Per intervallo musicale si intende la distanza fra due suoni.
L’intervallo è espresso da un numero che si ottiene contando il nome del suono iniziale e gli altri suoni in successione sino ad arrivare al suono finale.
Gli intervalli musicali
di Roberto Musto
Per intervallo musicale si intende la distanza fra due suoni.
L’intervallo è espresso da un numero che si ottiene contando il nome del suono iniziale e gli altri suoni in successione sino ad arrivare al suono finale.
Ad esempio fra il:
Do e il Sol c’è un intervallo di quinta:
Do (Re-Mi-Fa) Sol
1 ( 2 – 3 – 4) 5°
Do e il Re c’è un intervallo di seconda:
Do – Re
1 – 2°
La e il Fa c’è un intervallo di sesta:
La (Re-Mi-Fa-Sol) Fa
1 (2 – 3 – 4 – 5) 6°
Fra due note che hanno la stessa altezza non c’è intervallo: le due note sono unisone (un.).
Facendo riferimento alla scala di Do maggiore, individuiamo i seguenti intervalli:
Do
Re
Mi
Fa
Sol
La
Si
Do
Do
Un.
2°
3°
4°
5°
6°
7°
8°
Esempi musicali:
la successione degli intervalli: unisono, 2° Maggiore, 3° Maggiore, 4° Giusta, 5° Giusta, 6° Maggiore, 7° Giusta.
* * *
Approfondimenti
A seconda della distanza fra i diversi suoni gli intervalli sono classificati in:
Maggiori (M)
Minori (m)
Diminuiti (D)
Eccedenti (E) o Aumentati (A)
Giusti (G).
Per calcolare la natura dell’intervallo, cioè se è M, m, D o E (A), si deve considerare la prima nota dell’intervallo come tonica di una scala Maggiore e verificare se la seconda nota è più o meno alterata rispetto alla sua naturale posizione in quella scala.
Lo schema di base è il seguente:
Tonica di una scala maggiore
1°
grado
G
2°
grado
M
3°
grado
M
4°
grado
G
5°
grado
G
6°
grado
M
7°
grado
M
8°
grado
G
per cui, se prendiamo per esempio la scala di Do Maggiore, avremo la seguente tipologia di intervalli, poiché nessuna nota di questa scala risulta alterata
Do
Re
Mi
Fa
Sol
La
Si
Do
Do
Un.
2°
M
3°
M
4°
G
5°
G
6°
M
7°
M
8°
G
Se consideriamo un’altra scala, ad esempio, quella di Re Maggiore, che, per sua costituzione, ha il Fa# e il Do#, avremo:
Re
Mi
Fa#
Sol
La
Si
Do#
Re
Re
Un.
2°
M
3°
M
4°
G
5°
G
6°
M
7°
M
8°
G
Se la seconda nota è alterata rispetto alla sua naturale posizione in quella scala dovremo considerare le seguenti possibilità:
+ due semitoni
+E (A)
+E (A)
+E (A)
+E (A)
+E (A)
+E (A)
+E (A)
+E (A)
+ un semitono
E (A)
E (A)
E (A)
E (A)
E (A)
E (A)
E (A)
E (A)
Scala Maggiore
1°
grado
G
2°
grado
M
3°
grado
M
4°
grado
G
5°
grado
G
6°
grado
M
7°
grado
M
8°
grado
G
– un semitono
m
m
m
D
D
m
m
D
– due semitoni
D
D
D
+ D
+ D
D
D
+ D
– tre semitoni
+ D
+ D
+ D
——
——
+ D
+ D
——
Se il 3° grado (intervallo di 3° Maggiore), ad esempio, è alterato di un semitono ascendente, l’intervallo diventerà di 3° Eccedente; se è alterato in modo discendente di un semitono, diventerà di 3° minore; e così di seguito.
Ecco alcuni esempi, considerando sempre, per comodità, la scala di Do Maggiore:
Do
>>
Mi
Nella scala di Do M, il Mi è naturale, quindi
=
3° M
Do
>>
Mib
La seconda nota dell’intervallo è abbassata di un semitono, per cui l’intervallo da M diventa
=
3° m
Do
>>
Fa
Nella scala di Do M, il Fa è naturale, quindi
=
4° G
Do
>>
Fa#
La seconda nota dell’intervallo è alzata di un semitono, per cui l’intervallo da M diventa
=
4° A
Do
>>
Si
Nella scala di Do M, il Si è naturale, quindi
=
7° M
Do
>>
Sib
La seconda nota dell’intervallo è abbassata di un semitono, per cui l’intervallo da M diventa