{"id":741,"date":"2013-04-16T16:40:30","date_gmt":"2013-04-16T14:40:30","guid":{"rendered":"http:\/\/www.esonet.it\/?p=741"},"modified":"2023-09-20T18:11:47","modified_gmt":"2023-09-20T16:11:47","slug":"dalla-filosofia-vedanta-alla-religione-universale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.esonet.it\/?p=741","title":{"rendered":"Dalla filosofia Vedanta alla religione universale"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/www.esonet.it\/?cat=40\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%20370%20247'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load alignright\" title=\"Bene Comune\" data-lazy-src=\"images\/topics\/Bene_Comune.jpg\" alt=\"Bene Comune\" align=\"right\" border=\"0\" \/><noscript><img decoding=\"async\" class=\"alignright\" title=\"Bene Comune\" src=\"images\/topics\/Bene_Comune.jpg\" alt=\"Bene Comune\" align=\"right\" border=\"0\" \/><\/noscript><\/a><em>Presentazione dell&#8217;Induismo di Swami Vivekananda al Parlamento delle religioni<\/em><\/p>\n<p>Al giorno d\u2019oggi, esistono al mondo tre religioni che provengono dai tempi preistorici: l\u2019induismo, lo zoroastrismo, il giudaismo. Ognuna di esse ha ricevuto degli urti formidabili, ed ognuna ha dimostrato, attraverso la sua resistenza, quale ne fosse la forza interiore.<\/p>\n<style type=\"text\/css\"><!--.style1 {font-style: italic}--><\/style>\n<table border=\"0\" width=\"100%\">\n<tbody>\n<tr>\n<td scope=\"col\">\n<div align=\"center\">\n<h3 align=\"left\"><a name=\"su\"><\/a>Dalla filosofia Vedanta alla religione universale<\/h3>\n<p align=\"left\">di Swami Vivekananda<\/p>\n<p align=\"justify\">Estratto dal sito <a href=\"http:\/\/www.ramakrishna-math.org\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>Ramakrisna Mission Italia<\/em><\/a><\/p>\n<\/div>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td scope=\"row\">\n<div align=\"justify\">\n<h4>Presentazione dell&#8217;Induismo di Swami Vivekananda al Parlamento delle religioni \/ Chicago, 19 settembre 1893<\/h4>\n<p>Al giorno d\u2019oggi, esistono al mondo tre religioni che provengono dai tempi preistorici: l\u2019induismo, lo zoroastrismo, il giudaismo. Ognuna di esse ha ricevuto degli urti formidabili, ed ognuna ha dimostrato, attraverso la sua resistenza, quale ne fosse la forza interiore. Ma, il giudaismo non \u00e8 riuscito ad assorbire il cristianesimo, ed \u00e8 stato cacciato dal suo luogo di origine dal proprio figlio vittorioso.<\/p>\n<p>Un pugno di parsi \u00e8 oggi tutto quanto rimane per narrare la grande e bella religione di Zoroastro. Al contrario, nell\u2019India, \u00e8 nata una setta dopo l\u2019altra, che sembrarono far vacillare la religione dei Veda sin dalle fondamenta; ma, similmente alle acque del mare sottoposte ad un formidabile terremoto, la nostra religione si \u00e8 ritirata per un solo momento; per riapparire, in seguito, rinvigorita mille volte, in un maremoto che prima aveva spazzato tutto. Appena l\u2019agitazione scomparve, tutte queste sette si ritrovarono aspirate, assorbite, assimilate nel corpo immenso della fede, da cui erano uscite.<\/p>\n<p>Dai pi\u00f9 arditi voli spirituali dei Vedanta, le cui ultime scoperte scientifiche sembrano essere una eco, sino alle concezioni inferiori e idolatre, con le loro diverse mitologie; l\u2019agnosticismo dei buddisti e l\u2019ateismo degli jainisti, tutto conserva una collocazione nella religione degli ind\u00f9.<\/p>\n<p>Dove si trova, quindi, il centro comune verso il quale vanno a convergere tutti questi raggi tanto discosti uno dall\u2019altro? Qual \u00e8 la base sulla quale si accordano tutte queste contraddizioni in apparenza insolubili? \u00c8 la domanda alla quale cercher\u00f2 di rispondere.<\/p>\n<table width=\"100%\">\n<tbody>\n<tr>\n<td width=\"34%\">\n<p align=\"center\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%20216%20328'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load\" data-lazy-src=\"..\/img_art_1\/Swami_Vivekananda.jpg\" alt=\"Swami Vivekananda\" width=\"216\" height=\"328\" \/><noscript><img decoding=\"async\" src=\"..\/img_art_1\/Swami_Vivekananda.jpg\" alt=\"Swami Vivekananda\" width=\"216\" height=\"328\" \/><\/noscript><\/p>\n<\/td>\n<td width=\"66%\">\n<p align=\"justify\">Gli Ind\u00f9 hanno ricevuto la loro religione tramite rivelazione, attraverso i Veda. Essi sostengono che i Veda siano senza inizio, n\u00e9 fine. A voi potrebbe apparire ridicolo che un libro venga ritenuto senza inizio e privo di una fine. Ma, con il termine &#8220;Veda&#8221; non viene inteso un semplice libro. Ci si riferisce invece ad <em>un tesoro accumulato delle leggi spirituali scoperte da differenti persone in diverse epoche<\/em>. Proprio come la legge gravitazionale esisteva prima che la si scoprisse, e continuer\u00e0 a persistere anche se l\u2019intera umanit\u00e0 la dimenticasse, succede lo stesso delle regole che reggono il mondo spirituale. I rapporti morali, etici e spirituali tra un\u2019anima e l\u2019altra, e quelli tra gli spiriti individuali ed il Padre di tutti essi esistevano ancor prima di venire scoperti da noi e continueranno a persistere pur se dimenticati.<\/p>\n<p align=\"justify\">Coloro che hanno scoperto queste leggi vengono chiamati Rishi, e noi li veneriamo come esseri perfetti. Sono felice di poter dire a chi mi ascolta oggi che <em>qualcuno dei pi\u00f9 grandi tra di essi furono delle donne<\/em>.<\/p>\n<p align=\"justify\">\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>Potrebbe venire sostenuto che codeste leggi, in quanto leggi, possono ben non avere una fine, ma che debbono comunque aver avuto un inizio. Ora, i Veda ci insegnano che la creazione \u00e8 senza inizio, n\u00e9 fine. La scienza ha provato \u2013 ci si dice \u2013 che il totale assoluto dell\u2019energia cosmica resta sempre lo stesso. Se mai vi fu un tempo ove nulla esisteva, dove mai si trovava allora tutta questa energia ora manifesta? In tal caso, Dio sarebbe allo stesso tempo potenziale e cinetico; fatto che lo renderebbe di natura mutevole. Ma, tutto ci\u00f2 che cambia \u00e8 composto, e tutto ci\u00f2 che \u00e8 composto deve subire quella trasformazione che si chiama distruzione. Cos\u00ec Dio dovrebbe morire; cosa assurda. Di conseguenza, non v\u2019\u00e8 mai stato un tempo in cui la creazione non esisteva.<\/p>\n<p>Voglio qui utilizzare un paragone: la creazione ed il creatore sono due linee parallele, senza inizio, n\u00e9 fine. Dio \u00e8 la provvidenza sempre attiva, attraverso il cui potere i sistemi scaturiscono dal caos gli uni dopo gli altri, evolvono per un certo tempo, e vengono nuovamente distrutti. \u00c8 quanto il bimbo bramino ripete quotidianamente: &#8220;Il Signore ha creato il sole e la luna, come i soli e le lune dei cicli precedenti&#8221;.<\/p>\n<p>Sono qui davanti a voi. Se chiudo gli occhi e cerco di visualizzare la mia esistenza personale: &#8220;io, io, io,&#8221; quale idea mi si presenta? Quella di un corpo. Sono, quindi, alla fin fine, una combinazione di elementi materiali? I Veda affermano il contrario: sono uno spirito che vive in un corpo. Non sono il corpo. Il corpo morir\u00e0, ma io no. Eccomi, dunque, in questo organismo, che soccomber\u00e0; ma, io continuer\u00f2 a vivere. Ho anche un passato. L\u2019anima non \u00e8 stata creata, poich\u00e9 creazione significa combinazione ed implica una dissoluzione certa nell\u2019avvenire. Se, dunque, l\u2019anima \u00e8 stata creata, essa dovr\u00e0 morire. Ora, certuni nascono felici, in perfetta salute, con un bel corpo, uno spirito vigoroso, e vedono ogni loro bisogno soddisfatto. Altri nascono sfortunati; delle persone non possono usare le loro membra, alcuni sono idioti, e vivono per trascinare una miserevole esistenza. Se ognuno \u00e8 stato creato, perch\u00e9 un Dio giusto e compassionevole avrebbe fatto l\u2019uno felice e l\u2019altro infelice? Perch\u00e9 mai Egli mostrerebbe una simile parzialit\u00e0? E d\u2019altronde non si potrebbe in alcun modo attenuare la difficolt\u00e0 sostenendo che coloro che sono infelici in questo mondo saranno felici in un\u2019altra vita. Perch\u00e9 mai un uomo dovrebbe essere infelice quaggi\u00f9, sotto il regno di un Dio giusto e compassionevole?<\/p>\n<p>In secondo luogo, il concetto di un Dio creatore non risolve l\u2019anomalia; esso non fa che esprimere il fattore crudele di un essere onnipossente. Se un uomo \u00e8 felice o infelice, ci\u00f2 deve dipendere, di conseguenza, da cause precedenti la sua nascita, e queste sono le sue azioni passate.<\/p>\n<p>Le nostre attitudini ereditarie non spiegano tutte le tendenze del nostro spirito e del nostro corpo? Qui, troviamo due linee parallele dell\u2019esistenza; una del corpo, ed una dello spirito. Se la materia e le sue trasformazioni sono le sole responsabili di tutto ci\u00f2 che possediamo, non v\u2019\u00e8 alcuna necessit\u00e0 di supporre l\u2019esistenza di un\u2019anima. Ma, non \u00e8 possibile provare che il pensiero sia nato dalla materia; e se un certo monismo \u00e8 inevitabile, quello spirituale \u00e8 sicuramente logico, ma di sicuro non \u00e8 meno desiderabile di un monismo materialista. Nessuno dei due, ora, ci \u00e8 necessario.<\/p>\n<p>Non si pu\u00f2, d\u2019altronde, negare che il corpo acquisisca certe tendenze per via ereditaria, ma esse attengono solo alla natura fisica, attraverso la quale un dato spirito pu\u00f2 solo comportarsi in un certo modo. Esistono, tuttavia, altre tendenze peculiari dell\u2019anima, causate dalle sue azioni anteriori. Ora, un\u2019anima con certe propensioni nascer\u00e0, a causa delle leggi di affinit\u00e0, in quell\u2019organismo che si mostrer\u00e0 il migliore strumento atto ad esprimere le sue tendenze. Codesta, \u00e8 una spiegazione conforme alla scienza, poich\u00e9 quest\u2019ultima vuole spiegare ogni cosa con l\u2019abitudine, e l\u2019abitudine si acquisisce con la ripetizione. Ecco, quindi, che la ripetizione si dimostra necessaria per spiegare le abitudini naturali dell\u2019anima che nasce. E poich\u00e9 tali abitudini non si sono formate nella vita attuale, esse debbono provenire da vite anteriori.<\/p>\n<p>Ancora un\u2019analisi. Se ammettiamo tutto quanto detto sin qui, perch\u00e9 mai io non mi ricordo nulla della mia vita precedente? Ci\u00f2 si spiega facilmente. In questo momento, io parlo inglese. Non \u00e8 la mia lingua materna, ed in effetti nessun vocabolo di essa attualmente \u00e8 presente alla luce della mia coscienza; ma, appena io cerco di richiamarli, essi vi si affollano. Ci\u00f2 dimostra che <strong>la coscienza non rappresenta che la superficie dell\u2019oceano mentale<\/strong>, nelle cui profondit\u00e0 sono immagazzinate tutte le nostre esperienze. Sforzatevi accanitamente, e potrete farle emergere; potrete anche divenire coscienti della vostra vita anteriore.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 rappresenta una prova diretta e convincente. La verifica \u00e8 la prova perfetta di una teoria, ed \u00e8 a questo punto che noi rintracciamo la sfida lanciata al mondo dai Rishi. Noi abbiamo scoperto il segreto attraverso il quale \u00e8 possibile rimuovere anche le profondit\u00e0 oceaniche della memoria. Provateci ed otterrete un ricordo completo della vostra vita precedente.<\/p>\n<p>L\u2019Ind\u00f9 crede, di conseguenza, di essere uno spirito. La spada non pu\u00f2 trafiggerlo, il fuoco non riesce a bruciarlo, l\u2019acqua non lo dissolve, l\u2019aria non lo dissecca. L\u2019Ind\u00f9 crede che ogni anima sia un circolo, la cui circonferenza non appare in alcun luogo, ma il cui centro \u00e8 situato nel corpo; per lui, la morte significa semplicemente che tale centro passa da un corpo all\u2019altro. E l\u2019anima non \u00e8 costretta alle condizioni della materia. Tuttavia, in un modo o nell\u2019altro, essa si trova avvinta alla materia, e s\u2019illude di essere materia.<\/p>\n<p>Perch\u00e9 mai l\u2019essere libero e puro deve trovarsi alla merc\u00e8 della materia? \u00c8 l\u2019enigma che dobbiamo ora esaminare. Come mai l\u2019anima perfetta pu\u00f2 venire ingannata e credere di essere imperfetta? Ci viene detto che gli Ind\u00f9 eludono la domanda, e sostengono che ivi non appare un problema d\u2019alcun genere. Alcuni pensatori vogliono rispondere con l\u2019esistenza supposta di uno, o diversi esseri quasi perfetti, ed impiegano dei grossi termini scientifici per colmare le lacune. Ma, etichettare con dei nomi non significa spiegare alcunch\u00e9. Il problema continua ad esistere: in quale modo l\u2019esistenza perfetta pu\u00f2 mutare una particella, per quanto infima essa sia, della propria natura? Tuttavia, l\u2019Ind\u00f9 \u00e8 sincero. Egli rifiuta di cercare un rifugio nel sofisma. Ed \u00e8 ben coraggioso per fissare la questione direttamente, comportandosi da uomo. E ci risponde: &#8220;Non lo so. Non so come mai l\u2019essere perfetto, l\u2019anima, \u00e8 giunto a considerarsi impefetto, avvinto alla materia e sottomesso alle sue condizioni&#8221;. Ed il fatto rimane pur sempre un fatto. \u00c8 possibile riscontrare in qualunque tipo di consapevolezza, che l\u2019uomo si considera un corpo. Rispondere che si tratta della volont\u00e0 di Dio non significa spiegare nulla. Ha lo stesso valore di quando l\u2019Ind\u00f9 afferma: &#8220;Non lo so&#8221;.<\/p>\n<p>Cos\u00ec l\u2019anima umana \u00e8 eterna ed immortale, perfetta ed infinita, e la morte significa solo che il centro passa da un corpo all\u2019altro. <strong>Il presente \u00e8 condizionato dalle nostre azioni passate e l\u2019avvenire dal presente<\/strong>. Di nascita in nascita, o di morte in morte, l\u2019anima proseguir\u00e0 la sua evoluzione, oppure il suo regresso. Ma, a questo punto, si pone un altro interrogativo: l\u2019uomo \u00e8 solamente un fragile battello, sballottato dalla tempesta, innalzato per un istante sulla schiumosa cresta di un\u2019onda, per venire subito immerso in un gorgo spalancato, alla merc\u00e8 delle buone e delle cattive azioni, relitto impotente, abbandonato ad inesorabili correnti, continuamente furiose, sempre impetuose, di causa ed effetto? Non \u00e8 altro che un insetto sotto la ruota della causalit\u00e0, che gira schiacciando ogni cosa che incontra sul cammino, senza che l\u2019arrestino neppure i pianti delle vedove, o le grida degli orfani? Ad una simile idea il cuore si arrende; tuttavia, si tratta della legge della natura. Non v\u2019\u00e8 alcuna speranza? Non appare alcuna via d\u2019uscita? \u00c8, questo, un grido che scaturisce dal punto pi\u00f9 profondo di un cuore disperato. Esso ha raggiunto il trono della misericordia. E delle parole di speranza e di consolazione ne sono discese, ed hanno ispirato un saggio vedico. Costui si \u00e8 alzato davanti al mondo, e, con voce altissima, ha dato la felice novella: <em>&#8220;Ascoltate, figli della beatitudine immortale! Ed anche voi che risiedete nelle sfere superiori! Ho incontrato l\u2019Antico, che si trova al di l\u00e0 di ogni oscurit\u00e0 e di ogni illusione; soltanto nel conoscerLo voi verrete salvati da una nuova morte&#8221;<\/em>.<\/p>\n<p>Figli della beatitudine immortale! Che soave appellativo e pieno di speranza! Lasciate, fratelli miei, che io vi chiami con questo dolce nome: eredi della beatitudine immortale. Poich\u00e9 l\u2019Ind\u00f9 rifiuta di vedere in voi dei peccatori. Voi siete i Figli di Dio, fate parte della beatitudine immortale, siete spiriti santi e perfetti. Voi, che rappresentate delle divinit\u00e0 scese sulla terra, sareste dei peccatori? Il vero peccato \u00e8 chiamare cos\u00ec un uomo. Venite, voi che siete dei leoni, e sbarazzatevi dall\u2019illusione di essere dei montoni! Siete anime immortali, spiriti liberi, benedetti ed eterni. Non siete materia, non siete corpi. Essa \u00e8 la vostra schiava, non voi i suoi.<\/p>\n<p>Ecco quel che proclamano i Veda: non una spaventosa combinazione di leggi inesorabili, n\u00e9 un\u2019eterna prigione di causa ed effetto, ma quanto segue: a capo di ogni legge, in ogni particella di materia e di forza ed attraverso ognuna di esse, si erge l\u2019Unico, <em>&#8220;sotto l\u2019ordine del quale il vento soffia, il fuoco arde, la nuvola si scioglie in pioggia, e la morte misura la terra. E qual \u00e8 la Sua natura? Egli \u00e8 ovunque, l\u2019Uno puro e senza forma, l\u2019Onnipossente e pieno di compassione per il tutto. Tu sei nostro Padre, Tu sei nostra madre, Tu sei il nostro beneamato amico, Tu sei la sorgente di ogni forza; donaci la forza. Tu sei Colui che sostiene i pesi dell\u2019Universo; aiutaci a portare il minuto fardello di questa vita&#8221;<\/em>. \u00c8 quanto cantano i Rishi dei Veda. E in qual maniera l\u2019adorano? Con l\u2019amore. <em>&#8220;Egli deve venir adorato come l\u2019amante pi\u00f9 caro di ogni cosa in questa vita e nell\u2019altra&#8221;<\/em>.<\/p>\n<p>Ecco la dottrina dell\u2019amore che proclamano i Veda. Guardiamo, ora, come \u00e8 stata pienamente sviluppata ed insegnata da Krishna, che gli Ind\u00f9 considerano un\u2019incarnazione di Dio sulla terra.<\/p>\n<p>Krishna indic\u00f2 che l\u2019uomo deve vivere in questo mondo come un fiore di loto, che cresce nell\u2019acqua, ma non ne viene bagnato. Ecco come deve esistere l\u2019uomo nel mondo, con il proprio cuore volto a Dio e le sue mani immerse nel lavoro.<\/p>\n<p>\u00c8 cosa buona amare Dio, per la speranza di una ricompensa in questa terra, o nell\u2019altra vita; ma, <strong>meglio \u00e8 amarlo per amore dell\u2019amore<\/strong>. La nostra preghiera dice: <em>&#8220;Signore, non chiedo n\u00e9 ricchezza, n\u00e9 discendenza, n\u00e9 sapere. Se questa \u00e8 la Tua volont\u00e0, che io continui pure a passare da nascita a nascita; ma, accordami la grazia che io ti possa amare senza speranza di ricompensa, amare senza egoismo, per amore dell\u2019amore&#8221;<\/em>. Uno dei discepoli di Krishna, che allora era imperatore delle Indie, venne cacciato via dal proprio regno dai suoi nemici, e dovette cercare rifugio, con la sua sposa, in una foresta dell\u2019Himalaya. L\u00ec, un giorno, la regina gli chiese come mai lui, il pi\u00f9 virtuoso degli uomini, avesse dovuto subire tutti questi tormenti. Yudhisthira rispose: &#8220;Guarda, mia regina, la catena himalayana, com\u2019\u00e8 grandiosa e magnifica. Io l\u2019amo. Non ne ricevo nulla in cambio, ma la mia natura m\u2019impone di amare quanto \u00e8 grandioso e magnifico, ed \u00e8 per questo che io l\u2019amo. Ed amo il Signore nello stesso modo. Egli \u00e8 la sorgente di tutto quanto \u00e8 bello, di tutto ci\u00f2 che \u00e8 sublime. \u00c8 la sola cosa che si possa amare. La mia natura \u00e8 di amarlo; di conseguenza, lo amo. Non imploro nulla, n\u00e9 nulla domando. Che Egli mi collochi dove vorr\u00e0. Bisogna che io lo ami per amore dell\u2019amore. Per me l\u2019amore non pu\u00f2 divenire un mercanteggiamento&#8221;.<\/p>\n<p>I Veda insegnano che l\u2019anima \u00e8 di natura divina, ed \u00e8 solo asservita alla materia; quando questa schiavit\u00f9 verr\u00e0 annientata, allora sar\u00e0 raggiunta la perfezione. Di conseguenza, la parola che viene utilizzata per indicare questa perfezione \u00e8 Mukti, libert\u00e0, liberazione dai legami di imperfezione, affrancamento dalla morte e dalla miseria.<\/p>\n<p>Codesto servaggio non pu\u00f2 venire eliminato se non attraverso la grazia di Dio, e tale grazia \u00e8 data ai puri. La purezza, di conseguenza, \u00e8 condizione della Sua grazia. E come agisce, quest\u2019ultima? Dio si rivela a coloro che possiedono un cuore puro; il puro e l\u2019immacolato Lo vedono, anche in questa stessa vita. Allora, e soltanto allora, tutto quello che in essi \u00e8 ritorto viene raddrizzato. Allora, ogni dubbio scompare. L\u2019uomo non \u00e8 pi\u00f9 l\u2019oggetto del capriccio di una terribile legge di causalit\u00e0.<\/p>\n<p>Ecco il cuore stesso, la concezione vitale dell\u2019Induismo. L\u2019Ind\u00f9 non intende nutrirsi di frasi e di teorie. Se mai vi sono delle esistenze al di l\u00e0 di quella ordinaria dei sensi, egli vuole trovarsi faccia a faccia con esse. Se mai esiste un\u2019anima che non sia fatta di materia, se esiste un\u2019Anima universale e pietosa verso tutto, egli andr\u00e0, diretto, verso di Essa. Deve vederLa, e solo ci\u00f2 potr\u00e0 dissipare ogni suo dubbio. Di conseguenza, la migliore prova che un saggio Ind\u00f9 possa dare dell\u2019anima, di Dio, \u00e8: &#8220;Ho visto l\u2019Anima, ho visto Dio&#8221;. Ed \u00e8 la sola condizione di perfezione. La religione ind\u00f9 non consiste in lotte e in sforzi per credere ad una certa dottrina, oppure ad un determinato dogma, ma in una realizzazione. Essa non ci domanda di credere, ma di essere e di divenire.<\/p>\n<p>L\u2019intero scopo del sistema \u00e8, dunque, attraverso una costante lotta, di diventare perfetto, di diventare divino, di raggiungere Dio, e di vedere Dio. La religione degli Ind\u00f9 consiste nel raggiungere Dio, nel vedere Dio, nel divenire perfetti com\u2019\u00e8 perfetto il Padre che risiede nei Cieli.<\/p>\n<p>Cosa accade ad un uomo che ha raggiunto la perfezione? Vive un\u2019esistenza di beatitudine infinita. Gioisce di una beatitudine infinita e perfetta, poich\u00e9 ha ottenuto la sola cosa attraverso la quale l\u2019uomo deve trovare la felicit\u00e0; ossia, egli gioisce della beatitudine con Dio.<\/p>\n<p>Sin qui ogni Ind\u00f9 \u00e8 d\u2019accordo. Questa religione \u00e8 comune ad ogni setta dell\u2019india. Ma la perfezione \u00e8 assoluta, e l\u2019assoluto non pu\u00f2 essere n\u00e9 uno, n\u00e9 due, n\u00e9 tre. Non pu\u00f2 avere alcuna qualit\u00e0. Non pu\u00f2 essere un individuo. Quindi, quando un\u2019anima raggiunge la perfezione assoluta, essa deve diventare una con Brahman. Essa non pu\u00f2 altro che realizzare il Signore come la perfezione, la realt\u00e0 della sua propria natura e della sua propria esistenza; come esistenza assoluta, conoscenza assoluta, beatitudine assoluta. Sovente abbiamo letto di autori che chiamano tutto ci\u00f2 la perdita dell\u2019individualit\u00e0; che dicono si divenga, allora, come un ceppo, oppure come una pietra.<\/p>\n<p>&#8220;Ride delle cicatrici solo colui Che non \u00e8 stato mai ferito&#8221;.<\/p>\n<p>Posso ben dirvi che la verit\u00e0 \u00e8 del tutto differente. Se \u00e8 felicit\u00e0 godere la coscienza di questo debole corpo, deve essere una pi\u00f9 gran gioia vivere la coscienza di due corpi; e il grado di questa felicit\u00e0 si eleva sempre pi\u00f9 a misura che si \u00e8 consapevoli di un maggior numero di corpi; e la meta, la sommit\u00e0 della beatitudine sar\u00e0 raggiunta quando si arriver\u00e0 alla coscienza universale.<\/p>\n<p>Per conquistare tale personalit\u00e0 universale ed infinita \u00e8 necessario, di conseguenza, che sparisca quella funesta piccola individualit\u00e0-prigione. Solo quando sar\u00f2 uno con la vita potr\u00e0 smettere di esistere la morte; solo quando sar\u00f2 uno con la felicit\u00e0 medesima potr\u00e0 cessare la miseria. Solo quando sar\u00f2 uno con la stessa conoscenza potranno sparire tutti gli errori. \u00c8 la scientifica conclusione inevitabile. La scienza mi ha documentato che l\u2019individualit\u00e0 fisica \u00e8 un\u2019illusione; che in realt\u00e0 il mio corpo \u00e8 un piccolo assieme, che cambia di continuo, in un oceano di materia, e l\u2019advaita (continuit\u00e0) \u00e8 la conclusione necessaria, sincronizzata alla mia altra controparte: l\u2019anima.<\/p>\n<p>La scienza non \u00e8 altro che la scoperta dell\u2019unit\u00e0. Non appena avr\u00e0 raggiunto l\u2019unit\u00e0 perfetta, essa cesser\u00e0 di fare dei progressi, perch\u00e9 avr\u00e0 raggiunto il suo scopo. Ad esempio, la chimica non potrebbe proseguire se dovesse scoprire un elemento con il quale tutti gli altri potessero venir costruiti. La fisica si arresterebbe, se dovesse accorgersi d\u2019aver riempito lo scopo della sua missione, scoprendo una energia di cui ogni altra \u00e8 manifestazione. E la scienza della religione diverrebbe perfetta se rintracciasse Colui che \u00e8 la vita unica in un universo di morte; Colui che costituisce la base di un universo cangiante; l\u2019Unico, che rappresenta la sola Anima, di cui tutte le altre anime non sono che delle manifestazioni illusorie. Ecco come, attraverso la molteplicit\u00e0 e la dualit\u00e0, si giunge all\u2019unit\u00e0 estrema. La religione non pu\u00f2 andare oltre. Questo, \u00e8 lo scopo di ogni scienza.<\/p>\n<p>Ogni scienza deve, alla fine, arrivare a questa conclusione. Manifestazione, e non creazione, \u00e8 la parola d\u2019ordine della scienza di oggi. Di conseguenza, l\u2019Ind\u00f9 non pu\u00f2 che gioire nel vedere che quanto ha carezzato nel proprio cuore da lunghi secoli, viene ora insegnato in un linguaggio pi\u00f9 convincente, alla nuova luce che ci viene dalle conclusioni pi\u00f9 recenti della scienza.<\/p>\n<p>Scendiamo, ora, dalle aspirazioni filosofiche alla religione dell\u2019uomo ignorante. Per cominciare, posso dirvi che non esiste nell\u2019India alcun politeismo. Se ci si sofferma ad ascoltare, in qualunque tempio, si constata che gli adoratori applicano alle immagini tutti gli attributi di Dio, ivi compresa l\u2019onnipresenza. Questo non \u00e8 politeismo; e neppure conviene il termine enoteismo. &#8220;La rosa, qualunque nome le diate, avr\u00e0 sempre un buon profumo&#8221;. Il nome non spiega nulla.<\/p>\n<p>Ricordo di aver ascoltato, quando ero piccolo, un missionario cristiano pregare in pubblico, in India. Tra le altre cose amabili, diceva: &#8220;Se con il mio bastone do un colpo al vostro idolo, cosa mai potr\u00e0 farmi?&#8221; Uno degli ascoltatori gli replic\u00f2, senza indugio: &#8220;Se ingiurio il vostro Dio, cosa mai potr\u00e0 farmi?&#8221; &#8211; &#8220;Sarete punito quando morirete&#8221;, rispose il predicatore: &#8220;Ed anche il mio idolo vi punir\u00e0 quando morirete&#8221;, esclam\u00f2 l\u2019Ind\u00f9, di rimando.<\/p>\n<p>\u00c8 dai frutti che si conosce l\u2019albero. Quando trovo, tra coloro che vengono chiamati idolatri, degli uomini che non ne hanno di simili altrove, in fatto di morale, di spiritualit\u00e0, d\u2019amore, mi fermo e mi domando: &#8220;Il peccato pu\u00f2 mai generare la santit\u00e0?&#8221;<\/p>\n<p>La superstizione \u00e8 una grande nemica dell\u2019uomo, ma la bigotteria \u00e8 ancora peggiore di essa. Perch\u00e9 un cristiano va in chiesa? Perch\u00e9 la croce \u00e8 santa? Perch\u00e9 il cristiano volge il proprio viso in cielo, quando prega? Perch\u00e9 vi \u00e8 tale quantit\u00e0 di immagini nelle chiese cattoliche? Perch\u00e9 vi sono tante immagini nello spirito dei protestanti quando essi pregano? Fratelli miei, proprio come non possiamo vivere senza respirare, cos\u00ec ci \u00e8 impossibile pensare a qualche cosa senza farci un\u2019immagine di questo qualche cosa. Per la legge di associazione, l\u2019immagine mentale evoca l\u2019idea mentale, e viceversa. Ecco perch\u00e9, l\u2019Ind\u00f9 utilizza un simbolo esterno quando adora la divinit\u00e0. Egli vi spiegher\u00e0 che ci\u00f2 l\u2019aiuta a mantenere fisso il suo spirito sull\u2019essere che \u00e8 oggetto della preghiera. Egli sa tanto bene quanto voi che l\u2019immagine non \u00e8 Dio, che essa non \u00e8 onnipresente. E, dopo tutto, cosa significa l\u2019onnipresenza per l\u2019immensa maggioranza della gente? \u00c8 unicamente una parola, un simbolo. Dio ha mai una superficie, che possa venire misurata? Se Egli non ne ha, quando ripetiamo la parola onnipresente, noi pensiamo solamente al cielo, oppure ad uno spazio ingrandito; \u00e8 tutto.<\/p>\n<p>E constatiamo che, per una ragione o per l\u2019altra, per le stesse leggi della nostra costituzione mentale, siamo costretti ad associare le nostre idee di infinito con l\u2019immagine del cielo blu, o del mare; come, pure, che associamo spontaneamente la nostra idea di santit\u00e0 all\u2019immagine di una chiesa, di una moschea, o di una croce. Gli Ind\u00f9 hanno legato le loro idee di santit\u00e0, di purezza, di verit\u00e0, di onnipresenza, ecc., a delle immagini e a delle forme diverse. Tuttavia, mentre certe persone consacrano l\u2019intera loro vita all\u2019idolo che per essi rappresenta la loro chiesa e non si elevano mai pi\u00f9 di tanto, perch\u00e9, per essi, religione significa dare un assenso intellettuale a certe dottrine e a fare il bene del loro prossimo, la religione degli Ind\u00f9 \u00e8 differente da costoro, poich\u00e9 concentra il proprio sforzo sulla realizzazione. <strong>L\u2019uomo deve trasformarsi in divino realizzando il divino<\/strong>; gli idoli, i templi, le chiese ed i libri non sono che dei supporti, degli aiuti, all\u2019inizio dell\u2019evoluzione spirituale. L\u2019Ind\u00f9 deve proseguire ancora, sempre.<\/p>\n<p>Non deve mai arrendersi. <em>&#8220;L\u2019adorazione esteriore, l\u2019adorazione materiale, <\/em>&#8211; dicono i Veda, &#8211;<em> rappresenta il grado inferiore. La lotta per elevarsi pi\u00f9 in alto, la preghiera mentale \u00e8 il grado seguente; ma il grado pi\u00f9 elevato \u00e8 quello in cui si \u00e8 realizzato il Signore&#8221;<\/em>. E fate ben attenzione, quel medesimo uomo che s\u2019inginocchia davanti ad un idolo vi dir\u00e0: &#8220;Il sole non pu\u00f2 esprimerLo, n\u00e9 la luna, n\u00e9 le stelle, n\u00e9 i lampi, n\u00e9 quanto noi chiamiamo fuoco: \u00e8 grazie a Lui, difatti, che tutti essi brillano&#8221;. Per\u00f2, egli non ingiuria l\u2019idolo di nessun altro, e non chiama peccato il culto reso a questo idolo. Vi riconosce una tappa necessaria della vita. Il bimbo \u00e8 padre dell\u2019uomo. Un vecchio avrebbe mai ragione a dire che l\u2019infanzia \u00e8 peccato, che la giovent\u00f9 \u00e8 peccato? Se un uomo pu\u00f2 realizzare la propria natura divina servendosi di un\u2019immagine potremo mai sentirci in diritto di vederci un peccato? Anche quando si sono superate queste tappe, non bisogna mai dire che si tratta di un errore. Per l\u2019Ind\u00f9, <strong>l\u2019uomo non passa da un errore ad una verit\u00e0, ma da una verit\u00e0 ad un\u2019altra verit\u00e0<\/strong>; da una verit\u00e0 pi\u00f9 bassa ad una pi\u00f9 alta. Per lui ogni religione, dal feticismo pi\u00f9 elementare sino all\u2019assolutismo pi\u00f9 alto, sono altrettanti tentativi dell\u2019anima umana per cogliere e per comprendere l\u2019infinito; ognuna \u00e8 determinata dalle condizioni di nascita e dalle associazioni, ed ognuna marca uno stadio di sviluppo. Ogni anima \u00e8 come un aquilotto, che si innalza sempre pi\u00f9 alto, aumentando le sue forze sino a che non raggiunge il Sole glorioso.<\/p>\n<p><strong>Unit\u00e0 nella variet\u00e0, tale \u00e8 il piano della natura<\/strong>. E l\u2019Ind\u00f9 se n\u2019\u00e8 reso conto. Tutte le altre religioni pongono certi dogmi precisi, e vogliono costringere la societ\u00e0 ad accettarli. Esse ci danno un solo costume, che deve andar bene indosso a Giovanni, a Piero ed a Giacomo, senza distinzioni. Se Giovanni, o Giacomo non riescono ad indossarlo, non ne dovranno portare nessun altro. Gli Ind\u00f9 hanno compreso che <strong>l\u2019assoluto non pu\u00f2 venir realizzato, pensato o enunciato se non che attraverso il relativo<\/strong>; e che le immagini, le croci e gli stendardi sono dei semplici simboli, dei supporti per agganciarvi le idee spirituali. Non \u00e8 che tali sostegni siano necessari a tutti; ma, <em>coloro che non ne hanno bisogno non si devono sentire in diritto di condannarli<\/em>. E nell\u2019induismo nulla \u00e8 obbligatorio.<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 una cosa che voglio dirvi. In India l\u2019idolatria non contiene nessun significato orribile. Essa non \u00e8 &#8220;la madre delle impudicizie&#8221;. Al contrario, <em>rappresenta un tentativo espresso da spiriti non evoluti per cogliere delle alte verit\u00e0 spirituali<\/em>. Gli ind\u00f9 hanno i loro difetti; vi sono dei fatti che non ammettono, ma, pensateci bene, \u00e8 sempre il loro proprio corpo che fanno soffrire, e non hanno alcuna inclinazione a tagliare la gola al loro prossimo. Se l\u2019ind\u00f9 fanatico si getta nelle fiamme della pira funeraria, d\u2019altro canto egli non accende mai il braciere dell\u2019inquisizione. E, tuttavia, neppure questo suicidio pu\u00f2 venire imputato alla religione, non pi\u00f9 di quanto si possa rendere responsabile il cristianesimo per la morte delle streghe, quand\u2019esse vennero bruciate.<\/p>\n<p>Per l\u2019Ind\u00f9, di conseguenza, l\u2019intero mondo delle religioni non rappresenta che un viaggio, un\u2019ascesi di uomini e donne diversi, i quali, in svariate condizioni e circostanze, avanzano tutti verso la stessa meta. <strong>Ogni religione non \u00e8 che un mezzo per fare emergere un Dio dall\u2019uomo materiale, ed \u00e8 il medesimo Dio che le ispira tutte<\/strong>. Perch\u00e9 dunque, vi sono tante contraddizioni? Ebbene, codeste non sono che un\u2019apparenza, ci rivela l\u2019ind\u00f9. Le contraddizioni nascono dal fatto che la stessa verit\u00e0 si adatta alle circostanze multiple di nature differenti.<\/p>\n<p>\u00c8 la stessa luce che attraversa dei vetri di vari colori. Queste piccole varianti sono necessarie all\u2019adattamento. Per\u00f2, nel cuore delle cose \u00e8 la medesima verit\u00e0 a regnare. Quando era incarnato come Krishna, il Signore dichiar\u00f2 all\u2019Ind\u00f9:<\/p>\n<p class=\"style1\">&#8220;Io sono presente in tutte le religioni, come il filo in una collana di perle&#8221;.<\/p>\n<p><em> &#8220;Ovunque tu veda una santit\u00e0 ed una potenza straordinarie elevare e purificare l\u2019umanit\u00e0, sappi che Io \u00e8 l\u00ec che mi trovo&#8221;.<\/em><\/p>\n<p>E qual \u00e8 il risultato? Sfido il mondo intero a trovare, in tutto il sistema filosofico sanscrito, una frase che implichi che solo l\u2019Ind\u00f9 verr\u00e0 salvato, a detrimento degli altri. Vyasa scrisse: &#8220;Troviamo degli uomini perfetti anche al di fuori della nostra casta e del nostro credo&#8221;.<\/p>\n<p>Ancora una cosa. Come mai l\u2019Ind\u00f9, la cui trama del pensiero vortica attorno a Dio, pu\u00f2 credere al buddismo, che \u00e8 agnostico, oppure allo jainismo, che \u00e8 ateo? I buddisti e gli jainisti non contano su Dio, ma l\u2019intera forza della loro religione si dirige verso quella che rappresenta la grande verit\u00e0 centrale di ogni religione: fare apparire Dio nell\u2019uomo. Non hanno visto il Padre, ma hanno veduto il Figlio. E colui che ha visto il Figlio, ha pure visto il Padre.<\/p>\n<p>Ecco, fratelli miei, un rapido cenno alle idee religiose degli Ind\u00f9. Forse, l\u2019Ind\u00f9 non \u00e8 riuscito a realizzare ogni suo progetto, ma <em><strong>se mai dovesse esistere una religione universale<\/strong>, sar\u00e0 necessario che essa non venga localizzata n\u00e9 in un tempo, n\u00e9 in uno spazio; dovr\u00e0 essere infinita, come il Dio che pregher\u00e0<\/em>, ed il suo sole dovr\u00e0 splendere parimenti sia sugli adepti di Krishna che su quelli del Cristo, sui santi e sui peccatori; non dovr\u00e0 essere bramina, n\u00e9 buddista, n\u00e9 cristiana, n\u00e9 maomettana, ma dovr\u00e0 rappresentare la totalit\u00e0 d\u2019ognuna di queste concezioni, e prevedere ancora delle infinite possibilit\u00e0 di sviluppo; nella propria cattolicit\u00e0 dovr\u00e0 abbracciare, in un abbraccio infinito, ogni essere umano, e conservare un posto per lui, dal selvaggio pi\u00f9 involuto, che si arrampica ancora e somiglia ad un bruto, sino al pi\u00f9 nobile degli uomini, le cui virt\u00f9 intellettuali e del cuore lo elevano ben pi\u00f9 in alto dell\u2019intera umanit\u00e0, intimorendo questa stessa umanit\u00e0, la quale si domander\u00e0 se \u00e8 veramente un uomo. Sar\u00e0 una religione la cui politica non prevedr\u00e0 alcuno spazio per la persecuzione, o l\u2019intolleranza. Essa riconoscer\u00e0 il divino in ogni uomo e donna, e l\u2019intera sua forza, l\u2019intero suo dominio avranno come scopo essenziale di aiutare l\u2019umanit\u00e0 a realizzare la sua vera e propria natura divina.<\/p>\n<p>Proponete una tale religione, ed ogni popolo vi seguir\u00e0. Il concilio di Ashoka era un concilio buddista. Quello di Akbar, bench\u00e9 rispondesse gi\u00e0 meglio alle nostre preoccupazioni, non si trattava che di una conferenza. Era all\u2019America che spettava proclamare ai quattro angoli della terra che il Signore risiede in ogni religione.<\/p>\n<p><em>Possa Colui che \u00e8 il Brahman degli Ind\u00f9, l\u2019Ahura-Mazda dei Zoroastriani, il Budda dei Buddisti, lo Jehovah dei Giudei, il Padre che sta nei cieli dei Cristiani darvi la forza di realizzare il vostro nobile ideale!<\/em> La stella si \u00e8 innalzata in Oriente. Ed \u00e8 avanzata senza posa in Occidente, a volte oscurata, a volte lampeggiante, sino a che ha compiuto il giro intero del mondo. Ora, si alza di nuovo all\u2019orizzonte stesso dell\u2019Oriente, ai bordi di Sanpo, mille volte pi\u00f9 brillante che non lo sia mai stata.<\/p>\n<p>Salve, Colombia, madre della libert\u00e0. Ti \u00e8 stato concesso \u2013 a te, che non hai mai immerso la mano nel sangue del tuo prossimo, che non hai mai pensato che il modo pi\u00f9 rapido di arricchirti fosse di distruggere il tuo vicino \u2013 \u00e8 a te che \u00e8 stato concesso di marciare all\u2019avanguardia della civilt\u00e0, con la bandiera dell\u2019armonia. <img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%2018%2018'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load alignnone size-full wp-image-4295\" data-lazy-src=\"https:\/\/www.esonet.it\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/fine_testo.gif\" alt=\"\" width=\"18\" height=\"18\" \/><noscript><img decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-4295\" src=\"https:\/\/www.esonet.it\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/fine_testo.gif\" alt=\"\" width=\"18\" height=\"18\" \/><\/noscript><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><a href=\"#su\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%2044%2070'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load alignnone size-full wp-image-8333\" data-lazy-src=\"https:\/\/www.esonet.it\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/Uovo_min.jpg\" alt=\"\" width=\"44\" height=\"70\" \/><noscript><img decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-8333\" src=\"https:\/\/www.esonet.it\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/Uovo_min.jpg\" alt=\"\" width=\"44\" height=\"70\" \/><\/noscript><\/a><\/p>\n<\/div>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Presentazione dell&#8217;Induismo di Swami Vivekananda al Parlamento delle religioni Al giorno d\u2019oggi, esistono al mondo tre religioni che provengono dai tempi preistorici: l\u2019induismo, lo zoroastrismo, il giudaismo. Ognuna di esse ha ricevuto degli urti formidabili, ed ognuna ha dimostrato, attraverso la sua resistenza, quale ne fosse la forza interiore. Dalla filosofia Vedanta alla religione universale di Swami Vivekananda Estratto dal sito Ramakrisna Mission Italia Presentazione dell&#8217;Induismo di Swami Vivekananda al Parlamento delle religioni \/ Chicago, 19 settembre 1893 Al giorno [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":8504,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"wds_primary_category":0,"footnotes":""},"categories":[40],"tags":[72],"class_list":["post-741","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-bene-comune","tag-condivisione"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/741","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=741"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/741\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":9617,"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/741\/revisions\/9617"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/8504"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=741"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=741"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=741"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}