{"id":786,"date":"2012-05-20T13:38:31","date_gmt":"2012-05-20T11:38:31","guid":{"rendered":"http:\/\/www.esonet.it\/?p=786"},"modified":"2023-11-04T11:51:13","modified_gmt":"2023-11-04T10:51:13","slug":"i-suoni-armonici","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.esonet.it\/?p=786","title":{"rendered":"I suoni armonici"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/www.esonet.it\/?cat=66\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%20370%20247'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load alignright\" title=\"Scienza del Suono\" data-lazy-src=\"images\/topics\/Psicoacustica.jpg\" alt=\"Scienza del Suono\" align=\"right\" border=\"0\" \/><noscript><img decoding=\"async\" class=\"alignright\" title=\"Scienza del Suono\" src=\"images\/topics\/Psicoacustica.jpg\" alt=\"Scienza del Suono\" align=\"right\" border=\"0\" \/><\/noscript><\/a>Per effetto di un fenomeno fisico naturale, quando una sorgente sonora, ad esempio la corda di un violino, entra in vibrazione, oltre al suono di base che essa produce, si creano <em>contemporaneamente<\/em>, secondo una precisa legge fisica, una serie di altri suoni.<\/p>\n<table border=\"0\" width=\"100%\">\n<tbody>\n<tr>\n<td scope=\"col\">\n<div align=\"center\">\n<h3 align=\"left\"><a name=\"su\"><\/a>I suoni armonici<\/h3>\n<p align=\"left\">di Roberto Musto<\/p>\n<\/div>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td scope=\"row\">\n<div align=\"justify\">\n<p>Per effetto di un fenomeno fisico naturale, quando una sorgente sonora, ad esempio la corda di un violino, entra in vibrazione, oltre al suono di base che essa produce, si creano <em>contemporaneamente<\/em>, secondo una precisa legge fisica, una serie di altri suoni, di frequenza superiore, che si sommano e si mescolano con il suono che li ha prodotti: questi suoni non percepibili singolarmente, perch\u00e9 fisicamente mescolati con il suono di base che li ha prodotti, si chiamano<em> suoni armonici o armoniche<\/em>.<\/p>\n<p>A titolo d&#8217;esempio sono trascritti i primi sedici armonici generati dal suono Do:<\/p>\n<p align=\"center\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%20856%20276'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load\" data-lazy-src=\"..\/img_art_1\/armonici_1.gif\" width=\"856\" height=\"276\" \/><noscript><img decoding=\"async\" src=\"..\/img_art_1\/armonici_1.gif\" width=\"856\" height=\"276\" \/><\/noscript><\/p>\n<p><strong>N. B.<\/strong><\/p>\n<p><a name=\"1\"><\/a>I numeri [<a href=\"#_ftn1\">1<\/a>] sotto il nome delle note indicano l&#8217;altezza dei suoni nelle diverse ottave.<\/p>\n<p><a name=\"2\"><\/a>I numeri sopra le note indicano la variazione, in cents [<a href=\"#_ftn2\">2<\/a>], dell&#8217;altezza della nota rispetto al sistema temperato.<\/p>\n<p><a name=\"3\"><\/a>Tra il 1\u00b0 e il 2\u00b0 armonico c&#8217;\u00e8 un intervallo [<a href=\"#_ftn3\">3<\/a>] di 8<sup>va<\/sup>; tra il 2\u00b0 e il 3\u00b0 armonico c&#8217;\u00e8 un intervallo di 5<sup>ta<\/sup>; tra il 3\u00b0 e il 4\u00b0 armonico c&#8217;\u00e8 un intervallo di 4<sup>ta<\/sup>; tra il 4\u00b0 e il 5\u00b0 armonico c&#8217;\u00e8 un intervallo di 3<sup>za<\/sup>sup&gt; Maggiore; tra il 5\u00b0 e il 6\u00b0 armonico c&#8217;\u00e8 un intervallo di 3<sup>za<\/sup> minore; ecc.<\/p>\n<p>__________<\/p>\n<p>Questi suoni armonici, teoricamente infiniti, sono selezionati, e quindi mescolati, in diverse quantit\u00e0\u00a0 e qualit\u00e0, dalla cassa armonica dello strumento o della voce: questa selezione caratterizza il timbro della sorgente sonora, dei diversi strumenti e delle diverse voci.<\/p>\n<p>Il timbro \u00e8 dunque quella qualit\u00e0 fisica che ci permette di distinguere uno strumento, una voce, l\u2019uno dall\u2019altro. Un suono che noi ascoltiamo \u00e8 quindi, da un punto di vista fisico, la risultante di una sommatoria algebrica di tanti altri suoni che vengono emessi contemporaneamente al suono di base e di cui riusciamo a coglierne solo il risultato finale, cio\u00e8 la curva di inviluppo. Pensiamo, ad esempio, ai colori; noi percepiamo la differenza tra un giallo, pi\u00f9 chiaro ed uno pi\u00f9 scuro, ma non possiamo cogliere in quale percentuale siano mescolati i colori che compongono questi due gialli differenti: percepiamo solo il risultato finale. La stessa cosa succede per i suoni: ne percepiamo il risultato finale, che definiamo timbro.<\/p>\n<p><a name=\"4\"><\/a>La serie di armonici [<a href=\"#_ftn4\">4<\/a>], prodotta da un corpo vibrante, segue una precisa legge matematica che ha un carattere universale: ogni armonico infatti ha sempre una frequenza che \u00e8 pari ad un multiplo della fondamentale, secondo una progressione aritmetica: <em>1(fondamentale), 2, 3, 4,<\/em> &#8230; <em>n, <\/em>cio\u00e8 se il suono di base, detto fondamentale, emette 100 vibrazioni al minuto secondo, il 2\u00b0 armonico ne emetter\u00e0 200, il 3\u00b0 300, il 4\u00b0 400, e cos\u00ec di seguito.<\/p>\n<p>Oggi giorno con determinate apparecchiature si pu\u00f2 fotografare un suono e fare una completa analisi delle sue componenti e si \u00e8 inoltre potuto constatare che i suoni musicali non sono esattamente periodici e soprattutto che il timbro dipende moltissimo da fattori temporali \u2013 come il transitorio d\u2019attacco \u2013 oltre che dalla distribuzione dell\u2019energia nello spettro.<\/p>\n<p>Rispetto ai vari suoni che ci circondano, il timbro dello strumento musicale \u00e8 una vera e propria invenzione e continua ricerca di perfezionamento propria dell\u2019uomo, del suo desiderio di sapere, di conoscere, di migliorare e la fisica gioca in questo campo un ruolo fondamentale. Se si entra, infatti, in un museo di strumenti musicali si ha la possibilit\u00e0 di vedere la grande variet\u00e0 nella costruzione, e conseguente evoluzione, degli strumenti musicali, e sovente di uno stesso strumento, conseguenza dell&#8217;attenzione posta, in modo sovente intuitivo, all&#8217;emissione degli armonici da parte di quei diversi strumenti. Senza entrare nel campo specifico dell\u2019emissione sonora di ogni strumento, si pu\u00f2 anche solo immaginare alle diverse emissioni sonore degli strumenti a percussione, a fiato \u2013 a bocchino, ad ancia semplice e ad ancia doppia \u2013 a corda \u2013 distinguendo fra corde pizzicate, percosse o sfregate \u2013 e per ognuno di questi strumenti vagliare le caratteristiche della materia con cui sono costituiti, ecc.<\/p>\n<p>Ho accennato al timbro di uno strumento che \u00e8 poi un po\u2019 come parlare di un determinato colore. Questa base fisica \u00e8 il punto di partenza di una grande tavolozza &#8211; sonora\u00a0 a disposizione del compositore e non solo, ma anche a disposizione dell\u2019esecutore. Le interferenze, le combinazioni, le sovrapposizioni creano il fascino del grande quadro di ogni composizione musicale.<\/p>\n<p>__________<\/p>\n<p><strong>Esempi musicali: <\/strong><\/p>\n<p>la successione dei primi 16 armonici (tutti con la stessa intensit\u00e0), prendendo come suono fondamentale, o 1\u00b0 armonico, la nota Do. Ogni\u00a0 armonico \u00e8 costituito da un&#8217;onda sinusoidale; <a href=\"..\/audio\/01_La_successione_dei_primi_16_armonici.wma\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%2040%2040'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load\" data-lazy-src=\"images\/audiolink.gif\" width=\"40\" height=\"40\" border=\"0\" \/><noscript><img decoding=\"async\" src=\"images\/audiolink.gif\" width=\"40\" height=\"40\" border=\"0\" \/><\/noscript><\/a><\/p>\n<p>i sedici armonici assieme; <a href=\"..\/audio\/02_I_16_armonici_assieme.wma\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%2040%2040'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load\" data-lazy-src=\"images\/audiolink.gif\" width=\"40\" height=\"40\" border=\"0\" \/><noscript><img decoding=\"async\" src=\"images\/audiolink.gif\" width=\"40\" height=\"40\" border=\"0\" \/><\/noscript><\/a><\/p>\n<p>il timbro del violino; <a href=\"..\/audio\/03_Violino.wma\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%2040%2040'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load\" data-lazy-src=\"images\/audiolink.gif\" width=\"40\" height=\"40\" border=\"0\" \/><noscript><img decoding=\"async\" src=\"images\/audiolink.gif\" width=\"40\" height=\"40\" border=\"0\" \/><\/noscript><\/a><\/p>\n<p>il timbro del contrabbasso; <a href=\"..\/audio\/04_Contrabbasso.wma\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%2040%2040'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load\" data-lazy-src=\"images\/audiolink.gif\" width=\"40\" height=\"40\" border=\"0\" \/><noscript><img decoding=\"async\" src=\"images\/audiolink.gif\" width=\"40\" height=\"40\" border=\"0\" \/><\/noscript><\/a><\/p>\n<p>il timbro del flauto; <a href=\"..\/audio\/05_Flauto.wma\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%2040%2040'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load\" data-lazy-src=\"images\/audiolink.gif\" width=\"40\" height=\"40\" border=\"0\" \/><noscript><img decoding=\"async\" src=\"images\/audiolink.gif\" width=\"40\" height=\"40\" border=\"0\" \/><\/noscript><\/a><\/p>\n<p>il timbro del fagotto; <a href=\"..\/audio\/06_Fagotto.wma\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%2040%2040'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load\" data-lazy-src=\"images\/audiolink.gif\" width=\"40\" height=\"40\" border=\"0\" \/><noscript><img decoding=\"async\" src=\"images\/audiolink.gif\" width=\"40\" height=\"40\" border=\"0\" \/><\/noscript><\/a><\/p>\n<p>il timbro della tromba; <a href=\"..\/audio\/07_Tromba.wma\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%2040%2040'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load\" data-lazy-src=\"images\/audiolink.gif\" width=\"40\" height=\"40\" border=\"0\" \/><noscript><img decoding=\"async\" src=\"images\/audiolink.gif\" width=\"40\" height=\"40\" border=\"0\" \/><\/noscript><\/a><\/p>\n<p>il timbro della tuba <a href=\"..\/audio\/08_Tuba.wma\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%2040%2040'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load\" data-lazy-src=\"images\/audiolink.gif\" width=\"40\" height=\"40\" border=\"0\" \/><noscript><img decoding=\"async\" src=\"images\/audiolink.gif\" width=\"40\" height=\"40\" border=\"0\" \/><\/noscript><\/a><\/p>\n<p>3 timbri di natura elettronica. <a href=\"..\/audio\/09_Timbri_elettronici.wma\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%2040%2040'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load\" data-lazy-src=\"images\/audiolink.gif\" width=\"40\" height=\"40\" border=\"0\" \/><noscript><img decoding=\"async\" src=\"images\/audiolink.gif\" width=\"40\" height=\"40\" border=\"0\" \/><\/noscript><\/a><\/p>\n<p>__________<\/p>\n<h4>Le\u00a0 subarmoniche<\/h4>\n<p>Per quanto la fisica acustica neghi l&#8217;esistenza di armoniche inferiori, o subarmoniche, alcuni teorici ne sostengono l&#8217;esistenza. <a name=\"5\"><\/a>Il problema fu gi\u00e0 posto dal teorico Zarlino [<a href=\"#_ftn5\">5<\/a>] per dimostrare la genesi dell&#8217;accordo \u201cminore\u201d [<a href=\"#_ftn6\">6<\/a>]. Il Kaiser [<a href=\"#_ftn7\">7<\/a>] dimostra, come ipotizzava lo Zarlino, che con l&#8217;inversione dei rapporti delle armoniche superiori, si ottengono le armoniche inferiori che generano, proprio, un accordo minore: Fa-La<em>b<\/em>-Do.<\/p>\n<p align=\"center\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%20514%20243'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load\" data-lazy-src=\"..\/img_art_1\/armonici_2.gif\" width=\"514\" height=\"243\" \/><noscript><img decoding=\"async\" src=\"..\/img_art_1\/armonici_2.gif\" width=\"514\" height=\"243\" \/><\/noscript><\/p>\n<p><a name=\"8\"><\/a>Il M\u00b0 Michelangelo Abbado riferisce di esperimenti e ricerche da lui effettuate sul violino [<a href=\"#_ftn8\">8<\/a>]. Questi risultati dimostrerebbero \u201cla possibilit\u00e0 di ottenere da questo strumento, suonando una nota sol per volta, vibrazioni di frequenza sottomultipla di quella fondamentale e di intensit\u00e0 sufficiente per essere apprezzata all&#8217;ascolto diretto\u201d. <a name=\"9\"><\/a>\u201cPer conto suo, il prof. Ettore Dabbene [<a href=\"#_ftn9\">9<\/a>], del Conservatorio di Torino, ha sperimentato, sin dal 1942, su alcuni strumenti a fiato della catena degli <em>ottoni<\/em>, la generazione di frequenze subarmoniche, giungendo a conclusioni molto affini a quelle pi\u00f9 tardi esposte dall&#8217;Abbado. Ma, sia nel caso del violino che in quello degli ottoni sembra che la natura del fenomeno riguardi la modalit\u00e0 di eccitazione del suono, che, in entrambi i casi \u00e8 un po&#8217; fuori dalla normalit\u00e0 e che, pertanto, il fenomeno stesso non abbia relazione con una vera e propria generazione spontanea di dette frequenze\u201d [<a href=\"#_ftn10\">10<\/a>].<\/p>\n<p>In realt\u00e0 gi\u00e0 le armoniche superiori, e precisamente la 10ma, 12ma e 15ma, mettono in evidenza un accordo minore: Mi, Sol e Si.<\/p>\n<p align=\"center\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%20784%20250'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load\" data-lazy-src=\"..\/img_art_1\/armonici_3.gif\" width=\"784\" height=\"250\" \/><noscript><img decoding=\"async\" src=\"..\/img_art_1\/armonici_3.gif\" width=\"784\" height=\"250\" \/><\/noscript><\/p>\n<p>\u00c8 doveroso mettere in evidenza come il Kayser tenga\u00a0 in estrema considerazione la successione dei suoni armonici inferiori. <img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%2015%2015'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load\" data-lazy-src=\"..\/img_art\/fine_testo.gif\" width=\"15\" height=\"15\" \/><noscript><img decoding=\"async\" src=\"..\/img_art\/fine_testo.gif\" width=\"15\" height=\"15\" \/><\/noscript><\/p>\n<p>__________<\/p>\n<p><strong>Note<\/strong><\/p>\n<p><a name=\"_ftn1\"><\/a>1. Per convenzione il Do<sub>3<\/sub> corrisponde al Do centrale della tastiera, cio\u00e8 a quello, scritto in chiave di violino (<img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%2019%2026'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load\" data-lazy-src=\"..\/img_art_1\/chiave_di_violino.gif\" width=\"19\" height=\"26\" align=\"absmiddle\" \/><noscript><img decoding=\"async\" src=\"..\/img_art_1\/chiave_di_violino.gif\" width=\"19\" height=\"26\" align=\"absmiddle\" \/><\/noscript>), sotto il pentagramma. (<a href=\"#1\">torna al testo<\/a>)<\/p>\n<p><a name=\"_ftn2\"><\/a>2. Vedi: <em><a href=\"News-file-article-sid-1302.html\">Le scale musicali<\/a><\/em> (<a href=\"#2\">torna al testo<\/a>)<\/p>\n<p><a name=\"_ftn3\"><\/a>3. Vedi: <em><a href=\"News-file-article-sid-1318.html\">Gli intervalli<\/a><\/em> (<a href=\"#3\">torna al testo<\/a>)<\/p>\n<p><a name=\"_ftn4\"><\/a>4. Gli armonici furono scoperti e definiti da un punto di vista fisico-matematico dal francese Sauveur nel 1701. (<a href=\"#4\">torna al testo<\/a>)<\/p>\n<p><a name=\"_ftn5\"><\/a>5. Gioseffo Zarlino (Chioggia 1517 \u2013 Venezia 1590) autore delle <em>Instituzioni harmoniche<\/em> (1588) e <em>Dimostrazioni harmoniche<\/em> (1571). (<a href=\"#5\">torna al testo<\/a>)<\/p>\n<p><a name=\"_ftn6\"><\/a>6. Per il significato dell&#8217;accordo minore, vedi <em><a href=\"News-file-article-sid-1346.html\">Gli accordi<\/a><\/em>. (<a href=\"#5\">torna al testo<\/a>)<\/p>\n<p><a name=\"_ftn7\"><\/a>7. \u00c8 doveroso mettere in evidenza, come il Kayser tenga in estrema considerazione la successione dei suoni armonici inferiori. Per maggiori spiegazioni, vedi pp. 19 \u2013 25 \u2013 26 \u2013 30 \u2013 32. (<a href=\"#5\">torna al testo<\/a>)<\/p>\n<p><a name=\"_ftn8\"><\/a>8. Michelangelo Abbado, <em>Sulla esistenza dei suoni armonici inferiori<\/em>. Acta Musicologica. B\u00e4renreiter \u2013 verlag. Basel. (Fascicolo IV, 1964). (<a href=\"#8\">torna al testo<\/a>)<\/p>\n<p><a name=\"_ftn9\"><\/a>9. Dabbene Ettore \u2013 Pisani Raffaele, <em>Generazione di frequenze subarmoniche negli strumenti musicali<\/em>, Zanibon Editore, 1973 (<a href=\"#9\">torna al testo<\/a>)<\/p>\n<p><a name=\"_ftn10\"><\/a>10. Pietro Righini \u2013 Giuseppe Ugo Righini, <em>Il suono<\/em>, Tamburini Editore, Milano 1974, pp. 334 \u2013 335. (<a href=\"#9\">torna al testo<\/a>)<\/p>\n<p align=\"center\"><a href=\"#su\"><img decoding=\"async\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns='http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg'%20viewBox='0%200%2044%2070'%3E%3C\/svg%3E\" class=\"zeen-lazy-load-base zeen-lazy-load\" data-lazy-src=\"..\/img_art\/Uovo_min.jpg\" alt=\"torna su\" width=\"44\" height=\"70\" border=\"0\" \/><noscript><img decoding=\"async\" src=\"..\/img_art\/Uovo_min.jpg\" alt=\"torna su\" width=\"44\" height=\"70\" border=\"0\" \/><\/noscript><\/a><\/p>\n<\/div>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Per effetto di un fenomeno fisico naturale, quando una sorgente sonora, ad esempio la corda di un violino, entra in vibrazione, oltre al suono di base che essa produce, si creano contemporaneamente, secondo una precisa legge fisica, una serie di altri suoni. I suoni armonici di Roberto Musto Per effetto di un fenomeno fisico naturale, quando una sorgente sonora, ad esempio la corda di un violino, entra in vibrazione, oltre al suono di base che essa produce, si creano contemporaneamente, [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":7823,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"wds_primary_category":0,"footnotes":""},"categories":[66],"tags":[77],"class_list":["post-786","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-scienza-del-suono","tag-teoria-musicale"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/786","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=786"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/786\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":10748,"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/786\/revisions\/10748"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/7823"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=786"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=786"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.esonet.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=786"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}