Mentre la Veste dell’Iniziato, come abbiamo realizzato nel paragrafo precedente è 6, quando vi consideriamo la presenza all’interno di quel Punto di Luce da cui tutto trae origine, l’Uno, appare il Numero 7.
Imago Templi/6.17
di Athos A. Altomonte
Sette, il Numero della Gerarchia nel Regno Umano
Mentre la Veste dell’Iniziato, come abbiamo realizzato nel paragrafo precedente è 6, quando vi consideriamo la presenza all’interno di quel Punto di Luce da cui tutto trae origine, l’Uno, appare il Numero 7.
Ecco allora come si presenta l’Esagramma per la Kaballah ebraica.
Le lettere J H W H del Tetragrammaton poste al centro dell’Esagramma, manifestano la presenza nella Materia dell’Uno.
L’ebraismo pone al centro di J e H o W a H, quella combinazione di lettere che significa AdamEvè, sia maschio che femmina, a significare l’androginia o la contemporaneità di quegli elementi del loro Dio; altrimenti indicato al popolo, aggiungendo al Tetragrammaton le consonanti e-o-a, come Adonai, Hè-do-na-i. Questa è la soglia che introduce l’Iniziato alla formazione del Nome Ineffabile e della conseguente Parola Perduta. Pur affermando che non è difficile geometricamente giungere a concepirli, l’emetterli si discosta dalla realizzazione concettuale e si rende necessaria una realizzazione “fisiologicamente reale” ed una “mutazione metafisica”. Il possesso di requisiti ormai trascesi dalla Forma i cui postulati fondamentali sono, se pur frammentariamente, continuamente enunciati e sottolineati nelle varie parti di questo lavoro.
Noi porremo come d’abitudine al centro dell’esagramma “il Punto radiante” perché simbolo dallo stesso significato ma, senza quelle caratteristiche religiose che per interpretazioni profane, invece di unire separano da sempre i popoli fratelli.
Prima di proseguire vorrei che ci si soffermasse brevemente ad osservare e riconoscere in questo Simbolo la presenza del Due nella circonferenza che tutto contiene e trattiene, del Tre nella duplice Forma manifesta ed immanifesta dei due triangoli e l’Uno, il Punto che irradiando, fa vivere, tutto il Sistema di manifestazione.
Considerando “fisso” il Triangolo generatore formato dall’ 1, 2, 3, l’Iniziato giunto che sia realmente alla fase operativa, saprà combinare a suo giudizio i quattro Aspetti rimanenti (IV, V, VI, VII) a secondo degli scopi da raggiungere se il lavoro coinvolge solo se stesso, e la qualità dei materiali (i Fratelli) che gli si offrono, se il lavoro coinvolge un Gruppo di più iniziati.
Nell’immagine si mostra uno “standard” sia per il singolo che di gruppo, piuttosto elevato. Quindi al centro come energia polarizzante ed equilibrante vi è il IV Aspetto, che ha la prerogativa d’assorbirei conflitti scaturiti dall’unione di più elementi e ridurli all’armoniaperché segue la Legge d’Equilibrio.
Il Quattro ha il valore di riflettere il Modello ed il fatto che si tratti di un doppio Due offre l’opportunità per il ricercatore di rivisitare quel numero, e comprendere meglio, in base a questa ultima affermazione, il conflitto anche di più “opposti” che con l’opera calmieratrice della Psiche, divengono armonicamente “complementari” ed alleati dell’Uomo che li domina.
Nell’esempio, il V Aspetto energetico detto della Scienza, è abbinato con il VI Aspetto energetico, detto dell’Idealismo.
Quella con il VI Aspetto, è l’ideale combinazione per valorizzare il lavoro del ricercatore anche attraverso il pieno riconoscimento delle valenze metafisiche presenti in quell’area. Mentre l’idealismo viene indotto a manifestarsi nell’opera o nella ricerca attraverso il VI Aspetto, l’abbinarlo al V Aspetto della Scienza, crea le condizioni perché poi esse vadano a concludersi attraverso progetti strutturati concretamente e realizzati in maniera equilibrata.
Al vertice del Triangolo inferiore abbiamo il VII Aspetto perché tutto proceda nei giusti ritmi con precise cadenzeed i cicli si sovrappongano armoniosamente, e possa elevarsi come in una spirale.
Il maestro massone deve apprendere a gestire prima in sé, questo conflitto di forze presenti in ognuno, anche se spesso allo stato latente; per plasmarle in un unico vortice (la punta di diamante della mente dell’Iniziato) da dirigere coscientemente a perforare le dure forme mentali di Chaos e, modificandone le caratteristiche, operare verso gli obiettivi voluti.
Questo è un esempio attenuato, dell’Atto di Volontà.
I medesimi conflitti che il massone scopre in sé li ritroverà poi all’esterno, nel gruppo in cui opera, moltiplicati per il numero degli associati, in più, con la complicazione della turbolenza (caratteriale) dell’interazione tra loro.
Quel massone che volesse dirigere oltre che se stesso, anche un piano in comune con altri Fratelli (ad es. una Loggia), senza la conoscenza ed il controllo di quegli elementi interni, è destinato a sicuro naufragio, come una barca nell’instabilità degli elementi, che si trovi senza il governo d’un timone. A meno che, non si voglia giocare alla massoneria iniziatica dei “Titoli e delle Patenti”, senza però mai staccarsi, se non nelle parole, dalla sicurezza dell’Elemento Terra.
Sette Fratelli che interpretino impersonalmente in Tempio, le 7 caratteristiche (Mentale Inf.) e le 7 Qualità (Mentale sup.) dei Logoi, i 7 Pianeti Sacri del Sistema Solare (espressi nella Menorah), daranno vita ad una Loggia “Giusta”, ma non ancora perfetta, perché Sette è il Numero della perfezione relativa. Per ottenere quella perfezione occorre raggiungere il Numero 9, e questo vale anche per i massoni necessari per la formazione d’una Loggia perfetta.
Il Settenario che abbiamo imparato a riconoscere nella Loggia massonica, nel Sistema Solare, nell’uomo, nelle energie, nei suoni e nei colori, è rivestito di molti significati ma sempre in sintonia tra loro, anche nei molti linguaggi iniziatici minori.
Scorriamo assieme, a seguire, delle Tavole che ci consentiranno dei rapidi confronti tra quei linguaggi nei cosiddetti Catechismi minori.
Tabella A
Grado massonico
Età esoterica
Batteria Suono
Intervalli Suono
M.V. gradini del Trono
Arti liberali apprendimento
1 Apprendista
1 anno2 anni
3 anni
3
2
3
grammaticaretorica
dialettica
2 Compagno
4 anni5 anni
5
3
5
aritmeticamusica
3 Maestro
6 anni7 anni
9 / 7
8 / 6
7
astronomiageometria
Tabella B
Piano Divino
1Piano Spirituale
Volontà
Essere
1° Grande Aura
Monade
2Piano dell’Individualità
Saggezza
Poter Fare
2° Grande Aura
Triade
3Piano del Pensiero
Attività Intellettuale
Saper Fare
3° Grande Aura
Intuitivo
4Piano della Mente
Scienza Concreta
Sapere
Aura Psichica
M. Astratto
5 Piano della Personalità
Conflitto ed Armonia
Conoscere
Aura Mentale
M. Concreto
6Piano Emotivo
Idealismo e Devozione
Credere
Aura Astrale
C. Astrale
7 Piano Istintuale
materialistico
Superstizione
Aura Eterica
Doppio Eterico
Tabella C
Piano Divino
1 Corpo Monadico
Piano dell’Essere
Piano Atomico
2 Corpo Animico
Piano del Sapere
Piano Subatomico
3 Corpo Causale
Piano della Comprensione
Piano Supereterico
4 Corpo Mentale sup.
Piano del Pensiero
Piano Eterico
5 Corpo Mentale inf.
Piano dell’Apprendimento
Piano Gassoso
6 Corpo Astrale
Piano del Desiderio
Piano Liquido
7 Mondo delle Ombre
Piano del Calore
Piano Denso
Tabella D
La Grande Opera Massonica
La Grande Opera Alchemica
1
al 33° grado
Fissazione
2
al 32° grado
Unione
3
al 31° grado
Sublimazione
4
al 30° dal 19° grado
Distillazione
5
al 18° dal 10° grado
Soluzione
6
al 9° dal 5° grado
Putrefazione
7
al 4° dai gradi dell’Ordine
Calcinazione
Piano Divino o Senza veste (privo di attributi riconoscibili nel microcosmo)
Nella trasposizione geometrica dei sette livelli, dalla Monade al veicolo fisico, sono molti gli elementi riconoscibili per il Fratello Massone, tra cui il significato occulto della “Z” il Segno dei Maestri Segreti.
Per i Fratelli più aperti ed esigenti vorrei proporre altre due tavole di 7 livelli;
la prima di cultura mediorientale, la seconda dell’estremo oriente.
Tabella E
Piano Divino
(io sono Colui che sono)
‘Ehjeh ‘As^er ‘Ehjeh
in Ebraico :
(non questo e non quello)
Ain Soph Aur
0
Aziluth
Primo Mondo
Ye Hi Dah
1
Briah
Secondo Mondo
Hay Yah
2
Yezirah
Terzo Mondo
Nesh^amah
Nesh^amah
3
Assiah
Quarto Mondo
Ru^ah
Mahshabah
4
Nephesh
Tzelem
5
Dyugnah
6
Zurath
7
D ‘ Muth
0
Primo Mondo:
dell’Emanazione
Aziluth
Secondo Mondo:
della Creazione
Briah
Terzo Mondo:
della Formazione
Yezirah
Quarto Mondo:
dell’Azione
Assiah
Tabella F
in Sanscrito, Regola Veda e Rig-Veda:
Piano Divino
0
Senza Veste
Anupadaca
1
Spirito
A^tm^a
2
Anima
Buddhi
3
Intelletto
Manas
4
Mente
Kama-Manas
5
Mente Fisica
Kama-Rupa
6
Istinto e desiderio
Linga Scharira
7
Bioenergia
0 Sth^ula Scharira
Solido
Per il Fratello più volonteroso a riscoprire l’Antica Saggezza della Tradizione, si offre di cogliere il senso occulto di alcuni elementi fondamentali tra quanti affermati da Ermete Trismegisto nella sua Dottrina Segreta.
Elementi del “Gran Segreto” accessibili, se comparati con tutte le Tavole di questo paragrafo.
«Ai Figli della Dottrina …
di diverse cose fatte 2 a 3 e 3 a 1, 1 con 3 è 4 e poi 3, 2 ed 1.
Da 4 a 3 c’è 1; da 3 a 4 c’è 1, dunque 1 e 1, 3 e 4; da 3 a 1 c’è 2, da 1 a 3 c’è 2,
da 3 a 2, 1, 2, 3. E 1, 2 da 2 e 1, 1 da 1 a 2, 1 dunque 1, vi ho detto tutto … »
Ed ora alcune anticipazioni che ci permettono di collegarci dal 7, ai Numeri 9 e 10.
Avrete notato la presenza di due ulteriori livelli nelle Tavole E ed F, ebbene quei livelli si riferiscono: il primo alla sfera superiore la Piramide Gerarchica del Regno Umano, mentre l’ultimo alla sfera ad essa inferiore. Va da se che si sta indicando, la presenza di due Gerarchie. Una Gerarchia superiore al Regno Umano e dalla quale esso dipende, ed una Gerarchia ad esso inferiore e dal quale dipende, questo anche se pochi sono gli uomini che ne hanno preso coscienza.
Questa è una prima indicazione per concepire il panorama più vasto che contiene il 9 ed il 10.
Per visualizzare meglio il sistema di: Volontà-Moto-Causa-Effetto, che interagisce nella manifestazione della Piramide del Regno Umano, tra 1, 2, 3, ed i 7 Livelli di manifestazione (valore 10), vorrei mostrare un ultimo schema.
Il vero motivo perché mi sono voluto dilungare nell’esporre il settenario, in una lunga seppure incompleta teoria di Tabelle comparative è perché giungessimo alla rassicurante conclusione, che indipendentemente dai linguaggi usati dai Catechismi Minori per comunicare con i diversi tipi di Apprendisti di tutte le Nazioni, il settenario come Sistema è stato sempre e da tutti riconosciuto ed usato, come parametro di misurazione per rendere visibile alla mente anche del Novizio, il concetto altrimenti astratto ed immensurabile della Piramide Gerarchica nel Regno Umano e della auspicabile rapida ascesa in essa d’ogni uomo.
L’ascesa nella Gerarchia è però accessibile e misurabile solo attraverso una progressiva, ma reale, acquisizione dei livelli del settenario e dei contenuti in essi riposti dalla saggezza della Tradizione.
Forse è inutile sottolineare come quell’ascesa Gerarchica si chiami“Iniziazione”, per la quale però, non cesserò mai d’aggiungere “reale”, perché non si possa incorrere nell’errore di scambiarla con altre di diversa natura, a volte frutto maligno di due eresie.
La prima eresia si poggia sul concetto di seniority o anzianità di permanenza nel grado, senza poi valutarne il reale spessore dei profitti acquisiti, la seconda, sull’idea di “graziosa elargizione” devoluta dall’alto.
Possiamo concludere affermando, per il ricercatore che superi la necessità di riferirsi al chaos dei linguaggi e delle loro interpretazioni, ma si affidi al solo riconoscimento del Sistema Iniziatico basandosi sulle sue espressioni prime, la Geometria sacra e la Numerologia metafisica, non dovrà più preoccuparsi di perdere la Via della Maestranza dove, l’Aumento di Luce è da sempre riconosciuto e perseguito come un evento naturale che si colloca all’interno dell’Iniziato; nella sua Psiche.