Divulgazione Iniziatica

Massoneria

Porre la realizzazione iniziatica nei vacui schemi di rappresentazioni virtuali, significa giocare con l’equivoco di poter apparire senza essere. L’equivoco di sfoggiare una sciarpa o una decorazione senza avere raggiunto (se non a parole) l’espansione di coscienza e la profondità spirituale necessarie.

Divulgazione Iniziatica

di Athos A. Altomonte

Porre la realizzazione iniziatica nei vacui schemi di rappresentazioni virtuali, significa giocare con l’equivoco di poter apparire senza essere. L’equivoco di sfoggiare una sciarpa o una decorazione senza avere raggiunto (se non a parole) l’espansione di coscienza e la profondità spirituale necessarie.

I segni dell’Iniziazione dovrebbero essere “impressi” nella coscienza dell’iniziato, e non solo sui paramenti e sulle decorazioni dei gradi. 

Invece, molti, credono che sia sufficiente sviluppare una certa dose di dialettica discorsiva per possedere valori iniziatici. Ma la colpa non è la loro ma di chi li ha indirizzati così. 

Pochi si chiedono che valore può avere la loro iniziazione simbolica, anche se tutti sanno che, in effetti, nessuna riproduzione virtuale potrà mai sostituire la realtà. E la realtà iniziatica, da sempre, diparte dal concetto di “trasformazione interiore”. Non quella dialettica, o “votata” da pari, ma quella accentrata sulla metamorfosi iniziatica (vedi Massoneria Bianca e prassi iniziatica).

Quindi, noi cerchiamo di dividere il vero dal virtuale scindendo la via iniziatica da quella del millantato credito.

Sin dai suoi esordi, almeno in ambito massonico, questo sito si è posto come uno strumento “di rottura”, ponendosi al di fuori degli schemi precostituiti da uomini, tutt’altro che iniziati, occupati in perenni campagne elettorali. Uomini alla ricerca di continue strategie con agguati e imboscate, per “far fuori” oggi questo e domani per “far fuori” quell’altro. Un panorama umanamente a dir poco comune e iniziaticamente tristissimo. 

Il buonismo di certe “bocche” tenta di celare come può, l’inconsistenza della propria sostanza, così come sono ancora tanti quelli che cercano di nascondere dietro le “sciarpe” la loro leggerezza dell’essere. 

Per altri versi certo buonismo ha un senso: è la pozione soporifera in cui tenere “i paganti”, le cui quote associative sono per taluni il vero oggetto “del contendere”. Perché, godere di rimborsi e prebende aiuta a vivere meglio il loro massonismo exoterico.

Per molti versi, oggi, Chiesa e Massoneria hanno molto in comune. Entrambe sono protese nel difendersi da un confronto intellettuale (e spirituale) dall’esito incerto e pericoloso. Entrambi debbono difendere le proprie certezze che, l’informazione, globale e senza filtri fa vacillare sempre più. 

In una realtà scientifica sempre più intimista non bastano più le asserzioni dogmatiche (della Chiesa) o le pompose allocuzioni (della Massoneria) per persuadere le nuove coscienze, ma servono fatti e prove, vere ed inconfutabili.

Non basta più che taluno vanti la propria grandezza interiore, illuminazione o infallibilità né basterà esibire un titolo autorevole per convincere, dovrà dimostrare nei fatti la sua migliore differenza. 

Dunque, se qualcosa sta cambiando nell’animo del mondo, allora, è anche giunto il momento di cambiare certe “vecchie abitudini”, consolidate a vantaggio di pochi.

E anche se la comunicazione diventa a volte aggressiva, commerciale, falsa o superficiale, bisogna riconoscere che è proprio sull’onda di questa “confusione” che stanno avvenendo delle rivoluzioni nel pensiero degli uomini: altrimenti impossibili nel ghetto del conformismo dei poteri oscuri. 

Ed a proposito di poteri oscuri, si ricordi la Leggenda di Hiram e di chi uccise il Maestro di tutti i maestri. I profani? No, i Cattivi Compagni che sedevano da Fratelli nel Tempio!

Chi ha orecchie per sentire…