
Oggi la durata delle imprese, con il totale esaurirsi delle forze nell’atmosfera terrestre, esige un’immensa quantità di energia.
Quando dice: «Non posso lasciare il campo di battaglia», assorbe nuova energia. Noi siamo pronti a rinvigorirlo con una corrente di forza se esiste in lui ferma decisione di non uscire dalla lotta. Ma sappiamo quanto sia difficile portare luce nelle tenebre, poiché la luce è vista dagli altri e non da colui che la reca. Inoltre, quelli che dormono non la sopportano. Notate in genere quelli cui non è indispensabile l’oscurità per dormire. Il fuoco del loro spirito dissolve il buio. Noi riconosciamo i combattenti dalle loro abitudini. Ma quando il loro sguardo vaga smarrito nelle tenebre, e rabbrividiscono al crepuscolo, diciamo: «Lo spazio è pronto ad ascoltarvi». Il seminatore non conta i semi che getta, poiché non ha da mietere. Ma chi lavora con più gioia? Il seminatore, non colui che deve curvarsi a raccogliere. Egli lancia i semi con un largo gesto della destra. Il vento ne porta via molti; ma il seminatore canta, perché il campo, per lui, non è vuoto. Se ne andrà lasciandolo coperto di germogli. Non gli importa chi altri verrà a cogliere la messe, o a custodire i nuovi grani. La semina è compito che spetta ai più fidati. Il campo è grande, ma la mano esperta non si stanca. Ci viene detto: «Create eroi». da Agni Yoga |


