{"id":755,"date":"2012-12-29T12:43:31","date_gmt":"2012-12-29T11:43:31","guid":{"rendered":"http:\/\/www.esonet.it\/?p=755"},"modified":"2023-11-04T10:13:51","modified_gmt":"2023-11-04T09:13:51","slug":"la-catena-dunione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.esonet.it\/?p=755","title":{"rendered":"La Catena d&#8217;Unione"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/www.esonet.it\/?cat=42\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%20370%20247'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load alignright\" title=\"Massoneria\" data-lazy-src=\"images\/topics\/Massoneria1.jpg\" alt=\"Massoneria\" align=\"right\" border=\"0\" \/><noscript><img decoding=\"async\" class=\"alignright\" title=\"Massoneria\" src=\"images\/topics\/Massoneria1.jpg\" alt=\"Massoneria\" align=\"right\" border=\"0\" \/><\/noscript><\/a>Come tutti i simboli che troviamo nel Tempio, anche la Catena d&#8217;Unione ha una serie di significati che vanno oltre l&#8217;apparenza. Non si pu\u00f2 passare oltre l&#8217;apparenza, se non c&#8217;\u00e8 l&#8217;applicazione.<\/p>\n<table border=\"0\" width=\"100%\">\n<tbody>\n<tr>\n<td scope=\"col\">\n<div align=\"center\">\n<h3 align=\"left\"><a name=\"su\"><\/a>La Catena d&#8217;Unione<\/h3>\n<p align=\"left\">di Adriano Nardi<\/p>\n<\/div>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td scope=\"row\">\n<div align=\"justify\">\n<p align=\"center\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%20170%20170'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load\" data-lazy-src=\"..\/img_art\/logo_istruzioni_min.gif\" width=\"170\" height=\"170\" \/><noscript><img decoding=\"async\" src=\"..\/img_art\/logo_istruzioni_min.gif\" width=\"170\" height=\"170\" \/><\/noscript><\/p>\n<p align=\"center\"><em>dedicato al lavoro d&#8217;istruzione di Athos A. Altomonte<\/em><\/p>\n<p>Esamineremo ora un concetto semplice, di come si forma una catena d&#8217;unione.<\/p>\n<p>Consideriamo un fratello che abbia la capacit\u00e0, la possibilit\u00e0 e la volont\u00e0 (si noti la triplicit\u00e0) di fermarsi, stabilizzandosi* quanto pi\u00f9 possibile nella visione di un concetto elevato, e cercando di vedere il traguardo, lo interiorizzi e costruisca tra s\u00e9 e l&#8217;idea una sorta di ponte ideale. Ci\u00f2 che accade, se costui riesce a stare, non dico fermo, ma abbastanza stabile, \u00e8 che comincer\u00e0 a ricevere qualcosa. Stando fermo comincia ad attirare una sorta di curiosit\u00e0, che poi diventer\u00e0 magnetismo, al punto che inizieranno ad essere riconosciute delle affinit\u00e0.<\/p>\n<p align=\"center\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%20235%20222'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load\" data-lazy-src=\"..\/img_art_1\/catena_d'unione_1.gif\" width=\"235\" height=\"222\" \/><noscript><img decoding=\"async\" src=\"..\/img_art_1\/catena_d'unione_1.gif\" width=\"235\" height=\"222\" \/><\/noscript><\/p>\n<p>__________<\/p>\n<p>* Il <strong><em>moto<\/em><\/strong> \u00e8 caratterizzato, come sappiamo, da tre qualit\u00e0: Inerzia, Mobilit\u00e0 e Ritmo.<br \/>\nQuesti tre aspetti vengono sperimentati appunto in questo ordine, e presuppongono un periodo d&#8217;attivit\u00e0 lenta seguito da un periodo di movimento estremo. Questa transizione produce incidentalmente (mentre sono cercati la nota e il rapporto giusti) cicli di caos, di sperimentazione, d&#8217;esperienza e di comprensione. Dopo questi due gradi di moto (che sono caratteristici dell&#8217;atomo o Uomo, dell&#8217;Uomo Celeste o gruppo, e del Logos o Totalit\u00e0) viene un periodo di ritmo e di stabilizzazione in cui il punto d&#8217;equilibrio viene trovato. La forza che fa oscillare le paia degli opposti, e che produce infine l&#8217;equilibrio, \u00e8 inevitabilmente seguita dal <em>pralaya<\/em> (periodo di oscurazione o riposo planetario, sistemico o cosmico. Interludio tra due periodi di manifestazione).<br \/>\n__________<\/p>\n<p>Con tutta la buona volont\u00e0, a livello geometrico inizialmente il tutto \u00e8 molto confuso e disordinato, perch\u00e9 c&#8217;\u00e8 un riconoscimento sempre e solo tra il centro, che grosso modo \u00e8 stabile in quell&#8217;area, e l&#8217;elemento astratto, l&#8217;idea. Ora questo fratello, che potrebbe essere anche il M.V., questo polo d&#8217;attenzione, di curiosit\u00e0, pu\u00f2 essere avvicinato per ragioni diverse. Ognuno cerca di soffrire di meno, di avere delle risposte, di avere un amico, di avere una compagnia con la quale sfogarsi; sar\u00e0 poi questo fratello nella funzione di &#8220;mozzo&#8221;, a spiegare che c&#8217;\u00e8 dell&#8217;altro, oltre le prime necessit\u00e0. Cos\u00ec, dialogando, succede che comincia a tenere distanziati i pi\u00f9 vicini e ad accelerare i pi\u00f9 lontani, finch\u00e9 arriva ad avere un&#8217;interazione ravvicinata con tutti, che non \u00e8 fisica ma d&#8217;<em><strong>intenzioni<\/strong><\/em>.<\/p>\n<p align=\"center\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%20181%20197'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load\" data-lazy-src=\"..\/img_art_1\/catena_d'unione_2.gif\" width=\"181\" height=\"197\" \/><noscript><img decoding=\"async\" src=\"..\/img_art_1\/catena_d'unione_2.gif\" width=\"181\" height=\"197\" \/><\/noscript><\/p>\n<p>Si arriva cos\u00ec a riconoscere che ci sono delle <em><strong>intenzioni comuni<\/strong><\/em> e questa \u00e8 la base, l&#8217;energia in per la quale il gruppo vive. Se le difficolt\u00e0 che possono verificarsi sono dovute al linguaggio, oppure alla distanza, ci\u00f2 non costituisce un problema; ma se c&#8217;\u00e8 una questione d&#8217;intenzioni, il problema c&#8217;\u00e8 ed \u00e8 grande, perch\u00e9 non c&#8217;\u00e8 la corresponsione nei fini. Vi \u00e8 allora lo sfaldamento completo.<\/p>\n<p>La persona che \u00e8 ferma nel centro, comincia a far notare a quella avvicinata, che questo rapporto &#8220;personale&#8221; non \u00e8 fine a se stesso, n\u00e9 conclusivo, quindi \u00e8 ben altra cosa da quel che pu\u00f2 apparire agli occhi di quest&#8217;ultima. Essa, infatti, deve riconoscere che i fratelli che gli stanno accanto, e come lui si stanno avvicinando, nella ricerca di un linguaggio comune, nei moventi e nelle intenzioni, hanno gli stessi moventi ed intenzioni che egli ha, seppur espressi in forma diversa. Se invece di guardarsi negli occhi con il centro, il &#8220;mozzo&#8221;, il fratello comincia a guardarsi a destra e a sinistra, inizia la creazione di un piccolo <em>ponte<\/em>, che quando esteso a tutti i fratelli componenti il gruppo, d\u00e0 origine ad una ruota, una catena i cui anelli sono i fratelli. Avviene cos\u00ec che inizia a generarsi un flusso di volont\u00e0, di amore, di lavoro, ecc. in due direzioni: un dare-avere con il centro ed uno circolare tra i componenti la circonferenza.<\/p>\n<p>La responsabilizzazione di ogni fratello \u00e8 necessaria perch\u00e9 il centro non ha nessuna influenza sul ponte, egli non pu\u00f2 agire in questo contatto, a meno che non sia un pazzo o un dittatore.<\/p>\n<p>Quindi il ponte che unisce i vari anelli, deve essere costruito tra anello e anello. Tralasciamo per il momento il fatto che il centro poi sparisce e si pone nel cerchio, questo avviene dopo. Se noi diamo per buono questo concetto, l&#8217;energia nella ruota fluisce circolarmente e nella direzione dare-avere con il centro (non parliamo per ora n\u00e9 di alto n\u00e9 di basso), ed \u00e8 qui che risulta fondamentale\u00a0 il concetto pi\u00f9 volte espresso di <em>riconoscimento<\/em> (il &#8220;chi sono&#8221;, &#8220;dove vado&#8221;, diventa in questa fase &#8220;chi siamo&#8221;, &#8220;dove andiamo&#8221;).<\/p>\n<p>Potremmo ora considerare una seconda ipotesi; che non sia un nucleo solitario perso nell&#8217;atmosfera, nel pulviscolo, ma che sia una forma di una forma pi\u00f9 grande. A questa catena poi ognuno pu\u00f2 dare tutta la geometria che vuole, perch\u00e9 la geometria \u00e8 dettata dalle necessit\u00e0; la geometria dei fratelli nel loro movimento, infatti, \u00e8 finalizzata al raggiungimento di uno scopo.<\/p>\n<p>Se \u00e8 vero che il centro non pu\u00f2 influenzare il ponte tra due fratelli, anche il flusso delle energie, la prima delle quali \u00e8 la parola, non pu\u00f2 essere influenzata dal centro, altrimenti non vi sarebbe libero arbitrio. \u00c8 importante capire questo perch\u00e9 c&#8217;\u00e8 un altro aspetto pi\u00f9 sottile da considerare.<\/p>\n<p align=\"center\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%20514%20485'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load\" data-lazy-src=\"..\/img_art_1\/catena_d'unione_3.gif\" width=\"514\" height=\"485\" \/><noscript><img decoding=\"async\" src=\"..\/img_art_1\/catena_d'unione_3.gif\" width=\"514\" height=\"485\" \/><\/noscript><\/p>\n<p>I punti &#8220;instabilmente fissi&#8221;, rispettivamente centro di ogni singola ruota, fanno parte di una &#8220;ruota&#8221; pi\u00f9 grande, che avr\u00e0 anch&#8217;essa un centro la cui entit\u00e0, pu\u00f2 essere molto ideale per chi costituisce i la circonferenza delle &#8220;ruote&#8221; minori, ma tangibile o quasi per i centri di queste, che vivono e percepiscono la qualit\u00e0 dell'&#8221;onda energetica&#8221; che emana dal Centro maggiore.<\/p>\n<p>Se \u00e8 vero che il centro di una &#8220;ruota&#8221; non pu\u00f2 interferire nel ponte tra i fratelli costituenti la stessa, a maggior ragione il fratello Centro della &#8220;ruota&#8221; pi\u00f9 grande, non pu\u00f2 influenzare i ponti tra &#8220;ruota&#8221; e &#8220;ruota&#8221;, e non perch\u00e9 non deve, ma proprio perch\u00e9 non pu\u00f2 arrivarci ed ha bisogno di queste ruote per agire nel piano fisico. Esse costituiscono gli anelli di una catena d&#8217;unione pi\u00f9 grande.<\/p>\n<p>Inizier\u00e0 allora un avvicinamento analogo a quello descritto all&#8217;inizio, con un &#8220;dialogo&#8221; tra l&#8217;adepto e quel Centro, &#8220;l&#8217;aspirazione&#8221;, &#8220;la meta&#8221; (ognuno pu\u00f2 chiamarlo con i termini che preferisce). L&#8217;Essere che la rappresenta, far\u00e0 in modo che tu costruisca la ruota, sempre per la regola che \u00abriconoscendo sarai riconosciuto\u00bb. Capisci, analogamente al ciclo minore, che non c&#8217;\u00e8 solo un discorso a due, dare-avere con il Centro, perch\u00e9 altri con le tue stesse aspirazioni ed intenzioni, alla tua destra e alla tua sinistra Lo vivono ed operano per creare ponti e far s\u00ec che l&#8217;energia circolando dia vita ad una Catena pi\u00f9 grande.<\/p>\n<p>La forma geometrica non ha importanza, prendiamo il concetto di cerchio perch\u00e9 nel cerchio possiamo metterci qualsiasi cosa, e le forme saranno scelte in base alle necessit\u00e0 richieste dall&#8217;ostacolo, che pu\u00f2 essere il non sapere, il non capire, il non vedere\u2026<\/p>\n<p>A livello che interessa noi l&#8217;energia che fluisce immediatamente \u00e8 la <em>parola<\/em>, sono le comunicazioni. Per questo \u00e8 necessario che i fratelli che compongono una catena comunichino tra loro, incontrandosi da soli, senza che la loro attenzione venga influenzata, disturbando altrimenti la catena. La presenza di un fratello pi\u00f9 esperto e capace, induce uno spontaneo stato d&#8217;attenzione e quindi passivo, nel senso di ricettivo. Invece \u00e8 anche l&#8217;altro polo che il fratello deve esercitare, e per creare un ponte e quindi formare una catena, ci vuole certamente una comunione d&#8217;intenti, ma sostanzialmente la Volont\u00e0.<\/p>\n<p>A questo punto, se si riesce a capire questa ipotesi di lavoro, si comprende che anche la catena che si fa in Tempio \u00e8 un messaggio simbolico sul <em>cosa<\/em> <em>fare<\/em> e <em>come<\/em>, con la mente, con il cuore ed anche con le mani; perch\u00e9 ognuno di noi pu\u00f2 vivere il momento di crisi, il problema, lo scoramento ed una &#8220;spalla&#8221; al momento opportuno \u00e8 ben gradita. Ricordiamo per\u00f2 che la catena \u00e8 qualcosa di pi\u00f9.<\/p>\n<p>Come tutti i simboli che troviamo nel Tempio, anche la Catena d&#8217;Unione ha una serie di significati che vanno <em>oltre l&#8217;apparenza<\/em> e ripeto, oltre l&#8217;apparenza. Non si pu\u00f2 passare oltre l&#8217;apparenza, se non c&#8217;\u00e8 l&#8217;applicazione.<\/p>\n<p>L&#8217;augurio per il nuovo anno \u00e8 conciso:<\/p>\n<p><strong>si decida in libera coscienza cosa si vuole diventare e lo si diventi;<\/strong> <strong>si decida in libera coscienza cosa si vuole fare e lo si faccia.<\/strong><\/p>\n<p>A quel punto si combatta &#8220;fino all&#8217;ultimo sangue&#8221;, anche con la &#8220;spada&#8221;. Ma non si affronti il combattimento senza sapere prima cosa si vuole essere. Se in libera coscienza uno <em>decide<\/em> di diventare qualcosa e <em>vuole<\/em> diventarla, lo diventa. <em>\u00abL&#8217;energia segue il pensiero\u00bb<\/em>, viene insegnato. Decidiamo di diventare ci\u00f2 che vogliamo, diamoci una forma, un traguardo soprattutto e diventiamolo. A quel punto noi possiamo ingaggiare il combattimento; ma contro che cosa? Contro la pigrizia, l&#8217;ignoranza, il non poter capire.<\/p>\n<p><strong>Motivarsi ed applicarsi. <\/strong>Il Volere \u00e8 Potere, come ricorda la saggezza popolare, che in quest&#8217;ottica \u00e8 molto pi\u00f9 reale di quanto comunemente si creda.<\/p>\n<p>Concludendo, possiamo dire che la Catena d&#8217;Unione \u00e8 basata sul &#8220;bocca-orecchio&#8221;, secondo l&#8217;antica saggezza. Bisogna poi porre attenzione alle necessit\u00e0, non solo nostre, ma anche del gruppo come insieme, nonch\u00e9 degli altri come singoli; ci possono essere delle necessit\u00e0 che noi non capiamo perch\u00e9 non ci sono abituali. Quindi, attenzione al fratello che potrebbe anche non dimostrare il bisogno, cerchiamo di andargli incontro e di capire i suoi problemi anticipandoli; nella Catena fraterna si gioca d&#8217;anticipo e non dopo che il &#8220;coccio &#8221; si \u00e8 rotto, perch\u00e9 altrimenti si fa del pietismo.<\/p>\n<p>La Catena d&#8217;Unione andrebbe poi consolidata in vista delle nuove immissioni, per poter offrire loro qualcosa nella sostanza e non solo nella forma. Quello che ci si aspetta \u00e8 trovare una Catena d&#8217;Unione, dove l&#8217;intento sia riconoscibile; poi lo sviluppo individuale, lo stare insieme, l&#8217;imparare insieme, \u00e8 consequenziale, per\u00f2 prima di fare la Catena d&#8217;Unione ricordiamo di riconoscere quello che vogliamo diventare e diventiamolo. <img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%2015%2015'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load\" data-lazy-src=\"..\/img_art\/fine_testo.gif\" width=\"15\" height=\"15\" \/><noscript><img decoding=\"async\" src=\"..\/img_art\/fine_testo.gif\" width=\"15\" height=\"15\" \/><\/noscript><\/p>\n<p align=\"center\"><a href=\"#su\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%2044%2070'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load\" data-lazy-src=\"..\/img_art\/Uovo_min.jpg\" alt=\"torna su\" width=\"44\" height=\"70\" border=\"0\" \/><noscript><img decoding=\"async\" src=\"..\/img_art\/Uovo_min.jpg\" alt=\"torna su\" width=\"44\" height=\"70\" border=\"0\" \/><\/noscript><\/a><\/p>\n<\/div>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Come tutti i simboli che troviamo nel Tempio, anche la Catena d&#8217;Unione ha una serie di significati che vanno oltre l&#8217;apparenza. Non si pu\u00f2 passare oltre l&#8217;apparenza, se non c&#8217;\u00e8 l&#8217;applicazione. La Catena d&#8217;Unione di Adriano Nardi dedicato al lavoro d&#8217;istruzione di Athos A. Altomonte Esamineremo ora un concetto semplice, di come si forma una catena d&#8217;unione. Consideriamo un fratello che abbia la capacit\u00e0, la possibilit\u00e0 e la volont\u00e0 (si noti la triplicit\u00e0) di fermarsi, stabilizzandosi* quanto pi\u00f9 possibile nella [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":7732,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"wds_primary_category":0,"footnotes":""},"categories":[42],"tags":[51],"class_list":["post-755","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-massoneria","tag-istruzionimassoniche"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/755","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=755"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/755\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":10523,"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/755\/revisions\/10523"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/7732"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=755"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=755"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=755"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}