Dalla ragione fisica alla mente astratta

Psicologia

Lo sviluppo della ragione viene raffigurato con una serie di rappresentazioni che, scolasticamente, vengono chiamate livelli mentali o piani di coscienza. I livelli attraverso cui si sviluppa il progresso della mente ragionevole sono definiti con termini convenzionali che possono apparire diversi a seconda del “linguaggio” culturale che viene preferito dallo studioso o dal ricercatore. 

Dalla ragione fisica alla mente astratta

di Athos A. Altomonte

Lo sviluppo della ragione viene raffigurato con una serie di rappresentazioni che, scolasticamente, vengono chiamate livelli mentali o piani di coscienza. I livelli attraverso cui si sviluppa il progresso della mente ragionevole sono definiti con termini convenzionali che possono apparire diversi a seconda del “linguaggio” culturale che viene preferito dallo studioso (attività ricettiva) o dal ricercatore (attività dinamica). Noi raffigureremo il progresso della ragione coi seguenti termini. Piano della coscienza materiale o mente inferiore, si differenzia nella ragione istintualegli impulsi del desiderio; la ragione emotivale sensazioni del desiderio; la ragione razionale o ragionevolela consapevolezza del desiderio

La mente ragionevole è il piano coscienziale dove ancora predominano le passioni e i desideri della natura animale. Ma se nell’educazione la natura passionale va dissolta, al desiderio non deve essere data una colorazione d’assoluta negatività. Infatti il desiderio è lo stimolo che muove ogni tipo di manifestazione, anche la più grande ed universale qual è il creato; ed è sempre il desiderio l’impulso che spinge il progresso individuale e l’evoluzione in tutti e cinque i Regni di Natura. 

La ragione giunge alla consapevolezza di sé e del suo rapporto con quanto la circonda attraverso la logica, e questa, è un sistema di pensiero che tende a geometrizzare razionalizzando ogni elemento che le viene sottoposto. La geometrizzazione della ragione si definisce attraverso la capacità di costruire forme-pensiero bidimensionali sempre più perfette in cui ognuna, ha in sé, almeno un punto di congiunzione con ogni altra forma logica e razionale. Questa per gli esoteristi è l’«Arte dei Costruttori». L’Arte di coloro che costruiscono idee, usando “ponti” analogici e coscienziali con cui si integra ogni forma di manifestazione della sfera fisica del mondo. Quest’Arte è chiamata l’Ars Regia. Ne consegue l’Ars Pontificia. L’Arte con la quale i Costruttori costruiscono idee, usando “ponti” analogici e coscienziali con cui vengono integrati gli aspetti fisici e metafisici del microcosmo umano, in ogni forma questi si manifestino.

Come vedremo più da vicino, le capacità della ragione materiale hanno un confine e questo limite è sé stessa. Infatti la ragione si poggia sull’archivio-memoria personale e sull’apprendimento per imitazione, dei più diversi stereotipi sociali e culturali, a loro volta anch’essi “immaginati” dalla ragione. 

La limitazione della ragione sta’ nel fatto ch’essa vive della propria costituzione, sviluppandosi con quanto essa stessa costruisce traendo i propri materiali (ragionamenti) dagli elementi dalla propria limitata sensibilità. Questo sistema chiuso (1) si muove avvolgendosi su sé stesso e non può essere superato dall’uomo se non attraverso la propria coscienza. Superare i limiti della mente by-passandola, significa porsi al di fuori di essa. Ma questo non è di certo un invito a sragionare. Indica l’espansione di coscienza con cui l’uomo supera gli attributi della propria mente inferiore, che costringono nei propri margini la sua identificazione interiore. L’uomo rinascerà una seconda volta quando “bucherà” la sfera della mente condizionata dalla forma animale che, come un looping infinito vive nutrendosi di sé.

Il simbolo sferico di questo moto “infinito” era rappresentato anticamente con una «Ruota» che, in tempi più recenti, fu stilizzata in un serpente che si mangia la coda. La «Ruota» secondo molti “filosofi” del medioevo era sinonimo di fortuna, attribuito all’altalena del destino che trascina l’uomo verso l’alto per poi “scaraventarlo” di nuovo in basso. L’esoterista che riconosce la legge di causa-effetto modifica il termine di fortuna e sfortuna in buona o cattiva condotta che, nella vita, porta a dover riscattare un debito o a poter riscuotere un credito.

L’intellettualità della ragione è l’apprendimento e la memoria, al cui apice è posta l’erudizione. Questa è l’elaborazione, anche creativa, che la personalità dell’uomo opera in sé, nella sfera del conscio individuale, di informazioni desunte dal conscio collettivo attraverso l’apprendimento delle infinite variegature culturali e di costume.

A questo, però, va aggiunto che l’erudizione, al contrario di quanto vorrebbero far credere certi stereotipi mondani, non si coniuga necessariamente con il buon senso, anzi, le cronache della storia illustrano la magistrale sequenza di fatti e misfatti con cui l’erudizione di molti estimatori del potere e seguaci delle sue istituzioni, s’è coniugata con attività umanamente pregiudizievoli ed incoerenti, con azioni malvage, con morali inique e con giustizialismi liberticidi. Ne consegue allora, che l’intelletto della mente inferiore non andrebbe confuso con l’intelletto della mente creativa, che attraverso l’intuito, sviluppa elementi-pensiero del tutto originali desunti dal contatto con l’Ego o con la Triade animica (vedi Intelletto e conoscenza diretta). Entrambi posti in quel piano di coscienza denominato superconscio.

Il ricercatore dovrebbe riconoscere nello sviluppo della logica e dell’analisi intuitiva l’anello di congiunzione, o il ponte, attraverso cui l’accresciuta capacità della mente inferiore, incapace però di astrarsi dalla propria condizione fisica, si proietta verso la soglia d’un piano superiore di coscienza, andando così a fondare quella sfera psichica chiamata: mente astratta

Superare la soglia della natura inferiore non scaturisce da una concezione moraleggiante, come quella che lo vorrebbe condizionato alla purificazione dal peccato ma è un fatto evolutivo, legato al progresso individuale, ovvero, ad una maggiore sensibilità e consapevolezza e ad un diverso modo d’usare il pensiero. 

La costituzione d’una capacità superiore di formulare pensieri è chiamata intelligenza, ed è caratterizzata dalla capacità individuale di astrarre la mente dagli attributi della natura passionale, condizionata dall’istinto animale e dalle sue pulsioni emotive (distinguendo tra il piano delle emozioni e il piano del sentimento). Focalizzare se stessi su di un piano di coscienza più sottile e sensibile, e stabilizzarvisi attraverso un maggiore quoziente psichico, modifica la “stanzialità” dell’io perché questi, una volta sviluppate le capacità sviluppate nell’integrazione con i fenomeni di natura materiale, oltrepassa la soglia della sua innata focalizzazione trasferendo la propria “presenza” in una nuova sfera di attività mentale, che lo collega anche con la realtà metafisica d’ogni fenomeno, conosciuto fino ad allora solo nella sua manifestazione più densa e concreta. 

La mente, la sfera psichica, è la “casa” ed il “guscio” che contiene, proteggendola, la vita del pensiero. Il pensiero non può assumere una forma fuori della mente, quindi, il pensiero non può materializzarsi che nella mente. A sua volta, la mente materializza ancor di più il pensiero estroflettendosi nel cervello che, in ragione della sua maggiore o minore capacità di comprenderlo, e nella misura in cui è in grado d’afferrare un numero più o meno grande dei concetti che vi sono implicati, infine può esteriorizzarlo completamente attraverso medi non sempre efficaci come gli atti (immagini esemplari), e mezzi non sempre affidabili come le parole (immagini sonore). 

Coagulando attorno a sé parte del tessuto (energetico) coscienziale, quel nucleo d’attività intelligente ch’è chiamato comunemente «pensiero», crea uno “specchio” sul quale manifestarsi, materializzandosi in un’immagine, un riflesso. L’antica saggezza insegna che ogni individuo riflette in Sé la divinità del Primo Modello Archetipo, Causa prima e Generatore dell’intera creazione. Così si materializza anche in ogni frammento del mondo fenomenico l’Unità dell’Ente supremo chiamato Dio. Attraverso un medio meno grossolano e materiale l’attività intelligente della Triade animica chiamata Ego (Ego oggi, Psichè nell’antichità, è il termine usato per indicare l’intelligenza del Sé superiore, ovvero il suo «pensiero». Con ciò si vuole significare che l’attività intelligente dell’anima riflette il 3° Aspetto cosmico che in occidente, il culto devozionale chiama Spirito Santo), può preservare meglio le proprie caratteristiche sottili, e quello specchio, assai meno mineralizzato di quello fisico, (lo Speculum iniziatico. Tiphereth e il centro cardiaco) è la mente astratta (mente egoica, priva d’attributi inferiori, vedi Integrare spirito e materia).


[1] Un sistema chiuso è una tesi costruita a prova di smentita (cit. Karl Popper). Appartengono a sistemi chiusi le tesi totalmente astratte (astruse), le asserzioni ideologiche o più specificatamente i dogmi religiosi che trovano conferma solo all’interno dei loro costrutti e solo per mezzo dei propri strumenti, per cui, non possono incorrere in smentite. Queste sono dette autoimmunizzanti perché sono state fondate su moduli ragionevoli che si sostengono non ponendo in discussione nessuna parte di sé immunizzandosi così da ogni possibilità smentita che possa derivare da un contraddittorio dialettico o da un confronto intellettuale. Inoltre sono considerati a sistema chiuso, quelle tesi ideologiche o di credo, che si affermano come proposizioni onnicomprensive cioè, quei sistemi speculativi all’interno dei quali si trova la spiegazione di tutto e per tutto. (torna al testo)