{"id":783,"date":"2012-06-24T18:05:31","date_gmt":"2012-06-24T16:05:31","guid":{"rendered":"http:\/\/www.esonet.it\/?p=783"},"modified":"2023-10-16T18:32:10","modified_gmt":"2023-10-16T16:32:10","slug":"su-tradizione-e-iniziazione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.esonet.it\/?p=783","title":{"rendered":"Su Tradizione e Iniziazione"},"content":{"rendered":"<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignright\"><a href=\"https:\/\/www.esonet.it\/?cat=54\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%20370%20247'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load\" data-lazy-src=\"images\/topics\/LettOccidente1.jpg\" alt=\"Letture d'Esoterismo\" title=\"Letture d'Esoterismo\"\/><noscript><img decoding=\"async\" src=\"images\/topics\/LettOccidente1.jpg\" alt=\"Letture d'Esoterismo\" title=\"Letture d'Esoterismo\"\/><\/noscript><\/a><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>Ci porremo tre domande in questo articolo:<br>1. Nelle grandi Tradizioni spirituali dell\u2019umanit\u00e0, cosa viene trasmesso attraverso l\u2019iniziazione?<br>2. In quali circostanze, in un percorso spirituale individuale, si pu\u00f2 parlare di connessione con una Tradizione?<br>3. Nel cristianesimo \u00e8 legittimo parlare di iniziazione?<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:30px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"su\">Su Tradizione e Iniziazione<\/h3>\n\n\n\n<p>di Alessandro Orlandi e Alberto Camici<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:30px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right\">\u201c<em>Cos\u00ec riconosco il sapiente:<\/em><em><\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right\"><em>Per voi quel che non toccate \u00e8 lontano mille miglia,<\/em><em><\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right\"><em>Per voi quel che non afferrate non esiste addirittura!<\/em><em><\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right\"><em>Quel che non contate, pensate non sia vero;<\/em><em><\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right\"><em>Quel che non pesate, per voi \u00e8 senza peso;<\/em><em><\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right\"><em>Ci\u00f2 che non valutate in danaro, per voi \u00e8 senza valore<\/em>.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right\"><strong>Goethe, <\/strong><em><strong>Faust, II<\/strong><\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Ci porremo tre domande in questo articolo:<\/p>\n\n\n\n<p>1. Nelle grandi Tradizioni spirituali dell\u2019umanit\u00e0, cosa viene trasmesso attraverso l\u2019iniziazione?<\/p>\n\n\n\n<p>2. In quali circostanze, in un percorso spirituale individuale, si pu\u00f2 parlare di connessione con una Tradizione?<\/p>\n\n\n\n<p>3. Nel cristianesimo \u00e8 legittimo parlare di iniziazione?<\/p>\n\n\n\n<p>Naturalmente non pretenderemo di rispondere qui a queste domande, molto impegnative, ma, almeno, di circoscrivere l\u2019ambito entro il quale le risposte possono essere cercate.<\/p>\n\n\n\n<p>1. Il <em>potere<\/em> e le <em>energie<\/em> come qualit\u00e0 del sacro<em><\/em><\/p>\n\n\n\n<p id=\"1\">Il <em>potere<\/em> come qualit\u00e0 del sacro, \u00e8 un fondamentale fenomeno religioso, connesso con le domande che ci siamo posti. Diverse culture assimilano il potere a una <em>forza<\/em> o energia attiva soprannaturale, impersonale e trasmissibile, detta <em>mana<\/em>. \u201c\u00e8 una potenza o una influenza non fisica che investe anche l\u2019anima umana in un certo senso \u00e8 soprannaturale, ma si rivela nella forza fisica o in tutte le forze e capacit\u00e0 possedute dall\u2019uomo\u201d [<a href=\"#ftn1\">1<\/a>].Tale termine viene utilizzato dalle popolazioni della Polinesia e Melanesia, e pi\u00f9 in generale, dalle varie religioni naturalistiche sotto nomi diversi: <em>orenda <\/em>per gli Irokesi, <em>wafonda<\/em> per i Sioux, <em>manitu <\/em>per gli Algonchini, l\u2019<em>oki<\/em> per gli Uroni, <em>zemi <\/em>per le popolazioni delle Antille.<\/p>\n\n\n\n<p id=\"2\">Anche gli Eschimesi designano questa forza misteriosa come <em>sila<\/em>. Un significato molto simile hanno la <em>hasina<\/em> dei Malgasci, il <em>ngai<\/em> dei Masai, il <em>dzo<\/em> degli Ewe del Togo il <em>ngrarong<\/em> dei Daiacchi del Borneo, il <em>tondi <\/em>dei Batacchi di Sumatra, ed infine, il <em>joja<\/em> e il <em>bolyla<\/em> degli Australiani [<a href=\"#ftn2\">2<\/a>].<\/p>\n\n\n\n<p id=\"3\">Goldamer ha scritto in proposito: \u201cForse \u00e8 &#8230; meglio parlare di un complesso di forze, di una sfera energetica o di un fluido energetico che, per cosi dire, costituiscono la materia prima, lo strato a partire dal quale le singole manifestazioni del sacro si riproducono incessantemente nella loro concreta molteplicit\u00e0\u201d [<a href=\"#ftn3\">3<\/a>].Cose e persone possono essere piene di <em>mana<\/em>, permanentemente o transitoriamente, assumendo tale qualit\u00e0 o per <em>trasmissione rituale<\/em> da un soggetto ad un altro, o in modo spontaneo, \u201cTutti gli esseri viventi e non viventi, sono permeati e collegati da una forza misteriosa che si manifesta in forma diversa e che sta a disposizione degli iniziati che hanno il particolare incarico di trasmetterla\u201d [<a href=\"#ftn4\">4<\/a>]. All\u2019uomo \u00e8 garantita la trasmissione della potenza, o forza, mediante dei riti appropriati. Le persone o gli oggetti che sono investiti da questa forza sono considerati sacri e su di essi grava un <em>tab\u00f9<\/em> [<a href=\"#ftn5\">5<\/a>].<\/p>\n\n\n\n<p id=\"6\">Alcuni pensatori moderni hanno sostenuto che la visione della materia propria della fisica moderna sta spingendoci a sostituire il <em>principio sostanzialistico<\/em>, che si basa su un universo costituito da oggetti separati, consistenti e dimensionati, con una percezione del mondo fondata su un\u2019energia che fluisce trasformandosi e trascorrendo da uno stato dell\u2019essere a un altro. Secondo tale interpretazione, le cose che vediamo e tocchiamo non sarebbero che la condensazione, lo sviluppo esterno, di forze misteriose che vivono nel loro profondo. L\u2019energia unitaria e fondamentale si concentra producendo ci\u00f2 che noi chiamiamo materia o <em>potenza dormiente.<\/em> Se, invece, l\u2019energia si evolve, allora essa assume lo stato cos\u00ec detto <em>spirituale<\/em> [<a href=\"#ftn6\">6<\/a>].Un teologo cattolico che si \u00e8 avvicinato a queste posizioni \u00e8 senz\u2019altro Theilhard de Chardin, scienziato, teologo e filosofo francese del secolo XX, il quale sosteneva che la materia originaria contenga gi\u00e0 in s\u00e9 la coscienza come elemento organizzativo e spirituale, per cui l\u2019evoluzione si configura come un processo non solo deterministico, ma anche <em>teleologico<\/em>. L\u2019attivit\u00e0 cosciente dell\u2019uomo, immagine e somiglianza di Dio in Cristo, eleva la materia da incosciente a cosciente [<a href=\"#ftn7\">7<\/a>].<\/p>\n\n\n\n<p id=\"8\">Questa energia unitaria fondamentale e indifferenziata, appare anche nelle grandi religioni e culture sparse in tutto il mondo. Ad esempio, nell\u2019idea tantrica di <em>paracakti<\/em> (colei che esiste in ogni cosa sotto specie di potenza). Questa forza invisibile e inafferrabile veniva chiamata nel taoismo l\u2019<em>insondabile.<\/em> Gli antichi egiziani la chiamavano invece <em>s\u00e9kem<\/em>; i greci <em>dynamis<\/em> e i sacri scritti vedanta <em>prana<\/em>. Pur essendo indifferenziata, per il suo carattere prevalentemente attivo e generatore, le si attribuisce la specifica caratteristica di <em>energia positiva<\/em>. Questa energia \u00e8 presente anche nell\u2019uomo e se ne parla come di <em>soffio<\/em>, o <em>potenza del serpente<\/em> [<a href=\"#ftn8\">8<\/a>].Quest\u2019ultima denominazione \u00e8 dovuta al fatto che essa sarebbe avvolta come un serpente addormentato alla base della nostra colonna vertebrale, in attesa di essere risvegliata e resa operante. Si tratta di un\u2019energia che non ha natura mentale (anche se pu\u00f2 essere esperita con la concentrazione), n\u00e9 natura emozionale o sessuale. \u00c8, invece, una forza originaria e creativa presente nell\u2019uomo. D\u2019altra parte, \u00e8 da tenere presente che, quando i padri greci usavano il termine <em>ier\u00f2s <\/em>per indicare il sacro, essi sapevano di richiamarsi ad una forza vera; quella estremamente concreta della natura e dei suoi vari fenomeni. Questi poteri o forze, pur inerendo al livello fisico, hanno una sorgente pi\u00f9 profonda, radicata nell\u2019intima natura dell\u2019essere, e si manifestano nel silenzio, nella concentrazione e nella consapevolezza.<\/p>\n\n\n\n<p>2. La dimensione simbolica<\/p>\n\n\n\n<p id=\"9\">Il termine simbolo deriva dal greco <em>synballo<\/em> (= mettere insieme), designante in origine le due met\u00e0 di un oggetto che pu\u00f2 essere ricomposto se esse vengono riavvicinate [<a href=\"#ftn9\">9<\/a>]. La dimensione simbolica connette l\u2019uomo alla realt\u00e0 che lo circonda e lo fa avanzare nel suo cammino di penetrazione del mistero delle cose. La propriet\u00e0 del simbolo, infatti, \u00e8 quella di ricongiungere una realt\u00e0 visibile con una invisibile in essa preannunciata. Il mondo visibile acquista un carattere di rimando, suggerisce ed evoca altre presenze e altri rapporti.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;L\u2019uomo, mentre utilizza le cose per soddisfare i propri bisogni, si scopre portatore di altri bisogni, di altri significati. Il pane, ad esempio, sazia veramente; ma nel pane l\u2019uomo scopre pure una fame pi\u00f9 grande di senso, di rapporti, di relazioni con gli altri. Sappiamo altres\u00ec, come il ritmo primordiale del giorno e della notte, della veglia e del sonno, dell\u2019anno e delle sue stagioni, abbia da sempre avuto delle risonanze profonde nell\u2019uomo, capaci di risvegliare intuizioni e di indurre trasformazioni.<\/p>\n\n\n\n<p>Fondamento della conoscenza simbolica \u00e8 la corrispondenza tra il visibile, manifestazione del Suono originario, e il suo Principio. La consacrazione definitiva della dimensione simbolica, nella religione cristiana, si ha con l\u2019Incarnazione dello stesso Verbo creatore (Gv 1,14). \u00c8 in virt\u00f9 di questa solidariet\u00e0 profonda che si stabilisce tra le cose e l\u2019uomo, che la realt\u00e0 acquista un <em>senso<\/em> <em>sacramentale<\/em> e si percepisce una corrispondenza tra i movimenti della vita interiore e i dinamismi del mondo. L\u2019uomo scopre nella sua stessa corporeit\u00e0 (che al tempo stesso nasconde e rivela il mistero della sua persona) una struttura essenzialmente simbolica. Anche la nostra psiche ha una struttura fondamentalmente simbolica, come hanno messo bene in evidenza gli studi della psicologia del profondo. Approfondendo il proprio rapporto con il mondo dei segni e dei simboli, l\u2019uomo ha la possibilit\u00e0 di uscire dalla sua individualit\u00e0 verso una soggettivit\u00e0 pi\u00f9 ampia e di rendere le proprie esperienze pi\u00f9 vive e pi\u00f9 significative.<\/p>\n\n\n\n<p id=\"10\">Si d\u00e0 quindi una ragione antropologica del segno e del simbolo, perch\u00e9, in quanto <em>cercatori di senso<\/em>, tendiamo a riferire tutto alla nostra interiorit\u00e0 e alla nostra corporeit\u00e0. Se percepiamo dualit\u00e0 e diversit\u00e0 nelle cose e con gli altri, \u00e8 a causa della ragione cerebrale, della coscienza riflessa oggettivante e tecnica, sviluppatasi in Occidente con il pensiero greco. Universalizzando i dati forniti dai sensi, la ragione fa sorgere solo delle idee astratte e crea separazione-opposizione tra le cose. Occorre invece dare spazio alla conoscenza intuitivo-mistica, alla coscienza unificante espressa dall\u2019attivit\u00e0 simbolica che opera per ascolto e partecipazione, scorgendo nelle cose create un\u2019unica origine e un solo fondamento: la <em>Parola creatrice<\/em>. Porsi dunque sulla via del simbolo, significa riaprire gli occhi su noi stessi e stabilire un contatto vitale, di comunione, con il mondo in cui viviamo, ricercandone il senso. Ecco perch\u00e9, la via simbolica \u00e8 via religiosa. Infatti attraverso le immagini, i simboli e i racconti mitici [<a href=\"#ftn10\">10<\/a>], l\u2019uomo da sempre narra il suo rapporto con Dio, realt\u00e0 personale che non pu\u00f2 essere circoscritta o definita una volta per tutte. Parlare di Dio o della realt\u00e0 unicamente entro un contesto descrittivo-razionale, costituisce un impoverimento, oltre che una pretesa.<\/p>\n\n\n\n<p>3. L\u2019Iniziazione e la Tradizione<\/p>\n\n\n\n<p id=\"11\">L\u2019accesso al mistero comporta di sua natura un cammino articolato che chiamiamo <em>iniziazione<\/em>; e non potrebbe essere diversamente, poich\u00e9 c\u2019\u00e8 bisogno di un percorso che riconduca l\u2019uomo dalla superficie delle cose al punto originario da dove tutto proviene. La Fenomenologia, non meno della Storia delle religioni e dell\u2019Antropologia culturale, considerano l\u2019iniziazione come una <em>vita nuova<\/em>, una <em>rinascita<\/em>, un <em>passaggio<\/em> che comporta il <em>superamento della soglia<\/em> e l\u2019entrata in un altro livello di coscienza, a cui si accede attraverso racconti mitici, rituali e sacre rappresentazioni [<a href=\"#ftn11\">11<\/a>].<\/p>\n\n\n\n<p id=\"12\">Il termine <em>iniziazione<\/em>, viene dal latino <em>initiatio<\/em>, derivato da <em>initium<\/em>, e a sua volta dal verbo <em>in-eo<\/em> (= entrata, entrare dentro, punto di partenza). Tale termine designa un insieme di riti [<a href=\"#ftn12\">12<\/a>] e di insegnamenti, il cui scopo \u00e8 la radicale trasformazione del soggetto.<\/p>\n\n\n\n<p id=\"13\">Le <em>iniziazioni culturali<\/em> sono caratterizzate dai cosiddetti <em>riti di passaggio<\/em> (raggiungimento della maturit\u00e0 sessuale, entrata nel consesso degli uomini adulti, ecc..). Le <em>iniziazioni delle confraternite<\/em> <em>segrete<\/em> si rivolgono a quegli individui che, dal punto di vista degli statuti, posseggono le necessarie qualificazioni per essere prescelti [<a href=\"#ftn13\">13<\/a>].<\/p>\n\n\n\n<p id=\"14\">Vi \u00e8 poi un terzo tipo di iniziazione che \u201criguarda la vocazione mistica: sciamanesimo, ordinazione sacerdotale, iniziazioni eroiche. Qui si tratta, da un lato, del conferimento di poteri spirituali e, dall\u2019altro, di un nuovo stato di vita\u201d [<a href=\"#ftn14\">14<\/a>]. Ci\u00f2 avviene mediante il rito di <em>partecipazione<\/em> o di <em>trasmissione della forza sacra<\/em>, con il quale l\u2019individuo o il gruppo \u00e8 posto in comunicazione con le potenze superiori, partecipando in qualche modo della loro vita e del loro potere.<\/p>\n\n\n\n<p id=\"15\">Tra i riti di partecipazione vi \u00e8 quello della preghiera, del sacrificio e della consacrazione. Quest\u2019ultimo consente che particolari persone, luoghi e oggetti siano dedicati alla divinit\u00e0 [<a href=\"#ftn15\">15<\/a>].<\/p>\n\n\n\n<p id=\"16\">In ogni caso, che si tratti di iniziazione culturale, segreta o mistica, il soggetto viene immesso in un <em>mysterion<\/em>, il quale \u00e8 un <em>corpus <\/em>sacrale o sociale ristretto. Mediante questo rito egli viene equipaggiato e fatto partecipe dei segreti, degli aspetti esoterici degli insegnamenti [<a href=\"#ftn16\">16<\/a>], delle tecniche e del modo di vita di quel gruppo particolare.<\/p>\n\n\n\n<p>In generale si \u00e8 ammessi tra i partecipanti a un dato gruppo attraverso dei riti appropriati, che segnano il passaggio dell\u2019individuo a membro effettivo della comunit\u00e0. Si tratta di una vera e propria morte simbolica e della nascita a un livello e qualit\u00e0 superiori. Il <em>rituale d\u2019iniziazione<\/em>, infatti, ha lo scopo di armonizzare l\u2019individuo con il patrimonio culturale e spirituale che gli viene trasmesso. Chi non realizza in s\u00e9 tale integrazione sembra destinato all\u2019emarginazione. \u00c8 come se l\u2019iniziato si spogliasse di s\u00e9, mentre gli vengono progressivamente rivelati i segreti sui quali la comunit\u00e0 fonda la sua esistenza.<\/p>\n\n\n\n<p id=\"17\">Anche se le modalit\u00e0 dell\u2019iniziazione possono variare da luogo a luogo ed essere soggette alle mutazioni del tempo, esistono quattro momenti fondamentali comuni alle varie tradizioni. C\u2019\u00e8 anzitutto il periodo di <em>separazione<\/em> dell\u2019iniziando dal mondo al quale fino a quel momento apparteneva. In questa prima fase egli viene preparato e informato sui princ\u00ecpi e sui doveri inerenti il suo nuovo stato. A ci\u00f2 sono legate varie <em>prove<\/em>, nelle quali l\u2019iniziando deve dimostrare l\u2019interiorizzazione dei contenuti e la sua resistenza fisica e psichica, inerente al nuovo stato a cui aspira. Il momento centrale dell\u2019iniziazione \u00e8 rappresentato dalla <em>cerimonia <\/em>che simbolizza la morte del neofita e il suo ritorno alla vita vera. Infine c\u2019\u00e8 il momento dell\u2019<em>aggregazione<\/em> ufficiale a tutto il gruppo, attraverso l\u2019accettazione del nuovo adepto da parte dei membri della comunit\u00e0 [<a href=\"#ftn17\">17<\/a>].<\/p>\n\n\n\n<p>Quanto abbiamo detto fino adesso ci porta a parlare della <em>Tradizione<\/em>, parola greca che deriva da <em>par\u00e0dosis<\/em> (= trasmissione), in latino <em>traditio<\/em>, dal verbo <em>tradere<\/em> (= trasmettere), dal momento che il cammino iniziatico non pu\u00f2 raggiungere il suo scopo se non \u00e8 basato sulla trasmissione viva delle verit\u00e0 rivelate.<\/p>\n\n\n\n<p id=\"18\">Nelle religioni pi\u00f9 evolute o istituzionalizzate non si d\u00e0 solo la trasmissione di contenuti, ma si verifica anche una <em>trasmissione spirituale<\/em> [<a href=\"#ftn18\">18<\/a>] da parte di chi accompagna e guida il processo di acquisizione personale dell\u2019iniziando. Cos\u00ec per Tradizione s\u2019intende, in primo luogo, un nucleo di insegnamenti teoretici e ascetici che vengono comunicati al neofita e, in secondo luogo, la consegna sperimentale di tali insegnamenti [<a href=\"#ftn19\">19<\/a>],che vengono trasmessi da uomo a uomo, sia per via orale che ritualmente. Nelle iniziazioni \u00e8 quindi fondamentale il rapporto tra maestro e discepolo. In esso il maestro non riveste solo il ruolo di una figura esterna rispetto al discepolo, non \u00e8 cio\u00e8 unicamente colui che ha il compito di imporre un corpo di dottrine e di pratiche in cui credere. Il maestro \u00e8 anche colui il quale stabilisce un contatto con la vita interiore del discepolo e lo aiuta, come in un parto maieutico, a trovare la strada che pi\u00f9 profondamente gli corrisponde [<a href=\"#ftn20\">20<\/a>].<\/p>\n\n\n\n<p id=\"21\">In poche parole l\u2019iniziazione, di qualunque genere essa sia, nasce e si propaga in quello che potremmo chiamare un <em>corpo mistico<\/em>, definito da uno scambio di energie spirituali in seno a una Tradizione gi\u00e0 esistente e viva. La questione della <em>trasmissione<\/em> \u00e8 quindi centrale nell\u2019ambito della Tradizione. La fede, come ogni realt\u00e0 capace di illuminare e guidare l\u2019esistenza, non pu\u00f2 essere trasmessa da un libro o insegnata in modo distaccato: \u00e8 necessaria la viva voce di chi l\u2019ha gi\u00e0 ricevuta e sperimentata. La Bibbia stessa, se non \u00e8 trasmessa dalla Chiesa, rimane un libro chiuso e non diventa Parola di Dio. Il primo pedagogo, o meglio <em>mistagogo<\/em>, secondo tutta la Tradizione della chiesa, \u00e8 il Logos divino. \u00c8 Cristo, infatti, che inizia direttamente i suoi discepoli alla conoscenza-esperienza della Verit\u00e0 e lo fa attraverso la sua incarnazione. La <em>rivelazione iniziatica<\/em> dei misteri della vita divina non viene pi\u00f9 comunicata soltanto mediante i Libri santi, ma nella stessa carne e nella vita terrena di Ges\u00f9. Dice Gregorio di Nissa: \u201cIl Logos adorato dall\u2019intera creazione, quando apparve nella somiglianza e nella costituzione propria dell\u2019uomo trasmise i misteri divini per mezzo della carne\u201d [<a href=\"#ftn21\">21<\/a>].<\/p>\n\n\n\n<p>4. La Successione iniziatica e la roccia o pietra<\/p>\n\n\n\n<p>Connessa a quanto dicevamo sull\u2019iniziazione e sulla Tradizione, \u00e8 la <em>cosiddetta successione iniziatica<\/em>. Definita in India con il termine sanscrito: <em>parampara<\/em>, dai tibetani <em>abisheka<\/em>, dagli ebrei <em>shalsheleth<\/em>, dagli arabi <em>silsillah<\/em>, in ambito cristiano cattolico e ortodosso si trova nella <em>successione apostolica<\/em>. La presenza dello stesso fenomeno sotto nomi diversi dimostra che l\u2019uomo ha adottato nel corso della storia diversi modi di trasmettere gli eventi che fondano l\u2019esperienza spirituale. Per entrare nel vivo della nostra ricerca, occupiamoci ora dello <em>scambio energetico<\/em> che si verifica tra l\u2019iniziatore e l\u2019iniziato e che consente a quest\u2019ultimo di vibrare a quel livello per il quale \u00e8 stato scelto.<\/p>\n\n\n\n<p id=\"22\">L\u2019esperienza fondante che ha dato origine al <em>rito della successione<\/em>, non ha importanza unicamente per i suoi aspetti storici, ma anche in quanto essa collega l\u2019iniziando al punto sorgivo delle energie spirituali. La successione, pertanto, pu\u00f2 essere considerata come un fenomeno complesso, che si realizza attraverso il concorso di due elementi fondamentali. Il primo elemento consiste nella <em>trasmissione<\/em>, nel passaggio rituale di un determinato tipo di energia da un soggetto a un altro; il secondo, nello sprigionarsi nell\u2019iniziato di un nuovo modo di essere, avvertito come un habitus pressoch\u00e9 costante [<a href=\"#ftn22\">22<\/a>]. L\u2019assunzione di tale habitus viene considerata come conferimento di un <em>carattere<\/em>, ossia come un <em>segno<\/em> indelebile dell\u2019avvenuta successione. Per alcuni si tratterebbe appunto di quel caratteristico tipo di energia del quale l\u2019iniziato viene dotato e di una dimensione vitale in cui egli viene inserito, che si evidenzia nel silenzio, nella preghiera e nella meditazione, cio\u00e8 nei momenti esistenziali che colgono ed esprimono gli aspetti pi\u00f9 profondi della realt\u00e0 [<a href=\"#ftn23\">23<\/a>]. Si tratta di una considerazione che ci porta a parlare del collegamento con la sorgente stessa dell\u2019energia che viene trasmessa (<em>dynamis<\/em>) [<a href=\"#ftn24\">24<\/a>].Nel cristianesimo, ad esempio, tale argomento viene trattato in At 1,8; Cor 6,14: la potenza del Verbo \u00e8 comunicata per mezzo dello Spirito e la sua origine viene qualificato da san Paolo come \u201ccompiuta in eterno\u201d (Eb 2,10; 5,9; 7,28) [<a href=\"#ftn25\">25<\/a>].La locuzione \u201ccompiuto in eterno\u201d o \u201cportato a compimento\u201d deriva dal verbo greco <em>teleioun<\/em> e indica lo scopo da raggiungere (<em>telos<\/em>). L\u2019autore della lettera agli Ebrei utilizza sempre tale espressione in un contesto di relazione con Dio. Se ne serve per esprimere il mistero della glorificazione di Cristo e quello della piena realizzazione dell\u2019uomo (Eb 10,14) e della trasformazione radicale che lo innalza per grazia fino a Dio. Questa trasformazione, che i riti antichi erano incapaci di ottenere (Eb 7, 11.19), \u00e8 un\u2019opera divina, realizzata attraverso la passione di Cristo. Essa ha in s\u00e9 un aspetto sacerdotale ed \u00e8 comunicata da Cristo, mediante il suo Spirito, a coloro che aderiscono a Lui (Eb 12,2) [<a href=\"#ftn26\">26<\/a>].<\/p>\n\n\n\n<p id=\"27\">Immagine simbolica del <em>luogo primario<\/em> e fondamentale da cui scaturisce la <em>forza<\/em>, sarebbe la <em>roccia<\/em> o la pietra. Essa, infatti, \u00e8 fondamento non caduco di tutta l\u2019energia e di tutta la quiete, donde trae consistenza e vigore la successione iniziatica [<a href=\"#ftn27\">27<\/a>].Limitandoci all\u2019area mediterranea, la roccia o la pietra sono simboli della Grande Madre, la generatrice instancabile delle forme viventi. Presso varie popolazioni esiste la pratica di mettersi a contatto con una pietra per guarire dalla sterilit\u00e0. Mitra nasce da una roccia e i pastori che lo vedono mentre sorge dalla massa pietrosa, accorrono a lui per venerarlo. Niobe, dopo l\u2019uccisione dei figli, fu trasformata in una roccia. Gli Hurriti ritengono feconde le rocce: il loro dio Kumarbi, il Cronos hurrita, fecond\u00f2 un\u2019enorme roccia dalla quale nacque l\u2019uomo [<a href=\"#ftn28\">28<\/a>].Nel culto pagano di Cibele, la dea era venerata sotto la forma di una pietra nera. Anche i musulmani si recano in pellegrinaggio alla Mecca, ove \u00e8 custodita una pietra nera che \u00e8 oggetto della venerazione dei fedeli. Ricordiamo anche il mito greco secondo il quale, dopo il diluvio universale, Deucalione e Pirra dettero nuovamente origine al genere umano gettandosi dietro le spalle delle pietre denominate nel mito <em>ossa della terra<\/em>, che si trasformavano in uomini e donne non appena toccavano il suolo. Pietra alchemica o <em>Filius Philosophorum<\/em> era anche il nome che gli alchimisti davano al risultato finale della loro Opera, frutto della pacificazione dei Contrari.<\/p>\n\n\n\n<p id=\"29\">Nell\u2019Antico Testamento il tema della roccia ricorre, ad esempio, in Dt 32,18: Dio \u00e8 la Roccia che ha generato Israele, (cf anche Gn 28,17; Is 28, 14-19; Zc 3, 1-9). I figli di Abramo sono stati tagliati ed estratti dalla roccia (Is 51,1). Il Gran sacerdote portava sul petto il <em>razionale<\/em>, un quadrato con dodici pietre preziose. Una roccia sostiene non solo il Tempio di Gerusalemme ma l\u2019intera citt\u00e0 santa. Nel Nuovo Testamento, invece, \u00e8 interessante il riferimento che san Paolo fa nella lettera ai Corinti (1 Cor 10,4), connesso con (Nm 20,8) nel quale definisce Cristo <em>roccia spirituale<\/em>. Pi\u00f9 noti sono i testi relativi a (Mt 16,18; Lc 22, 31-32), i quali indicano la partecipazione alla stessa forza e potenza di Ges\u00f9, poich\u00e9 lo stesso Cristo \u00e8 la <em>pietra viva<\/em>, la <em>pietra angolare<\/em> (Mc 12,11; At 4,11) e noi siamo come incastonati in essa (1 Pt 2, 4-5). \u201cLa pietra \u00e8 dunque il fondamento &#8230; il rito del conferimento della successione \u00e8 importante, perch\u00e9 determina l\u2019innesto con la pietra e con le energie che da essa scaturiscono\u201d [<a href=\"#ftn29\">29<\/a>].<\/p>\n\n\n\n<p>5. Alcuni esempi di successione iniziatica presso alcune religioni<\/p>\n\n\n\n<p><em>Nell\u2019induismo<\/em><em><\/em><\/p>\n\n\n\n<p id=\"30\">In India, fin dal periodo vedico, si pratica una iniziazione o consacrazione ,chiamata<em> diksha<\/em> (= desiderio di donare) [<a href=\"#ftn30\">30<\/a>], la quale legittima ad operare nel sacro. L\u2019iniziato diventa un consacrato mediante la trasmissione di influenze spirituali da parte del maestro, miranti alla sua <em>moksha <\/em>( = liberazione). L\u2019India conosce linee di maestri spirituali dei vari sentieri religiosi, che si potrebbero dire dinastiche. Viene trasmessa da un maestro all\u2019altro non solo la dottrina esteriore, scritta o insegnata, ma anche la <em>shakti<\/em>, ossia l\u2019energia spirituale, simile a un fuoco che si propaga da fiamma a fiamma.<\/p>\n\n\n\n<p>Questa <em>operazione sacra<\/em>, se cos\u00ec possiamo definirla, avviene mediante dei rituali e la pronuncia del <em>mantra<\/em> sacro, quella parola particolare consegnata all\u2019adepto la quale pu\u00f2 trasformarlo mediante la sua ripetizione continua. Per questo motivo, il <em>mantra <\/em>\u00e8 considerato come una parola potente, in grado, cio\u00e8, di realizzare il suo significato.<\/p>\n\n\n\n<p><em>NeI buddhismo<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Anche nel sentiero aperto dal Buddha (563 &#8211; 483 a.C.), la successione sacra viene definita <em>diksha<\/em>, intesa come trasmissione della stessa influenza spirituale, la <em>shakti<\/em>, emanata dalla illuminazione del suo fondatore. L\u2019inserimento nella comunit\u00e0 monastica<em> sangha<\/em>, dei discepoli dell\u2019<em>Illuminato,<\/em> avviene mediante un rito di aspersione di acqua <em>abisheka<\/em> e altri rituali vari. \u00c8 importante che il monaco sia accompagnato per diversi anni da un anziano maestro, esperto nelle dottrina <em>Abhidamma <\/em>e nella meditazione <em>Bhavana,<\/em> che gli comunica l\u2019esperienza spirituale.<\/p>\n\n\n\n<p><em>Nel Giudaismo<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Fino al periodo della monarchia, Israele non conobbe un sacerdozio istituzionalizzato, ma affid\u00f2 il ruolo di custodi delle cose sacre a uomini che erano in relazione con i santuari o con l\u2019arca, di cui erano guardiani o inservienti. Essi non officiavano sacrifici ma, piuttosto, vaticinavano oracoli in nome di Dio. Questa funzione <em>oracolare<\/em>, basata sulla risposta affermativa o negativa con l\u2019uso degli <em>urim<\/em> e <em>thummin<\/em>, poteva svilupparsi presso i santuari (l Sam 22, 10.13.15), o anche lontano da essi (l Sam 14,18.36-42). Tale situazione avvicinava questi uomini a quelli dell\u2019antico oriente, sacerdoti e veggenti insieme. Il sacerdozio vero e proprio, si andr\u00e0 costituendo in Israele nel periodo mosaico. In questa epoca, Aronne fu consacrato sacerdote e la trib\u00f9 di Levi fu designata per officiare il culto sacerdotale, come viene riferito nel libro del Levitico. Successivamente, al tempo di David, l\u2019istituzione dell\u2019ordine sacerdotale verr\u00e0 regolata da norme pi\u00f9 precise, che avranno carattere definitivo con Salomone, all\u2019epoca della costruzione del Tempio (970-931 a. C.). Si costitu\u00ec a quel tempo una gerarchia composta di leviti e sacerdoti con il Sommo Sacerdote al suo vertice. Mentre i leviti venivano consacrati con l\u2019<em>imposizione delle mani<\/em>, i sacerdoti ricevevano l\u2019<em>unzione<\/em> <em>sul capo<\/em>. Con la distruzione del Tempio ad opera di Tito nel 70 d. C. il sacerdozio cess\u00f2 di esistere.<\/p>\n\n\n\n<p><em>Nell\u2019Islamismo<\/em><\/p>\n\n\n\n<p id=\"31\">Dal punto di vista ufficiale, nell\u2019Islam, non vi \u00e8 una vera e propria trasmissione dei poteri sacri, n\u00e9 possiede un sacerdozio istituzionalizzato. L\u2019autorit\u00e0 religiosa e politica dei califfi emana dalla parentela carnale con il profeta Maometto. Tuttavia esiste in seno all\u2019Islam un <em>segno di riconoscimento<\/em> che viene dato al fedele. Di questo segno, si dice che non abbia origine umana, in quanto sarebbe stato dato al profeta Maometto dall\u2019arcangelo Gabriele. Questo segno sarebbe raffigurato da una <em>fiamma di fuoco<\/em> che si sprigiona dalla fronte di Maometto. Da questa fiamma fluirebbero i poteri carismatici e profetici dell\u2019inviato di Dio. Questa <em>trasmissione<\/em>, non accettata dall\u2019Islam ortodosso, \u00e8 praticata in circoli e ambienti eterodossi. Certo \u00e8 che, anche se dal punto di vista essoterico non si pu\u00f2 parlare di una <em>successione iniziatica<\/em> vera e propria all\u2019interno di questa religione, si pu\u00f2 parlare, invece, di una energia <em>b\u00e0rakah<\/em>, fluida e benefica, che emana dai santi, dai discendenti di Al\u00ec e di Fatimah e dai reduci pellegrini provenienti dalla Mecca, poich\u00e9 quel luogo sacro \u00e8 ritenuto colmo di <em>b\u00e0rakah<\/em> [<a href=\"#ftn31\">31<\/a>].<\/p>\n\n\n\n<p id=\"32\">Accanto all\u2019insegnamento essoterico, la <em>esh shariah, <\/em>la strada maestra aperta a tutti, l\u2019Islam conosce anche <em>el haquiqah<\/em>, la verit\u00e0 interiore riservata a chi ha la capacit\u00e0 e le qualificazioni necessarie per arrivare a conoscerla. La seconda via viene concepita come il nocciolo e la prima come la scorza del medesimo insegnamento [<a href=\"#ftn32\">32<\/a>].Il percorso che dalla <em>shariah essoterica<\/em> conduce all\u2019esoterica <em>haquiquah<\/em> viene denominato <em>tariquah,<\/em> cio\u00e8via o sentiero. Percorrono tale sentiero i Sufi, i folli di Dio. L\u2019origine etimologica del termine <em>sufi<\/em> \u00e8 controversa. Per la maggior parte degli studiosi, il termine deriverebbe da <em>suf<\/em>, la lana bianca di cui si servivano monaci ed eremiti cristiani. Da tale parola deriverebbero altre voci<em>: tasaw waf<\/em> (= mercante di lana); <em>sufi<\/em> (= colui che veste il mantello di lana, quindi: santone, asceta, mistico). Radicali paralleli sono <em>sassa<\/em> (= allineare, formare quadrati) o <em>saffun<\/em> (= ordine, serie, rango). Facendo una sintesi di tali definizioni, potremmo dire che il <em>sufi <\/em>\u00e8 colui che esternamente d\u00e0 segno, vestendosi di lana, di un ordinamento interiore rivolto completamente alla divinit\u00e0. Gu\u00e9non propone un\u2019altra etimologia: <em>colui che conosce attraverso Dio<\/em>. I <em>sufi<\/em> sono considerati i detentori della vera sapienza delle cose divine. Tra di essi esiste una catena di trasmissione dell\u2019influenza spirituale, la<em> silsillah, <\/em>(= catena), in mancanza della quale non si da iniziazione al sufismo. L\u2019origine di questa catena si fa risalire direttamente al Profeta.<\/p>\n\n\n\n<p>6. L\u2019esperienza dell\u2019istante e l\u2019anamnesis<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019iniziazione, la trasmissione spirituale e la consapevolezza del punto essenziale dell\u2019essere, riposano nell\u2019<em>istante<\/em>, nella rottura cio\u00e8 del tempo e del livello di coscienza ordinario. \u00c8 quello che l\u2019esperienza biblica chiama <em>apertura dei cieli<\/em> o all\u2019<em>improvviso<\/em>: \u201cNel trentesimo anno &#8230; presso il fiume Kevar, si apr\u00ec il cielo e io ebbi delle visioni divine\u201d (Ez 1,1); \u201cEcco si aprirono i cieli e Giovanni vide lo Spirito di Dio scendere, in forma di colomba, sopra Ges\u00f9\u201d (Mt 3,16); \u201cAll\u2019improvviso verso mezzogiorno venne dal cielo una luce violenta e mi avvolse nel suo splendore\u201d, scrive san Paolo (At 22,6).<\/p>\n\n\n\n<p id=\"33\">Chi varca la soglia entra nel <em>tempo senza tempo<\/em> e viene introdotto alla conoscenza delle realt\u00e0 essenziali. \u00c8 un\u2019intuizione folgorante, una illuminazione, una consapevolezza nuova che non ti lascia pi\u00f9 come eri prima. L\u2019esperienza dell\u2019istante, introducendo la coscienza in un contatto immediato, senza schemi, con l\u2019Essere divino, produce una totale inversione di tutte le valutazioni umane, una conoscenza nuova. \u201cLe religioni storiche, nate da un istante di rivelazione, nel corso del tempo vengono a strutturarsi in due tipi differenti di esperienza: quella dell\u2019uomo legato al tempo, con le sue tendenze a storicizzare gli eventi e il messaggio; quella dell\u2019uomo che vive nell\u2019istante che ricollega, eventi e messaggio al loro punto eterno, originario. Il primo tipo d\u00e0 origine alla religione di formule, di riti, di interpretazioni statiche, la religione della ripetizione; il secondo riaccende continuamente la vita dentro la fissit\u00e0 delle strutture, la religione dello Spirito creatore. Nel primo la memoria \u00e8 la monotona ripetizione del passato, nel secondo la memoria diventa <em>anamnesis<\/em>, riconduzione nel tempo di ci\u00f2 che \u00e8 nell\u2019eternit\u00e0, perch\u00e9 il tempo sia redento\u201d.[<a href=\"#ftn33\">33<\/a>].<\/p>\n\n\n\n<p id=\"34\">La memoria interiore e vitale, cos\u00ec potremmo definire l\u2019<em>anamnesis<\/em>, deve essere alimentata costantemente dall\u2019istante eterno [<a href=\"#ftn34\">34<\/a>] e dall\u2019ispirazione dall\u2019alto. Possiamo inserirci in questo flusso continuo, simile a un raggio ininterrotto di luce che sgorga dalla sorgente della rivelazione e irradia le sue vibrazioni in tutto il creato, mediante la conoscenza per partecipazione.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019ermeneutica spirituale, la Tradizione e la concentrazione, sono le porte regali per accedere alla Rivelazione. L\u2019ermeneutica spirituale, in quanto considera la Bibbia come la Parola di Dio, viva, dinamica e perci\u00f2 sempre attuale, che risuona nell\u2019intimo ricettacolo e nel tempio vivente che \u00e8 la creatura umana. La Tradizione, intesa come continuit\u00e0 e trasmissione dell\u2019esperienza attraverso le adesioni attuali e successive di ciascuno. Infine, la concentrazione, dal momento che la Parola eterna risuona nel silenzio dell\u2019essere.<\/p>\n\n\n\n<p id=\"35\">Coltivare l\u2019interiorit\u00e0 sar\u00e0 dunque la via di accesso per rendere vivente in noi ci\u00f2 che viene comunicato, per poi condividerlo con gli altri in modo operativo, non solo come nozione imparata. Per questo dobbiamo guardarci dalla dicotomia e dalla dialettica non aperta alla sintesi, che produce l\u2019incontro-scontro tra <em>tradizione apostolica<\/em> e <em>tradizione profetica<\/em>, per usare il linguaggio di alcuni; per altri, tra <em>lex credendi<\/em> e <em>lex orandi<\/em>, o tra teologia e mistica. L\u2019esempio della Chiesa d\u2019Oriente ci pu\u00f2 aiutare, poich\u00e9 in essa non si \u00e8 mai operata una netta separazione tra teologia e mistica, tra il dogma e l\u2019esperienza personale dei misteri divini. Gli insegnamenti della teologia, al contrario, offrono il terreno per l\u2019interiorizzazione e conducono il credente a un\u2019esperienza pi\u00f9 diretta e personale del divino [<a href=\"#ftn35\">35<\/a>]. L\u2019apparente contrasto tra esperienza personale dei misteri e dogma, riguarda solo colui il quale si fermi alla scorza, all\u2019involucro, al senso letterale della Scrittura. L\u2019espressione di Giovanni \u201cil Verbo si \u00e8 fatto carne\u201d (Gv 1,14) ci indica la via per riconciliare l\u2019aspetto <em>esoterico<\/em> della tradizione con quello <em>essoterico<\/em>, per penetrare nel \u201cvero senso occulto delle Scritture\u201d [<a href=\"#ftn36\">36<\/a>].<\/p>\n\n\n\n<p>Da ci\u00f2 che abbiamo detto fin qui possiamo trarre alcune considerazioni su Tradizione e iniziazione:<\/p>\n\n\n\n<p>1. L\u2019iniziazione avviene attraverso una trasmissione, sia nell\u2019ambito visibile (attraverso riti, insegnamenti e rivelazioni) che in quello invisibile. Nell\u2019ambito invisibile si tratta della trasmissione di una influenza sottile destinata a trasformare chi viene iniziato e ad ampliare le sue percezioni.<\/p>\n\n\n\n<p>2. Sembra che si possa parlare di \u201ccollegamento a una Tradizione\u201d solo se questa iniziazione avviene attraverso una catena ininterrotta nel tempo, che si possa ricondurre direttamente a chi ha istituito quella Tradizione.<\/p>\n\n\n\n<p>3. Nella tradizione cristiana l\u2019aspetto dell\u2019iniziazione inerente alla trasmissione sottile di una influenza spirituale \u00e8 la dimensione centrale. Se si pu\u00f2 parlare di iniziazione cristiana, \u00e8 solo in questo contesto.<\/p>\n\n\n\n<p>Le domande che le nostre riflessioni sollevano sono pi\u00f9 numerose delle possibili risposte: Come si pu\u00f2 essere sicuri che, in una data Tradizione, ad esempio nel cristianesimo o nella massoneria, la trasmissione abbia effettiva validit\u00e0, che nel corso dei secoli \u201cl\u2019influenza sottile\u201d che viene trasmessa nelle iniziazioni non abbia perso ogni realt\u00e0? La distruzione dei cavalieri Templari, nel caso del cristianesimo, e i secoli di \u201coccultamento\u201d che separano la massoneria operativa dei costruttori di cattedrali dalla massoneria speculativa rinata nel XVIII secolo, nel caso della massoneria, potrebbero essere state delle interruzioni fatali per la catena iniziatica. E come occuparsi di una materia cos\u00ec sfuggente, che non pu\u00f2 cadere sotto il dominio della scienza, non essendo soggetta a misura n\u00e9 a calcolo, non essendo osservabile con i cinque sensi, potendo occuparsene per definizione solo chi \u00e8 gi\u00e0 stato iniziato? Come considerare i molteplici movimenti che vanno sotto il nome di <em>New Age<\/em> e pretendono di sottoporre ai propri affiliati autentiche iniziazioni? E come considerare le numerose societ\u00e0 segrete nate da un giorno all\u2019altro alla fine del XIX secolo, ad opera di volenterosi \u201ciniziati\u201d?<\/p>\n\n\n\n<p>Rispondere a queste domande non \u00e8 compito di un articolo, ma di una vita intera. <img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%20370%20247'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load wp-image-4295\" style=\"width: 18px;\" data-lazy-src=\"https:\/\/www.esonet.it\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/fine_testo.gif\" alt=\"\"><noscript><img decoding=\"async\" width=\"18\" height=\"18\" class=\"wp-image-4295\" style=\"width: 18px;\" src=\"https:\/\/www.esonet.it\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/fine_testo.gif\" alt=\"\"><\/noscript><\/p>\n\n\n\n<p>__________<\/p>\n\n\n\n<p>Note<\/p>\n\n\n\n<p id=\"ftn1\">1 &#8211; R. H. CODRINGTON, <em>The Melanesians<\/em>, 1891, 118 n.1. <a href=\"#1\">^<\/a><\/p>\n\n\n\n<p id=\"ftn2\">2 &#8211; Cf, M. ELIADE, <em>Trattato di Storia delle Religioni<\/em>, 26-27; P. SCHEBESTA, <em>Origine della Religione<\/em>, Ed. Paoline, Roma 1966, 75 e 223 e H. TISCHNER, <em>Etnologia<\/em>, Feltrinelli, Milano 1970, 331. <a href=\"#2\">^<\/a><\/p>\n\n\n\n<p id=\"ftn3\">3 &#8211; K GOLDAMER, <em>Die Formenwelt des Religiosen<\/em>, Stuttgart 1960, 65. <a href=\"#3\">^<\/a><\/p>\n\n\n\n<p id=\"ftn4\">4 &#8211; P. SHEBESTA, <em>Origine della religione<\/em>, 75. Cf. A. AVALON,<em> Il mondo come potenza<\/em>, I-Il, Ed. Mediterranee, Roma 1973. <a href=\"#3\">^<\/a><\/p>\n\n\n\n<p id=\"ftn5\">5 &#8211; Il termine <em>tab\u00f9<\/em>, deriva da una parola polinesiana che indica ci\u00f2 che \u00e8 contrassegnato con segno particolare; ci\u00f2 che \u00e8 messo in rilievo, ci\u00f2 che non pu\u00f2 essere avvicinato e si contrappone a ci\u00f2 che \u00e8 comune. Tab\u00f9 indica perci\u00f2, la condizione straordinaria di una persona o di una cosa, ricca di potenza. La violazione del tab\u00f9 comporta non un castigo, ma la reazione automatica della Potenza. Nell\u2019Antico Testamento, \u00e8 emblematico l\u2019episodio di Uzza, il quale mor\u00ec al contatto con l\u2019Arca anche se ne aveva sfidato involontariamente il potere, avendo cercato di sostenerla per non farla cadere ( 2Sam 6). Cf G V DER LEEUW, <em>Fenomenologia della Religione<\/em>, op. cit. 24-26. 154 ss. e A. DI NOLA, <em>Tab\u00f9<\/em>, in <em>Enciclopedia delle Religioni<\/em>, 5,Vallecchi, Firenze, coll. 1545-1564. <a href=\"#3\">^<\/a><\/p>\n\n\n\n<p id=\"ftn6\">6 &#8211; Cf SHRI AUROBINDO, <em>La sintesi dello Yoga,<\/em> I-III, Ed. Ubaldini <a href=\"#6\">^<\/a><\/p>\n\n\n\n<p id=\"ftn7\">7 &#8211; Due delle opere principali di questo pensatore sono state: <em>Il fenomeno umano<\/em>, (1955) e <em>L\u2019ambiente divino<\/em> (1957), opere nelle quali si ritrovano queste idee. <a href=\"#6\">^<\/a><\/p>\n\n\n\n<p id=\"ftn8\">8 &#8211; Nella tradizione biblica questo soffio \u00e8 la <em>ruah<\/em>, che \u00e8 al di fuori dell\u2019uomo, anche se gli \u00e8 necessaria per vivere e con essa si pu\u00f2 identificare (Gn 2,7; Gb 27,3; 34,14; Sl 104, 29-30). Invece la potenza del serpente, detta <em>kundalini<\/em>, fa parte della tradizione ind\u00f9 tantrica. Cf. A. AVALON, <em>La potenza del serpente<\/em>, Ed. Mediterranee, Roma 1973. <a href=\"#8\">^<\/a><\/p>\n\n\n\n<p id=\"ftn9\">9 &#8211; In ambito cristiano il simbolo divenne sinonimo della professione di fede: il <em>Simbolo della Fede<\/em>. Il simbolo, dunque, appartiene alla categoria dei segni; infatti non \u00e8 autoreferenziale, ma rimanda a qualcos\u2019altro. Esso si riferisce al dato oggettivo, che ha radice nella realt\u00e0, ma nello stesso tempo lo trascende. Cf <em>L\u2019uomo religioso e il sacro<\/em>, in Anati et alii, <em>Trattato di Antropologia del Sacro<\/em>, I, Jaca Book, Milano 1989, pp. 49-50. <a href=\"#9\">^<\/a><\/p>\n\n\n\n<p id=\"ftn10\">10 &#8211; Il mito \u00e8 un racconto che riporta la storia delle origini, del tempo primordiale. Narra come, grazie alle imprese di esseri soprannaturali, \u00e8 venuta alla luce una realt\u00e0. Si tratta di una storia sacra, con attori e avvenimenti. Il mito \u00e8 legato al sacro, perch\u00e9 mette l\u2019uomo religioso in rapporto con il mondo soprannaturale. Vi sono i miti di origine, quelli di rinnovamento del mondo, quelli di caduta e infine quelli escatologici. Cf <em>L\u2019uomo religioso e il sacro<\/em>, op. cit., pp. 53-55. <a href=\"#10\">^<\/a><\/p>\n\n\n\n<p id=\"ftn11\">11 &#8211; Cf A. VAN GENNEP, <em>I riti di passaggio<\/em>, Boringhieri Torino 1978. <a href=\"#11\">^<\/a><\/p>\n\n\n\n<p id=\"ftn12\">12 &#8211; L\u2019iniziazione \u00e8 <em>rito<\/em>, termine quest\u2019ultimo che deriva dal latino <em>ritus<\/em> (= conformit\u00e0 all\u2019ordine cosmico) e a sua volta dalla parola arcaica indoeuropea <em>ritu<\/em>. Il rito \u00e8 legato a una struttura simbolica tramite la quale si opera il passaggio verso la realt\u00e0 ontologica, il passaggio dal segno all\u2019essere. Esso riporta alla realt\u00e0 primordiale, ordinando (termine che viene dal greco <em>k\u00f2smos<\/em> = ordine) e unificando il molteplice, nella sua matrice essenziale. Grazie al rituale, <em>l\u2019homo religiosus<\/em> si ricollega a un tempo primordiale. M. Meslin considera quattro tipi di azioni rituali: la sacralizzazione del tempo; lo spazio sacro; i rituali d\u2019iniziazione e i pellegrinaggi. Cf M. MESLIN, <em>L\u2019esperienza umana del divino<\/em>, Borla, Roma 1991, pp. 129-188. <a href=\"#12\">^<\/a><\/p>\n\n\n\n<p id=\"ftn13\">13 &#8211; Cf R. GUENON, <em>Aper\u00e7us sur l\u2019initiation<\/em>, Ed. Traditionelles, Paris 1946 e <em>Iniziazione e realizzazione spirituale<\/em>, Ed. Studi Tradizionali, Torino 1967. <a href=\"#13\">^<\/a><\/p>\n\n\n\n<p id=\"ftn14\">14 &#8211; Cf <em>L\u2019uomo religioso e il sacro<\/em>, op. cit., p. 57 e R. GUENON, Ibidem. <a href=\"#14\">^<\/a><\/p>\n\n\n\n<p id=\"ftn15\">15 &#8211; Cf G.V. DER LEEUW, <em>Fenomenologia della Religione<\/em>, op. cit., pp. 167-189. I riti di benedizione e di consacrazione avvengono attraverso un certo tipo di contatto con forze energetiche: l\u2019acqua santa, l\u2019olio, il sangue. Ad esempio, l\u2019unzione fa spesso parte dell\u2019investitura del sacerdote. Il significato primitivo di questo rito \u00e8 la trasmissione della forza spirituale. Cf N. TURCHI, <em>Rito<\/em>, in <em>Enciclopedia Italiana<\/em>, XXIX, Treccani, Roma 1934, p. 467 e A. N. TERRIN, <em>Rito<\/em>, in <em>Nuovo Dizionario delle Religioni<\/em>, Edizioni Paoline, Cinisello Balsamo (Mi), 1993, p. 772. <a href=\"#15\">^<\/a><\/p>\n\n\n\n<p id=\"ftn16\">16 &#8211; I termini <em>essoterico<\/em> ed <em>esoterico<\/em> si riferiscono il primo all\u2019aspetto pi\u00f9 apparente, immediato ed esterno dei fenomeni religiosi, il secondo all\u2019aspetto nascosto, profondo e interiore. In ambito cristiano gi\u00e0 Clemente Alessandrino (150-212) operava tale distinzione. Cf A. GENTILI, <em>Dentro il Mistero<\/em>, <em>indagine sull\u2019esoterismo<\/em>, Ancora, Milano 1993, pp. 17 e 18. Cf anche il paragrafo 1 del cap. III di questo libro. <a href=\"#16\">^<\/a><\/p>\n\n\n\n<p id=\"ftn17\">17 &#8211; Cf M. MESLIN, p. 313-320; M. ELIADE, <em>La nascita mistica. Riti e simboli d\u2019iniziazione<\/em>, Morcelliana, Brescia 1974 pp..9-20 e Le Scienze della religione oggi, a cura di C. CANTONE, LAS, Roma 1981, pp. 52-55. <a href=\"#17\">^<\/a><\/p>\n\n\n\n<p id=\"ftn18\">18 &#8211; Parlare di <em>trasmissione <\/em>o <em>influenza spirituale<\/em> pu\u00f2 suscitare diffidenza, sia perch\u00e9 siamo soliti associare questa pratica ad ambiti esoterici, sia perch\u00e9 la nostra mentalit\u00e0, sempre sospettosa di plagio, \u00e8 quella del <em>fai da te<\/em>. Basti vedere il difficile cammino del concetto di Tradizione anche nell\u2019ambito cattolico. Eppure quanto diciamo non era estraneo alla tradizione cristiana legata soprattutto ai Padri cappadoci e alessandrini. Ne sono testimoni CLEMENTE ALESSANDRINO in Exc. ex Theod., 27,3; Eccl. proph., 57,5; Strom., VI, 161,2 (II, 514, 34-35) e lo PS. DIONIGI AREOPAGITA, nella sua Gerarchia celeste e le Lettere, specie ai capp. III e X della Gerarchia e alla Lettera XVIII e IX. <a href=\"#18\">^<\/a><\/p>\n\n\n\n<p id=\"ftn19\">19 &#8211; \u201cBisogna anche tener presente che la tradizione dei teologi \u00e8 duplice: una tradizione \u00e8 ineffabile e mistica, un\u2019altra pi\u00f9 visibile e pi\u00f9 conoscibile; la prima \u00e8 simbolica ed iniziatrice, la seconda filosofica e dimostrativa; l\u2019ineffabile appare quindi intrecciato con ci\u00f2 che si pu\u00f2 profferire. La seconda tradizione persuade e fissa la verit\u00e0 di ci\u00f2 che si dice, la prima agisce e fissa in Dio con le sue iniziazioni che non si possono insegnare\u201d, PS. DIONIGI AREOPAGITA, <em>Gerarchia celeste<\/em>, Teologia mistica, Lettere, Citt\u00e0 Nuova, Roma 1986, p. 149. Cf CLEMENTE ALESSANDRINO che dice: \u201cI Misteri si trasmettono in modo mistico\u201d, Stromati, 1,1: PG 8, p. 701. \u00c8 interessante notare che quando lo ps. Dionigi dice: \u201cl\u2019ineffabile appare intrecciato con ci\u00f2 che si pu\u00f2 proferire\u201d, siamo portati a pensare all\u2019equivalenza di chi sostiene che l\u2019essoterico permette la sussistenza dell\u2019esoterico all\u2019interno di una stessa tradizione.Cf R. GUENON, <em>L\u2019esoterismo cristiano<\/em>, Arktos Carmagnola 1989, p. 29. <a href=\"#18\">^<\/a><\/p>\n\n\n\n<p id=\"ftn20\">20 &#8211; Cf Y. RAGUIN, <em>Maestro e discepolo<\/em>. <em>La direzione spirituale<\/em> EDB Bologna 1967 (in particolare le pp. 123-139) e B. SCHREIBER, <em>Mistagogia. Comunicazione e vita spirituale<\/em>, in \u201cEphemerides Carmeliticae\u201d, XXVIII (1977). <a href=\"#18\">^<\/a><\/p>\n\n\n\n<p id=\"ftn21\">21 &#8211; GREGORIO DI NISSA, <em>Omelie sul Cantico dei Cantici<\/em>, Ed. Citt\u00e0 Nuova, vol.72, Roma 1989. <a href=\"#21\">^<\/a><\/p>\n\n\n\n<p id=\"ftn22\">22 &#8211; G.M. VANNUCCI, <em>La legittimazione ad operare nel sacro<\/em>, dispensa ciclostilata, Facolt\u00e0 Teologica <em>Marianum<\/em>, Roma 1974, p. 14. <a href=\"#22\">^<\/a><\/p>\n\n\n\n<p id=\"ftn23\">23 &#8211; Cf B. PARODI, <em>L\u2019iniziazione<\/em>, \u201cIl Cinabro\u201d 1, Ed. Pungitopo, Palermo 1986, pp. 45-60. <a href=\"#22\">^<\/a><\/p>\n\n\n\n<p id=\"ftn24\">24 &#8211; L\u2019energia, in greco <em>dynamis<\/em> e a volte <em>pneuma<\/em>, indicava la forza vitale. In latino fu resa con <em>spiritus<\/em>. I LXX traducono il termine <em>energia<\/em> riferito all\u2019uomo con potenza, termine che i Vangeli adoperano per indicare quel tipo di forza anche terapeutica che Ges\u00f9 sente uscire da s\u00e8 quando guarisce l\u2019emoroissa che lo aveva toccato (Lc 8,46), o che la gente avverte al suo contatto (Lc 6,19) o che viene comunicato agli apostoli (Gv 20,22). In san Paolo designa non solo la terza persona della SS. Trinit\u00e0, presente e agente nel cristiano (Tt 3,5; 2 Tm, 1,14), ma anche una forza soprannaturale, santificante e vivificante. Lo <em>pneuma<\/em> di Dio \u00e8 quindi in stretta relazione con la potenza di Dio (1 Tess 1,5 ss.). <a href=\"#22\">^<\/a><\/p>\n\n\n\n<p id=\"ftn25\">25 &#8211; G.M. Vannucci, <em>La legittimazione ad operare nel sacro<\/em>, op. cit. p. 23. <a href=\"#22\">^<\/a><\/p>\n\n\n\n<p id=\"ftn26\">26 &#8211; Cf (Eb 2, 10) nota h in Bibbia TOB, edizione integrale, Elle Di Ci, Torino 1992. L\u2019obbedienza, la povert\u00e0 e la totale disponibilit\u00e0 al Padre, costituiscono la materia prima del sacrificio di Cristo (GV 13,1-15; Lc 22,20; 23,37; Mt 26,3-5). A sua volta il sacrificio del cristiano si inserisce in quello di Ges\u00f9: una vita di fede e di amore che trae il suo valore liturgico dall\u2019associazione a Cristo (Rm 12,1-2; Eb 9,1-14). Un culto che non fosse l\u2019espressione di un simile sacrificio spirituale perderebbe il suo significato originario. <a href=\"#22\">^<\/a><\/p>\n\n\n\n<p id=\"ftn27\">27 &#8211; G.M. VANNUCCI, <em>La legittimazione ad operare nel sacro<\/em>, op. cit. p. 24. Interessante \u00e8 il calendario azteco, detto Pietra del sole, di forma circolare, che con i suoi cerchi concentrici fino al punto centrale canalizza l\u2019energia primordiale dell\u2019universo, la quale si espande nello spazio-tempo per entrare in risonanza con la terra. Questa energia \u00e8 distribuita dal sole che per noi, \u00e8 la fonte della vita sulla terra. Cf F. SCHNARZ, <em>El enigma precolombino<\/em>, Martinez Roca, Barcelona 1988, pp. 121 s. <a href=\"#27\">^<\/a><\/p>\n\n\n\n<p id=\"ftn28\">28 &#8211; Cf G.V. DER LEEUW, <em>Fenomenologia della religione<\/em>, p. 35. <a href=\"#27\">^<\/a><\/p>\n\n\n\n<p id=\"ftn29\">29 &#8211; Ibidem, p. 25. <a href=\"#29\">^<\/a><\/p>\n\n\n\n<p id=\"ftn30\">30 &#8211; Cf. <em>Abhinavagupt<\/em>a, UTET, Torino 1972, 46-48. <a href=\"#30\">^<\/a><\/p>\n\n\n\n<p id=\"ftn31\">31 &#8211; Cf. G. V. DER LEEUW<em>, Fenomenologia della Religione<\/em>, 10-11 e cf. <em>I Santi musuImani,<\/em> UTET, Torino 1968, p. 17. <a href=\"#31\">^<\/a><\/p>\n\n\n\n<p id=\"ftn32\">32 &#8211; Per questa e per le seguenti considetazioni cf. R. GUENON, <em>Scritti sull\u2019esoterismo islamico<\/em>, Adelphi, Milano 1993. <a href=\"#32\">^<\/a><\/p>\n\n\n\n<p id=\"ftn33\">33 &#8211; G.M. VANNUCCI, <em>L\u2019istante e l\u2019anamnesis nell\u2019esperienza religiosa<\/em>, in La Parola creatrice, Ed. CENS Cernusco S\/N Milano 1993, pp. 167-168. <a href=\"#33\">^<\/a><\/p>\n\n\n\n<p id=\"ftn34\">34 &#8211; Ogni spiritualit\u00e0, ogni religione, deve rifarsi continuamente a una origine, luogo di ispirazione e di contemplazione dell\u2019Essere in s\u00e8. Solo il tempo mitico <em>tempo senza tempo<\/em>, e l\u2019esperienza dell\u2019<em>istante<\/em>, permettono di raggiungere il Principio: \u201cNel compimento storico l\u2019incarnazione della Parola \u00e8 legata a un tempo e a uno spazio; nella realt\u00e0 essenziale si compie in un presente che raccoglie in s\u00e8 tutti i tempi\u201d. Ogni dinamismo pertanto deve procedere da questo luogo senza luogo, tempo senza tempo. E questo \u201cprincipio\u201d \u00e8 la Parola creatrice di Dio: il Cristo. Ogni essere e ogni cosa sono l\u2019eco di questa Parola vivente. <a href=\"#34\">^<\/a><\/p>\n\n\n\n<p id=\"ftn35\">35 &#8211; Cf V. LOOSKY, <em>Essay sur la Theologie Mystique de l\u2019Eglise d\u2019Orient<\/em>, Payot, Paris 1960, pp. 6 ss.<br>Cf anche P.N. EVDOKIMOV, <em>La conoscenza di Dio secondo la tradizione orientale<\/em>, Ed. Paoline, Roma 1983. <a href=\"#35\">^<\/a><\/p>\n\n\n\n<p id=\"ftn36\">36 &#8211; Agostino, <em>Discorsi<\/em>, 46,13: PL 38, 277. <a href=\"#35\">^<\/a><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\"><a href=\"#su\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%20370%20247'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load wp-image-8333\" style=\"width: 44px;\" data-lazy-src=\"https:\/\/www.esonet.it\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/Uovo_min.jpg\" alt=\"\"><noscript><img decoding=\"async\" width=\"44\" height=\"70\" class=\"wp-image-8333\" style=\"width: 44px;\" src=\"https:\/\/www.esonet.it\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/Uovo_min.jpg\" alt=\"\"><\/noscript><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ci porremo tre domande in questo articolo:1. Nelle grandi Tradizioni spirituali dell\u2019umanit\u00e0, cosa viene trasmesso attraverso l\u2019iniziazione?2. 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