moderni faremmo seguendo la regola dettata dai nostri libri di geometria, ma estrae il valore dalla fonte originaria della sua ispirazione e della stessa tradizione giudaica: la sapienza scritta nelle Piramidi.<\/p>\n<p>A questo punto occorre sottolineare la superficialit\u00e0 con cui la scienza moderna tratta l&#8217;argomento delle conoscenze di antiche caste iniziatiche, come quella dei sacerdoti e costruttori egizi. Su LE SCIENZE n. 78 Martin Gardner ironizza sulla possibilit\u00e0 che la Grande Piramide di Cheope rappresenti con la pendenza dei suoi lati, in rapporto alle sue dimensioni, i due valori matematici fondamentali di cui abbiamo ora discusso. Egli argomenta che lo stato attuale del monumento, degradato dal tempo e dalle rapine, ci rende del tutto impossibile una qualsiasi verifica dell&#8217;ipotesi, che resta quindi priva di fondamento scientifico. In ci\u00f2 \u00e8 corroborato da chi, come Kurt Mendelssohn, sostiene che gli Egizi avessero men che rudimentali nozioni di matematica.<\/p>\n<p>Ma il Gardner, nel manifestare la propria ironia sulla questione, non si preoccupa di prendere in considerazione l&#8217;altra piramide, quella di Chefren, figlio di Cheope, per la semplicit\u00e0 elementare delle sue proporzioni, che non soggiacciono in quanto tali al dubbio della possibilit\u00e0 di verifica e non sembrano dare adito al sospetto di particolari segreti esoterici. Esaminiamo allora questo secondo problema. Il triangolo rettangolo della semisezione mediana della piramide di Chefren presenta base, altezza e ipotenusa nel rapporto evidente e incontrovertibile dei numeri interi 3, 4, 5 (si consulti per conferma la voce relativa nell&#8217;Enciclopedia Italiana): cos\u00ec proporzionato, il triangolo prende nome di &#8220;triangolo isiaco&#8221;.<\/p>\n<p>Abbiamo motivo di credere d&#8217;essere i primi a rivelare, come dalla elementarit\u00e0 di queste proporzioni, con una procedura rigorosa tutta interna alla struttura, si giunga a determinare la &#8220;sezione aurea&#8221; del cateto di base della semisezione di Chefren. Si direbbe che il figlio di Cheope abbia voluto beffare con millenni di anticipo lo scetticismo dei posteri sulle intenzioni segrete del padre, confermandole con un procedimento assolutamente preciso.<\/p>\n<table border=\"0\" width=\"100%\">\n<tbody>\n<tr>\n<td scope=\"col\" width=\"44%\">\n<div align=\"center\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%20311%20228'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load\" data-lazy-src=\"..\/img_art\/Diagramma.gif\" width=\"311\" height=\"228\" \/><noscript><img decoding=\"async\" src=\"..\/img_art\/Diagramma.gif\" width=\"311\" height=\"228\" \/><\/noscript><\/div>\n<\/td>\n<td scope=\"col\" width=\"56%\">\n<div align=\"justify\">\n<p>Di questo diamo qui la figurazione finale, analizzandone tuttavia uno per uno i momenti successivi.<br \/>\nDisegniamo prima il triangolo isiaco di sinistra della sezione mediana di Chefren e poi completiamola con quello di destra.<\/p>\n<p>Tracciamo le perpendicolari nei due vertici di base del triangolo isoscele risultante.<\/p>\n<p>Tracciamo le bisettrici dei due angoli di base del triangolo fino alle due perpendicolari e uniamo con un segmento rettilineo i due punti d&#8217;incontro con esse. Si dimostra, anche se qui non \u00e8 opportuno farlo, che il rettangolo derivato ha l&#8217;altezza met\u00e0 della base, ovvero \u00e8 costituito da due quadrati.<\/p>\n<\/div>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>Disegniamo una circonferenza con centro nell&#8217;incrocio delle diagonali e raggio la semialtezza del rettangolo. Anche qui \u00e8 sottintesa la dimostrazione che la circonferenza risulta inscritta nel triangolo della sezione di Chefren, ossia che tutti e tre i lati sono tangenti a tale circonferenza.<\/p>\n<p>Il procedimento seguito \u00e8 ben noto nella sua parte finale relativa al rettangolo-biquadrato ed \u00e8 quello che individua il segmento che sta tra ciascun vertice di base e la circonferenza come &#8220;sezione aurea&#8221; del lato di ciascun quadrato: esso vale per costruzione (\u221a5-1)\/2 = 0,618\u2026, un numero che gode di diverse particolari propriet\u00e0.<\/p>\n<p>Disegniamo le circonferenze che hanno centro nei due vertici di base e per raggio la &#8220;sezione aurea&#8221;, che cos\u00ec viene riportata sui due lati minori del rettangolo.<\/p>\n<p>Sulle due perpendicolari laterali tagliamo due segmenti doppi della &#8220;sezione aurea&#8221; e uniamone gli estremi superiori con un segmento rettilineo. Il rettangolo risultante \u00e8 in proporzione la sezione verticale dell&#8217;Arca: il rapporto tra lato minore e maggiore \u00e8 0,618\u2026, quello di <em>Esodo 25 <\/em> \u00e8 nella usuale approssimazione di 0,6 (come tra 3 e 5 nella successione detta di Fibonacci, che all&#8217;infinito vale quel rapporto).<\/p>\n<p>Se ora guardiamo la rappresentazione dell&#8217;Arca fattane dallo scultore di Chartres, ne constatiamo la non casuale somiglianza con la figura nata dal procedimento geometrico.<\/p>\n<p>Aggiungiamo solo questa notazione finale: i raggi delle ruote sono quelli di un ottagono regolare. Fuori del presente discorso restano ancora due particolari del &#8220;quadrato&#8221; pompeiano, da chiarire in altra sede: la figura geometrica in alto e la misteriosa sigla in basso (v. <em>Appendice<\/em>).<\/p>\n<table border=\"0\" width=\"100%\">\n<tbody>\n<tr>\n<td scope=\"col\" width=\"69%\">\n<div align=\"justify\">\n<p><em>Nota 1<\/em>: I Pitagorici avevano a simboli della setta il pentagono e il decagono. Oggi si \u00e8 propensi a scherzare sulla &#8220;irrazionalit\u00e0&#8221; della simbologia antica e medievale, ma non esiste ancora una qualsiasi spiegazione del perch\u00e9 l&#8217;elica del DNA, vista al microscopio in una sezione trasversale, d\u00e0 forma a una struttura decagonale. (Nel decagono regolare il lato \u00e8 sezione aurea del raggio della circonferenza circoscritta).<\/p>\n<\/div>\n<\/td>\n<td scope=\"col\" width=\"31%\">\n<div align=\"center\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%20210%20216'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load\" data-lazy-src=\"..\/img_art\/SezioneDNA.jpg\" width=\"210\" height=\"216\" \/><noscript><img decoding=\"async\" src=\"..\/img_art\/SezioneDNA.jpg\" width=\"210\" height=\"216\" \/><\/noscript><\/div>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<table border=\"0\" width=\"100%\">\n<tbody>\n<tr>\n<td scope=\"col\" width=\"54%\">\n<div align=\"justify\">\n<p><em>Nota 2<\/em>: Nel sito Internet <a href=\"http:\/\/space.tin.it\/scienza\/repalmie\">http:\/\/space.tin.it\/scienza\/repalmie <\/a> un particolare programma matematico e grafico mette in luce, sulla scorta del pensiero antico, la reale universalit\u00e0 strutturale della &#8220;sezione aurea&#8221; (indicata con la lettera greca <em>\u03c6 <\/em>) come fattore intrinseco a una <em>Equazione Cosmologica<\/em>.<\/p>\n<\/div>\n<\/td>\n<td scope=\"col\" width=\"46%\">\n<div align=\"justify\">\n<p><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%20392%20141'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load\" data-lazy-src=\"..\/img_art\/Equazione.gif\" width=\"392\" height=\"141\" \/><noscript><img decoding=\"async\" src=\"..\/img_art\/Equazione.gif\" width=\"392\" height=\"141\" \/><\/noscript><\/p>\n<\/div>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<h4>Appendice a &#8220;La risposta di SATOR&#8221;<\/h4>\n<p><strong>La diffusione del messaggio <\/strong><\/p>\n<p><strong>Il Cristianesimo, fattore aggiunto <\/strong><\/p>\n<p>Una variante del cubito greco-egizio usata per le misure delle stoffe di lino era composta di 5 palmi, ovvero di 20 dita. Le misure dell&#8217;Arca dell&#8217;Alleanza in <em>Esodo 25 <\/em> sono di un cubito e mezzo in larghezza e due cubiti e mezzo in lunghezza; l&#8217;altezza \u00e8 pari alla larghezza. Tradotte in dita, risultano rispettivamente di 30 e 50 dita.<\/p>\n<p>La sigla in basso alla scritta pompeiana non \u00e8 in latino, come mostra chiaramente il primo dei segni, che non corrisponde a nessuna lettera dell&#8217;alfabeto latino, e meno che mai a una <em>A<\/em>, come si crede comunemente.<\/p>\n<p>Pur nella grafia incerta dovuta allo scrivere in una scanalatura della colonna, la scritta si mostra composta di tre lettere greche: <em>\u039b\u039d\u039f <\/em> (lambda, ni, omicron), che nel sistema numerale greco significano: <em>30, 50 <\/em>e l&#8217;aggiunta di una omicron come iniziale dell&#8217;avverbio <em> hom\u00f2i\u014ds<\/em>, cio\u00e8 &#8220;egualmente&#8221;, in riferimento all&#8217;altezza pari alla larghezza. La conferma si trova nel triangolo rettangolo che sovrasta il &#8220;quadrato&#8221;, i cui due cateti sono proporzionali alla misure di larghezza e lunghezza ora indicate e al &#8220;rapporto aureo&#8221; discusso nel testo, mentre il segmento tracciato da un vertice del triangolo verso l&#8217;esterno indica l&#8217;altezza dell&#8217;Arca in prospettiva, ma non in proporzione: richiede perci\u00f2 la precisazione espressa dall&#8217;avverbio suddetto. La scelta geometrica del triangolo ne fa anche un indicatore della colonna centrale con la parola <em>TENET <\/em>. La sigla stessa in basso \u00e8 conclusa da alcune linee incise, meno evidenti, che la qualificano nel suo significato metrico.<\/p>\n<p>Si pu\u00f2 quindi dedurre, per ipotesi, che l&#8217;anonimo fosse un ebreo di lingua greca, commerciante in tessuti e amico del ricco fornaio Paquio Proculo, duumviro a Pompei, nella cui casa si \u00e8 trovato mutilo lo stesso &#8220;quadrato&#8221;. La cultura si associa chiaramente alla ricchezza nel famoso ritratto di Paquio Proculo e sua moglie: il <em>volumen <\/em> nelle mani di lui e i <em>codicilli <\/em> e lo <em>stilus <\/em> in quelle di lei. Posto che i dati offerti nel testo, cui questa appendice si lega, sono assolutamente indiscutibili circa il contenuto ebraico del messaggio, \u00e8 opportuno accennare, come un fattore aggiunto, la tesi del carattere anche <em>cristiano <\/em> del messaggio stesso. Una tesi che appare molto fondata, non tanto in relazione al possibile noto anagramma del <em>Pater Noster<\/em>, quanto alla evidente &#8220;crux dissimulata&#8221; del <em>TENET <\/em> e alla realt\u00e0 del possente proselitismo cristiano, che aveva sicuramente gi\u00e0 penetrato la societ\u00e0 del tempo.<\/p>\n<p>La distruzione del Tempio di Gerusalemme e la conseguente diaspora ebraica sono alimento esplosivo di una complementare diffusione del credo cristiano, che nel decennio 70-79 d. C., anche sull&#8217;onda della non spenta emozione suscitata dalla recente persecuzione neroniana, corre gi\u00e0 per l&#8217;Impero tra le file degli eserciti e lungo le rotte mercantili. Il messaggio dell&#8217;anonimo ebreo, gi\u00e0 forte abbastanza per essere accettato come distintivo in qualche casa pompeiana, sembra essere stato, per la cura semantica dei dettagli, il vero prototipo di un simbolo di appartenenza alla nuova religione. Dieci anni gli bastano per proiettarsi, anche dopo la distruzione di Pompei, sui secoli futuri fino ad oggi.<\/p>\n<p>Restano da fare due osservazioni di carattere filologico. Il paradosso di un non-segreto, che \u00e8 rimasto segreto per oltre diciannove secoli, si deve alla perdita di senso del latino di uso nel corso della storia. Un contemporaneo dell&#8217;anonimo pompeiano non avrebbe avuto dubbi nel leggere e capire <em>AREPO <\/em> come <em>A, REPO<\/em>, essendo a lui arcinoto \u2013 nell&#8217;uso vivo e non solo scolastico della lingua \u2013 il significato di &#8220;repo&#8221; come &#8220;io striscio&#8221; e di &#8220;a&#8221; esclamativo, pur senza la <em>h <\/em> (si veda anche in Orazio, Epodo V 71: &#8220;A, a, solutus ambulat\u2026&#8221;). Ci\u00f2 \u00e8 tanto vero, che una notizia archivistica dovuta a una ricerca di Carlo Franciosi ci parla di un terzo quadrato rinvenuto nel \u2018700 nella casa di Giulia Felice, che al quarto rigo presentava <em>REPO<\/em>, con l&#8217;omissione della <em>A<\/em>, considerata evidentemente superflua al significato della frase.<\/p>\n<p>Non sembra poi giustificata, in riferimento all&#8217;interpretazione <em>cristiana<\/em>, la &#8220;pedanteria&#8221; di negare la datazione al primo secolo di <em>A <\/em> e <em>O <\/em> nel significato <em>apocalittico <\/em> di <em>ALFA <\/em>e <em>OMEGA<\/em>, dal momento che nulla pu\u00f2 far escludere che tale senso potesse avere un suo corso preletterario e quindi precedente alla diffusa conoscenza dell&#8217; <em>Apocalisse <\/em>di Giovanni. Non pu\u00f2 ritenersi certo casuale, in tale ottica, la disposizione \u2013 gi\u00e0 nel quadrato originario \u2013 di quelle due vocali, che si ritrovano costantemente ai lati di ogni lettera <em>T <\/em> della stessa iscrizione.<\/p>\n<p>Il carattere chiaramente biblico del messaggio viene accentuato dal giusto richiamo del Cumont a un passo di Ezechiele (I, 4-21), la cui visione presenta un altro &#8220;carro di Dio&#8221;, fornito di ruote sui quattro lati, cos\u00ec come il &#8220;quadrato&#8221; si contorna della parola <em>ROTAS <\/em>.<\/p>\n<p>Uno strano destino ha voluto che il rapido propagarsi del messaggio abbia avuto per incentivo, in un primo arco di secoli, proprio la sua immediata comprensibilit\u00e0 tra gente adusa al latino parlato o anche solo scritto, e in una seconda serie che giunge fino ai nostri tempi, la suggestione magica conseguente alla perdita del senso lessicale per il sopraggiunto disuso del latino come lingua &#8220;corrente&#8221;. L&#8217;istintiva convinzione che si trattasse di cinque parole, e non di sei, ha quindi suggellato il mistero. <img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%2015%2015'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load\" data-lazy-src=\"..\/img_art\/fine_testo.gif\" width=\"15\" height=\"15\" \/><noscript><img decoding=\"async\" src=\"..\/img_art\/fine_testo.gif\" width=\"15\" height=\"15\" \/><\/noscript><\/p>\n<p><strong>Istituto per la Diffusione delle Scienze Naturali <\/strong><\/p>\n<p>80123 Napoli via Posillipo,406 \u2013 80058 Torre Annunziata (NA) via Gambardella,25<\/p>\n<p>TelFax 081\/8613946 e-mail <a href=\"mailto:idsn@libero.it\">idsn@libero.it <\/a><\/p>\n<\/div>\n<p align=\"center\"><a href=\"#su\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%2044%2070'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load\" data-lazy-src=\"..\/img_art\/Uovo_min.jpg\" alt=\"torna su\" width=\"44\" height=\"70\" border=\"0\" \/><noscript><img decoding=\"async\" src=\"..\/img_art\/Uovo_min.jpg\" alt=\"torna su\" width=\"44\" height=\"70\" border=\"0\" \/><\/noscript><\/a><\/p>\n<\/div>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Occorre dare per conosciuta, almeno nei suoi lineamenti generali, la copiosa letteratura fiorita sin oggi intorno all&#8217;enigma del \u201cQuadrato Magico\u201d di SATOR.Passo a tracciarne sinteticamente la soluzione, che si trova scolpita \u2013 all&#8217;insaputa di tutti \u2013 su una colonna del portale nord della cattedrale di Chartres. L&#8217;Enigma di SATOR di Renato Palmieri Museo Archeologico Nazionale di Napoli Incontri di Archeologia La conferenza tenutasi nel Museo Archeologico Nazionale di Napoli il 10 maggio 2003, ha offerto al pubblico, dopo quasi venti [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":4100,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"wds_primary_category":0,"footnotes":""},"categories":[60],"tags":[84],"class_list":["post-2285","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-scienza-ed-esoterismo","tag-ermetismo"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2285","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=2285"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2285\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":10799,"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2285\/revisions\/10799"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/4100"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=2285"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=2285"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=2285"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}