{"id":776,"date":"2012-08-08T12:26:31","date_gmt":"2012-08-08T10:26:31","guid":{"rendered":"http:\/\/www.esonet.it\/?p=776"},"modified":"2023-09-25T14:26:17","modified_gmt":"2023-09-25T12:26:17","slug":"giudizio-e-giustizia-ne-il-processo-di-kafka","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.esonet.it\/?p=776","title":{"rendered":"Giudizio e giustizia ne Il processo di Kafka"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/www.esonet.it\/?cat=52\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%20370%20247'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load alignright\" title=\"Arte ed Esoterismo\" data-lazy-src=\"images\/topics\/Arte.jpg\" alt=\"Arte ed Esoterismo\" align=\"right\" border=\"0\" \/><noscript><img decoding=\"async\" class=\"alignright\" title=\"Arte ed Esoterismo\" src=\"images\/topics\/Arte.jpg\" alt=\"Arte ed Esoterismo\" align=\"right\" border=\"0\" \/><\/noscript><\/a>Tutta l\u2019opera di Kafka \u00e8 permeata di un senso persecutorio, dall\u2019incombere della condanna senza che alle sue spalle ci sia n\u00e9 giudizio, n\u00e9 tanto meno giustizia. Tre sono i testi nei quali la sensazione del raccapriccio di fronte alla impossibilit\u00e0 della difesa, sono pi\u00f9 marcatamente evidenti. Si tratta dei due racconti <em>Das Urteil, La condanna <\/em>(1912) e <em>In der Strafkolonie, Nella colonia penale <\/em>(1914) e del romanzo <em>Der Proze\u00df, Il processo, <\/em>iniziato a scrivere nel 1914.<\/p>\n<table border=\"0\" width=\"100%\">\n<tbody>\n<tr>\n<td scope=\"col\">\n<div align=\"center\">\n<h3 align=\"left\"><a name=\"su\"><\/a>Giudizio e giustizia ne <em>Il processo<\/em> di Kafka<\/h3>\n<p align=\"left\">di Maria Franca Frola<\/p>\n<\/div>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td scope=\"row\">\n<div align=\"justify\">\n<p>Franz Kafka (1883-1924) si laurea in giurisprudenza il 29 giugno 1906 all\u2019Universit\u00e0 tedesca di Praga, dove si era iscritto prima a chimica e poi a germanistica e in ottobre comincia l\u2019anno di pratica legale. L\u2019anno successivo entra in servizio alle Assicurazioni Generali e nove mesi dopo passa all\u2019Istituto di Assicurazioni contro gli infortuni sul lavoro.<\/p>\n<p>Tutta l\u2019opera di Kafka \u00e8 permeata di un senso persecutorio, dall\u2019incombere della condanna senza che alle sue spalle ci sia n\u00e9 giudizio, n\u00e9 tanto meno giustizia. Tre sono i testi nei quali la sensazione del raccapriccio di fronte alla impossibilit\u00e0 della difesa, sono pi\u00f9 marcatamente evidenti. Si tratta dei due racconti <em>Das Urteil, La condanna <\/em>(1912) e <em>In der Strafkolonie, Nella colonia penale <\/em>(1914) e del romanzo <em>Der Proze\u00df, Il processo, <\/em>iniziato a scrivere nel 1914.<\/p>\n<p>Ne <em>La condanna<\/em> una domenica mattina un giovane commerciante di nome Georg Bendemann scrive una lettera ad un suo amico scapolo, che da tre anni vive in Russia, comunicandogli il proprio fidanzamento con Frieda Brandenfeld. Con in tasca la lettera da imbucare, passa, ma erano mesi che non lo faceva, nella stanza dell\u2019anziano padre, col quale era andato a vivere dopo la morte della madre. Padre e figlio si vedevano comunque quotidianamente in ufficio. In un crescendo spasmodico il padre, prima sospetta che l\u2019amico del figlio piuttosto che vivere in Russia, non esista affatto, poi asserisce di conoscerlo invece benissimo e di essere con lui in contatto epistolare da molto tempo e di avergli da un pezzo comunicato le intenzioni matrimoniali del figlio, che a suo dire sono scaturite solo dall\u2019adescamento sessuale che la donna avrebbe posto in atto. La rete di altre presunte colpe si stringe sottile, pregna di impalpabili calunnie e termina con la condanna che il padre esprime nei confronti del figlio. Condanna a morire affogato. Georg prima trasecola, poi pensa che il padre stia recitando una commedia, poi lentamente arretra, esce di corsa di casa, scavalca la ringhiera e si lascia cadere nell\u2019acqua.<\/p>\n<p>Se si riesce a superare le prime dieci pagine con lo stomaco privo di conati di vomito, il racconto <em>Nella colonia penale<\/em> si conclude in nemesi. Un esploratore in giro per il mondo allo scopo di osservare le istituzioni giudiziarie degli altri paesi, viene invitato ad assistere alla esecuzione di un condannato in una colonia penale. L\u2019ufficiale preposto alle esecuzioni descrive con un\u2019orrida sequenza, nei pi\u00f9 minuscoli particolari le tre parti costitutive della macchina che \u00e8 composta da un letto sul quale viene sdraiato il condannato, un segmento superiore detto disegnatore e un meccanismo intermedio, denominato erpice. Non sono in grado di dire se questa descrizione superi o meno le torture inflitte nel Medioevo ai condannati, o se meglio s\u2019avvicini a procedure naziste (una terza ipotesi che preveda il raccapriccio, evocato come un aspetto del comico \u00e8 per me impraticabile.) Ricordo che il racconto \u00e8 del 1914. Poich\u00e9 nella colonia penale il nuovo comandante pare contrario al perpetuarsi dell\u2019uso della macchina, che fra l\u2019altro per uccidere il condannato impiega ben 12 ore, e l\u2019esploratore, pur nella sua gentilezza di ospite, non nasconde il disgusto per lo spettacolo cui dovrebbe assistere, l\u2019ufficiale esecutore si sdraia sul letto di tortura con l\u2019intenzione di sottoporre se stesso al supplizio e celebrare cos\u00ec un ultimo capolavoro. Ma la macchina pare rifiutarsi di funzionare. Anzich\u00e9 adempiere al suo compito di lunga tortura, uccide velocemente il malcapitato, negandogli cos\u00ec la trasfigurazione dell\u2019intelligenza, per poi cadere, essa stessa, da l\u00ec a poco in pezzi. L\u2019esecuzione prevista per il condannato, gi\u00e0 presente sul posto, non avr\u00e0 dunque luogo. <a name=\"1\"><\/a>Ma la situazione iniziale \u00e8 tale per cui il condannato non sa di essere condannato, non sa quale sia la sua condanna, non ha avuto modo di difendersi, per la semplice ragione che il principio giuridico col quale nella colonia penale si procede \u00e8 semplicissimo: &#8220;la colpevolezza \u00e8 sempre fuori discussione.&#8221; [<a href=\"#_ftn1\">1<\/a>]<\/p>\n<p>La caratteristica di questo racconto \u00e8 la presenza di un embrione di rivolta. La macchina stessa reagisce e punisce l\u2019orrido aguzzino, negandogli la tortura.<\/p>\n<p><em>Il processo <\/em>(pubblicato nel 1925) \u00e8 la terza opera che ci riguarda pi\u00f9 da vicino, per quanto anche gli altri due romanzi, <em>America<\/em> e <em>Il castello<\/em>, abbiano tematiche affini. In <em>America<\/em> (scritto per primo nel 1912-1913, ma pubblicato per ultimo) l\u2019assurda inverosimiglianza dei rapporti tra i personaggi all\u2019eterna ricerca di un lavoro stabile e decente \u00e8 talora balorda e irritante. Ne <em>Il castello<\/em> (pubblicato per secondo nel 1926) questo luogo che non verr\u00e0 mai raggiunto, sede di una burocrazia tanto inconcludente, quanto incombente, gli interrogatori sono subdoli, le investigazioni umilianti, i sospetti ingiusti, i soprusi ineludibili, le contraddizioni inesplicabili, le ingiunzioni ingiustificate, i verdetti provvisori, ma dal sapore definitivo. Gli eventi sono intessuti di equivoci, le imputazioni sono improvvise e prive di fondamento, le proibizioni sono prive di senso, i verbali vengono stesi dopo le riunioni e in assenza dei partecipanti, i rapporti sono scritti da spie invisibili. L\u2019autorit\u00e0 superiore \u00e8 intransigente e il pi\u00f9 delle volte corruttibile, gli osservatori sono ossessionanti, le imposizioni misteriose, le insinuazioni accompagnano gli abusi di potere, le punizioni sono sproporzionate alle infrazioni, le autorizzazioni vengono sempre negate da direttive lontane e inaccessibili. Lo stato di costante osservazione cui si \u00e8 sottoposti da autorit\u00e0 superiori occhiute, che emanano ordinamenti ignoti producono mancanza assoluta di certezze: il castello \u00e8 davvero il castello? Ogni azione \u00e8 dunque inutile, ogni ostinazione superflua, i malintesi, le barriere sono invalicabili e le persecuzioni rendono impossibile il raggiungimento della meta.<\/p>\n<p>Tutte le situazioni citate si catalizzano ne <em>Il processo<\/em> addensandosi fin dalla prima pagina in un arresto, senza che all\u2019imputato, che quel giorno copie 30 anni, venga resa nota l\u2019accusa, n\u00e9 da quale autorit\u00e0 essa scaturisca.<\/p>\n<p>Qualcuno forse aveva calunniato Josef K., impiegato di banca con domicilio presso un\u2019affittacamere, perch\u00e9 egli, in qualit\u00e0 di arrestato, ma a piede libero, verr\u00e0 interrogato ogni domenica mattina ad un\u2019ora a lui non nota, in un luogo remoto nei sobborghi della citt\u00e0, che \u00e8 difficilissimo da raggiungere. Il primo interrogatorio si risolve in un nulla di fatto. Josef se ne va indignato, insultando il giudice. Il secondo non ha luogo, perch\u00e9 K. si reca la domenica mattina seguente, bench\u00e9 non convocato, nel luogo della settimana precedente, ma quel giorno non c\u2019\u00e8 udienza. Il processo non si tiene davanti ad un tribunale comune, questo \u00e8 allogato in un solaio; subire il processo significa a priori averlo perduto, perch\u00e9 le autorit\u00e0 non cercano la colpa, ma dalla colpa vengono attirate. Gli interrogatori si ripetono regolarmente. L\u2019avvocato dal quale lo zio Albert conduce K., che fra l\u2019altro si chiama <em>Huld<\/em> (grazia) \u00e8 ammalato, ma per vie traverse perfettamente al corrente del processo. Contro questo tribunale non \u00e8 possibile difendersi, bisogna confessare. Dopo l\u2019istruzione del processo, la prima comparsa di norma viene smarrita. Siccome la procedura non \u00e8 pubblica, gli atti d\u2019accusa sono inaccessibili all\u2019imputato. <a name=\"2\"><\/a>&#8220;Infatti la difesa non \u00e8 concessa dalla legge, ma soltanto tollerata, ed \u00e8 persino in discussione se dal relativo paragrafo del codice si possa almeno dedurre la tolleranza.&#8221; [<a href=\"#_ftn2\">2<\/a>] Il procedimento \u00e8 segreto anche per l\u2019imputato. I difensori non sono presenti agli interrogatori. Ci\u00f2 che conta sono le relazioni personali dell\u2019avvocato. Ovunque si spia e si corrompe e i documenti vengono trafugati. A volte il processo viene sottratto d\u2019ufficio all\u2019avvocato e passa sotto la competenza di corti inaccessibili. Stanco del proprio avvocato K. decide di assumere in prima persona il compito della propria difesa, ma non conoscendo l\u2019accusa, per stendere la comparsa \u00e8 necessario che passi al setaccio tutta la propria vita. L\u2019innocenza dell\u2019imputato non semplifica la procedura, perch\u00e9 il tribunale, quando accusa, \u00e8 fermamente convinto della colpevolezza dell\u2019imputato. Le sentenze definitive non vengono pubblicate, non sono a disposizione neppure dei giudici, questo fa s\u00ec che intorno ai casi giudiziari del passato e alle loro conclusioni esistano solo leggende. Vi sono tre possibilit\u00e0 di conclusione da ottenersi tramite conoscenze: l\u2019assoluzione vera, l\u2019assoluzione apparente, il differimento. La prima \u00e8 praticamene impossibile da ottenere, la seconda e la terza impediscono la condanna definitiva dell\u2019imputato, ma ne impediscono anche l\u2019assoluzione. Il processo rende belli. La cameriera dell\u2019avvocato adesca tutti gli imputati e viene da loro amata. In certi casi per\u00f2, dopo che un processo \u00e8 durato anni e anni, la sentenza finale arriva all\u2019improvviso, da labbra qualunque, in un momento qualunque.<\/p>\n<p>Mentre la citt\u00e0 nella quale il romanzo \u00e8 ambientato non \u00e8 nemmeno lontanamente specificata e del processo si sa ad un certo punto che \u00e8 in atto solo da sei mesi, nulla in confronto agli anni che possono essere necessari al suo espletamento, il nono e penultimo capitolo del romanzo \u00e8 ambientato in un duomo cattolico. Nel decimo ed ultimo capitolo, che si svolge alla vigilia del 31\u00b0 compleanno di K., facendo durare il processo un intero anno, il protagonista viene prelevato da due signori in abito da passeggio, che dopo un lungo percorso, si fermano all\u2019interno di una cava. Uno dei due estrae dal panciotto un lungo coltello da macellaio e lo immerge nel cuore di K. girandovelo due volte. A sopravvivere a K. sar\u00e0 solo la vergogna.<\/p>\n<p>Il finale ricorda il racconto <em>Un incrocio <\/em>(1917), nel quale, per lo strano animale met\u00e0 gatto e met\u00e0 agnello, il coltello del macellaio potrebbe forse essere una redenzione.<\/p>\n<p>Nel duomo cattolico, nel quale K. si reca per fare da cicerone ad un cliente italiano della banca, che per altro non si presenta all\u2019appuntamento, K. incontra un sacerdote, cappellano delle carceri, il quale gli comunica che il tribunale lo considera colpevole e poi gli narra una parabola dagli scritti che introducono alla legge. Kafka aveva gi\u00e0 composto questo brano, cui si d\u00e0 il titolo <em>Vor dem Gesetz, Davanti alla legge<\/em>, nel 1914, ed esso \u00e8 divenuto il testo forse pi\u00f9 letto di tutta l\u2019opera kafkiana. \u00c8 stato sottoposto a innumerevoli interpretazioni, morali, filosofiche, sociologiche, psicologiche, teologiche; nel contesto del processo rappresenta il culmine dell\u2019iter disperante al quale l\u2019imputato soggiace.<\/p>\n<p>All\u2019interno della sconfinata e a volte perplessa letteratura critica intorno all\u2019autore, illuminante per provare ad entrare nel mondo kafkiano \u00e8 il libro di Karl Gr\u00f6zinger del 1992 dal titolo <em>Kafka e la Cabbal\u00e0.<\/em> Gr\u00f6zinger, citando Scholem, il quale sostiene che Kafka non ha alcuna posizione nel <em>continuum <\/em>della letteratura tedesca, bens\u00ec \u00e8 da situarsi in quella ebraica, compie un excursus all\u2019interno dell\u2019opera del nostro autore, sottolineandone le ispirazioni di fonte ebraica. Kafka conosce lo Zohar, le Sephirot, i racconti chassidici, e proprio la costruzione del processo presenterebbe punti notevoli di contatto con la letteratura morale di stampo cabbalistico. <a name=\"3\"><\/a>Gr\u00f6zinger pone seriamente la domanda se il processo non debba essere inteso anzitutto alla luce della teologia ebraica del Giudizio, propria delle solenni festivit\u00e0 d\u2019autunno, prescindendo naturalmente dagli altri moderni temi europei che Kafka ha inserito nell\u2019opera. [<a href=\"#_ftn3\">3<\/a>] In particolare la parabola <em>Davanti alla legge<\/em>, rappresenterebbe il tema del passaggio individuale nella porta della legge, in sintonia con la cabbal\u00e0 luriana, la quale prescrive che &#8220;un uomo deve rientrare nella migrazione delle anime tante volte finch\u00e9 non abbia riconosciuto i quattro gradi delle interpretazioni della Tor\u00e0 corrispondenti alla sua radice individuale dell\u2019anima.&#8221; [<a href=\"#_ftn4\">4<\/a>] Secondo la tradizione cabbalistica la vita umana \u00e8 una ininterrotta ascesa attraverso le sale celesti della Tor\u00e0, quindi la serie ininterrotta dei tribunali del <em>Processo<\/em> discenderebbe per diretta ispirazione dall\u2019opera <em>Pardes Rimmonim (Giardino delle melegrane)<\/em> un testo della Cabbal\u00e0 zoharica, risistemata da Mosh\u00e9 Cordovero in et\u00e0 barocca. [<a href=\"#_ftn5\">5<\/a>]<\/p>\n<p>Nel <em>Pardes Rimmonim<\/em> si legge:<\/p>\n<p>\u00ab<em>La Prima Sala<\/em> partendo dal basso verso l\u2019alto si chiama <em>Sala Dello Zaffiro<\/em>. In questa sala c\u2019\u00e8 un guardiano di nome Tohari\u2019el (Dio della purezza). Egli sta sulla porta di questa sala con alcuni angeli guardiani, tutti sono fuoco fiammeggiante, tengono in mano uno scettro di fuoco e sono tutt\u2019occhi.<br \/>\n<a name=\"6\"><\/a>E quando l\u2019anima sale verso l\u2019alto, se ha dei meriti ed \u00e8 degna di entrare, essi le aprono la porta ed essa entra. Se per\u00f2 \u00e8 contaminata, la si rimanda indietro.<br \/>\nDavanti a questa sala c\u2019\u00e8 un guardiano assieme a molti angeli castigatori che respingono l\u2019anima facendola precipitare nella Geenna (Purgatorio), e l\u00e0 viene giudicata per dodici mesi.\u00bb [<a href=\"#_ftn6\">6<\/a>]<\/p>\n<p>E anche davanti a tutte le porte successive c\u2019\u00e8 un guardiano. Questo brano ispirerebbe dunque anche la durata di un anno del <em>Processo<\/em>.<\/p>\n<p>Di quando in quando per\u00f2 nell\u2019opera kafkiana si ravvisano spiragli di liberazione. Ne abbiamo rinvenuto uno nella macchina della<em> Colonia penale<\/em> e nel racconto <em>Durante la costruzione della muraglia cinese<\/em> (1917) si legge:<\/p>\n<p><a name=\"7\"><\/a>\u00abLa creatura umana che ha un fondo di leggerezza ed \u00e8 affine alla polvere che si solleva nell\u2019aria, non tollera catene; quando lega se stessa comincer\u00e0 dopo un poco a scuotere follemente i ceppi e smembrer\u00e0 ai quattro venti il muro, le catene e se stessa!\u00bb [<a href=\"#_ftn7\">7<\/a>]<\/p>\n<p>Cercheremo allora di dare dell\u2019apologo <em>Davanti alla legge<\/em> una ulteriore lettura, che cerchi di mettere in risalto la sua potenziale positivit\u00e0. Affinch\u00e9 l\u2019intento risulti immediatamente evidente porgo subito la possibile chiave interpretativa. Nell\u2019apologo compaiono due personaggi: l\u2019uomo di campagna e il guardiano della porta della legge. Anzich\u00e9 intenderli come sembrano essere, due entit\u00e0 distinte e contrapposte, proviamo a considerarle un essere solo, che si presenta sotto due suoi aspetti basilari, di corpo e anima, in attesa di poter vedere esplicato il terzo aspetto, quello dello spirito, che non \u00e8 ancora stato n\u00e9 guadagnato, n\u00e9 conseguito, e potr\u00e0 essere il risultato del procedimento che si mette in opera con la ripetizione degli eventi della parabola stessa, ossia la finale conquista della legge. <a name=\"8\"><\/a>Nella nostra interpretazione il guardiano della legge sar\u00e0 allora tutto quanto concerne la fisicit\u00e0, la materialit\u00e0, il buio, mentre l\u2019uomo di campagna sar\u00e0 l\u2019anima, l\u2019essenza, la luce, e la legge rappresenter\u00e0 la sintesi nello spirito. [<a href=\"#_ftn8\">8<\/a>] Leggiamo insieme il breve racconto:<\/p>\n<p>\u00abDavanti alla legge c\u2019\u00e8 un guardiano. A lui viene un uomo di campagna e chiede di entrare nella legge. Ma il guardiano dice che ora non gli pu\u00f2 concedere di entrare. L\u2019uomo riflette e chiede se almeno potr\u00e0 entrare pi\u00f9 tardi: &#8220;pu\u00f2 darsi&#8221; risponde il guardiano, &#8220;ma per ora no.&#8221; Siccome la porta che conduce alla legge \u00e8 aperta come sempre e il custode si fa da parte, l\u2019uomo si china per dare un\u2019occhiata, dalla porta, nell\u2019interno. Quando se ne accorge, il guardiano si mette a ridere: &#8220;Se ne hai tanta voglia prova pure a entrare nonostante la mia proibizione. Bada, per\u00f2: io sono potente, e sono soltanto l\u2019infimo dei guardiani. Davanti a ogni sala sta un guardiano, uno pi\u00f9 potente dell\u2019altro. Gi\u00e0 la vista del terzo non riesco a sopportarla nemmeno io.&#8221; L\u2019uomo di campagna non si aspettava tali difficolt\u00e0; la legge, pensa, dovrebbe pur essere accessibile a tutti e sempre, ma a guardar bene il guardiano avvolto nel cappotto di pelliccia, il suo lungo naso a punta, la lunga barba tartara, nera e rada, decide di attendere piuttosto finch\u00e9 non abbia ottenuto il permesso di entrare. Il guardiano gli d\u00e0 uno sgabello e lo fa sedere di fianco alla porta. L\u00e0 rimane seduto per giorni e anni. Fa numerosi tentativi per passare e stanca il guardiano con le sue richieste. Il guardiano istituisce pi\u00f9 volte brevi interrogatori, gli chiede notizie della sua patria e di molte altre cose, ma sono domande prive di interesse come le fanno i gran signori, e alla fine gli ripete sempre che ancora non lo pu\u00f2 far entrare. L\u2019uomo che per il viaggio si \u00e8 provveduto di molte cose d\u00e0 fondo a tutto per quanto prezioso sia, tentando di corrompere il guardiano. Questi accetta ogni cosa, ma osserva: &#8220;Lo accetto soltanto perch\u00e9 tu non creda di aver trascurato qualcosa.&#8221; Durante tutti quegli anni, l\u2019uomo osserva il guardiano quasi senza interruzione. Dimentica gli altri guardiani e solo il primo gli sembra l\u2019unico ostacolo all\u2019ingresso nella legge. Egli maledice il caso disgraziato, nei primi anni ad alta voce, poi quando invecchia si limita a brontolare tra s\u00e9. Rimbambisce e siccome studiando per anni il guardiano conosce ormai anche le pulci nel suo bavero di pelliccia, implora anche queste di aiutarlo e di far cambiare opinione al guardiano. Infine il lume degli occhi gli si indebolisce ed egli non sa se veramente fa pi\u00f9 buio intorno a lui o se soltanto gli occhi lo ingannano. Ma ancora distingue nell\u2019oscurit\u00e0 uno splendore che erompe inestinguibile dalla porta della legge. Ormai non vive pi\u00f9 a lungo. Prima di morire tutte le esperienze di quel tempo si condensano nella sua testa in una domanda che finora non ha rivolto al guardiano. Gli fa un cenno poich\u00e9 non pu\u00f2 pi\u00f9 ergere il corpo che si sta irrigidendo. Il guardiano \u00e8 costretto a piegarsi profondamente verso di lui, poich\u00e9 la differenza di statura \u00e8 mutata molto a sfavore dell\u2019uomo di campagna. &#8220;Che cosa vuoi sapere ancora?&#8221; chiede il guardiano, &#8220;sei insaziabile&#8221;. L\u2019uomo risponde: &#8220;Tutti tendono verso la legge, come mai in tutti questi anni nessun altro ha chiesto di entrare?&#8221;. <a name=\"9\"><\/a>Il guardiano si rende conto che l\u2019uomo \u00e8 giunto alla fine e per farsi intendere ancora da quelle orecchie che stanno per diventare insensibili, grida: &#8220;Nessun altro poteva entrare qui perch\u00e9 questo ingresso era destinato soltanto a te. Ora vado e lo chiudo.&#8221;\u00bb [<a href=\"#_ftn9\">9<\/a>]<\/p>\n<p>Nella parabola kafkiana il concetto di legge viene normalmente associato a quello di paura, minaccia, senso di colpa, allontanamento, punizione, vendetta, crudelt\u00e0. Non risulta che sia stato tentato di conferire a questa parabola una valenza positiva, che esprima pace, chiarezza, superamento delle paure, necessit\u00e0 e ordine cosmici. Eppure tutti tendono alla legge, \u00e8 detto chiaramente nella parabola. Tutti aspirano dunque alla calma, alla composizione dei dissidi, al superamento dei desideri, al risollevarsi dai dolori; tutti tendono alla luce, a vivere in sintonia con le leggi della natura, con l\u2019armonia cosmica, tutti desiderano entrare in un regno irenico, pacificato.<\/p>\n<p>L\u2019uomo di campagna, il cittadino del pianeta, giunge davanti alla legge e il guardiano della porta gliene impedisce l\u2019accesso. Se immaginiamo appunto l\u2019uomo di campagna e il guardiano della porta come due forme di manifestazione di una unit\u00e0, come le due facce della stessa medaglia, i due componenti della stessa unica realt\u00e0, le due parti della interezza umana che esotericamente si scompongono in anima e personalit\u00e0, in anima e corpo, in buono e cattivo, in esistenza superiore e manifestazione inferiore, l\u2019uomo di campagna \u00e8 l\u2019anima che tende verso la sua realizzazione, che ha sete d\u2019assoluto, che cerca il cammino del ritorno, desidera entrare nella legge, conformarsi all\u2019ordine universale, conseguire l\u2019iniziazione. Il passo le viene sbarrato dal guardiano sulla soglia, dunque dalla personalit\u00e0 non ancora purificata, dalla somma delle qualit\u00e0 negative, dalle paure, dalle omissioni, dall\u2019inerzia spirituale, dalla quiescenza, dall\u2019incapacit\u00e0 ad agire. Nel guardiano della porta, l\u2019uomo di campagna autocostruisce un muro invalicabile, un annebbiamento che non gli consente di procedere, nonostante gli apparenti sforzi. Ma questo guardiano della porta non \u00e8 che il primo di una serie di entit\u00e0 pi\u00f9 potenti. Nel processo di iniziazione (<em>in-ire<\/em>=entrare) l\u2019iniziando si trova infatti davanti ad una nuova ed ulteriore porta, a prove sempre pi\u00f9 rilevanti, che egli deve superare fino a che anche l\u2019ultima \u00e8 stata lasciata alle spalle. I guardiani sempre pi\u00f9 potenti, posti a custodia delle porte seguenti sarebbero allora la personificazione del mancato raggiungimento della completezza, il cui riconoscimento \u00e8 tanto pi\u00f9 doloroso, quanto pi\u00f9 ci si avvicina alla meta.<\/p>\n<p>Il guardiano della porta offre all\u2019uomo di campagna uno sgabello e intrattiene con lui delle conversazioni oziose, rafforzando cos\u00ec la sua letargia, la sua inanit\u00e0, la sua incapacit\u00e0 di riscuotersi ed avanzare. Nella lotta tra il desiderio di entrare nella legge e l\u2019incapacit\u00e0 di realizzarne il proposito l\u2019uomo di campagna fallisce nell\u2019intento a causa della propria passivit\u00e0 e per mancanza di volont\u00e0. Molti di coloro che sono chiamati, ma non eletti, si mettono in cammino verso l\u2019iniziazione, equipaggiandosi anche con molte suppellettili superflue, quali la falsa speranza che tutto si accomoder\u00e0 da s\u00e9 o la presunzione di riuscire a varcare la soglia senza fatica. Anzich\u00e9 cercare in s\u00e9 la causa dello sbarramento l\u2019uomo di campagna attende inattivo giorni ed anni, esplicando solo dei tentativi di corruzione nei confronti del guardiano, tanto inutili quanto sciocchi. Infine, avvolto nella cecit\u00e0 dell\u2019illusione che lo ha ottenebrato per tutto l\u2019arco dell\u2019inane attesa, a pochi passi dalla morte scorge finalmente una luce, della quale, provenendo essa dalla legge, si pu\u00f2 presumere che sia sempre stata presente, indelebile, solo non da lui percepita.<\/p>\n<p>Ora, avendo intravisto un raggio di quella luce nella quale avrebbe dovuto e potuto entrare, l\u2019uomo di campagna, il pellegrino da sempre in viaggio, trova la forza di raccogliersi in una domanda, che diversamente da Parsival, dopo anni di vagabondaggio senza scopo, non lo scioglier\u00e0 dall\u2019incantesimo redimendolo, ma gli procurer\u00e0 una risposta dall\u2019apparenza spietata, di cui cercheremo la giustificazione. Quella porta della legge era ed \u00e8 destinata a lui, ora il guardiano la chiuder\u00e0. Il responso cessa di suonare come fredda umiliazione o cinico inganno se letta in chiave esoterica, in chiave di scienza dello spirito.<\/p>\n<p>Il guardiano della soglia \u00e8 la somma di tutti gli annebbiamenti, delle omissioni che rallentano lo sviluppo spirituale dell\u2019essere umano. Come ciascuno reca in s\u00e9 il proprio guardiano da superare, cos\u00ec ognuno ha la propria porta della legge, la propria porta iniziatica, da varcare con la forza della volont\u00e0 chiarificata. Fino alla morte l\u2019uomo di campagna avr\u00e0 la possibilit\u00e0 di mettersi in sintonia con la legge cosmica universale, secondo quanto si dice in Matteo 11.12: \u00abDai giorni di Giovanni Battista fino ad ora, il regno dei cieli si acquista con la forza e sono i violenti che se ne impadroniscono\u00bb.<\/p>\n<p>Giudizio e giustizia vengono allora a coincidere e non dipendono pi\u00f9 da coorti celesti, da divinit\u00e0 vendicative, da fantasmi paurosi e persecutori della colpa, bens\u00ec dalla volont\u00e0 dell\u2019essere umano cosciente di essere unico e libero artefice del proprio destino. <img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%2015%2015'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load\" data-lazy-src=\"..\/img_art\/fine_testo.gif\" width=\"15\" height=\"15\" \/><noscript><img decoding=\"async\" src=\"..\/img_art\/fine_testo.gif\" width=\"15\" height=\"15\" \/><\/noscript><\/p>\n<p>__________<\/p>\n<h4>Note<\/h4>\n<p><a name=\"_ftn1\"><\/a>1. Franz Kafka, <em>Racconti,<\/em> Mondadori, Milano 1973, p. 291. (<a href=\"#1\">torna al testo<\/a>)<\/p>\n<p><a name=\"_ftn2\"><\/a>2. Franz Kafka, <em>Romanzi, <\/em>Mondadori, Milano 1973, p. 424. (<a href=\"#2\">torna al testo<\/a>)<\/p>\n<p><a name=\"_ftn3\"><\/a>3. Cfr. Karl E. Gr\u00f6zinger, <em>Kafka e la Cabbal\u00e0,<\/em> Giuntina, Firenze 1993, p. 41. (<a href=\"#3\">torna al testo<\/a>)<\/p>\n<p><a name=\"_ftn4\"><\/a>4. Ivi, p. 58. (<a href=\"#3\">torna al testo<\/a>)<\/p>\n<p><a name=\"_ftn5\"><\/a>5. Ivi, p. 70. (<a href=\"#3\">torna al testo<\/a>)<\/p>\n<p><a name=\"_ftn6\"><\/a>6. Ivi, p. 197. (<a href=\"#6\">torna al testo<\/a>)<\/p>\n<p><a name=\"_ftn7\"><\/a>7. Franz Kafka, <em>Racconti,<\/em> <em>cit.,<\/em> p. 403. (<a href=\"#7\">torna al testo<\/a>)<\/p>\n<p><a name=\"_ftn8\"><\/a>8. Questa interpretazione \u00e8 gi\u00e0 stata formulata dalla autrice di questo contributo in: Maria Franca Frola <em>&#8220;Davanti alla legge&#8221; un\u2019interpretazione esoterica, Kafka e Rudolf Steiner,<\/em> in &#8220;L\u2019analisi linguistica e letteraria&#8221; 9 (2001), pp. 25-37. (<a href=\"#8\">torna al testo<\/a>)<\/p>\n<p><a name=\"_ftn9\"><\/a>9. Franz Kafka, <em>Romanzi, cit<\/em>., pp. 518-521. (<a href=\"#9\">torna al testo<\/a>)<\/p>\n<p align=\"center\"><a href=\"#su\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%2044%2070'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load\" data-lazy-src=\"..\/img_art\/Uovo_min.jpg\" alt=\"torna su\" width=\"44\" height=\"70\" border=\"0\" \/><noscript><img decoding=\"async\" src=\"..\/img_art\/Uovo_min.jpg\" alt=\"torna su\" width=\"44\" height=\"70\" border=\"0\" \/><\/noscript><\/a><\/p>\n<\/div>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Tutta l\u2019opera di Kafka \u00e8 permeata di un senso persecutorio, dall\u2019incombere della condanna senza che alle sue spalle ci sia n\u00e9 giudizio, n\u00e9 tanto meno giustizia. Tre sono i testi nei quali la sensazione del raccapriccio di fronte alla impossibilit\u00e0 della difesa, sono pi\u00f9 marcatamente evidenti. Si tratta dei due racconti Das Urteil, La condanna (1912) e In der Strafkolonie, Nella colonia penale (1914) e del romanzo Der Proze\u00df, Il processo, iniziato a scrivere nel 1914. Giudizio e giustizia ne [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":7798,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"wds_primary_category":0,"footnotes":""},"categories":[52],"tags":[],"class_list":["post-776","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-arte-ed-esoterismo"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/776","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=776"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/776\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":9731,"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/776\/revisions\/9731"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/7798"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=776"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=776"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=776"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}