
Occorre esaminare tutto ciò che vi si è incastrato. Gli uomini si sono abituati ad accettare ceppi occasionali come capisaldi di riferimento, ma, quali membri degni di una società razionale, sono tutti responsabili di ogni stolta sopravvivenza. Non è giusto considerare se stessi come vittime della generale mancanza di senno. Né è corretto consolarsi al pensiero che la colpa è di altri. Sarebbe bene calcolare con prudenza i propri sentimenti, e, senza falsi sorrisi, convincersi che la riforma può cominciare oggi, vagliando la qualità di ogni propria azione, a partire dalle più banali. Avete dormito bene? Come avete parlato a chi vi e prossimo? Avete differito un dovere urgente? Avete stabilito scadenze fallaci? Avete trascurato di essere solleciti del Bene Comune? Rispondete senza ipocrisia. da Comunità |


