{"id":717,"date":"2014-01-12T12:11:29","date_gmt":"2014-01-12T11:11:29","guid":{"rendered":"http:\/\/www.esonet.it\/?p=717"},"modified":"2023-09-25T13:46:07","modified_gmt":"2023-09-25T11:46:07","slug":"le-costellazioni-dello-zodiaco-in-alchimia-1","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.esonet.it\/?p=717","title":{"rendered":"Le costellazioni dello zodiaco in alchimia \/1"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/www.esonet.it\/?cat=68\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%20370%20247'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load alignright\" title=\"Alchimia\" data-lazy-src=\"images\/topics\/Alchimia.jpg\" alt=\"Alchimia\" align=\"right\" border=\"0\" \/><noscript><img decoding=\"async\" class=\"alignright\" title=\"Alchimia\" src=\"images\/topics\/Alchimia.jpg\" alt=\"Alchimia\" align=\"right\" border=\"0\" \/><\/noscript><\/a>Gli &#8220;animali simbolici&#8221; per antonomasia sono quelli che popolano lo zodiaco, termine che deriva dal greco &#8220;zodiakos&#8221;, ossia &#8220;zoon diakos&#8221;, &#8220;ruota o cerchio degli animali&#8221;.<br \/>\nFin dalla notte dei tempi gli uomini, guardando il cielo, hanno scorto (o meglio proiettato) sulle costellazioni celesti animali e vicende mitologiche.<\/p>\n<table border=\"0\" width=\"100%\">\n<tbody>\n<tr>\n<td scope=\"col\">\n<div align=\"center\">\n<h3 align=\"left\"><a name=\"su\"><\/a>Le costellazioni dello zodiaco in alchimia<br \/>\n<em>Con particolare riferimento ad alcuni bassorilievi delle cattedrali gotiche<\/em><\/h3>\n<p align=\"left\">di Alessandro Orlandi<\/p>\n<\/div>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td scope=\"row\">\n<div align=\"justify\">\n<h4>Introduzione<\/h4>\n<p align=\"center\">&#8220;<em>Dio ha fissato il fuoco del Sole nella sede del cuore<\/em>&#8221;<br \/>\n(Oracoli Caldaici)<\/p>\n<p>Gli &#8220;animali simbolici&#8221; per antonomasia sono quelli che popolano lo zodiaco, termine che deriva dal greco &#8220;zodiakos&#8221;, ossia &#8220;zoon diakos&#8221;, &#8220;ruota o cerchio degli animali&#8221;.<\/p>\n<p>Fin dalla notte dei tempi gli uomini, guardando il cielo, hanno scorto (o meglio proiettato) sulle costellazioni celesti animali e vicende mitologiche.<\/p>\n<p>In effetti quasi tutte le costellazioni dello zodiaco sono rappresentate da figure animali: il Cancro, che \u00e8 un granchio, la capra-pesce del Capricorno, l\u2019ibrido tra uomo e cavallo che caratterizza il Sagittario, il Toro mitologico, il Leone, lo Scorpione, l\u2019Ariete che porta la primavera (e a volte simboleggia l\u2019oro filosofico), i due Pesci, spesso raffigurati nell\u2019atto di dirigersi verso direzioni opposte. Ci proponiamo di mostrare qui come ciascuno di questi animali simbolici incarni, nell\u2019immaginario alchemico, una fase importante della trasformazione che attende la Materia Prima. Anche i restanti quattro segni dello zodiaco che non sono raffigurati da animali (Gemelli, Vergine, Bilancia e Acquario), rappresentano, come vedremo, importanti fasi dell\u2019Opus alchemicum.<\/p>\n<p>La &#8220;carta del cielo&#8221; di un uomo, la disposizione (apparente) degli astri nello Zodiaco al momento della sua nascita viene ancora considerata da molti una sorta di mandala del suo destino. Fiumi di inchiostro sono stati scritti per confutare i poteri previsionali dell\u2019astrologia, fin dai tempi di Cicerone (il grande retore scrisse egli stesso un trattatello in questo senso, in cui vengono esaminati i diversi destini di due gemelli). L\u2019argomento pi\u00f9 schiacciante, subito dopo quello della impossibilit\u00e0 di un&#8217;azione a distanza dei pianeti e delle costellazioni sui destini degli uomini, in &#8220;concorrenza&#8221; con la legge di gravitazione universale di Newton, \u00e8 quello della precessione degli equinozi, lo spostamento del punto vernale, che segna l\u2019inizio della primavera e il sorgere all\u2019orizzonte del sole all\u2019alba assieme alla costellazione dell\u2019Ariete, il 21 marzo. La precessione degli equinozi, determinata dal cono descritto in circa 26.000 anni dall\u2019asse di rotazione terrestre, infatti causa uno spostamento all\u2019indietro lungo la fascia delle costellazioni del punto vernale e cos\u00ec attualmente il 21 marzo il sole si allinea all\u2019alba con la costellazione dei Pesci, che presto ceder\u00e0 questo onore\/onere alla costellazione dell\u2019Acquario.<\/p>\n<p>Gli alchimisti hanno considerato i 12 segni dello Zodiaco, i miti ad essi collegati e le 12 mitologiche Fatiche di Ercole, come metafore delle diverse fasi dell\u2019Opera alchemica.<\/p>\n<p>Alcuni trattati alchemici (come ad esempio <em>Le 12 porte dell\u2019alchimia<\/em> di George Ripley oppure <em>Le 12 chiavi dell\u2019alchimia<\/em> di Basilio Valentino) sembrano stabilire una concordanza tra i 12 segni dello zodiaco e le 12 fasi alchemiche. L\u2019intero ciclo spesso viene suddiviso in tre parti, ciascuna costituita da una congiunzione, una putrefazione, una sublimazione e una fissazione della materia prima che si trasforma nel Vaso, collegate evidentemente ai 4 elementi: aria, acqua, fuoco e terra. Nell\u2019antichit\u00e0 classica non esisteva una netta distinzione tra astrologia, astronomia, mitologia e alchimia e, nei trattati pi\u00f9 antichi pervenuti fino a noi (come il <em>Trattato sul cielo<\/em> di Eratostene, il <em>Tetrabiblos<\/em> di Tolomeo o l\u2019<em>Astronomicon<\/em> di Manilio), queste discipline appaiono strettamente connesse tra loro, almeno nella mente di chi scriveva. Ancora Keplero, il genio indiscusso che assieme a Galileo e a Newton ha scoperto le leggi che regolano il moto dei pianeti e degli astri, si guadagnava da vivere anche redigendo oroscopi. Prima di dire ancora qualcosa sul rapporto tra astrologia e alchimia, chiediamoci in quale modo si possa, oggi, guardare all\u2019astrologia. Se l\u2019astrologia, scimmiottando le scienze, volesse accampare diritti di tecnologica esattezza, sostenendo l\u2019esistenza di un influsso a distanza tra le costellazioni visibili nel cielo e i destini umani, gli scienziati avrebbero buon gioco a far notare che, a causa della precessione degli equinozi, gli allineamenti dei pianeti con le costellazioni, ai solstizi e agli equinozi, non sono pi\u00f9 quelle di una volta e che quindi, quando un astrologo dice che &#8220;il Sole \u00e8 in Capricorno&#8221;, il sole pu\u00f2 trovarsi in realt\u00e0, allineato con la costellazione del Sagittario, etc.<\/p>\n<p>Invece, poich\u00e9 l\u2019astrologia ha origini magiche, ci si dovr\u00e0 muovere entro le coordinate del pensiero magico: i pianeti e le costellazioni dell\u2019astrologia vanno oggi considerati come entit\u00e0 interne all\u2019uomo e traggono il loro significato e il loro simbolismo da un&#8217;associazione tra le stagioni dei climi temperati e le costellazioni celesti che risale ad un tempo in cui, al solstizio di inverno era la costellazione del Capricorno a sorgere col sole all\u2019orizzonte, all\u2019equinozio di primavera la costellazione dell\u2019Ariete, e cos\u00ec via. Il sapere quale costellazione si trovi effettivamente sulle nostre teste all\u2019alba del 21 marzo non ha la bench\u00e9 minima importanza ai fini di un discorso magico, perch\u00e9 le costellazioni degli astrologi non sono che immagini interiori proiettate sul cielo, mentre le costellazioni di cui si occupano gli astronomi sono i supporti sensibili che, migliaia di anni fa, servirono agli uomini per associare le 12 parti in cui suddividevano il ciclo apparente del sole attorno alla terra alle trasformazioni che la Natura subisce nel corso di un anno.<\/p>\n<p>Pertanto al 21 marzo non si potr\u00e0 che associare 0\u00b0 dell\u2019Ariete perch\u00e9 il cielo che \u00e8 stato suddiviso in 360\u00b0 e in 12 parti da 30\u00b0 ognuna non \u00e8 il cielo visibile, ma un cielo simbolico ad esso associato.<\/p>\n<p>Se, quindi, gli astrologi dovessero riformulare la loro dottrina per adattarla ai mutamenti del cielo e dell\u2019asse terrestre, essi non dovrebbero modificare i loro simboli, ma, semmai, imparare a &#8220;vedere&#8221; un Ariete nel gruppo di stelle che ora chiamiamo Pesci&#8230;<\/p>\n<p>In sintesi la nostra tesi \u00e8 che il cielo sul quale si posano gli occhi dell\u2019alchimista non \u00e8 il cielo che percepiamo guardando verso l\u2019alto e che i pianeti che solcano quel cielo &#8220;sono e non sono&#8221; i pianeti del &#8220;cielo volgare&#8221;. <a name=\"1\"><\/a>Questa dottrina, che vi sia un cielo interno all\u2019uomo e dei pianeti e degli astri le cui orbite seguono un percorso sincronico con quello dei pianeti del cielo che possiamo percepire con i sensi \u00e8, in realt\u00e0, antica quanto la stessa Tradizione occidentale e venne ripresa in epoca pi\u00f9 moderna da Marsilio Ficino.[<a href=\"#_ftn1\">1<\/a>]<\/p>\n<p>Se ci\u00f2 che diciamo \u00e8 vero, nel leggere i tempi e le stagioni indicate dai testi alchemici occorre far riferimento a questo misterioso tempo interiore, stabilendone i solstizi e gli equinozi, e non alle stagioni &#8220;volgari&#8221;. Cos\u00ec la raccolta della materia prima e della rugiada celeste raffigurate, nel <em>Mutus Liber<\/em> di Altus, come un evento che deve verificarsi tra il segno zodiacale dell\u2019Ariete e quello del Toro, \u00e8 una raccolta che pu\u00f2 essere coronata da successo soltanto se l\u2019Ariete e il Toro appartengono a una costellazione interiore. L\u2019<em>Opus Alchemicum <\/em>si proponeva, allo stesso tempo, di imitare la Natura e, tuttavia, era anche denominato <em>Opus contra Naturam<\/em>.<\/p>\n<p>A questo proposito ricordiamo al lettore che sul frontone del tempio di Apollo a Delfi, cos\u00ec racconta Plutarco che ne era il sacerdote, campeggiavano due scritte. La prima, universalmente nota, (persino agli psicanalisti), diceva: &#8220;Conosci te stesso&#8221;.<\/p>\n<p>La seconda sentenza \u00e8 stata spesso, erroneamente, intesa come moralistica: &#8220;Nulla di troppo&#8221;. Tra i due aforismi, il secondo \u00e8 in realt\u00e0 quello pi\u00f9 legato al significato profondo degli antichi Misteri. Infatti &#8220;Nulla di troppo&#8221; altro non \u00e8 che l\u2019enunciato di quella che Jung chiamava la &#8220;legge dell\u2019enantiodromia&#8221;, il segreto esoterico del simbolo della croce e del simbolo celeste datoci da solstizi ed equinozi. Quando la Luce (o L\u2019Oscurit\u00e0) toccano il limite massimo loro concesso, ai solstizi, sono destinate a calare e il principio opposto a crescere. Quando le ore di luce superano quelle di oscurit\u00e0 (o viceversa), agli equinozi, la luce rallenta la sua crescita (e viceversa). Non \u00e8 difficile (come fece Jung) estendere questa stessa legge universale ai principi opposti che dominano l\u2019uomo. Solo chi conosce veramente se stesso pu\u00f2 sapere a quale tipo di croce \u00e8 stato crocefisso e quali siano i limiti posti al crescere e al diminuire delle qualit\u00e0 che lo animano. Solo costui pu\u00f2 sperare di costruire un cannocchiale che punti verso l\u2019interno per osservare i pianeti e le costellazioni dei dodici segni dello zodiaco interiore o, se si vuole, quello che gli alchimisti chiamavano lo &#8220;Specchio dell\u2019Arte&#8221;. &#8220;Nulla di troppo&#8221; \u00e8 un detto che cela in s\u00e9 anche il segreto dell\u2019immortalit\u00e0: i cicli mensili della luna, il ciclo solare delle quattro stagioni e quello diurno segnato dal movimento apparente del sole nel cielo, ci mostrano che quando un ciclo raggiunge il suo punto culminante esso comincia a declinare, che quando l\u2019ombra scompare del tutto inghiottita dalla luce, essa \u00e8 destinata a ricrescere fino ad immergere il mondo nelle tenebre. Chi conosce veramente se stesso, sa anche individuare il punto culminante di ogni processo ciclico a cui l\u2019anima si lega: il punto in cui l\u2019ombra ricomincia a crescere, e apprende a controllare questo processo naturale. <a name=\"2\"><\/a>Questo stesso segreto \u00e8 enunciato nell\u2019esagramma 55 dell\u2019antico libro I Ching: alludendo a un tempo di culmine e di abbondanza, per fronteggiare l\u2019inevitabile declino la sentenza consiglia: &#8220;<em>Tu devi essere come il sole a mezzogiorno<\/em> &#8220;.[<a href=\"#_ftn2\">2<\/a>]<\/p>\n<p>Non \u00e8 qui nostra intenzione trattare i 12 segni dello zodiaco in modo classico, come avviene in molti testi di astrologia. Quel che ci interessa \u00e8, invece, riferire le varie trasformazioni subite dalla Terra durante il ciclo annuale del sole al microcosmo umano e all\u2019Opera alchemica.<\/p>\n<p>Nell\u2019intraprendere questo viaggio attraverso i 12 segni dello zodiaco, cominciamo con il descrivere il viaggiatore\u2026 <a name=\"3\"><\/a>Nell\u2019alchimia solare, quando si tratta della Materia Prima su cui compiere l\u2019Opera, si parla di catturare e &#8220;congelare&#8221; un raggio di sole, di corporificare lo Spirito Universale, inteso come uno spirito imprigionato nelle cose, come un &#8220;raggio igneo racchiuso nella materia&#8221;.[<a href=\"#_ftn3\">3<\/a>] Nell\u2019alchimia solare si sostiene anche che, accanto al sole visibile, ve ne sia un altro invisibile [<a href=\"#_ftn4\">4<\/a>] e che la propriet\u00e0 dei raggi del sole visibile di dare vita, luce e calore siano l\u2019equivalente sensibile di altre propriet\u00e0 caratteristiche del sole invisibile. \u00c8 grazie all\u2019energia di questo secondo sole, imprigionata negli esseri viventi, che essi possono conservare la loro identit\u00e0 e sussistere per il tempo loro concesso, per poi liberare nuovamente questa energia al momento della morte. Scrive Fulcanelli nelle &#8220;Dimore Filosofali&#8221;: &#8220;<em>Questo fuoco, o quest\u2019acqua ardente, \u00e8 la scintilla vitale trasmessa dal Creatore alla materia inerte, \u00e8 lo spirito racchiuso nelle cose, il raggio igneo, imperituro, rinchiuso nel fondo della sostanza oscura, informe e frigida<\/em>\u2026&#8221;. Ebbene, il nostro viaggiatore, colui che con noi attraverser\u00e0 i 12 segni dello zodiaco e le stagioni ad essi collegate, sar\u00e0 proprio questo raggio igneo, che percorre l\u2019anno solare accompagnando le trasformazioni che lo caratterizzano, un raggio immortale e incorruttibile, eppure misteriosamente imprigionato nella materia, immutabile nella sua essenza, eppure sottomesso al periodico culminare e decrescere che caratterizza ogni cosa terrena. Vedremo come i 12 segni dello zodiaco ricavino i loro significati tradizionali dai mutamenti del rapporto tra questo Viaggiatore Immutabile e la materia che lo ospita.<\/p>\n<p>L\u2019agente utilizzato dagli alchimisti \u00e8 una sostanza che viene purificata e rianimata da questa energia sottile, fino a poter operare miracolose trasformazioni. <a name=\"5\"><\/a>Perch\u00e9 ci\u00f2 possa essere possibile l\u2019energia sottile deve essere liberata dalla sua prigione e legata a un corpo pi\u00f9 puro di quello che la imprigionava in precedenza [<a href=\"#_ftn5\">5<\/a>]. Terremo inoltre sempre presente quella analogia tra microcosmo e macrocosmo secondo la quale il sole viene assimilato al cuore umano.\u00a0 Ma quali raggi possono emanare dal cuore umano, sia pure inteso in modo sottile? Il sistema di significati simbolici connessi al ciclo dello zodiaco \u00e8 nato in un\u2019epoca in cui il pensiero magico era dominante e quello scientifico non era ancora nato. Un\u2019immagine efficace per comprendere il modo in cui gli astrologi e gli alchimisti dell\u2019antichit\u00e0 potevano concepire una &#8220;azione a distanza&#8221; provocata dal cuore umano si pu\u00f2 trarre dal seguente passo di Al Kindi, un filosofo persiano vissuto nel IX secolo d.C.:<a name=\"6\"><\/a><\/p>\n<p>&#8220;<em>Allorch\u00e9 l\u2019uomo concepisce con l\u2019immaginazione una cosa materiale, tale cosa acquisisce una esistenza reale secondo la specie dello spirito fantastico (spiritus imaginarius). Tale spirito emette dei raggi che muovono le cose esteriori esattamente come la cosa di cui esso \u00e8 immagine<\/em>&#8221; [<a href=\"#_ftn6\">6<\/a>].<\/p>\n<p>Non si devono evidentemente confondere immaginazione attiva e fantasia, pulsioni del cuore e spiriti immaginali, ma questo passo ci dice che, al tempo di Al Kindi e fino almeno al XVII secolo era concepibile una azione a distanza del cuore ed era possibile credere che l\u2019immaginazione umana potesse creare delle entit\u00e0 dotate di una esistenza indipendente dal loro creatore,\u00a0 qualcosa di simile a quelle che oggi chiamiamo &#8220;forme-pensiero&#8221; o, nel caso siano prodotte da una attivit\u00e0 collettiva, &#8220;eggregori&#8221;.<\/p>\n<p>Premesso tutto ci\u00f2, partiremo ora per un viaggio nello zodiaco e nel &#8220;cielo interiore&#8221; dell\u2019uomo, un viaggio durante il quale, per necessit\u00e0 di tempo e di spazio, dovremo trascurare molti elementi importanti (ad esempio il significato e la valenza dei pianeti e del sole in questo &#8220;cielo interiore&#8221;). Ci limiteremo, qui, ad esaminare segno zodiacale per segno zodiacale, stabilendo a quale periodo del &#8220;cielo interiore&#8221; si riferisca ciascun segno, a quale operazione alchemica, cercando di coglierne gli aspetti operativi, a quale stagione dell\u2019anima e quale sia la valenza dell\u2019animale simbolico o della figura umana che rappresenta quel segno dello zodiaco. <img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%2015%2015'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load\" data-lazy-src=\"..\/img_art\/fine_testo.gif\" width=\"15\" height=\"15\" \/><noscript><img decoding=\"async\" src=\"..\/img_art\/fine_testo.gif\" width=\"15\" height=\"15\" \/><\/noscript><\/p>\n<p>__________<\/p>\n<h4>Note<\/h4>\n<p><a name=\"_ftn1\"><\/a>1. Cfr. Thomas Moore, <em>Pianeti Interiori &#8211; L&#8217;astrologia psicologica di Marsilio Ficino<\/em>, Moretti &amp; Vitali, Bergamo 2009. Ritroviamo questa visione del cosmo anche nel <em>Tractatus Aristotelis<\/em> (<em>Theatrum Chemicum<\/em>), un trattato alchemico attribuito ad Aristotele in cui si dice: &#8220;<em>Le Sfere i pianeti e gli elementi operano nell\u2019uomo in modo pi\u00f9 vero e potente attraverso la rivoluzione del loro zodiaco, che<\/em> <em>non i corpi estranei o i segni corporei superiori<\/em>&#8220;. Sottolineiamo che il discorso dal quale \u00e8 stato tratto questo brano insegna ad attivare questi pianeti interni all\u2019uomo per guarire le malattie. Origene, fondatore di una scuola cristiana nel III secolo dopo Cristo e originario di Alessandria, nelle <em>Omelie del Levitico<\/em> scriveva: &#8220;<em>Renditi conto di essere in piccolo un secondo mondo e che in te sono il sole, la luna e anche le stelle<\/em>.&#8221; Ma colui il quale divulg\u00f2 pi\u00f9 di ogni altro questo insegnamento fu Paracelso, considerato il fondatore della medicina moderna. Paracelso, nel <em>Paragrano <\/em>sosteneva che &#8220;<em>Il cielo \u00e8 l\u2019uomo e l\u2019uomo \u00e8 il cielo&#8221; <\/em>e che<em> &#8220;il vero padre di ognuno \u00e8 il suo cielo interiore<\/em>&#8220;. &#8220;<em>I pianeti che sono in noi sono il vero uomo&#8221; <\/em>egli diceva,<em> &#8220;ed essi desiderano condurci a una grande saggezza<\/em>&#8220;. (<a href=\"#1\">^ torna al testo<\/a>)<\/p>\n<p><a name=\"_ftn2\"><\/a>2. O a mezzanotte. (<a href=\"#2\">^ torna al testo<\/a>)<\/p>\n<p><a name=\"_ftn3\"><\/a>3. Questa e altre citazioni sono tratte dal bel libro <em>Divo Sole<\/em> dedicato alla teurgia solare dell\u2019alchimia, a cura di Alessandro Boella e Antonella Galli, edizioni Mediterranee, Roma 2011. (<a href=\"#3\">^ torna al testo<\/a>)<\/p>\n<p><a name=\"_ftn4\"><\/a>4. Cfr. Alessandro Boella e Antonella Galli, op. cit. per la &#8220;dottrina dei tre soli&#8221;. (<a href=\"#3\">^ torna al testo<\/a>)<\/p>\n<p><a name=\"_ftn5\"><\/a>5. Stefano di Alessandria, vissuto tra il VII e l\u2019VIII secolo d.C., scriveva che le operazioni alchemiche hanno lo scopo di dirigere le nature celesti, distaccarle da certi corpi e portarle su altri. (<a href=\"#5\">^ torna al testo<\/a>)<\/p>\n<p><a name=\"_ftn6\"><\/a>6. Cit. Da I. P. Coulianu, <em>Eros e magia nel Rinascimento<\/em>, Il Saggiatore, Milano 1987. (<a href=\"#6\">^ torna al testo<\/a>)<\/p>\n<p align=\"center\"><a href=\"#su\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%2044%2070'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load\" data-lazy-src=\"..\/img_art\/Uovo_min.jpg\" alt=\"torna su\" width=\"44\" height=\"70\" border=\"0\" \/><noscript><img decoding=\"async\" src=\"..\/img_art\/Uovo_min.jpg\" alt=\"torna su\" width=\"44\" height=\"70\" border=\"0\" \/><\/noscript><\/a><\/p>\n<\/div>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Gli &#8220;animali simbolici&#8221; per antonomasia sono quelli che popolano lo zodiaco, termine che deriva dal greco &#8220;zodiakos&#8221;, ossia &#8220;zoon diakos&#8221;, &#8220;ruota o cerchio degli animali&#8221;. Fin dalla notte dei tempi gli uomini, guardando il cielo, hanno scorto (o meglio proiettato) sulle costellazioni celesti animali e vicende mitologiche. 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