{"id":616,"date":"2021-06-11T17:08:25","date_gmt":"2021-06-11T15:08:25","guid":{"rendered":"http:\/\/www.esonet.it\/?p=616"},"modified":"2023-09-25T13:35:47","modified_gmt":"2023-09-25T11:35:47","slug":"la-vita-come-giuoco-e-come-rappresentazione-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.esonet.it\/?p=616","title":{"rendered":"La vita come giuoco e come rappresentazione \/2"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/www.esonet.it\/?cat=41\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%20370%20247'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load alignright\" title=\"Psicosintesi\" data-lazy-src=\"images\/topics\/Psicosintesi.jpg\" alt=\"Psicosintesi\" align=\"right\" border=\"0\" \/><noscript><img decoding=\"async\" class=\"alignright\" title=\"Psicosintesi\" src=\"images\/topics\/Psicosintesi.jpg\" alt=\"Psicosintesi\" align=\"right\" border=\"0\" \/><\/noscript><\/a>Una tecnica della psicosintesi: il buon umore<\/p>\n<p>Questo tema pu\u00f2 forse sorprendere qualcuno e indurlo a domandarsi come mai il buon umore, che \u00e8 uno stato d&#8217;animo, una disposizione interna, possa venir considerato una \u00abtecnica\u00bb. Spero che riuscir\u00f2 a dimostrare che il buon umore pu\u00f2 esserlo, o pi\u00f9 precisamente che pu\u00f2 essere suscitato, sviluppato o mantenuto con esercizi psicologici.<\/p>\n<table border=\"0\" width=\"100%\">\n<tbody>\n<tr>\n<td scope=\"col\">\n<div align=\"center\">\n<h3 align=\"left\"><a name=\"su\"><\/a>La vita come giuoco e come rappresentazione \/2<\/h3>\n<p align=\"left\">di Roberto Assagioli<\/p>\n<\/div>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td scope=\"row\">\n<div align=\"justify\">\n<h4>Una tecnica della psicosintesi: il <em>buon umore<\/em><\/h4>\n<p>Questo tema pu\u00f2 forse sorprendere qualcuno e indurlo a domandarsi come mai il buon umore, che \u00e8 uno stato d&#8217;animo, una disposizione interna, possa venir considerato una \u00abtecnica\u00bb. Spero che riuscir\u00f2 a dimostrare che il buon umore pu\u00f2 esserlo, o pi\u00f9 precisamente che pu\u00f2 essere suscitato, sviluppato o mantenuto con esercizi psicologici &#8211; e ce ne molto bisogno, specialmente ora! Ma vi \u00e8 di pi\u00f9: il buon umore \u00e8 connesso direttamente col tema della <em>Volont\u00e0.<\/em><\/p>\n<p>Ci\u00f2 richiede un chiarimento; alcuni potrebbero fare l\u2019obiezione pregiudiziale: il buon umore \u00e8 uno stato d\u2019animo, che si ha o no, ma che non pu\u00f2 essere creato artificialmente con la volont\u00e0. Questa obiezione solleva il problema generale dei rapporti fra la volont\u00e0 e le altre condizioni e attivit\u00e0 psichiche, e particolarmente dei rapporti fra volont\u00e0 da un lato ed emozioni e sentimenti dall&#8217;altro.<\/p>\n<p>\u00c8 vero che non si possono cambiare i nostri stati d&#8217;animo <em>direttamente, <\/em>con una imposizione volontaria. L&#8217;uso imperativo e repressivo della volont\u00e0 suscita spesso reazioni contrarie e fallisce al suo scopo. Questo \u00e8 il grande errore commesso dai moralisti e dagli educatori autoritari con l&#8217;uso dei metodi basati sui divieti, minacce, condanne, punizioni. Invece si pu\u00f2 esercitare un&#8217;azione efficace su tutte le funzioni psichiche, si possono cambiare le disposizioni di stati d&#8217;animo e dirette mediante tecniche psicologiche adatte che sono messe in opera da una volont\u00e0 illuminata e abile; cercher\u00f2 di dimostrarlo riguardo al buon umore.<\/p>\n<p>Non credo che occorra una definizione teorica del buon umore; tutti sanno pressappoco cos&#8217;\u00e8. Del resto le definizioni nel campo psicologico servono poco, poich\u00e9 i fatti psichici sono conosciuti soprattutto mediante l&#8217;esperienza diretta. Invece pu\u00f2 essere utile indicare alcuni <em>caratteri <\/em>del buon umore e i suoi <em>rapporti con <\/em>altri stati d&#8217;animo e attivit\u00e0 psichiche.<\/p>\n<p>Il buon umore ha stretti rapporti e affinit\u00e0 con <em>l&#8217;umorismo. <\/em>Il buon umore potrebbe essere chiamato un \u00abfratello minore\u00bb dell&#8217;umorismo: l&#8217;uno tende a suscitare l&#8217;altro e ne favorisce le manifestazioni. Per\u00f2 essi sono diversi: ci pu\u00f2 essere umorismo senza buon umore e buon umore senza umorismo. L&#8217;umorismo pu\u00f2 essere satirico, ironico, talvolta anche mordente; invece il buon umore \u00e8 sereno, calmo, sorridente.<\/p>\n<p>Il buon umore pu\u00f2 anche esser considerato come un fratello minore della <em>gioia; <\/em>le apre la via, ne favorisce la manifestazione, e, inversamente, la gioia include uno stato d&#8217;animo di buon umore. Ne parler\u00f2 pi\u00f9 oltre trattando della letizia francescana.<\/p>\n<p>Anche i rapporti del buon umore col giuoco sono intimi; il giuoco promuove il buon umore e questo dispone al giuoco.<\/p>\n<p>Ma vediamo quello che pi\u00f9 importa: come si pu\u00f2 suscitare, coltivare e mantenere il buon umore? Ci sono due gruppi di metodi: il primo comprende le tecniche per eliminare gli ostacoli che ne impediscono l&#8217;espressione; il secondo \u00e8 formato dalle tecniche per la sua evocazione diretta.<\/p>\n<p>Uno dei maggiori ostacoli \u00e8 <em>l&#8217;irritazione. <\/em>Anche nel caso dell&#8217;irritazione, il combatterla direttamente mediante l&#8217;imposizione della volont\u00e0 non serve, o, se riesce momentaneamente, pu\u00f2 avere effetti nocivi e produrre poi reazioni violente. Il modo pi\u00f9 diretto per eliminare l&#8217;irritazione, i sentimenti di ostilit\u00e0 e gli impulsi aggressivi collegati con questa, \u00e8 quello della \u00abcatarsi\u00bb, cio\u00e8 lo scaricare l&#8217;irritazione mediante attivit\u00e0 innocue che abbiano un significato simbolico: spaccar della legna; strappare dei giornali e riviste, dar pugni sul letto o contro un <em>punching-ball <\/em>(pallone di cuoio appeso). Un modo pi\u00f9 preciso, e direi pi\u00f9 raffinato, per farlo \u00e8 quello descritto nell&#8217;articolo di G. e S. Mydans, <em>Ma che tipi sono questi giapponesi <\/em>(pubblicato in \u00abSelezione\u00bb, dicembre 1969).<\/p>\n<p>\u00abIn Giappone si attribuisce molta importanza al controllo di gruppo e all&#8217;autocontrollo individuale. Nell&#8217;ultramoderno stabilimento della Matsushita Electric c&#8217;\u00e8 appunto una sala dove gli operai che covano sentimenti repressi vanno a ritrovare l&#8217;autocontrollo. Chiunque, quando ne sente la necessit\u00e0, pu\u00f2 lasciare il posto di lavoro per andare in quella sala, e 15 o 20 persone al giorno se ne servono liberamente. In essa ci sono due fantocci rivestiti di grossa tela, e dei bastoni con i quali colpirli. Il pi\u00f9 piccolo dei due fantocci \u00e8 stato talmente malmenato che attraverso la paglia si intravede l&#8217;armatura in fil di ferro della testa, e sullo stomaco la tela mostra un largo squarcio. Il fantoccio non raffigura un superiore, ma il proprio io\u00bb.<\/p>\n<p>Un altro modo per scaricare l&#8217;irritazione \u00e8 lo scrivere lettere di recriminazione, critiche, anche ingiurie, contro le persone che hanno suscitato la nostra ostilit\u00e0&#8230; e poi non mandarle. Tutti questi metodi sono efficaci poich\u00e9 le soddisfazioni simboliche spesso appagano quanto quelle reali. Questa \u00e8 una delle utilit\u00e0 dei simboli.<\/p>\n<p>Il metodo usato in Giappone ha inoltre un valore particolare in quanto lascia affiorare, e poi scarica, l&#8217;irritazione e l&#8217;ostilit\u00e0 contro noi stessi; questa \u00e8 importante e va presa in considerazione poich\u00e9 produce facilmente, mediante un meccanismo inconscio, una autopunizione che pu\u00f2 arrivare a forme estreme. In realt\u00e0 \u00e8 una reazione contro una parte di noi che non vorremmo avere e l&#8217;obbiettivarla in un fantoccio e inveire contro di esso \u00e8 un buon mezzo per liberarsene.<\/p>\n<p>Ma vi sono metodi diretti superiori che si possono usare dopo, o oltre, quello della scarica; si pu\u00f2 dire che la scarica elimina l&#8217;irritazione del momento, ma per estirparne le radici \u00e8 opportuno fare un esame critico e riflettere sugli effetti nocivi che l&#8217;ira ha su noi stessi. Essi sono stati cos\u00ec definiti: \u00abL&#8217;ira \u00e8 far pagare a noi stessi le colpe altrui\u00bb! Il riconoscimento della inutilit\u00e0 dell&#8217;ira \u00e8 espresso argutamente in un detto cinese: \u00abSe c&#8217;\u00e8 rimedio, perch\u00e9 ti arrabbi? E se rimedio non c&#8217;\u00e8, che t&#8217;arrabbi a fare?\u00bb.<\/p>\n<p>Una delle espressioni pi\u00f9 frequenti dell&#8217;ostilit\u00e0, \u00e8 il <em>criticismo. <\/em>Di questo ho trattato gi\u00e0 [Nel capitolo 17\u00a0 del mio libro <em>Psicosintesi &#8211; Armonia\u00a0 della vita <\/em>(Roma, Edizioni Mediterranee 1971)]. Qui mi limiter\u00f2 a citare il detto di Henry Ford, il grande costruttore di automobili: \u00abNon trovar difetti, trova rimedi; di lamentarsi siamo capaci tutti\u00bb.<\/p>\n<p>Molti dei nostri malumori e anche delle nostre sofferenze e infelicit\u00e0 derivano dalle critiche altrui, data l&#8217;importanza che diamo alle opinioni che gli altri hanno di noi. Ma quelle critiche sono inevitabili; saremo sempre criticati; \u00e8 meglio saperlo ed accettarlo a priori! In un testo buddistico, il <em>Dhammapada, <\/em>che risale a qualche secolo avanti Cristo, \u00e8 scritto quanto segue: \u00ab\u00c8 antico questo detto, o Atula: criticano quelli che parlano, criticano quelli che tacciono, anche quelli che parlano poco sono criticati; incensurato non c&#8217;\u00e8 nessuno al mondo\u00bb. Un motto che aiuta a vincere quella suscettibilit\u00e0 \u00e8: \u00ab Dicono&#8230; che cosa dicono? Lasciali dire!\u00bb. Ricordiamo anche il proverbio orientale: \u00abI cani abbaiano, la carovana passa\u00bb.<\/p>\n<p>Un modo efficace per arrivare a non reagire, n\u00e9 esternamente n\u00e9 internamente, a coloro che ci sono ostili, che possono essere ritenuti nemici, \u00e8 il riconoscimento della loro grande utilit\u00e0. Inayat Khan ha detto: \u00abI miei amici mi addormentano dolcemente, i miei nemici mi tengono sveglio\u00bb. Alfred Adler &#8211; uno psicoterapeuta il quale si \u00e8 occupato soprattutto di favorire i retti rapporti umani, la socialit\u00e0, eliminando l\u2019autoaffermazione ostile &#8211; ha scritto queste belle parole: \u00abI miei nemici mi hanno sempre benedetto; \u00e8 vero che quando non combattono le mie idee se ne vanno via con esse e dicono che sono le loro, ma cos\u00ec le diffondono maggiormente. Se quello che credo di aver scoperto \u00e8 detto freudiano o no, non mi riguarda; credo che sia vero e di utilit\u00e0 permanente all&#8217;umanit\u00e0 e ci\u00f2 mi rende felice\u00bb.<\/p>\n<p>Riconosciamo dunque l&#8217;utilit\u00e0 dei \u00abnemici\u00bb! Inoltre per una inimicizia bisogna essere in due; se uno \u00e8 mio nemico ma io non sono suo nemico, non c&#8217;\u00e8 inimicizia.<\/p>\n<p>Un altro grave ostacolo al buon umore \u00e8 la <em>commiserazione di s\u00e9, l\u2019auto-impietosimento. <\/em>\u00c8 molto diffuso e nocivo e si accompagna spesso con un senso malsano di compiacimento. Esso d\u00e0 origine ad altri stati d&#8217;animo negativi: l&#8217;invidia, il risentimento, l&#8217;impulso alla rivalsa. L&#8217;auto-impietosimento pu\u00f2 esser combattuto ed eliminato mediante il riconoscimento dell&#8217;universale condizione umana di dolore, e soprattutto pensando all&#8217;immenso numero di esseri umani che soffrono tanto pi\u00f9 di noi (malati, reclusi, isolati, disperati). Ricorder\u00f2 i versi del Metastasio che, in una forma settecentesca, dicono in modo semplice una grande verit\u00e0: \u00abSe a ciascun l&#8217;intero affanno, \/ si vedesse in fronte scritto \/ quanti in ver che invidia fanno \/ ci farebbero piet\u00e0\u00bb.<\/p>\n<p>Un altro ostacolo, minore ma pure molto diffuso, al buon umore \u00e8 <em>l\u2019impazienza. <\/em>Questa \u00e8 stata cos\u00ec espressa in un detto cinese: \u00abSi vede un uovo e si vorrebbe gi\u00e0 sentirlo cantare\u00bb. Quindi una delle tecniche psicologiche da sviluppare sarebbe \u00abl&#8217;arte di aspettare\u00bb.<\/p>\n<p>Infine un grande ostacolo al buon umore \u00e8 la <em>preoccupazione. <\/em>Anche su questa ci sarebbe molto da dire, ma non posso farlo in questa occasione. Essa \u00e8 cos\u00ec argutamente indicata da un detto toscano: \u00abFasciarsi la testa prima di averla rotta\u00bb. E anche: \u00abOggi \u00e8 quel domani di cui ieri ti preoccupavi tanto\u00bb.<\/p>\n<p>A questo punto \u00e8 giusto riconoscere che, come di ogni altra qualit\u00e0 buona, cos\u00ec anche del buon umore si pu\u00f2 fare uso eccessivo o inopportuno. Ci sono condizioni serie della vita gravi sofferenze, ardui problemi umani, individuali e collettivi, che col buon umore non si risolvono. Essi vanno considerati e affrontati con la dovuta seriet\u00e0. Ma dovremmo farlo <em>soltanto per questi, <\/em>mentre spesso \u00abprendiamo sul serio\u00bb tante cose che non lo meritano; sperperiamo, per cos\u00ec dire, il nostro capitale di seriet\u00e0 in moneta spicciola, in modo che non ce ne resta abbastanza per le cose veramente importanti. Perci\u00f2: seriet\u00e0 in tutto quello che lo merita e lo richiede, ma in tutto il resto, <em>buon umore.<\/em><\/p>\n<p>Ma veniamo alle <em>tecniche attive <\/em>per lo sviluppo del buon umore. Il metodo generale \u00e8 quello di <em>coltivare gli stati d&#8217;animo e sentimenti opposti <\/em>a quelli che ostacolano il buon umore, e <em>suscitare quelli che lo esprimono direttamente. <\/em>Come per tutte le altre qualit\u00e0 che vogliamo sviluppare, si tratta di aprirsi agli influssi che emanano, che irradiano le qualit\u00e0 desiderate. Come possiamo esporci agli influssi fisici benefici: aria, sole, raggi ultravioletti, ecc., cos\u00ec si pu\u00f2 e si dovrebbe aprirsi di proposito all&#8217;influsso dei \u00abraggi\u00bb psichici e spirituali benefici. Vi sono numerosi modi per farlo. Il pi\u00f9 semplice e facile \u00e8 quello della lettura di scritti o l&#8217;ascolto di musiche adatte. Vi sono molti libri atti a suscitare il buon umore; ne cito soltanto alcuni. Anzitutto i romanzi di P. G. Wodehouse, pieni di un umorismo frizzante ma bonario, nel quale sono rappresentati gli aspetti comici, le debolezze e le stupidit\u00e0 di numerosi personaggi della \u00abcommedia umana\u00bb: aristocratici e popolani, ragazze e giovani innamorati, artisti e intellettuali, editori e gangsters, inglesi, americani e francesi, sono \u00abmessi in scena\u00bb con sorridente imparzialit\u00e0. Segnalo particolarmente il romanzo <em>Lasciate fare a Psmith, <\/em>nel quale il protagonista si muove fra quei \u00abpersonaggi\u00bb con costante buon umore e se la cava con abilit\u00e0 in una serie di circostanze difficili e complicate. Probabilmente \u00e8 un modello idealizzato dell&#8217;autore.<\/p>\n<p>Vi sono umoristi di maggior levatura, ma in loro prevalgono o la satira mordace e amara, come nello Swift, o il senso di compassione come nel Manzoni dei <em>Promessi Sposi.<\/em><\/p>\n<p>Vi sono per\u00f2 esempi nei quali la satira resta bonaria e sorridente. Fra gli antichi ricorder\u00f2 quelle di Orazio; fra le moderne la commedia <em>La satira e Parini <\/em>di Paolo Ferrari. Particolarmente atti a suscitare buon umore sono i libri di Toddi; ne citer\u00f2 pi\u00f9 oltre parlando delle applicazioni specifiche del buon umore.<\/p>\n<p>Fra le musiche ricorder\u00f2 anzitutto quelle vivaci e serenatrici di Haydn. Ne <em>I<\/em> <em>Maestri Cantori <\/em>di Wagner le parti nelle quali sono derisi i musicisti \u00abaccademici\u00bb sono di un umorismo fine e divertente. Ma si pu\u00f2 dire che il capolavoro dell&#8217;umorismo musicale sia <em>Il<\/em> <em>Barbiere di Siviglia <\/em>di Rossini; il brano in cui Figaro esalta gioiosamente se stesso mette irresistibilmente di buon umore. Non mancano, a un livello pi\u00f9 modesto, canzoni e canzonette atte a far spianare le fronti corrugate e ad atteggiar le labbra al sorriso. La migliore a questo scopo \u00e8 il noto <em>Valzer del buonumor, <\/em>che sotto la sua leggerezza contiene moniti che non esito a chiamare spirituali: quello che \u00e8 vano cercar nelle cose terrene la felicit\u00e0 (chiamata \u00abvana chimera\u00bb), e che conviene accogliere con atteggiamento distaccato e sorridente fortuna e avversit\u00e0. \u00abPrender conviene &#8211; Sia il male che il bene &#8211; Fischiandoci sopra cos\u00ec\u00bb). \u00c8 consigliabile di suonarne il disco nei momenti di depressione, irritazione, malumore.<\/p>\n<p>Una tecnica, essa pure semplice e facile ma molto efficace, \u00e8 l&#8217;uso di <em>Parole Evocatrici <\/em>[Una serie di cartoncini con tali parole e un articolo sul modo di usarle si possono avere dall&#8217;Istituto di Psicosintesi]. Nello stesso modo si possono usare frasi, motti, immagini adatte. Vi \u00e8 poi un <em>Esercizio <\/em>mediante il quale si pu\u00f2 evocare in modo diretto e coltivare metodicamente il buon umore: \u00e8 <em>L\u2019Esercizio della Serenit\u00e0 <\/em>nel quale si pu\u00f2 sostituire alla Serenit\u00e0 il Buon Umore. Il testo di questo esercizio cos\u00ec modificato, \u00e8 dato a pagina 25.<\/p>\n<p>Ma il metodo pi\u00f9 profondo per neutralizzare tanto la ribellione quanto l&#8217;auto-commiserazione \u00e8 <em>l\u2019accettazione. <\/em>Non una accettazione passiva, non il subire con rassegnazione; si tratta di <em>cominciare <\/em>con l&#8217;accettare, ma fare <em>dopo <\/em>quello che \u00e8 possibile &#8211; se e quando lo sia &#8211; per cambiare la situazione. Un bell&#8217;esempio: \u00abUn vecchio negro era sempre di buon umore nonostante i molti guai che aveva avuti. A chi gli domand\u00f2 come era riuscito a mantenere il\u00a0 suo buon umore e la sua calma, rispose: \u00abEbbene, ho imparato a cooperare con l&#8217;inevitabile\u00bb. Quanta saggezza in queste parole! Una espressione un po&#8217; ingenua e che pu\u00f2 far sorridere, ma che \u00e8 fondamentalmente giusta, fu quella di Margherita Fuller, una discepola di Emerson, la quale un giorno and\u00f2 da lui e gli disse piena di gioia: \u00abAccetto l\u2019universo\u00bb. Emerson la guard\u00f2 e rispose: \u00abTi conviene accettarlo.\u00bb.<\/p>\n<p>Un&#8217;altra tecnica psicologica molto utile \u00e8 \u00ab<em>l\u2019agire come se <\/em>\u00bb. Molte volte non c&#8217;\u00e8 tempo e modo per eliminare uno stato d&#8217;animo, ad esempio di depressione e d&#8217;irritazione, eppure occorre affrontare la situazione; allora si pu\u00f2 <em>comportarsi come se <\/em>non avessimo quello stato d&#8217;animo. Sorridere, parlare con benevolenza con la persona che vorremmo trattare male. Il distogliere l&#8217;attenzione da uno stato d&#8217;animo aiuta a disidentificarsi e ad attenuarlo. Soprattutto elimina i \u00abcircoli viziosi\u00bb che spesso creiamo: se uno \u00e8 irritato e se ne accorge, s&#8217;irrita con s\u00e9 per essere irritato; si accorge che ci\u00f2 \u00e8 stupido, ma allora s&#8217;irrita per essere irritato di essere irritato; e cos\u00ec via! Lo stesso avviene con la depressione; un depresso si accorge di essere depresso, e ci\u00f2 lo rende pi\u00f9 depresso, e cos\u00ec di seguito. Se invece distoglie l&#8217;attenzione e la volge allo stato d&#8217;animo opposto o se almeno \u00ab<em>agisce come se<\/em>\u00bb non fosse depresso attenua o domina temporaneamente quello stato d&#8217;animo negativo. Ma si pu\u00f2 fare di pi\u00f9: coltivare la letizia interiore e il buon umore <em>nonostante <\/em>la sofferenza; non aspettare di avere eliminato la sofferenza, ma mantenere anche mentre essa dura uno stato d&#8217;animo sereno, positivo. Questo \u00e8 possibile, data la molteplicit\u00e0 dell&#8217;animo umano, dato che ci sono varie parti di noi che possono funzionare (e generalmente funzionano!) in modo indipendente luna dall&#8217;altra. Questo \u00e8 stato detto molto bene da Campanella: \u00abIn mesta carne, d&#8217;animo giocondo\u00bb. Mentre il corpo soffre, l&#8217;animo pu\u00f2 essere sereno, anzi lieto. Per arrivare a ci\u00f2 bisogna non <em>identificarsi col proprio corpo, <\/em>considerarlo come uno strumento, chiamarlo come diceva con benevolo umorismo San Francesco, \u00abfrate asino\u00bb.<\/p>\n<p>Questo ci porta a parlare della letizia francescana. S. Francesco aveva molto sofferto eppure era lieto e coltivava la letizia nei suoi frati. Diceva che dobbiamo essere \u00abgiullari di Dio\u00bb per attirare le anime a Dio; infatti la gioia, la letizia, il buon umore sono magnetici. C&#8217;\u00e8 un episodio significativo nella sua vita: egli andava cercando un luogo dove creare un convento: arriv\u00f2 a Poppi e davanti al Signore di Poppi, il conte Guidi, disse un sermone sul tema \u00abTanto \u00e8 il bene che mi aspetto, che ogni pena mi \u00e8 diletto\u00bb. Esso piacque tanto al conte Guidi che gli offr\u00ec il Monte della Verna.<\/p>\n<p>Un altro modo per coltivare un sereno buon umore \u00e8 il riconoscimento della <em>relativit\u00e0 <\/em>di ogni avvenimento, il rendersi conto che gli avvenimenti hanno spesso effetti imprevisti ed anche contrari alla loro apparenza o alla loro realt\u00e0 immediata. Questo \u00e8 ben messo in evidenza nella parabola cinese riportata da Lin Yu Tang nel libro <em>L&#8217;importanza di vivere. <\/em>\u00abUn vecchio contadino viveva col figlio sulla cima di un colle e un giorno perdette il cavallo. I vicini andarono ad esprimergli il loro rincrescimento per questa disgrazia, ma il vecchio rispose: \u00abCome fate a sapere se \u00e8 una disgrazia?\u00bb. Qualche giorno dopo il suo cavallo fece ritorno con un seguito di cavalli e i vicini vollero congratularsi con lui per questo colpo di fortuna. Il vecchio replic\u00f2: \u00abCome fate a sapere che \u00e8 una fortuna?\u00bb. Il figlio cominci\u00f2 a cavalcare quei cavalli e un giorno si spezz\u00f2 una gamba. I vicini andarono a esprimere il loro rincrescimento, ma il vecchio di rimando disse: \u00abCome fate a sapere che sia una sfortuna?\u00bb. Poco dopo ci fu la guerra e siccome il figlio era storpiato, non fu costretto a parteciparvi\u00bb. Ricordiamo sempre questa relativit\u00e0.<\/p>\n<p>L&#8217;efficacia di un atteggiamento positivo, sorridente, verso la vita \u00e8 stata cos\u00ec espressa da Inayat Khan: \u00abChi guarda la vita con orrore \u00e8 al disotto della vita; chi prende seriamente la vita \u00e8 entro la vita; chi sorride alla vita con un lieto sorriso, si eleva sopra il mondo\u00bb.<\/p>\n<p>Dovrei ora parlare delle <em>applicazioni <\/em>del buon umore, ma lo far\u00f2 brevemente per non stancarvi &#8230; ed evitare di mettervi di cattivo umore. Nella <em>psicoterapia <\/em>il buon umore ha ampie applicazioni poich\u00e9 gran parte dei disturbi psicosomatici e psichici dipende appunto dalle cause di cui ho parlato: irritazione, risentimento, esigenze, depressione, impietosimento di s\u00e9. \u00c8 quindi ovvio che nella misura in cui eliminiamo quegli stati d&#8217;animo col buon umore esso \u00e8 curativo.<\/p>\n<p>Mi soffermer\u00f2 un poco di pi\u00f9 sulle applicazioni ai <em>rapporti inter-personali e sociali. <\/em>Il buon umore \u00e8 un elemento necessario nella vita di famiglia. Molte infelicit\u00e0, anzi molti fallimenti famigliari (separazioni, divorzi) sono dovuti all&#8217;atmosfera di malumore, criticismo, esigenze, ecc. di cui ho parlato. Si pu\u00f2 dire che il buon umore \u00e8 un lubrificante dell&#8217;ingranaggio della vita interindividuale, soprattutto nei rapporti intimi della famiglia. Vi sono dei libri di Toddi che ne parlano con semplicit\u00e0 ed arguzia convincenti: uno \u00e8 <em>Synetikon <\/em>che ha il sottotitolo <em>Mastice per la felicit\u00e0 coniugale<\/em>;un altro: <em>La felicit\u00e0 col manico <\/em>(1).<\/p>\n<p>__________<\/p>\n<p>(1) Le loro edizioni sono esaurite e non vengono ristampati dato che&#8230; non contengono nulla di pornografico n\u00e9 di violento. Sarebbe utile promuoverne la ristampa e la diffusione; dovrebbero far parte dell&#8217;\u00abarmadio psicofarmaceutico\u00bb di ogni medico <em>(biblioterapia). <\/em>Credo1 che potrebbero aver una buona vendita nonostante i \u00abdifetti\u00bb suaccennati.<\/p>\n<p>__________<\/p>\n<p>Un punto molto importante nei rapporti interpersonali che \u00e8 stato ben messo in evidenza da Paul Tournier, uno dei pionieri della nuova medicina umanistica, \u00e8 che non bisogna mai affermare di aver ragione, e <em>soprattutto <\/em>quando la si ha o si crede di averla! Tournier dice: \u00ab\u00c8 pericoloso aver ragione; aver ragione \u00e8 sempre stata la fonte di tutte le intolleranze\u00bb. Raccomando molto questa massima preziosa. Quando si ha torto si pu\u00f2 ancora intendersi, ma quando si ha ragione, e si afferma di averla, sorgono o si acuiscono i conflitti. Infatti dimostrare agli altri di avere ragione \u00e8 un umiliarli, \u00e8 offendere la loro vanit\u00e0, il loro prestigio, quindi si hanno delle meritate reazioni di ostilit\u00e0.<\/p>\n<p>In generale buoni rapporti umani sono creati e favoriti dal buon umore. \u00c8 stato detto: \u00abIl sorriso \u00e8 un&#8217;arma potentissima: serve anche per rompere il ghiaccio\u00bb. Ora si parla tanto di isolamento, di incomunicabilit\u00e0; ebbene un sorriso benevolo pu\u00f2 rompere barriere artificiali di diffidenza, sospetti, timore di non esser compresi.<\/p>\n<p>Il buon umore dovrebbe esser applicato costantemente nell\u2019<em>insegnamento <\/em>di ogni materia. Le lezioni, soprattutto nelle scuole secondarie, spesso, troppo spesso, vengono fatte in modo da render noioso quello che sarebbe interessante e piacevole, mentre tutto potrebbe essere insegnato in modo attraente e anche divertente. In questo modo si ottiene la cooperazione dell&#8217;inconscio (nel quale le nozioni devono penetrare per esservi conservate e tenute a disposizione), mentre se lo si annoia l&#8217;inconscio non \u00abregistra\u00bb.<\/p>\n<p>Esiste qualche libro basato su questa legge psicologica.<\/p>\n<p>Per la matematica, nella quale potrebbe sembrare difficile applicarla, vi \u00e8 il libro di Toddi: <em>I<\/em> <em>numeri questi simpaticoni, ovvero la facile amicizia con l&#8217;aritmetica. <\/em>Vi \u00e8 poi: <em>La chimica in versi, <\/em>di Alberto Cavaliere e forse qualche altro che non conosco. Ma sono pochi e cos\u00ec poco usati!<\/p>\n<p>Un campo importante nel quale il buon umore dovrebbe trovare ampie applicazioni \u00e8 quello dei <em>rapporti umani nella vita sociale, <\/em>particolarmente quelli \u00abgerarchici\u00bb fra dirigenti e subordinati: negli uffici governativi, nell&#8217;esercito, nelle aziende di ogni genere, e nelle famiglie, ove potrebbe attenuare molti contrasti fra genitori e figli e anche aiutare a risolvere la piccola ma spinosa questione di rapporti con le persone di servizio o, come ora sono chiamate, \u00abcollaboratrici famigliari\u00bb.<\/p>\n<p>Le applicazioni sono ovvie e non richiedono spiegazioni. Mi limiter\u00f2 a ricordare una storiella che mette in evidenza in modo arguto i \u00abnefasti\u00bb del cattivo umore: \u00abUna bella, anzi una brutta mattina, un ministro ha questionato con la moglie; naturalmente la moglie ha avuto l&#8217;ultima parola e lui \u00e8 uscito di casa arrabbiato. Arrivato al ministero fece chiamare il Sottosegretario e lo tratt\u00f2 male. Questi non pot\u00e8 replicare, ma se ne and\u00f2 via infuriato e tratt\u00f2 male il Direttore Generale. Questi a sua volta fece lo stesso con il Capo Divisione; e cos\u00ec via, fino a che si arriv\u00f2 all&#8217;usciere. Questi non aveva nessuno sotto di lui, ma non potendo far altro, diede un calcio al gatto\u00bb. \u00c8 facile immaginare l&#8217;atmosfera di quel ministero in quel giorno e il modo nel quale ha funzionato. Se invece il ministro avesse usato qualcuna delle tecniche psicologiche esistenti per scaricare la sua aggressivit\u00e0, oppure se almeno avesse voluto e saputo comportarsi <em>\u00abcome se\u00bb <\/em>fosse stato di buon umore, l&#8217;atmosfera sarebbe stata del tutto diversa e il ministero e tutti i dipendenti avrebbero funzionato meglio con vantaggio di tutta la nazione&#8230; e anche del gatto.<\/p>\n<p>Quanto sarebbe necessario il buon umore nel campo politico! Se i dittatori, grandi e piccoli, e tutti quelli che comandano, avessero del buon umore, ci\u00f2 potrebbe aiutare a evitare delle guerre.<\/p>\n<p>Un altro metodo molto consigliabile per le persone in \u00abalto loco\u00bb, sia in politica che altrove, \u00e8 il coltivare il <em>senso delle proporzioni, <\/em>A questo serve bene l&#8217;astronomia: l&#8217;osservazione del cielo stellato o le immagini delle costellazioni e delle galassie. \u00c8 un metodo che veniva usato da Teodoro Roosevelt, quando era Presidente degli Stati Uniti. Narra un suo amico che non di rado la sera diceva: \u00abUsciamo, andiamo a guardare le stelle\u00bb; centrava una nebulosa nella costellazione di Andromeda, che si vede a mala pena ad occhio nudo, e proseguiva: \u00abQuesta galassia \u00e8 formata da centinaia di milioni di stelle, altrettanti soli, e di queste galassie ce ne sono milioni e milioni nell&#8217;Universo. Ebbene, ora siamo abbastanza piccoli, andiamo a letto\u00bb.<\/p>\n<p>D&#8217;altra parte &#8211; si potrebbe anzi dire inversamente &#8211; \u00e8 altrettanto giusto riconoscere e ricordare il valore di ogni essere umano e di ogni sua attivit\u00e0, per quanto modesta e umile. Questo aiuta a fare con buona volont\u00e0 e con buon umore, <em>qualsiasi cosa <\/em>anche se per s\u00e9 stessa sia faticosa, noiosa, in apparenza insignificante, mentre \u00e8 in realt\u00e0 altrettanto necessaria quanto le azioni di maggiore risalto e che vengono considerate pi\u00f9 importanti. Tale giusto apprezzamento e la conseguente buona disposizione interna, sono messi bene in evidenza dalla storia de <em>I tre tagliapietre: <\/em>\u00abUn visitatore entr\u00f2 nel cantiere ove nel Medioevo si stava costruendo una cattedrale. Incontr\u00f2 un tagliapietre e gli chiese: \u00abChe cosa stai facendo?\u00bb &#8211; L&#8217;altro rispose con malumore: \u00abNon vedi, sto tagliando delle pietre\u00bb. Cos\u00ec egli mostrava che considerava quel lavoro increscioso e senza valore. Il visitatore pass\u00f2 oltre e incontr\u00f2 un secondo tagliapietre; anche a questo chiese cosa faceva, \u00abSto guadagnando di che vivere per me e la mia famiglia\u00bb, rispose l&#8217;operaio in tono calmo, mostrando una certa soddisfazione. L&#8217;altro prosegu\u00ec ancora e, trovato un terzo tagliapietre, gli rivolse la stessa domanda. Questi rispose gioiosamente: \u00abSto costruendo una cattedrale\u00bb. Egli aveva compreso il significato e lo scopo del suo lavoro, si era reso conto che la sua opera umile era altrettanto necessaria quanto quella dell&#8217;architetto e quindi in un certo senso aveva lo stesso valore della sua. Perci\u00f2 eseguiva il suo lavoro volentieri, anzi con entusiasmo.<\/p>\n<p>Ricordiamo l&#8217;esempio di quel saggio operaio, riconosciamo e restiamo sempre consapevoli che, per quanto le nostre capacit\u00e0 sembrino limitate, per quanto sembrino modeste e umili le nostre mansioni, in realt\u00e0 siamo particelle della Vita Universale, partecipiamo allo svolgimento del Piano Cosmico, siamo \u00abcollaboratori di Dio\u00bb. In questo modo potremo accettare ogni situazione, svolgere ogni compito volonterosamente, lietamente, con costante <em>buon umore.<\/em><\/p>\n<h4>Esercizio per evocare il Buon Umore<\/h4>\n<ol>\n<li>Rilassate ogni tensione muscolare e nervosa; respirate lentamente e ritmicamente; esprimete buon umore sorridendo. (Potete aiutarvi guardandovi in uno specchio, o visualizzandovi, con questa espressione).<\/li>\n<li>Riflettete sul buon umore; rendetevi conto del suo valore, della sua utilit\u00e0, specialmente nel nostro agitato mondo moderno. <em>Apprezzatelo &#8211; Desideratelo<\/em>.<\/li>\n<li><em>Evocate <\/em>direttamente il buon umore; cercate di sentirlo pronunciando pi\u00f9 volte la parola.<\/li>\n<li>Immaginate di trovarvi in circostanze che tenderebbero a preoccuparvi o irritarvi &#8211; ad esempio: in presenza di persone ostili &#8211; di dover risolvere un problema difficile &#8211; di essere obbligati a fare varie cose rapidamente &#8211; o di trovarvi in pericolo &#8211; mantenendo il buon umore.<\/li>\n<li>Proponetevi di restar di buon umore durante tutta la giornata, qualsiasi cosa accada; di essere un esempio vivente di buon umore; di irradiare buon umore.<\/li>\n<\/ol>\n<p align=\"center\"><strong>* * *<\/strong><\/p>\n<p>Questo esercizio pu\u00f2 essere fatto (con le modificazioni del caso) per evocare e sviluppare ogni altra qualit\u00e0; ad esempio: <em>Coraggio &#8211; Letizia &#8211; Pazienza &#8211; Serenit\u00e0 &#8211; Volont\u00e0.<\/em><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%2015%2015'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load\" data-lazy-src=\"..\/img_art\/fine_testo.gif\" alt=\"fine testo\" width=\"15\" height=\"15\" \/><noscript><img decoding=\"async\" src=\"..\/img_art\/fine_testo.gif\" alt=\"fine testo\" width=\"15\" height=\"15\" \/><\/noscript><\/p>\n<p align=\"center\"><a href=\"#su\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%2044%2070'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load\" data-lazy-src=\"..\/img_art\/Uovo_min.jpg\" alt=\"torna su\" width=\"44\" height=\"70\" border=\"0\" \/><noscript><img decoding=\"async\" src=\"..\/img_art\/Uovo_min.jpg\" alt=\"torna su\" width=\"44\" height=\"70\" border=\"0\" \/><\/noscript><\/a><\/p>\n<\/div>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Una tecnica della psicosintesi: il buon umore Questo tema pu\u00f2 forse sorprendere qualcuno e indurlo a domandarsi come mai il buon umore, che \u00e8 uno stato d&#8217;animo, una disposizione interna, possa venir considerato una \u00abtecnica\u00bb. Spero che riuscir\u00f2 a dimostrare che il buon umore pu\u00f2 esserlo, o pi\u00f9 precisamente che pu\u00f2 essere suscitato, sviluppato o mantenuto con esercizi psicologici. La vita come giuoco e come rappresentazione \/2 di Roberto Assagioli Una tecnica della psicosintesi: il buon umore Questo tema pu\u00f2 [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":8151,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"wds_primary_category":0,"footnotes":""},"categories":[41],"tags":[36],"class_list":["post-616","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-psicosintesi","tag-sviluppocoscienziale"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/616","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=616"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/616\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":9626,"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/616\/revisions\/9626"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/8151"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=616"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=616"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=616"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}