
Anche se in tono minore, tutti nella loro vita hanno provato un lampo d’intuitività. Il cosiddetto capire senza sapere come. Pensatori, artisti, scienziati e osservatori hanno conosciuto il lampo d’intuizione che li ha illuminati con il senso di bellezza e d’armonia.
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Sommario: Malinconia – Lettura dei significati simbolici – Riconoscere i valori della geometria invisibile
Anche l’illuminazione artistica è un momento di risveglio interiore che svela i significati profondi di quanto viene percepito attraverso i sensi. Per questo, la vera funzione dell’arte è svelare la bellezza nascosta e l’armonia divina in tutte le cose. Essere capaci fa la differenza tra l’artista e la sua arte, e l’artigiano e la sua professione. La visione geniale è una virtù in cui intuizione e ispirazione si sommano al crisma percettivo dell’artista, rendendolo uno straordinario strumento di sintesi creativa. Studiare gli aspetti della creatività, in ogni sua forma, è importante, perché, aiuta a riconoscerne gli aspetti fondamentali che verranno presi a modello. Una percettività estremamente emancipata, però, può procurare sofferenza quando alla personalità del pensatore manca un adeguato allineamento interiore. In altre parole, l’energia creativa diventa sofferenza (vedi “Analisi della febbre creativa”) quando non è guidata da una mente potente. E l’autocontrollo solitamente scarseggia negli spiriti troppo indipendenti. Attivare l’intuizione (percezione dinamica-mascolina) e ricevere l’ispirazione (percezione attrattiva-femminina) sono processi che si attivano con la sensibilità del pensatore. Nel loro equilibrio, sensibilità, intuitività ed ispirazione sono usati per dare una forma concreta (l’opera) a pensieri percettibili solo alla visione interiore. La sensibilità percettiva è un aspetto spontaneo prossimo all’empatia, che trova il suo sviluppo nell’intelligenza empatica, capace di cogliere il lato nascosto di ogni idea. Ricavando una visione con cui si collega un significato a molti altri. Ecco l’importanza dell’analogia. I collegamenti tra diverse rappresentazioni fisiche e mentali, sono canali di comunicazione che il pensatore apprende a conoscere ed usare come un vero e proprio linguaggio iniziatico. Riconoscere i collegamenti tra più significati (analogia), è l’inizio della geometria di pensiero, che riceve e comunica idee, sentimenti ed emozioni. Col risultato che quanto è capito può essere riprodotto in forma convenzionale, attraverso canoni, codici, criteri, o simboli che ampliandosi diventano linguaggi che, nelle forme più particolari, diventano veri e propri linguaggi iniziatici (vedi “I linguaggi iniziatici”) Le forme più pure di bellezza e d’armonia nascono dal pensiero, dal gesto e dalla parola dei loro creatori. E se le forme d’arte più raffinate si rispecchiano nella purezza di canoni che vengono fatti risplendere di riflessi divini, anche l’arte è un linguaggio che bisogna imparare a conoscere, perché, assieme al linguaggio simbolico (vedi “Esempi di linguaggio ermetico-simbolico”) è uno strumento profondamente esoterico. Tanto l’arte architettonica quanto l’opera pittorica, si basano su rapporti geometrici invisibili ad occhi inesperti. È proprio da quei rapporti che scaturisce l’armonia. Più facile è riconoscere la bellezza. Anche se, colpiti dall’ammirazione, si sorvola sui significati o si trascura di comprendere il linguaggio dell’artista. Come accade per i Templi e per le Cattedrali, che non sono i simboli di fede che molti s’immaginano, ma veri e propri libri di pietra, che bisogna imparare a leggere, per raggiungere i messaggi che vi sono stati incisi da grandi iniziati e Maestri costruttori (vedi “Maestri Costruttori”). Assieme al linguaggio simbolico l’artista usa il linguaggio delle emozioni per comunicare concetti anche di notevole complessità. Ma per chi non ne riconosce i canoni, dell’opera resta solo la rappresentazione formale, magari di portata notevole, ma solo un’apparenza figurata. Ecco perché i canoni dell’arte sono alla base del linguaggio d’arte. Per fare un pratico esempio ci apprestiamo a visitare un opera esemplare del suo genere. Intitolata «Malinconia» l’opera è stata realizzata nel 1514 dal maestro tedesco Albrecht Durer. Uno degli artisti che hanno usato le proprie opere per trasmettere principi iniziatici e che per questo sono state paragonate a libri di grande valore simbolico. MalinconiaIl significato esoterico di “malinconia” è quello di “Colui ch’è sottoposto alle prove di Saturno”. Un metafora in cui il pianeta Saturno simboleggia il taumaturgo divino che destina le prove a cui l’iniziando viene sottoposto e che deve superare per raggiungere la «libertà vittoriosa». Di prove ne sono un esempio le 12 fatiche di Ercole. Durante i periodi di prove a cui la vita ci sottopone, il senso di abbandono, di solitudine e di fatica provocano un dolore di vivere che alcune tradizioni hanno chiamato: le notti oscure dell’anima. Perchè, durante le prove l’anima non può intervenire sulla personalità (la ragione fisica) del postulante, per non inficiarne l’autonomia: che non è ancora libero arbitrio ma, più semplicemente, libertà di scelta. E più alti sono i traguardi e più duro è l’impegno. Le prove manifestano crisi che iniziano con il processo di trasformare se stessi. La trasmutazione interiore segue gli stessi precetti della metamorfosi iniziatica* delle antiche tradizioni, ed hanno entrambi il significato di cambiare dentro per crescere. La trasformazione interiore è un processo limitato nel tempo, tutto svolto nella coscienza fisica, che s’accompagna col senso di malinconia (sensazione di abbandono dell’anima). Durante il processo di trasformazione si è malinconici perché due forze sembrano spezzarci entrando in conflitto. Una parte di noi stessi (la coscienza legata ai sensi fisici) resiste all’avanzamento mentre una seconda (la coscienza evolutiva slegata dalla fisicità) spinge ad oltrepassare ogni punto di stasi mentale (abitudini, pigrizie). In questo “tira e molla” chiamato evoluzione personale la persona è confusa, perché non capisce dove sta andando (incomprensibilità del nuovo). Perché, si lascia alle spalle parti di se stessa, ricordi e antiche abitudini. Perché, pensa con rimpianto come si è stati e con chi ci si è accompagnati. Tutto sembra perdersi. E questo malessere dura finché non si rende conto dei vantaggi che comporta la crescita interiore. Accrescimento delle potenzialità latenti. Ampliamento dei confini della propria coscienza. Quindi, maggiore capacità di comprendere, lungimiranza, estensione delle capacità mentali e della sensibilità: che fanno della precedente visione mentale un ricordo da non rimpiangere. __________ * La trasmutazione o metamorfosi iniziatica si basa sul processo di trasformazione e rigenerazione delle energie istintive, passionali, sentimentali che vengono sublimate in energia psico-spirituale. __________ Lettura dei significati simbolici
Il moto della Ruota della Generazione e della Rinascita* è legato ai cicli temporali, che agiscono e modificano il piano fisico ed i ritmi di ogni essere vivente. Per cui, nel bene o nel male, i cicli sono la linea d’avanzamento di ogni regno di natura. (**) * Ruota della Generazione e della Rinascita – I nove mesi della gestazione fanno parte della Ruota della Vita. Un periodo dove l’Ego dell’uomo ripercorre le proprie esperienze per ri-costituire la propria veste fisica e mentale. L’atto del concepimento corrisponde all’individualizzazione della razza, mentre quello della nascita corrisponde alla sua prima iniziazione. ** Cicli circadiani – «… i Cicli governano l’apparire e lo scomparire delle grandi energie che entrano ed escono dall’universo. Limitate e ostacolate dalla qualità delle forme sulle quali esercitano la propria influenza. __________ Sul fondo dell’immagine si distinguono altri simboli. Una luce s’emana da un punto che rappresenta l’uscita dal mondo: traguardo ultimo dell’anima incarnata. Un ponte sovrasta le acque di un mare ormai quieto, traversandole. L’acqua rappresenta l’emotività che domina l’animo umano ed il mondo che si è costruito. Mondo che l’artista indica nei manufatti che pone defilati sulle coste. Le abitazioni segnano il mondo costruito dall’uomo; gli alberi rappresentano il regno vegetale mentre le montagne rappresentano il regno minerale. Il ponte è un passaggio che travalica le acque dei desideri e delle passioni. Rappresenta la coscienza superiore, il cui fluire non è suggestionato dai segni del mondo, e la sua presenza è manifestata dalla luce che s’emana dal punto che manifesta su tutto la presenza della coscienza Divina. Sul capo dell’angelo è poggiata una ghirlanda sempreverde simbolo di vittoria. Anche nel mondo terreno (la coscienza) l’angelo è predestinato alla vittoria, perché, unico ad essere composto della sostanza spirituale del suo creatore. La vittoria dell’anima non è la sua libertà, poiché, non è mai del tutto infissa nella materia. La sua vittoria è l’ascesa della piccola personalità (piccola perché breve è la sua esistenza terrena) ch’è la sua “ombra in terra”. Detto in parole semplici: se l’anima è l’ombra celeste dello spirito, l’uomo fisico è l’ombra terrena dell’anima. L’ascesa della personalità terrena è raffigurata dalla Scala poggiata al suo fianco, sulle mura dell’edificio che raffigura il Tempio interiore eretto dall’evoluzione (ascesa) umana. E acciocché si avveri, degli attrezzi vengono appesi alle sue pareti. La Bilancia è il simbolo d’Equilibrio e di Giustizia, virtù che abbiamo discusso in precedenza. La Clessidra graduata raffigura i cicli della vita, associati al moto universale e riposti nel simbolo del Grande Zodiaco. La Campana viene sfregata ritualmente per far scaturire la nota vibrante (onda sinusoidale) che richiama l’attenzione di Dio e dei suoi messaggeri. È la rappresentazione del “suono sacro e silenzioso” che ogni uomo deve imparare a far risuonare in sé per richiamare l’attenzione (legge di affinità) della particella divina che ci anima. Memorie esoteriche parlano di questo suono interiore come della Parola Sostituita (la voce fisica) e della Parola Perduta*, proiettata per un atto di volontà cosciente. L’atto di volontà che genera un allineamento energetico tra coscienza, cuore e mente fa risuonare l’anima che “risponde”, producendo una nota vibrante (legge di attrazione magnetica). Un tono che “precipita” nella coscienza dell’uomo, riempiendola di un moto energetico che “elettrizza” i tre livelli della sua manifestazione: 1) l’energia che personalizza la mente fisica; 2) l’energia che individualizza la mente superiore; 3) l’energia che priva di caratterizzazioni corporali manifesta nella mente la volontà spirituale**. __________ * Parola Perduta – La nota che presentiamo è tratta da un saggio più ampio. ** Vedi Platone, la monade divina (ch’è in noi). __________
Apollonio di Tiana insegnava come un Quadrato magico tratteneva energia diventando un potente talismano. Dai tempi di Pitagora, Ficino, Paracelo, quest’arte sacerdotale, che viene fatta risalire ben oltre il Tempio dei Misteri di Osiride, era promossa a scopo di ricerca e terapeutico. È ben noto il rapporto tra Numero-Suono-Colore velato nei Quadrati magici*. __________ *Quadrato magico – Con questo Quadrato, l’artista indica il Numero 34, che è il valore numerico del Pianeta Giove che vibra allo stesso suono energetico del Sole (Do), la medesima ottava ma di 1 tono e 12 inferiore. La medesima ottava con cui vibra il pianeta terra, che scende ulteriormente d’un tono. Sono tesi che trovano riscontro nelle le Lezioni sul Monocordo di Pitagora, gli armonici universali di Fludd, sul “De Musica Mondana” e “Le Armonie del Monocordo sovramondano” e nei moderni studi sull’Armonica di H. Kaiser.
Rimandando lo sguardo al fondo dell’opera sono poste due immagini lontane. La prima raffigura una barca di legno poggiata in riva al mare. Nell’iconografia esoterica rappresenta la mente fisica e razionale dell’uomo che, solcando le acque del mare delle emozioni, attraversa col suo moto il piano orizzontale della mente, quello della comprensione bidimensionale. Anche le ali delle due immagini principali simboleggiano la mente, ma quella che nella propria astrazione produce una visione intellettuale ed intelligente*. La psiche evoluta attraverso una continua intuizione, sviluppa la visione tridimensionale (verticalizzazione della mente, che unisce la ragione all’intelligenza dell’Ego superiore). Allora l’uomo abbandonerà la consuetudine d’osservare la realtà con le caratteristiche del profano**, che riflette solo nei piani inferiori della propria mente. __________ *Intelligenza – Secondo l’Alchimia spirituale l’intelligenza è l’Argento dei Saggi. Che corrisponde all’intuizione, alla penetrazione e all’informazione. È lei che ci dà il discernimento degli spiriti e la possibilità di percepire, sotto gli aspetti o forme fisiche il loro collegamento ai poli del Bene e del Male, della Luce e della Tenebra. L’Intelligenza ci fa penetrare nel senso occulto delle parole, delle rappresentazioni formali, delle lettere e dei testi esoterici ed al loro significato superiore. Ci collega al senso velato delle Sacre Scritture e dei Libri Santi. Ci svela il simbolismo superiore dei Segni Sensibili, dei Riti, dei Simboli, degli Oggetti e delle Materie Sacramentali. Ci permette d’afferrare la presenza di realtà spirituali nei riflessi imperfetti delle apparenze. Ci mostra la consistenza delle cause che producono effetti e fenomeni. **Profano – Profanum, pro-avanti, fanum-tempio il non iniziato che sosta d’innanzi al Tempio non osando entrarvi da solo per non violarne la sacralità o per non essere colpito dagli effetti dell’azione empia. Profano è colui ch’è giudicato indegno d’udire l’insegnamento segreto e di toccare i sacri oggetti rituali. Ad una osservazione superficiale potrebbe sembrare che il concetto di “profanità” consegua quello d’ignoranza, ma non è esattamente così. È vero che l’ignoranza determina l’essere profano ma è anche vero che si presenta ad un livello di conoscenza relativa, quindi, anche nelle più alte formule d’iniziazione umana persiste una parte di “non sapere”. Allora, per caratterizzare il profano bisogna cercare altrove. Secondo i canoni dell’Alchimia spirituale è la golosità ad essere peggiore dell’ignoranza. __________ Il grande vaso con manici posto d’innanzi al piccolo scafo ricorda l’athanor alchemico, e le lingue di fiamma che ne scaturiscono, alimentate da un fuoco di legno o carboni, suggeriscono l’idea di un fuoco ravvivato da elementi naturali. Una mente che col fuoco purificatore dello spirito consuma e brucia le scorie della propria coscienza (v. Pentalfa Fiammeggiante in “Numeri segreti dei catechismi massonici” e “Il Pentalfa ed i 5 regni di Natura”). L’adepto minore non possiede ancora il potere risolutore dell’Atto di Volontà, raffigurato da una folgore. Ricorre, allora, all’uso della volontà minore. Alla sua pervicacia, ben cadenzata e ripetitiva com’è simboleggiato nei ripetuti colpi di martello con cui batte sulla sua pietra fino a renderla levigata e sottile. Come ricorda la metafora della trasformazione iniziatica, la pervicacia, costante e cadenzata, con cui si colpisce con precisione il medesimo punto, trapassa anche la roccia più dura e il più solido ostacolo. A terra è ben visibile un incensiere; che rammenta l’importanza delle fumigazioni e dell’uso Rituale dei Profumi nel Tempio. Questo simbolo ricorda occultamente il senso dell’olfatto* che sottintende il senso della vista interiore. Percezione che in oriente è rappresentata nella metafora del Terzo occhio. __________ *Il senso dell’olfatto, nella sua controparte inferiore ed astrale, viene detto istinto. __________ Sempre a terra notiamo un metro. È la logica che fornisce all’operaio-speculativo (l’iniziato minore) il senso della misura che, assieme alla sega (senso di discriminazione), gli permette di dare le giuste proporzioni ai manufatti del pensiero. L’armonia del pensiero viene maggiormente realizzata con l’uso simbolico della pialla, l’equilibrio che cancella (tolleranza) ogni diversità superficiale (diversità effimere). Ai piedi della figura principale s’intravede una tenaglia. In senso metaforico rappresenta la tenacia. La fermezza nell’estrarre i chiodi degli elementi fisici che crocifiggono la parte di coscienza dell’anima materializzata nel corpo animale. Un altro riferimento alla coscienza umana soggiogata dalla sensualità e dalle illusioni di madre terra, vedova, perché priva della luce dello spirito (il padre). Il piccolo regolo di legno è la metafora dell’esperienza, utile a definire gli angoli della pietra definendo, così, lo stile del c |





